Daily Archives: agosto 1, 2012

I Fiori che fermano il Mal di Testa

Esistono rimedi floreali efficaci nel combattere la cefalea che sopraggiunge soprattutto durante i fine settimana, la fase premestruale e il dopo pasto. Nella genesi di un attacco di cefalea la psiche gioca un ruolo di primaria importanza.
Lo stress, la depressione, la stanchezza si abbinano al modo di vivere la routine quotidiana, determinando il ripresentarsi del disturbo in alcuni momenti topici: il fine settimana, la fase premestruale, il dopo pasto.

fiori di bach

I fiori di Bach sono un aiuto indispensabile, per riequilibare lo stato emotivo a seconda delle nostre vere esigenze. Se colpisce dopo i pasti: Crab apple spazzatossine Se la cefalea insorge dopo pasti troppo abbondanti, può essere utile aiutare il fegato nel suo lavoro di drenaggio e “pulizia”, utilizzando un fiore di Bach ad azione purificante come Crab Apple, che favorisce la generale depurazione dell’organismo e aiuta a liberarsi da tossine e scorie metaboliche. Il fiore di Bach favorisce anche l’eliminazione dei pensieri negativi che possono “gravare” sulla mente e appesantirla, trasformandosi in mal di testa ricorrente. Se compare nel week end: Oak, il gran rilassante

La tipica cefalea da week end colpisce spesso le persone rigide, perfezioniste, scrupolose, abituate a “sgobbare” senza sosta e che, per un esagerato senso del dovere e spirito di sacrificio, sprecano troppe energie sul lavoro senza mai fermarsi e ignorando la stanchezza. La cefalea insorge allora nel fine settimana, l’unico momento in cui ci si può “permettere” di fermarsi, ma anche il tempo in cui si “stacca la spina” e si comincia finalmente a prestare più attenzione ai segnali (finora inascoltati) di stanchezza e affaticamento del proprio corpo.
Se non riesci a staccare in tale situazione, il fiore di Bach ideale per facilitare un generale rilassamento è Oak, che induce uno stato di distensione fisica e mentale e permette di “lasciarsi andare” al riposo.
Il consiglio in più se la cefalea si accompagna a difficoltà del sonno, aggiungi a Oak anche due gocce di White Chestnut: ferma il sovraccarico di pensieri e ti aiuta a “staccare” dalle rimuginazioni e dalle preoccupazioni che ti assillano, facilitando il rilassamento e un riposo pienamente rigenerante. I due rimedi, miscelati tra loro, agiscono in reciproca sinergia.

Se è colpa del superlavoro: Hornbeam rinfresca la mente.  Troppe ore al computer, davanti a videoterminali o a uno schermo televisivo, ma anche troppa lettura, troppo studio, troppe ore di guida possono affaticare la mente e provocare un mal di testa acuto, tipico da sforzo mentale prolungato. In questo caso la cefalea si accompagna spesso a bruciore agli occhi, calo di energia, viso arrossato, sensazione di testa “pesante”, difficoltà di concentrazione, rifiuto per le consuete attività. Hornbeam è il fiore di Bach più indicato per “rinfrescare” la mente stanca e ricaricarsi di energia. Il rimedio, oltre che assunto oralmente, può essere utilizzato anche in applicazioni locali sulla fronte congestionata: diluisci due gocce di Hornbeam in una tazza d’acqua, intingi una pezza di cotone nella diluizione e fai un impacco direttamente sulla fronte, tenendolo in posa finché la pezzuola non si riscalda.
Rinnova l’applicazione del fiore di Bach fino a miglioramento dei sintomi.

