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La Dieta Consapevole per Depurarsi

Seguire una dieta consapevole significa stare molto attenti a quello che si mangia. Spesso non si presta la dovuta attenzione ai piatti, alla loro composizione e all’apporto nutrizionale. È un grave errore e non aiuta di certo la salute. La dieta consapevole si compone di tutta una serie di cibi di qualità che aiutano l’organismo umano a liberarsi dei liquidi in eccesso e dalle tossine nocive. Ovviamente la depurazione ottimale avviene se a questa alimentazione, aggiungiamo un po’ di movimento. Come sapete, fare la dieta e non praticare sport è uno sforzo quasi inutile.
Vediamo su quali principi si basa e come arrivare in forma perfetta all’estate.

I cibi della dieta consapevole

dieta disintossicantePrima cosa bisogna esse consapevoli di quello che acquistiamo e mettiamo nel piatto. È importante ridurre il consumo delle proteine animali e sceglierle solo quando si è certi della loro qualità. Bisogna escludere il consumo quotidiano gli alimenti raffinati sostituendoli con prodotti integrali di natura biologica o di provenienza conosciuta. La provenienza è fondamentale, ecco perché si consiglia di rivolgersi sempre a rivenditori conosciuti e autorizzati. È necessario, inoltre, introdurre nell’alimentazione settimanale almeno per quattro volte l’uso di cereali integrali o semi integrali biologici quali riso, orzo, farro e altri, idealmente associati con legumi. Infine, tanta frutta e verdura di stagione.

Come equilibrare i piatti

I cibi, poi, vanno correttamente accoppiati e bisogna dare il giusto ritmo al digiuno e ai pasti. Per esempio è importante sostituire il latte di mucca con quello vegetale. Come avrete capito è una dieta di stampo vegetariano, anche se non elimina completamente la carne. Prima cosa, ricordiamo che tutti dobbiamo assumere grassi, ma questi non devono mai superare il 25 percento dell’apporto calorico giornaliero. Le proteine, invece, dovrebbero rappresentare il 15 percento delle calorie quotidiane, mentre i carboidrati sono il 60% della dieta totale a base di carboidrati complessi, escludendo i carboidrati semplici (dolci, zuccheri e sostanze edulcoranti le bevande). Infine, un’altra raccomandazione: non abbinate prodotti con la stessa struttura nutrizionale. Per fare un esempio, non mangiate la pasta con il pane o non abbinate le lenticchie alla bistecca, ma favorite una zuppa di lenticchie con crostini di pane.

Depurarsi con le tisane

Ogni dieta depurativa ben studiata deve dare ampio spazio alle tisane. Prima cosa, bevete molta acqua naturale e poi affiancate qualche tisana dal gusto delicato. Per quale motivo? Prima cosa perché favoriscono la reidratazione e la depurazione renale, poi sfruttando gli effetti specifici delle piante si può anche stimolare il metabolismo, sono drenanti o disintossicanti. Infine, qualche consiglio per il consumo: evitate di conservare le erbe essiccate per più di sei mesi e consumate la tisana subito dopo averla fatta. La conservazione, infatti, disperde i principi attivi e le rende meno efficaci.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Avena, Farro, Miglio, Orzo e Kamut: Cereali poco frequenti sulle nostre tavole

Certamente la pasta, il pane ed il riso sono le principali fonti di carboidrati della nostra dieta: il grano ed il riso, sono infatti i cereali più conosciuti e consumati dalla popolazione italiana. Tuttavia esistono anche altri cereali con caratteristiche simili agli alimenti sopraelencati, molto comuni invece in altre zone del pianeta.

Elencheremo  di seguito alcune delle caratteristiche di cinque cereali facilmente acquistabili nei nostri supermercati: avena, farro, miglio, orzo e kamut.

avenaL’avena è il cereale con più alto contenuto proteico (di buon valore biologico). Ancora non è noto se essa può essere consigliata in una dieta per celiaci. Buona è la concentrazione di acido linoleico, acido grasso polinsaturo essenziale per il nostro organismo. Si pensa che essa sia ipocolesterolemizzante,  diuretica, lassativa e saziante. 100 g di avena forniscono 389 KCal.

farroIl farro è un cereale contenente glutine, e quindi non adatto ai soggetti celiaci. E’ molto spesso utilizzato per la produzione di pane e pasta. Rispetto ad cereali esso fornisce un minor apporto calorico (335 KCal/100g), mentre garantisce una buona concentrazione proteica (e di amminoacidi essenziali, quali la metionina, non prodotta dal nostro organismo). Ottimo anche l’apporto di vitamine del gruppo B.

