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Le Quattro D della Salute

Lascia che il cibo sia la tua medicina e che la tua medicina sia il cibo.

Le 4D stanno per: Disintossicare, Depurare, Drenare, Dimagrire e si tratta di quattro fasi che avvengono contemporaneamente.
«Il cibo cura riequilibra, sostiene, rafforza, depura, solo se scelto e combinato in modo giusto» … «è sempre più difficile oggi alimentarsi in modo corretto, basti pensare a quanti chili di additivi, conservanti, coloranti, metalli pesanti, ingeriamo ogni giorno mangiando, quello che gli americani definiscono il body burden, la zavorra che ci portiamo addosso, come fosse una discarica di rifiuti pericolosi.
Queste sostanze tossiche si depositano dentro il nostro corpo, è l’inizio del danno ossidativo perché sono i radicali liberi, gli ormai celebri ROS, molecole instabili di ossigeno, che si legano agli agenti inquinanti e penetrano dentro la cellula, danneggiandone le strutture fondamentali e il Dna».
Il metodo 4D mira a disintossicare partendo da un vero e proprio “reset” che mobilizza le tossine accumulate, riattivando la funzionalità di fegato, rene e pancreas. L’azione è diretta al fluido extracellulare, visto che uno dei bersagli preferiti dello stress ossidativo è proprio la matrice, la sostanza fondamentale tanto cara all’omotossicologia. Ed infatti la Tavola delle sei fasi di Reckeweg  riconferma a distanza di cento anni la sua validità, oggi arrivano le prove biochimiche con la scoperta dei mediatori dell’infiammazione, il passaggio dalla tolleranza, all’ipersensibilità e all’infiammazione cronica, all’origine della maggior parte delle patologie.
«Ormai» … «abbiamo a disposizione anche un sistema di valutazione dell’efficienza del potere antiossidante di alcuni cibi, il punteggio ORAC, Oxygen Radical Absorbance Capacity, per una quota giornaliera ottimale di 5000 punti che si raggiunge con la raccomandazione ormai famosa delle cinque porzioni al giorno di frutta e verdura.
A questo proposito sono state fatte scoperte interessanti, la differenza tra il punteggio di una spremuta di arancia (571) e un’arancia intera (983) dimostra il ruolo irrinunciabile della fibra bianca, ricca di bioflavonoidi, mentre al top della classifica si riconferma il succo d’uva (mezzo bicchiere 2608). La varietà è fondamentale per l’effetto della cosiddetta cascata antiossidante trasversale».
Insieme a disintossicare il 4D mira a Depurare favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso con diuretici biologici, a Drenare stimolando l’attività escretoria degli organi emuntori, ma nutrendo. Infine serve a Dimagrire, ma perdendo grasso e non massa magra, come avviene nella maggior parte delle “diete” ipocaloriche e sbilanciate che sortiscono solo un pericoloso effetto yo-yo. Senza dimenticare che il grasso corporeo funziona come una discarica di tossine ed è necessaria una terapia che sia in grado di chelare tutte le sostanze mobilizzate dai tessuti durante la dieta.

Grassi Saturi e Insaturi, consigli per la Dieta

Sapete la differenza tra grassi saturi e grassi insaturi? Non sono la stessa cosa. Avere un’alimentazione bilanciata non significa non assumere cibi grassi. Come per il colesterolo, anche qui possiamo fare una differenza tra buoni e cattivi. Quindi se il vostro obiettivo non è perdere peso (o non solo), ma anche tenere bassa la pressione e quel killer invisibile che mette a dura prova la pulizia delle vostre arterie non dovete fare altro che accendere la vostra attenzione su quale tipo di grasso state consumando. La dieta non è solo una questione di abitudine o di peso, ma anche di salute. Perché sia fonte di benessere è importante che ci siano alcune nozioni di teoria. Ecco quindi in cosa si differenziano i grassi saturi da quelli insaturi.