Se soffri di cefalea a grappolo In caso di cefalea a grappolo, Elm è il fiore di Bach più indicato. Particolarmente energizzante, aiuta ad alleviare tutte le situazioni “acute” e porta a un recupero veloce dell’equilibrio organico. Se annuncia le mestruazioni: due “australiani” armonizzanti

Per molte donne la settimana prima del ciclo è un autentico supplizio, fatto di tensione, nervosismo, sbalzi di umore, ma specialmente di un feroce mal di testa, spesso ribelle a qualunque trattamento. Un rimedio veramente efficace per riequilibrare lo squilibrio ormonale alla base di questo disturbo è costituito da She Oak, un fiore australiano che riarmonizza in modo dolce e naturale tutta la circolazione energetica “femminile”, allevia i disturbi legati al ciclo e riduce la sindrome premestruale, con buoni risultati anche sui problemi di cefalea. Se sei ansioso  Se invece è l’ansia la causa della cefalea e della cattiva digestione, un ottimo rimedio è costituito da Crowea, un fiore australiano “antiansia” con spiccata attività positiva sull’apparato digerente, in grado di indurre un profondo rilassamento del sistema nervoso, con conseguente miglioramento della cefalea. Prendili così Assumi i fiori di Bach 5 gocce 4 volte al giorno per un mese. Per quanto riguarda i fiori australiani, versa 7 gocce di She Oak o di Crowea in una boccetta da 30 ml. con contagocce, aggiungi 2 cucchiaini di brandy e riempi con acqua naturale. Assumi 7 gocce di miscela 2 volte al giorno.

(Fonte riza.it)

S.O.S. Ritenzione Idrica

Se il ventre si dilata all’altezza dei fianchi, c’è ritenzione idrica: per eliminarla, dobbiamo stimolare il fegato, eliminare i liquidi e risolvere la stipsi…

gonfiore addominaleIl fegato è l’organo maggiormente implicato nella variante “bassa” di gonfiore addominale. La pancia si gonfia nella parte inferiore e subito dopo il pasto, anche se si è mangiato poco, al punto che gli indumenti iniziano a stringere in vita e si è costretti a sbottonarli. Chi ha la “pancetta” ha in genere una particolare attrazione per i dolciumi, che però possono aggravare il gonfiore. Spesso c’è intolleranza alimentare per cipolle, aglio e farinacei (pane, pasta, crackers). L’intestino è pigro. A livello psicologico, vi è spesso un conflitto tra un’emotività molto intensa, con un enorme bisogno di attenzione e di affetto, e un atteggiamento all’opposto orgoglioso, suscettibile, irritabile e di grande controllo. Questi soggetti, che si fanno carico di molti problemi, non detestano essere contraddetti e possono esplodere con episodi di rabbia intensa. Ecco come aiutarli.

Frutta e yogurt tonificano il fegato

Per stimolare una regolare attività epatica, vanno consumati ogni giorno frutta (soprattutto banane, ananas, anguria, fichi d’india), verdure (ravanelli, rape, patate, fave, melanzane), yogurt. Curano anche la stipsi.

No a fritti e caffè: causano ritenzione

Tra gli alimenti che affaticano il fegato e nel contempo intasano l’intestino ci sono dolci, burro, fritture, caffè e bevande calde, cibi caldi in generale, aglio, cipolle, spezie. Vanno ridotti o eliminati.

Ventre piatto con Lycopodium

Le spore del fungo Lycopodium o “erba sulfurea” sono ricche di zolfo, l’elemento che in natura si trova allo stato puro nei vulcani. A questo aspetto si può fare risalire l’indicazione per le intense attività addominali viscerali che provocano ulteriore dilatazione in chi ha la pancetta “bassa”.

Di Lycopodium omeopatico si assumono 5 granuli alla 15 CH ogni quindici giorni come cura-base e 5 granuli alla 5 CH per 1-2 volte al giorno  nelle crisi acute di gonfiore.

