Monthly Archives: aprile 2013

Talloni Screpolati: Cause e Rimedi Naturali

rimedi per talloni screpolatitalloni screpolati sono solitamente causati da disidratazione oppure da un’eccessiva pressione esercitata sulla pianta del piede, spesso dovuta a obesità.  Il modo migliore per sbarazzarsi di questo problema consiste nell’idratare quotidianamente la pelle, ed evitare il più possibile traumi nell’area interessata dalle crepe. Se le screpolature ai piedi non sono causate da fattori patologici, queste si possono curare e prevenire abbastanza facilmente, utilizzando alcuni semplici accorgimenti e rimedi naturali.

Anche se in commercio esistono diverse creme studiate appositamente per ridurre la secchezza del piede e quindi le screpolature, queste lozioni possono poco se non si adotta un approccio corretto per prevenire tali disturbi.

1. Innanzitutto bisogna indossare delle scarpe comode, evitando di soffocare il piede e di provocare sfregamenti con calzature strette. Gli attriti causati dall’utilizzo di scarpe scomode sono tra i principali responsabili delle piaghe, dei calli e delle screpolature. Tra le calzature da evitare troviamo le scarpe con tacchi alti, le infradito e qualsiasi calzatura produca pressioni troppo forti sul piede.

2. Tra i rimedi naturali più efficaci abbiamo gli impacchi caldi e lo scrub. Gli impacchi caldi, oltre a idratare la pelle, la mantengono morbida al punto giusto. Subito dopo gli impacchi, asciugare la zona interessata e procedere con l’esfoliazione utilizzando un’apposita crema esfoliante oppure uno scrub fatto in casa. Si consiglia di evitare scrub ottenuti con il sale grosso perché questo andrebbe a provocare bruciori. Bisogna invece optare per uno scrub più delicato, per esempio a base di farina di riso (vedi ricetta al punto 3). L’esfoliazione elimina lo strato di cellule morte depositate nell’area colpita dal disturbo, facilitando l’intercambio cellulare e rendendo la pelle pronta per l’idratazione. Alla fine del trattamento si consiglia di applicare la propria crema idratante.

3. Scrub alla farina di riso: mescolare 2-3 cucchiai di farina di riso con 1-2 cucchiai di miele e quel tanto di aceto di sidro di mele che permette di ottenere un impasto corposo. Se le crepe sui talloni sono molto accentuate, aggiungere un cucchiaio di olio d’oliva oppure di olio di mandorle dolci. Prima di esfoliare, immergere i piedi in acqua calda per dieci minuti. Asciugare bene i piedi. Quindi procedere strofinando delicatamente l’impasto alla farina di riso sulla pelle morta. Infine, applicare la propria crema.

4. Tra gli idratanti completamente naturali, si può optare per un olio vegetale come quello di di oliva oppure l’olio di sesamo, o anche quello di cocco. L’olio vegetale può essere applicato dopo l’esfoliazione, in sostituzione della crema idratante, spalmandolo per bene e assicurandosi che venga assorbito correttamente dalla pelle.

5. Un’altro ottimo rimedio naturale può essere il miele, soprattutto quello di manuka, ricco di proprietà antibatteriche e idratanti. Il miele quindi, oltre a idratare la pelle secca, aiuta a contrastare i microrganismi che possono infettare i taglietti che si formano sulla cute screpolata. Per ammorbidire i talloni, mescolare circa 300 grammi di miele in mezza bacinella d’acqua tiepida. Immergere i piedi per circa 15-20 minuti. Infine si può procedere con una leggera esfoliazione utilizzando una spugna di luffa.

6. Se i talloni sono particolarmente screpolati si può utilizzare una pietra pomice, che risulta molto più efficace nell’esfoliazione di zone estremamente secche. Prima di ricorrere alla pietra pomice, si consigliano dei pediluvi di almeno 10 minuti che permettono di ammorbidire la pelle. In questo modo, si evita l’effetto irritante della pietra. Dopo il trattamento, si può applicare una crema o un olio vegetale.

