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Come Curare i Problemi della Pelle con l’Alimentazione

Ciò che mangiamo può influenzare l’aspetto della pelle. Ecco qualche consiglio alimentare per eliminare alcuni fra i problemi più comuni

curare i problemi della pelle con alimentazioneAbbiamo avuto più volte modo di parlare di come la salute della pelle possa essere influenzata dall’alimentazione. Un esempio su tutti è quello dell’acne, che può essere contrastata seguendo i sani principi della dieta mediterranea.

In realtà introdurre nell’alimentazione alcuni cibi può aiutare non solo a prevenire alcuni problemi di pelle, ma anche ad alleviarli. E i benefici di una dieta adeguata non riguardano solo la pelle, ma anche i cosiddetti annessi cutanei, in particolare unghie e capelli.

Ecco quali cibi preferire per cercare di sconfiggere alcuni dei disturbi più frequenti che riguardano proprio la pelle.

  • Acne. Questo problema, spesso difficile da risolvere, può essere associato ad una carenza di zinco, che può essere suggerita anche dalla presenza di macchie bianche sulle unghie. Per questo anche le verdure a foglia verde, il crescione e la frutta secca (ad esempio le mandorle e le noci brasiliane) potrebbero essere un valido aiuto contro questo disturbo dermatologico.
  • Pelle secca. Questo problema può essere associato ad una carenza di acidi grassi essenziali, in particolare gli omega 3. Inoltre anche la vitamina A e la vitamina E possono aiutare a contrastarlo. Fra gli alimenti che possono essere utili in questo senso sono incluse le noci, l’avocado, i semi oleosi (come i semi di lino) e il pesce grasso, come il salmone, lo sgombro, l’aringa e il tonno.
  • Rughe. A causarle è la degradazione del collagene e dell’elastina che mantengono la pelle tonica. Tale situazione è a sua volta associata all’azione dei radicali liberi e diversi studi hanno dimostrato che gli antiossidanti possono aiutare a contrastarla. Particolarmente efficaci sono le prugne secche, l’uva passa, i mirtilli, il cavolo riccio, il mirtillo rosso, gli spinaci, i lamponi, i cavolini di Bruxelles, i broccoli e le susine.

(fonte http://www.benessereblog.it/post/72107/come-curare-i-problemi-di-pelle-con-lalimentazione)

Menopausa: i Cibi Si’ e i Cibi No per Alleviare i Sintomi

dieta consigliata per la menopausaLa menopausa rappresenta un periodo molto delicato nella vita di una donna. I cambiamenti ormonali possono portare alla comparsa di alcuni sintomi con cui potrebbe risultare complicato imparare a convivere. I problemi tipici della menopausa possono però essere arginati e alleviati scegliendo gli alimenti giusti ed evitando i cibi considerati in grado di favorire la loro comparsa. Ecco alcuni suggerimenti utili.

Insonnia e mal di testa

I cibi sì. Si consiglia di mangiare un pezzetto di pane integrale tostato o una piccola porzione di altri alimenti contenenti carboidrati prima di andare a dormire. Vi sono alimenti che contengono triptofano e che possono dunque favorire il sonno, come soia, merluzzo, tacchino, latte caldo e albume d’uovo. Anche i cibi che contengono omega 3 aiutano il sonno: noci, olio e semi di lino, salmone, trota e tonno. Le ciliegie contengono melatonina, una sostanza che contribuisce a regolare il sonno.

I cibi no. I pasti eccessivamente abbondanti dovrebbero essere evitati durante le ore serali. Porzioni più piccole possono aiutare a ridurre le vampate. Si consiglia di evitare caffè, tè, cioccolato fondente e bibite contenenti caffeina o bevande alcoliche, poiché possono favorire le vampate e disturbare il sonno.

Gonfiore e ritenzione idrica

I cibi sì. E’ bene preferire alimenti e erbe dalle proprietà diuretiche, come prezzemolo, sedano, tarassaco, asparagi, carciofi, melone e crescione. Inoltre si consiglia di bere molto, scegliendo acqua e tisane.

I cibi no. No agli alimenti troppo ricchi di zucchero e di sale, tra cui troviamo le zuppe confezionate e i piatti pronti surgelati. E’ importante leggere sempre le etichette per controllare il quantitativo di zuccheri e di sodio presente negli alimenti.

