Monthly Archives: ottobre 2012

Il Potassio riduce il rischio di ictus e di malattie cardiache

L’assunzione di potassio permette di ridurre notevolmente il rischio di ictus o di malattie cardiache. Questa sostanza così importante per l’organismo umano si può trovare nelle banane ed in altri prodotti ortofrutticoli, nel pesce, nel pollame e nei latticini.

Attualmente le persone tendono ad assumere una quantità di potassio molto più bassa rispetto alle dosi raccomandate dalle autorità sanitarie.
Aumentare il consumo di questa sostanza, però, permette di evitare gravi problemi di salute come l’ictus ed i disturbi cardiovascolari.

banane ricche di potassioLo studio con cui è stata dimostrata l’importanza del potassio per l’uomo è stato condotto su un totale di quasi 250.000 persone.

Coloro che assumevano abitualmente 1,64 grammi o più di potassio al giorno presentavano una riduzione del rischio di ictus del 21% ed una sensibile riduzione della possibilità di soffrire di malattie cardiache. Occorre consumare 5 o più porzioni di frutta e verdura al giorno per raggiungere la giusta quantità di potassio necessaria per ottenere questo effetto protettivo.

La spiegazione di quest’ultimo si può ricondurre al fatto che il potassio è in grado di ridurre la pressione sanguigna nei soggetti ipertesi ed in quelli che assumono elevate quantità di sodio.

Inoltre, l’assunzione di questa sostanza sembrerebbe essere anche in grado di rallentare il processo di aterosclerosi e di prevenire l’ispessimento delle pareti delle arterie, spesso responsabili dell’insorgenza di malattie cardiache.

(Fonte www.freshplaza.it)

Eliminare la Cellulite con Erbe e Foglie

cellulite al microscopio

cellulite al microscopio

L’autunno è la stagione ideale per eliminare la cellulite grazie erbe che trovi anche passeggiando fra i boschi, sicuramente più comode da acquistare in erboristeria. Bagni, tisane e impacchi a base di sostanze vegetali sfruttano l’azione del calore per snellire la silhouette e ridurre la cellulite, esercitando anche un effetto riscaldante, fonte di benessere.

Le foglie autunnali, ad esempio, rosse e gialle, straricche di enzimi e sostanze leviganti, si usano come impacchi riducenti. Tritura delle foglie di platano, quercia, vite e betulla, mescola con acqua calda e applica su cosce e glutei per 20 minuti, avvolgendo la parte con pellicola trasparente.

Per eliminare la cellulite, due volte a settimana esegui questi trattamenti a base di erbe, contrasterai adipe e ristagni. E per un’azione ancora più efficace, una volta a settimana, fai bagni e impacchi a base di piante e argilla con quelli che sfruttano le proprietà della torba, un composto organico di origini antichissime dalle proprietà depurative e dimagranti.

Per stimolare la circolazione, tonificare i capillari e drenare i liquidi in eccesso, fai il bagno così. Metti in un sacchetto di cotone 2 cucchiai di rametti di rosmarino, 2 cucchiai di foglie di betulla e 2 cucchiai di foglie di vite rossa. Metti il sacchetto nella vasca da bagno e fai scorrere l’acqua fino a riempire la vasca. Resta immersa per 20 minuti.

Per rassodare fai un bagno caldo che stimola il microcircolo e riduce la cellulite. Fai così, sciogli un cucchiaino di sale marino in una tazza di acqua calda, unisci alla miscela 4 cucchiai di argilla, 7 gocce di olio essenziale di betulla e 7 di rosmarino e mescola fino a ottenere un composto fluido. Applicalo tiepido sulle aree in cui è localizzata la cellulite e sciacqua dopo 15 minuti.

