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Dieta Harper, Come Dimagrire con 20 Regole

Dieta Harper: 20 regole da seguire per perdere peso.
Ecco, quelle più importanti:

dieta dimagrante Harper

Robert Harper

Bere acqua prima dei pasti: un trucchetto per diminuire la sensazione di fame, ma non solo. Un corpo idratato brucia più calorie.

Mangiare cibi proteici ad ogni pasto: anche gli alimenti proteici, oltre ad avere un modesto apporto calorico, placano l’appetito.

Consumare 30-50 g di fibre al giorno: le fibre aiutano a prevenire la stitichezza, riducono la pancia e i livelli di colesterolo.

Mangiare mele e frutti di bosco: questi frutti, oltre ad essere ricchi di vitamine, aumentano la sensazione di pienezza. Harper ne raccomanda il consumo prima di ogni pasto.

Imparare a leggere le etichette: in questo modo aumentano le probabilità di perdere peso perché così si possono scegliere i cibi più nutrienti.

Eliminare i dolcificanti artificiali: bibite e bevande dolcificate artificialmente sono da bandire. Lo zucchero, secondo Harper, dovrebbe essere visto come un lusso e che deve essere consumato di tanto in tanto e con moderazione.

Non saltare la colazione: la colazione è il pasto più importante della giornata.

Cucinare i pasti: per perdere peso non c’è nulla di meglio del cibo fatto in casa.

Evitare il sale: l’eccesso di sale, oltre ad aumentare il rischio di ictus, causa la ritenzione di liquidi, che impedisce la perdita di peso. Meglio le erbe e le spezie per aromatizzare.

Cenare in modo leggero: Harper suggerisce di non mangiare molto a cena perché il corpo comincia a bruciare i gassi 5 ore dopo aver mangiato.

Dormire a sufficienza: il buon sonno è una componente essenziale in una dieta.

Concedersi una pausa settimanale: secondo Harper, mangiare 1 volta a settimana il piatto preferito, non influenza in modo il piano previsto nella dieta.

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Sidro di Mele, Buono e Depurativo

Provalo al posto del vino: ricco di peptone e acido malico, riequilibra il ph dell’organismo accelerando l’espulsione delle scorie responsabili della ritenzione

sidro di mele depurativo peptone acido malicoPiù noto in Francia e in particolare in Bretagna, dove si produce fin dall’epoca romana, il sidro di mele sta diventano un drink diffuso anche da noi come aperitivo, alternativa al vino da pasto ma anche come integratore depurativo e dimagrante. In Italia le maggiori zone di produzione sono il Trentino e il Piemonte. Il sidro è una bevanda alcolica prodotta dalla spremitura (e dalla successiva fermentazione) di mele preferibilmente acidule, di taglia piccola e con elevato contenuto di tannini, come la renetta o altre varietà semispontanee, e può raggiungere dai 4 agli 8 gradi di gradazione alcolica; le mele vengono frantumate per mezzo di una mola, e poi fatte fermentare nei tini con formazione di anidride carbonica; dopo la torchiatura, il sidro viene messo in botti di legno (di solito di castagno) e poi travasato più volte; l’invecchiamento dura alcuni mesi.

Elimina le tossine acide e mantiene sodi i tessuti
Il sidro di mele è un ottimo riequilibratore del pH dell’intestino: infatti favorisce il transito e di conseguenza depura a fondo l’organismo dalle sostanze tossiche e acide, con un effetto sgonfiante subito apprezzabile. All’efficacia depurativa contribuisce anche l’altissimo contenuto di polifenoli, che stimolano la formazione di un enzima disintossicante, di fibre solubili e insolubili e dell’acido malico presente nella polpa e nella buccia delle mele; l’acido malico, fra l’altro, impedisce l’accumulo di acido urico e previene edemi, ritenzione idrica e cellulite. Per questo il sidro di mele è caldamente raccomandato come bevanda durante e soprattutto dopo la dieta, per scongiurare cedimenti e flaccidità che compaiono a seguito del dimagrimento.

