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Come affrontare il Mal di Primavera dei Bambini

Il mal di primavera dei bambini si configura come la messa in atto di comportamenti che è bene saper riconoscere, in modo da non considerarli dei semplici capricci. D’altronde bisogna considerare che la primavera è un periodo di passaggio che può provocare un certo disagio. Mentre gli adulti riescono a superarlo più facilmente, i bambini spesso incorrono in alcuni elementi come stanchezza, inappetenza, sonnolenza o insonnia, nervosismo e irritabilità.
Si tratta quindi di malesseri che accompagno l’arrivo della bella stagione. Vediamo come affrontare il problema.

Condurre un’alimentazione regolare

E’ bene che in primavera per il bambino si predisponga un’alimentazione regolare, in modo che la sua dieta sia particolarmente ricca di frutta e verdura. Frutta e verdura sono ideali per sentirci bene. Da non trascurare sono le uova, il pesce, la carne, i cereali, lo yogurt e i formaggi freschi. Se il bambino manifesta una certa inappetenza, è opportuno aiutarlo a mantenere la regolarità nei pasti. Certamente i più piccoli non vanno forzati, ma è bene non dare loro troppe merendine o dolcetti in abbondanza. Bisogna infatti ricordare che un regime alimentare basato su troppi zuccheri può portare all’obesità.

Gli spuntini per i più piccoli

Spesso i bambini possono richiedere degli spuntini. In questi casi è meglio scegliere degli alimenti adatti. Ecco qualche consiglio per le mamme. Si possono preparare dei composti di latte, yogurt e frutta secca, che sono ideali per fornire al bambino quell’energia di cui manca in questo periodo dell’anno. Le tradizionali merendine possono essere sostituite ad esempio da una mela col miele, che riesce a garantire un adeguato apporto di vitamine. Anche i dolci in casa vanno bene. Il gelato invece è meglio riservarlo per la sostituzione della cena.

Dedicare più tempo al riposo

Spesso i bambini sono stanchi in primavera, già al mattino fanno fatica ad alzarsi, possono essere apatici e non trovare la giusta concentrazione. L’umore può essere più soggetto a degli sbalzi. Per ovviare a questi inconvenienti è bene ricordarsi che è opportuno dedicare più tempo al riposo. E’ importante anche riuscire a dormire bene. Si deve dormire almeno per 8 / 9 ore ogni notte e a volte gli si può concedere anche un’ora di sonno in più. In alternativa è bene eliminare qualche impegno, per alleggerire la giornata o aiutarlo a rilassarsi in casa senza far niente, evitando però anche televisione e videogiochi.

Il tempo libero

Nel tempo libero è opportuno uscire all’aria aperta, per prendere il sole e favorire la produzione di vitamina D. E’ importante concedere qualche tempo anche all’esercizio fisico.

(Fonte www.tantasalute.it/)

La Nutella fa Ingrassare? Maxi Risarcimento per i Consumatori

La Ferrero pubblicizzando la sua Nutella ha inviato al pubblico un messaggio ingannevole, pertanto a seguito di un accordo raggiunto con i rappresentanti legali di un gruppo di consumatori californiani, deve sborsare un risarcimento danni ammontante ad oltre 3 milioni di dollari.

Il contenzioso era iniziato nel mese di agosto del 2009, quando alcuni consumatori si trovarono concordi nel ritenere che il più famoso cioccolato cremoso made in Italy fosse stato pubblicizzato in modo eccessivamente distante dalla realtà.

Sottolineando come l’azienda produttrice nello spot incriminato non fornisca alcuna indicazione in merito al fatto che la Nutella spalmata sul pane contenga ben 200 calorie, 11 grammi di grassi, dei quali 3,5 saturi, e 21 grammi di zucchero.

Dopo una serie di dispute in sede legale, ora le due parti sono finalmente giunte ad un accordo, che prevede un risarcimento di 3 milioni di dollari, una cifra corrispondente a quattro dollari per ciascuna confezione acquistata tra l’agosto 2009 e il gennaio di quest’anno.

Ogni consumatore potrà rivendicare il risarcimento per ammontare massimo di cinque barattoli entro 5 agosto, termine ultimo stabilito per la presentazione delle denunce.