La torba ha proprietà drenanti ed è un valido aiuto per eliminare la cellulite; la trovi allo stato liquido in erboristeria e farmacia. Per un bagno drenante e stimolante della circolazione, metti la torba nell’acqua del bagno, seguendo le indicazioni del prodotto, e resta immersa per 20 minuti. Per un impacco anticellulite, immergi delle bende di cotone leggero nella torba e applicale sulle zone interessate per 30 minuti, dopo averle rimosse, risciacqua.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

La Dieta Antistress per il Cambio di Stagione

dieta anti stressCon il cambio di stagione il nostro organismo ha qualche momento di calo, la dieta antistress aiuta a superare quelle giornate in cui i cali di energia ci impediscono di svolgere qualsiasi attività. La svogliatezza e l’apatia sono decisamente negative per le nostre giornate sempre frenetiche.
Il principio della dieta antistress è fondamentalmente di fornire un maggiore apporto di vitamine, acqua e minerali per depurare l’organismo da tossine e dare una sferzata di energia per il benessere psicofisico. Per prima cosa, ma questa è una regola che vale per tutto l’anno, fate largo uso di frutta di stagione e verdura fresca; in questa stagione trionfano i finocchi che migliorano la digestione. Inserite nella vostra dieta anche lo yogurt che ripristina la flora batterica intestinale.

Con il calo delle temperature, anche i piatti in tavola devono cambiare. Tra le verdure, fate spazio a carciofi, cavoli, finocchi, zucca. Sul fronte frutta, invece, via libera a cachi, castagne, kiwi, melagrane, mele, pere e uva. Preparate, quindi, grandi insalate, gustose zuppe di verdure o cotte a vapore o alla griglia. Per contrastare la ritenzione idrica, preferite insalate amare.

Anche la medicina cinese è utile per seguire una dieta antistress, basata sulla carica energetica del singolo individuo che suddivide in yin e yang. Entrambe le tipologie di energia sono presenti in ognuno di noi ma in proporzioni diverse, per raggiungere il benessere, dicono i cinesi, devono convivere pacificamente.

L’energia yin viene considerata fredda, calda è invece la yang. Ognuna di queste ha i suoi cibi ideali, così, per yin sono consigliati latte e i formaggi, maiale, frutti di mare, pesche e fragole. Per yang, invece, pollo e tacchino, lenticchie, grano, datteri, salmone, coriandolo.

Facciamo un esempio di una giornata tipo di dieta antistress. Partiamo dalla colazione con un decotto disintossicante con pochissimo zucchero, una spremuta d’arancia e 4 biscotti secchi. A pranzo un’insalata di pollo con lattuga, sedano, cetrioli e finocchi.

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Errori Alimentari più comuni

errori alimentariL’alimentazione è molto semplice fare degli errori seguendo delle idee o delle teorie sbagliate. Oramai attraverso tv e giornali veniamo a conoscenza di nuove diete o stratagemmi per integrare nutrienti importanti per la nostra salute. Ogni singola persona è diversa e per ciò necessita di sostanze differenti per prevenire e proteggersi dalle patologie, e per non aumentare di peso. Molte volte si crede, togliendo o aggiungendo certi cibi, di fare la cosa giusta, ma in realtà si potrebbe solo fare peggio, e commettere degli errori. Vi sono alcuni studi che sottolineano come evitare di compiere comuni errori alimentari.

Quali regole seguire per evitare gli errori

1) La cottura: occorre fare attenzione alla cottura dei cibi per preservarne i nutrienti. Molte volte alcuni alimenti vengono cotti a temperature e con modalità che annullano il loro potere nutrizionale. Ad esempio alcune verdure, come i broccoli, caratterizzati da un importante contenuto vitaminico (vitamina C e altre) se cotti a vapore lo conservano per l’83-100%, se bolliti viene trattenuto solo il 45-64%.

2) Spuntini: durante la giornata sono necessari uno o due spuntini per non arrivare a pranzo o a cena con più fame, affaticati e deboli. Non mangiare nulla per una mattinata e una sera intera non fa altro che peggiorare la situazione, dato che il fisico e quindi la salute saranno danneggiati. È possibile fare uno snack con dei cibi a basso contenuto di grassi e calorico e ricchi di calcio e fibre.