7. I calzini sono un altro aspetto da non sottovalutare perché devono essere necessariamente comodi, possibilmente di cotone e privi di cuciture rigide.

8. Cercare di tenere i piedi sempre puliti e ben asciutti in modo da evitare funghi o micosi, e infezioni quali il piede dell’atleta.

9. Lasciare che la pelle secca vada via da sé, evitando di strapparla. Se si forza lo staccamento delle pellicine si vanno inevitabilmente a provocare lesioni sulla cute, con conseguente fuoriuscita di sangue.

10. Evitare di camminare scalzi perché la polvere e i detriti depositati sul suolo irritano la pelle, impoverendola del naturale film idrolipidico che la riveste, provocando ulteriori screpolature.

11. In commercio esistono plantari specifici da inserire nelle calzature in modo da attutire attriti e pressioni.

12. Avere un’alimentazione sana ed equilibrata e, se si è obesi, cercare di perdere peso dato che la forte pressione sulle piante dei piedi provoca l’insorgere di screpolature, in particolare nella zona dei talloni.

13. L’idratazione del piede deve avvenire sia dall’esterno, con una regolare applicazione di creme, sia dall’interno, bevendo circa due litri d’acqua al giorno.

14. Se l’aria all’interno dell’abitazione è troppo secca, ricorrere a un umidificatore ambientale in modo da garantire un certo grado di umidità, evitando così che la pelle si secchi.

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I Mirtilli sono ricchi di Antiossidanti

proprietà dei mirtilli

Dei ricercatori hanno dimostrato che il consumo di mirtilli permette di aiutare le persone a superare alcuni problemi di salute, a controllare il peso corporeo ed a contrastare gli effetti dell’invecchiamento.
Si consiglia di acquistare i mirtilli che presentano un colore più scuro in quanto contengono una quantità maggiore di nutrienti.

Mangiare questi  frutti aiuta l’organismo perché:

sono ricchi di antiossidanti; questi ultimi permettono di combattere i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento, delle malattie ad esso collegate e dello sviluppo di tumori;

sono ricchi di nutrienti; i mirtilli contengono numerose sostanze nutrienti essenziali, come la vitamina C, la vitamina E, le fibre alimentari ed il manganese;
favoriscono la perdita di peso; essi contengono pochissime calorie;

tutelano il sistema cardiovascolare; i pigmenti colorati presenti nei mirtilli, chiamati antocianine, tutelano l’integrità del sistema cardiovascolare del corpo;

abbassano il colesterolo; un antiossidante in essi contenuto, il pterostilbene, è in grado di ridurre il colesterolo;

proteggono il tratto urinario; dei composti presenti nei mirtilli impediscono ai batteri responsabili delle infezioni di colpire le pareti della vescica;

migliorano la funzione cerebrale; questi frutti tutelano la funzione celebrale solitamente danneggiata dall’invecchiamento, prevenendo così anche la malattia di Parkinson;

migliorano il sistema visivo; gli antociani contenuti nei mirtilli possono migliorare la visione notturna.

(leggi l’articolo completo su http://www.dietainformaebenessere.com/i-mirtilli-sono-ricchi-di-antiossidanti/)

Dieta per preparare la Pelle all’Estate con Frutta e Verdura

Per preparare la pelle all’estate e alla fantomatica prova costume bisogna adottare una visione da “stratega”. In questi casi, come sempre, chi gioca d’anticipo, vince. La parola d’ordine è depurare l’organismo. Eliminare le tossine accumulate durante l’inverno, infatti, migliora la pelle e anche la forma fisica ne gioverà. Vediamo insieme cosa fare per affrontare al meglio l’arrivo della bella stagione.

Come preparare la pelle all’estate

preparare pelle per il sole dell estatePer avere un incarnato radioso e combattere la pelle a buccia d’arancia è fondamentale seguire una dieta ricca di frutta e verdura, bere molta acqua (almeno 2 litri al giorno) e prediligere le cotture leggere, come la cottura alla griglia o meglio ancora la cottura a vapore, che consente di evitare i condimenti e mantiene inalterato il sapore dei cibi in quanto cuociono con il calore dell’acqua in ebollizione. Da evitare, invece, i fritti. I dolci non sono in assoluto da bandire, anche perché ne esistono svariati in versione light, ma è bene comunque non esagerare per evitare il ristagno dei liquidi nei tessuti.

