Monthly Archives: settembre 2012

10 Disturbi del Sonno più curiosi

sonnambulismo sexsomnia narcolessia catalessi pavor nocturnisC’è chi si addormenta nei luoghi più impensabili e nei momenti meno opportuni, chi mentre dorme mangia e addirittura chi, senza nemmeno ricordarsene al risveglio, fa sesso quando è tra le braccia di Morfeo. Sono numerosi i disturbi del sonno, più o meno diffusi, che possono manifestarsi in modi e tempi davvero curiosi e insoliti.

Ecco i 10 disturbi del sonno più curiosi:

La sindrome della bella addormentata

Ne soffrono solo mille persone in tutto il mondo, è una vera e propria patologia, fortunatamente, molto rara. La sindrome di Kleine Levin, più comunemente nota coma la sindrome della “bella addormentata” spinge i malcapitati che ne sono colpiti a dormire anche per giorni, settimane e mesi interi, senza riuscire a svegliarsi.

Sexsomnia e mangiare durante il sonno

E’ possibile che durante il sonno, non in sogno, ma nella realtà, si faccia sesso con il partner o ci si alzi dal letto per un generoso spuntino? Decisamente sì, se si soffre di sexsomnia o di NSRED (Nocturnal Sleep-related Eating Disorder).

Se nella prima eventualità, l’interessato pratica attività sessuali durante il sonno senza ricordare nulla al risveglio, nel secondo caso, l’addormentato, “colpevole” di incursioni in dispensa o nel frigorifero può ricordarsene, ma anche rimuovere l’accaduto, il giorno seguente.

Non dormire mai, o quasi

Per chi soffre del disturbo del ritmo circadiano del sonno, i ritmi abituali del riposo, così come la sua frequenza, sono fortemente alterati. Infatti, si verifica una vera e propria alterazione del ciclo sonno-veglia, che causa una serie di disagi difficili da ignorare.

La narcolessia e la catalessi

Quando la voglia di dormire prende alla sprovvista, nei momenti meno opportuni, potrebbe trattarsi di narcolessia. E’ un disturbo neurologico, caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna, cataplessia, allucinazioni e paralisi del sonno, che colpisce circa quattro persone ogni dieci mila.

La catalessi, che interessa circa cinque persone su dieci mila, può essere descritta come uno stato di morte apparente, complice l’irrigidimento di muscoli e articolazioni.

La paralisi e il terrore nel sonno

Due eventualità ben distinte, curiose, ma altrettanto spiacevoli. La paralisi e il terrore che possono cogliere durante il sonno, disturbando il riposo. Nel primo caso, durante la fase di addormentamento o di risveglio, si riscontra l’incapacità di compiere qualsiasi movimento, nonostante la voglia o la necessità di farlo, come se il corpo non rispondesse agli input della mente.

Il pavor nocturnis, il terrore nel sonno, invece, si manifesta, soprattutto nella prima fase del sonno, con un brusco risveglio causato da ansia e angoscia. L’interessato si sveglia in preda all’ansia, tra pianti, urla, aumento della sudorazione e tachicardia.

Le allucinazioni e il sonnambulismo

Il sonno e, in particolare, la sua fase iniziale e finale, quella dell’addormentamento e del risveglio, può essere influenzato e disturbato dalla presenza di allucinazioni e sogni inquietanti, fonti di angoscia e ansia.

Il sonnambulismo, invece, è un disturbo curioso che porta le sue “vittime” ad alzarsi dal letto durante il sonno per muoversi e compiere azioni, senza esserne consapevoli.

(Fonte www.tantasalute.it)

I migliori Rimedi per la Pressione Bassa

rimedi pressione bassaLa pressione bassa è una condizione caratterizzata da un valore della pressione del sangue che risulta essere inferiore a precisi valori, ovvero 120 su 80. Di conseguenza, viene considerato come pressione bassa, o ipotensione, qualsiasi valore della pressione del sangue notevolmente inferiore a tali valori.

La pressione bassa può essere una condizione naturale (come per esempio per quelle persone che non fumano, per gli atleti e per tutti coloro che hanno uno stile di vita sano) che non comporta danni di alcun genere o, al contrario, una condizione medica (per esempio per quelle persone che soffrono di patologie cardiocircolatorie e gli anziani) accompagnata anche da altri sintomi, che richiede una terapia adeguata e stretto controllo medico.