3) Carne: il fatto che la carne magra, come quella di pollo e di tacchino, sia ricca di proteine e di vitamine, non si può dire che sia tutta con queste caratteristiche. Infatti, a seconda del tipo di allevamento condotto la carne può essere più o meno magra. E anche il taglio di quest’ultima è molto importante. Un altro errore ad esempio si compie sulla pancetta: scegliere quella di pollo al posto di quella di maiale credendo di fare una cosa giusta. In realtà il contenuto di grassi e sodio potrebbe addirittura uguagliarsi. Se piace la carne di maiale è meglio scegliere una parte magra, o mangiare la semplice carne di pollo magra e a basso contenuto di sodio.

4) Hamburger di pollo o manzo: sempre rimanendo in tema di carne, si va nei fast food per evitare i grassi si preferiscono panini e hamburger di pollo rispetto alla carne di manzo. Il problema che la cottura, le salse, il sale, l’olio, e qualsiasi altro tipo di condimento aumenta il contenuto calorico di questo panino e lo rende molto simile (quindi non così sano) agli altri tipi di cibi e alle altre carni.

5) Frutta: un altro errore alimentare molto comune è quello di mangiare tantissima e solo frutta. Si crede che mangiando in questo modo si migliori la condizione fisica e si perda peso favorendo in questo modo la salute dell’organismo. In realtà nutrendosi solo di questi cibi si avranno solo delle carenze caloriche e in alcuni casi potrebbe solo peggiorare la situazione (ad esempio un alto contenuto di zuccheri).

6) Semi di lino: assumere semi di lino interi per integrare grassi omega 3 e fibre, sembra essere la moda del momento. Occorre non fissarsi solo ed esclusivamente su un prodotto ma seguire un’alimentazione sana mangiando un po’ di tutto per integrare sostanze importanti come gli omega 3.

7) Ferro: la carenza di questo nutriente è caratteristica, soprattutto, delle donne con un’età inferiore ai 50 anni. È una sostanza non semplicissima da integrare, occorre aiutare il fisico, con alcuni alimenti, a fare ciò. Un aiuto è mangiare alimenti ricchi di ferro, come ad esempio gli spinaci, e contemporaneamente assumere vitamina C (quest’ultima aiuta l’assorbimento del ferro).

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I rischi di una dieta povera di Zinco

dieta povera di zincoPer proteggere l’intestino dalle infiammazioni non bisogna far mancare all’organismo lo zinco. Uno studio dell’Inran (Istituto di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, oggi in via di accorpamento al Cra, Consiglio per la Ricerca e la sperimentazioni in Agricoltura), pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, ha evidenziato, infatti, che anche una modesta carenza di questo micronutriente essenziale rende l’organo più fragile nei confronti degli stati infiammatori.

Lo studio, svolto su un modello di cellule intestinali isolate, ha mostrato che quando sottoposte a una carenza di zinco queste diventavano più sensibili a uno stress infiammatorio: andavano più facilmente incontro a morte cellulare programmata.

Un’alimentazione bilanciata è di solito in grado di assicurare lo zinco necessario. Tuttavia, la quantità sufficiente di questo come di altri micronutrienti non è la stessa per tutti”, precisa Chiara Murgia, la ricercatrice che ha coordinato lo studio, “alcuni individui o gruppi di popolazione, quali donne in gravidanza, anziani e bambini, sono più a rischio di altri, ma anche stili di vita o caratteristiche genetiche individuali possono determinare stati di carenza”.

Lo zinco si trova principalmente in carne e pesce, ma anche in legumi, semi, frutta secca e – in minore quantità – nei latticini. E’ importante per l’efficienza del sistema immunitario, lo sviluppo del sistema nervoso e l’integrità della pelle. Poiché questo metallo è coinvolto in moltissimi processi biochimici, un suo insufficiente apporto può contribuire ad altre patologie, tra cui le malattie cronico-infiammatorie dell’apparato gastro-intestinale come il morbo di Chron.