I grassi saturi

I grassi saturi fanno male al nostro corpo e vanno assunti con moderazione in quanto contribuiscono, insieme al colesterolo, ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Non dovete escluderli completamente dalla dieta, ma starne molto attenti al consumo: non devono superare il 7 percento del fabbisogno quotidiana. Quali sono i cibi che contengono grassi saturi? Latticini, formaggi, margarine, frattaglie, carne rossa, insaccati, frittura di qualsiasi tipo, succhi di frutta industriali, bibite e tutti quei prodotti pronti ad alto indice glicemico. Il burro, nonostante sia molto calorico (758 calorie per ogni 100g di prodotto) è il grasso più digeribile e meno pericoloso. Certo, è meglio non esagerare con le dosi.

I grassi insaturi

I grassi insaturi, invece, hanno effetti benefici sull’organismo perché possono contribuire a ridurre i livelli plasmatici di colesterolo: sono contenuti negli oli vegetali, nei grassi del pesce, nelle noci e nelle nocciole. Ma c’è di più. Secondo uno studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition nel maggio di quest’anno, una riduzione del 5% dell’apporto calorico fornito da grassi saturi, sostituiti con altrettanti grassi insaturi a lunga catena (sia omega-3 sia omega-6, contenuti rispettivamente nei grassi del pesce e nell’olio di semi) avrebbe risultati sorprendenti sulla salute delle persone, determinando una diminuzione della colesterolemia (ovvero del livello di colesterolo nel sangue) e una conseguente riduzione pari al 10-15% circa del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Quali sono i cibi da preferire?

Partendo dal presupposto che una dieta selettiva non è mai una scelta opportuna, è importante cercare di avere una dieta varia e al tempo stesso molto equilibrata. Ci sono quindi dei cibi che è meglio favorire, a scapito di quelli che abbiamo elencato nel paragrafo dei grassi saturi. È bene consumare tanta frutta e verdura, stando attenti all’indice glicemico, gli oli vegetali crudi, come quello d’oliva, l’olio di pesce e il pesce stesso (possibilmente non fritta, ma alla brace, al forno, in padella o in umido), la carne magra bianca (tacchino e pollo senza pelle), lo yogurt naturale, il pane e i cereali complessi, possibilmente integrali.

(fonte dieta.pourfemme.it)

Disturbi del Sonno del cambio di stagione, i rimedi naturali di Oligoterapia e Fiori di Bach

Con il cambio di stagione si possono verificare molti problemi, nervosismo, stanchezza, umore ballerino, gambe pesanti e, non ultimo, i disturbi del sonno, siamo tutti ansiosi che arrivi la bella stagione ma dietro l’angolo possono anche esserci sofferenze a livello psicofisico. La primavera, ad esempio, è una stagione intermedia, un periodo di passaggio, l’organismo è direttamente coinvolto da questa fase di trasformazione. Per i disturbi del sonno, ci vengono in aiuto rimedi che arrivano dalla natura come l’oligoterapia e i fiori di Bach (fitoterapia).

Le soluzioni dell’oligoterapia
Si avvale di elementi minerali, come oro, argento, cobalto, rame, manganese, zinco, presenti in quantità minime in tutti gli organismi viventi, compreso il corpo umano. Servono per il buon funzionamento degli enzimi, sostanze che regolano tutti i processi biologici e chimici.

Manganese-cobalto: per chi ha il sonno disturbato (leggero, spesso interrotto, con difficoltà a dormire la sera o riaddormentarsi durante la notte), accompagnato da stanchezza al mattino. Non è consigliato alle persone che soffrono di ipertensione, perchè può provocare un rialzo della pressione.

Rame-oro-argento:è indicato per chi soffre di frequenti risvegli nottorni, associato ad un senso di stanchezza estrema alternata a cali di energia o a una sensazione di insofferenza, nervosismo, o ci si sente agitati, e all’improvviso, del tutto scarichi.

Come si prendono: di solito si trovano in fiale in confezioni da 20, vanno presi a giorni alterni: una fiala al giorno, alla mattina a digiuno, 5-10 minuti prima di colazione. Per un perfetto assorbimento, tenere in bocca per un minuto il rimedio liquido. Si può iniziare la cura quando il disturbo si manifesta.

Le soluzioni con i fiori di Bach
I fiori di Bach sono 38, agiscono sugli stati d’animo e sulle reazioni emotive che un disturbo provoca. Una volta individuato il disturbo, si sceglie il fiore più adeguato per suscitare nella persona un’emozione positiva che compensa la carenza di quel momento.

