Monthly Archives: luglio 2012

Fiori di Zucca, Calorie e Valori Nutrizionali

proprietà fiori di zuccaI fiori di zucca crescono sulla sommità delle zucchine, ma anche delle zucche e sono una vera prelibatezza per il palato, soprattutto in pastella o ripieni.
Ma i fiori di zucca si prestano ad essere cucinati in vari modi: al forno, al vapore, o con un ripieno ipocalorico a base di ricotta di mucca.

Calorie Fiori di zucca e Valori nutrizionali

  • Calorie: 15 kcal
  • Grassi: 0.07 g
  • Carboidrati: 3.28 g
  • Proteine: 1.03 g
  • Acqua: 95.15 g
  • Ceneri: 0.48 g

Minerali

  • Calcio: 39 mg
  • Sodio: 5 mg
  • Fosforo: 49 mg
  • Potassio: 173 mg
  • Ferro: 0.7 mg
  • Magnesio: 24 mg
  • Selenio: 0.7 mcg

Vitamine

  • Retinolo (Vit. A): 0 mcg
  • Vitamina A, IU: 1947 IU
  • Vitamina A, RAE: 97 mcg_RAE
  • Tiamina (Vit. B1): 0.042 mg
  • Riboflavina (Vit. B2): 0.075 mg
  • Niacina (Vit. B3): 0.69 mg
  • Acido folico (Vit. B9 o M o Folacina): 0 mcg
  • Folato alimentare: 59 mcg
  • Folato, DFE: 59 mcg_DFE
  • Folati, totali: 59 mcg
  • Cobalamina (Vit. B12): 0 mcg
  • Acido ascorbico (Vit. C): 28 mg
  • Vitamina D (D2+D3): 0 mcg
  • Colecalcifenolo (Vit. D): 0 IU

Grassi

  • Acidi grassi, monoinsaturi: 0.009 g
  • Acidi grassi, polinsaturi: 0.004 g
  • Acidi grassi, saturi: 0.036 g
  • Colesterolo: 0 mg

Fiori di zucca in pastella light

Ingredienti per 4 persone

  • 12 Fiori di zucca
  • 4 cucchiai di Farina
  • Sale e pepe q.b.
  • Acqua frizzante ghiacciata q.b.
  • Olio extra vergine di oliva
  • Qualche foglia di basilico

Preparazione

Pulite delicatamente i fiori di zucca eliminando il pistillo centrale che si trova all’interno del calice del fiore, il gambo e i filamenti e lavateli. A questo punto preparate la pastella mettendo in una ciotola un po’ di farina e un pizzico di sale, aggiungendo poco alla volta l’acqua frizzante. Mescolate bene fino ad ottenere un composto né troppo liquido né eccessivamente denso. Aggiungete un pizzico di pepe e del basilico tagliato in modo grossolano.

Sgocciolate i fiori di zucca e tamponateli con della carta assorbente, poi passateli nella pastella aiutandovi con una forchetta. Quando l’olio nella padella è ben caldo fate friggere 2-3 pezzi alla volta, facendoli dorare ben bene da entrambi i lati. Poi sgocciolateli con una schiumarola e assorbite l’olio in eccesso con dello scottex. Servite togliendo il foglio di carta assorbente.

(Fonte www.dietaland.com)

I Sintomi della Carenza di Calcio nei Bambini

La mancanza di questo prezioso metallo nell’organismo dei bambini è la prima causa del rachitismo: chi ne è affetto è pallido e si affatica facilmente, ogni minimo movimento lo rallenta.

carenza di calcioTra i primi sintomi rilevanti c’è la delicatezza della pelle: solo sfiorandola compaiono strisce rosse.

La carenza di calcio e vitamina D causa anche una certa debolezza muscolare,  che si lega indubbiamente alla lentezza dei movimenti del
bambino colpito e all’affaticamento facile.

I bambini carenti di calcio sono molto esposti alle fratture, alla fragilità ossea e alle deformazioni della colonna vertebrale: una postura scorretta o un dolore alle ossa possono essere un piccolo campanello d’allarme.

Un altro sintomo rilevante è il respiro affannoso o pesante: la deformazione della cassa toracica rende difficile la respirazione, portando ad un aumento notevole di infiammazioni come bronchiti, broncopolmoniti e asma.

