Daily Archives: ottobre 4, 2012

Black Eyed Susan per contrastare la Fame Nervosa

black eyed susanLa fame nervosa porta a divorare quel che c’è nel piatto, grandi bocconi e velocità nel mangiare portano ad appesantire la digestione e procura gonfiore addominale. Black Eyed Susan favorisce il rilassamento e rallenta questi ritmi di vita così frettolosi.

Che si tratti di colazione di lavoro, un pranzo in famiglia, un aperitivo o una cena tra amici, certe persone sembrano buttare giù il cibo senza nemmeno gustarne il sapore e apprezzare il piacere della buona tavola.

Black Eyed Susan è un fiore australiano dall’effetto profondamente riequilibrante sul corpo e sulla mente, in grado di sciogliere le tensioni, diminire lo stress e contrastare anche la fame nervosa che spinge a ingurgitare troppo cibo.

L’essenza si dimostra molto efficace in caso di difficoltà digestive, mal di stomaco e gastrite dovuto a eccessi alimentari; può inoltre essere di aiuto per alleviare tensioni muscolari, mal di testa, insonnia e tachicardia tipiche delle persone logorate dallo stress.

L’abitudine a mangiare velocemente e con troppa voracità può provocare disturbi come colite nervosa, gonfiori addominali, sindrome del colon irritabile o episodi di diarrea, molto frequenti nelle persone impazienti e irrequiete, il cui intestino va di fretta. In questi casi, Black Eyed Susan porta spesso un notevole miglioramento dei sintomi.

Provate Black Eyed Susan anche nel bagno, un piccolo trattamento rilassante strofinando due gocce del rimedio puro nella zona appena sopra l’ombelico ricca di terminazioni nervose. Un bagno serale può essere di grande aiuto per rilassare i muscoli indolenziti dallo stress e dormire bene. Versa 20 gocce del rimedio nella vasca riempita con acqua tiepida e rimani immersa per circa 15 minuti.

Quando è utile Black Eyed Susan

  • Per gli impazienti, che mangiano troppo in fretta
  • Per contrastare voracità e fame nervosa
  • Per chi divora il cibo senza quasi masticare
  • Persone irrequiete, che scaricano lo stress ingurgitando di tutto, ai pasti e fuori pasto
  • In presenza di disturbi digestivi nei soggetti ipercinetici, che ingurgitano aria mentre mangiano
  • Se l’intestino corre troppo e produce gonfiori e fermentazioni che fanno dilatare l’addome

(Fonte www.mondobenessereblog.com/)

La Dieta delle Verdure, per rimettersi in forma in vista dell’Inverno

La dieta delle verdure è il segreto per rimettersi in forma in vista dell’inverno: le verdure sono dei cibi molto versatili e possono essere utilizzati per tantissime ricette diverse. Se pensate di dover mangiare solo della triste insalatina poco condita, vi sbagliate di grosso! Vietato inoltre dire addio ai carboidrati, che vanno invece consumati, meglio se integrali e preferibilmente a pranzo. Vediamo insieme la dieta delle verdure, perfetta per le donne che vogliono tornare in forma in vista dell’inverno.

dieta delle verdure

La dieta delle verdure
Seguire la dieta delle verdure non vuol dire abbandonare completamente carne e pesce ma semplicemente ridurre il loro utilizzo. Ad esempio, per una dieta sana, per colazione potrete consumare una tazza di tè o caffè con 25 grammi di muesli e una spremuta di arancia. A pranzo 80 grammi di pasta con pomodorini freschi con un’insalata mista di sedano rapa, mentre per cena potrete consumare una fesa di tacchino ai ferri o del pesce bianco con un’insalata di cavolo cappuccio e una macedonia di pesche e fragole. Esistono inoltre tantissime ricette diverse che vi consentono di cucinare la verdura in modo davvero eccezionale, gustoso ma anche leggero. Potete ad esempio, usare il wok, la pentola per la cottura orientaleche vi aiuta ad avere una cottura al vapore leggera e gustosa. La dieta delle verdure è gustosa e perfetta per tutti coloro cercano di perdere peso ma nello stesso tempo vogliono anche mangiare sano: si tratta di una dieta perfetta per chi vuole rimettersi in forma in vista dell’inverno.

