Longevità e Salute dipendono dalla nostra Flora Intestinale

Pare proprio che la nostra flora batterica intestinale sia spia di longevità (o meno), e soprattutto di buona o di scarsa salute, specialmente negli individui anziani. Insomma, dimmi cosa colonizza il tuo colon, e ti dirò quanto vivrai… più o meno. Scherzi a parte, la notizia è di quelle serie e vale la pena di soffermarcisi. Secondo quanto scoperto da un recente studio, analizzare i batteri presenti nell’intestino, dopo una certa età, è importantissimo perché ci può fornire indicazioni sullo stato di salute generale della persona, oltre che di quello specifico del suo colon. Non solo relativamente all’alimentazione, naturalmente, ma più globalmente sulle aspettative di vita o su una eventuale condizione di deperimento organico. Vediamo di approfondire.

Flora batterica intestinale e longevità, lo studio

longevitàLo studio sulle variazioni della flora batterica intestinale nelle persone anziane, è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Cork (Irlanda), coordinati dal prof Paul O’Toole, e pubblicato sulla rivista Nature. Quando siamo bambini e giovani, i batteri che colonizzano i nostri intestini sono pressoché gli stessi per tutti, ma nel corso della vita le cose sono destinate a diversificarsi (a causa dello stile di vita, delle eventuali malattie che possono subentrare come la colite o il morbo di Chron, eccetera) con notevoli variazioni da persona a persona.

Partendo da questa certezza, i ricercatori hanno effettuato delle analisi di campioni di flora batterica intestinale su un gruppo di volontari anziani: “Lo scorso anno, abbiamo per la prima volta scoperto un’alta variabilità nella flora intestinale degli anziani: abbiamo approfondito questi risultati esaminando accuratamente 178 volontari over 65“, ha spiegato il prof. O’Toole. “Abbiamo scoperto delle differenze di flora batterica a seconda del fatto che gli anziani vivessero a casa propria o in una casa di cura”. Quali differenze?

La flora batterica intestinale ci dice se siamo sani

Dopo aver messo a confronto le diverse analisi del campione selezionato per la ricerca, considerando anche i diversi fattori esterni, come il tipo di dieta e il fatto di abitare in casa proprio o in una struttura di riposo, il prof. O’Toole ha potuto confermare che: “Chi passa dalla propria abitazione a una casa di cura varia la propria dieta, e nel giro di un anno la flora batterica cambia. Questo provoca un peggioramento delle condizioni di salute generali, suggerendo che i batteri siano implicati nella salute e nella lunga vita e che la dieta può essere determinante per la loro presenza”.

Questa variazione individuale: “influenza anche la durata di vita e lo stato di salute”. Insomma, non è la prima volta che sentiamo associare benessere e longevità allo stato del nostro intestino, perciò forse la cosa più saggia sarebbe quella di prendercene grandemente cura quando siamo in tempo per farlo, mangiando bene, alimenti che contengano tante fibre, e associando alla dieta anche l’assunzione di probiotici, qualora si renda necessari.

(Fonte salute.pourfemme.it/)

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