La carenza di calcio può essere prevenuta apportando questo elemento non solo con integratori di calcio e vitamina D, ma principalmente con un’alimentazione adeguata che contempli il latte e i suoi derivati, specialmente i formaggi stagionati; in caso il bambino fosse intollerante al lattosio, sostitutivi notevoli sono la soia (latte, tofu, semi), la frutta secca e i semi di sesamo e girasole.

(Fonte www.benessereblog.it)

Come rendere i Peperoni piu’ Digeribili, consigli utili

Per rendere i peperoni più digeribili è opportuno seguire alcuni piccoli accorgimenti. Questo ortaggio è tra i meno digeribili in assoluto. Ciò dipende dalla presenza della solanina, contenuta anche in altri ortaggi della famiglia delle Solanacee, come patate e pomodori.  Questa sostanza, se ingerita in eccesso, può diventare tossica per l’organismo umano.

come rendere digeribili peperoniCome prima cosa i peperoni andrebbero consumati soltanto se maturi e di stagione. Nei peperoni non ancora perfettamente maturi, infatti, la solanina è presente in dosi maggiori e quindi questi risultano meno digeribili. Un altro fattore che rende i peperoni indigesti è la pellicina esterna. In qualunque modo vogliate preparare gli ortaggi è bene eliminare completamente la pelle esterna.

La parte bianca interna del peperone provoca un senso di pesantezza. Ciò dipende dalla presenza di una sostanza chiamata flavina, anch’essa particolarmente difficile da digerire. Per lo stesso motivo andrebbero evitati anche i semi interni dell’ortaggio.

Secondo una cuoca inglese, la digeribilità della fibra del peperone dipende anche da come lo si taglia. In particolare, l’ortaggio tagliato in senso orizzontale con uno spessore di pochi millimetri risulta essere molto più digeribile rispetto a un peperone tagliato in verticale.

Ciò dipenderebbe dal fatto che tagliando l’ortaggio in orizzontale si spezzerebbero i legami interni della molecola costituente.
Infine, un ultimo metodo per rendere più digeribili i peperoni consiste nel cucinarli in modo leggero.
In particolare evitare di friggere l’ortaggio con troppo olio poiché il soffritto crea un miscuglio di sostanze poco digeribili dall’organismo.

(Fonte www.freshplaza.it)

Crampi allo stomaco: le cause e quando preoccuparsi

Scoprire le cause dei crampi allo stomaco non è un’impresa sempre facile. Dietro a questi dolori, spesso brevi, ma molto intensi, possono esserci problemi che riguardano organi diversi dallo stomaco e solo un’accurata visita gastroenterologica può identificare con certezza il disturbo o la malattia di cui questi crampi sono solo un sintomo.

cause crampi allo stomacoFino a che gli episodi di crampi sono isolati o legati a cattive abitudini alimentari non è il caso di allarmarsi eccessivamente: prestando attenzione a cosa e a come si mangia è possibile risolvere il problema senza particolari conseguenze. Diverso è il caso in cui i crampi allo stomaco durano più di una settimana o sono associati a febbre o a sanguinamenti.

Spesso i crampi allo stomaco sono il primo sintomo di problematiche come diarrea e stitichezza, infezioni virali, sindrome del colon irritabile, intolleranza al lattosio o intossicazione alimentare.

Fra le cause più banali di questi dolori c’è l’ingestione di cibi conservati in modo scorretto, che possono favorire l’infezione dell’intestino da parte di batteri. L’intossicazione che ne deriva si manifesta sia con vomito e diarrea, sia con i crampi allo stomaco. Non solo, anche un’alimentazione povera di fibre o la tendenza a bere poco possono alterare la funzionalità intestinale e scatenare questi crampi. In altre situazioni, invece, sono vere e proprie intolleranze alimentari, come quella al lattosio, a provocare il dolore e solo evitando i cibi non tollerati è possibile evitare la comparsa dei crampi.

In generale, uno stile alimentare corretto contrasta la comparsa di questi disturbi. Mangiare troppo e con voracità, soprattutto alla sera, l’uso eccessivo di sale, non masticare bene gli alimenti di origine vegetali sono cattive abitudini che fanno rimanere il cibo troppo a lungo nello stomaco, rallentandone lo svuotamento. In questo caso i crampi non sono altro che contrazioni intense della muscolatura gastrica per favorire il passaggio di ciò che si è mangiato nell’intestino.