(Fonte www.yourself.it)

L’Alimentazione contro la Caduta dei Capelli

Al cambio di stagione autunnale è normale che i capelli cadano un po’ più del solito, parafrasando un detto popolare, “in autunno, i capelli cadono come le foglie”; se non possiamo fermare il fenomeno della caduta di capelli autunnale, è possibile, però, limitare i danni e favorire la naturale ricrescita. Ancora una volta, un aiuto ci arriva dall’alimentazione: basta fornire all’organismo tutti i nutrienti indispensabile per il suo benessere per garantire la salute anche ai nostri capelli.

La cheratina dei capelli è formata da due amminoacidi essenziali, ovvero la lisina e la cistina, che è possibile introdurre nell’organismo tramite il consumo di proteine; quindi via libera al pesce, alle uova, al formaggio e anche alla carne, ovviamente alternandoli nei menù.

Se siete vegetariani nessun problema: ricorrere alle proteine di origine vegetale, come i ceci, i fagioli, la soia, le lenticchie, meglio se associate ai cereali; un esempio? Un piatto di pasta e fagioli o di riso con piselli andrà benissimo.

La soia è molto importante nella dieta anti-caduta: oltre ad essere molto ricca di proteine, contiene anche diversi sali minerali indispensabili per l’organismo; sì anche ai fagioli borlotti, che sono ricchi di ferro, fosforo e potassio, e poi al farro, che contiene le vitamine del gruppo B, utilissime per la salute dei capelli, al riso parbolided o integrale, e al pesce azzurro e al salmone che, essendo ricchi di omega 3, aiutano a proteggere le membrane cellulari.  Ovviamente non possono mancare le verdure, soprattutto quelle di colore arancio, come le zucche e le carote, e quelle a foglia verde scura.

(Fonte www.dietaland.com)

La Candida secondo Valdo Vaccaro

Leggiamo dal blog di Valdo Vaccaro:

Il fungo organico Candida Albicans, viene orchestrato e tenuto sotto controllo direttamente dal sistema immunitario, e da un virtuoso equilibrio batterico che si crea nell’intestino e nel corpo delle persone sane e normali. Potenzialmente tutti possediamo la Candida ma non sviluppiamo nulla di concreto perché il nostro livello di tossiemia rimane entro i limiti tollerati dal sistema.

Alla candida serve il terreno adatto

Le patologie effettive si sviluppano sempre e solo nel terreno adatto, con la concomitanza dei fattori adatti a provocare l’anormalità patologica.
Quando l’equilibrio batterico e l’equilibrio ormonale sono disturbati, ad esempio da vecchi farmaci non ancora eliminati, o da nuovi farmaci che si stanno assumendo, oppure da integratori vitaminico-minerali, oppure da integratori zuccherini, da pillole contraccettive, da antibiotici, da corticosteroidi, da latticini, la candida trova allora il suo humus per proliferare.

La candida ha le sue precise preferenze

La candida, come il lievito che usano i fornai, ama i posti caldi, umidi, scuri, ombrosi, ed impera soprattutto in presenza di zuccheri inutilizzati.
Se colpisce i bimbi, lo fa tra le pieghe del collo, in bocca o sotto il pannolino.
Preferisce la zona inguinale o quella sotto-mammellare nelle persone obese, o si sviluppa sotto le unghie nelle persone con le mani umide e spesso nell’acqua.
Si sviluppa nel pene maschile e sui capezzoli delle mamme che allattano.
Ma le zone preferite sono quelle più intime, cioè le aree sessuali e riproduttive.

Una predilizione per l’area vaginale

Se la candida si sviluppa nella vagina, essa causa prurito e irritazione, producendo nel contempo una sostanza biancastra simile a qualcosa di caseario, una specie di muco biancastro inodore, e lascia dietro di sé l’epidermide rossa ed infiammata.
Sia l’urinazione che i rapporti sessuali diventano in tali condizioni dolorosi e problematici.
Pare che il 75% delle donne sviluppi la candida almeno una volta in vita sua, e che il 45% la sperimenti 2 o più volte.

Strategie di difesa

Le prime attenzioni da rispettare sono quelle di evitare creme e prodotti antibiotici.
Evitare pure biancheria stretta, jeans stretti, tessuti sintetici (scegliere materiali leggeri e porosi, traspiranti come il cotone). Evitare i pigiami stretti a letto, ed optare per il chimono.
Dal momento che la vagina possiede, come anche la bocca, alte proprietà antimicrobiche e auto-disinfettanti, evitare di toccarla e di offenderla con sostanze incompatibili ed aggressive.
Impacchi di acqua fresca sono invece utili, salutari e di sollievo.
Tener presente che il diabete favorisce ed alimenta la candida, a causa degli alti livelli di zucchero che girano nel sangue.
Alimentandosi con frutta acquosa, cereali e tante verdure, si mantiene un peso forma e si creano le basi per sconfiggere anche la candida.