Le calorie delle verdure
Ed ecco le calorie delle verdure più comuni. Come potete vedere, la verdura è l’alleata fondamentale nella dieta e ci aiuta quando è necessario perdere un po’ di peso. Le calorie si riferiscono a 100 gr di verdura.

Aglio 40
Asparagi di campo 29
Asparagi di serra 24
Basilico 39
Barbabietole rosse 19
Bietola 17
Broccoletti 22
Carciofi 22
Cardi 10
Carote 35
Cavolfiore 25
Cavoletti di Bruxelles 37
Cavolo rosso 20
Cavolo verde 19
Cetrioli 14
Cicoria 6
Cipolle 26
Cipolline 38
finocchi 9
Fiori di zucca 12
Funghi coltivati 28
Funghi ovuli 11
Funghi porcini 22
Germogli di soia 49
Indivia 19
Lattuga 19
Melanzane 18
Olive nere 235
Olive verdi 142
Patate 85
Peperoni gialli e rossi 30
Peperoni verdi 25
Pomodori da insalata 17
Pomodori – conserva 100
Pomodori – succo 14
Pomodori maturi 19
Pomodori San Marzano 17
Porri 30
Radicchio Trevigiano 15
Radicchio 15
Rape 18
Ravanelli 10
Rucola 30
Salvia 116
Sedano 20
Spinaci freschi 30
Spinaci surgelati 20
Tartufo nero 30
Zucca gialla 18
Zucchine 11

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Dieta mediterranea, olio d’oliva alleato del benessere

dieta mediterranea olio olivaL’olio d’oliva è un vero e proprio toccasana e non può mancare in una dieta mediterranea.
Tre o quattro cucchiaini di olio al giorno possono proteggere dal diabete, se abbinati ad una dieta sana e a un po’ di movimento.
Nell’olio infatti sono presenti gli acidi grassi monoinsaturi che possono ridurre di un terzo l’accumulo di grasso nel fegato. Ecco perché vari studi suggeriscono di non farsi mai mancare questo prezioso alleato della nostra salute. Lo sottolinea anche uno studio italiano condotto dai ricercatori della Società italiana di diabetologia (SId) dell’Università Federico II di Napoli presentato al congresso dell’European Association For The Study Of Diabetes (Easd).

Gli studiosi hanno preso in esame 45 pazienti con diabete di tipo 2 e hanno fatto seguire loro una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi verificando come abbiano ridotto l’accumulo di grasso del 25-30%. “Gli acidi grassi monoinsaturi sono perciò estremamente utili per i diabetici – dice Rivellese, a capo dello studio -, che vanno incontro a steatosi epatica nell’80% dei casi: la steatosi infatti è correlata all’insulino-resistenza, può essere coinvolta nell’insorgenza e nella progressione del diabete e può avere altre conseguenze deleterie sulla salute”.

Come raccomandano i nutrizionisti infatti l’olio d’oliva non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola: ottimo per condire, è decisamente da preferire al burro che può essere usato solo in casi particolari come nei risotti. Inoltre, l’olio d’oliva è un ottimo alleato contro il diabete.

Va ricordato inoltre che dal punto di vista calorico gli oli di semi non sono assolutamente più light dell’extravergine perché tutti gli oli sono composti dal 99,9% di grasso e quello che li distingue è il contenuto di vitamine e di acidi grassi.

“Diversi studi scientifici hanno confermato che, grazie ai suoi acidi grassi monoinsaturi, l’extravergine permette una riduzione del colesteroloLdl (quello cattivo) e un aumento di quello buono (Hdl)”, dice anche Andrea Ghiselli ricercatore all’Istituto nazionale di ricerca sugli alimenti e la nutrizione (Inran).

“Tre cucchiai, al posto di altri condimenti, sono raccomandati in una dieta sana ed equilibrata: uno lo si può usare per condire la pasta, gli altri per i secondi e le due porzioni di verdura consigliate al giorno dall’Inran. Per livelli di dispendio energetico maggiore (con un fabbisogno quotidiano di 2.600 chilocalorie e oltre) sono consentiti quattro cucchiai. Attenzione: l’olio non è un farmaco e se consumato in eccesso fa aumentare anziché diminuire la colesterolemia” continua Ghiselli.