Sbalzi d’umore

I cibi sì. Contro gli sbalzi d’umore si consiglia di scegliere alimenti ricchi di omega 3, presenti non soltanto nel pesce, ma anche nelle noci e in olio e semi di lino. Sono utili gli ortaggi ricchi di vitamine del gruppo B, come asparagi, cavolini di Bruxelles, spinaci e piselli. Le vitamine del gruppo B stimolano la produzione di serotonina da parte dell’organismo, l’ormone del buonumore.

I cibi no. Ancora una volta sono da evitare gli alimenti contenenti zucchero, poiché innalzano la glicemia e possono innescare gli sbalzi d’umore.

Calo del desiderio

I cibi sì. Vengono consigliati gli alimenti ricchi di L-arginina, come avena, aglio, soia e ceci. L’avocado contiene potassio, che contribuisce a regolare gli ormoni tiroidei. L’asparago è ritenuto utile per via del suo contenuto di vitamina E. E’ bene scegliere frutta fresca ricca di antiossidanti: fragole, melagrana e uva.

(leggi anche http://www.wellme.it/dieta-e-alimentazione/nutrirsi-sano/6529-menopausa-sintomi-alimentazione)

Primi passi per un’Alimentazione Corretta

stile di vita sanoStudi scientifici hanno dimostrato che una alimentazione corretta e uno stile di vita sano, sono fondamentali nel mantenimento della salute e nella prevenzione di numerose patologie cronico-degenerative.

Uno stile di vita sano e una educazione alimentare atta a correggere le abitudini alimentari errate, è una priorità nelle strategie di educazione alla salute indicate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Per iniziare il cammino verso un benessere totale di corpo mente e spirito è necessario:

  1. Conoscere le qualità nutrizionali dei gruppi di alimenti, per garantirsi un giusto apporto di nutrienti evitando squilibri nutrizionali e metabolici.
  2. Consumare cibo di ottima qualità, verificandone l’origine delle materie prime, che siano del territorio ottenute da filiera corta e rispettando la stagionalità.
  3. Consumare ogni giorno qualcosa di crudo e fresco (verdura, frutta) la cottura degli alimenti e la conservazione distruggono parte delle vitamine.
  4. Variare quotidianamente gli alimenti, in modo da assicurarsi un completo apporto di sostanze nutritive necessarie al nostro organismo (lipidi, protidi, glucidi, sali minerali, vitamine, enzimi,ecc.)
  5. Limitare l’uso di zuccheri semplici, di sale e di grassi animali.
  6. Assicurarsi un giusto apporto di acqua, molto importante come mezzo di trasporto dei nutrimenti e delle scorie metaboliche nel sangue.
  7. Fare giornalmente un po’ di  esercizio fisico quale camminata, corsa leggera a piedi o in bicicletta.
  8. Controllare la respirazione.
  9. Dormire almeno 7/8 ore per notte e andare a letto non oltre la mezzanotte.
  10. Ritagliarsi tutti i giorni uno spazio per sé stessi, per rigenerare corpo, mente e spirito.

(fonte www.alimentazione-benessere.it)

Diabete, i Cibi per Regolarizzare la Glicemia

Sono circa 3 milioni gli italiani malati di diabete e purtroppo il trend è in continuo aumento. Per contrastare questo disturbo è necessario lavorare su due livelli differenti: la dieta e l’attività fisica. Sono tanti gli approfondimenti, sul nostro sito, dedicati allo sport come medicina preventiva, per questo motivo approfondiamo un altro aspetto interessante quanto importante: i cibi che possono regolare gli zuccheri nel sangue. Esistono, infatti, degli elementi in grado di stimolare alcuni enzimi importanti nella regolazione della glicemia. La glicemia è quel valore che indica la concentrazione di glucosio nel sangue e, in assenza di patologie, dovrebbe essere tra i 65-110 mg/dl.

L’oscillazione della glicemia dipende dall’assunzione di carboidrati. Ricordiamo che secondo i dettami della Dieta Mediterranea, i carboidrati dovrebbero coprire il 45 percento del fabbisogno nutrizionale quotidiano. In questo modo, in teoria si può contrastare quella che in termine tecnico viene chiamata iperglicemia. È necessario quindi non solo non sforare quanto indicato dal regime italiano, ma evitare tutti i cibi con zuccheri aggiunti, preferendo quelli senza zuccheri o i prodotti integrali. Inoltre, è necessario fare molta attenzione all’alcol.

