Daily Archives: febbraio 24, 2013

Se ti senti Intossicato Riscopri le “povere” Rape

Quest’ortaggio “spazzino” riattiva intestino, reni e sangue, facendo piazza pulita delle scorie che mettono a repentaglio l’imminente ripresa primaverile

La rapa è un ortaggio conosciuto e utilizzato dall’uomo da millenni; poiché si conservano molto a lungo, la rapa e le sue cime (la prima è la radice delle seconde, che sono egualmente commestibili) sono sempre state una delle fonti di sopravvivenza primarie per i contadini di un tempo. Un cibo antico e alla portata di tutti dunque e per questo di larghissimo consumo.

Migliora la diuresi e combatte i calcoli

disintossicarsi con le rapeLa rapa ha un elevato contenuto di acqua e fibre e quindi svolge sull’organismo un’ottima azione diuretica, depurativa e disintossicante.

Il suo valore nutritivo è piuttosto scarso (per questo non ingrassa): 100 grammi di parte commestibile contengono il 90% di acqua, circa 4 g di glucidi e alcuni sali minerali (230 mg di potassio, 30 mg di fosforo, 40 mg di calcio e quasi altrettanti di sodio).

Grazie alla presenza di acqua e potassio, la rapa è indicata soprattutto per chi ha disturbi renali, per chi soffre ad esempio di renella o calcolosi o, disturbo più raro che in passato, di gotta. È adatta ppoi a tutti coloro che vogliono farsi una energica e rivitalizzante “pulizia” del sangue, grazie alla sua ricchezza di sali minerali, vitamine e selenio e, in ultimo, ha anche un’azione utile contro l’invecchiamento.

Un toccasana in convalescenza e gravidanza

La rapa viene consumata per tutti i mesi invernali fino alla primavera, utilizzata come ingrediente per la preparazione di minestre o risotti o preparata da sola, lessata e condita con burro (o olio di oliva) e sale, ma anche cruda, fatta a fettine in insalata.

Ma oltre alla rapa vera e propria val la pena di godersi le cime di rapa, adatte in particolare a bambini e gestanti perché, ricche di sali minerali, (soprattutto calcio e fosforo) molto digeribili e stimolanti l’appetito. Quando le acquistate, fate attenzione che abbiano le foglie fresche e i fiori ben chiusi: le gemme aperte o gialle infatti sono sgradevoli al palato e possono causare qualche problema gastrico.

Puoi consumarla sia cruda che cotta

Sia la rapa che le sue foglie (le cime di rapa) si possono gustare crude, in insalata, oppure cotte, in umido o sbollentate al vapore: vanno sempre condite a crudo con olio extravergine d’oliva.

Lessate le rape in acqua salata (per 5-6 minuti, che si riducono a 2 in pentola a pressione) e conditele con olio e limone, oppure cuocetele in una padella tagliate a fettine con poca acqua, un pizzico di sale marino integrale e un battuto di prezzemolo: sono una salutare alternativa alle patate fritte.

(continua a leggere su http://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/3677/se-ti-senti-intossicato-riscopri-le-povere-rape.html)

Cibi in Scatola: si Può?

Li si crede sempre poco salutari, comunque meno dei cibi freschi; non è per forza così, a patto di seguire alcuni accorgimenti

Sono ormai più di duecento anni che il cibo in scatola è entrato a far parte del nostro quotidiano ed è diventato una consuetudine in dispensa. Certamente ha ragione chi sostiene che il cibo fresco sia generalmente da preferire rispetto a quello conservato in scatola, ma ciò non toglie che anche quelli racchiusi in piccoli contenitori di banda stagnata possano essere un valido aiuto per preparare piatti sani, leggeri ed equilibrati. Per usarli al meglio è bene conoscerne le caratteristiche, i vantaggi e gli svantaggi. Gli alimenti in scatola possono essere utili per dare più sapore ad altre verdure fresche con poche calorie. Oltre al tonno al naturale, al salmone o alla carne in gelatina, prova ad arricchire un’insalatona con fagioli, ceci o mais. E ancora: con un scatoletta da 80 g di tonno al naturale, un po’ di pomodoro in scatola e una dose media di pasta puoi preparare un piatto unico completo con sole 400 calorie, da condire con un cucchiaino di olio d’oliva a crudo.

cibi in scatola


Leggi bene l’etichetta

Siamo abituati a guardare con attenzione ingredienti e date di scadenza dei prodotti freschi. Per quanto riguarda quelli in scatola bisogna fare ancora più attenzione, per decifrare con precisione l’etichetta e in generale le informazioni riportate sulla confezione. Ad esempio, per quanto riguarda la carne in scatola, è bene dare la preferenza a quei prodotti che dichiarano di usare il muscolo dell’animale, che viene privato del grasso e ripulito da cartilagini, tendini, pelle, quindi tagliato in pezzi uniformi prima di essere cotto nel brodo e sottoposto a salatura.

Placano la fame in fretta
Dopo una successiva selezione, i pezzi di carne vengono inscatolati insieme alla gelatina (che ne aumenta il potere saziante) con l’aggiunta di additivi per addensarli. Che cosa permette alla carne così trattata di conservarsi anche per quattro o cinque anni? È la sterilizzazione effettuata in autoclave alla temperatura di 120 gradi per una media di 75 minuti, in base alle dimensione della scatoletta. Durante tutte queste lavorazioni la carne perde parte delle sue sostanze (sali minerali, aminoacidi e vitamine solubili) e di questo bisogna tenere conto, non abusando delle scatolette di carne (non più di 1-2 alla settimana) e non aggiungendo sale. Quando il barattolo contiene ortaggi è particolarmente utile cercare la data di confezionamento, che può dare preziose indicazioni in merito alla qualità del contenuto della lattina: se è stato inscatolato durante l’inverno sta a indicare che ha subito trattamenti aggiuntivi e ha più additivi rispetto a un altro confezionato durante l’estate.

(leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/3682/cibi-in-scatola-si-puo.html)