L’olio inoltre ha delle ottime proprietà antiage e vi aiuta anche a sentirvi più giovani e in forma perchè contiene molte sostanze antiossidanti, capaci di contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Elementi come i polifenoli, “conferiscono il caratteristico sapore dell’olio, ad avere spiccate proprietà antiossidanti e anche antinfiammatorie. Ma poiché se ne usa poco, l’olio d’oliva esercita questa sua proprietà solo se viene inserito in una dieta con molta frutta e verdura, che di antiossidanti sono ricchissime”, conclude Ghiselli.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Valdo Vaccaro: GUIDA ALLA GIUSTA COMBINAZIONE DEI CIBI

Ancora dal blog di Valdo Vaccaro

SI DEVE SEMPRE PARLARE DI CIBI NATURALI A PREVALENZA PROTEICA O A PREVALENZA AMIDACEA O A PREVALENZA ZUCCHERINA

valdo vaccaro giusta combinazione di cibi
In natura non esistono cibi totalmente proteici e totalmente amidacei. Ci sono pure ottimi prodotti che contengono delle combinazioni amido/proteiche. I cereali sono un classico esempio.Nella guida elaborata dalla Canadian Natural Hygiene Society, organizzazione che si è sempre rifatta fedelmente alle classificazione sheltoniane, i cereali vengono classificati per semplicità tra gli amidi. Ma si tratta sempre di categorie approssimative e di comodo, da prendersi con le pinzette. Molto più giusto e sensato parlare di cibi a prevalenza proteica o a prevalenza amidacea.