I cibi che regolano la glicemia

I cibi contro il diabete sono il carciofo, la cicoria, l’aglio, la cipolla e le mele. Tutti contengono la fibra solubile, in grado di regolare la quantità di glucosio presente nel sangue. È ovvio che questo ingrediente “magico” è contenuto in generale in tutta la frutta e la verdura, ma bisogna stare attenti a che questi vegetali non siano a loro volta troppo ricchi di zuccheri. Tenete poi in considerazione, che alcuni formaggi, come i caprini o quei tipi provenienti da ruminanti di alpeggio (fontine, asiago) sembrano essere molto utili nel migliorare la glicemia, a detta di molti e interessanti studi.

Diabete e frutta

La frutta contiene moltissimi zuccheri e ovviamente non è facile stabilire quanto sia un alimento adatto a un diabetico oppure no. Ci sono esperti che vietano il consumo e nutrizionisti che invece consigliano di evitare alcune qualità. In realtà non esiste una regola precisa, piuttosto è importante stare attenti alle quantità: mangiare mezzo caco inserito in un’alimentazione ben equilibrata può non dare fastidio, quanto invece un paio di cachi dopo uno piatto di pasta potrebbero creare gravi problemi. Una porzione ideale di frutta non dovrebbe superare i 15 grammi di carboidrati. Tenete poi in considerazione che più il frutto è ricco di fibre, minore è il picco glicemico. Evitate sempre i fichi, le banane, l’uva, la frutta secca e i cachi. Inoltre, fate molta attenzione anche ai succhi di frutta, soprattutto se contengono zucchero aggiunto.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il diabete nel 2030 diventerà la quarta causa di morte in Europa. Non c’è quindi da scherzare e questo dovrebbe essere un buon motivo per iscriversi in palestra e per fare un po’ di sano movimento. (fonte dieta.pourfemme.it)

Mangiamo troppe proteine, lo sostiene l’Efsa che ha definito le giuste quantità per una corretta alimentazione

Gli europei mangiano troppe proteine. E anche gli italiani non sono da meno, nonostante la tradizione gastronomica mediterranea ci porti ad abbondare in verdure e cereali. È quanto emerge da uno studio dell’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha definito i quantitativi di assunzione di riferimento per la popolazione (Pri), ossia la quantità di proteine da inserire in una corretta alimentazione.

Secondo l’Efsa, un adulto in buona salute dovrebbe consumarne in media 0,83 grammi per chilo di peso al giorno, di origine sia animale che vegetale. Seguendo questo schema la quantità ottimale per una donna di 50 kg risulta essere di 41,5 g.

Per i giovanissimi la percentuale arriva fino a 1,31 g/kg. Mentre le donne in gravidanza non devono, come si affermava una volta ”mangiare per due“,  ma semplicemente aumentare il quantitativo di 1 g al giorno per il primo trimestre, di 9 g il secondo e di 28 g il terzo . Durante l’allattamento è consigliata un’assunzione supplementare di 19 g per i primi 6 mesi e di 13 g nel periodo successivo.

Confrontando queste cifre con i consumi reali si conferma la tesi secondo cui gli europei “abusano” delle proteine. La stima dell’Efsa è di 67-114 g al giorno per gli uomini e di 59 a 102 g per le donne.

«Il valore di 0,83 g indicato dall’Efsa corrisponde a un riferimento ottimale, in pratica le proteine dell’uovo – sottolinea Andrea Ghiselli dirigente di ricerca Inran. Gli altri cibi hanno proteine di valore nutritivo minore, dovuto al diverso o inferiore contenuto di aminoacidi. Per cui ogni Stato dovrà correggere questo valore valutando la tipologia di proteine presenti negli alimenti più consumati dalla popolazione».

Per il nostro Paese, i dati di riferimento sono riportati nei Larn (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti, definiti dalla Società Italiana di nutrizione umana, reperibili sul sito www.sinu.it). Le tabelle prevedono per le proteine un valore di 0,75 g per kg di peso, quindi leggermente più basso rispetto a quello europeo. Considerando però la correzione dovuta alla qualità,  si arriva a 0,95 g/kg. Questi livelli risalgono al 1996 e sono in fase di revisione: i nuovi dati dovrebbero essere disponibili in autunno.

«Le indicazioni fornite dall’Inran, ricorda Ghiselli, riguardano però la quantità massima di proteine accettabile in una corretta alimentazione, che non dovrebbe superare il 15% del fabbisogno calorico». Ragionando sulle 2000 kcal per un adulto, si arriva a 75 grammi. Per chiarire: 30 g di Parmigiano contengono  10 g di proteine, 1 panino con hamburger 13 g, un etto di pastasciutta 4,7 g.

