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Gli ‘Svantaggi’ della Dieta senza Glutine

Della serie ‘oltre al danno la beffa’. Chi soffre di celiachia deve per forza di cose consumare alimenti senza glutine se vuole mangiare un certo tipo di cibi, ma al contrario di quanto si pensava fino ad oggi i cibi senza glutine farebbero ingrassare e non dimagrire. In qualche modo, dunque, ‘piove sul bagnato’.

problemi dieta senza glutine

Purtroppo nel corso degli anni si era diffusa la moda di mangiare cibi senza glutine anche se non ce n’era effettivo bisogno, perchè sembrava che questi alimenti facessero perdere molto peso. Ma secondo quanto si evince merso da una recente ricerca questi tipi di cibi contengono molti grassi poco salutari.

Secondo i risultati di questo studio britannico, i prodotti senza glutine in vendita nella grande e piccola distribuzione, contengono grassi fino a cinque volte tanto rispetto ai prodotti da forno con glutine. Rispetto agli alimenti classici la media del contenuto di grassi nei prodotti da forno senza glutine più diffusi è di 3 volte tanto.

Perciò assumere i cibi senza glutine porta un altro problema a chi soffre di celiachia, che oltre a dover rinunciare ad alcuni tipi di alimenti deve anche considerare il fatto che questi cibi gluten free portano ad accumulare grasso in eccesso molto velocemente. Ma non si tratta solamente dell’aspetto esteriore, perchè infatti questi grassi non sono salutari per l’organismo. Senza dimenticare poi che i prodotti senza glutine costano anche molto caro. Il suggerimento perciò è quello di evitare assolutamente questi cibi soprattutto se non se ne ha bisogno in quanto non affetti da celiachia.

(Leggi l’articolo completo su http://www.mondobenessereblog.com/2013/12/13/gli-svantaggi-della-dieta-senza-glutine/)

Alt ai Gonfiori col Grano Saraceno

I suoi chicchi sono un concentrato di fibre anti stipsi e proteine rassodanti; in più combatte ristagni, colesterolo e cellulite

grano saraceno rimedio naturale gonfioreIl grano saraceno si può considerare, in termini nutritivi, una via di mezzo tra un legume e un cereale: per questo si può inserire nella dieta come un valido sostituto della carne e della soia.
Sebbene sia un alimento mediamente calorico, il grano saraceno è consigliato a chi deve smaltire qualche chilo in più perché, oltre ad avere un’azione depurativa, è anche molto saziante.
È un alimento disintossicante perché elimina i liquidi in eccesso, riequilibra la funzionalità intestinale, fluidifica il sangue e previene infiammazioni e cellulite; inoltre migliora la tonicità muscolare e contrasta le flaccidità localizzate, le smagliature e il rilassamento cutaneo.

Abbassa la glicemia e contrasta il sovrappeso
Il chicco del grano saraceno è un concentrato di proteine, vitamine (soprattutto del gruppo B, utili per la compattezza dei tessuti) e possiede un’alta percentuale di sali minerali, fibra e agenti antiossidanti. Una volta macinato, il grano saraceno conserva intatto uno speciale amido a lenta assimilazione: per questo motivo è un alimento consigliato ai diabetici. Fra l’altro, il grano saraceno contiene tutti gli aminoacidi essenziali tra cui la lisina, più scarsa negli altri cereali. La lisina contribuisce alla formazione del collagene (con un ottimo effetto rassodante) e inoltre fortifica i capelli e le difese, agendo – di fatto – come un potente tonico metabolico. Il valore proteico del grano saraceno è pari a quello di carne, uova e formaggi, ma quello dei grassi è inferiore: ne beneficiano arterie, cuore e circolazione. Il valore vitaminico del grano saraceno, infine, è rappresentato soprattutto dalle vitamine del gruppo B che mantengono in salute il sistema nervoso (e la pelle e accelerano il metabolismo.

Mangialo anche due volte alla settimana
Grazie al suo potere saziante, detossinante e fluidificante, il grano saraceno sarebbe un alimento da inserire almeno una volta alla settimana nella nostra alimentazione, raddoppiando le dosi soprattutto quando fa freddo perché è un alimento che riscalda (è un cibo yang secondo la medicina tradizionale cinese) e attiva la termogenesi dei grassi .