E’ un disturbo piuttosto diffuso frequentemente associato a stanchezza generalizzata, indebolimento delle arterie, vertigini, capogiri e svenimenti. Fortunatamente esistono diversi rimedi naturali e alimenti, ad azione tonica, stimolante, remineralizzante, ricchi di Sali minerali e vitamine, che rendono possibile regolare la pressione bassa. Ma prima di tutto, però, bisogna eliminare cibi fritti, quelli ad alto contenuto di grassi e anche la caffeina.

Thè rooibos: vero e proprio infuso del benessere, contiene proteine, sali minerali e molta vitamina C; inoltre, è anche un ricchissimo antiossidante.

Melograno: il suo succo è un elisir di lunga vita. Ricchissimo di vitamine A, B, C e di tannini dalle proprietà astringenti, toniche e rinfrescanti, rallenta il processo ossidativo che è all’origine dell’aterosclerosi grazie all’alto contenuto di flavonoidi; mantiene bassi i livelli di colesterolo ed è benefico per il sistema cardiovascolare.

Piante adattogene come ginseng, eleuterococco, rhodiola rosea e il guaranà. Tutte sono grado di agire sul sistema immunitario, endocrino e nervoso e di migliorare la capacità dell’organismo di adattamento allo stress e ai cambiamenti climatici o stagionali, rafforzando quei sistemi. Vengono tradizionalmente impiegate per contrastare per alleviare la stanchezza, l’affaticamento e l’apatia.

Il sale è una sostanza che aiuta a contrastare gli abbassamenti di pressione. Senza consumarne in eccesso, si consiglia questo condimento per i propri cibi.

La liquirizia, consumata con moderazione, favorisce un aumento della pressione in modo controllato.

Il rosmarino, utile come termoregolatore e per sostenere la pressione arteriosa, è prezioso anche per l’eccessiva sudorazione, facendo diminuire la conseguente perdita di liquidi e di sali minerali. Si usano le gocce o l’infuso.

Anche l’orzo contribuisce ad alzare la pressione, che può essere utilizzato anche come ricostituente. Questa pianta ha un effetto cardiotonico e vasocostrittore, ed è maggiormente indicata rispetto al caffè.

(Fonte www.benessereblog.it)

 

Frutta e Verdura aiutano a Combattere l’Obesita’ nella Menopausa

Menopausa spesso significa chili di troppo. Ma ci sono novità per le donne che si trovano in questa fase della vita e desiderano controllare il loro peso. Basterebbe osservare tre semplici regole: eliminare la carne e il formaggio, mangiare più frutta e verdura, e rinunciare a dessert e bevande zuccherate. A dirlo è uno studio pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics della dottoressa Bethany Barone, dell’Università di Pittsburgh.

obesità menopausaGli esperti hanno esaminato per 4 anni 481 volontarie, tutte donne in menopausa obese, effettuando indagini sulle abitudini a tavola e sul loro peso corporeo con una scadenza periodica di 6 mesi.
Dopo averle divise in due gruppi, uno che ha avuto visite con nutrizionisti e psicologi per tutta la durata dello studio e un altro che ha avuto solo consigli generici sugli stili di vita, i ricercatori hanno iniziato a tirare le somme.

Dopo sei mesi, i comportamenti associati a una perdita di peso erano mangiare meno dolci e cibi fritti, andare meno al ristorante e bere meno bevande zuccherate. Dopo quattro anni, però, erano riuscite a mantenere il peso forma solo le donne che avevano un maggior consumo di frutta e verdura e una diminuzione della carne e dei formaggi nella dieta, oltre ad aver ridotto le bibite zuccherate e i dolci.

“Se l’obiettivo è ridurre l’obesità – scrivono gli autori – bisogna concentrarsi sui comportamenti efficaci a lungo termine perché quelli associati a benefici a breve spesso non sono sostenibili negli anni. E’ più facile imparare a mangiare frutta e verdura che dire addio alle patatine per sempre”.

Nonostante i sacrifici siano necessari, concludono gli esperti, non va bene mortificarsi: le donne possono concedersi qualche sfizio, come un piatto di fritto. L’importante è che siano limitati.