In sostituzione dell’acqua (naturale), la prima grande alleata della pelle, poiché ha un effetto idratante, ma anche depurante, si possono bere delle tisane drenanti (es. a base di bardana e orthosiphon o di ortica e betulla). Ottime anche quelle per stimolare il microcircolo (es. tisane a base di centella asiatica, mirtillo e rusco).  Naturalmente, non vanno zuccherate. Come certamente saprete, la cellulite va a braccetto con la cattiva circolazione sanguigna.
La verdura e la frutta svolgono un ruolo fondamentale in questo processo di preparazione della pelle all’estate. Via libera a carciofi, finocchi, asparagi, pomodori, peperoni, broccoli, cavolfiori, cetrioli, lattuga, radicchio e cicoria. Le patate vanno bene, ma è preferibile consumarle in sostituzione della pasta e del pane. Fragole, kiwi, lamponi e ananas hanno spiccate proprietà diuretiche, mentre melone, anguria, pesche, albicocche favoriscono il ricambio idrico. Arance, mandarini, pompelmi e limoni sono alleati perfetti contro la cellulite.

Per quanto riguarda la carne, è preferibile scegliere quella bianca, più magra e salutare rispetto a quella rossa. Nessuna restrizione o quasi, per il pesce. In linea di massima vanno bene tutti, quelli più grassi come il salmone o le aringhe vanno consumati con moderazione, scegliendo cotture light. Per quanto riguarda i formaggi, invece, semaforo verde a quelli magri, ma da consumarsi non più di 2-3 volte a settimana. Semaforo rosso per salumi, insaccati e formaggi stagionati. È chiaro che ogni tanto uno strappo alla regola è concessa, come dico spesso i regimi dietetici punitivi raramente portano buoni frutti. Questi alimenti, infatti, sono particolarmente ricchi di sodio e come certamente saprete, il sale è il nemico numero 1 della pelle, in quanto favorisce la ritenzione idrica.

(leggi l’articolo completo su http://www.dietaland.com/dieta-preparare-pelle-estate-frutta-verdura/24702/)

Erbe Selvatiche Commestibili disponibili in Primavera

erbe selvatiche commestibiliLa primavera è la stagione ideale per raccogliere una gran varietà di erbe selvatiche. Le piante commestibili che crescono spontaneamente nel nostro territorio possiedono sapori e benefici che non troviamo nelle verdure comunemente in commercio.
Tuttavia, bisogna prestare attenzione a prendere erbe spontanee che non siano state contaminate dall’inquinamento o da pesticidi, effettuando la raccolta lontano dalle strade e dai campi trattati con concimi chimici.

Tarassaco

Il tarassaco (Taraxacum officinale), anche noto come soffione o dente di leone, è una pianta dalle capacità disintossicanti e immunostimolanti. Sia le foglie sia le radici del tarassaco sono capaci di favorire la produzione di bile e di facilitarne il deflusso dal fegato all’intestino, agevolando la digestione dei lipidi e svolgendo un’azione depurativa. Ma i benefici del tarassaco non finiscono qui perché grazie al suo alto livello di vitamina C, possiede notevoli proprietà antiossidanti necessarie per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per contribuire a depurare il fegato. Introdurre il tarassaco nelle proprie ricette culinarie è davvero molto semplice dato che tutte le sue parti sono edibili. Per esempio, con le foglie e i petali dei fiori, i quali sbocciano proprio in primavera e durano pressappoco fino all’autunno, si possono arricchire e colorare le proprie insalate. Tra le altre sostanze benefiche troviamo: acido taraxinico, flavonoidi, triterpeni, steroidi, vitamine B1, B2, ed E e altri antiossidanti naturali.

