Daily Archives: marzo 7, 2013

Carne: mangiamone meno e meglio. È il suggerimento del nuovo rapporto di Food Ethics Council e del WWF inglese

mangiare meno carneCarne? Mangiamone meno e meglio. Mangiamo carne di miglior qualità, in modo più razionale con un minore impatto sull’ambiente e salvaguardando il benessere degli animali.

La proposta viene da uno dei paesi al centro dei recenti scandali alimentari, la Gran Bretagna. Il Food Ethics Council – un’organizzazione indipendente che si batte per una produzione alimentare sana e sostenibile dal punto di vista ambientale – e il WWF inglese hanno elaborato sul tema del consumo di carne un corposo rapporto che analizza la situazione sotto ogni punto di vista. Il dossier analizza l’impatto ambientale, la perdita di biodiversità e i temi più strettamente legati alla salute umana, con riguardo sia ai paesi ricchi, dove il problema principale è l’obesità, sia a quelli poveri, dove a causare allarme è la malnutrizione.

Il rapporto parte ovviamente dalla situazione inglese, dove la carne maggiormente consumata è quella di pollo e più della metà dei consumi riguarda alimenti pronti o precucinati, come affettati, hamburger, salsicce o pasticci. Superano però i confini nazionali le indicazioni che il rapporto fornisce e che puntano a conciliare gli interessi dell’ambiente con quelli di consumatori e produttori.

“Riconoscere la carne come un alimento di qualità, – si legge nel rapporto, – porta a rispettare gli animali da cui proviene, i produttori e i distributori che ce la forniscono, e soprattutto induce a sprecarne meno”.

Il tema della salute è il primo affrontato dal documento. Per contenere il consumo di sale e grassi saturi – suggeriscono gli esperti – è meglio ridurre la carne rossa e quella conservata ed è anche consigliabile scegliere, quando possibile, carni biologiche o quanto meno pollame cresciuto a terra. Cè un altro aspetto da considerare gli animali nutriti con erba o foraggio, secondo alcuni studi forniranno un prodotto più ricco in nutrienti e acidi grassi omega 3.

Si innesca in tal modo una spirale virtuosa: gli allevamenti estensivi a terra riducono il consumo di energia e l’impatto sull’ambiente, migliorano le condizioni di lavoro degli allevatori e la qualità di vita degli animali. Al tempo stesso garantiscono ai consumatori un prodotto di maggior qualità e stimolano più attenzione verso le razze locali, contribuendo a tutelare la biodiversità.

Questo circolo virtuoso sarà possibile se i consumatori, grazie a un rapporto più stretto con il territorio e con gli allevatori, si convinceranno ad acquistare meno carne, ma di qualità e prezzo superiore, spingendo così gli allevatori a preferire produzioni scelte.

In tal modo, i consumatori finiranno anche per incentivare l’allevamento di animali autoctoni e di specie, come maiali e pollame, che hanno un minore impatto ambientale e  assicurano un buon risultato in termini di conversione di vegetali o granaglie in carne.

Limitare gli allevamenti intensivi potrebbe anche contribuire a recuperare risorse per l’alimentazione umana e a contenere i prezzi dei cereali, che in molte aree del mondo costituiscono l’alimento principale per le popolazioni.

(leggi l’articolo completo su http://www.ilfattoalimentare.it/carne-meno-e-meglio.html)

10 consigli per affrontare un viaggio aereo

Quando si viaggia in aereo, è possibile che ci si senta male per via di diversi fattori tra cui le polveri e i germi presenti nell’aria, il cibo scadente, il movimento del velivolo, e così via. I disturbi più comuni sono stanchezza, nausea, mal di testa, mal di pancia e vomito. Di seguito vi daremo alcuni consigli per fare del vostro viaggio in aereo un’esperienza più confortevole e piacevole, prendendo le giuste precauzioni per restare in salute.

consigli per viaggio in aereo1.  Circa tre giorni prima di partire, si può cominciare a rafforzare il proprio sistema immunitario aumentando l’assunzione di alimenti contenenti vitamina C oppure assumendo integratori alimentari di tale vitamina. In questo modo si riesce a contrastare meglio i tantissimi germi e batteri che circolano negli ambienti chiusi, soprattutto nell’aereo.

2.  Per aiutare la circolazione sanguigna si possono consumare cibi che contribuiscono a fluidificare il sangue oppure, prima di imbarcarsi, si può prendere una compressa a base di acido acetilsalicilico (ASA) come l’aspirina. Avete mai sentito parlare di trombosi venosa profonda (TVP), nota anche con l’espressione “sindrome della classe economica”? È un disturbo che si presenta quando si sta seduti senza muoversi per molte ore, e si ha così un’ostruzione parziale o completa di una vena di un arto (spesso inferiore) da parte di un trombo o coagulo di sangue. Se tale coagulo viaggia fino a giungere ai polmoni o a un altro organo importante potrebbe essere mortale. Se si è predisposti allo sviluppo di trombosi è necessario sentire il parere del proprio medico prima di affrontare lunghi viaggi, anche in macchina.

