Le Fave contro Esaurimenti e Anemia

Le fave: secche o fresche, sono legumi che riforniscono l’organismo di ferro, vitamine e proteine anti stanchezza, indispensabili in primavera

rimedio contro esaurimento nervoso ed anemia

le fave contro esaurimento nervoso ed anemia

Le fave sono un antico legume consumato dai popoli del bacino del Mediterraneo da millenni, ancor prima dei fagioli. Quelle fresche, che vengono raccolte proprio adesso, ad aprile, sono un alimento fortemente ricostituente e dunque molto adatto a sostenere l’organismo al cambio di stagione. Fonti di vitamine del gruppo B (come la riboflavina, l’acido folico e la tiamina) e di vitamina E, le fave contengono anche potassio, zinco, magnesio, fosforo, rame e ferro. Il ferro in particolare, ottimo rimedio contro l’anemia e la stanchezza di primavera, viene assorbito più facilmente dai tessuti se si assume, contemporaneamente, la vitamina C, anch’essa presente in questo legume. Per facilitare maggiormente l’assorbimento del ferro basterà abbinare alle fave altri alimenti ricchi di vitamina C, come agrumi, peperoncino, verdure a foglia verde (soprattutto la rucola), pomodori, piselli e prezzemolo.

Abbinale sempre ai carboidrati
Le proteine contenute in abbondanza nelle fave, sebbene siano di buona qualità, mancano di un particolare aminoacido e per essere meglio assimilate sarebbe opportuno non mangiarle mai da sole ma abbinarle a dei carboidrati, come pasta, riso o pane, sempre integrali. Inoltre le fave contengono una buona dose di vitamina E, una sostanza che presiede al nutrimento della pelle. Un motivo in più per introdurre nella nostra alimentazione questo legume e per approfittare, adesso, della disponibilità delle favette novelle di stagione, le migliori dal punto di vista vitaminico. Le favette novelle hanno un sapore simile a quello dei pisellini freschi, con un leggero retrogusto di castagna. Sono soprattutto quelle liguri a farla da padrone, verde chiaro e succose, ideali da mangiare crude, accompagnate  da un pezzetto di formaggio fresco, una fetta di pane integrale, o appena scottate con l’aggiunta di una salsa di pomodoro e foglie di basilico.

Come contorno o come condimento
Le fave si possono mangiare anche senza la buccia, e in ogni caso, se sono un po’ più grandi, bisogna privarle del tegumento e dell’escrescenza che si trova a lato della fava, vicino al cosiddetto “occhio”. Le fave sono appetitose anche cotte al vapore o appena sbollentate, condite con un filo di olio extravergine e una manciatina di prezzemolo fresco, oppure stufate in padella con una piccola cipolla di Tropea affettata e una manciata di lattuga tagliata a listarelle. Durante tutto l’anno però, quando mancano le fave fresche, troviamo in commercio quelle secche. Sono di color beige, più grosse, e necessitano di ammollo: se sono decorticate bastano 2-3 ore, altrimenti almeno una giornata. Dopo l’ammollo si devono sbucciare e per facilitare questa operazione è consigliabile sbollentarle per mezz’ora. Le fave secche sono il legume più ricco di proteine: un etto ne contiene ben 27,2 grammi

(Continua a leggere su http://www.riza.it/dieta-e-salute/cibo/4614/l-alleato-di-aprile-contro-esaurimenti-e-anemia.html)

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