(Leggi l’articolo su http://www.riza.it/dieta-e-salute/mangiare-sano/4110/alt-ai-gonfiori-col-grano-saraceno.html)

La dieta mediterranea per i celiaci

L’intolleranza al glutine sta aumentando in modo esponenziale e il numero dei celiaci aumenta sempre di più; proprio per questo è bene ricordare che una dieta gluten free non deve essere per forza sinonimo di privazioni o rinunce alimentari, anzi può benissimo convivere con la dieta mediterranea, ovviamente opportunamente adatta come, spiega la dottoressa Letizia Saturni nel suo libro “Celiachia e dieta mediterranea senza glutine”.

dieta consigliata ai celiachiLa dieta mediterranea, si sa, è da sempre considerata la più sana ed equilibrata, tanto da essere stata recentemente dichiarata patrimonio nell’Unesco; adesso arriva la versione gluten free dedicata ai celiaci che, come quella classica, mantiene la sua validità nutrizionale ed è ottima nella prevenzione delle malattie cronico-degenerative.

Tutto questo è illustrato dalla dottoressa Letizia Saturni nel libro “Celiachia e dieta mediterranea senza glutine”, che spiega:

Per i celiaci o per le persone sensibili al glutine, la dieta mediterranea gluten free ha una doppia valenza. Oltre a rappresentare la terapia nutrizionale e l’unico trattamento a tutt’oggi accettato che permette di ripristinare le condizioni fisiologiche, migliorando la condizione del celiaco, è uno strumento di prevenzione contro l’insorgenza di patologie quali tumori, diabete e malattie cardiovascolari.

Se è vero che nella dieta mediterranea il 55 per cento dell’energia fornita quotidianamente all’organismo deriva dai carboidrati, molti dei quali ricchi di glutine e quindi non idonei per i celiaci, molta importanza la rivestono i vegetali, ricchi di vitamine, fibre e sali minerali.

Inoltre, grazie ai progressi della tecnologia alimentare, anche i celiaci possono seguire la dieta mediterranea senza glutine: non bisogna dimenticare che molti degli alimenti che costituiscono i pilastri di questa dieta sono senza glutine come la carne, il pesce, la frutta, la verdura, le uova, il latte e l’olio d’oliva, senza dimenticare i cereali, come il riso e il mais.

(Continua a leggere su http://www.dietaland.com/dieta-mediterranea-senza-glutine/25889/)

Intolleranza al Glutine collegata alla Psoriasi

intolleranzaal glutine e psoriasiDa un recente studio svedese è emerso come l’intolleranza al glutine sia collegata alla psoriasi; la ricerca svedese condotta su un campione di 28.000 individui ha quindi messo in luce che la celiachia è presente nel 10% dei pazienti che sono colpiti da psoriasi.
Serviranno sicuramente maggiori approfondimenti ma il quadro emerso fa capire che seguendo una dieta povera di glutine possa far migliorare i sintomi della celiachia, che ricordiamo essere sempre più diffusa.

Sempre dalla stessa ricerca, i cui risultati sono stati presentati a Parigi in occasione del quarto congresso mondiale sulla psoriasi dello Psoriasis international network, gli esperti hanno potuto constatare infatti che anche la birra, che come è noto origina dalla fermentazione dell’amido peggiori i sintomi della celiachia: si tratta dell’ennesima ricerca che mette in evidenza quanto sia importante controllare la nostra alimentazione.

(Fonte http://www.mondobenessereblog.com/2013/07/05/intolleranza-psoriasi/)

Alimenti Senza Glutine: Elenco e Calorie

Essere consapevoli di quali sono gli alimenti senza glutine è molto importante per chi soffre di celiachia, di intolleranza al glutine o di allergia al grano.

alimenti senza glutine

E’ fondamentale tenere in considerazione quali sono questi cibi, perché in questo modo, evitando il loro consumo, si può provvedere a far scomparire i sintomi associati alle relative patologie. Si tratta soprattutto di evitare i cereali, compreso il frumento, e tutti i derivati, come il pane, la pasta e i dolci. In alternativa, questi prodotti possono essere mangiati, se si scelgono quelli appositamente preparati senza glutine. Ci sono poi altri alimenti che si possono considerare completamente liberi. Vediamo insieme un elenco specifico.