White Chestnut: per il sonno interrotto, legato a pensieri ricorrenti. Quando il cervello non riesce a staccare la spina, ci si addormenta e ci si sveglia nel pieno della notte, senza riuscire a trovare la necessaria tranquillità per tornare a dormire.

Elm: per chi soffre di sonno agitato associato ad ansia, per chi ha paura di non riuscire a portare a termine i propri impegni.

Walnut: è il fiore per eccellenza per tutti i disturbi del cambio di stagione. Aiuta a vivere meglio i cambiamenti, a superare le difficoltà di alcuni momento di instabilità dovuti ad esempio ad adolescenza, nuovo lavoro, menopausa, il momento in cui si affrontano per la prima volta le situazioni.

Come si prendono: si possono usare puri o in miscele di solito di 4 fiori. Se si prende un fiore solo, un cucchiaino d’acqua e il fiore, tenerlo in bocca per un minuto prima di deglutire. Se si sceglie una miscela, il dosaggio consigliato è di 4 gocce, 3-4 vole al giorno. Meglio iniziare alla comparsa del disturbo e proseguire per almeno 20-25 giorni.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Pressione Bassa, i sintomi e la cura con i Rimedi Naturali

Le giornate primaverili possono favorire i cali di pressione (ipotensione), i sintomi sono in genere malessere, stanchezza, capogiri, palpitazioni, sudorazione eccessiva e si possono manifestare quando i valori scendono sotto i 100-90 di massima e i 60-50 di minima.
La pressione bassa colpisce principalmente persone predisposte, con una ridotta capacità di regolazione termica, di norma donne e con scarsa muscolatura. I rimedi naturali possono essere la soluzione giusta.

Tra i rimedi naturali consigliati per la pressione bassa c’è il rosmarino, che è utile come termoregolatore e per sostenere la pressione arteriosa, è prezioso anche per l’eccessiva sudorazione, facendo diminuire la conseguente perdita di liquidi e di sali minerali. Si prendono 20 gocce tre volte al giorno in un dito di acqua prima dei pasti.

Per combattere la debolezza, è molto efficace la quercia, questa pianta, raccomandata anche agli anziani, è inoltre un valido aiuto per combattere quel senso di stanchezza che spesso accompagna chi soffre di pressione bassa, sostiene l’umore quando fa molto caldo.

Contribuisce ad alzare la pressione anche l’orzo, che può essere utilizzato anche da persone estremamente fragili come ricostituente. Questa pianta ha, infatti, un effetto cardiotonico e vasocostrittore ed è maggiormente indicata rispetto al caffè. Il modo migliore per beneficiare delle proprietà dell’orzo è preparare un decotto con 50 grammi di orzo mondato in un litro di acqua, bollire per 30 minuti e bere a volontà.

Infine, un rimedio consigliato dalla medicina cinese oggi molto usato per ringorzare le difese naturali e come ricostituente e tonico è il Huang qi (Radix astragali), che ha tra i suoi effetti quello di alzare la pressione arteriosa; si può trovare in farmacia confezionato in bustine pronte da sciogliere in un dito di acqua calda prima dei due pasti principali.

I consigli utili per evitare improvvisi cali di pressione sono pochi, ad esempio, quando ci si deve alzare dal letto, dal divano o dalla sedia, farlo con calma. Evitate di digiunare e bere molto e frequentemente. Assolutamente vietate le bevande alcoliche e le grandi abbuffase a tavola. Per chi suda molto, sono utili gli integratori salini. Mangiare spesso e in modo leggero, privilegiando la frutta e la verdura. Sostenere il lavoro dei vasi sanguigni con un’attività fisica per rinforzare i muscoli.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Pancia Piatta, la Dieta ideale per combattere il Gonfiore Addominale

La battaglia si gioca in palestra o a casa, sottoponendosi a sessioni di addominali regolarmente, ma un round decisivo si svolge anche nel piatto. Alcuni cibi infatti ci gonfiano più di altri e tra questi ci sono degli alimenti insospettabili, solitamente ritenuti positivi per slanciare la figura, ma deleteri per la linea quando si esagera, un po’ come tutto d’altronde.

