Daily Archives: ottobre 10, 2012

Antidolorifici, a rischio l’Udito delle donne

effetti collaterali antidolorificiI farmaci antidolorifici aumentano il rischio di perdita d’udito nelle donne. E’ solo l’ultimo degli allarmi che riguardano gli effetti collaterali di questi medicinali di cui il genere femminile è il maggiore consumatore.
A porre l’accento su questo nuovo aspetto è stato uno studio scientifico condotto dai ricercatori americani del Channing Division of Network Medicine del Brigham and Women’s Hospital pubblicato sull’American Journal of Epidemiology.

Lo studio scientifico sugli antidolorifici e le donne
Gli studiosi hanno analizzato i dati di 62.261 donne di età compresa tra i 31 e 48 anni, seguite per quattordici anni (dal 1995 al 2009). Di queste oltre 10mila donne hanno riferito di aver subìto una perdita dell’udito. Un dato abbastanza rilevante statisticamente che ha coinciso con l’uso di due particolari tipi di antidolorifici: l’ibuprofene (FANS, farmaco antinfiammatorio non steroideo) ed il paracetamolo. Curiosamente, nessuna associazione è stata rilevata con l’uso di aspirina. Chiaramente si sta parlando di un uso errato se non addirittura di un abuso, ovvero di donne che hanno consumato ibuprofene e paracetamolo con una certa frequenza: ed il dato della diminuzione dell’udito è risultato tanto più alto quanto maggiore era la posologia del medicinale.

Gli antidolorifici ed il loro abuso
Il paracetamolo, come pure l’ibuprofene, sono dei farmaci da banco, ovvero che non necessitano di ricetta del medico per essere acquistati. Questo fa abitualmente pensare che si tratta di medicinali poco pericolosi, ma è un concetto estremamente errato. Le donne li usano di frequente ad esempio per tenere sotto controlli i dolori legati al ciclo mestruale, ma anche per il mal di schiena, i dolori articolari e soprattutto per il mal di testa. Tra l’altro a questo proposito, una recente ricerca ha confermato un dato già noto: l’uso a lungo termine di questi antidolorifici per il mal di testa diventa causa di cefalea stessa, da abuso di farmaci appunto.
Il dolore ricorrente ed i farmaci
Se si ha un dolore ricorrente è fondamentale rivolgersi ad un centro specializzato per trovare ed affrontare la causa originale. Non è possibile pensare di convivere per sempre con il dolore e con una compressa di antidolorifico pronta in borsetta. Questi medicinali attenuano il sintomo, non guariscono la causa. Purtroppo però, va detto, i centri specializzati per la cura del dolore sono ancora troppo pochi sul territorio italiano e meno ancora quelli per le malattie che possono provocarlo, come l‘artrite o l’artrosi. Non c’è un’adeguata cultura preventiva in tal senso neppure tra i medici di base (purtroppo), la maggior parte dei quali tende a prescrivere un antidolorifico anziché cercare di indagare la causa.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Contro l’Affaticamento, prova la Nocciola

Molto utilizzata nella preparazione dei dolci, la nocciola è un frutto super energetico ricco di vitamine, fibre, proteine e lipidi e povero di colesterolo

nocciole contro affaticamentoOggi è presente sulle nostre tavole più come ingrediente dolciario che come alimento: in realtà le caratteristiche nutrizionali della nocciola la rendono un cibo completo, quasi come una bistecca. Contiene il 63% di lipidi, il 13% di proteine, il 5% di fibre, vitamine del gruppo E e B, acido folico, sali minerali – tra cui calcio, magnesio e potassio – resine e tannini. Inoltre, la nocciola è più vantaggiosa della carne: fornisce la giusta dose di sostanze azotate, liberate però da quelle tossine quali il colesterolo, che in quantità eccessivo può essere nocivo. Preziose anche le virtù della corteccia e delle foglie dell’albero, parti in cui si concentrano di più i tannini.

Come ottenere i massimi benefici dalla nocciola

La nocciola è il più digeribile tra i frutti oleosi, purché sia ben masticata e ridotta in poltiglia in bocca in modo da essere elaborata dagli enzimi della saliva. Piuttosto calorica (625 calorie per 100 g) va consumata con moderazione ed evitata in caso di obesità, ipertensione e arteriosclerosi. Per la complessità dei suoi nutrienti è indicata in caso di astenia e affaticamento e può quindi essere utile in questo periodo di “ripresa” a pieno ritmo delle attività. Si possono assumere 5 o 6 nocciole al mattino, magari triturate e miscelate con un filo di miele, su una fetta di pane integrale: è un ottimo energetico e rimineralizzante per affrontare la giornata. In questa dose hanno anche un blando effetto lassativo per la regolarità dell’intestino.

Un elisir per la pelle grassa…

Il decotto di foglie di nocciola è ottimo sulla pelle impura e con punti neri perché cicatrizza, regolarizza il sebo e aiuta a chiudere i pori dilatati. Si prepara facendo bollire 5 grammi di foglie in 100 ml d’acqua per almeno 10 minuti. Si lascia poi raffreddare, si filtra e si usa per impacchi sul viso.

…Come per quella delicata

Il decotto di corteccia invece va bene per eliminare rossori e couperose. Le dosi sono sempre 5 grammi di corteccia in 100 ml di acqua.

(Fonte www.riza.it)

Bergamotto per ridurre il Colesterolo

bergamotto per ridurre colesteroloFino ad oggi abbiamo pensato al Bergamotto come ad un profumo e un prezioso agrume. Pare invece che sia molto efficace per ridurre il colesterolo cattivo ed aumentare quello buono. È statisticamente provato che le statine non sempre riescono a tenere a bada il colesterolo LDL.

Uno studio effettuato dal George Centre for Healthcare Innovation presso l’Università di Oxford (Uk) ha, infatti, evidenziato che le statine non riducono il rischio di formazione di coaguli nel sangue, che sono la causa di trombi, infine, possono avere degli effetti collaterali indesiderati.

Un’alternativa alle statine, per chi non trova beneficio nell’assunzione, o preferiscono ricorrere ad altri rimedi, potrebbe essere il Bergamotto. A sancirlo è uno studio, tutto italiano, condotto dai ricercatori dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista International Journal of Cardiology.

Le proprietà del Bergamotto sono molteplici, lo studio dice che riduce i livelli di colesterolo LDL e fa aumentare quelli HDL. I ricercatori spiegano che queste proprietà potrebbero essere sfruttate in coloro che soffrono di malattie cardiovascolari. Lo scopo sarebbe di ridurre i farmaci per le malattie del cuore.

Lo studio ha coinvolto 237 pazienti che hanno consumato il Bergamotto per un mese, al termine del quale i ricercatori hanno constatato che i livelli di colesteroloLDL erano scesi del 38 per cento.

Il frutto del Bergamotto, dalla grandezza di un’arancia media, difficilmente viene consumato come agrume, più facilmente sotto altre forme. Dalla scorza candita ad aromatizzante del tè, il famoso Earl Grey, o di liquori e grappe.

Molto versatile, il Bergamotto viene utilizzato sia nell’industria cosmetica che farmaceutica. I principi attivi dell’essenza, vale a dire l’olio essenziale (che si ricava dalla buccia), vviene utilizzato in tutto il mondo per la produzione di profumi e cosmetici. In medicina, invece, viene utilizzato come antibatterico, conservante, antimicotico e antivirale. Ora si aggiunge anche quella di abbassare il colesterolo.

Il Bergamotto si produce nella provincia di Reggio Calabria, dove c’è un clima perfetto per la sua coltivazione, e viene esportato in tutta Europa ed anche in Oriente.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)