Meno Frutta nel piatto, Meno Voglia di Studiare

la frutta aiuta lo studioTempo di compiti e lezioni e il bambino non mangia la frutta?
Potrebbe risentirne la pagella. “Vitamine come la C e quelle del gruppo B danno energia alle cellule del sistema nervoso centrale, i neuroni” spiega Diana Scatozza, specialista in scienza dell’alimentazione a Milano. “Una carenza di queste sostanze si traduce in stanchezza, difficoltà a concentrarsi e svogliatezza”.

Ci vuole una macedonia
Ogni giorno un bambino dovrebbe mangiare un frutto grande e due piccoli, meglio se lontano dai pasti principali.
“Un’idea è presentarglieli già sbucciati e tagliati come macedonia” suggerisce Scatozza.
“Oppure frullati con latte o yogurt, ma va bene anche una spremuta. L’importante è che il bambino li consumi appena preparati, per evitare la perdita delle vitamine al contatto con l’aria”.

E (a volte) un integratore
Se c’è già una carenza, mentre lo si aiuta a prendere confidenza con la frutta, il pediatra può prescrivere degli integratori.
“Il vantaggio è che apportano una buona quantità di vitamine in modo veloce e con un unico gesto” conclude Diana Scatozza.

(Fonte www.freshplaza.it)

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