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Le Fibre contrastano il rischio di Cancro al Colon

Una recente ricerca firmata da studiosi della Michigan State University (USA) sostiene che i supplementi di fibre introdotti grazie ad un’alimentazione particolarmente ricca di frutta e verdura costituiscano il nutrimento necessario affinché le cellule batteriche che risiedono nell’apparato digerente siano abbastanza forti da contrastare l’azione degli agenti aggressivi come i batteri nocivi, che scatenano infiammazioni e possono, alla lunga, dar vita a neoplasie.

Jennifer Fenton, coordinatrice della ricerca pubblicata sul Journal of Nutrition, spiega: “Alcuni batteri nel nostro corpo agiscono come cellule killer del cancro, eliminando infezioni causate da altri batteri e riducendo le infiammazioni, fattori di rischio dell’insorgenza del cancro al colon. Nel nostro esperimento, ratti di laboratorio cui avevamo somministrato pillole e supplementi probiotici avevano una maggiore produzione di batteri protettivi nell’apparato digerente. Questi supplementi, come il galacto-oligosaccaride, aiutano nell’assimilare le fibre contenute negli alimenti, riducendo la colite e quindi il rischio di sviluppare il cancro al colon”.

Un’altra ricerca, del resto, stabilisce nel 40 per cento la riduzione della possibilità di sviluppare un cancro al colon se si segue una dieta equilibrata e ricca di fibre vegetali. Lo studio, dell’Università di Cambridge, ha analizzato i dati di oltre 400.000 persone di nove paesi diversi: “Abbiamo diviso i partecipanti in 5 gruppi – ha spiegato la ricercatrice Sheila Bingham – in base al loro consumo di fibre. Scoprendo, così, che per il gruppo che ne mangiava di più il rischio di cancro al colon era ridotto del 40%”.

(Fonte: www.italiasalute)

I Pistacchi Riducono i livelli di Glicemia

La frutta secca ha tante proprietà importanti, nonostante sia molto calorica. Torniamo ancora una volta a parlare dei pistacchi, già eletti tempo fa lo snack ideale per perdere peso o mantenere la linea. Secondo una nuova ricerca pubblicato dall’European Journal of Clinical Nutrition, i pistacchi sono in grado di controllare la glicemia.

Alcuni ricercatori del Canada hanno notato che questo tipo di frutta secca, nelle giuste proporzioni, agisce sul valore della glicemia. Per giungere a questa tesi hanno preso in considerazione un gruppo di adulti in sovrappeso, ma senza problemi di salute. Durante i test, le persone hanno consumato pistacchi in abbinamento con dei carboidrati (per l’esattezza pane bianco). I volontari sono stati divisi in tre gruppi e la dieta differenziava nella dose di frutta secca: 28, 56 e 84 grammi.

È emerso che maggiore era il consumo di pistacchi, ridotta era la risposta glicemica. Stando alle analisi, c’era una riduzione del 40 percento, se i pistacchi erano mangiati con il pane, rispetto al 20 percento dato dal solo consumo della pasta o del pane. Il dato quindi arrivava al raddoppio. Donatella Caruso, professore di biochimica all’Università degli Studi di Milano, ha dichiarato:

Per capire l’importanza di questo studio è necessario ricordare che “l’indice glicemico” di un alimento misura quanto i carboidrati forniti sono in grado di aumentare la concentrazione di zuccheri nel sangue (glicemia). Più un alimento aumenta la glicemia, maggiore e più veloce è la secrezione di insulina da parte del pancreas e questo è correlato a un maggiore rischio di sviluppare diabete.

Si crede quindi che alcuni grassi, come quelli contenuti nell’olio d’oliva e nella frutta secca, siano in grado di modificare l’assorbimento dei carboidrati. Ma c’è di più, perché come abbiamo appena accennato all’inizio, la frutta secca oleosa contiene antiossidanti e acidi grassi molto importanti per le malattie cardiovascolari e la per la riduzione del colesterolo. Ciò vuole dire che questo prodotto deve essere assolutamente introdotto nella dieta, anche se in dosi moderate, perché estremamente calorico. Ma quando conviene mangiare i pistacchi? A merenda o prima dei pasti, perché diminuiscono il senso di fame e di conseguenza aiutano a mangiare meno.