(Leggi l’articolo compelto su http://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/4446/scopri-il-sidro-di-mele-buono-e-depurativo.html)

Proprietà e Usi dei Semi di Chia

I semi di chia sono prodotti da una pianta (Salvia hispanica) originaria del Guatemala e del Messico centrale e meridionale. Sembra che venisse già coltivata in epoca pre-colombiana dagli Aztechi e che insieme al mais, all’amaranto e ai fagioli, fosse il cibo base della loro dieta. Oggi i semi di chia sono considerati un vero e proprio super food. Vediamo insieme quali sono le sue proprietà, come usarli e dove comprarli.

proprietà curative semi di chia

Semi di chia, proprietà
I semi di chia sono molto ricchi di vitamine A, B e C (7 volte di più rispetto alle arance), di calcio, ferro, potassio e magnesio. Ma sono anche un’ottima fonte di proteine (circa 18 g su 100), fibre (circa 40 g su 100) e aminoacidi (li contiene tutti tranne la taurina). Notevole la presenza di acidi grassi, alleati di cuore, cervello e muscoli, come Omega 3 (8 volte di più rispetto al salmone) e Omega 6. Dal punto di vista calorico, i semi di chia apportano 70 chilocalorie ogni 15 g di prodotto (pari ad 1 cucchiaio). Grazie alla loro particolare composizione, i semi di chia sono senza dubbio la fonte più economica di Omega 3, sono ottimi anche per i diabetici, abbassano il colesterolo cattivo ed essendo ricchi di fibre combattono la stitichezza.

Semi di chia, come utilizzarli
I semi di chia si possono consumare a colazione in aggiunta al muesli, a cereali o ad altri semi, ma anche come snack. Si possono unire anche all’insalata o tostarli e macinarli per poi arricchire minestre, zuppe o verdure. Con i semi potete preparare un’ottima bevanda anti-fame. Lasciate in ammollo 1 cucchiaio di semi di chia in 300 cc di acqua e aggiungete un po’ di succo di limone. Bevete la soluzione gelatinosa, in questo modo vi sentirete subito sazie e rallenterete la digestione e l’assorbimento dei carboidrati, evitando anche il picco glicemico (utile per chi è diabetico).

Si possono acquistare dei semi di chia 100% biologici on line sul sito http://shopfair.eu/.

(Leggi l’articolo completo su http://www.dietaland.com/semi-chia-proprieta-usi-dove-trovarli/30078/)

Frutta Secca e Avena Ricostituenti Naturali

Preparati fin da oggi all’arrivo dell’autunno e dei primi freddi: la prima cosa da fare è aiutare il cervello “illuminandolo” con i cibi e le erbe giuste…

frutta secca e avena ricostituenti naturaliCon il nome di Sad (Seasonal affective disorder o sindrome affettiva stagionale) si indica un disagio che si manifesta spesso tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno ed è scatenato dalla diminuzione delle ore di luce: giornate più brevi e progressivamente più fredde provocano uno squilibrio nella secrezione di melatonina da parte dell’ipotalamo e, nei soggetti più sensibili, favoriscono sonnolenza, depressione, calo del tono dell’umore e della libido. I disturbi s’intensificheranno col ritorno all’ora solare, che avvverrà tra il 25 e 26 ottobre 2014: il processo di adattamento a giornate più brevi e a notti più lunghe può provocare una profonda stanchezza, che va risolta con una cura specifica, da seguire per 2-3 settimane.

A tavola ci vogliono semi, pane di segale e cavolfiori
Anche per la stanchezza stagionale, la prima terapia consiste nell’integrare la dieta con i cibi ricchi di sostanze riequilibranti, che aiutano a modulare la secrezione di serotonina, l’ormone del benessere. Per un mese mangia semi oleosi (mandorle, noci, nocciole, anacardi, semi di girasole), legumi (soia, piselli, fagioli ecc.), pane integrale di avena o segale, cavolfiori e cavolini di Bruxelles, indivia, mele e pere. Può essre poi molto utile anche il succo di melagrana. Bevine un bicchiere a metà mattina, aggiungendo una capsula di lievito di birra sbriciolata oppure un cucchiaio di erba d’orzo, che forniscono ferro, vitamine del gruppo B e vitamina C, riequilibrando umore e metabolismo.

Soffri di meteoropatia? Ti aiutano le capsule di avena e triptofano
A settembre il clima è spesso instabile e alla stanchezza si aggiungono i disturbi della meteoropatia: secondo le stime più recenti, il 25 per cento degli italiani (e per l’80% si tratta di donne) è meteoropatico e soffre di nervosismo, cefalea, stanchezza e insonnia accentuati dall’instabilità del tempo e dagli sbalzi termici. Il nostro corpo, infatti, è predisposto per tollerare variazioni di massimo 5-6 gradi per volta, mentre nelle ultime stagioni ci siamo dovuti abituare a scossoni di 10-15 gradi anche nell’arco di poche ore.