(Fonte www.freshplaza.it)

Come dimagrire i fianchi con la Cassia

Avete la tendenza ad ingrassare sui fianchi e sui glutei? Se state cercando un prodotto per dimagrire proprio in quei punti critici, la cassia può essere può essere una valida alleata. Si tratta, infatti, di una pianta tropicale in grado di sciogliere ed eliminare lipidi e grassi in eccesso stimolando la termogenesi.

dimagrire fianchi con cassiaAbbiamo parlato tante volte di questo affascinante processo metabolico, per cui l’organismo, producendo calore, soprattutto negli strati adiposi, brucia energia e di conseguenza anche i grassi. Esistono, infatti, diversi integratori che aiutano a controllare il peso sfruttando proprio il meccanismo della termogenesi, tra cui anche la cassia o più precisamente cassia nomame. Ad essere ricchi di principi attivi utili per il trattamento nelle diete sono soprattutto i frutti.

La cassia è una pianta molto ricca di luteolina e di svariate sostanze che inibiscono l’azione delle lipasi (enzimi del pancreas responsabili della digestione dei grassi ingeriti con il cibo). È in grado, infatti, di diminuire l’assorbimento dei grassi fino al 30% aiutando a tenere sotto controllo l’apporto calorico totale, e nello stesso tempo anche i livelli di colesterolo e trigliceridi.

La cassia ha molteplici virtù, svolge, infatti, un’azione antigonfiore, riduce le smagliature grazie alla sua azione rigenerante sulla pelle, ed è un diuretico naturale, in grado di combattere la ritenzione idrica, anticamera della tanto odiata cellulite.

Dimagrire sui fianchi con l’uso della cassia

L’integratore di cassia, proprio per la sua capacità di sciogliere i lipidi, viene utilizzato frequentemente nelle diete ipocaloriche e nelle cure dimagranti e non a caso viene utilizzata anche nei trattamenti cosmetici per rassodare le cosce e la pancia.

In commercio esistono diversi prodotti a base di cassia nomame per il mantenimento del peso forma dalle capsule alle preparazioni sotto forma di flaconi. Si suggerisce di assumere 2 compresse di cassia 15-30 minuti prima dei 3 pasti giornalieri.

(Fonte www.dietaland.com)

Troppo Sale a tavola, anche i bambini a rischio Ipertensione

Aggiungere troppo sale ai cibi che portiamo a tavola non mette a rischio solo la nostra salute, ma anche quella dei bambini. Secondo uno studio pubblicato su Pediatrics l’ipertensione è dietro l’angolo anche in giovane e a causarla è, almeno in parte, proprio l’eccesso di sale presente negli alimenti.

troppo sale ai bambini

A giungere a questa conclusione sono i ricercatori dei Centers for Disease ConAd trol and Prevention (CDC) statunitense, che hanno analizzato le informazioni sulle abitudini alimentari di 6.235 bambini e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni raccolte attraverso interviste condotte tra il 2003 e il 2008 nell’ambito di un ampio progetto nazionale, il Nutrition Examination Survey. Contestualmente all’intervista gli scienziati hanno anche misurato la pressione dei ragazzi. E’ stato, così, rilevato che in media i ragazzi assumono 3,387 mg di sodio al giorno, una quantità di gran lunga superiore ai 2,3 mg massimi raccomandati dagli esperti. Il dato più allarmante è, però, che questo eccesso corrisponde ad un aumento significativo della pressione sanguigna.

L’associazione rilevata è molto stretta: tanto maggiore è il consumo di sale, tanto più elevato è l’aumento della pressione. I bambini che consumano più sale in assoluto corrono addirittura un rischio doppio di sviluppare una condizione di pre-ipertensione o un’ipertensione vera e propria rispetto a quelli che ne assumono i livelli più bassi.

Non solo, l’effetto del consumo eccessivo di sale si somma ad altri fattori preesistenti. Nei bambini in sovrappeso o obesità l’aumento della pressione sanguigna associato all’assunzione di troppo sale è, infatti, maggiore rispetto a quello osservato nei ragazzi normopeso.