Cibi che in natura non contengono glutine

Ci sono alcuni cibi che già in natura non presentano glutine e quindi possono essere mangiati liberamente da chi è affetto da allergia al grano o da specifiche forme di intolleranza alimentare al glutine.

Si tratta principalmente di tutti i tipi di frutta fresca o secca, delle verdure e dei legumi, dellacarne e del pesce, anche quello sott’olio e affumicato, delle uova, del latte, dello yogurt, della panna, dei formaggi freschi e stagionati.

Via libera anche, fra i grassi e i condimenti, al burro, allo strutto, al pepe, al sale, allo zafferano e alle erbe aromatiche. A differenza di quanto si potrebbe pensare, anche alcuni cereali non contengono glutine: grano saraceno, miglio, riso e mais. Fra i dolci, dobbiamo ricordare il miele, lozucchero e la radice di liquirizia.

Cibi a rischio

Ci sono alcuni cibi, che possono essere definiti a rischio, perché, nel corso della loro lavorazione, potrebbero essere venuti a contatto con sostanze che contengono glutine. Di conseguenza è importante fare attenzione agli ingredienti che vengono indicati sull’etichetta.

Si tratta di cibi come le patatine fritte e i popcorn, la frutta candita, le creme, i budini, i formaggi da spalmare, i salumi, le salse pronte, i dadi da brodo, le confetture, le marmellate, la cioccolata, ipiatti pronti, precotti e surgelati, anche a base di pesce e di carne.

Attenzione anche al lievito fresco liquido, che viene preparato aggiungendo altri ingredienti e quindi deve essere considerato a rischio, mentre quello di birra (secco, fresco o liofilizzato) non crea nessun problema.

Le calorie

E’ sempre più diffusa l’abitudine di mangiare prodotti senza glutine anche da parte di chi non ha problemi di celiachia. L’obiettivo sarebbe quello di rimanere in forma, anche perché gli alimenti privi di glutine dovrebbero avere meno calorie. In realtà tutto ciò può corrispondere soltanto ad un luogo comune e non è detto che ci siano prove scientifiche.

Infatti, al posto del glutine possono essere aggiunti anche dei grassi. Di conseguenza la quantità di calorie non diminuisce.

Per rendersi conto di tutto, senza lasciarsi ingannare, il nostro punto di riferimento, anche quando teniamo un prontuario degli alimenti senza glutine, come ad esempio quello elaborato dall’Associazione Italiana Celiachia, è sempre l’etichetta.

(continua a leggere su http://www.tantasalute.it/articolo/alimenti-senza-glutine-elenco-e-calorie/41775/)

Gonfiore addominale, dolori muscolari, insonnia? Potrebbe trattarsi di “Sensibilità al Glutine”

Una nuova patologia che ha in comune con la celiachia la causa scatenante, ma che se ne differenzia perché …possiamo guarire!

sensibilità al glutineSono ormai comprovate le evidenze scientifiche sulla Gluten Sensitivity (sensibilità al glutine), una nuova sindrome che potrebbe risolvere i problemi alimentari, fino ad oggi senza spiegazione, di oltre tre milioni e mezzo di italiani.
Oggi ne conosciamo i sintomi e possiamo strutturarne la terapia.

Dott. Alessandro Targhetta
Specialista in Geriatria e Gerontologia, Medico omeopata e fitoterapeuta. Docente di Omeopatia e Fitoterapia in scuole nazionali per medici e farmacisti. Come nutrizionista si interessa di intolleranze alimentari. ‘E iscritto a tre società scientifiche: SIGG, FIAMO e LMHI. Collabora con numerose riviste nazionali, tiene conferenze di Omeopatia, Fitoterapia e Alimentazione naturale in Italia. Ha pubblicato due libri: “Appunti di Omeopatia, basi teoriche e orientamenti pratici” Ed. UTET ed “Intolleranze alimentari. Le recenti scoperte e la soluzione definitiva” IV edizione. Ed. Il Punto d’Incontro. Esercita la libera professione presso il Centro di Medicina di Treviso, Conegliano, San Donà di Piave e Mestre.