Anche in questo caso i consumi abituali superano le quantità «Secondo i dati rilevati dall’indagine INRAN – SCAI si stimano 93 grammi di proteine al giorno per gli uomini e 76 per le  donne. In Italia – conclude Ghiselli – non ci sono carenze, anzi forse c’è il problema opposto» (fonte www.ilfattoalimentare.it/)

La Frutta che contiene Ferro per combattere l’Anemia

La frutta è un prezioso alleato per la nostra salute e, soprattutto quella secca, può essere ricca di ferro. Come suggerito dalla piramide alimentare infatti, la nostra dieta dovrebbe essere composta per la maggior parte da frutta e verdura, ricche di vitamine, sali minerali, ferro e tanti altri elementi nutritivi fondamentali. La frutta poi, in base al suo colore, può contenere svariate sostanze nutritive fondamentali. Qualche esempio? La frutta di colore giallo e arancio contiene betacarotene e le vitamine del gruppo B,C,E, oltre a sali minerali e amidi mentre la frutta blu o viola indica elementi con proprietà antiossidanti e ricchi di antocianine. La frutta di colore verde ha un basso contenuto energetico ma è ricca di folati e provitamina A.

Il ferro è fondamentale per il nostro benessere: spesso però si parla di anemia quando viene individuata una mancanza di questo elemento, molto più frequente nelle donne che nell’uomo. Per una donna il fabbisogno giornaliero di ferro si attesta sui 18 mg, mentre all’uomo bastano 10 mg. al giorno. Le donne in età fertile (per le donne in menopausa infatti la quantità è ridotta) hanno bisogno di più ferro perché questo elemento viene perso in grande quantità durante il ciclo mestruale. Come ha stabilito l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si parla di anemia, quando il valore di emoglobina è inferiore ai 14 g/dl nell’uomo, ai 12 g/dl nella donna e agli 11 g/dl nella donna incinta. In generale, tra gli alimenti più ricchi di ferro ricordiamo i legumi, il tuorlo d’uovo, i mitili e la carne animale. Il ferro inoltre si distingue in ferro in forma “EME” e “NON EME”. Del primo tipo fa parte questo elemento contenuto nella carne animale e nel pesce e si tratta di un nutriente immediatamente disponibile per l’organismo. Il ferro “NON EME”, è invece quello contenuto nei cereali e nei vegetali, che però non risulta immediatamente disponibile per l’organismo e quindi poco indicato per aiutare in caso di carenze ematiche di ferro.

La frutta, in particolare quella secca può essere ricca di ferro. Per darvi un’idea, vi elenchiamo di seguito i tipi di frutta più ricchi di ferro, i cui valori si riferiscono a 100 gr di prodotto. Tra la frutta secca più ricca di ferro ricordiamo le pesche ricche anche di calcio, di beta-carotene, di vitamina B3 e di niacina. Anche i fichi secchi sono alimenti ricchi di ferro ma anche di fibre, che aiutano in modo naturale la funzionalità dell’intestino. La frutta fresca rimane comunque fondamentale quando si cura un’anemia perché il ferro viene assorbito meglio in combinazione con la vitamina C, presente in moltissimi alimenti. Importantissimo quindi arricchire la dieta con frutta e verdura fresche, in particolare fragole, kiwi, arance, limoni e agrumi, frutti di bosco, verdure a foglia verde come broccoli, spinaci e lattuga.

Pistacchi 7,3
Anacardi Pesche, secche 6,0
Albicocche, disidratate 5,3
Albicocche, secche 5,0
Feijoa 4,0
Prugne secche 3,9
Cocco, essiccato 3,6
Pesche, disidratate
Arachidi, tostate 3,5
Uva, secca Nocciole, secche 3,3
Fichi, secchi Mandorle dolci, Datteri, secchi 2,7
Noci 2,6
Noci pecan 2,4
Noci, secche 2,1
Pinoli Mele, disidratate 2,0
Castagne, secche 1,9
Cocco 1,7
Mora di rovo
Ribes 1,3
Lamponi 1,0
Ciliege, candite Castagne 0,9
Fragole Banane 0,8
Mirtilli 0,7
Ciliege Passiflora Avocado 0,6
Ananas Albicocche Fichi LitchiMango Kiwi Papaia 0,5
Amarene Uva Fichi-d’india Pesche senza buccia 0,4

Esistono, oltre alla frutta secca, tantissimi altri alimenti ricchi di ferro. Vi proponiamo un’esaustiva tabella, con l’elenco dei cibi raccomandati in caso di anemia, i cui valori si riferiscono sempre a 100 gr di prodotto.