Cardo mariano

Il cardo mariano (Silybum marianum) è una delle piante infestanti più odiate dai contadini per via dei suoi spini robusti che causano graffi. Tuttavia, quest’erba è molto salutare dato che è una delle più indicate per proteggere il fegato, rendendo immuni i suoi tessuti e le sue cellule dagli attacchi a opera di radicali liberi e tossine. Le qualità epatoprotettive del cardo mariano sono dovute principalmente alla silimarina, una complesso di flavonolignani che favorisce lo sviluppo di antiossidanti e accresce la sintesi delle proteine epatiche, inibendo quella dei mediatori infiammatori e dei radicali liberi.

Valerianella olitoria

La Valerianella olitoria è un’erba commestibile molto usata per preparare insalate di vario tipo. Fiorisce a primavera inoltrata e predilige i posti assolati. È una pianta dalle proprietà disintossicanti e lassative, ricca di vitamine e sali minerali. Le sue radici inoltre hanno caratteristiche del tutto simili quelle della Valeriana officinalis, ovvero possiedono effetti sedativi e calmanti per il sistema nervoso, oltre che antielmintici.

Ortica

L’ortica (Urtica dioica) è una delle piante erbacee selvatiche più diffuse nei nostri terreni e boschi. È un’erba ricca di vitamina C, ferro, e azoto, e ha proprietà diuretiche, antianemiche, antidiarroiche e cardiotoniche. Si consiglia di raccogliere e utilizzare soltanto i germogli dell’ortica in quanto sono più tenerei e nutrienti. Questi si possono impiegare per preparare ottimi risotti, frittate e minestroni. Per la raccolta delle ortiche è consigliabile munirsi di guanti dato che i peli che ricoprono le foglie della pianta sono urticanti e causano irritazioni cutanee e bolle.

Erba cipollina

L’erba cipollina (Allium schoenoprasum) si trova soprattutto nei fossi e nei luoghi incolti di montagna. È una pianta erbacea aromatica che presenta steli sottili e cilindrici, e ha un bulbo biancastro, molto simile alla cipolla. L’erba cipollina va usata fresca perché il suo aroma si dissolve con facilità. In cucina la si può triturare e aggiungere a formaggi freschi, patate lessate, uova sode, e insalate. Le foglie di erba cipollina sono ricche di vitamina A, vitamina B1 (tiamina), B2 (riboflavina) e B3 (niacina), vitamina C, calcio, ferro, magnesio, potassio, sodio, zinco, proteine e fibre. Questa pianta ha capacità antisettiche, ipoglicemizzanti, cicatrizzanti, vermifughe, cardiotoniche, e antiscorbutiche. L’erba cipollina è l’ideale per tutti coloro che amano il sapore della cipolla ma non riescono a digerirla.

Vitalba

La vitalba (Clematis vitalba L.) è una pianta rampicante infestante che appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae, e come tale da adulta diventa tossica. Di questa pianta si devono quindi utilizzare soltanto i germogli freschi che sbocciano in primavera, che sono molto buoni per preparare delle gustose frittate, allo stesso modo degli asparagi. In passato, la vitalba era volgarmente chiamata “erba dei cenciosi” o “erba dei pezzenti” perché i mendicanti utilizzavano le sue foglie per procurarsi ulcerazioni e irritazioni cutanee con lo scopo di impietosire le persone e spingerle a fare la carità. Questa pianta possiede proprietà diuretiche, purgative e rubefacenti.

Barba di becco

La barba di becco (Tragopogon pratensis) è una pianta erbacea che somiglia molto al tarassaco per via dei suoi fiori vistosamente gialli che danno vita a soffioni, i quali però sono più grandi di quelli del tarassaco. La barba di becco cresce soprattutto in posti erbosi e umidi. Possiede capacità diuretiche, depurative, sudorifere, e astringenti. È possibile mangiare qualsiasi parte di questa pianta, radice compresa, ma i germogli sono con ogni probabilità la parte più gustosa, con un sapore che ricorda quello degli asparagi

(continua a leggere su http://www.beautyerelax.com/alimentazione/492-erbacce-piante-spontanee-edibili-primavera.html#ixzz2QdgfEb9v)

Alleviare l’incontinenza urinaria con la dieta corretta e gli esercizi da fare a casa

ginnastica incontinenza urinariaPer contrastare i disturbi causati dall’incontinenza urinaria, non sempre è necessario ricorrere a farmaci e rimedi medicinali. Un corretto stile di vita, con una sana alimentazione e alcuni pratici esercizi da fare in ogni momento della giornata, possono essere dei rimedi altrettanto validi per alleviare i problemi dell’incontinenza urinaria.

