Daily Archives: dicembre 31, 2012

Erba Medica (Alfa-alfa): Proprietà e Benefici

L’erba medica o alfa-alfa (Medicago sativa L.) è una pianta erbacea perenne appartenente alla specie delle Leguminose. Il nome “erba medica” che noi italiani abbiamo dato all’Alfalfa (dall’arabo al-fal-fa ovvero “padre di tutti i nutrimenti”) non è dovuto alle sue proprietà curative e ai suoi benefici bensì alle sue origini persiane, e precisamente della regione della Media, per cui “erba medica” sta per “erba della Media“.

erba medica alfa alfa

L’erba medica è molto usata come pianta foraggera e per nutrire il bestiame, ma anche all’interno della nostra alimentazione è abbastanza diffusa, soprattutto sotto forma di germogli. I germogli di erba medica sono tra i più ricchi di vitamine e sali minerali, e contengono altresì ben il 35% di proteine, con tutti gli aminoacidi essenziali e 8 enzimi essenziali per la digestione. Spesso, proprio per via del suo alto potere nutritivo, l’erba medica viene usata come rimedio naturale per fare preparati ad alto valore nutrizionale, molto utili in casi di malnutrizione, debolezza e malattia prolungata.

Bilanciamento ormonale

L’afaalfa contiene sostanze quali gli isoflavoni e i cumestani, i quali si legano ai recettori degli estrogeni nell’organismo umano e svolgono un’attività similestrogenica. In particolare, tali composti naturali sono in grado di bilanciare il livello ormonale nel corpo, quindi se la presenza di estrogeni è bassa, l’erba medica può contribuire a un suo aumento, viceversa, se gli estrogeni sono alti, l’erba medica aiuta ad abbassarne i livelli.

Colesterolo

Entrambi i germogli di erba medica e i preparati con le foglie di erba medica possono aiutare a diminuire i livelli di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue. Le saponine presenti in questa pianta infatti si legano al colesterolo e ne prevengono l’assorbimento. L’alfalfa inoltre può contribuire a ridurre l’aterosclerosi e l’accumulo di grassi nelle pareti dell’arteria.

Antiossidante

L’erba medica ha uno straordinario potere antiossidante, utile sia per mantenere la pelle sana e giovane sia per il buon funzionamento degli organi interni. Tra gli antiossidanti maggiormente presenti nell’alfaalfa abbiamo le vitamine C ed E (particolarmente utili per la pelle e i tessuti connettivi), vitamina K (buona per il sistema vascolare), i bioflavonoidi (utili come antinfiammatori e per rinforzante i vasi sanguigni), i flavoni (buoni per rafforzare i capillari fragili), la clorofilla (efficace per trattare l’anemia) e altri oligoelementi: niacina, acido folico, riboflavina, calcio, magnesio, ferro e potassio.

Ayurveda

All’interno della medicina ayurvedica, l’erba medica viene utilizzata per favorire la digestione, per alleviare i sintomi dell’artrite, per i problemi di anemia, e per aumentare la produzione di latte materno nelle donne che hanno difficoltà ad allattare i loro bambini.

Precauzioni e avvertenze

Se si decide di ricorrere a integratori di alfalfa, si consiglia prima di parlarne con il proprio medico.

L’antipasto di verdure può contrastare il picco glicemico

antipasto di verdure contrasta picco glicemicoConsumare le verdure come antipasto, invece che come contorno, potrebbe essere uno stratagemma per mangiarne di più. E due studi recentissimi ce lo confermano. Nel primo, condotto alla Cornell University dello Stato di New York, pubblicato da Archives of Internal Medicine, 128 studenti sono stati divisi in due gruppi e invitati a consumare, all’Università, un pasto a buffet in due condizioni diverse: un gruppo, dopo 18 ore di digiuno; l’altro, non a digiuno.

Tutti potevano scegliere liberamente fra quanto presente sulla tavola (due cibi amidacei: panini e patatine fritte; due alimenti proteici: pollo e formaggio; due verdure: carote o fagiolini).

Si è così verificato che i ragazzi che iniziavano il pasto con le verdure consumavano il 24% di vegetali in più rispetto a chi optava per altre scelte e introducevano in media il 14% di calorie in meno rispetto a chi iniziava con panini e patatine. Quelli che hanno iniziato il pasto con le verdure, inoltre, erano molti di più nel gruppo non a digiuno rispetto all’altro (51% contro 24%). Il gruppo a digiuno, invece, si «buttava» molto più facilmente sui cibi amidacei. In entrambi i gruppi, infine, qualsiasi fosse il cibo scelto, se ne mangiava di più quando veniva servito per primo.

Il secondo studio, condotto su pazienti con diabete di tipo 2 all’Università di Osaka in Giappone, pubblicato da Diabetic Medicine, suggerisce, invece, che mangiare per prime le verdure può contenere l’aumento della glicemia successivo al pasto.

RALLENTATO L’ASSORBIMENTO – «Iniziare il pasto con le verdure e con le loro fibre — commenta Maria Grazia Carbonelli, direttore dell’Unità di dietologia e nutrizione all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma — può essere utile sia per contenere il consumo di alimenti che si mangiano in seguito, sia per rallentare l’assorbimento dei nutrienti, e quindi del glucosio. Molti di questi benefici valgono naturalmente anche per le verdure assunte durante il pasto, ma prevederle come prima portata potrebbe offrire qualche vantaggio in più. Tuttavia, è più facile farlo se non si arriva a tavola troppo affamati e se le verdure sono ben visibili e appetibili. Sempre su questo tema, ricordiamo che le verdure crude.

(leggi l’articolo completo su http://www.corriere.it/salute/nutrizione/12_dicembre_07/antipasto-verdure-glucosio-vantaggi_f1787d1a-3af3-11e2-b4fa-74f27e512bd0.shtml)