In altre situazioni le cause sono da cercare in vere e proprie patologie, come una gastrite o problemi al piloro (la parte terminale dello stomaco) che rallentano lo svuotamento gastrico, un’ulcera gastrica o duodenale, una diverticolite (la formazione di cavità nelle pareti dell’intestino) o calcoli alla colecisti. In questi casi solo il gastroenterologo potrà effettuare una diagnosi definitiva.

Da non sottovalutare, infine, il ruolo giocato dallo stress. Se è questo problema, fra i più diffusi al giorno d’oggi, a scatenare i crampi, rilassarsi è indispensabile per poter sconfiggere il dolore.

(Fonte www.benessereblog.i)

Le 5 Peggiori Bevande del’Estate

bibiteL’idratazione è fondamentale per il proprio organismo, e d’estate bere a sufficienza diventa ancora più importante.
Il problema più grande però è che proprio durante la stagione calda si trovano in giro drink freschi, “rinfrescanti”, “energizzanti”, “idratanti” e così via, che in realtà hanno ben poco di salutare, e anziché contribuire a reidratare i liquidi persi, peggiorano il livello di disidratazione.

Inutile ricordare che la migliore bibita resta l’acqua. E se proprio si è stufi del suo gusto, si può sempre arricchirlo con il succo di un limone spremuto o di qualche altra frutta (a patto che non si tratti di un succo di frutta comperato, tra poco vedremo perché).

Di seguito vengono illustrate le 5 bevande peggiori da evitare, soprattutto in estate:

Bevande aromatizzate e zuccherate

Durante la stagione calda, gli scaffali dei supermercati si riempiono di bibite aromatizzate a qualsiasi gusto, e a volte anche con gli abbinamenti più strani, per esempio frutta come pompelmo o mirtillo e fiori come gelsomino e violetta. Insomma, bevande che danno l’idea di freschezza e salute ma in realtà sono arricchite di aromi, zuccheri e coloranti. Il problema con la maggior parte di queste acque aromatizzate è soprattutto il contenuto di zucchero. Bevande con elevati livelli di zucchero agiscono come diuretici, senza contare il fatto che sono dannose per i denti, mentre il loro elevato apporto calorico di certo non fa bene alla linea.

Gli zuccheri sono il problema principale anche nei succhi di frutta. In sostanza, le bevande zuccherate causano disidratazione perché sono iperosmolari, ovvero richiamano i liquidi nell’intestino, diminuendo così l’apporto di fluidi alle cellule che in questo modo lavorano meno e peggio. Ma non finisce qui, infatti lo squilibrio creato dall’iperosmolarità porta facilmente a dissenteria e quindi a diarrea, accentuando così la disidratazione. Tale problema si manifesta ancora di più nei bambini.

Purtroppo molte persone sono convinte che assumere succhi di frutta equivalga a mangiare frutta, ma non funziona così. Brevemente, possiamo dire che il processo di pastorizzazione dei succhi li impoverisce di fibre e rende inattivi molti enzimi, vitamine e sali minerali. “In compenso” però vengono aggiunti gli zuccheri!

Ovviamente, in base alla percentuale di frutta utilizzata nel succo, ne esistono di diversi tipi: si va dai succhi con 100% di frutta a quelli aromatizzati alla frutta che non ne contengono affatto e che sono assolutamente da evitare. Ad ogni modo, è sempre meglio prepararsi il succo in casa e consumarlo nel più breve tempo possibile. L’ideale sarebbe ricorrere alla centrifuga, o ancora meglio mangiare la frutta così com’è.

Per approfondire il discorso sugli zuccheri nelle bibite si consiglia di leggere: Sweetened Beverage Consumption, Incident Coronary Heart Disease, and Biomarkers of Risk in Men, L.de Koning et al. – 2012.