Chi soffre di incontinenza urinaria dovrebbe seguire una dieta precisa e sana: nel valutare quali alimenti e liquidi sono migliori per ogni persona, il medico dovrebbe fare molta attenzione, per poter proporre un regime alimentare adatto ad ogni situazione. Esistono però dei cibi che possiamo comunque portare sulle nostre tavole se soffriamo di questi disturbi.

succo di mirtilli può essere molto utile per prevenire le infezioni del tratto urinario: bere molti liquidi è importante per poter depurare l’organismo (1-2 litri di acqua e altri liquidi non alcolici e non zuccherati, in media, ma non nelle ore precedenti al sonno, per evitare l’enuresi notturna). Evitate di assumere alcolici, perché si tratta di bevande diuretiche, così come il caffè, il tè e le bibite gassate. Anche il succo di pompelmo è diuretico, meglio evitarlo.

Da evitare anche le cipolle, gli agrumi, le fragole, la frutta secca, l’uva, lo zucchero, le uova, i formaggi stagionati il tè (ad eccezione del tè verde), il pomodoro e il succo di pomodoro, il succo d’ananas e l’ananas, le mele, la cioccolata, le spezie e i cibi piccanti. Dovrà mangiare, inoltre, tanta frutta e verdura.

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Altea: Proprietà e Benefici di questa Pianta Medicinale

altea proprietàL’altea possiede importanti proprietà.
Si tratta, infatti, di una pianta medicinale che si caratterizza per essere a tutti gli effetti un antinfiammatorio naturale.

benefici dell’althea officinalis sono tanti, proprio per questo si può ritenere una valida soluzione in presenza di disturbi di vario genere. E’ in grado di svolgere un’azione decongestionante e antisettica e per questo trova applicazione nel trattamento delle infezioni che interessano l’apparato respiratorio. Va bene anche per rimediare ai problemi intestinali e, in particolare, per contrastare gli effetti della sindrome del colon irritabile. E’ indicata anche per combattere le infiammazioni che colpiscono la pelle. Vediamo il tutto nei dettagli.

Le proprietà emollienti e protettive della pianta officinale in questione sono dovute al suo abbondante contenuto di amido, pectine, mucillagine, zuccheri, grassi e tannini. Nello specifico sono gli estratti delle radici, che svolgono un importante ruolo in questo senso, nell’alleviare le infiammazioni.

Avendo anche un’azione antisettica, soprattutto a carico dei tessuti molli dell’organismo, la pianta può essere impiegata per curare le infezioni delle vie respiratorie, il raffreddore, la tosse, il mal di gola e le irritazioni della bocca, come quelle che si verificano ad esempio nel caso delle gengiviti.

L’erba, infatti, può essere usata anche come colluttorio, facendo ricorso ad un decotto, che prevede l’utilizzo di una quantità che va dai 10 ai 30 grammi per ogni litro d’acqua. Il decotto va bene anche per effettuare gargarismi in presenza di laringite e raucedine.

La mucillagine ha dato prova di avere delle fondamentali capacità nel riuscire a ridurre i livelli di zuccheri nel sangue e quindi potrebbe essere assunta anche contro l’iperglicemia. A livello intestinale differenti sono gli usi: lotta alle infezioni intestinali, rimedio per le lesioni della mucosa gastrica, come nel caso dell’ulcera, contrasto delle infiammazioni della vescica, a causa dei calcoli,trattamento della sindrome del colon irritabile.