Serve l’humus micologico per far crescere i funghi

Il perdurare della candida è a questo punto una questione di terreno, e non certo di infettività.
I funghi non crescono sul prato normale, ma soltanto sul prato che, sotto il manto erboso, nasconde depositi di humus adatto alla loro crescita.
Niente di trasmissibile e contagioso, ma qualcosa di trasbordabile e scatenabile per simpatia e ricettività biochimica in terreno simile e già predisposto e quasi-pronto al medesimo problema.

La candida a volte è indispensabile, nel senso che si comporta da fattore fastidioso e sintomatico di riequilibrio e di spurgo di sostanze non assimilate e non espellibili tramite il sistema escretorio (reni, polmoni, pelle).

Il digiuno è una piccola sala operatoria senza bisturi e senza sangue

Torna di attualità a questo punto l’unico mezzo drastico possibile che rimane quello del digiuno che è un formidabile mezzo terapeutico.
Il digiuno previene o guarisce ogni genere di malattia e ritarda pure l’invecchiamento.
Disciplina la mente ed eleva lo spirito, il che non guasta.
Nella pratica igienistica, la guarigione è la regola e non l’occasione.

Non è il digiuno a guarire ma il solito sistema immunitario

In effetti, non è il digiuno che guarisce direttamente, ma il sistema immunitario messo finalmente in grado di funzionare al meglio e senza intralci.
E’ sempre il sistema immunitario che, per la prima volta in vita sua, si ritrova con una potenza energetica insperata, ottenuta dallo stop improvviso ai prelievi energetici sconsiderati delle persone tese, indebolite, malaticce, sfortunate, intasate, acidificate o comunque propense alla vita squilibrata.
Quelle persone che continuano a mangiare senza nemmeno avere la forza enzimatica di affrontare i pesanti costi digestivi-assimilativi-espulsivi.

Un ridirezionamento energetico

L’idea che il digiuno debiliti e scassi la gente è quanto di più errato uno possa pensare.
Il digiuno terapeutico è soltanto un ridirezionamento energetico verso la purificazione e l’espulsione definitiva delle tossine interne.
Il digiuno termina quando il corpo ha raggiunto un buon livello di miglioramento, testimoniato dalla lingua pulita, dall’appetito che rispunta e dalle urine chiarificate.

I veleni fanno molto più male se tenuti dentro

Concludo consigliando centrifugati di carote, sedano, rape, radici amare.
Inserire carciofi crudi in abbondanza.
Adottare il topinambur crudo e cotto tra le specie preferite.
Catalogna e cime di rapa, come anche tutti i cavoli, si possono consumare crudi ottenendo grossi vantaggi in micronutrienti e in tempi di digestione dimezzati. La cottura, se condotta ai livelli minimi, rende queste verdure più tenere e meno forti di sapore, e quindi innegabilmente più palatabili.

Sono favorevole alla salvia e al rosmarino, tenendo presente che in linea generale occorre non esagerare con le spezie.

Le Proprieta’ degli Asparagi

L’asparago proviene dall’Asia,
forse dalla vecchia Mesopotamia,
e ha conquistato tutti i palati per la
sua prelibatezza. Spesso gli asparagi vengono impiegato nella composizione di qualche pietanza, più che come verdura di contorno.

Oltre ad essere molto gustosi, gli asparagi possiedono anche diverse proprietà benefiche. Sono ricchi di fibra, e vitamine; contengono acido folico, amminoacidi, carotenoidi e sali minerali, come calcio, fosforo e potassio.

Gli asparagi, come tante altre verdure, contengono poche calorie e per questo sono particolarmente indicati nelle diete dimagranti. Gli asparagi hanno proprietà depurative e diuretiche. Non solo.
Gli asparagi riducono anche il ristagno dei liquidi in eccesso nei tessuti, contrastando la cellulite.

Al momento dell’acquisto, accertatevi che i germogli siano dritti, sodi ed integri, di colore brillante e privi di ammaccature. La punta deve essere ben compatta, unita e dura e il gambo deve risultare poco legnoso.