Dottor Targhetta ci vuole illustrare in cosa consiste questa sindrome appena riconosciuta?
La sindrome della sensibilità al glutine è stata riconosciuta e descritta grazie agli studi fatti dal Prof. Fontana, presso la Maryland School of Medicine di Baltimora, negli Stati Uniti. Dobbiamo sottolineare che fino ad oggi si pensava che la sensibilità al glutine non esistesse o meglio fosse una semplice intolleranza al frumento. Se pensiamo che l’incidenza della celiachia si attesta intorno all´1 per cento della popolazione, mentre per la sensibilità al glutine è intorno al 15-20 per cento, questi dati rendono la sensibilità al glutine una delle patologie più diffuse in assoluto a tutte le età, anche nei bambini. Gli studi effettuati sono stati fondamentali per definire, per la prima volta, un iter diagnostico in grado di identificare la sensibilità al glutine.

Ma cos’è esattamente il glutine e perché ci sensibilizziamo?
Il glutine è un insieme di proteine, le prolamine, presenti nel frumento, orzo, segale, kamut, farro e avena. Queste proteine contengono un aminoacido la prolina, poco digeribile per l´organismo umano. Il glutine può essere rimosso dalla nostra alimentazione senza alterare l’equilibrio della nostra dieta, perché formato da aminoacidi non essenziali. Questo aiuta la scelta di cibi naturalmente privi di glutine o appositamente prodotti in modo che ne siano privi al fine di consentire alle persone sensibili al glutine una dieta varia e piacevole. Un esempio di alimenti “sostitutivi” che possono essere consumati sono: riso, mais, grano saraceno, amaranto, miglio e sorgo. Essere sensibili al glutine significa avere sintomi simili a quelli della celiachia senza però avere le lesioni intestinali tipiche. La cosa più importante è che si tratta di una situazione, al contrario della celiachia, transitoria e può risolversi dopo un periodo di dieta priva di glutine. Insomma, dalla sensibilità al glutine si può guarire. La “colpa” sarebbe del grano “moderno”, troppo arricchito in glutine, a cui il nostro organismo stenta ad abituarsi.

Quali sono nello specifico i sintomi che possono presentarsi?
La sindrome della sensibilità al glutine si presenta con molti sintomi e molto diversi tra di loro e spesso, ignorando la propria condizione di sensibilità, non riusciamo a darne una spiegazione. I più comuni sono a carico dell’apparato gastroenterico: gonfiore e dolore addominale, bruciore alla bocca e allo stomaco, nausea e vomito, irregolarità dell’alvo con stitichezza o diarrea. Esistono però molti altri disturbi “distanti” che sarebbero da ricondurre a questa patologia, fra gli altri una forma di stanchezza generale, l’intorpidimento di braccia e gambe, crampi muscolari e dolori articolari, ma anche mal di testa, emicranie, insonnia, eczemi e anemia.

Come si diagnostica la sensibilità al glutine?
Si devono escludere: 1) la celiachia, con la negatività degli Anticorpi antitransglutaminasi; 2) la allergia al grano frumento, con la negatività delle IgE specifiche. Questi due test negativi associati alla positività degli anticorpi IgG per il glutine, ci permette di fare diagnosi di sensibilità al glutine.

Per saperne di più: www.glutensensitivity.net

Il Farro: può essere un’alternativa a pasta e riso?

Il farro è un alimento poco utilizzato sulle nostre tavole rispetto ad altri cereali come il riso ed il grano. Tuttavia presenta delle caratteristiche che lo rendono accostabile agli altri cereali. Inoltre esso è regolarmente coltivato in Italia sin dall’antichità.

proprietà del farroEsiste in diverse forme: integrale, semiperlato (con una molatura sulla cariosside, più tenero e chiaro rispetto all’integrale), decorticato (con una maggior quota di fibre), perlato (più lavorato, senza gli strati esterni, con minor valore nutrizionale), spezzato (si rompono i chicchi e li si dividono a seconda della grandezza).