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Porri della pelle

Avere un porro della pelle può essere tanto fastidioso quanto imbarazzante. Chi deve fare i conti con questo problema non deve, però, disperarsi: nella peggiore delle ipotesi è possibile farlo rimuovere da un medico, ma in molte altre situazioni ci si può affidare a semplici prodotti acquistabili in farmacia senza bisogno di una ricetta. Le possibili soluzioni non si limitano, però, a queste due opzioni. Esistono, infatti, anche rimedi naturali che aiutano ad eliminarlo in modo semplice e sicuro.

rimedi porri pelleOltre ad aiutare a sconfiggere un porro già esistente, questi rimedi sono utili anche per prevenirne l’insorgenza.

Ne esistono di diversi tipi: alcuni devono essere applicati direttamente sulla zona della pelle in cui è comparso il porro, mentre altri, introdotti nell’alimentazione, aiutano a tenere sotto controllo l’infezione virale alla base della sua formazione.

Il porro, infatti, è un’escrescenza che si forma sulla pelle in seguito all’infezione da parte del papilloma virus (HPV). A seconda del tipo di papilloma virus che ha causato l’infezione anche il tipo di porro che si forma è diverso. In genere si tratta di escrescenze non pericolose che si concentrano sulle mani, ma non mancano casi in cui ad essere colpiti sono i piedi o il viso.

Ecco alcuni possibili metodi naturali che aiutano ad eliminarle:

  • Patate crude. Tagliate la patata a metà e strofinatela sull’area in cui si trova il porro. Ripetete l’operazione almeno 2 o 3 volte nell’arco della giornata. Il porro dovrebbe andarsene in 2-3 settimane.
  • Succo di pompelmo. Spremete un pompelmo e applicate una piccola quantità di succo sul porro 2-4 volte al giorno, bendando l’area dopo il trattamento. Per vedere i risultati sono necessarie da 1 a 3 settimane.
  • Buccia di banana. Appoggiate un pezzo della buccia sul porro in modo che la parte esterna (quella gialla) sia a contatto con la vostra pelle, fissatela con una benda e lasciatela agire per 12 ore (potete farlo, ad esempio, durante la notte). Ripetete l’operazione tutti i giorni per un paio di settimane o finché il porro non scompare.
  • Cipolle. Tagliate le cipolle e strofinatele sul porro così come indicato nel caso delle patate crude.
  • Olio di ricino. Applicatene una piccola quantità sul porro due volte al giorno o una sola volta appena prima di andare a dormire. L’escrescenza dovrebbe sparire in un mese o poco più.
  • Ananas fresco. E’ uno dei rimedi maturali contro il porro ad azione più rapida: i risultati potrebbero essere visibili in soli 3 giorni. Tagliate una fetta di ananas e applicatela sul porro un paio di volte al giorno.

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Il Fumo aumenta il rischio di Cataratta

La cataratta è una patologia legata all’età ma, stando alle ultimissime ricerche, il fumo aumenta il rischio di cataratta, che può addirittura portare alla cecità. L’allungamento della vita media, ha portato un aumento vertiginoso di casi, ma è anche vero che l’asportazione della cataratta è diventata ormai un intervento di routine, eseguito in tutti gli ospedali del mondo.

fumo aumenta rischio catarattaQuesta nuova ricerca evidenzia, qualora ce ne fosse bisogno, che il fumo è molto dannoso, un vizio o un’abitudine che si cerca di eliminare in ogni modo.

Fra i danni più conosciuti ci sono il cancro e le malattie vascolari.

I ricercatori proseguono i loro studi per scoprire mano a mano quali siano le ulteriori patologie di cui possono essere causa.

Il nuovo studio arriva dalla Cina, ed è stato svolto dall’Istituto di Oftalmologia presso la Zhejiang University, ed evidenzia che il fumo aumenta il rischio di cataratta, caratterizzata dalla progressiva perdita di trasparenza del cristallino con una riduzione significativa della vista.

Il dottor Juan Ye, uno dei ricercatori che ha preso parte allo studio, ha analizzato il risultato di molte ricerche effettuate in tutto il pianeta, dall’Asia all’Australia, dall’Africa al Nord America ed Europa. L’obiettivo era quello di confrontare i risultati ottenuti e verificare l’incidenza della catarattafra fumatori e non fumatori.

