Daily Archives: ottobre 15, 2012

La philofobia o paura d’amare, si può guarire?

E’ possibile avere paura d’amare? A quanto pare sì. La philofobia(altrimenti detta, appunto, paura d’amare) è una particolare forma di fobia basata sulla paura che l’ondata di emozioni che accompagnano l’innamoramento possano farci perdere il controllo. Proprio per questo l’identikit di chi soffre di questo problema è un individuo che vuole mantenere il controllo non solo sull’ambiente che lo circonda, ma anche dei propri comportamenti e delle proprie emozioni.

philofobia - paura di amareLa possibilità di perdere il controllo della situazione è un’eventualità estremamente difficile per chi soffre di una forma di fobia.
Per questo motivo anche di fronte al desiderio di amare ed essere amati a vincere è la paura di diventare vulnerabili, che ha la meglio su qualunque vantaggio possa derivare dall’avere una relazione sentimentale.

La paura può derivare dall’esperienza di un familiare o di qualche amico. Osservare dall’esterno ciò che succede a chi ci circonda può distorcere la visione della realtà e portare a considerare l’innamoramento come una vera e propria forma di tortura.Ne derivano emozioni contrastanti: l’idea di amare e di essere amati può creare un momentaneo stato di euforia, seguito, però, dalla paura di ciò che comporta provare delle emozioni. Possono addirittura comparire veri e propri malesseri fisici e psicologici, inclusi vertigini, mancanza d’aria, secchezza delle fauci, nausea, sudorazioni, tremori e pianti, attacchi di panico, rapidi cambiamenti d’umore e voglia di scappare.Tutto ciò non significa che chi soffre di philophobia sia condannato a non innamorarsi mai. Se, però, la situazione è grave potrebbe essere necessario rivolgersi a un terapeuta così come si dovrebbe fare anche in caso di altre gravi fobie. Uno dei punti su cui è più importante soffermarsi è quello della capacità di relazionarsi con gli altri: la paura d’amare, infatti, non compromette solo la qualità della propria vita, ma anche quella di chi si innamora di chi ne soffre.

(Fonte www.benessereblog.it)

Autostima: 10 consigli per vivere meglio con te stessa e con gli altri

accrescere autostimaAutostima una parola fondamentale per stare bene. E’ raro trovare una donna sempre sicura di se stessa e pronta a mettersi al centro del mondo per ottenere ciò che vuole. Spesso infatti alcuni contesti ci fanno sentire particolarmente a disagio, se non tutti nella peggiore delle ipotesi: ci si sente sempre inadeguate.

Tutto dipende dall’autostima, con la quale oggettivamente si cresce. Ma si può migliorare, si può fare un lavoro su se stesse per arrivare sempre a sentirsi giuste al posto e momento opportuno. Vediamo come con un decalogo di consigli che abbiamo riassunto da alcuni esperti.

1.Prendere consapevolezza della propria mancanza di autostima: occorre comprendere che il senso di incapacità non è altro che una situazione psicoemotiva che può essere superata.

2. In ogni situazione difficile è importante convincersi di “potercela fare”, di essere in gamba: ripeterselo in continuazione nella mente, può essere un buon training. L’importante è arrivare ad agire. Non è facile sbloccarsi le prime volte: la scarsa autostima induce a non agire, a non tentare, convinte di andare incontro ad un fallimento. La stima di se in questo modo non aumenterà mai. Tentare, agire, anche se non si porta a casa una medaglia invece contribuirà in modo positivo: occorre cioè farsi coraggio ed interrompere il circolo vizioso.

3. Concentrarsi sui successi: per riuscire è importante andare a cercare con la mente i successi che si è riusciti a portare a termine. Basta riflettere sulla propria vita quotidiana, per rendersi conto di quante volte si sono fatte cose speciali, oppure obbligati dal contesto si è riusciti a fare qualcosa di importante. Pensare positivo, è d’obbligo: se si è superato uno scoglio una volta, è possibile farlo di nuovo.

4. Il successo non dipende dalle proprie capacità o potenzialità in relazione agli altri, ma dall’azione che nasce dal credere in se stessi. Non bisogna confrontarsi con gli altri, con i colleghi di lavoro, con le amiche, ma con se stessi nei momenti che si ritengono migliori: avete un colloquio di lavoro e non sapete come vestirvi? Quando è stata l’ultima volta che vi siete guardate allo specchio e vi siete piaciute? Pensate ad emulare voi stesse in quell’occasione e non la vicina di casa sempre griffata alla moda!