Fegato d’oca 30,53 mg
Cioccolato fondente amaro 17,4 mg
Vongola 13,98 mg
Cacao amaro 13,86 mg
Ostrica, cotta 11,99 mg
Caviale 11,88 mg
Paté di pollo inscatolato 9,19 mg
Muesli con frutta e frutta secca 8,75 mg
Muesli 8,20 mg
Lenticchie 7,54 mg
Ostrica 6,66 mg
Farina di soia 6,37 mg
Germe di grano 6,26 mg
Pollo – coscia 6,25 mg
Ceci 6,24 mg
Patate, bollite 6,07 mg
Seppia 6,02 mg
Pinoli secchi 5,53 mg
Fagioli cannellini 5,49 mg
Fagioli borlotti freschi 5,00 mg
Fiocchi d’avena 4,72 mg
Nocciole 4,70 mg
Alici sott’olio 4,63 mg
Arachidi 4,58 mg
Grano duro 4,56 mg
Mandorle secche 4,51 mg (fonte /dieta.pourfemme.it)

Benessere: l’Alimentazione a Colori

Il colore ci aiuta ad apportare nella nostra dieta tutti i principi nutritivi di cui il nostro organismo necessita. Lasciamo per una volta che sia l’occhio e non il gusto a guidarci nella scelta di cosa mettere in tavola, ne guadagneremo in fantasia e in salute!

Verde
Il cavolo è ricco di carotenoidi e flavonoidi, due potenti antiossidanti che proteggono le cellule dai radicali liberi. Il cavolo contiene le vitamine A, B1, B2, B6, C, D, E, PP e K, che aiutano a rafforzare anche le nostre ossa. Secondo la tradizione, per le sue proprietà antinfiammatorie, cicatrizzanti e depurative, il suo succo centrifugato, bevuto regolarmente, può curare astenia, acne, ascessi, artrosi e artriti, cistiti, emorroidi, e anche le infiammazioni delle vie aeree come faringiti, tonsilliti, laringiti, tracheiti, bronchiti e polmoniti.

Rosso
Il melograno è ricco di antiossidanti e flavonoidi, che proteggono cuore e arterie e arrivano addirittura a combattere le cellule tumorali. E’ un frutto ricco di potassio (250 mg/100g di prodotto), fosforo (22 mg/100 g di frutto), ferro, magnesio, sodio e di vitamine (A, B, C, E e K), il melograno, con il suo altissimo contenuto di acqu,a ha un apporto calorico di sole 68 Kcal per 100 g.

Arancione
La zucca possiede un alto contenuto di vitamina B6 ed è essenziale per il corretto funzionamento sia del sistema nervoso che di quello immunitario. La polpa della zucca è poco calorica, contiene molta acqua e pochi zuccheri. Ricca di fibre, di vitamina A, C e di betacarotene, contiene inoltre minerali come il potassio, il fosforo e il calcio.

Viola
La melanzana presenta un grande contenuto di potassio, poco calcio e fosforo. Contiene un alto contenuto in fibra alimentare, ideale contro la stipsi. Il valore nutritivo delle melanzane non è elevato: contengono infatti poche calorie e hanno un basso contenuto di grassi.

Giallo
La patata è un toccasana per l’apparato digestivo e intestinale. Ricca di vitamine C e quelle del gruppo B, possiede anche una buona quantità di oligoelementi e sali minerali. Le patate sono inoltre delle ottime disintossicanti e combattono la ritenzione idrica.
(fonte www.freshplaza.it)

Mangiare non equivale a nutrirsi, consigli per una Sana Alimentazione

Nel corso della nostra vita, stimando una durata di 80 anni, ingeriamo qualcosa come 30-60 tonnellate di cibo.

Mangiare, tuttavia, non sempre equivale a nutrirsi. Soddisfa la fame ma non è detto che fornisca all’organismo quello di cui ha bisogno. L’equazione alimentazione=nutrizione è stata sconvolta da diete sbilanciate e dall’abuso di cibi e bevande qualitativamente scarsi sotto il profilo nutrizionale. Pensiamo alle bevande gassate, per fare solo un esempio. Oggi, inoltre, ci alimentiamo con cibi tutt’altro che naturali. Sulle nostre tavole ci sono piatti complessi, frutto di processi industriali elaborati e che hanno subito diverse trasformazioni con la cottura, perdendo gran parte delle loro proprietà nutritive.

