Il cibo relegato a fine pasto, consumato solo nel caso le portate principali non abbiano saziato, e spesso dimenticato nei grandi menù, è invece quello naturalmente eletto per l’uomo: la frutta

Morfologicamente e biologicamente siamo fatti per raccogliere, masticare e digerire al meglio la frutta più di qualsiasi altro alimento. Non è strano quindi se, nella storia, la frutta ha assunto ruoli importantissimi in campo artistico e religioso. Dalla Genesi a Maometto, dagli antichi Egizi a Bacco, da Caravaggio a Cavillaca, dea inca, la frutta compare come cibo divino.
Ci è stata data la possibilità di raccogliere e assaporarne una grande varietà tra tutti i 300mila tipi di frutta che produce la natura: prelibatezze dolci, colorate e sugose. Gli enzimi, proteine che facilitano le reazioni, nella frutta sono presenti nel loro massimo splendore. Entrando nel nostro organismo scompongono gli alimenti e permettono al corpo l’assimilazione dei nutrienti.
La frutta è composta quindi da tutto ciò che il nostro organismo ha bisogno: enzimi, acqua biologica distillata, ferro, Omega3, antiossidanti, fibre e molto altro. Solamente il gruppo della frutta dolce e succosa è in grado di supplire ad ogni necessità dell’organismo.
La mela è sicuramente la regina della frutta, è altamente purificamente ed è il frutto che ha meno danni se esposto allo smog delle strade. Inoltre è quello che contiene più fruttosio tra tutti gli altri che invece dividono gli zuccheri tra glucosio, fruttosio e saccarosio.
Per concludere: cinque porzioni di frutta al dì, meglio se biologica, abbinata ai preziosi semi oleosi (noci, mandole, sesamo, ecc.), ai cereali (riso, orzo, miglio, avena, ecc.) e ai legumi (ceci, fave, lenticchie, lupini, ecc.), a radici e verdura possibilmente cruda, rendono la nostra alimentazione completa e ottimale. Ogni cellula ne trae beneficio ma anche l’umore e la lucidità mentale. Provare per credere.
(Fonte sanibellieinforma.com)