5. Nessuno è perfetto e non si può pretendere di piacere a tutti. Sono due cardini necessari da assimilare se si vuole aumentare la propria autostima. Non occorre dunque cercare la propria sicurezza nell’approvazione altrui, ma solo di se stessi. Se si ha stima di se, automaticamente l’avranno anche gli altri e viceversa. Per questo ogni giorno nell’affrontare persone e situazioni occorre farsi forza sulle proprie peculiarità, buone o cattive che si ritengano.

6. Importante dunque una valutazione di quelli che si ritengono i propri limiti, o difetti. Imparare a conviverci è fondamentale. Bisogna capire che non sempre si può riuscire in un obiettivo, che si può fallire, ma è umano. In una gara, il vincitore è uno solo, ma, come comunemente si dice “l’importante è partecipare”. Ebbene è quanto mai vero, soprattutto in questo caso. I fallimenti si possono superare, fortificano. Se si supera un licenziamento o un divorzio (lo fanno in molti perché voi non dovreste riuscire?) ci si sentirà poi potentissimi, capaci di fare qualunque cosa.

7. Evitare di essere pessimisti è un altro step importante per vincere la bassa autostima: immaginare di fallire induce a non agire. Agire significa invece migliorarsi.

8. L’autostima s’impara con la pratica dunque. Come il resto delle cose. Pensate ad un bimbo che deve imparare a leggere: all’inizio ha paura di sbagliare, eppure è obbligato dal contesto ad esercitarsi, a tentare. Alla fine riuscirà perfettamente nella lettura!

9. Per tale motivo, portare avanti i propri principi e le propensioni naturali, non potrà che facilitare. Ad esempio: se siete delle abili pittrici, ricavatevi del tempo per dipingere, la vostra autostima ne trarrà giovamento. Non sforzatevi di fare esclusivamente cose che non sono nelle vostre corde, soprattutto se queste dipendono dalle aspettative altrui e non corrispondono ai vostri veri desideri.

10. Aiutare il prossimo aumenta l’autostima personale. C’è sempre qualcuno che ha bisogno di noi. E le donne in realtà lo fanno sempre, con i genitori anziani, i figli, il compagno, le amiche. Basta riflettere.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Valdo Vaccaro e le Diete Farabutte Atkins-Dukan

Leggiamo dal blog di Valdo Vaccaro
UN FILONE DI DIETE FARABUTTE
Questa gentaglia che ha diseducato per anni mezzo mondo, e che continua tuttora a seminare zizzania guadagnando vile danaro sulle disgrazie e sulle debolezze altrui, merita una forte denuncia.
E’ il solito discorso sulle diete farabutte americane e francesi, che non sto nemmeno a ribadire una per una. Tutte diverse nelle apparenze ma identiche nella sostanza.
NEGHI IL CARBURANTE E  STRONCHI LA FAME CON LE SCHIFEZZE PROTEICHE
Diete basate sulla negazione del carburante e sul regalo di schifezze alternative. Fossero vili escrementi o fosse materiale cotto da letamaio, al posto della carne e delle proteine nobili di cui ti hanno ingozzata per un anno, si otterrebbero gli stessi risultati riduttivi, alla sola condizione di usare le stampelle integratrici mineral-vitaminiche, indispensabili a sorreggere le fatiche del cuore.
ROBERT ATKINS PROFETA DEL CIBO GRASSO-PROTEICO CHE FA DIMAGRIRE
dieta atkinsIl capostipite Robert Atkins, stroncato di cancro a 73 anni, morì obeso in tutta segretezza nel 2003, quando pesava116 kgper186 cmdi altezza.Non fu assolutamente un buon testimonial per le sue teorie, ma ebbe ciononostante un successo commerciale enorme, perché dava modo ai mangioni americani di banchettare a piacere e di perdere peso simultaneamente, cosa che pareva incredibile e persino divina.