In un Paese, come l’Italia, in cui il consumo eccessivo di sale è un problema assolutamente attuale, questi dati destano preoccupazione così come negli Stati Uniti, dove è stato condotto lo studio. I ricercatori hanno spiegato che, fortunatamente,

Ad una riduzione modesta dell’assunzione di sodio da parte dei bambini è stata associata con una piccola, ma significativa, riduzione della pressione sanguigna.

Perdere peso è, però, altrettanto importante. Quanhe Yang, autore principale della ricerca, ha sottolineato che

se riuscissimo a ridurre il consumo di sodio otterremmo più della sola riduzione nel numero di casi di ipertensione attesa, a causa dell’effetto sinergico.

Non bisogna nemmeno dimenticare che una pressione sanguigna elevata già da bambini predispone all’ipertensione in età adulta: per questo secondo Yang

se riduciamo l’assunzione del sale iniziando dall’infanzia l’effetto si rifletterà sulla società e probabilmente si tradurrà in un cambiamento generale significativo della pressione sanguigna sia nell’immediato, sia nel futuro

(Fonte www.benessereblog.it/)

Acne, i rimedi Omeopatici per curarla

rimedi omeopatici acneL’acne è una patologia cutanea che in genere associamo alla pelle giovane, quella degli adolescenti. Infatti una delle cause che porta alla formazione di pustole o comedoni infiammati, tipici dell’acne, è proprio di natura ormonale. Alterazioni endocrine, tipiche della pubertà, possono, in alcuni soggetti predisposti, portare ad una iper produzione di sebo, la quale, a sua volta, non riuscendo a fuoriuscire dal follicolo cutaneo, finisce per creare un “tappo”, che noi comunemente definiamo punto nero. Il problema è che in questo “tappo”, proliferano anche dei batteri, di cui uno, il Propionibacterium acnes, è il responsabile dell’infiammazione acneica.

Acne non solo un problema giovanile

L’acne è la più diffusa tra le dermatosi (malattie infiammatorie della pelle), colpisce in Italia circa il 30% dei giovani tra i 15 e i 20 anni, ma non sono rari coloro che si portano dietro il problema anche dopo i 30 anni. Imbarazzante e fastidiosa, l’acne viene certamente peggiorata anche da fattori psicologici (nelle donne anche dalla sindrome premestruale), e guarirne è davvero difficile. Purtroppo si tratta di una patologia che colpisce soprattutto il viso (oltre il 90% dei casi), ma si può “allargare” anche a décolleté e schiena, seppur meno frequentemente. Per curarla si devono mettere a punto strategie su più fronti. Ad esempio per le ragazze con un eccesso di ormoni androgeni si può alleviare il disturbo con la somministrazione della pillola anticoncezionale, ma spesso, durante la fase acuta, è necessario sottoporsi anche a cure antibiotiche. Esistono poi pomate a base di cortisonici, benzoilperossido e acido azealico. Per eliminare le antiestetiche cicatrici, poi, esistono delle nuove tecniche che combinano l’azione del laser e della radiofrequenza. Ma oggi vi vogliamo segnalare anche un’alternativa omeopatica, priva, quindi, di effetti collaterali. Vediamo le somministrazioni indicate in case di acne.

I rimedi omeopatici contro l’acne

Ecco alcuni medicinali omeopatici che possono avere degli effetti benefici sulla salute della nostra pelle. Vediamoli.

  • Kali Bromatum. Da assumersi in dosi di 5 granuli (5 CH) 3 volte al giorno. Indicato per un’acne arrossata e diffusa su tutto il viso
  • Hepar Sulphuris. 3 granuli (9 CH) 2 volte al giorno (per 40-60 giorni di cura intensiva). Per un’acne che si presenti disomogenea (che copra solo alcune zone del viso), ma infiammata e con pus
  • Pulsatilla. 3 granuli (7 CH) 2 volte al giorno per 60 giorni. Per un’acne determinata da fattori ormonali e aggravata da un’alimentazione squilibrata
  • Arnica montana. 3 granuli (7 CH) 2 volte al giorno per 60 giorni. Indicato per pustole violacee e dalla consistenza coriacea
  • Eugenia jambosa. 3 granuli (9 CH) 2 volte al giorno per 40-60 giorni. Per un’acne giovanile e specialmente nelle ragazze in concomitanza con la sindrome premestruale
  • Selenium. 5 granuli (9 CH) 2 volte al giorno per 40-60 giorni. Perfetto per un’acne giovanile associata a pelle untuosa e caduta dei capelli

