Daily Archives: luglio 12, 2012

A Dieta per Abbronzarsi: colorito dorato con Pomodori, Albicocche e Carote

dieta abbronzanteA dieta per abbronzarsi e dimagrire facendo il pieno di vitamine, antiossidanti e minerali. Si può scegliendo i cibi amici della tintarella e della salute.

Ne parlavamo pochi giorni fa a proposito di un’alimentazione ricca di betacarotene che regala un colorito dorato, vitamina A e vitamina E che idratano la pelle e selenio che ci protegge dai danni dei radicali liberi, prevenendo l’invecchiamento cutaneo dovuto all’esposizione solare.

Oggi torniamo a parlare di dieta e abbronzatura per concentrarci su tre cibi amici di un colorito sano e dorato: pomodori, albicocche e carote. I loro nutrienti stimolano la produzione di melanina nell’organismo e ci regalano una pelle compatta e ambrata.

Partiamo dai pomodori che non devono mancare sulla nostra tavola in estate.
Ci garantiscono un pieno di antiossidanti e ci aiutano a liberarci da quel rossore effetto peperone antiestetico che compare sulla pelle quando ci esponiamo al sole durante i primi giorni di vacanza.

 Secondo prezioso alleato della nostra abbronzatura è la carota. Una dieta estiva ricca di carote ci regala una pelle resistente, immediatamente più dorata e dall’aspetto sano anche se l’esposizione solare è ridotta al minimo. Le carote ci aiutano inoltre a mantenere a lungo l’abbronzatura. Le carote contengono 1.200 microgrammi di vitamina A per 100 grammi. I pomodori 50-100.Le albicocche, altro frutto prezioso per la nostra abbronzatura, ne contengono 350-500. Poco caloriche ma ricche di nutrienti, con proprietà dolcemente lassative, le albicocche ci forniscono un apporto elevato di potassio e carotene. Sono inoltre ricche di vitamina A, B, C e PP. Di seguito una lista di cibi abbronzanti più e meno ricchi di caroteni.cibi abbronzanti

(Fonte www.benessereblog.it)

Mangostano, il Frutto Tropicale Re degli Antiossidanti

mangostanoMangostano è una pianta tropicale poco conosciuta in Italia, che produce frutti deliziosi ed estremamente salutari. Infatti, la mangostina – questo è il nome del frutto – è stata molto usata nella medicina popolare dei Paesi del Sud-Est asiatico perché, oltre a essere ricca di sostanze nutritive, è una fonte incredibile di antiossidanti.

Tra gli antiossidanti più noti, presenti nel frutto, ci sono xantoni, tannini, catechinestilbeni e polifenoli. Gli xantoni sono famosi per essere degli antiage naturali davvero molto potenti, i tannini sono antinfiammatori e mantengono bassi i livelli di colesterolo, mentre gli stilbeni tengono lontane le micosi. Questo mix di antiossidanti è prezioso soprattutto per contrastare l’azione dei radicali liberi, molecole ossidanti che non sono lo accelerano l’invecchiamento cutaneo ma anche quello cellulare, favorendo l’insorgere di numerose malattie, come i tumori, i problemi cardiorespiratori e neurologici (dal Parkinson all’ Alzheimer).

Per capire il valore di questo frutto, bisogna rifarsi al test Orac (Oxigen Radical Adsorbance Capacity), che ha dimostrato che questa sostanza raggiunge i 24 mila punti, un risultato da record. Tenete in considerazione che per avere dei reali effetti sull’organismo i vegetali devono raggiungere all’Orac almeno i 2mila punti e che famosi antiossidanti come il melograno, gli spinaci e la vitamina E non raggiungono neanche i mille. Nel pericarpo (ovvero la buccia) sono presenti anche Potassio, Calcio, Fosforo, Ferro, Vitamine B1, B2, B6, e C.

Il mangostano (il termine fitorapico è Garcinia mangostana), tra le altre cose, tiene alla larga le allergie. Secondo, infatti, numerosi studi l’infiammazione è un elemento tipico delle allergie: due componenti fondamentali di questa pianta (Alfa e beta- mangostina) sono in grado di bloccare i recettori dell’istamina e di conseguenza di produrre un effetto antiallergico. Il succo di questo frutto, inoltre, è consigliato nella dieta per curare l’obesità e prevenire l’insorgere di diabete e cardiopatie, perché dovrebbe abbassare i livelli di proteina C reattiva (CRP), fattore di rischio grave proprio come il colesterolo cattivo.

(Fonte /www.dietaland.com/)

Le Amarene Rigenerano il Colon

Gustale fresche o centrifugate e usa anche i peduncoli: questi frutti dal sapore gradevolmente amarognolo stimolano reni, circolazione e muscoli

amareneL’albero delle amarene ( Prunus ceranus) è parente stretto del ciliegio (anche se non raggiunge grandi altezze) ed è noto anche come visciolo o amarasco: è originario dell’Asia Minore, nella zona compresa tra il mar Nero e il Mar Caspio. Le amarene hanno una buccia di un bel rosso intenso e una polpa chiara e succosa; sono utilizzate prevalentemente per la preparazione di sciroppi, succhi e confetture. Le amarene sono straricche di principi attivi fondamenti per la salute, soprattutto in questo periodo dell’anno: contengono buone quantità di ferro, calcio, magnesio, potassio e fosforo e di vitamine del gruppo B, di vitamina PP, di vitamina C e di provitamina A, che migliorano la compattezza e l’elasticità dei tessuti.