Ed iniziamo proprio dagli insospettabili: le fibre. Non tutte favoriscono il transito intestinale, sgonfiando la pancia. Alcune, infatti, sono troppo difficili da digerire. I legumi, ad esempio, possono irritare il nostro stomaco.

Per quanto riguarda le verdure, bisogna preferire quelle cotte a quelle crude. Anche esagerare sgranocchiando carote, finocchi ed altre crudités non è consigliabile.

Attenzione anche nella scelta della frutta: sì a quella cotta o alla frutta matura. No a frutti ancora acerbi o a frutti troppo dolci. Gli zuccheri, infatti, rallentano il transito intestinale. Tra le ciliegie e le albicocche, ad esempio, è meglio mangiare le albicocche, che sono meno zuccherate.

Tra gli alimenti off-limits in chi ha la pancia gonfia ci sono i cavoli, i broccoli, i porri, le banane ed in generale tutti quei cibi che tendono a fermentare nello stomaco, rilasciando gas. Via libera invece ad avocado, asparagi, melone, ananas, lattuga e kiwi.

Veniamo ora alla scelta dei cereali. Sì a quelli integrali: quinoa, segale, farro. Sia per il riso che per il pane preferire la versione integrale. No ai cereali raffinati.

Per quanto riguardo l’apporto di proteine, sì a pesce, uova, carni bianche e carni rosse magre. No alla carne troppo grassa.

Infine, i latticini: no al latte intero che può irritare l’intestino. Ottimo il latte di soia e gli yogurt probiotici, arricchiti di batteri, naturalmente presenti nella flora intestinale, che ci aiutano a digerire meglio.

(Fonte www.benessereblog.it)

C come cibi, D come vitamina, E come esposizione al sole

Parliamo ancora della vitamina del sole, con la speranza di evocarlo. La vitamina D in realtà non è una: sono cinque. D1, D2, D3, D4 e D5: un gruppo di pro-ormoni (precursori degli ormoni) liposolubili, ovvero che si sciolgono nel grasso. L’esposizione alla luce solare e l’assunzione di alcuni cibi più di altri garantisce al nostro organismo il giusto apporto di vitamina D. La vitamina D3, il colecalciferolo, è quella presente nei mammiferi. Diventa biologicamente attiva solo quando viene trasformata, tramite un processo di idrossilazione, in calcitriolo, reazioni che avvengono al livello di reni e fegato. Sulla nostra pelle si trova una provitamina, deidrocolesterolo, che deriva dal colesterolo.


Assorbendo l’energia solare viene sintetizzata in colecalciferolo, ecco perché abbiamo bisogno del sole per produrre vitamina D.

A questo punto abbiamo finalmente la forma biologicamente attiva della vitamina D che svolge una funzione importante nel nostro sistema immunitario. Livelli bassi di vitamina D nel sangue ci espongono ad un rischio maggiore di ammalarci e contrarre infezioni. La vitamina D è fondamentale per la salute delle ossa, perché favorisce l’assorbimento del calcio e del fosforo. La razione quotidiana consigliata è di 5 microgrammi al giorno sia per gli uomini che per le donne adulte. Varcata la soglia dei cinquant’anni l’apporto quotidiano dovrebbe salire a 10-15 microgrammi.

Superare i 50 microgrammi al giorno è vivamente sconsigliato. L’eccesso infatti è deleterio quasi quanto la carenza. I valori norma, rilevati tramite specifiche analisi del sangue, vanno da un minimo di 10 a un massimo di 47 ng/ml (nanogrammi, miliardesimi di grammo, per millilitro). Ad essere misurati sono i livelli di calcidiolo, un preormone prodotto dal fegato che serve a convertire la vitamina D. I suoi livelli nel sangue, più o meno elevati, possono dunque suggerire anche i valori di vitamina D.

(Fonte ww.benessereblog.it)

Benefici delle Fragole, poche calorie per un concentrato di Antiossidanti e Vitamina C

Le fragole contengono poche calorie, dunque sono particolarmente indicate nelle diete dimagranti, anche perché soddisfano il nostro desiderio di un frutto dolce e sfizioso senza incidere sulla linea.