(Fonte salute.pourfemme.it)

2050 la Dieta del Futuro

Entro quarant’anni diventeremo tutti vegetariani. Non per scelta, bensì per necessità: altrimenti non ci sarà abbastanza cibo per sfamare la crescente popolazione terrestre. Frutta e verdura anziché bistecche e prosciutti. Ecco la dieta dei nostri figli o nipoti, se vorremo nutrire l’intero pianeta.

dieta del futuroLa profezia viene da un rapporto di illustri scienziati. Ma il loro è un augurio, un’esortazione, più che un pronostico: gli esseri umani vi daranno ascolto? Oppure nel 2050 scoppieranno le guerre del mangiare, o meglio dell’acqua, senza la quale non ci sarebbe praticamente nulla di commestibile da mettere in tavola?

Le riserve globali di cibo diminuiscono costantemente, afferma il rapporto del professor Malik Falkenmark e dei suoi colleghi dello Stockholm International Water Institute, mentre la popolazione mondiale non fa che aumentare.

Se l’umanità continua a cibarsi ai ritmi attuali, e soprattutto seguendo la dieta odierna, entro il 2050 ci aspettano catastrofiche carenze alimentari. E per catastrofe si intende qualcosa di molto peggio della tutt’altro che rosea realtà attuale: già oggi, secondo cifre dell’Onu, 900 milioni di persone vanno a letto affamate tutte le sere e 2 miliardi sono da considerare malnutrite.

Ma nei prossimi quattro decenni la terra passerà da 7 miliardi di umani a 9 miliardi, un aumento netto di 2 miliardi che renderà ancora più drammatica la carenza di cibo. E allora che fare? La risposta degli studiosi di Stoccolma, il cui rapporto è stato anticipato ieri dal quotidiano Guardian di Londra, è netta: il mondo deve cambiare dieta. Dobbiamo diventare tutti vegetariani, o quasi.

Attualmente ricaviamo il 20 per cento delle proteine necessarie al nostro fabbisogno da prodotti derivati dagli animali, che si tratti di carne o latticini; ma questa percentuale dovrà scendere al 5 per cento o forse anche a meno entro il 2050, se vorremo evitare carestie e conflitti causati dalla scarsità di cibo. Il problema di partenza è l’acqua. Già oggi scarseggia e in molte regioni è un bene più prezioso del petrolio per la sopravvivenza della nostra specie, ma fra quarant’anni non basterà sicuramente per produrre gli alimenti necessari a 9 miliardi di terrestri.

Il cibo ricavato da animali, infatti, consuma da cinque a dieci volte più acqua di quella che serve a una alimentazione vegetariana. Cambiare dieta permetterebbe dunque di consumare meno acqua per l’agricoltura, e non solo: oggi un terzo delle terre arabili del pianeta sono destinate alla crescita di sementi e raccolti destinati a sfamare gli animali da allevamento. Se mangiassimo meno animali, risparmieremmo acqua e avremmo a disposizione più terra per altri usi agricoli. Il rapporto dello Stockholm Institute viene reso pubblico alla vigilia dell’annuale Conferenza mondiale sull’acqua, che si apre questa settimana a Stoccolma alla presenza di 2500 politici, rappresentanti dell’Onu, ong e ricercatori provenienti da centoventi paesi.

(Fonte www.veganitalia.com)

Incontinenza Urinaria femminile: cause e rimedi

rimedi incontinenza urinaria femminileSe ne parla troppo poco, è considerata un tabù, un problema che imbarazza, che può limitare abbondantemente la qualità della vita e che si ritiene erroneamente incurabile: l’incontinenza urinaria femminile. E’ un problema, molto più comune di quanto non si pensi. Colpisce solo in Italia almeno 2 milioni di donne, una cifra in difetto però che riguarda solo le diagnosi effettuate: molte signore infatti non arrivano mai da uno specialista e sopportano l’incontinenza ad oltranza. > Come ed in quanto tempo si possa guarire o attenuare il problema dipende ovviamente dalle cause che sono numerose, anche se tutte riconducibili ad una alterazione funzionale dei muscoli del pavimento pelvico e della vescica.