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Il Pepe: il Piccante che aiuta a Digerire

Più che una spezia, il pepe è un vero e proprio farmaco tuttofare: diuretico e dimagrante, cura disturbi gastrointestinali e infezioni, oltre a rendere appetitosi molti nostri piatti…

proprietà pepe

La parola “ pepe” deriva dal sanscrito e significa “bacca”. La pianta madre è in effetti un albero di origine tropicale e i frutti sono le sue bacche, che assumono un bel colore rosso quando giungono a maturazione. Per preparare i grani di pepe che poi ritroviamo sulle nostre tavole le bacche vengono raccolte ancora verdi e poi lasciate essiccare al sole: dopo una decina di giorni si scuriscono e danno origine al pepe nero.Oltre al Piper nigrum, in commercio troviamo anche il pepe verde, bianco, rose e il lungo mignonnette (un mix di frutti bianchi e neri macinati). Tutti, sia pur con sfumature diverse, hanno proprietà toniche e digestive, che esploreremo qui.

Il pepe disinfetta la mucosa gastrica senza irritare

Per tutti i tipi di pepe il principio attivo che determina la piccantezza è la piperina. È una sostanza stimolante a livello gastrico (diventa irritante solo esagerando con le quantità): per questo a dosi moderate il pepe è considerato un ottimo digestivo.

Il pepe nero e quello bianco stimolano i succhi gastrici, ma possono risultare troppo irritanti per chi soffre di gastrite, ulcera, emorroidi, ipertensione. Meglio sostituirlo con ilpepe verde.

Il pepe verde si ottiene immergendo in salamoia le bacche ancora verdi, con lo scopo di bloccare i processi ossidativi. In questo modo si conserva una certa morbidezza e un sapore particolarmente aromatico ma meno spiccato. È un ottimo anti infiammatorio ed espettorante.

Il pepe rosa in realtà non è un frutto appartenente al genere Piper nigrum ma si tratta delle bacche di Schinus terebinthifolius, che ha un gusto più delicato. Si ottiene raccogliendo le bacche quando sono molto mature: aggiunto alle zuppe di legumi, evita che producono gonfiore.

Il pepe agisce come tonico e ricostituente

Per la medicina ayurvedica, l’antica arte curativa indiana, il pepe viene annoverato tra i rimedi d’eccellenza contro la stanchezza psicofisica e le sindromi da malassorbimento. È suggerito anche in caso di disturbi respiratori e ha azione antisettica. La piperina facilita l’assorbimento da parte dell’organismo degli elementi vitali contenuti negli alimenti: il peperisulta utile quindi come integratore-ricostituente e andrebbe aggiunto a tutti i cibi al cambio stagione.

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Alimenti ricchi di potassio: quali sono e perchè fanno bene

alimenti ricchi di potassio

Una dieta equilibrata deve contenere anche il giusto apporto di magnesio, potassio, sali minerali, ferro e vitamine. Lo sostiene anche una ricerca dell’Università degli studi di Napoli, che ha analizzato il corretto apporto di potassio per il nostro benessere.

Una dieta equilibrata non deve mai essere sprovvista di alcun nutrimento fondamentale per la nostra salute: anche il potassio quindi diventa uno di quegli elementi imprescindibili senza il quale il nostro fisico non potrebbe affrontare la vita di tutti i giorni.

L’importanza del potassio nella dieta di tutti i giorni

Proprio il potassio, nelle giuste dosi, può ridurre l’incidenza di crampi, ictus, di malattie coronariche e il rischio cardiovascolare. È fondamentale mangiare cibi ricchi di potassio. Ma dove si trova? Soprattutto nella frutta e nella verdura, per esempio banane, pomodori, albicocche, e la maggior parte dei legumi. La dose quotidiana dovrebbe essere di 5 o 6 porzioni al giorno. Ma scopriamo qualche cosa di più sul potassio. Dalla ricerca è anche emerso che in caso d’ipertensione per non confondere i pazienti, bisogna raccomandare la sola riduzione del sodio senza insistere troppo sull’importanza di aumentare l’apporto di potassio. Per fare ciò è meglio favorire il consumo di frutta e verdura biologiche e bere almeno 2 litri di acqua al giorno, stando attenti solo al sale. “Finora non c’è stata grande attenzione sul potassio, ma questo minerale pare capace di ridurre la pressione sanguigna – dice Paul Whelton direttore di un importante studio condotto dal Loyola University Health System, negli Usa – Non solo, la combinazione di un maggior introito di potassio e un minor consumo di sodio sembra più efficace di interventi sui singoli elementi nel ridurre il rischio di malattie cardiovascolari”.