Le fragole contengono appena 27 calorie ogni 100 grammi. L’apporto di vitamina C è di 77 milligrammi, quello di acido folico si attesta sui 20 microgrammi. Inoltre, contengono 1,1 grammi di fibre.
Le fragole aiutano a depurare l’organismo da scorie e tossine. Cenando a base di fragole, ad esempio, potremo porre rimedio a precedenti eccessi alimentari.

I benefici delle fragole, validi anche per le fragoline di bosco, sono dovuti in particolare all’alto contenuto di vitamina C ed antiossidanti. L’acido ellagico, inoltre, è un anticancro naturale: inibisce la crescita dei tumori. L’acido salicilico, infine, aiuta a mantenere la pelle sana.

Le fragole favoriscono l’assorbimento del ferro nell’organismo e svolgono un effetto antinfiammatorio. Secondo alcuni studi possono prevenire i fattori di rischio del cancro al colon-retto.

(Fonte www.freshplaza.it)

Due Gocce d’Origano in Difesa del Cavo Orale

In olio o in infuso, quest’erba dal sapore piccante ha una buona azione germicida e  aiuta a risolvere anche mal di gola e cattiva digestione

L’ origano è una pianta aromatica largamente impiegata in cucina: sparso sul cibo insaporisce i piatti e, in più, esplica un’importante azione come pianta medicinale; infatti è ottimo contro tutti i disturbi correlati alla cattiva digestione, che vanno dall’emicrania alla flatulenza.
Il nome dell’ origano deriva dal greco oros (“monte”) e ganos (“splendore”).

Origano significa dunque “monte splendido”, perché quando fiorisce le sue corolle rosate ricoprono le colline, donando una visione di estrema bellezza.

Neutralizza l’azione di germi, funghi e batteri

L’ origano, però, non possiede solo virtù digestive ma è un ottimo antibatterico, antisettico e antifungino. Queste proprietà sono dovute all’azione dell’olio essenziale presente nella pianta. Opportunamente diluito con un olio base, come olio di mandorle dolci o olio di jojoba, può essere impiegato con successo contro il piede d’atleta, un’affezione fungina che colpisce il piede determinando dolorose spaccature tra dito e dito. Se aggiungiamo qualche goccia di olio essenziale a un bicchiere di acqua depurata, meglio se bollita di fresco, possiamo ottenere un collutorio antibatterico assai utile in caso di gengiviti, infiammazioni del cavo orale e della gola. Lo stesso collutorio è un ottimo rimedio anche contro il mal di denti.

Da bere o da massaggiare, combatte afte e stomatiti

L’infuso di origano è particolarmente efficace contro le infezioni del cavo orale (afte e stomatiti) ma anche contro il mal di gola e la tosse, poiché associa un’azione sedativa a una fluidificante. Si prepara ponendo in infusione per 10 minuti 15 grammi di origano (sommità fiorite) in un litro di acqua, quando questa ha raggiunto l’ebollizione. Alla fine si filtra e se ne bevono 2-3 tazze al giorno, dolcificando eventualmente con un cucchiaino di miele. E se, come spesso accade in primavera, si soffre di sanguinamenti delle gengive, dopo il lavaggio è utile massaggiare sul colletto dei denti una goccia di olio essenziale d’ origano: oltre a rinfrescare l’alito, ha un’azione antibatterica e rinforzante sulle mucose della bocca.

(Fonte www.riza.it)

L’Avocado salutato come nuovo Super Alimento Anti Invecchiamento

I ricercatori messicani hanno salutato l’avocado come il nuovo super alimento che potrebbe aiutare milioni di persone a combattere il processo di invecchiamento, il diabete e il cancro.

Una ricerca all’avanguardia dimostra infatti che l’olio di questo frutto è fondamentale nella lotta contro i dannosi radicali liberi che, distruttivi e instabili, causano l’invecchiamento e diverse patologie.