Il 70% del nostro apporto calorico complessivo proviene da alimenti lontani anni luce da quelli presenti nella dieta dell’uomo primitivo. Cibi, come è facile intuire, che non soddisfano affatto le esigenze nutrizionali scritte nei nostri geni. Questo si traduce nell’aumento delle malattie correlate ad un’alimentazione scorretta: dall’obesità al diabete, dalla sindrome metabolica ai tumori, dalle intolleranze alimentari alle malattie autoimmuni. Si suggerisce di adottare uno stile alimentare più naturale. (fonte www.benessereblog.it)

L’Alitosi è un disturbo diffuso e fastidioso, qualche Consiglio per Eliminarlo

L’alitosi è un disturbo estremamente diffuso, quanto mai fastidioso e anti-sociale, talvolta transitorio (può capitare a tutti di alzarsi con l’alito pesante ogni tanto), ma spesso permanente, quasi una caratteristica individuale. Cosa si può fare per prevenirlo o almeno alleviarlo? Bisogna necessariamente agire su più fronti, a cominciare dalla bocca, dall’igiene orale e dentale.

Lavarsi i denti tre volte al giorno è il primo passo, ma non è sufficiente. Intanto, per effettuare una pulizia scrupolosa, bisognerebbe preferire lo spazzolino elettrico rispetto a quello manuale, che oltre ad essere consigliato dagli igienisti dentali, è anche molto più comodo da usare una volta che ci si è abituati

Ma non è finita qui, l’igiene va completata con il filo interdentale e con l’uso di un buon colluttorio.

Naturalmente, poiché il cattivo odore del cavo orale potrebbe essere originato da qualche carie nascosta, è indispensabile recarsi dal dentista almeno una volta all’anno per un controllo sulla salute di denti e gengive.

Veniamo all’alimentazione. Probabilmente tutti saprete che esistono cibi particolarmente sconsigliati quando ci sia già una tendenza all’alitosi, come l’aglio (specialmente crudo) e la cipolla, ma è soprattutto un pregresso problema di digestione che può determinare il disturbo.

Malattie come la gastrite, ad esempio, favoriscono l’alitosi, per questo è necessario curarla per bene da un bravo specialista. Mangiare frutta e verdure carnosi e crudi, però, può aiutare a purificare l’alito, come ad esempio le mele, o i finocchi, questi ultimi hanno anche un buon effetto digestivo e carminativo. Ancora, un classico consiglio è quello di masticare foglie di menta, di salvia o chicchi di caffè, me forse una delle prime cose da fare, se si soffre di alito cattivo e si è anche fumatori, è proprio dire stop alle sigarette.

La puzza del fumo è infatti terribile, e inoltre tende anche a macchiare e ingiallire lo smalto dei denti, guastando la bellezza del sorriso. Un altro accorgimento per ridurre i rischi di alitosi è quello di fare piccoli spuntini ogni tanto, magari sgranocchiare una carota o appunto un finocchio, una bella mela croccante, perché il digiuno prolungato aumenta l’attività dei batteri della bocca. Infine, evitare gli alcolici che fermentano e gli alimenti troppo elaborati o speziati per lo stesso motivo, è un grande aiuto, e inoltre farà bene anche al vostro stomaco. Insomma, qualche semplice consiglio facile da seguire, per contrastare questo antipatico disturbo! (fonte salute.pourfemme.it)

La dieta del Sorriso, cibi che migliorano l’Umore

Una forchettata di felicità istantanea, da addentare all’occorrenza, quando siamo giù di morale e abbiamo voglia di fare il pieno di buonumore senza troppi sforzi. Con la dieta del sorriso è possibile. Un regime alimentare che includa i cibi che rilassano, calmano e rilasciano sostanze positive nel nostro organismo.

Almenti ricchi di vitamina B  proteggono la guaina mielinica del cervello e prevengono l‘invecchiamento cerebrale.

Le bietole sono la scelta migliore perché sono ricche di magnesio che aumenta i livelli di energia e agisce come antidepressivo. Sì anche agli asparagi, fonte naturale di triptofano, che serve come base per la creazione di serotonina, l’ormone del buonumore.

Infine, via libera a tutti i tipi di pomodori e pomodorini, ricchi di licopene, una sostanza che contrasta l’infiammazione, principale fattore di depressione. Come dolce scegliamo il puro cioccolato fondente, una scossa di energia per il cervello ed un toccasana per l’umore. (fonte www.benessereblog.it)