Il miglio è un cereale molto indicato per i celiaci, in quanto non contiene glutine. I sali minerali maggiormente presenti sono il ferropotassiofosforo, zinco e calcio. Contiene vitamine del gruppo B, vitamina E ed in minor quantità vitamina K. E’ indicato nell’alimentazione per l’infanzia e per le persone con problemi di acidità di stomaco in quanto facilmente digeribile. 100 g di miglio forniscono 356 Kcal, mentre 100 g di miglio decorticato 360 KCal.

L’orzo ha un basso indice glicemico e contiene molti sali minerali quali il silicio, il fosforo, il potassio, il ferro,il magnesio e il calcio, oltre che vitamine del gruppo B e vitamina E. L’orzo contiene glutine e 100 g di farina garantisce 357 Kcal; buono è il contenuto in proteine. Il suo consumo è consigliabile negli anziani e nei bambini, in quanto i sali minerali in esso presenti sono molto utili nella formazione e nella protezione del tessuto osseo. Si ipotizzano altre possibili funzioni attribuite all’orzo, quali il miglioramento della memoria o effetti antiossidanti.

kamutIl kamut è un particolare tipo di grano  e quindi non è adatto ai celiaci, poichè esso contiene glutine, ed è quindi in grado di provocare la sintomatologia tipica della malattia celiaca. L’apporto calorico del kamut (circa 350 KCal/100g) è leggermente superiore a quello del grano di tipo 0 (340 KCal/100 g) e del grano duro (314 KCal/100g) . Selenio, magnesio e zinco sono certamente i minerali maggiormente contenuti in questo cereale,  mentre tra le vitamine la più presente è la vitamina E (antiossidante). Presenti anche buoni quantità proteiche e lipidiche. Il kamut, quindi, è un cereale molto nutriente e può rappresentare un’ottima alternativa a pane, pasta o riso.

(Fonte www.alimentazione-salute.it)

Dimagrire Mangiando: 12 Consigli per un’Alimentazione Anti-Ciccia

Con l’arrivo della bella stagione si corre ai ripari con le diete. Ma funzionano davvero?  Ciò che conta davvero è cambiare il proprio rapporto con il cibo e trovare un nuovo piacere nel mangiare in modo corretto. Prima regola fondamentale: tutto ciò che ci arriva dalla natura è molto meglio di quello che viene prodotto. Ecco tutti gli altri suoi consigli per un’alimentazione coi fiocchi che aiuti a ridurre il girovita e ad evitare il tanto temuto effetto yo-yo.

  • Fare 3 o respiri profondi prima di iniziare a mangiare. In questo modo si attiva il nervo vago che, esercitando un effetto calmante, aiuta a non mangiare troppo in fretta. Infatti lo stomaco impiega dai 20 ai 30 minuti per inviare i segnali di sazietà al cervello e mangiare velocemente impedisce di sentirsi sazi. E mangiare con più calma permette anche di masticare meglio.
  • Per accelerare la perdita di peso la sera è meglio preferire piatti che, grazie all’elevato contenuto di liquidi, contribuiscono al senso di sazietà. Largo, quindi, a brodi, zuppe e minestroni.
  • Preferire i cereali (pasta, riso, pane) integrali, in modo da non incidere troppo sulla glicemia e sulla regolazione dell’insulina. Non è necessario bandirli completamente dalla cena.
  • Per ottenere facilmente un pasto bilanciato scegliere un piatto unico formato per il 50% da verdure, per il 25% da cereali integrali e per il 25% da proteine. Un esempio? 50% di broccoli, 25% di riso integrale e 25% di salmone al vapore.
  • Controllare sempre la provenienza della carne. Che sia bianca o rossa, l’importante è che non provenga da allevamenti intensivi
  • Anche per il pesce vale la stessa regola indicata per la carne. Meglio, quindi, scegliere quello pescato. Tuttavia, il pesce di grossa taglia pescato in mare può accumulare molti inquinanti. Per questo sono da preferire specie piccole come lo sgombro e le sardine.
  • Non eccedere con latte e latticini, che contengono molti grassi. Per sfruttare al meglio il calcio in essi contenuto non dimenticare di mangiare anche verdure ricche di vitamine K e D, che aiutano a fissarlo nelle ossa.
  • Le uova, che costano poco e sono molto nutrienti, sono da preferire sode. In questo modo la preparazione non aggiunge grassi e non altera la loro qualità. Chi non ha particolari problemi può mangiarne 3-4 alla settimana.
  • Consumare sempre verdure di stagione.
  • Non essere troppo restrittivi con le spezie e con l’olio d’oliva e spezie. Quest’ultimo fornisce nutrienti molto importanti. A un piatto unico è possibile aggiungerne un cucchiaio in tutta tranquillità.
  • La frutta secca, che ha un elevato valore nutrizionale, può essere un ottimo snack. Le noci, ad esempio, contengono antiossidanti, vitamine e fibre e sono più salutari di un prodotto confezionato.
  • Se si decide di fare uno sgarro, non avere rimorsi. Non è un’abbuffata occasionale a fare ingrassare, ma errori quotidiani nell’alimentazione.