Come fare
In questi casi, un buon rimedio è l’Avena sativa, la comune avena, da assumere in estratto secco nella dose di una capsula da 300 mg 2 volte al giorno per almeno 15-20 giorni. La cura si può ripetere a ogni cambio di stagione.

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Hibbertia Rimedio per Artrosi e Mal di Schiena

È Hibbertia, l’essenza riscaldante australiana che attenua i disturbi articolari scatenati dal clima umido tipico di questo periodo autunnale

proprietà hibbertiaDiffusa in tutta l’Australia sudorientale, l’Hibbertia peduncolata è una piccola pianta che “striscia” sul terreno formando fitti cespugli verdissimi, costellati da fiorellini di uno sfolgorante giallo-oro. Con queste corolle si prepara l’ essenza floreale di Hibbertia, utile alle persone rigide, perfezioniste, molto severe con se stesse, abituate a “controllare” le loro emozioni privilegiando l’autodisciplina, la logica e la razionalità. L’eccessivo intellettualismo e la tendenza a vivere troppo “di testa”, si riflettono, a livello fisico, in una predisposizione a soffrire di mal di testa, emicranie ricorrenti causate dalla continua tensione nervosa; l’inflessibilità mentale si manifesta spesso anche nella postura, rigida e contratta, e somatizza con numerosi disturbi muscolo-scheletrici, come dolori cervicali, tensione e rigidità alla nuca e alle spalle, dorsalgie, lombalgie, artrosi o dolori alle articolazioni.

Un essenza, tante proprietà
Grazie alla sua azione energetica riequilibrante sulla zona della gola (il cosiddetto 5° chakra), Hibbertia favorisce anche la funzionalità delle ghiandole paratiroidi, con una ricaduta positiva sulla secrezione dell’ormone paratiroideo e sul metabolismo del calcio e del fosforo. Hibbertia migliora inoltre l’assimilazione del calcio e aiuta a prevenire l’osteoporosi in menopausa

Come si utilizza
Versa 7 gocce di Hibbertia in una boccetta da 30 ml con contagocce; aggiungi 2 cucchiaini di brandy. Riempi con acqua minerale natura le assumi 7 gocce del composto mattina e sera.

(Leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/benessere/fiori-di-bach-e-floriterapia/4440/il-rimedio-per-tenere-a-bada-artrosi-e-mal-di-schiena.html)

L’Uva Spina Stimola le Ghiandole Surrenali

Parente del ribes, questa bacca contiene vitamine e ferro ad azione ricostituente e antivirale; l’ideale per scaricare dall’organismo lo stress in eccesso

proprietà uva spinaPosizionate sopra i reni, le ghiandole surrenali producono diversi ormoni capaci di influenzare l’attività dell’intero organismo. Spesso nei periodi di forte affaticamento, come è appunto il passaggio tra l’estate e l’autunno, il cervello ordina a queste ghiandole di secernere adrenalina e altri ormoni collegati alla risposta allo stress. Ma, se questa condizione persiste, aumenta la sensibilità alle infiammazioni che ci predispongono alla stanchezza cronica, ma anche all’acne e alla cellulite favorite dall’eccesso di cortisolo. È proprio sulle ghiandole surrenali che l’uva spina agisce, stimolando la secrezione di interferone e corticosteroidi, gli ormoni che proteggono il corpo dalle infiammazioni e dai processi degenerativi.

Un frutto che scaccia via la debolezza
Ricche in vitamine A,C e B, ferro e potassio, le sue grosse bacche, appartenenti alla famiglia del ribes, sono uno scrigno di proprietà curative. Grazie all’alto contenuto vitaminico questo portentoso frutto è indicato per tutti gli stati di debolezza ed esaurimento. In caso di spossatezza legata ad anemia o malattie, di solito si associa il succo a 2 cucchiaini di miele. Le vitamine del gruppo B presenti nell’uva spina hanno un’ottima azione ricostituente e non vengono deteriorate dai processi di essiccamento delle bacche, da usare come snack immunostimolante per tutto l’inverno.