(Fonte www.dietaland.com)

La Dieta delle Verdure di Stagione

La dieta delle verdure di stagione è il segreto per chi vuole dimagrire e stare in forma: consumare le verdure che possiamo trovare nell’orto, è anche il modo migliore per assicurarsi una salute di ferro. Spesso infatti ci limitiamo a consumare solo pochi tipi di verdure, anche se in realtà esistono tantissimi tipi diversi di verdure che fanno benissimo. Qualche esempio? Ottime le rape, il sedano rapa e il cardo che si può trovare con facilità nelle nostre campagne. Queste verdure sono infatti ricchissime di minerali e vitamine e aiutano soprattutto la ritenzione idrica, diminuendo la cellulite.

Come consumare le verdure di stagione
Le verdure di stagione possono essere consumate crude o cotte: non vi resta che scatenare la vostra fantasia e creare nuove ricette con questi ingredienti. Potrete così preparare delle ottime vellutate, per la sera, o dei mix di verdure cotte per accompagnare un piatto di pesce. Perché poi, se avete un giardino, ma basta anche un balcone abbastanza spazioso, non pensare di creare un orto per avere sempre verdure fresche? Ricordate però che se decidete di consumarle cotte, le verdure di stagione perderanno un po’ delle loro proprietà, rimanendo comunque degli alimenti ottimi e indispensabili. Contengono infatti vitamine antiossidanti, tra cui la vitamina C ed E, e il betacarotene, perfetti per contrastare i radicali liberi.

Quali sono le verdure da consumare per una dieta sana
Oltre ai classici pomodori, insalata e finocchi, ci sono anche delle verdure che potrete coltivare nel vostro giardino e che sono perfette per una dieta sana e per chi vuole perdere peso. Qualche esempio? Il topinambur, che è un tubero simile alla patata, è ricco di carboidrati, ma ha pochissime calorie, solo 25 per un etto di prodotto oltre ad essere molto ricco di calcio, ferro e magnesio. Hanno pochissime calorie anche le rape che possono essere consumate fresche in insalata ma anche cotte per creare delle buonissime vellutate. Infine, il sedano rapa, ha un’ottima quantità di fibre e ha solo 22 calorie ogni etto. Se amate fare passeggiate in campagna, conoscerete senza dubbio il cardo che è ottimo per la dieta dimagrante perché questa verdura contiene solo 9 calorie ogni 100 grammi.

Esempio di dieta delle verdure
Seguire la dieta delle verdure non è difficile. Ovviamente potrete variare gli ingredienti in base alle verdure di stagione: noi vi consigliamo sempre di acquistarle ad una mercato della frutta e della verdura e di verificare che siano di origine biologica. Ecco un esempio di menu per chi vuole seguire la dieta delle verdure. Per colazione una tazza di tè o caffè con 25 grammi di muesli e una spremuta di arancia. A pranzo 80 grammi di pasta con dei broccoli e delle acciughe da accompagnare con un’insalata mista di sedano rapa. Per cena invece potrete consumare una fesa di tacchino ai ferri o del pesce bianco con un’insalata di cavolo cappuccio e una macedonia mista. (fonte dieta.pourfemme.it)

Stitichezza Cronica: Cause e rimedi

La stitichezza cronica, o stipsi, è un problema molto diffuso del quale però non si parla molto volentieri per imbarazzo.
Il problema è che nella maggior parte dei casi la situazione non è neanche lieve, con tutta una serie di conseguenze sia lavorative che sociali che si vanno a creare. Infatti, il numero di persone che si rivolge al medico per esporre il proprio disturbo è esiguo rispetto a quello reale che, invece, ne soffre. In questo modo senza una diagnosi ed una terapia adatta la situazione si aggrava creando sempre più disagio e problemi durante la vita quotidiana. Secondo recenti indagini, infatti, anche il tempo e la qualità del lavoro vengono inevitabilmente danneggiati, sempre in base alla gravità del disturbo. Tutto ciò si riflette anche sul costo economico sociale a causa dell’assenteismo e della qualità del lavoro.