(Fonte www.freshplaza.it)

Prugne Umeboshi

Il frutto, che più che una prugna sarebbe un’albicocca,  viene raccolto ancora verde quando l’acido citrico è al massimo. Le Umeboshi non sono delle prugne, ma una varietà di albicocche che crescono in Cina e Giappone anche allo stato selvaggio.

Mentre in Cina le Umeboshi erano conosciute principalmente per le loro proprietà antipiretiche, astringenti e benefiche per lo stomaco ed erano limitate a scopi medici, in Giappone, oltre a questo, diventarono ingredienti della cucina tradizionale.

Metodo di conservazione.
I frutti vengono raccolti a metà giugno, quando sono ancora verdi, poi essiccati al sole e messi sotto sale in grandi barili su cui vengono poggiati dei pesi. Il periodo di fermentazione varia da sei mesi a qualche anno. Vengono aggiunte anche foglie di shiso (Laminaria Purpurea), che danno alle Umeboshi quel caratteristico colore rossiccio.

Uso in cucina.
In cucina le Umeboshi sono moto versatili:
si possono fare salse e condimenti per insalate e verdure cotte, o come ingrediente in guarnizioni e salse per aggiungere un delizioso sapore a svariati piatti, rendendoli rinfrescanti e facilissimi da digerire.

Valori nutrizionali: 1 prugna umeboshi contiene 20 calorie.

Proprietà benefiche.
Le Umeboshi vengono tradizionalmente usate per problemi digestivi, per raffreddori, febbre o intestino in disordine e per tonificare il fegato.

Questo frutto dalle innumerevoli proprietà benefiche toglie il senso di stanchezza ed affaticamento e, contenendo sostanze che gli consentono di agire come un antibiotico, pur non essendolo, combatte la dissenteria nei problemi intestinali.

Secondo l’antica medicina cinese, il maggior effetto delle Umeboshi è quello di far scaricare o equilibrare gli eccessi di sostanze che danneggiano il fegato, i reni ed i polmoni che creano le condizioni ideali per un’infezione batterica oltre a innumerevoli altri problemi. La combinazione fra l’acidità dell’acido citrico e l’alcalinità del sale è la responsabile di questi benefici effetti.
Le Umeboshi sono il meraviglioso prodotto della saggezza pratica dell’uomo e della conoscenza del principio yin e yang. Se le consideriamo alla luce di questo principio, diventa più facile comprenderne il valore.

L’ Umeboshi può essere mangiata così com’è per:
- Iperacidità di stomaco
- Problemi intestinali
- Stanchezza
- Dopo aver consumato cibi nocivi come lo zucchero

Un nocciolo di Umeboshi succhiato per 3-4 ore farà scomparire il mal di gola (faringite). E ricordati di non gettare via i noccioli di Umeboshi. Dentro troverai dei semi commestibili, proprio come le noci.
Questi semi possono anche essere arrostiti in forno a temperatura piuttosto elevata (finché diventano neri) e ridotti in polvere. Conserva questa polvere in un vasetto di vetro ben chiuso e se soffri di disturbi gastrici, di crampi intestinali, di diarrea, ecc. un cucchiaino di questa polvere in una tazza di tè, si rivelerà molto efficace.

(Fonte www.viveredonna.it)

Tunnel Carpale e Rimedi Naturali

La sindrome del tunnel carpale si manifesta quando il nervo mediano, da cui dipende la sensibilità delle prime tre dita della mano e di metà dell’anulare, soffre perché viene compresso nel tratto di passaggio attraverso il tunnel.
La compressione è dovuta all’aumento di spessore del legamento palmare trasverso, che a sua volta può essere causata da traumi ripetuti. Le ragioni sono diverse: da motivi professionali in attività in cui si usano molto le mani, a malattie di tipo reumatico, a modificazioni ormonali come avviene in menopausa.

La sindrome colpisce soprattutto le donne e presenta sintomi tipici quali dolore al polso, riduzione della sensibilità e formicolio alle prime tre dita, difficoltà nei movimenti fini, con perdita della forza della presa. Per formulare una diagnosi è utile l’elettromiografia. Se i sintomi persistono, si arriva all’intervento chirurgico che consente di eliminare la compressione sul nervo mediano.

Alcuni rimedi, in fase iniziale, possono rivelarsi utili: Ruta graveolens, ad esempio, che agisce su tutti i tessuti fibrosi e i tendini, soprattutto quando questi sono sovrautilizzati nei lavori manuali. In questi casi possono comparire facilmente cisti tendinee, soprattutto a livello dei polsi, a volte di grandi dimensioni, che impediscono il libero movimento della mano.