SPECIALISTA IN PASTIGLIE E CAPSULE
Le tasche di Atkins erano sempre ingrossate da uno stock di cento piccole diverse, che si divertiva ad esibire ai suoi interlocutori e durante le interviste televisive, ridicolizzando gli obsoleti e banali spremitori di agrumi, quando lui con poche compresse di vitamina-C portava con sé l’equivalente di un carretto carico d’arance e di pompelmi. Non a caso si guadagnò il nomignolo del dietista che si intendeva di diete quanto il maiale dell’Arkansas si intendesse di astronomia.
DIETA DA DIMENTICARE E PERSONAGGIO DA DIMENTICARE
Una dieta da dimenticare quella di Atkins, orribile, pesante, sbilanciata, diseducativa, oltre che pericolosissima. Casi come quelli della Cristina ce ne sono a bizzeffe in America ma non solo. La maggior parte stanno sotto terra, mandativi in forte anticipo da questo lugubre nutrizionista-becchino. Ma la stupidità della gente è senza limiti. La voglia di farsi abbindolare sembra essere infinita. Altra gente continua sulla stessa lunghezza d’onda. E nuovi allocchi si trovano sempre.
PERCHE’ MAI FALLISCONO TUTTE LE DIETE ATKINS, LE ANTIGLICEMICHE MONTIGNAC, LE GRUPPI-SANGUIGNI-D’ADAMO, LE ZONISTE-SEARS?
dieta montignacDove sta il motivo del fallimento? Qual’e’ la differenza cruciale tra dimagrimento rapido atkinsiano e dimagrimento rapido igienista? Non ci sono segreti. Lo spiegherei con facilità a un bambino di prima elementare. Occorre solo capire una cosa, e cioè che il sistema cellulare non accetta la carestia e la fame. Se non arriva cibo se lo procura mangiandoci dall’interno.
CON LE DIETE LOW-CARB TI AUTOINTOSSICHI PER TRE VIE SIMULTANEE
Col sistema Atkins, affami le cellule che ti auto-cannibalizzano il grasso, per cui cali rapidamente di peso. Ma nel contempo succedono tre gravi inconvenienti:
1) Incrementi la percentuale di inquinanti interni, visto che i veleni accoppiati alle cellule adipose non vengono assorbiti dalle cellule ma rimangono nel sistema.
2) Incrementi la percentuale di accumulo detriti virali-cellulari interni, visto che la carne comporta acidificazione, putrefazione, leucocitosi, rallentamento linfatico e intasamento virale.
3) Incrementi la percentuale di veleni esterni, visto che la carne regala non solo acidi urici e prioni mucca pazza, ma anche qualcosa come 2200 sostanze proibite e catalogate.
TI RITROVI STRAVUOTO DI GRASSO E D’ACQUA MA ANCHE STRACOLMO DI VELENI E CARICO DI UNA SETE MICIDIALE
Alla fine ti ritrovi stravuoto di grasso ma anche strapieno di veleni che agiscono da micidiali ritentori idrici, per cui il corpo ti spinge a una sete incontenibile e ogni cosa che bevi rimane dentro, per cui è scontato che ognuno si riprenda i chili originari più gli interessi.
NEL DIGIUNO IGIENISTA VA VIA IL GRASSO E VANNO FUORI I VELENI
Col sistema vegan-crudista e digiuno igienista associato, il grasso viene anche in questo caso cannibalizzato dalle cellule, ma i veleni di accompagnamento non rimangono all’interno e se ne vanno fuori grazie ai tanti litri di acqua distillata previsti e raccomandati.
SI PERDE PESO E NON LO SI RIPRENDE MAI PIU’
Con questo sistema si perde peso nettamente, velocemente e non lo si riprende più, alla sola condizione di non rifare gli antichi errori, di continuare con la dieta vegana-vitalistica anche nel dopo-digiuno e nell’associare alla medesima un piano giornaliero di esercizi fisici aerobici, un piano di respirazione e di esposizione solare, con tamti bagni per stimolare ed attivare le funzioni eliminative della pelle.
NON SIAMO DIMAGRATORI O INGRASSATORI, MA RIPRISTINATORI DI SALUTE
Non ho altre cose da dire. Schemi dimagranti, detossificanti e riduttivi ce ne sono a iosa nel blog. Testimonianze di dimagrimento anche. Le proteine animali non sono cibo per gli umani, indipendentemente dalle loro condizioni di peso. Lo scopo dell’igiene non è mai quello di ingrassare o dimagrire le persone, ma quello ben più razionale di ripristinare la funzionalità e la salute.
IL GRASSO E’ UN SINTOMO E NON VA TOCCATO
Il grasso, l’adipe, il sovrappeso non possono poi diventare target ed obiettivo terapeutico. Sono aspetti esterni fastidiosi e a volte drammatici, ma si tratta sempre di sintomi, di segnali di spie rosse accese, e i sintomi non vanno curati per nessuna ragione al mondo. Occorre andare oltre e curare la malattia psicologica e culturale che porta a credere certe cose, a farsi ciullare da determinate fonti di disinformazione e a consumare materiale orrendo ed incompatibile.
Valdo Vaccaro