Uno studio, chiamato LIRS (Laxative Inadequate Relief Survey), condotto dai ricercatori della Doxa Pharma, ha evidenziato il numero dei pazienti che lamentano problemi di stitichezza cronica e la loro qualità di vita. I dati, raccolti da 39 centri di gastroenterologia italiani, hanno evidenziato che circa il 15-20% delle persone soffre di costipazione cronica, e che solo in un caso su quattro si tratta di una forma lieve. Per quanto riguarda il sesso, a soffrirne di più sono le donne (almeno l’80%) cinquantenni. Le persone che hanno presentato il loro problema lo descrivono come una vera e propria malattia cronica (per un paziente su due la propria salute non è buona e peggiora con il passare degli anni). Lo studio ha rilevato anche l’insoddisfazione ed i problemi che questi devono affrontare, a causa della stipsi, anche sul posto di lavoro: costretti ad assentarsi (si è stimata la perdita di almeno 4 ore di lavoro alla settimana in base alla gravità) e con una riduzione delle capacità lavorative ( del 20% nei casi di stitichezza lieve, ma addirittura del 35% in quelli più seri e gravi). Come accennato prima l’assenteismo e l’ansia di dover andare a lavoro (presenteismo), che scaturisce in una riduzione della capacità e della concentrazione, si riflettono in maniera negativa sul costo economico sociale: secondo l’indagine si perdono circa 1.500 euro l’anno. Insomma un disturbo che causa una serie di problematiche sia personali che sociali, ecco perché è necessario parlarne con gli specialisti cercando di evitare tutto ciò.

Cause e rimedi della costipazione cronica

Si parla di stipsi cronica non quando si ha una riduzione nel numero di evacuazioni al giorno o alla settimana, ma quando accade che in almeno una di queste su quattro si avvertono dei fastidi o dolori: sforzo eccessivo, feci dure e aride, sensazione di pesantezza addominale o di ostruzione nonostante la defecazione. Tutto questo innesca un meccanismo di ansia e nervosismo che peggiora solamente la situazione. Infatti, il disagio che si crea, e quindi anche un coinvolgimento di tipo emotivo può causare un peggioramento della situazione. Le cause possono essere molteplici da un’alimentazione sbagliata, alla sedentarietà, a condizioni particolari di vita e lavoro, a farmaci. Per quanto riguarda i rimedi, secondo gli esperti, la cosa principale è rivolgersi per qualsiasi problema, senza aspettare e facendosi dei problemi di imbarazzo, agli specialisti del settore. Anche perché le soluzioni saranno rivolte sicuramente nel migliorare e modificare proprio le cause del problema (quindi si agirà sulla dieta incrementando l’apporto di fibre frutta e verdura, sull’esercizio fisico, sulla psicologia della persona, sulla terapia farmacologica).

(Fonte www.tantasalute.it)

L’Uva contro i danni dei Raggi Ultravioletti

I flavonoidi contenuti nell’uva possono contrastare i danni alla pelle causati dall’esposizione ai raggi solari e dalle scottature. Ecco quanto scoperto dai ricercatori spagnoli dell’Università di Barcellona che hanno condotto uno studio pubblicato sull’ultimo numero del “Journal of Agricultural and Food Chemistry”.
Gli scienziati hanno condotto la loro ricerca esaminando la reazione di cellule della pelle in vitro. Le cellule sono state esposte ai raggi UV (ultravioletti) per poi misurarne la reazione chimica. Dai dati acquisiti si è scoperto che i flavonoidi contenuti nell’uva possono contrastare questa reazione che s’instaura quando le cellule della pelle sono danneggiate dai raggi solari e che conduce le cellule stesse alla morte.

Secondo il direttore del progetto di ricerca, la dottoressa Marta Cascante, biochimico presso l’Università di Barcellona, questo studio mostra che l’uva può davvero aiutare a proteggere la pelle dall’esposizione ai raggi nocivi e dalle scottature. Anzi, quanto appreso potrebbe addirittura contribuire allo sviluppo di creme e altri prodotti per la protezione della pelle, oltre a far aumentare la comprensione del meccanismo con cui agiscono.