Le cause dell’incontinenza urinaria femminile
In particolare un deficit dei muscoli deputati alla minzione ovvero all’espulsione dell’urina o della vescica, nella sua capacità di trattenerla, può essere dovuto a fattori facilmente individuabili: l’incontinenza in gravidanza è ad esempio un classico, con il peso dell‘utero tutto appoggiato sulla vescica; allo stesso modo persone in sovrappeso o obese saranno soggette a perdite involontarie di pipì. Poco elastici i muscoli da non permettere di trattenerla invece nel post partum (ma la questione poi si risolve da sola nel tempo nella maggior parte dei casi). Chiaramente anche la la menopausa e l’invecchiamento giovano al manifestarsi di tale disturbo che nella maggior parte dei casi si manifesta in seguito ad un colpo di tosse, una risata o uno starnuto: in questi contesti si parla di incontinenza da stress. C’è poi la cosiddetta incontinenza da urgenza (ovvero quando la pipì scappa in continuazione e non si riesce a controllare): si è in presenza di iperattività vescicale che può essere di tipo primario, dovuto ad una disfunzione fisiologica, o secondaria causata da malattie, per lo più infezioni e neoplasie, ecc. Anche lo stress e l’ansia possono provocare un continuo stimolo a fare pipì. Tra le cause di incontinemza urinaria femminile anche problemi neurologici, come in caso di sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale, ictus.

I rimedi per l’incontinenza urinaria femminile
Come sempre non esiste un rimedio che sia valido per tutte le donne, e soprattutto per tutti i tipi di incontinenza urinaria. E’ per questo che occorre rivolgersi ad uno specialista urologo e/o ginecologo che possa optare per una diagnosi specifica e la giusta terapia. Ma quali in generale i rimedi possibili? In alcuni casi esistono dei farmaci adeguatamente efficaci. Per molte donne invece basta una semplice ginnastica pelvica o gli specifici esercizi di Kegel per la riabilitazione della parete della vescica. Anche l’elettrostimolazione può essere utilizzata e nei casi più gravi la chirurgia, che si avvale finanche di metodiche mininvasive. Un aspetto importante infine nella prevenzione e controllo riguarda l’alimentazione: a differenza di ciò che si potrebbe pensare, gli specialisti invitano a bere in modo regolare, poca acqua molto spesso, distribuendo almeno due litri di liquidi nell’arco della giornata (ed evitando di farlo almeno nei 120 minuti prima di coricarsi). Questa tecnica evita di gonfiare ed appesantire la vescica improvvisamente, ma soprattutto, se si perdono urine, queste non avranno un odore intenso. Caffeina, bevande gassate, alimenti molto acidi come gli agrumi, i succhi di frutta ed i cibi piccanti invece andrebbero evitati perché irritano la vescica.

La qualità della vita con l’incontinenza urinaria
Le vacanze sono appena passate e molte donne hanno dovuto rinunciare a specifici viaggi o in compagnia, proprio perché soggette all‘incontinenza. Molte di loro, nella vita quotidiana fanno uso di particolari assorbenti specifici per l’incontinenza acquistabili nelle farmacie o nelle sanitarie, in grado di offrire comfort, vestibilità, assorbenza e mantenimento dell’odore. Esistono anche delle mutande assorbenti che possono essere indossate sotto il costume da bagno. Solo questi strumenti permettono alle nonne (come si vede nelle pubblicità ad hoc) di portare a passeggio con serenità i propri nipotini. L’importante è che l’incontinenza sia lieve. Certo è che a volte bastano pochi accorgimenti individuati da un medico esperto per guarire e vivere tranquille. Basta sapere.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Mais, amico delle costituzioni “fragili”

Il granoturco è nutriente, energetico, ricco di carboidrati, il cibo ideale per integrare l’alimentazione di persone affette da stanchezza cronica o molto esili…

proprietà del maisIl mais, o granoturco, è in origine una pianta erbacea spontanea (divenuta poi da coltivazione) e perenne proveniente dall’America centrale e appartenente alla famiglia delle graminacee.
Il mais fu importato in Spagna nel 1500 e subito dopo venne coltivato anche in Italia e nel resto d’Europa. Un tempo era utile soprattutto per fare la farina da cui si preparava la polenta che sostituiva il pane, allora troppo costoso: il mais è un cibo ad elevato apporto nutrizionale, ricco di carboidrati e per la sua abbondanza di acidi grassi viene oggi utilizzato anche per fare l’olio di semi, prezioso soprattutto per correggere gli eccessi di colesterolo nel sangue e da impiegare quindi come condimento sulle insalate o, a crudo, sui piatti di carne e pesce.

