Daily Archives: ottobre 17, 2012

Influenza: Rimedi Naturali

curare influenzaArriva l’autunno, e puntualmente si ricomincia a parlare di influenza.
A breve sono annunciati i primi focolai, e per quanto riguarda i virus che tenteranno di infettarci in questo 2012-13, proverranno da ben due ceppi, e saranno alquanto agguerriti. Tuttavia, prima di parlarvi delle peculiarità dell’influenza che sta arrivando, ci piace ricordarvi che qualunque patologia infettiva virale stagionale (i malanni da raffreddamento classici) può essere opportunamente combattuta, e anche prevenuta, attraverso rimedi naturali e uno stile di vita volto al rafforzamento del nostro sistema immunitario.

Si parla di malattie altamente contagiose, infatti, dal momento che nessuno di noi può vivere in una campana di vetro, l’unica soluzione possibile è quella di dare una mano ai nostri anticorpi nel costruire una barriera efficace contro i malefici germi. Vediamo, intanto, le caratteristiche dell’influenza della stagione 2012-13.

Influenza 2012-13: sono attesi due ceppi

Sono attesi due ceppi virali che porteranno a breve sul nostro territorio un tipo di influenza più complessa e più “rognosa” rispetto a quella dell’anno passato. Sentiamo gli avvertimenti di Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani: “L’attenzione deve essere alta per la presenza di due nuovi ceppi virali che transitano in questo momento nell’emisfero australe ed arriveranno da noi attorno a dicembre con un picco tra gennaio e febbraio e una coda in marzo, si presume che essi incontreranno molte persone non immunizzate”.

Tra i sintomi, visto che si tratterà di una patologia infettivo-respiratoria, si segnalano febbre sopra i 38°, naso chiuso, tosse secca, dolori articolari, debolezza. Nelle persone sane, specie se adulte, la fase influenzale acuta non dovrebbe protrarsi oltre i 4-5 giorni, mentre più insidiosa potrebbe rivelarsi per gli anziani e per i bambini. Già dia primi di ottobre avremo anche a disposizione il vaccino, che è caldamente consigliato a tutte le categorie a rischio, come le persone affette da malattie croniche e respiratorie, le donne in gravidanza, i bimbi sotto i due anni e gli over 65. Vediamo, invece, come possiamo difenderci dal virus con i mezzi naturali.

Influenza: come prevenirla?

L’alimentazione è la prima arma a nostra disposizione per difenderci dai malanni stagionali, influenza inclusa. Cibi consigliati per potenziare il nostro sistema immunitario sono tutte le verdure e la frutta di stagione che contengano vitamina C, e in particolare cavoli e broccoli (tutta la famiglia delle crucifere) e agrumi. Anche i legumi e le castagne sono ottimo “carburante” anti virus. Per evitare il contagio, dobbiamo cercare di lavarci le mani più che possiamo, non avere contatti fisici ravvicinati con persone ammalate (a meno che non sia necessario, naturalmente, come nel caso di un genitore che debba curare il suo bimbo), evitare gli sbalzi di temperatura. Vediamo ora, invece, i rimedi naturali a nostra disposizione nel caso malaugurato che l’influenza ci colpisse.

Influenza: curarsi con i rimedi naturali

La cosa che bisogna tenere a mente subito quando si tratta di influenza virale, è che le cure antibiotiche non servono a nulla se non ad indebolirci ulteriormente. Lasciamole perdere e curiamoci con un antipiretico (solo quando la febbre sale sopra i 38°), compresse di vitamina C e santa pazienza. Solo questo? Beh, dalla nostra abbiamo anche i prodotti della medicina naturale, come i farmaci omeopatici (che possiamo farci prescrivere dal medico omeopata), indicati soprattutto per i bambini, ma eccellenti anche per gli adulti perché privi di effetti collaterali.

Anche l’aromaterapia può essere una valida alternativa. Contro le sindromi influenzali è consigliato l’olio essenziale di lavanda, che ha un effetto stimolante sul sistema immunitario, e in generale tonificante e antidepressivo. Dovete diluirlo in acqua (per essere poi vaporizzata, ad esempio, andrà benissimo versarne poche gocce nell’acqua del deumidificatore posizionato sul calorifero) nella stanza dove si trova la persona malata, oppure nell’acqua del bagno o, infine, aggiunto all’olio d’oliva per delle frizioni Durante la fase clou dell’influenza, via libera anche ai rimedi della nonna, vediamone due.

Influenza: due ricette “della nonna”

Ecco due semplici ricette per combattere l’influenza e accelerare il processo di guarigione:
Decotto di sambuco, ingredienti:

  • 50 g di fiori di sambuco
  • 500 g di acqua
  • La scorza di mezzo limone

Preparazione:
Fate bollire i fiori e la scorza di limone nell’acqua per 5 minuti. Filtrate e dolcificate con miele. Bevete due bicchieri al giorno della bevanda, lontano dai pasti, per stimolare la sudorazione e combattere l’influenza.