I VEGETALI, ALLA RESA DEI CONTI, SONO CIBI AD ALTO CONTENUTO PROTEICO
Se prendiamo in mano la Vegetarian Guide di Michel Bluejay (award-winning writer), datata Gennaio 2011, con cifre prese dalla “USDA Food and Nutrient Database”, il contenuto proteico dei vari cibi, misurato col solito US Standard di percentuale proteico/calorica (e non proteica soltanto come nel British Standard e nei nostri standard italiani), è come segue:
–  Latte umano di mamma          5,9 %
–  Frutta                                       6,0
–  Noci e semi                            11,0
–  Cereali                                   13,0
–  Vegetali orticoli e selvatici    22,0
–  Legumi                                   28,0
PERCHE’ LE SUDDIVISIONI E PERCHE’ LE COMBINAZIONI?
I cibi proteici richiedono un ambiente digestivo acido per essere digeriti al meglio, mentre la maggior parte dei carboidrati (amidi e frutta dolce sono tali) si digeriscono in ambiente alcalino. Meglio dunque non fare mescole che includano contemporaneamente cibi delle 2 categorie incompatibili, richiedenti diverso ambiente digestivo e prolunganti dunque i tempi digestivi, con conseguenti rischi di fermentazione per gli zuccheri e di putrefazione per le proteine. Tutto in linea col principio “Più semplice il cibo e meglio ci sentiamo”. Ed in questo senso il mono-cibo, come insegnano molti animali, è assai migliore del cibo combinato ed elaborato.
IL RADICCHIO E’ 4 VOLTE PIU’ PROTEICO DEL LATTE MATERNO
Ma allora come la mettiamo col radicchio che è altamente proteico (4 volte più del latte materno) e che viene classificato tra i carboidrati nelle guide igieniste? E come la mettiamo coi cereali ivi classificati come amidi? Con la noce di cocco ivi classificata come valida combinazione naturale amico/proteica.
L’AIUTO COSTANTE DEI FOOD-ENZYME, NEL CIBO CRUDO SOLTANTO
La realtà è che le combinazioni usate dagli igienisti ed anche dagli ehretiani non potevano tenere conto appieno del fenomeno enzimatico, ovvero dei food-enzyme scoperti da Edward Howell, e resi noti al grande pubblico nel 1985 col testo-chiave “Enzyme Nutrition”, diventato ben presto la bibbia del crudismo e il distruttore ideologico della macrobiotica ohsawiana. In pratica, mangiando in stile tendenzialcrudista, gli enzimi fanno un lavoro di auto-digestione che ci aiuta a superare, almeno in parte, anche le difficoltà connesse con l’ambiente digestivo opposto.
USARE SEMPLICITA’ E BUON SENSO, EVITANDO MACEDONIE ASSURDE
Nel pur ottimo manifesto ufficiale canadese, chiamato “Guide for proper guide combining”, ci sono addirittura delle evidenti contraddizioni tra la parte illustrativa sul davanti e la parte descrittiva sul retro. Pertanto occorre sempre usare il buon senso, il gusto, l’esperienza, e l’accortezza generale di mescolare il meno possibile, onde evitare complicazioni. Piano con le macedonie di frutta, specie se inclusive di banane e di angurie e meloni, specie se lasciate ossidare o refrigerare e non consumate all’istante. Piano anche con insalate multi-ingredienti. Preferibile stare entro il limite di 3-4 varietà per pasto.
CENTRIFUGATI E MASTICAZIONI
Chiaro che nel caso di cibi liquidi centrifugati tendiamo a mescolare di più. Suggerisco sempre di partire dalla base carota-sedano-mela, o bietola-patatadolce-topinambur-mela, e di aggiungere 3-4 altri ingredienti minori al massimo (ciuffetto verdure, radichetta di zenzero, peperoncino volendo, 2-3 cucchiai di germe di grano volendo). Chi ha la pazienza, la capacità e il tempo di masticare, e chi non ha problemi di colite e di difficoltà temporanee con le fibre vegetali, può anche fare a meno del centrifugato
ISTRUZIONI COMBINATORIE IGIENISTE-CANADESI
Sulle istruzioni combinatorie canadesi appare la lista dei cibi, suddivisa in PROTEINE (noci, semi, soia, legumi secchi, olive, avocado), in CARBOIDRATI AMIDACEI (tutti i cereali, legumi secchi, patate, patate dolci, castagne, zucche, mais), in CARBOIDRATI MEDIO-AMIDACEI (carote, bietole, rape, carciofi), in CARBOIDRATI DOLCI (banane, datteri, fichi, uva, prugne, cachi, frutta secca-dolce).
QUADRO ILLUSTRATIVO CON ISTRUZIONI
Sulle foto, chiare, colorate, e intese a facilitare le scelte c’è il quadro seguente, che a volte genera più confusione che chiarezza, se non applichi un po’ di orientamento razionale e di flessibilità interpretativa:
– VEGETALI, combinabili con la maggior parte dei cibi (cavoli, cavolfiori, cime di rapa, sedani, melanzane, cetrioli, zucchini, asparagi, sedano-rapa, rape, bietole, piselli giovani, tegoline o fagiolini giovani).
– AMIDI, combinabili con verdure verdi e non coi pomodori, incompatibili con frutta e con proteine (mais, papaia, zucche, carciofi, patate, patate dolci, carote, castagne, cocco, riso integrale).
– PROTEINE, combinabili con le insalate, incompatibili con carboidrati dolci e con amidi (tutte le noci, i germogli, i legumi secchi, le arachidi, i semini di girasole e simili).
– CARBOIDRATI/FRUTTI DOLCI, combinabili con lattughe-sedani, incompatibili con frutti acidi tipo agrumi (banane, cachi, cachi secchi, mele secche, albicocche secche, prugne secche, uvetta, datteri).
-CARBOIDRATI/FRUTTI SUB-ACIDI, combinabili con frutta acida e frutta dolce, ma non con entrambe assieme, e combinabili anche con lattughe-sedani  (mele, pere, uve, pesche, prugne, fichi d’India, manghi, susine).
-CARBOIDRATI/FRUTTI ACIDI, combinabili coi sub-acidi ma non coi frutti dolci, e combinabili con lattughe e sedani (arance, limoni, pompelmi, melograni, fragole, kiwi, ananas, pomodori). Evitare mescole con proteine (noci, latte animale o vegetale).
-CARBOIDRATI/MELONI, non combinabili con niente e da consumarsi ben lontano dai pasti (angurie e vari tipi di meloni).
-AVOCADI/CIBO ALTO-GRASSO-VEGETALE, combinabili con sedani-lattughe-insalate, ma anche con patate e amidacei purché nel pasto si includano anche le verdure verdi. Mai usare avocado in presenza di noci e semini, pure ad alto contenuto di grasso.
-ACQUA NATURALE E NON GASATA, da bersi solo in condizioni di sete reale. Non bere durante i pasti per non diluire gli enzimi naturali dei cibi e gli enzimi corporali eventualmente sollecitati ad intervenire nella digestione (nel caso di cibi cotti). L’acqua è bevibile 15 minuti prima dei pasti, 30 minuti dopo un pasto di frutta, 2 ore dopo un pasto amidaceo, 4 ore dopo un pasto proteico.