Coca-Cola e altre bibite con soda

Coca-cola o Pepsi? Non importa la marca, le bibite alla soda sono proprio da evitare. Oltre allo zucchero (di cui non aggiungiamo altro), queste bevande sono ricche di calorie vuote (ovvero quelle povere o vuote di micronutrienti nonostante l’alto apporto energetico), un’accoppiata perfetta per aumentare di peso. Anche se i drink alla soda possono essere rinfrescanti, contengono due tra i principali diuretici: caffeina e zucchero, che durante l’estate non aiutano affatto.

Caffè ghiacciato stile Starbucks

Anche in Italia sta arrivando la mania del caffè sotto forma di granita e mischiato ad altri elementi che lo rendono cremoso e soffice. A diffondere in tutto il mondo questa tipologia di caffè è stato Starbucks, e via via stanno uscendo altre versioni ancora più commercializzabili da parte di marchi italiani. Finora abbiamo detto che caffeina e zucchero sono i principali diuretici in tali bevande, e purtroppo questa ne contiene in grandi quantità, con risultati peggiori della soda.

Smoothie

Lo smoothie è ricco di frutta ma solitamente è altresì ricco di zuccheri e calorie. Un altro problema legato a questo prodotto è l’alto contenuto di latte così, con il caldo, gli smoothies provocano facilmente diarrea o nausea, accentuando la perdita di fluidi e la disidratazione.

Alcol

Anche l’alcol ha proprietà diuretiche, quindi fa perdere più liquidi di quelli che si assumono. Inoltre, bisogna cercare di evitare quelle sorte di bevande cremose alcoliche arricchite di zuccheri e latte; queste, oltre ad aumentare l’effetto della diuresi, possiedono una quantità spropositata di calorie che di certo non aiutano con la linea.

Considerazioni

Con questo articolo non vogliamo sconsigliare categoricamente l’assunzione delle bevande sopra illustrate. Tali bibite si possono consumare con moderazione ed essere accompagnate da una regolare idratazione con acqua. Bisogna sempre tenere a mente gli effetti diuretici che alcuni liquidi hanno sull’organismo e ricordarsi che soltanto l’acqua può svolgere una piena azione idratante

Fonte: http://www.beautyerelax.com/salute/195-le-5-peggiori-bevande-da-evitare-in-estate.html#ixzz21ik84aKH

Mangiate l’Insalata con Condimenti Senza Grassi? Ecco perche’ Sbagliate

condimento insalataSe usate condimenti senza grassi per la vostra insalata, state commettendo un errore. Stando agli scienziati, infatti, bisogna mangiare l’insalata con condimenti a base di grassi per ottenere il massimo nutrimenti dai vegetali.
Non avere grassi nell’insalata, di fatto, diminuisce il beneficio di mangiare verdure.
Sembra strano, vero?
Ma anche se i condimenti senza grassi hanno meno calorie, non consentono di ricevere dalla verdura che mangiamo il risultato migliore.

I ricercatori dell’Università di Purdue (nell’Indiana – USA) hanno confrontato il consumo di insalata con condimenti a base di grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi a tre, otto e venti grammi per capire quale fosse più efficiente ed hanno scoperto che il grasso è cosa buona.
The Atlantic riporta: “Mario Ferruzzi, leader dello studio e professore associato di scienze dell’alimentazione alla Purdue, ha dichiarato che per ottenere maggiore beneficio da frutta e verdura, questi devono essere correttamente associati a condimenti a base di grassi”.

Si è scoperto che condimenti fatti con grassi monoinsaturi (olio d’oliva e olio di colza), sono i più efficienti perché serve la minor quantità possibile di condimento per ottenere il massimo dei risultati in termini di carotenoidi (che si comportano come antiossidanti per il nostro corpo).

(Fonte www.freshplaza.it)

I Benefici della Vitamina D

La vitamina D ha mille virtù, fra cui quella di mantenere sane le ossa e prevenire l’osteoporosi. Protegge anche da malattie quali il diabete e l’infarto. Insomma, una ricchezza preziosa che non può mancare.

vitamina DLa prima fonte di vitamina D sono i raggi solari più intensi, avvantaggiati sono gli abitanti del sud. A tavola si fa il pieno mangiando pesce grasso, come salmone e sgombro. In minima dose anche nel tuorlo dell’uovo e nei formaggi grassi come la fontina.