Alimenti ricchi di potassio, quali sono?

Fortunatamente gli alimenti ricchi di potassio sono moltissimi. Non possiamo che cominciare con la frutta ed in particolare banane, albicocche, agrumi, fichi, prugne, pesche, uva, kiwi ma anche le verdure a foglia verde, come asparagi, broccoli, carciofi, cavoli, spinaci, indivia, rucola, lattuga. Ricordiamo che sarebbe meglio consumare verdure crude per evitare che il potassio perda le sue proprietà. Ottime fonti di potassio anche le patate, la soia e i legumi, il pesce, i cereali integrali e la carne di pollo.

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L’Alimentazione da seguire in caso di Sideremia Bassa

Quando si fanno le analisi del sangue valori di sideremia bassa indicano scarse concentrazioni di ferro.
In una condizione come questa non basta mangiare pietanze ricche di questo elemento e l’alimentazione deve includere anche cibi che aumentano il suo assorbimento. Il consumo di sostanze che ostacolano l’assorbimento del ferro deve, invece, essere limitato.

aumentare sideremia bassa

Vediamo nel dettaglio quali sono le migliori fonti alimentari di questo elemento e quali cibi ne aumentano o ne ostacolano l’assorbimento da parte dell’organismo
Quando si pensa ai cibi ricchi di ferro il pensiero corre inevitabilmente agli spinaci. In realtà non si tratta né della migliore fonte di questo minerale, né

Tuttavia per l’organismo è più difficile assorbire questo elemento a partire dagli alimenti di origine vegetale che da altri cibi. Altre fonti di ferro sono incluse le uova (soprattutto il tuorlo), il fegato, la carne rossa magra (soprattutto bovina), le ostriche, il pollame, il salmone e il tonno. Buone quantità di questo minerale sono inoltre presenti nell’agnello, nel maiale e nei frutti di mare.

Una buona strategia per aumentare l’assorbimento del ferro a partire dai vegetali può essere mangiare i fagioli o le verdure dalle foglie verde scuro insieme alla carne rossa, al pesce o pollame. In questo modo le quantità assorbite possono arrivare a triplicare.

Esistono, poi, alcune sostanze che aiutano ad assorbire quantità maggiori di questo elemento, soprattutto la vitamina C. 100 mg di questo nutriente, abbondante negli agrumi, ma presente anche in altra frutta e verdura, aumentano l’assorbimento del ferro di più di 4 volte. Inoltre anche il beta-carotene presente nelle albicocche, nelle pesche, nei peperoni rossi, nelle carote, nelle patate dolci e in molta altra frutta e verdura favorisce l’assorbimento di questo metallo.


(leggi l’articolo completo su http://www.benessereblog.it/post/39649/lalimentazione-da-seguire-in-caso-di-sideremia-bassa)

Le migliori Spezie Antinfiammatorie

spezie antinfiammatoriePer aiutare il nostro organismo a contrastare meglio le infiammazioni, oltre a un’alimentazione sana e variegata, si possono utilizzare condimenti come le spezie.

Di seguito, illustreremo alcune delle migliori spezie antinfiammatorie e i loro benefici per la nostra salute

Curcuma
All’interno della curcuma troviamo la curcumina, una sostanza dalle proprietà anti-infiammatorie molto elevate, tanto da essere oggetto di svariati studi scientifici che confermano il carattere benefico di questa spezia, capace di ridurre le infiammazioni attraverso una moltitudine di meccanismi biologici. Inoltre, la curcumina è in grado di diminuire l’accumulo di beta-amiloide distruttivo nel cervello dei pazienti affetti dal morbo di Alzheimer. La curcuma risulta così una delle migliori spezie anche per la salute e la protezione del cervello.