Decotto di salvia, ingredienti:

  • 3 g di foglie di salvia
  • 100 g di latte

Preparazione:
Bollite le foglie di salvia nel latte per 5 minuti. Lasciatele riposare per 10 minuti, quindi filtrate. Assumete il preparato a tazzine durante la giornata, lontano dai pasti. Sarà un ottimo aiuto contro l’influenza.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Clamidia, sintomi, cure e terapie

cure clamidiaLa Clamidia (o meglio Chlamydia) è una delle malattie a trasmissione sessuale più comuni causata dal batterio Chlamydia trachomatis. E’ fondamentale conoscerlae saper come prevenirla perché se non curata può arrivare a danneggiare gli organi riproduttivi della donna e può anche essere trasmessa al neonato durante il parto con altrettanta pericolosità. Nelle donne è una malattia silente, asintomatica nel 75% dei casi: quando si manifesta, è spesso ormai tardi o comunque più complicato intervenire. Cerchiamo dunque di conoscerla insieme.

Negli Stati Uniti, secondo i dati del 2010 la clamidia è stata la malattia a trasmissione sessuale batterica più diffusa in assoluto con circa 1.308.000 casi diagnosticati. Una cifra allarmante che nasconde ben altri numeri, quelli non diagnosticati (visto che non c’è quasi mai una sintomatologia che conduca al test). Pensate che si stima che ne siano colpite circa 2,8 milioni di donne in più ogni anno, molte reinfettate dallo stesso partner che non si è curato. Questi numeri devono farci riflettere su quanto un rapporto sessuale non protetto sia facilmente a rischio di sviluppare clamidiosi.

I sintomi, laddove si verifichino, compaiono ad un paio, massimo 3 settimane dall’infezione. Nelle donne il batterio colpisce inizialmente la cervice e l’uretra (il canale da dove passano le urine). Un segno comune in questo caso può essere dato da perdite vaginali anomale o bruciore durante la pipì. In un secondo momento il batterio può arrivare alle tube di Falloppio ed ancora in molte donne essere asintomatico: altre invece provano un leggero dolore all’addome, possono sviluppare febbre, dolore durante i rapporti sessuali, o sanguinamento tra un ciclo mestruale e l’altro. Si tratta di segni comuni ad altri disturbi, un ulteriore problema per arrivare precocemente ad una diagnosi.

Cure e terapia per la clamidia

Dunque che fare? Prestare attenzione ai segnali che il proprio corpo invia per una diagnosi precoce e l’avvio di una adeguata cura. Già perché una terapia è possibile ed anche molto semplice: consiste nell’assunzione di specifici antibiotici (ad esempio un’unica dose di azitromicina o sette giorni di doxiciclina da assumere ogni 12 ore). L’importante è che sia individuata in una fase quanto più precoce possibile. I sintomi scompariranno già in una decina di giorni. Ma attenzione ad alcune specifiche accortezze: anche i partner devono essere curati, altrimenti si attiva immediatamente una reinfezione al primo rapporto sessuale non protetto. Per lo stesso motivo vanno evitati rapporti intimi nel periodo della terapia (con quella monodose anche fino ad una settimana dopo) e va infine effettuato un test per verificare che il batterio sia stato effettivamente eradicato. Le malattie veneree infatti spesso si fanno latenti per poi a lungo termine provocare pericolosi danni. In generale la prevenzione rimane sempre l’arma migliore.

prevenzione clamidiaUna prevenzione vera e certa la si può avere solo con l’astinenza oppure con la dovuta attenzione attraverso l’utilizzo del profilattico. In più va evidenziato che il collo dell’utero nelle giovanissime donne non è totalmente maturo ed è dunque maggiormente suscettibile di infezioni laddove le stesse siano sessualmente attive: maggiore è il numero di partner e più elevato è il rischio. Non solo. Basta un uomo solo che abbia avuto più relazioni dal punto di vista sessuale per essere infettate: la fedeltà individuale non è sinonimo di prevenzione. Da tenere infine presente che la clamidia trova ambienti idonei anche nel retto e nella bocca, quindi anche il sesso anale o orale sono fortemente a rischio. E’ importante pensarci, sempre, ogni giorno o quando si hanno rapporti amorosi occasionali, frequenti in vacanza ad esempio, ma non solo.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Vene Varicose: prevenzione e cause