È stata la rivista scientifica Ophthalmology & Visual Science a pubblicare i risultati della ricerca cinese. Ebbene, la cataratta era presente in entrambi i gruppi, del resto è una patologia legata al passare degli anni, ma la constatazione è stata che il fumo aumenta il rischio di cataratta.

ella comunicaczione ufficiale, il dottor Juan Ye, tiene a sottolineare:

Anche se la cataratta può essere rimossa chirurgicamente per ridare la vista, molte persone rimangono cieche per la cataratta a causa di inadeguati servizi chirurgici e le alte spese di chirurgia. Identificare i fattori di rischio modificabili per la cataratta [come il fumo] può aiutare a stabilire le misure preventive e ridurre sia gli oneri finanziari che clinici legati alla malattia.

Si cerca soprattutto di sensibilizzare le nuove generazioni, fumare da giovani triplica il rischio; gli esperti dermatologi raccontato che c’è anche l’acne da fumo, il 60 per cento delle fumatrici ne è colpita. E particolare attenzione dovranno prestare le future mamme, il fumo in gravidanza è dannoso per il feto, ma lo è anche in menopausa.

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Per le Vene Gonfie alle mani e alle gambe quali rimedi adottare?

rimedi gambe mani gonfieLe vene gonfie alle mani e alle gambe non sono mai piacevoli. Nascondono ovviamente un problema circolatorio, che può a volte essere anche grave. Se il gonfiore si presenta nelle braccia e nelle mani, dovete stare sereni, potrebbe invece indicare la presenza di vene varicose se colpisce le gambe. Qui, infatti, si sviluppano le varici a causa della pressione che grava sul sangue venoso che deve risalire la gamba per raggiungere il cuore.

Se notate comunque delle vene gonfie sia nelle mani sia nelle gambe, la cosa migliore è sempre chiedere un consulto medico a un angiologo o a un dermatologo. Sarà il dottore a darvi i giusti consigli per curare il problema. Per migliorare la circolazione, si consiglia di fare un po’ di sport, soprattutto in acqua (ottimo quindi il nuoto e l’acqua gym) che stimola la circolazione linfatica e contrasta il ristagno di liquidi e di sangue.

Sono molto comode e utili anche le calze elastiche.Inoltre, è preferibile evitare indumenti stretti, come leggings o stivali, che possono infastidire la circolazione. Fate attenzione anche alle scarpe. I tacchi alti, per diverse ore al giorno, non sono indicati. Cercate poi di non passare troppo tempo seduti o in piedi. È bene muoversi ed evitare posizioni troppo costanti.

Per la circolazione, preferite sempre l’acqua fredda. Per lavarvi, sia le mani sia per fare il bagno, evitate un’acqua troppo calda. È preferibile che sia tiepida. State poi allerta se avete costante prurito. A volte è causato solo dalla cute secca, a volte invece può essere indicatore di un rallentamento della circolazione.

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La Crusca per eliminare il Sovrappeso

Spesso all’origine del sovrappeso c’è un insufficiente consumo di fibre. Uno dei rimedi è ricorrere alla crusca per eliminare il sovrappeso, aiuta l’intestino ad assorbire meno lipidi e calorie. Chi mangia poca frutta e verdura ed esagera con pane, pasta, dolci e cerali non integrali, non dà all’intestino lo stimolo per poter funzionare in maniera regolare.

proprietà cruscaLe sostanze di scarto tendono dunque a ristagnare, creando uno stato infiammatorio che nel tempo può frenare il metabolismo. In questi casi un valido aiuto è rappresentato dalla crusca, il sottile tegumento che ricopre i semi dei cereali e che viene separata dalla farina durante la raffinazione. La crusca di frumento, in particolare, contiene circa il 40-50 per cento di fibre, magnesio e vitamine del gruppo B.

