L’ansia fa Affiorare il tuo Lato Invisibile

Stai meglio solo se ti accorgi che in te ci sono lati che non volevi vedere, e che l’ansia ti ha “costretto a guardare”; d’ora in poi, fatti guidare da “loro”.

scopri il tuo lato oscuroSecondo la prospettiva psicosomatica, molti disagi sono azioni che hai trattenuto e che tornano indietro “deformate”: questo accade anche per l’ansia. Facciamo un esempio pratico:  Qualcuno ti fa uno sgarbo e tu vorresti tirargli una sberla. In questi casi prevale ovviamente l’autocontrollo: senti la rabbia e anche se non puoi esprimerla troverai un modo naturale di sfogarla, magari brontolando un po’.
Ma è ben diverso se non puoi neanche immaginare di dare una sberla perché “io sono una persona perbene; certe cose non le faccio; provare rabbia è sbagliato”. In questo caso l’energia viene bloccata e la rabbia nascosta.

Alla scoperta del lato oscuro
Se il meccanismo si ripete di continuo si crea un cortocircuito e la tensione creata inizia a vagare come un sottofondo, accompagnando le tue giornate. Poi, quando meno te lo aspetti, si manifesta apparentemente senza un motivo: “Ogni volta che parlo con un cliente mi viene l’ansia”; “Ho spesso paura di far del male a qualcuno…”. Il fatto è che non ci rendiamo conto di questo processo: come una pianta, siamo per metà visibili e per metà invisibili, per metà all’aria aperta e per metà sottoterra. L’ansia ti ricorda che c’è un volto di te che finora non è emerso, invisibile, sottoterra. Per guarire devi dargli spazio, non negando la tua spontaneità, non giudicando i tuoi stati interni, che siano rabbia, desiderio, invidia, gelosia, ma accogliendoli come parti di te.

(Leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/psicologia/ansia/4478/l-ansia-fa-affiorare-il-tuo-lato-invisibile.html)

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