Come decotto è depurativo. E puoi usarne anche le foglie
Prepara un decotto facendo bollire 50 bacche essiccate per 10 minuti a fuoco basso. Filtra e bevine due bicchieri al giorno. Protegge dalle infezioni e dalle prime malattie virali. Puoi anche Aggiungerne le foglie ben lavate a insalate e centrifugati. Promuovono la sintesi dell’interferone e rafforzano gli anticorpi.

(leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/benessere/sos-salute/4361/l-uva-spina-sostiene-i-surreni-e-ti-ricarica.html)

In Autunno Semina la Salute…Dentro di Te!

Inserisci nella dieta noci, mandorle, pinoli, ma anche semi di lino, zucca e girasole: sono la migliore riserva energetica contro i malanni di stagione.

dieta e benefici semiMai come in autunno la natura cambia veste, si trasmuta, lascia cadere le foglie: prepara il ritiro in se stessa. È un “metamorfosi energetica” che avviene anche nel nostro organismo e soprattutto nel “cervello antico”, dove si creano le sostanze del nostro benessere, della gioia di vivere, dove vengono creati gli ormoni del maschile, del femminile, della nostra vitalità fisica e psichica. Per farlo in modo compiuto occorrono gli alimenti giusti, quelli ricchi di minerali e di grassi polinsaturi di eccellente qualità.

Il primo seme? La noce
Quali sono? Quelli che contengono le molecole necessarie a sostenere il nostro cammino verso la stagione autunnale. Al primo posto occorre mettere la noce, il seme-frutto che più di tutti assomiglia al cervello. Ispiriamoci agli antichi, che conoscevano molto in profondità la Natura: la noce è il simbolo della Rigenerazione, è il frutto dell’anima, del vigore, della rinascita, dell’energia sessuale. Fanne una compagna di viaggio in tutto questo mese: pestala con il mortaio (non frullarla, sennò irrancidisce) e fanne un alimento costante per tutti i giorni. Nello yogurt, nell’insalata, non cotta, né tostata, la noce regala vitamine, minerali come il manganese, il magnesio e i tanto citati Omega3.
Anche il suo olio ti fa bene (e non solo il suo…)
Come condimento usa l’olio di noce: eccezionale unito agli altri oli di semi, come lino, girasole, mandorle. Gli oli di questi semi ci regalano, proprio mentre la natura inizia il suo cambiamento, la migliore protezione per l’intestino e il cervello, due organi “chiave” della salute fisica e mentale. Non devono mancare gli altri semi: prima di tutto la mandorla. La mandorla è un frutto denso di oli e di aromi: sbucciatela e tenetela in bocca. Sentirete il suo sapore e odore amarognolo: chiudete gli occhi e “ascoltate” questo sapore, questo profumo. La mandorla assomiglia all’occhio: per questo gli antichi ebrei la chiamavano “luz”. Luz come luce, essenza indistruttibile che abita ogni essere vivente. Mangiate le mandorle: vi faranno doni meravigliosi. Oggi sappiamo quanto è utile per le sue vitamine, i suoi minerali e i suoi acidi grassi per la cellula nervosa. È un potente defatigante fisico e mentale. Anche questo frutto potete gustarlo con lo yogurt, con il miele, con le insalate. Ne bastano 2-3 al giorno. Non prendete quelle salate degli aperitivi e non assumetele con bevande alcoliche. Perdono, acontatto con l’alcol e con il sale, gran parte del loro potere rigenerativo e ricreativo.

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Con la Papaia curi Gastriti e Cali Energetici

Questo frutto esotico è un formidabile integratore naturale: consumata fresca oppure in polvere, la papaia tonifica stomaco, cervello e articolazioni.

proprietà benefiche curative papayaLa papaia è un frutto originario dell’America centrale, ormai diffuso in quasi tutti i Paesi tropicali. La polpa, dal color arancione acceso, è apprezzata per il suo gusto rinfrescante e non troppo dolce. Il sapore gradevole, però, non è l’unico suo valore: ciò che maggiormente interessa sono le sue svariate proprietà benefiche. La papaia è ricca di vitamina A, C ed E, di sali minerali, tra i quali calcio, ferro, fosforo e magnesio e di enzimi, in particolare la papaina, che svolge un’importante azione digestiva, depurativa e immunostimolante, preziosa soprattutto all’inizio dell’autunno.