(Fonte www.freshplaza.it)

La Zucchina, regina delle “Grandi Pulizie”

Grazie al contenuto di fibre e potassio, quest’ortaggio novello depura sangue, reni e intestino e drena le tossine più irritanti

Originaria del Centro America, la zucchina è stata importata in Europa e coltivata in tutti i Paesi dal clima caldo e temperato. Dall’ortolano ormai si trova tutto l’anno, ma la zucchina primaverile è la più ricca di sostanze curative.

Combatte stipsi e infiammazioni

La zucchina contiene calcio, ferro, fosforo, vitamine C ed E, fibre, un’alta percentuale di acqua (90%), poco sodio e molto potassio, che la rende altamente diuretica. Il contenuto in acido folico (fondamentale per il funzionamento del sistema nervoso e del midollo osseo, e per la formazione di globuli rossi; importantissimo per le donne in gravidanza) di 2 etti di zucchine copre il fabbisogno giornaliero di questo prezioso antiossidante. Tra le sue proprietà ricordiamo che è lassativa, ed è dunque l’ideale per una cura disintossicante di primavera.

Consigli per gli…acquisti!

Le zucchine devono essere sode al tatto, con la  buccia lucida e con una leggera peluria. Sono preferibili quelle piccole, che non contengono semi. Meglio scegliere quelle scure (hanno più clorofilla) e con il fiore attaccato: se i petali sono ancora turgidi significa che sono fresche.

Come cucinarle

La zucchina si sbollenta intera e, una volta tagliata a rondelle, si gusta con olio d’oliva, aceto di mele e gomasio, oppre si amalgama a un uovo per fare una frittata. È ottima nel risotto e nella pasta, tagliata a listarelle e fatta soffriggere con olio, uno spicchio d’aglio e un paio di foglie di salvia. Si taglia a julienne nelle insalate o si griglia con olio d’oliva e prezzemolo.

Mangia anche i fiori!

Sono una miniera di ormoni vegetali

Anche i fiori della zucchina si possono mangiare. È meglio scegliere i fiori maschi, che si distinguono dal peduncolo lungo e sottile ricco di polline. I fiori migliori sono già “sbocciati”, con i petali e il gambo sodi.

I fiori di zucchina hanno proprietà diuretiche, contengono una fonte di vitamina A e C (antiossidanti) e apportano fitormoni ad azione energizzante, ricostituente e tonificante.

Come cucinarli. I fiori di zucchina si usano per condire la pasta, dopo essere stati passati in padella con poco olio e pepe nero. Si possono anche farcire con un mix di ricotta di capra, un battuto di prezzemolo e un’acciuga dissalata, e cuocere al forno con un filo d’olio: in questa versione, prevengono gli sbalzi pressori.

(Fonte www.riza.it)

Con un Poster, i Bambini consumano piu’ Verdura

Per far amare il verde ai bambini si può usare un bel poster: messo in un luogo strategico, fa amare di più la verdura. Questa la tesi finale di una ricerca della Minnesota University (Minneapolis, USA) diretta dalla dottoressa Marla Reicks e pubblicata su JAMA.

Gli esperti hanno messo sotto osservazione i bambini che frequentavano la mensa all’elementare della piccola cittadina di Richfield. Il lavoro si è concentrato sulla dieta di due giorni scelti casualmente, il 7 febbraio ed il 9 maggio 2011. In entrambi i giorni, è stato servito ai bambini un menu con frutta e verdura, ma solo il 7 febbraio le pareti della mensa ospitavano un poster con immagini di frutta. In entrambi i giorni la verdura poteva essere sostituita con mela grattugiata o fette d’arancia. Dopodiché, i ricercatori hanno calcolato la quantità di verdure consumate, tenendo conto di quelle lasciate nei piatti, sui tavoli e per terra dopo che i bambini avevano lasciato la mensa.

E’ stato così verificato come il 7 febbraio (il giorno del poster) era aumentato il consumo di verdure: carote (da 11,6 a 36,8%) e piselli (6,3 al 14,8%). Perciò, secondo la dottoressa Reicks, la tecnica dell’esposizione può essere un modo per aumentare l’amore per la verdura, valido e meno costoso di sedute con educatori e terapia di gruppo.

(Fonte www.freshplaza.it)

Disturbi Alimentari: Cibo e Psiche

In Italia, sta scattando l’allarme per il comportamento dei giovanissimi, legato all’assunzione di cibo. La dottoressa Laura Della Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, ha spiegato, che questi comportanti a rischio compaiono già intorno agli otto anni.