E’ noto che i fattori ambientali – come l’inquinamento, il fumo di sigaretta e le radiazioni – possono indurre la cessione dell’ossigeno presente nei mitocondri (i produttori di energia delle cellule), per la formazione dei radicali liberi. Queste molecole distruggono le cellule normali, come le proteine, devastando le cellule sane, e portando così all’invecchiamento e al cancro.

Già altri studi sugli antiossidanti presenti in verdure, come carote e pomodori, avevano rivelato che essi sono in grado di entrare nei mitocondri, ma questa ricerca ha scoperto che l’olio di avocado è in grado di aiutare la sopravvivenza delle cellule esposte a concentrazioni elevate di radicali liberi.

Il professor Christian Cortes-Rojo e il suo team dell’Università Michoacan di San Nicolas de Hidalgo in Messico hanno usato cellule di lievito – simili a quelle per la produzione di vino e birra, e più facili da studiare – per esaminare le proprietà dell’olio di avocado.

I risultati hanno dimostrato che l’olio di avocado consente alle cellule di lievito di sopravvivere all’esposizione di alte concentrazioni di ferro, che produce un’enorme quantità di radicali liberi. L’effetto protettivo funziona anche quando il lievito viene esposto a livelli superiori di radicali liberi rispetto a quelli che si trovano in alcune malattie.

Cortes-Rojo ha aggiunto: “Avremo bisogno di confermare che quanto osservato nei lieviti possa verificarsi negli organismi superiori come gli esseri umani”.

Precedenti ricerche avevano dimostrato che l’avocado può abbassare la concentrazione nel sangue di colesterolo e grassi in alcuni malati di diabete.

L’effetto è simile a quello dell’olio di oliva, tanto che l’olio di avocado potrebbe essere indicato come l’olio d’oliva delle Americhe.

Un portavoce della fondazione mondiale degli alimenti più salutari ha commentato: “i risultati sono impressionanti” e saranno presentati questa settimana all’American Society for Biochemistry and Molecular Biology.

(Fonte www.freshplaza.it)

Vitamina C, 6 bicchieri di Succo d’Arancia Riducono la Pressione

La vitamina C, nutriente essenziale già noto per le sue benefiche azioni nei confronti del sistema immunitario, della pelle, dei muscoli e delle ossa, svolge anche un’altra importante funzione: ridurre la pressione sanguigna.

Secondo i ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora, basta assumerne ogni giorno la quantità contenuta in 6 bicchieri di succo d’arancia per contratsare l’ipertensione. Per giungere a questa conclusione gli scienziati hanno confrontato i risultati ottenuti in 29 diversi studi.
L’analisi definitiva, pubblicata sulle pagine dell’American Journal of Clinical Nutrition, ha svelato che una dose di 500 mig di vitamina C al giorno (pari a circa 5 volte l’assunzione giornaliera raccomandata) riesce a ridurre di 3,84 punti la cosiddetta pressione massima. Non solo, in chi soffre di ipertensione la pressione minima si alza di circa 5 punti. Un risultato significativo se si tiene conto che è sufficiente una riduzione di 3 punti della massima per diminuire la probabilità di ictus. L’effetto, spiegano i ricercatori, potrebbe essere associato all’azione diuretica di questa vitamina, che permette ai reni di eliminare più sodio e di acqua. Questo fenomeno aiuta le pareti dei vasi sanguigni a distendersi, con conseguente riduzione della pressione arteriosa. L’assunzione di vitamina C rappresenta, quindi, una possibile alternativa naturale ai farmaci contro la pressione alta. Meglio, però, assumerla arricchendo la dieta di frutta e verdura che ne contengono elevate quantità piuttosto che assumere degli integratori. Edgar Miller, coordinatore dello studio, ha infatti precisato:

la nostra ricerca suggerisce un effetto di riduzione della pressione arteriosa in seguito all’assunzione di vitamina C, ma prima di poter raccomandare degli integratori per il trattamento dell’ipertensione sono necessarie altre ricerche.

Se questi risultati dovessero essere confermati frutta e verdura abbondanti di vitamina C potrebbe diventare uno strumento complementare all’esercizio fisico, alla perdita di peso e ai cambiamenti del regime alimentare (come, ad esempio, la riduzione del consumo di sale) per contrastare l’ipertensione.

(Fonte www.benessereblog.it)