Melissa: proprietà, controindicazioni e posologia

La melissa ha differenti proprietà che vanno a vantaggio del nostro benessere generale. Per questo i suoi usi in erboristeria sono numerosi, visto che è in grado di svolgere un’azione antispasmodica, antinfiammatoria e calmante.

proprietà della melissaIn particolare quest’ultima funzione si ripercuote in maniera benefica sia sul sistema muscolare che su quello nervoso. La pianta in questione riesce inoltre a mettere in atto un’attività antivirale. In ogni caso non devono essere trascurate precise controindicazioni: possibili effetti paradossi caratterizzati da agitazione ed eventuali interferenze con terapie a base di ormoni tiroidei.

Le proprietà e la posologia

Le proprietà della melissa sono soprattutto quelle calmanti e sedative. Ecco perché è indicata in caso di ansia, di irritabilità, di insonnia determinata da una stanchezza eccessiva, di nervosismo e di tachicardia. E’ in grado di agire anche contro il mal di testa causato da un accumulo di tensione nervosa.

E’ stato dimostrato che tutto ciò è dovuto principalmente all’azione di alcuni flavonoidi, i quali svolgerebbero un’attività del tutto simile a quella portata avanti dalle benzodiazepine, noti farmaci ansiolitici, legandosi a specifici recettori presenti nel cervello.

Le foglie abbondano di olio essenziale, che è utile contro le somatizzazioni ansiose che interessano l’apparato gastroenterico: nausea, disturbi della digestione, crampi addominali e colite.

L’estratto di foglie di melissa, assunto anche in gocce, riesce a svolgere una funzione antivirale: merito degli acidi polifenolici e polisaccaridi, che combattono l’herpes simplex.

Per risentire degli effetti benefici, andrebbero somministrati sei cucchiaini al giorno di acqua di melissa. Per una tisana la dose consigliata è pari a 5 grammi al giorno; l’infuso dovrebbe essere bevuto distribuito nel corso della giornata.

Le controindicazioni

Il dosaggio va comunque valutato bene, in modo che possa essere personalizzato ed evitare eventuali effetti collaterali. Fra questi è possibile riscontrare un risultato opposto a quello calmante, con ansia e agitazione.

Inoltre è importante tenere presente che gli estratti di questa pianta non si dovrebbero usare se il soggetto presenta dei disturbi della tiroide, come l’ipotiroidismo, e se segue una cura a base di ormoni tiroidei, perché si potrebbero verificare fenomeni di interferenza.

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