Daily Archives: luglio 30, 2012

Crampi allo stomaco: le cause e quando preoccuparsi

Scoprire le cause dei crampi allo stomaco non è un’impresa sempre facile. Dietro a questi dolori, spesso brevi, ma molto intensi, possono esserci problemi che riguardano organi diversi dallo stomaco e solo un’accurata visita gastroenterologica può identificare con certezza il disturbo o la malattia di cui questi crampi sono solo un sintomo.

cause crampi allo stomacoFino a che gli episodi di crampi sono isolati o legati a cattive abitudini alimentari non è il caso di allarmarsi eccessivamente: prestando attenzione a cosa e a come si mangia è possibile risolvere il problema senza particolari conseguenze. Diverso è il caso in cui i crampi allo stomaco durano più di una settimana o sono associati a febbre o a sanguinamenti.

Spesso i crampi allo stomaco sono il primo sintomo di problematiche come diarrea e stitichezza, infezioni virali, sindrome del colon irritabile, intolleranza al lattosio o intossicazione alimentare.

Fra le cause più banali di questi dolori c’è l’ingestione di cibi conservati in modo scorretto, che possono favorire l’infezione dell’intestino da parte di batteri. L’intossicazione che ne deriva si manifesta sia con vomito e diarrea, sia con i crampi allo stomaco. Non solo, anche un’alimentazione povera di fibre o la tendenza a bere poco possono alterare la funzionalità intestinale e scatenare questi crampi. In altre situazioni, invece, sono vere e proprie intolleranze alimentari, come quella al lattosio, a provocare il dolore e solo evitando i cibi non tollerati è possibile evitare la comparsa dei crampi.

In generale, uno stile alimentare corretto contrasta la comparsa di questi disturbi. Mangiare troppo e con voracità, soprattutto alla sera, l’uso eccessivo di sale, non masticare bene gli alimenti di origine vegetali sono cattive abitudini che fanno rimanere il cibo troppo a lungo nello stomaco, rallentandone lo svuotamento. In questo caso i crampi non sono altro che contrazioni intense della muscolatura gastrica per favorire il passaggio di ciò che si è mangiato nell’intestino.

In altre situazioni le cause sono da cercare in vere e proprie patologie, come una gastrite o problemi al piloro (la parte terminale dello stomaco) che rallentano lo svuotamento gastrico, un’ulcera gastrica o duodenale, una diverticolite (la formazione di cavità nelle pareti dell’intestino) o calcoli alla colecisti. In questi casi solo il gastroenterologo potrà effettuare una diagnosi definitiva.

Da non sottovalutare, infine, il ruolo giocato dallo stress. Se è questo problema, fra i più diffusi al giorno d’oggi, a scatenare i crampi, rilassarsi è indispensabile per poter sconfiggere il dolore.

(Fonte www.benessereblog.i)

Le 5 Peggiori Bevande del’Estate

bibiteL’idratazione è fondamentale per il proprio organismo, e d’estate bere a sufficienza diventa ancora più importante.
Il problema più grande però è che proprio durante la stagione calda si trovano in giro drink freschi, “rinfrescanti”, “energizzanti”, “idratanti” e così via, che in realtà hanno ben poco di salutare, e anziché contribuire a reidratare i liquidi persi, peggiorano il livello di disidratazione.

Inutile ricordare che la migliore bibita resta l’acqua. E se proprio si è stufi del suo gusto, si può sempre arricchirlo con il succo di un limone spremuto o di qualche altra frutta (a patto che non si tratti di un succo di frutta comperato, tra poco vedremo perché).

Di seguito vengono illustrate le 5 bevande peggiori da evitare, soprattutto in estate:

Bevande aromatizzate e zuccherate

Durante la stagione calda, gli scaffali dei supermercati si riempiono di bibite aromatizzate a qualsiasi gusto, e a volte anche con gli abbinamenti più strani, per esempio frutta come pompelmo o mirtillo e fiori come gelsomino e violetta. Insomma, bevande che danno l’idea di freschezza e salute ma in realtà sono arricchite di aromi, zuccheri e coloranti. Il problema con la maggior parte di queste acque aromatizzate è soprattutto il contenuto di zucchero. Bevande con elevati livelli di zucchero agiscono come diuretici, senza contare il fatto che sono dannose per i denti, mentre il loro elevato apporto calorico di certo non fa bene alla linea.

Gli zuccheri sono il problema principale anche nei succhi di frutta. In sostanza, le bevande zuccherate causano disidratazione perché sono iperosmolari, ovvero richiamano i liquidi nell’intestino, diminuendo così l’apporto di fluidi alle cellule che in questo modo lavorano meno e peggio. Ma non finisce qui, infatti lo squilibrio creato dall’iperosmolarità porta facilmente a dissenteria e quindi a diarrea, accentuando così la disidratazione. Tale problema si manifesta ancora di più nei bambini.