I sintomi della carenza di vitamina D sono facili da riconoscere, ad esempio, se sei soggetta a frequenti fratture, se hai spesso paradontiti e infiammazioni in bocca, se hai mestruazioni dolorose o dormi male, questi sono i più frequenti. Spesso, in caso di gravidanza o allattamento, c’è la necessità di un’integrazione che il medico prescriverà..

Se risulti carente, sarà il medico a stabilire se devi modificare dieta e abitudini o se occorrerà integrare.

In ogni caso, se non sei in forte deficit, è sufficiente puntare sul sole. Per sfruttare l’azione degli UV facendo scorta per l’inverno, ti bastano 40 minuti al giorno da giugno a settembre quando i raggi sono più forti, t-shirt e calzoncini e sei pronta a fare il pieno di vitamina D.

Bisogna fare attenzione, i filtri solari bloccano anche la vitamina D, dunque, dovresti farne a meno. In alternativa, una porzione di 150 g al giorno di salmone o sgombro copre buona parte del fabbisogno quotidiano.

La vitamina D protegge dall’osteoporosi, diabete e infarto ma assume doti elevate se non ce n’è bisogno, infatti è dannoso, può provocare problemi a reni e tachicardia, si chiama vitamina, ma è un ormone e nell’organismo gioca un ruolo delicato, meglio puntare sulla passeggiata all’aria aperta.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Magico Bicarbonato

bicarbonatoUn rimedio “universale” conosciuto da molto tempo
Naturale, ecologico, economico, benefico per la salute e utilissimo per decine di funzioni diverse. È l’identikit del bicarbonato di sodio, la bianca sostanza multiuso che non mancava mai nelle case dei nostri nonni, quando ad esempio tantissimi prodotti per la pulizia di casa non esistevano: il bicarbonato da solo potrebbe rimpiazzare tutti questi prodotti, grazie alle sue naturali proprietà fisiche e chimiche. Con grandi vantaggi per l’ambiente, perché è una sostanza completamente biodegradabile,

Una sostanza amica dell’ambiente
Molti non sanno che se si usasse più bicarbonato al posto di altre sostanze molto più costose e molto più dannose, tutti ne ricaverebbero un grande giovamento, sia in termini di risparmio che di lotta contro l’inquinamento. Il bicarbonato però non deve essere visto come un semplice e casalingo “rimedio della nonna”, un po’ antiquato e poco efficace. Al contrario, le ricerche scientifiche più recenti e gli studi eseguiti dalle industrie dimostrano che questa sostanza bianca e cristallina già utilizzata dagli antichi Egizi migliaia di anni fa ha
ancora vaste potenzialità di impiego nel futuro.

Bicarbonato, un “amico” da riscoprire
Il bicarbonato quindi merita una nuova e ancora maggiore considerazione. Prima di tutto andrebbe conosciuto meglio ed è per questo che vi proponiamo questo manuale pratico, che vuole in primo luogo “raccontare” i numerosi usi del bicarbonato di sodio. Le sue applicazioni sono davvero tantissime e tutte assai pratiche: per la pulizia delle persone e del bucato, per la cucina, l’igiene, la
salute, ma anche per la cura degli animali, delle piante e perfino dell’automobile. Seguendo queste indicazioni siamo certi che diventerà un alleato indispensabile in casa, che tutti ringrazieranno, anche l’ambiente…

(Fonte riza.it)

Leishmaniosi, la Malattia che colpisce Uomini e Cani

LeishmaniosiUomini e i cani sono spesso colpiti dalla stessa malattia, questa volta parliano della Leishmaniosi, che può colpire entrambi, ma non è il cane a trasmetterla all’uomo.  Ne sentiamo parlare frequentemente nella medicina veterinaria, molto raramente in quella umana, malattia a volte sottovalutata anche se la leishmaniosi viscerale è solo seconda per importanza della sanità pubblica mondiale, dopo la malaria.

La leishmaniosi umana è causata da protozoi del genere Leishmania, ne esistono ben ventitre specie e può essere caratterizzata da diverse sindromi, le più comuni sono tre: la leishmaniosi viscerale (che se non diagnosticata in tempo può esser mortale perchè colpisce diversi organi interni milza, fegato e midollo osseo), la leishmaniosi cutanea e la mucocutanea (tipica dei paesi tropicali e dell’America Latina). Vediamone i sintomi principali.