Se prevale la rigidità delle dita, e i sintomi migliorano con il caldo e le applicazioni calde, il rimedio a cui pensare è Causticum. Se prevalgono invece i sintomi dolorosi, simili a fitte che migliorano con il movimento, allora è indicato Rhus toxicodendron.

Il momento peggiore è proprio il passaggio dall’immobilità al primo movimento delle articolazioni. Più si muovono le dita e meno si avvertono la rigidità articolare e il dolore.

(Fonte terracinasocialforum.wordpress.com)

La Dieta per Dormire Bene e combattere lo Stress

Esiste una dieta per favorire il sonno. Non è una novità che la primavera o lo stress quotidiano possano avere effetti negativi sul riposo notturno. Ecco però che l’alimentazione può diventare un grande alleato per recuperare le ore di sonno perse, che causano affaticamento, calo dell’attenzione e numerosi malumori. Secondo Sara Farnetti, specialista in medicina interna e nutrizione funzionale di Roma, ha dichiarato, bisogna assumere triptofano, un aminoacido che rilassa in modo naturale. Sono poi molto importanti i minerali miorilassanti come il magnesio, il potassio e le vitamine B3, B6 e B12 per superare lo stress e a favorire il riposo notturno.

I cibi da consumare per dormire meglio

Il triptofano si trova nelle uova, nel pesce, nel latte, nello yogurt, nei legumi e nella frutta secca. Ovviamente non è sufficiente, bisogna anche consumare cibi ricchi di vitamina B6 che favoriscono l’assorbimento dell’aminoacido. In questo caso sono promossi: riso, orzo, carni bianche e banane. Vanno bene, inoltre, frutta, verdura e yogurt che contengono potassio, un minerale che regola la contrattilità muscolare e cardiaca. Una sua carenza può essere causa di insonnia. Un recente studio, inoltre, promuove le ciliegie, che spesso contengono moltissima melatonina, una sostanza naturale prodotta di solito dalla ghiandola pineale. È un ormone che ha il preciso compito di regolare i cicli sonno-veglia. Si consigliano, però, le ciliegie neozelandesi che contengono 500 nanogrammi di melatonina per grammo di frutti neozelandesi.

La cena, il pasto più importante

Il pasto più importante per riposare bene, ovviamente, è la cena. Non deve essere troppo pesante e non deve appesantire la digestione. Anche l’ora in cui si mangia è importante. Bisogna mettersi a tavola verso le 20, così il corpo ha tempo di smaltire il cibo. Inoltre, per regolarizzare i ritmi circadiani si consiglia di regolarizzare anche lo stile di vita. Evitate di saltare i pasti o mangiare troppo tardi anche a pasto, fate un po’ di movimento (la stanchezza fisica è una manna), non state alzati fino a notte fonda la sera (anche se non dormite andate a letto a leggere, non state davanti alla tv o al computer). Inoltre, non bevete alcol – soprattutto a cena – che non fa venire sonnolenza, ma semmai è difficile da digerire.

I peccati di sonno che aiutano il sonno

È possibile concedersi anche qualche piccola coccola golosa. Ci sono degli alimenti, forse non adattissimi per conservare la linea molto utili per favorire il riposo notturno. Quali? Per esempio, il cioccolato che è ricco di melatonina, magnesio e vitamine del gruppo B. Contiene, inoltre, preziosi antiossidanti, ha un effetto rilassante e libera le endorfine, dunque aiuta a risollevare l’umore. Questo non vuol dire mangiarne una barretta intera, massimo 20 grammi. Poi, i carboidrati sono più indicati della carne, perché hanno un’azione sedativa. Infine, concedetevi un po’ di frutta cotta. Sono ideali per fare la nanna la mela e il mandarino, che liberano una sostanza chiamata bromo.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

L’Olio di Avocado ha proprietà Antiossidanti

Come è ben noto l’olio di oliva ha diverse proprietà antiossidanti ed è in grado di proteggere dai radicali liberi, che ricordiamo essere tra i responsabili dell’invecchiamento della pelle; ora, secondo i risultati di uno studio condotto dalla Universidad Michoacana di San Nicolasde Hidalgo di Morelia, in Messico anche l’olio di avocado pare avere proprietà simili.
Christian Cortes-Rojo, a capo dello studio ha spiegato :

“Abbiamo utilizzato delle cellule di lievito per esaminare quelle dell’avocado. Queste cellule sono molto resistenti ai radicali liberi grazie a dei grassi che avvolgono i loro mitocondri. Questi grassi sono presenti anche nell’avocado, che in aggiunta possiende anche dei pigmenti dalle proprietà antiossidanti”

Quindi sembra proprio che un consumo costante di olio di avocado non possa che giovare alla salute.