Tutti i tipi di crusca sono dei validi alleati per il sovrappeso per molti motivi. Favorisce il senso di sazietà perchè, mescolandosi prima alla saliva e poi ai succhi gastrici, aumenta il suo volume e arriva allo stomaco scatenando una sensazione di pienezza. La crusca assorbe acqua in abbondanza, da 20 fino a 40 volte il suo peso.

La crusca, creando nel tubo digerente una sorta di “pellicola”, limita l’assorbimento di zuccheri, grassi e calorie. Ripulisce in profondità le pareti dell’intestino, eliminando i materiali di scarto, drenando la flora batterica e migliorando l’evacuazione meglio del lassativo e non ha effetti collaterali.

Fra le proprietà della crusca anche quella di abbassare il colesterolo, una volta giunta nell’intestino, intrappola le molecole di colesterolo introdotte con il cibo ed evita che finiscano nel sangue. Previene i picchi glicemici, riducendo i livelli di zuccheri che circolano nel sangue, contrastando il rapido accumulo di adipe. Per questo è un alimento consigliato anche a coloro che soffrono di diabete.

Se inizi a prendere la crusca, abituati ad assumere almeno un litro e mezzo di liquidi al giorno, alternando alla minerale le tisane, i centrifugati, le spremute e anche i passati di verdura. Se mancano i liquidi, la crusca si blocca nell’intestino, disidrata le mucose e peggiora lo stato infiammatorio che frena il metabolismo e favorisce il sovrappeso.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Alimentazione, il cioccolato vale un Nobel

Mette buonumore, protegge dall’ipertensione e, udite udite, fa vincere il premio Nobel: a quanto pare è il cioccolato il vero miglior amico dell’uomo.

proprietà cioccolatoGià la scorsa estate il rincorrersi continuo di notizie sui benefici esercitati sulla salute da questo alimento lo aveva inevitabilmente fatto salire sul podio del vizio più virtuoso al mondo.
Oggi la sua consacrazione diventa definitiva grazie a un articolo apparso sul New England Journal of Medicine, in cui Franz Messerli, esperto di ipertensione del St. Luke’s-Roosevelt Hospital di New York, spiega che l’assegnazione del prestigioso riconoscimento è più frequente fra gli abitanti dei Paesi in cui il consumo di cioccolato è più elevato.

Per arrivare a questa conclusione Messerli ha confrontato la lista dei Nobel assegnati fino al 10 ottobre 2011, suddivisi per nazione, con i dati relativi al consumo pro capite annuale di cioccolato.

Data la singolarità del risultato ottenuto, viene spontaneo chiedersi se si tratta di una semplice casualità o se esista una vera relazione causa-effetto. A tal proposito, l’autore spiega che l’esistenza di un legame tra due fattori (indicati per semplicità con X e Y)

indica che X influenza Y, che Y influenza X o che X e Y sono influenzati da un meccanismo sottostante in comune.

Tuttavia, dato che il consumo di cioccolato è stato dimostrato migliorare le funzioni cognitive, sembra più probabile che l’assunzione di cioccolato fornisca, in modo dose-dipendente, la base necessaria per il fiorire di premi Nobel.

Naturalmente questi risultati sono basati solo su ipotesi e dovranno essere verificati in uno studio prospettico e randomizzato.

In altre parole, per poter dire che i benefici del cioccolato sulle performance mentali rendono più probabile arrivare a guadagnare un Nobel non basta questa analisi, che Messerli ha pensato di mettere in piedi dopo essere venuto a conoscenza di uno studio in cui il consumo di flavonoidi, antiossidanti di cui è ricco non solo il cacao, ma anche il vino, sono associati a migliori risultati nei test cognitivi.

Per il momento, dovremo accontentarci di sapere che è la Svizzera a collocarsi in cima alla curiosa classifica dei Paesi in cui il consumo di cioccolato fa crescere piccoli geni, seguita dalla Svezia e dalla Danimarca. L’Italia, dal canto suo, si posiziona al sedicesimo posto su 23.

Per chi volesse comunque tentare già da oggi questa strada verso il Nobel, il consiglio è di mangiare almeno 400 grammi di cioccolato fondente all’anno.

(Fonte www.benessereblog.it)