3.  Per aiutare il corpo e la mente a rilassarsi, nel bagaglio a mano si può portare con sé qualche bustina di camomilla o di un’altra tisana rilassante. Quando c’è il consueto giro delle bevande, basta chiedere una tazza di acqua calda e usarla per preparare la tisana. Questo è un modo semplice e naturale per calmare i nervi durante il viaggio e rilassarsi. Per placare la nausea causata dal movimento dell’aereo, si consiglia di bere una tisana allo zenzero, questo è un ottimo rimedio naturale contro tali tipi di disturbo.

4.  Nel bagaglio a mano, si possono portare con sé una bottiglia d’acqua e un sacchetto di snack salutari, anche per voli brevi. Questo non solo perché un numero sempre maggiore di compagnie aeree comincia a non servire più cibo a bordo, ma anche perché possono esserci ritardi imprevisti che vanno a prolungare i tempi di attesa nell’aereo. Aspettare per molte ore senza mangiare nulla porta ad avere un abbassamento rapido dei livelli di zucchero nel sangue con una conseguente diminuzione dell’energia, e un forte aumento del desiderio di dolci che porta a comperare snack poco salutari.

5.  Evitare di sedersi con le gambe incrociate poiché, in questo modo, si va a ostacolare una corretta circolazione.

6.  Per mantenere le vie nasali e quelle uditive libere, evitando i fastidi causati dalla pressione durante un volo, è possibile prendere un decongestionante 24 ore prima di imbarcarsi.

7.  Un altro metodo per equilibrare la pressione nell’orecchio medio è quello di masticare una gomma americana o sbadigliare quando l’aereo sta decollando, oppure quando comincia la fase di atterraggio.

8.  Durante il volo, meglio non bere alcolici. L’aria nella cabina aerea è già di per sé abbastanza secca; l’alcol disidrata ancora di più. Lo stesso vale per le bevande contenenti caffeina.

9.  Evitare di togliersi le scarpe mentre si è in volo. Così facendo è probabile che ci si ritrovi con i piedi gonfi a causa della bassa pressione in cabina, e sarà dunque più difficile indossare nuovamente le calzature.

10.  Vestirsi a strati, dato che gli aerei sono spesso o troppo caldi o troppo freddi.

(continua a leggere su http://www.beautyerelax.com/viaggi-a-vacanze/466-come-viaggiare-aeroplano-lunghi-voli-aerei.html#ixzz2Mm74AESv)

La Dieta per chi soffre di Ernia

dieta per  chi soffre di erniaLa dieta per chi soffre di ernia deve essere studiata in modo da alleviare il disturbo: ovviamente ci saranno dei cibi da privilegiare e altri alimenti invece da evitare.

L’ernia può essere di vari tipi: iatale, ombelicale, inguinale ma la dieta può soprattutto influenzare quella che colpisce lo iato e che porta bruciori di stomaco ma che difficilmente può evolvere in qualcosa di più grave. Vediamo insieme come dovrà essere la dieta di chi soffre di questo disturbo e quali sono i sintomi e i metodi per sconfiggerlo senza dover ricorrere al bisturi.

Ernia iatale, quali sintomi?

Solitamente i sintomi possono essere molto blandi e possono comprendere il bruciore di stomaco e rigurgito, ma anche reflusso gastro-esofageo cronico, che potrebbe, in casi gravi, portare anche ulcere e sanguinamento. L’ernia iatale da scivolamento, ovvero quella più comune, però può anche avere delle gravi complicazioni e portare a bruciore di stomaco cronico, reflusso gastroesofageo, anemia, per il sanguinamento del tratto inferiore dell’esofago, gastrite, ulcera e tosse, causata dalle secrezioni dello stomaco che possono filtrare nell’esofago e nei polmoni. L’obiettivo primario della vostra dieta e dei metodi per curare il disturbo sarà quello di evitare la stitichezza che soprattutto nei paesi occidentali è uno dei fattori scatenanti dell’ernia. Nei paesi orientali dove l’alimentazione è ricca di verdure e fibre oltre che povera di grassi, quello dell’ernia iatale è un problema totalmente sconosciuto.

La dieta contro l’ernia

La dieta ed un’alimentazione equilibrata possono davvero aiutare a eliminare il problema o quanto meno a non peggiorarlo. Il primo consiglio è quello di fare pasti piccoli e frequenti, evitando le pietanze troppo elaborate e grasse e aspettare almeno due ore dopo la cena prima di andare a dormire per completare la digestione. Non dimenticate mai di fare anche dell’ attività fisica, senza eccessivi sforzi che possono solo peggiorare l’ernia iatale. La vostra dieta dovrà essere ipocalorica e iposodica: limitate il consumo di grassi, perché complicano la digestione e favoriscono il reflusso. In linea di massima il consiglio è quello di condurre una vita sana, evitando il fumo, il troppo alcol e i cibi grassi.

(continua a leggere su http://dieta.pourfemme.it/articolo/la-dieta-per-chi-soffre-di-ernia/13043/)