Gli adolescenti in particolar modo, hanno dei comportamenti ossessivi nei confronti del cibo o per attirare l’attenzione di genitori disattenti o perché molte volte si associa un fisico robusto a un senso di fallimento. I giovanissimi, passano da periodi di grandi “abbuffate” a periodi di digiuni totali, per cadere nel tunnel dell’anoressia.
Nel nostro paese l’anoressia fa il doppio delle vittime degli incidenti stradali. Sono, infatti, arrivate a circa ottomila le morti all’anno legate a questa malattia. Sono tre milioni le persone, che soffrono di disturbi alimentari, che vanno dall’anoressia, alla bulimia e al fenomeno dell’alimentazione incontrollata.  Inoltre sono tantissime le persone, che non si rendono conto di avere dei disturbi alimentari.

Nella maggior parte dei casi sono colpite le donne e la fascia d’età è sempre più bassa. Negli ultimi anni, al preoccupante fenomeno dell’anoressia, nei giovanissima si sta associando anche il consumo di alcool e sono circa cinquecentomila i giovanissimi, che rientrano in questa nuova e pericolosa patologia, che viene definita drukonessia, una variante dell’anoressia, ma sotto certi aspetti ancora più pericolosa.

Questa patologia provoca gravi danni, anche al fegato come cirrosi epatica e tumori, oltre al dimagrimento patologico. Infatti, chi soffre di drukonessia, mangia ancora di meno per assumere le sostanze alcoliche. Un fenomeno da non sottovalutare, visto che le morti legate al cibo e alla psiche, sono arrivate quasi a ottomila decessi all’anno, tanto da diventare la prima causa di morte psichica.

(Fonte oknotizie.virgilio.it)

Gli Oli che combattono lo Stress di Maggio

Anticorpi “stanchi” e circolazione lenta sono all’origine di cali energetici che ci fanno sentire tesi e spossati: questi oli ci rimettono in sesto

Se la milza è affaticata, il cardamomo la “risveglia”

Arrivano i primi caldi e la voglia di godersi la bella stagione. E allora via al trekking, alle corse a piedi o in bicicletta, alle lunghe passeggiate… In questi casi può capitare che una fitta al fianco sinistro ci costringa a fermarci. È uno spasmo della milza, che si contrae per immettere nel circolo sanguigno la riserva di globuli rossi richiesti dall’attività fisica brusca e intensa. La milza è un organo-chiave: concorre al ricambio del sangue distruggendo i globuli rossi vecchi e immagazzinando il ferro che ne ricava per riciclarlo nella formazione di quelli nuovi. Ha un ruolo sostanziale nella formazione di linfociti e anticorpi e regola la pressione sanguigna. Per questo è importante sostenerla nel mese di massima espansione della forza trasformatrice primaverile. Per tonificarla ci affideremo all’ olio essenziale di cardamomo, una pianta orientale usata in medicina ayurvedica per rafforzare milza e cuore e, sul piano psichico, per aiutare a trasformare gli schemi mentali.

Come usare il cardamomo

Per tutto il mese di maggio, massaggia ogni mattina la zona del fianco sinistro corrispondente alla sede della milza con due gocce di olio essenziale di cardamomo diluite in un cucchiaino di olio di mandorle dolci, fino a completo assorbimento. Esegui il massaggio con lenti movimenti circolari, cercando di far “passare” il calore dai polpastrelli delle mani ai tessuti interni della milza.

N.B. Non superare la dose di olio consigliata, non fare il massaggio ai bambini piccoli e non utilizzare il cardamomo in gravidanza.

La circolazione si scompensa? Achillea la rimette in carreggiata

Il nome di questa bella pianta dai fiori bianco rosato a ombrello, l’ achillea, deriva dall’eroe greco Achille che, secondo la mitologia greca, aveva appreso dal saggio centauro Chirone le proprietà cicatrizzanti della pianta e le usava per medicare i feriti in battaglia. L’ Achillea ha proprietà depurative, antiemorragiche, astringenti e ipotensive. Le sue proprietà erano ben note anche ai Celti, che la consideravano magica e la raccoglievano solo durante un complesso rito religioso, così come ai Cinesi, che ne usavano anche gli steli nelle pratiche divinatorie.