Una miniera di vantaggi: sgonfiano, drenano e rinforzano i vasi

Sono però i bioflavonoidi antociani, pigmenti responsabili del colore rosso, che rendono le amarene un frutto speciale: riducono l’infiammazione, poiché contrastano lo stress ossidativi conseguente a un evento infiammatorio. Studi sperimentali hanno anche suggerito che, visto l’alto potere antiossidante, le amarene potrebbero essere un alimento importante nella prevenzione del tumore al colon e al seno.

Utili anche nella prevenzione dei tumori

Gli antociani contenuti nelle amarene hanno la capacità di contrastare efficacemente la formazione di radicali liberi nell’organismo, e svolgono in questo senso un ruolo preventivo e detossinante, poiché, se l’infiammazione è una normale difesa dell’organismo per combattere infezioni o ferite, uno stato di infiammazione cronica può portare l’organismo a sviluppare patologie gravi quali i tumori.

Tengono lontani ictus e cali della vista

I bioflavonoidi rafforzano i capillari, prevengono ictus e trombosi e migliorano la facoltà visiva. Inoltre le amarene, contenendo melatonina, agiscono sul sistema nervoso e combattono l’insonnia. Le pectine, inoltre, migliorano la funzionalità intestinale, stimolando l’eliminazione di tossine e scorie. A livello muscolare le amarene attenuano la formazione di acido lattico e i crampi.

Il decotto per stipsi e calcoli

Il peduncolo delle amarene è molto utilizzato dalla medicina naturale. Opportunamente seccato, s’impiega per preparare decotti molto diuretici, indicati contro artrite, calcoli, disturbi renali, fermentazioni intestinali, stitichezza.

Come fare: si mette a macerare per 2-3 ore in mezzo litro d’acqua una manciata di peduncoli. Poi si fa bollire il tutto 10 minuti e si lascia a riposare per altri 10 minuti. Se ne devono tre bicchieri al giorno.

(Fonte riza.it)

Gengive Gonfie e Doloranti: cosa Fare

gengive gonfie dolorantiLe gengive gonfie e doloranti sono un sintomo comune originato da diverse cause scatenanti, più e meno gravi. Bisogna preoccuparsi ed avvisare il medico quando il disturbo è presente da più di due settimane. Per alleviare il dolore e ridurre il gonfiore dobbiamo risalire alla causa scatenante. Potrebbe trattarsi di gengivite, un’infiammazione causata da una scarsa igiene orale che si sviluppa intorno al colletto del dente. Se non viene curata la gengivite può sfociare in parodontite, una malattia dei tessuti che sostengono il dente, e creare danni anche seri e permanenti a denti e gengive.

La gengivite causa l’arrossamento delle gengive ed un’ipersensibilità dei tessuti gengivali. Quando ci laviamo i denti le gengive tendono a sanguinare facilmente. In questo caso, il dentista interviene eliminando la placca per liberare la bocca dai batteri, decontamina e decongestiona le gengive. Il sollievo è rapido ed immediato.

Le gengive gonfie e doloranti possono dipendere anche da una protesi dentale posizionata in modo non idoneo. Se avvertite dolore alle gengive dopo l’intervento avvisate il dentista: sistemando la protesi il disturbo dovrebbe scomparire.

La causa del gonfiore gengivale è una dieta carente in vitamine. Assicuriamoci di consumare frutta e verdura a sufficienza. Non a caso tra le cause delle gengive gonfie e doloranti figura lo scorbuto, provocato da un grave deficit di vitamina C nell’organismo. L’acido ascorbico è fondamentale per la formazione del collagene e della dentina. In questo caso il disturbo scompare intervendo sulla carenza di vitamina C con un’alimentazione equilibrata e l’utilizzo di integratori.

Restando in tema di alimentazione, vanno evitati i cibi troppo zuccherini e gli alcolici. Anche il tabacco può causare disturbi gengivali. L’ennesima buona ragione per smettere di fumare.

A volte le gengive si gonfiano a causa di prodotti per l’igiene orale troppo aggressivi. Evitiamo temporaneamente l’utilizzo di colluttori ed acquistiamo un dentifricio per gengive sensibili in farmacia. Per placare l’infiammazione esistono dei colluttori specifici.

Se state assumendo farmaci, controllate che tra gli effetti collaterali non figurino disturbi gengivali. In caso affermativo, consultatevi con il medico per valutare un cambio di terapia.

In gravidanza le gengive possono gonfiarsi a causa dei cambiamenti ormonali. Le donne incinte dovrebbero curare scrupolosamente l’igiene della bocca e recarsi almeno ogni tre mesi dal dentista per monitorare la salute orale.

A volte le gengive si gonfiano a causa di un’infezione fungina o virale del cavo orale. In questo caso la soluzione al dolore è il trattamento dell’infezione con la terapia farmacologica più opportuna prescritta dal medico.

In tutti i casi è fondamentale curare l’igiene orale scrupolosamente, utilizzando il filo interdentale ed effettuando una pulizia dei denti almeno ogni 6-8 mesi. Il dentista, in base al singolo caso, può anche consigliare sedute più frequenti.

(Fonte www.benessereblog.it)