Purtroppo molte persone sono convinte che assumere succhi di frutta equivalga a mangiare frutta, ma non funziona così. Brevemente, possiamo dire che il processo di pastorizzazione dei succhi li impoverisce di fibre e rende inattivi molti enzimi, vitamine e sali minerali. “In compenso” però vengono aggiunti gli zuccheri!

Ovviamente, in base alla percentuale di frutta utilizzata nel succo, ne esistono di diversi tipi: si va dai succhi con 100% di frutta a quelli aromatizzati alla frutta che non ne contengono affatto e che sono assolutamente da evitare. Ad ogni modo, è sempre meglio prepararsi il succo in casa e consumarlo nel più breve tempo possibile. L’ideale sarebbe ricorrere alla centrifuga, o ancora meglio mangiare la frutta così com’è.

Per approfondire il discorso sugli zuccheri nelle bibite si consiglia di leggere: Sweetened Beverage Consumption, Incident Coronary Heart Disease, and Biomarkers of Risk in Men, L.de Koning et al. – 2012.

Coca-Cola e altre bibite con soda

Coca-cola o Pepsi? Non importa la marca, le bibite alla soda sono proprio da evitare. Oltre allo zucchero (di cui non aggiungiamo altro), queste bevande sono ricche di calorie vuote (ovvero quelle povere o vuote di micronutrienti nonostante l’alto apporto energetico), un’accoppiata perfetta per aumentare di peso. Anche se i drink alla soda possono essere rinfrescanti, contengono due tra i principali diuretici: caffeina e zucchero, che durante l’estate non aiutano affatto.

Caffè ghiacciato stile Starbucks

Anche in Italia sta arrivando la mania del caffè sotto forma di granita e mischiato ad altri elementi che lo rendono cremoso e soffice. A diffondere in tutto il mondo questa tipologia di caffè è stato Starbucks, e via via stanno uscendo altre versioni ancora più commercializzabili da parte di marchi italiani. Finora abbiamo detto che caffeina e zucchero sono i principali diuretici in tali bevande, e purtroppo questa ne contiene in grandi quantità, con risultati peggiori della soda.

Smoothie

Lo smoothie è ricco di frutta ma solitamente è altresì ricco di zuccheri e calorie. Un altro problema legato a questo prodotto è l’alto contenuto di latte così, con il caldo, gli smoothies provocano facilmente diarrea o nausea, accentuando la perdita di fluidi e la disidratazione.

Alcol

Anche l’alcol ha proprietà diuretiche, quindi fa perdere più liquidi di quelli che si assumono. Inoltre, bisogna cercare di evitare quelle sorte di bevande cremose alcoliche arricchite di zuccheri e latte; queste, oltre ad aumentare l’effetto della diuresi, possiedono una quantità spropositata di calorie che di certo non aiutano con la linea.

Considerazioni

Con questo articolo non vogliamo sconsigliare categoricamente l’assunzione delle bevande sopra illustrate. Tali bibite si possono consumare con moderazione ed essere accompagnate da una regolare idratazione con acqua. Bisogna sempre tenere a mente gli effetti diuretici che alcuni liquidi hanno sull’organismo e ricordarsi che soltanto l’acqua può svolgere una piena azione idratante

Fonte: http://www.beautyerelax.com/salute/195-le-5-peggiori-bevande-da-evitare-in-estate.html#ixzz21ik84aKH

Mangiate l’Insalata con Condimenti Senza Grassi? Ecco perche’ Sbagliate

condimento insalataSe usate condimenti senza grassi per la vostra insalata, state commettendo un errore. Stando agli scienziati, infatti, bisogna mangiare l’insalata con condimenti a base di grassi per ottenere il massimo nutrimenti dai vegetali.
Non avere grassi nell’insalata, di fatto, diminuisce il beneficio di mangiare verdure.
Sembra strano, vero?
Ma anche se i condimenti senza grassi hanno meno calorie, non consentono di ricevere dalla verdura che mangiamo il risultato migliore.

I ricercatori dell’Università di Purdue (nell’Indiana – USA) hanno confrontato il consumo di insalata con condimenti a base di grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi a tre, otto e venti grammi per capire quale fosse più efficiente ed hanno scoperto che il grasso è cosa buona.
The Atlantic riporta: “Mario Ferruzzi, leader dello studio e professore associato di scienze dell’alimentazione alla Purdue, ha dichiarato che per ottenere maggiore beneficio da frutta e verdura, questi devono essere correttamente associati a condimenti a base di grassi”.

Si è scoperto che condimenti fatti con grassi monoinsaturi (olio d’oliva e olio di colza), sono i più efficienti perché serve la minor quantità possibile di condimento per ottenere il massimo dei risultati in termini di carotenoidi (che si comportano come antiossidanti per il nostro corpo).

(Fonte www.freshplaza.it)