Il farro è un cereale molto ricco in fibre, sia fermentabili (ed in grado quindi di fornire nutrimento alle cellule intestinali) che non fermentabili (che contribuiscono, tuttavia all’aumento del volume della massa fecale e quindi favorisce lo svuotamento intestinale). Come già sappiamo, inoltre, le fibre, a livello dello stomaco, contribuiscono a creare un senso di sazietà.

Il farro è ricco inoltre è ricco di minerali quali potassio, fosforo e calcio. Possono tranquillamente sostituire una porzione di pasta o riso, in quanto 100 g di farro forniscono 335 KcCal. Tuttavia tale alimento non può essere consumato dai celiaci, in quanto contiene glutine.

(Fonte www.alimentazione-salute.it/)

Celiachia: la nuova Pasta Gluten Free si fa con le Banane Verdi

pasta senza glutine per celiaciLa nuova frontiera per chi soffre di celiachia ed è amante della pasta?
La pasta senza glutine a base di farina di banane verdi (banane platano), ideata da un gruppo di ricercatori dell’Università del Brasile. Il prodotto, con meno grassi e meno costoso rispetto alle paste standard senza glutine, è risultato più gradevole al palato rispetto a diverse paste in commercio gluten-free. Lo studio è stato  pubblicato sul Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics.

La nuova pasta è stata fatta assaggiare a un gruppo di 75 volontari – 50 sani e 25 con malattia celiaca – e i ricercatori hanno potuto rilevare che, in entrambi i gruppi, ha ottenuto riguardo agli standard di aroma, sapore, consistenza e qualità complessiva voti più alti di altri tipi di pasta già in commercio per i celiaci.

Non solo: dalle analisi qualitative effettuate è anche emerso che la pasta prodotta dalla farine di banane verdi ha un buon livello di proteine e una riduzione del contenuto di grasso superiore al 98% – riduzione particolarmente importante per i pazienti con malattia celiaca, poiché in molti casi la rimozione del glutine viene compensata con alti livelli di lipidi.

La nuova pasta gluten-free si è anche rivelata di aiuto nel tenere sotto controllo gli indici glicemici, il colesterolo, la regolarità intestinale e la fermentazione dai batteri intestinali.

“Le banane verdi sono considerate un sottoprodotto di basso valore commerciale, e hanno uno scarso uso a livello industriale”, spiega Renata Puppin Zandonadi, prima autrice dello studio. “Una buona notizia per i coltivatori di banane, che avranno la possibilità di diversificare ed espandere il mercato”.

(Fonte www.freshplaza.it)

Allergie, ecco i Nuovi Alimenti a Rischio

Grano saraceno, soia e proteine idrolizzate del grano: sono queste le nuove possibili cause di allergie individuate dal Réseau d’allergo-vigilance (RAV), gruppo di ricerca francese che studia i casi di allergia alimentare in Francia e nei paesi limitrofi.

grano saracenoAlla base della nuova allergia al grano saraceno ci sarebbe l’uso sempre più diffuso di questo cereale, ingrediente fondamentale delle crêpe francesi utilizzato anche in piatti tipicamente italiani, come i pizzoccheri valtellinesi.
La sua farina, più economica rispetto ad altre, viene sempre più spesso utilizzata anche nella produzione di panini, barrette di cereali e pasta asiatica.
Non solo, il grano saraceno è spesso un ingrediente di cibi per i bambini intolleranti al glutine.

Anche nel caso della soia è la crescente diffusione dei prodotti a base di questo legume a giustificare i casi sempre più numerosi di allergia. Spesso questi sono associati all’allergia alle arachidi o al polline di betulla.

Infine, le proteine del grano idrolizzate. Note anche come glutine deamidato, derivano dai processi industriali utilizzati per solubilizzare il glutine e sono utilizzate come agenti leganti ed emulsionanti. Per questo sono abbondanti nelle carni lavorate, negli insaccati industriali, nelle zuppe e nelle salse. Non solo, queste sostanze sono presenti anche in alcuni cosmetici (come i mascara, le creme viso e gli shampoo) e possono causare anche allergie cutanee.