Le vene varicose sono un disturbo circolatorio abbastanza diffuso tra la popolazione femminile anziana, ma anche donne giovani, nonché uomini, possono essere soggetti a questa patologia vascolare. La familiarità incide molto nella probabilità di vedere comparire varici sulle proprie gambe in un certo momento della propria vita, ecco perché i soggetti a rischio dovrebbero seguire un stile di vita e assumere comportamenti virtuosi utili per prevenire il problema. Se non fosse per timore delle conseguenze di tipo medico, almeno per un po’ di vanità (visto che le varici sono anche piuttosto antiestetiche), sarebbe bene cercare di non sottoporre le proprie vene delicate a sforzi che non sono in grado di sostenere.

prevenire vene varicose

Le vene varicose compaiono quando le pareti venose perdono la naturale elasticità, non riescono più a spingere il sangue verso l’alto (che così tende a ristagnare), e come conseguenze si dilatano, assumendo la tipica forma a “corda”. Vediamo esattamente le cause e i sintomi della loro formazione.

Vene varicose: cause e sintomi

Le pareti delle vene, a differenza di quelle delle arterie, sono piuttosto sottili, e il lavoro che compiono a livello circolatorio è quello di fornire la corretta spinta affinché il sangue possa ritornare al cuore. Quando, però, il flusso ematico tende a rallentare, per eccesso di sforzo da parte dell’organismo, stanchezza, per via dell’età o del peso eccessivo, allora le vene possono “allentarsi”, perdere la loro elasticità, gonfiarsi e trasformarsi in varici. Il primo sintomo delle vene varicose coincide con la comparsa di sottili strisce bluastre, che mettono in evidenza le vene che scorrono sotto la pelle. Via via che il problema si aggrava le varici possono apparire come veri e propri raggruppamenti di vasi sanguigni violacei o bluastri.

Solo nei casi più gravi -quando le vene oltre a gonfiarsi iniziano ad allungarsi e perdere la linearità naturale – le varici acquistano un aspetto ruvido e tortuoso e dunque ancor più antiestetico. Le vene varicose intralciano il normale percorso del sangue dalle aree periferiche (in questo caso le gambe) fino al cuore, perché si verifica un ristagno ematico. Per questo motivo, le varici sono associate spesso a pesantezza e gonfiore della gamba, senso di affaticamento, sensazione di calore e crampi, che insorgono prevalentemente durante la notte. Questi sintomi possono peggiorare quando fa troppo caldo o dopo uno sforzo fisico eccessivo a carico degli arti inferiori. Tuttavia è la gravidanza (specie durante gli ultimi mesi) o la condizione di obesità che possono incidere significativamente in persone predisposte nella comparsa delle vene varicose.

Vene varicose: cure

Come abbiamo già detto, le vene varicose si sviluppano in modo graduale. Normalmente il momento in cui il paziente decide di rivolgersi allo specialista per sottoporsi a una cura varia a seconda dell’età. I soggetti più anziani non si preoccupano del problema estetico e tendono a parlare con il medico quando i sintomi associati al disturbo iniziano a divenire davvero invadenti e fastidiosi. Le donne e gli uomini più giovani, invece, chiedono aiuto anche per ragioni meramente estetiche, ancor prima che compaiano dolore, crampi, il trattamento più indicato è senza dubbio quello chirurgico: i vasi sanguigni dilatati vengono asportati attraverso l’incisione di un piccolo taglio oppure chiusi con l’iniezione di sostanze irritanti o per mezzo del laser . Quando l’elemento estetico non rappresenta un problema per il paziente ed è ancora possibile intervenire senza ricorrere alla chirurgia, il medico può prescrivere trattamenti non invasivi per alleviare i sintomi. La terapia farmacologica prevede la somministrazione di medicinali topici con azione vasoprotettrice.

Vene varicose: prevenzione

La prevenzione delle varici è possibile? Nei casi più gravi, quelli in cui compaiono già in giovane età, forse no, ma in tutti gli altri casi si possono e si devono preservare le proprie vene affinché mantengano sempre la loro naturale forma ed elasticità. Ad esempio, evitando sovrappeso e obesità e cercando di mantenere sempre il peso ideale durante tutta la vita. La prima regola d’oro, però, è quella di mantenersi in forma con dell’attività sportiva regolare.

Non si dovrebbe mai restare immobili nella stessa posizione troppo a lungo, per questo chi abbia questa predisposizione dovrebbe evitare, se possibile, attività lavorative di tipo sedentario. Anche scarpe e indumenti troppo stretti possono interferire con una buona circolazione sanguigna, per questo potrebbe essere una buona idea farsi prescrivere calze a compressione graduata dall’angiologo. Ancora, meglio evitare i bagni troppo caldi, mentre sono estremamente salutari e tonificanti le classiche passeggiate sul bagnasciuga in estate. Si possono assumere integratori alimentari per migliorare il tono vascolare e poi mangiare tanta frutta e verdura, cereali integrali, evitare i superalcolici e il troppo sale in cucina, infine bere molta acqua.

(Fonte salute.pourfemme.it)