Leishmaniosi umana viscerale: febbre irregolare, gonfiore e dolore addominale, diarrea, tosse, perdita di peso, anemia, ittero.
Leishmaniosi umana cutanea: papule eritematose in via di sviluppo, placche e ulcerazioni con pus che si asciuga formando una crosta, ferite che se non si infettano sono indolori.
Leishmaniosi umana mucocutanea: lesioni cutanee che guariscono spontaneamente, difficoltà a dormire a causa della congestione nasale, polipi nasali che si allargano al labbro superiore, sindrome più comune nei pazienti di razza nera.

La causa della Leishmaniosi è il morso dei pappataci (flebotomi) femmina infetti, in genere non ci si accorge del morso di questi insetti poichè volando non fanno rumore, sono più piccoli delle zanzare ed i loro morsi possono passare inosservati perchè non fanno male. I pappataci di solito sono più attivi al tramonto, di sera e durante la notte (dal crepuscolo all’alba). Alcune specie di Leishmania si possono trasmettere mediante trasfusione di sangue o uso di aghi infetti.

Si può contrarre se si visitano zone a rischio, per turismo o per lavoro, la leishmaniosi è più diffusa nelle zone rurali, maggiormente a rischio chi fa viaggi non organizzati, i campeggiatori, i soldati, i missionari e gli ornitologi.

Il discorso non cambia per la Leishmaniosi, dei nostri amici cani, per i quali l’incubazione varia da un minimo di 1 mese fino a svariati anni. Nel cane la Leishmaniosi si manifesta senza distinzione di razza o sesso, come per gli umani, i cani che vivono all’aperto sono maggiormente esposti al rischio di puntura da parte del pappatacio e quindi al rischio di infezione.

Esiste la prevenzione per questa dolorosa e pericolosa malattia, un esame del sangue può stabilire se è in corso, si passa poi ad una iniezione che dovrà essere fatta con regolarità secondo il consiglio del veterinario di fiducia. I più colpiti sono i cani di taglia grande, solo perchè il pappatacio ha più spazio per colpire il cane, a differenza di quelli piccoli. Esistono anche dei collarini che si dovranno indossare dai primi giorni di caldo fino ad ottobre inoltrato, in ogni caso, non sostituiscono il vaccino.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

A cosa serve il Carbone Vegetale e quali sono le Controindicazioni

carbone vegetaleIl carbone vegetale è un trattamento naturale in caso di gonfiore di stomaco e senso di pesantezza, perché aiuta le digestioni difficili. È un derivato della lavorazione del legname, principalmente di betulla, ed è il primo alleato per combattere il meteorismo, l’accumulo di gas intestinali e, per estensione, l’alito cattivo dovuto alla fermentazione intestinaleÈ molto prezioso nei casi di avvelenamento e viene spesso usato in associazione alla lavanda gastrica, poiché si lega alle molecole tossiche favorendone la naturale espulsione:

Per tali proprietà il carbone vegetale viene riconosciuto dalla FDA (Food and Drug Administration) come valido antidoto generico in caso di avvelenamento acuto, dovuto sia alla eccessiva introduzione di farmaci, sia alla ingestione di sostanze tossiche o velenose ad esclusione di acidi e basi forti, acido borico, cianuro, litio, alcool etilico e metilico, integratori a base di ferro, acidi inorganici, molecole poco ionizzate.

Diversi studi hanno dimostrato che può essere anche un buon rimedio contro il colesterolo. L’assunzione del carbone vegetale va controllata se si stanno prendendo altri farmaci, perché potrebbe annullare l’effetto dei principi attivi: è bene far passare almeno due ore per preservarne l’efficacia. Per le donne è molto importante rispettare questa dilazione nel tempo, specialmente in caso di assunzione di anticoncezionali orali.

Non ci sono particolari controindicazioni riguardo questo rimedio: se ne sconsiglia solo l’uso massiccio o prolungato, che può avere un forte effetto lassativo e richiedere nei un intervento d’urgenza nei casi più gravi, e l’assunzione non controllata in gravidanza e nel periodo dell’allattamento. È bene anche rivolgersi al medico prima di somministrarlo ai bambini sotto i 12 anni di età.

(Fonte www.benessereblog.it)