Un ottimo “integratore” naturale per persone fragili
Per integrare l’alimentazione di persone deboli e molto magre è consigliabile una pappa di farina di mais (ricca di potassio, fosforo, grassi e zuccheri) realizzata con il latte, il brodo di verdura oppure semplicemente acqua: fate cuocere gli ingredienti a fuoco lento aggiungendo gradualmente un po’ di sale, zucchero o burro vegetale.

Come consumare il mais
Per conservarne tutte le proprietà genuine il mais dovrebbe essere assunto fresco e integrale, associato ad insalate miste: svolge un’azione rimineralizzante, digestiva e disintossicante. Oppure si può consumare la pannocchia fresca di mais sia nelle minestre che arrostita sulla brace.

L’idea in più: la tisana diuretica
Le barbe di mais, sono molto utili in caso di insufficiente secrezione urinaria o calcoli renali: per ottenere un effetto diuretico fate bollire per alcuni minuti 20/30 g di barbe secche di mais (reperibili in erboristeria) in mezzo litro d’acqua e lasciate poi riposare l’infuso per un’ora circa.. Contro la cistite si possono aggiungere, nella preparazione della tisana, anche i rizomi secchi di gramigna. Bevetene almeno un paio di tazze al giorno secondo le necessità

I rimedi naturali per il Meteorismo

rimedi meteorismoIl meteorismo è quella sensazione causata dalla presenza eccessiva di gas nell’intestino, facilmente curabili con i rimedi naturali. I sintomi possono essere estetici, con la classica pancia gonfia, che compare soprattutto alla sera. In altri casi, si verificano anche un’eccessiva flatulenza ed eruttazione, con la quale il corpo elimina il gas in eccesso.

La presenza di meteorismo può essere dovuta anche al fenomeno dell’aerofagia, o un’alterata flora batterica intestinale. In caso di meteorismo, con la pancia gonfia di sera, sono da evitare le bevande gassate e le gomme da masticare. Durante i pasti è anche bene non parlare troppo. A tavola, poi, bisogna limitare i dolci e i lieviti in genere e non esagerare con le fibre(limitando gli alimenti integrali e alcuni cereali, per esempio il farro).

Fra i rimedi naturali per il meteorismo, sono utili i probiotici, specie dopo un’eventuale cura a base di antibiotici, ma anche dopo l’utilizzo degli oli essenziali per ripopolare la flora batterica intestinale in modo corretto. Tutti i rimedi naturali non devono essere usati per più di tre settimane, eventualmente smettendo prima se il problema non si risolve.

Fra i rimedi per rilasssare lo stomaco c’è il fico, ne vanno prese 7 gocce di macerato glicerico spagyrico, cioè puro, sulla lingua tre volte al giorno prima dei pasti. Quando la tensione emotiva è notevole, è ottima la melissa in quintessenza spagyrica (una sorta di olio essenziale in cui però non ci sono componenti grasse); lontano dai pasti, tre gocce sulla lingua tre volte al giorno.

Un’erba utile per normalizzare la flora batterica è il bergamotto, da associare alla menta come olio essenziale puro per uso interno o quintessenza spagyrica, da prendere su un pezzo di pane. La dose è di 1-3 gocce per rimedio tre volte al giorno dopo i pasti. Per rilassare i muscoli dell’intestino è efficace anche il cardamomo, prendendone 1-3 baccelli dopo i pasti (vanno comprati in erboristeria).

Prima di iniziare a usare rimedi naturali per il meteorimo, le future mamme e le donne che allattano i bambini piccoli, devono sempre chiedere un parere al medico. Chi si sta curando con farmaci o con prodotti omeopatici deve domandare al dottore se non vi sono interazioni con le erbe. Quando si utilizzano gli oli essenziali bisogna stare attenti, scegliere prodotti per uso interno. Infine, è meglio che li eviti chi soffre di gastrite e disturbi del sonno.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)