È perfetta per scongiurare la debolezza tipica di ottobre
Per il nostro organismo ottobre può essere un mese piuttosto faticoso, perché l’attività lavorativa (e scolastica) è ripartita a pieno ritmo e il ritorno all’ora solare costringe l’organismo ad adattarsi a una nuova andatura quotidiana, anche se talvolta il corpo sembra non riuscire a “carburare”. Diventa quindi necessario un supporto naturale, utile a eliminare scorie e tossine presenti nella matrice tissutale, e la papaia in tal senso può essere di grande aiuto. Inoltre, l’azione purificante di questo frutto è incrementata dal suo “potere” antiossidante, grazie al quale stimola la rigenerazione cellulare, allontanando i segni dell’invecchiamento organico e mentale.

Come si utilizza
Procurati in farmacia o in erboristeria la papaia fermentata in polvere e prendine una bustina al giorno a digiuno per un mese, facendola sciogliere sotto la lingua. La bocca deve essere ben pulita e non devi aver consumato prima dell’assunzione caffè, alcol, nicotina o prodotti a base di menta.

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Ricette Light Facili e Veloci con Zucca Rossa

proprietà e ricette zucca rossaLa zucca rossa è una vera e propria regina dell’autunno: dolcissima e soprattutto ricca di antiossidanti e vitamine si presta a essere una grande protagonista della nostra cucina.

Ecco alcune ricette leggere, molto facili e ipocaloriche per mangiare con gusto senza ingrassare.

Ricette light con la zucca
Torta salata light con zucca rossa

Ingredienti:
– 200 gr zucca
– 250 ml latte scremato
– 20 gr fecola di patate
– 10 gr grana padano grattugiato
– sale q.b.
– 2 uova

Preparazione: stufate la zucca al forno. Una volta morbida, frullatela (o usate un passaverdura) e aggiungete, se molto pastosa un po’ d’acqua tiepida.
Scaldate il latte e unite la fecola ben setacciata, il grana e un pizzico di sale. Girate molto bene, finché non ottenete in termini di consistenza una sorta di crema pasticcera.
Unite la vostra zucca. Lasciate raffreddate e mettete due uova (intere). Ora foderate una teglia con della carta forno, prima di versare l’impasto. Fate cuocere in forno a 180° per 20 minuti.

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Gola e Tonsille al Sicuro con il Lime

Il succo di questo agrume esotico contrasta le prime influenze e accelera la guarigione da riniti e faringiti; in più, il lime contrasta la formazione delle placche.

proteggere gola con metodi naturaliOttobre è il mese del mal di gola e dei raffreddori che fanno fatica a guarire e che rischiano di debilitarci per tutta la stagione fredda. ll segreto per debellarli è in un frutto dalle lontane origini asiatiche: il lime. Conosciuto da tutti per essere uno degli ingredienti base di alcuni famosi cocktail, questo frutto può essere un vero toccasana per i problemi alle prime vie aeree.
Diversi studi hanno dimostrato che il lime possiede attività antimicrobiche e antinfiammatorie. Per questo viene utilizzato spesso nella cura di tosse e riniti. Grazie al mix di sostante antiossidanti e antinfiammatorie contenuto in esso è possibile prevenire e curare questi disturbi tipici dell’autunno.
In particolare il merito è della vitamina C contenuta nel lime, che utilizzato già in passato dagli antichi navigatori per curare lo scorbuto, la malattia generata proprio da una carenza vitaminica.
Questa vitamina deve essere assunta attraverso la dieta in quanto il nostro corpo non è capace di produrla autonomamente. In particolare è in grado di proteggere le vie respiratorie poiché è fondamentale nella formazione dell’interferone, una molecola che blocca l’entrata dei virus all’interno delle cellule. In questo modo, la vitamina C contenuta nel lime impedisce alle cellule sane di essere infettate.

Il lime neutralizza i focolai infiammatori

Diverse ricerche hanno evidenziato come le sostanze contenute nel lime, e in generale negli agrumi, abbiano un effetto benefico nel prevenire alcuni tipi di cancro, come ad esempio quelli della pelle, dei polmoni, della bocca e dello stomaco. Il merito è dell’elevato contenuto di antiossidanti di cui, fra l’altro, beneficia anche il sistema cardiovascolare. Il lime è capace di abbassare il livello di colesterolo nel sangue. In particolare è stato rilevato che i livelli della proteina Apo B secreta dalle cellule del fegato (e normalmente elevati nei casi di colesterolo alto) calano nettamente con l’assunzione di lime ai pasti.

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