Daily Archives: agosto 7, 2012

Nuotare fa Bene al Cuore: ecco perché

nuotare fa bene al cuoreNuotare si rivela un vero toccasana per mantenere il cuore in buona salute. Sappiamo che il nuoto permette di dimagrire, facendo bruciare le calorie in eccesso, è fondamentale per abbassare i livelli di stress, ma non sapevamo che il nuoto fosse anche un ottimo sistema per evitare di incorrere in rischi cardiovascolari. È questo ciò che è emerso da uno studio condotto dagli esperti dell’University of Texas, i cui risultati sono stati pubblicati sull’American Journal of Cardiology. Si è trattato di una ricerca veramente interessante, che ha permesso di saperne di più sulle strategie utili alla salute del cuore.

In particolare i ricercatori hanno messo in evidenza che per aiutare il cuore sarebbe necessario dedicarsi al nuoto per 3 o 4 volte alla settimana, per un tempo compreso fra i 15 e i 45 minuti. I vantaggi che il nuoto ha nei confronti del cuore consistono nel fatto che nuotare può contribuire in maniera notevole ad abbassare la pressione e a migliorare la funzione vascolare cardiaca.

Gli studiosi hanno preso in considerazione 43 adulti che conducevano una vita sedentaria e che presentavano valori alti per quanto riguarda la pressione arteriosa. I soggetti in questione sono stati seguiti attraverso un programma di nuoto della durata di 3 mesi. Si è visto che anche il nuoto moderato riesce a far diminuire la pressione sistolica in media di 9 punti.

Come mai succede tutto ciò? A spiegarlo sono gli stessi ricercatori, i quali hanno fatto notare: “Per la prima volta è stato dimostrato che allenamenti in vasca per 3-4 volte a settimana, della durata di 15-45 minuti hanno portato ad un significativo miglioramento nella funzione vascolare dei pazienti. L’arteria carotidea in chi ha deciso di allenarsi in vasca è diventata più elastica e reattiva ai cambiamenti nel flusso sanguigno. Un segnale molto utile perché quando queste arterie sono rigide il cuore ha più difficoltà a pompare il sangue“.

Nuotando si ottiene una sorta di effetto training che si rivela in grado di agire sul sistema cardiovascolare. Nuotando si esercita un lavoro muscolare soprattutto aerobico, che agisce in modo benefico sui muscoli e sul sistema circolatorio periferico.

Il muscolo cardiaco, in seguito a differenti adattamenti a livello periferico, viene allenato a consumare meno ossigeno. Tutto ciò corrisponde ad un minor consumo energetico, che permette, a chi si allena con regolarità, di abbassare la frequenza cardiaca.

Bisognerebbe abituare i bambini fin da piccoli a praticare il nuoto, in modo che con gli anni possano riceverne essenziali vantaggi per il loro benessere, anche per dimagrire con il nuoto ed evitare i rischi connessi all’obesità.

(Fonte /www.tantasalute.it)

Le cause del Seno Gonfio e dolorante prima del Ciclo o dopo l’Ovulazione

La tensione mammaria, conosciuta come mastodinia, ed il dolore al seno (mastalgia), compaiono sin dalla pubertà e scompaiono con la menopausa. Il seno gonfio e dolorante prima del ciclo e dopo l’ovulazione può dipendere da diverse cause. Solitamente il seno tende ad aumentare di volume ed a sviluppare maggiore sensibilità subito dopo l’ovulazione. La causa del gonfiore è da attribuirsi all’aumento dei livelli di progesterone, un ormone sintetizzato dalle ovaie e dal surrene che esercita una certa influenza anche sulla funzionalità e sulla struttura della mammella.

cause seno gonfio e doloranteSi tratta di cambiamenti assolutamente naturali e non c’è da preoccuparsi.
Il seno rimane gonfio e dolorante dall’inizio dell’ovulazione e fino
alla comparsa del ciclo mestruale.
In questa fase, successiva a quella progestinica, i livelli di progesterone tornano ad abbassarsi gradualmente ed il seno riacquista il suo volume normale.

I livelli di progesterone rimangono invece piuttosto elevati se è in corso una gravidanza. La gravidanza è tra le cause principali del seno gonfio e dolorante. Il dolore si manifesta generalmente dodici giorni dopo l’ovulazione. A volte il dolore al seno persiste anche a fine ciclo ed in alcuni casi è piuttosto fastidioso, tanto da arrivare a condizionare la vita sessuale e ad interferire con il riposo notturno.

I medici consigliano di applicare degli impacchi caldo umidi nella zona dolorante, per alleviare il dolore ed attenuare il gonfiore. Il medico può anche decidere di prescrivere dei farmaci per ridurre il gonfiore. A volte il seno gonfio e dolorante è sintomo di una malattia sottostante: la mastite. Si tratta dell’infiammazione della ghiandola mammaria, parziale o totale, che si manifesta post-partum quando l’allattamento non riesce a garantire il drenaggio completo della mammella. Anche l’anovulazione causa il gonfiore del seno, a causa dello squilibrio ormonale che si viene a creare tra i livelli di estrogeni alti ed i livelli di progesterone bassi.

(Fonte www.benessereblog.it/)

Omocisteina Alta

omocisteinaNon sono in molti a conoscere l’omocisteina e soprattutto a saper leggere gli esami del sangue. Questa sostanza, se supera i livelli consentiti (si parla quindi di iperomocisteinemia), è considerata un fattore di rischio per la comparsa di molte malattie che colpiscono il sistema cardiocircolatorio, come l’infarto, l’ictus o l’ipertensione, ma anche l’insorgere di Alzheimer, demenza senile o diabete. Nelle donne in gravidanza, per esempio, può essere anche causa di aborto.

Che cos’è? È un aminoacido ed è influenzato, ovviamente dalla storia clinica di una persona, ma anche dallo stile di vita. Per esempio fumare e fare sesso tendono ad aumentarne i livelli, mentre praticare sport e mangiare sano ne influiscono la diminuzione. Per evitare di essere soggetti a iperomocisteinemia è necessario fare attenzione soprattutto alla presenza di vitamine del gruppo B nella dieta: il corretto apporto di questa sostanza può mantenere bassi i livelli nel sangue di quest’aminoacido.

come abbassare omocisteinaCosa mangiare? Ovviamente è molto importante consumare frutta e verdura, soprattutto verdura a foglia verde (ricchissima di acido folico). Sono consigliati anche i prodotti contenenti fibre, i legumi, poca carne (meglio la bianca a quella rossa) e tanto pesce. Vanno evitati, invece, i grassi di origine animale, come il burro e i formaggi, ed è obbligatorio ridurre il consumo di insaccati.

L’omocisteina alta spesso è asintomatica, proprio come il colesterolo. Molti fattori di rischio sono simili, perché entrambi portano all’indurimento delle arterie o all’eccessiva coagulazione del sangue, aumentando in questo modo la possibilità di incorrere in infarto o in ictus. È importantissimo quindi fare periodici esami del sangue. Il medico consiglierà di fare un po’ di sport, di perdere peso, in caso di obesità, e di eliminare alcuni vizi, come quello del fumo e dell’alcol. In alcuni casi, sono consigliati gli integratori a base di acido folico.

(Fonte /www.benessereblog.it)