Vediamo anche altri cibi antiossidanti che non dovrebbero mancare mai nella nostra alimentazione:

Pomodori
Spinaci
Tè verde
Carote
Broccoli
Soia

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Dieta Dimagrante: con gli Ortaggi “Dimenticati” e’ ancora piu’ efficace

La dieta dimagrante è più efficace se è a base di verdure, perché hanno poche calorie, proprietà depurative e aiutano a snellirci. Niente di nuovo sotto il sole, ma il problema è che spesso ci dimentichiamo di alcuni ortaggi che sarebbero invece indicati nella dieta. Si tratta di prodotti dalle origini antiche e dal sapore gradevole: rape, topinambur, scorzobianca, sedano rapa, cardo.

Sono autentiche miniere di minerali e vitamine. Aiutano a drenare i liquidi in eccesso, riducono la ritenzione idrica e combattono la cellulite, con un’azione che si fa ancora più efficace quando si tratta di gambe, cosce, fianchi e addome. E vanno bene sia crude sia cotte. Nel caso in cui siano crude, sono ancora più cariche di vitamine antiossidanti, come la vitamina C ed E, e il betacarotene, ottimi per contrastare i radicali liberi, concausa di un invecchiamento precoce e del rallentamento dell’eliminazione dell’adipe. Se cotte, invece, sono l’ideale per debellare i gonfiori addominali, che non sono affatto un’esclusiva delle persone in sovrappeso.

1) Il topinambur era già conosciuto dagli indiani d’America. Il suo sapore ricorda quello delicato del carciofo, e la sua consistenza lo rende simile alla patata. E’ un tubero ricco di carboidrati, contiene un tipo di zucchero che è adatto anche ai diabetici perché viene assorbito poco dall’organismo. Per questo il topinambur ha un basso contenuto calorico, ed è quindi amico di chi è alle prese con una dieta dimagrante: 25 calorie per un etto di prodotto ed è ricco di calcio, ferro e magnesio.

2) La scorzobianca ha l’aspetto tipico di una radice. La sua raccolta va da gennaio ad aprile. Forma allungata, biancastra e con un’anima fibrosa, ha un sapore amarognolo che è però sintomo di interessanti proprietà terapeutiche. E’ ricca di potassio e contiene una modesta quantità di calorie (15 ogni etto). Anche qui è presente l’inulina, lo “zucchero buono”. Chi è a dieta dimagrante è avvisato. Consumarla è assolutamente indicato. Con una raccomandazione: se la lessate non buttate via l’acqua di cottura. Bevetela: è un ottimo depurativo.

3) Anche la rape sono piuttosto avare in quanto a calorie (soltanto 19 ogni etto). Sono vere alleate per la linea, al punto che se ne possono mangiare a volontà senza temere di ingrassare. Ma chi è a dieta dimagrante deve fare attenzione al condimento. Questo perché si tratta di un ortaggio che ha il “vizio” di assorbire olio e burro con facilità.

4) Il sedano rapa, detto anche “sedano di Verona”, è una radice a tubero bianca e rotonda. Ha un sapore aromatico ma dolce, reso inconfondibile da un olio essenziale, il sedanolide. Scarseggia in quanto a vitamine e sali minerali, ma al contrario della rapa normale, alla quale assomiglia anche se in versione extra-large, contiene una buona quantità di fibre. E c’è un’altra buona notizia per chi è a dieta dimagrante: il rapporto calorico è di 22 ogni etto.

5) Il cardo, infine, è una pianta erbacea che cresce anche spontanea, soprattutto nelle regioni centro-meridionali. Tante le varianti. Oltre al cardo spinoso, detto anche “carciofo selvatico”, abbiamo anche il cardo mariano, le cui foglie più tenere sono ottime in insalata, mentre le radici si fanno bollire. In generale, si tratta di un ortaggio ricco di acqua, ed è piuttosto adatto per la dieta dimagrante (contiene pochissime calorie, addirittura 9 ogni 100 grammi).

(Fonte www.freshplaza.it)