Olio e tisana di rosmarino ti asciugano

L’olio essenziale di rosmarino è un eccellente stimolatore epatico e riduce il gonfiore che si manifesta nella zona bassa dell’addome. Ne bastano 3-4 gocce sciolte in un cucchiaio di olio di mandorle dolci da massaggiare mattina e sera sulla pancia. È utile anche bere ogni sera dopo cena una tazza di tisana al rosmarino, preparata mettendo in infusione per 10 minuti un rametto fresco della pianta.

I risultati

– Migliori la funzionalità epatica e digerisci meglio, riducendo anche la fame di dolciumi

– Vinci la stitichezza, elimini più in fretta la scorie e automaticamente ti sgonfi

– Assottigli il girovita e riduci gradualmente i “rotolini”

E se ti viene la pancia “ogni tanto”, ti aiuta China rubra

In molti casi il gonfiore addominale non è localizzato in una zona particolare, si manifesta occasionalmente e coinvolge un po’ tutta la pancia, con dolori addominali e spasmi. Esso peggiora dopo i pasti e con l’assunzione di latte, tè, cibi acidi, vino o alcol, che andranno evitati. In questi casi il rimedio omeopatico può essere China rubra, ricavato dalla Cinchona succirubra, l’albero della china che cresce nell’America del Sud. Scegliere il rimedio alla 5 CH o 7 CH e assumerne 5 granuli ogni tre ore circa per 1-2 mesi.

In ogni caso è buona norma consultare sempre un medico omeopata prima di cominciare il trattamento

(Fonte www.riza.it)

Le Tisane Drenanti fanno Male o Funzionano davvero?

Promettono di sgonfiare, eliminare i liquidi in eccesso e purificare, ma le tisane drenanti sono realmente efficaci? Anni di utilizzo sembrano confermarlo, ma non bisogna di certo aspettarsi dei miracoli, soprattutto se l’assunzione della tisana è l’unica strategia messa in atto per cercare di eliminare l’acqua che si accumula nei tessuti.

tisaneIn altre parole, per risultare efficace l’uso delle tisane deve far parte di uno stile di vita più sano a 360 gradi e per ottenere dei buoni risultati è importante anche ridurre il consumo di sale, uno dei fattori responsabili della ritenzione idrica. Non solo, anche l’attività fisica è di grande aiuto perché mantenendo tonica la muscolatura favorisce una buona circolazione, altro elemento indispensabile per evitare il ristagno dei liquidi.

Prestando attenzione a tutti questi fattori è possibile raggiungere l’obiettivo prefissato di drenare i liquidi in eccesso grazie all’azione combinata di erbe dall’azione drenante, dell’apporto di liquidi assunti con la tisana, di una minore ritenzione causata dall’eccesso di sale e di una buona circolazione che riduce il ristagno dei liquidi.

Proprio perché sono in grado di svolgere un’azione attiva sull’organismo, i principi attivi presenti nelle erbe possono avere anche degli effetti collaterali. In particolare, bambini, donne in gravidanza e persone con particolari problemi di salute dovrebbero porre una maggiore attenzione nel consumo di alcune tisane.

Infatti se una camomilla non fa male a nessuno, altri infusi possono interferire con la gestazione o danneggiare alcuni organi, soprattutto se consumate in eccesso. In generale, non bisognerebbe mai superare le tre tazze di tisana al giorno e durante la gravidanza è sempre meglio consultare un medico prima di assumere dei prodotti a base di erbe officinali.

Per quanto riguarda le erbe con proprietà drenanti, fra le più utilizzate ci sono la betulla, la gramigna e l’ortosifon. La prima non è indicata per chi è allergico o intollerante all’aspirina o soffre di insufficienza renale. L’ortosifon, invece, deve essere assunto con cautela da chi utilizza farmaci contro l’insufficienza renale. Inoltre deve essere evitata l’assunzione contemporanea di preparati a base di salvia officinale. Infine, la gramigna è sconsigliata in caso di ipersensibilità verso i suoi componenti e in presenza di nefriti o di squilibri idroelettrolitici.

(Fonte www.benessereblog.it)