Secondo Fanny Codreanu-Morel, medico del servizio di immunoallergologia del Centre hospitalier de Luxembourg, in questo caso

il paziente allergico è penalizzato perché non ha alcun modo per sapere se il prodotto finito contiene farina di grano naturale, alla quale non è allergico, o, al contrario, le proteine del grano idrolizzate. In effetti, la direttiva europea impone l’etichettatura dei cerali contenenti glutine, senza nessun’altra precisazione.

Codreanu-Morel ha sottolineato un altro aspetto della nuova allergia alle proteine del grano idrolizzate, spiegando che queste sostanze

dimostrano l’influenza dei processi di fabbricazione dell’industria agroalimentare sull’allergenicità naturale degli alimenti, con la comparsa di nuovi allergeni. Simbolizzano il potenziale anafilattico dei prodotti alimentari complessi della nostra alimentazione che si basa sempre di più sulla modalità pronto-al-consumo.

(Fonte www.benessereblog.it)

Celiachia, sempre più Diffusa anche tra gli Adulti

celiachiaLa celiachia è un’intolleranza alimentare molto diffusa. In questi giorni è in corso la prima settimana di informazione su celiachia e sensibilità al glutine, promossa da DS – gluten free, e per l’occasione ci sono davvero tante iniziative interessanti. L’obiettivo è quello di sensibilizzare le persone, fare il punto sulla differenza tra celiachia e sensibilità al glutine, favorire diagnosi sicure e tempestive e soprattutto far capire ai cittadini quando è importante rivolgersi al dottore. Se siete interessati a questo tema, contattate entro venerdì numero verde 800.198.941: potrete in questo modo fissare un colloquio gratuito con un esperto (gastroenterologi e nutrizionisti) e risolvere tutti i vostri dubbi.

Si segnala un altro evento importante: il Gluten Free Fest che si svolgerà a Perugia dal 7 al 10 giugno 2012. È il primo evento interamente dedicato alla celiachia e al tema del senza glutine. Durante il festival saranno organizzati dei dibattiti e dei convegni per discutere della qualità della vita senza questa sostanza e di quali siano le necessità alimentari per far fronte all’intolleranza. Il 10 giugno ci sarà anche il convegno scientifico internazionale La Celiachia.

Celiachia e sensibilità al glutine

Si tende spesso a commettere errori grossolani, quando si parla di salute e soprattutto quando ci s’improvvisa dottori con diagnosi fai da te. Esiste una notevole differenza tra l’intolleranza al glutine e la sensibilità. La prima si chiama celiachia ed è un fenomeno permanente. Purtroppo sono sempre più numerose le persone con questo problema: ci sono circa 5 mila diagnosi l’anno e nascono 2.800 bambini celiaci. La sensibilità potrebbe essere una situazione transitoria: dà gli stessi sintomi dell’intolleranza, ma è destinata a risolversi nel tempo. Anche in questo caso possiamo parlare di fenomeno diffuso. I dati confermano che le persone sensibili siano tantissime, molto più di quelle allergiche o intolleranti.

Celiachia, intolleranza in crescita

Continuano ad aumentare le persone intolleranti al glutine. Molti bambini nascono già con questo disturbo, altre persone lo sviluppano con gli anni. Come mai? Secondo gli esperti il consumo di farine con grani ad alta resa per la produzione nei campi, ma molto ricchi di glutine ‘tossico’, sarebbe alla base della perdita della tolleranza al glutine in età avanzata. Questo è quanto è risultato da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori italiani del Center for celiac research dell’università del Maryland di Baltimora. Per raggiungere questa tesi, i medici hanno esaminato a 15 anni di distanza il sangue di 3500 cittadini americani: il sangue dei celiaci è raddoppiato. È importante quindi non trascurare la diagnosi anche nelle persone anziane, prescrivendo screening in caso di dubbia. Il professor Gino Roberto Corazza, Direttore della Clinica medica San Matteo di Pavia, ha commentato: “Negli ultimi 5 anni le diagnosi sono più che raddoppiate, e sempre più spesso, tre volte su quattro, la patologia viene scoperta in età adulta. E c’è da dire che si tratta solo della punta dell’iceberg: secondo le ultime stime, sono 350mila i pazienti non ancora diagnosticati”.

(Fonte dieta.pourfemme.it)