Clamidia, sintomi, cure e terapie

cure clamidiaLa Clamidia (o meglio Chlamydia) è una delle malattie a trasmissione sessuale più comuni causata dal batterio Chlamydia trachomatis. E’ fondamentale conoscerlae saper come prevenirla perché se non curata può arrivare a danneggiare gli organi riproduttivi della donna e può anche essere trasmessa al neonato durante il parto con altrettanta pericolosità. Nelle donne è una malattia silente, asintomatica nel 75% dei casi: quando si manifesta, è spesso ormai tardi o comunque più complicato intervenire. Cerchiamo dunque di conoscerla insieme.

Negli Stati Uniti, secondo i dati del 2010 la clamidia è stata la malattia a trasmissione sessuale batterica più diffusa in assoluto con circa 1.308.000 casi diagnosticati. Una cifra allarmante che nasconde ben altri numeri, quelli non diagnosticati (visto che non c’è quasi mai una sintomatologia che conduca al test). Pensate che si stima che ne siano colpite circa 2,8 milioni di donne in più ogni anno, molte reinfettate dallo stesso partner che non si è curato. Questi numeri devono farci riflettere su quanto un rapporto sessuale non protetto sia facilmente a rischio di sviluppare clamidiosi.

I sintomi, laddove si verifichino, compaiono ad un paio, massimo 3 settimane dall’infezione. Nelle donne il batterio colpisce inizialmente la cervice e l’uretra (il canale da dove passano le urine). Un segno comune in questo caso può essere dato da perdite vaginali anomale o bruciore durante la pipì. In un secondo momento il batterio può arrivare alle tube di Falloppio ed ancora in molte donne essere asintomatico: altre invece provano un leggero dolore all’addome, possono sviluppare febbre, dolore durante i rapporti sessuali, o sanguinamento tra un ciclo mestruale e l’altro. Si tratta di segni comuni ad altri disturbi, un ulteriore problema per arrivare precocemente ad una diagnosi.

Cure e terapia per la clamidia

Dunque che fare? Prestare attenzione ai segnali che il proprio corpo invia per una diagnosi precoce e l’avvio di una adeguata cura. Già perché una terapia è possibile ed anche molto semplice: consiste nell’assunzione di specifici antibiotici (ad esempio un’unica dose di azitromicina o sette giorni di doxiciclina da assumere ogni 12 ore). L’importante è che sia individuata in una fase quanto più precoce possibile. I sintomi scompariranno già in una decina di giorni. Ma attenzione ad alcune specifiche accortezze: anche i partner devono essere curati, altrimenti si attiva immediatamente una reinfezione al primo rapporto sessuale non protetto. Per lo stesso motivo vanno evitati rapporti intimi nel periodo della terapia (con quella monodose anche fino ad una settimana dopo) e va infine effettuato un test per verificare che il batterio sia stato effettivamente eradicato. Le malattie veneree infatti spesso si fanno latenti per poi a lungo termine provocare pericolosi danni. In generale la prevenzione rimane sempre l’arma migliore.

prevenzione clamidiaUna prevenzione vera e certa la si può avere solo con l’astinenza oppure con la dovuta attenzione attraverso l’utilizzo del profilattico. In più va evidenziato che il collo dell’utero nelle giovanissime donne non è totalmente maturo ed è dunque maggiormente suscettibile di infezioni laddove le stesse siano sessualmente attive: maggiore è il numero di partner e più elevato è il rischio. Non solo. Basta un uomo solo che abbia avuto più relazioni dal punto di vista sessuale per essere infettate: la fedeltà individuale non è sinonimo di prevenzione. Da tenere infine presente che la clamidia trova ambienti idonei anche nel retto e nella bocca, quindi anche il sesso anale o orale sono fortemente a rischio. E’ importante pensarci, sempre, ogni giorno o quando si hanno rapporti amorosi occasionali, frequenti in vacanza ad esempio, ma non solo.

(Fonte salute.pourfemme.it)

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