Alloro
Le foglie di alloro sono molto utilizzate in ambito culinario per aromatizzare carne, pesce e stufati, e nella tradizione popolare venivano impiegate anche come rimedio naturale contro l’artrite. Studi recenti dimostrano che il partenolide, un lattone sesquiterpenico contenuto principalmente nel partenio e presente anche nelle foglie di alloro, è in grado di inibire la COX-2, un enzima responsabile della biosintesi di prostanoidi coinvolti nell’infiammazione.

Zenzero
Lo zenzero è un parente stretto della curcuma e, come essa, possiede incredibili capacità antinfiammatorie, dovute soprattutto alla presenza di Kaempferolo, un antiossidante capace di inibire l’enzima COX-2. Lo zenzero è altresì utile per bloccare la lipossigenasi, un altro enzima che è parte integrante della produzione di composti infiammatori nel corpo. Utilizzare lo zenzero sotto forma di tisana costituisce un buon rimedio antinfiammatorio, utile principalmente per diminuire i sintomi di nausea e vomito. Lo zenzero può essere usato anche per contrastare le infiammazioni dovute a osteoartrite e artrite reumatoide.

Aglio
L’aglio è uno dei migliori antibiotici che si possono trovare in natura. Grazie al suo contenuto di zolfo e selenio è essenziale al mantenimento di un sistema immunitario efficiente. I composti solforati aumentano la produzione di glutatione, uno dei più potenti antiossidanti presenti nel corpo umano. Il selenio invece favorisce la produzione della glutatione perossidasi, un enzima che svolge attività antiossidanti andando a neutralizzare il perossido di idrogeno o acqua ossigenata (un radicale libero) e di altri perossidi. Inoltre, l’aglio contiene molte sostanze simili all’acetilcisteina, un potente antiossidante che combatte le infezioni e riduce le infiammazioni

Origano
Vi sono diversi elementi anti-infiammatori all’interno dell’origano tra cui l’acido caffeico, l’acido ursolico e l’eugenolo. Grazie a essi, l’origano possiede proprietà antibiotiche e disinfettanti, soprattutto verso alcuni germi patogeni che si trovano nell’intestino. Oltre a ciò, l’origano ha effetti antinfiammatori capaci di inibire l’enzima xantina-ossidasi, il quale converte la xantina in acido urico. Tale acido, se eccessivamente presente nei tessuti, porta allo sviluppo della gotta.

Cannella
La cannella è una spezia tanto gustosa quanto salutare per il nostro organismo. In particolare, la cannella aiuta a controllare i livelli di zuccheri nel sangue, migliorando le funzioni dell’insulina, e riducendo i trigliceridi e il colesterolo totale. Inoltre, questa spezia contribuisce a prevenire la formazione di coaguli nel sangue, dimostrandosi una buona alleata del cuore. Le proprietà antimicrobiche della cannella sono utili anche per contrastare diversi tipi batteri tra cui l’E. coli.

Salvia
Come molte altre erbe e spezie, la salvia possiede proprietà antiinfiammatorie, antiossidanti, e antitumorali. Una delle sostanze fitochimiche benefiche contenute in essa è il tujone, un chetone e un terpenoide che in quantità modeste favorisce la digestione e l’eliminazione di gas dallo stomaco e dall’intestino, e ha altresì effetti battericidi utili per fermare lo sviluppo di Candida albicans e Saccharomyces cerevisiae. Tra gli altri benefici, la salvia è efficace come aiuto nel trattamento del diabete dato che molti studi ne confermano la capacità di migliorare l’azione dell’insulina e di ridurre il tasso di zuccheri nel sangue, agendo in modo simile alla metformina.

Chiodi di garofano
I chiodi di garofano sono ricchi di eugenolo, un composto antinfiammatorio dalle proprietà disinfettanti, capaci di inibire l’enzima COX-2. Inoltre, la combinazione di proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti presente in questa spezia svolge un’importante funzione protettiva per il cuore e contro i tumori, e rallenta altresì il danno cartilagineo e osseo causato dall’artrite.

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