Per il suo potere di regolare il flusso sanguigno, l’ achillea è considerata da sempre una tra le piante più preziose per tutti gli scompensi del circolo, in particolare in caso di varici, emorroidi, flebiti e traumi delle pareti venose, ma anche nell’ipertensione e negli squilibri del ciclo a tendenza emorragica.

Se dunque i primi caldi di maggio fanno infiammare le pareti venose in qualche punto del circolo producendo gonfiore e stasi circolatoria, o fanno impennare la pressione, possiamo ricorrere al prezioso aiuto dell’achillea  sotto forma di olio per riportare il flusso sanguigno in equilibrio, depurare il sangue e prevenire la formazione di varici ed emorroidi e altri malanni circolatori che in genere tendono a peggiorare proprio con l’aumento delle temperature.

Il massaggio con l’achillea

Versa 20 gocce di olio essenziale di achillea in 50 ml di olio di jojoba, da usare quotidianamente per massaggiare delicatamente, fino a completo assorbimento, le aree infiammate lungo tutto il percorso della vena. In caso di ipertensione massaggia con qualche goccia della stessa miscela la pianta dei piedi (vedi punto indicato nella figura qui a destra), i polsi, le tempie e la zona del cuore.

N.B. A dosi elevate l’ achillea può risultare tossica per la presenza di thujone, una sostanza psicotropa. Non va usata in gravidanza e allattamento.

(Fonte riza.it)

Dolori Articolari e Muscolari, come curarli con i Rimedi Naturali

Alle ginocchia, alla cervicale, ma anche al gomito o alla spalla, i dolori articolari e muscolari si curano con i rimedi naturali, provocati da infiammazioni, sciatalgia, traumi, surmenage sportivo, colpi d’aria. Sono tanti i tipi di dolori e tante sono le cause ma due sole le esigenze; che il dolore passi presto e si possano riprendere serenamente le normali attività quotidiane. Vediamo quali sono e come usarli.


L’artiglio del diavolo come antidolorifico

È uno dei più potenti antidolorifici esistenti in natura grazie ad una sostanza denominata kempferolo. Viene dalla Namibia e dal Botswana. Il sapore, poco gradevole, rende preferibile l’uso per via esterna. Si mette un cucchiaio di radice di artiglio del diavolo in 150 ml di acqua e si porta ad ebollizione per 10 minuti. Si filtra e si immerge del cotone idrofilo nel decotto per passarlo sulle zone doloranti. Molto utile in caso di torcicollo.

Arnica per piccoli traumi e strappi
Acido caffeico e oli essenziali, sono queste le due armi naturali dell’arnica, una pianta che non dovrebbe mai mancare nella borsa della palestra. È infatti un toccasana contro i dolori da trauma e gli strappi. Oltre ad eliminare il fastidio, aiuta a riassorbire gli ematomi. Preferire la formulazione in pomata da applicare 3-4 volte al giorno, fino alla scomparsa del disturbo.

Spirea Ulmaria per dolori alle ossa, articolazioni e muscoli

Definita l’aspirina vegetale e conosciuta popolarmente come la regina dei prati, è l’unica pianta che contiene acido salicilico in dosi così elevate da renderla un rimedio contro il dolore di ogni natura, in particolar modo se interessa ossa, articolazioni, muscoli. Se essiccata ha maggior effetto, quindi meglio assumerla in compresse, una dopo il pranzo e la cena fino alla scomparsa dei sintomi. Per i dolori cronici si possono seguire cicli anche di tre mesi.

Olio essenziale di mirra per le afte
Sono un disturbo molto comune, le afte possono risultare molto dolorose. Anche i problemi gengivali causano disagio e dolore e soprattutto favoriscono l’insorgere di disturbi più gravi. L’olio essenziale di mirra, ricco di resine disinfettanti ed analgesiche, aiuta sia contro il dolore sia per calmare le mucose. Se ne mettono 2 gocce in mezzo bicchiere di acqua e si fanno degli sciacqui, dopo aver lavato i denti. Può essere utilizzato anche per lunghi periodi.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)