(Fonte www.benessereblog.it/)

Cibi buoni contro il Colesterolo Cattivo, la dieta Anticolesterolo

Cibi contro il colesterolo, o meglio tutti quegli alimenti che assunti regolarmente aiutano a mantenere i livelli di colesterolo cattivo  (LDL) nella norma, aumentando quello buono (HDL).
Ecco una lista degli alimenti che non dovrebbero mancare in una dieta anticolesterolo:

  • Olio d’oliva. L’olio d’oliva è ricco di acidi grassi monoinsaturi e vitamina E. In particolare sono proprio i grassi monoinsaturi ad avere un effetto benefico sul colesterolo perché mantengono bassi i livelli di LDL, il colesterolo cattivo, ed alti quelli di HDL, il colesterolo buono. Ne bastano uno o due cucchiai al giorno, utilizzato come condimento, salvo controindicazioni specifiche.
  • Legumi. Che si tratti di fagioli, lenticchie o piselli, hanno tutti ottime proprietà anticolesterolo. Hanno inoltre un alto contenuto di fibre, minerali, vitamine del gruppo B e fitonutrienti che proteggono il cuore. Inoltre i legumi hanno un basso contenuto di grassi, nonostante abbiano un alto apporto energetico. In questo modo mantengono basso l’indice glicemico. Non c’è bisogno di consumarli tutti i giorni, ma la loro presenza nella dieta dev’essere regolare.
  • Yogurt senza grassi. Di solito i prodotti lattiero-caseari sono i primi ad essere eliminati da chi soffre di colesterolo cattivo alto. Ma passando da quelli tradizionali a quelli senza grassi, come gli yogurt vegetali, si può continuare a consumarli, ovviamente con grande moderazione e salvo indicazioni specifiche.
  • Frutta e verdura. Consigliate in quasi tutti i tipi di dieta, oltre ad abbassare il colesterolo forniscono anche vitamina C e beta-carotene che fanno bene al cuore e alla pelle. Da consumare ogni giorno.
  • Aglio e cipolla. I prodotti del genere Allium tengono basso il livello di colesterolo cattivo e fanno bene al cuore. Possono essere utilizzati in piccolissime quantità per condire una gran quantità di alimenti.
  • Cereali integrali non trasformati. Sono ricchi di vitamine del gruppo B, minerali e fibre. Una tazza di avena o muesli al giorno aiuta a mantenere il colesterolo sotto controllo.
    (fonte www.benessereblog.it)

Tutti i Cibi che allungano la Vita

L’alimentazione è sempre stata oggetto di studi per quanto riguarda la longevità. È un desiderio comune a tutti scoprire quale possa essere un possibile “elisir di lunga vita“. Secondo gli scienziati alcuni cibi, normalmente presenti nella nostra dieta, avrebbero la capacità di aiutare e salvaguardare la salute, altri, invece, sarebbero la causa dell’insorgenza di gravi patologie come i tumori, ma anche a livello cardiovascolare, aumentando il rischio di morte. Tutto ciò è stato ed è argomento di studio di moltissimi scienziati che sono alla continua ricerca di elementi in grado di preservare la salute e poter allungare la vita.

Ricercatori statunitensi della Harvard School of Public Health di Boston, guidati dalla dottoressa An Pan, hanno coinvolto per 28 anni, moltissime persone, arrivando a delle conclusioni molto importanti. Si parla di 37.698 uomini e 83.644 donne, che in base al tipo di alimentazione seguita hanno contratto oppure no specifiche patologie. Inoltre, in tutti questi anni si sono verificati, purtroppo, anche dei decessi (23.926) dovuti sia a patologie cardiovascolari (5.910) sia a tumori (9.464). L’aumento del rischio di tali malattie dipende da svariati fattori, ma lo stile di vita e quindi il tipo di alimentazione seguita occupa un ruolo decisivo. Dai risultati ottenuti nella ricerca non vi è molta differenza tra uomini e donne: rispettivamente 9,3% e il 7,6%.

Gli specialisti consigliano sempre ai propri pazienti, partendo dai più piccoli, di seguire un’alimentazione sana caratterizzata un po’ da tutto, ma soprattutto, da cibi sani contenenti delle sostanze, dei nutrienti, indispensabili per il nostro organismo. Le carni bianche, come il pollo, il tacchino, e il coniglio, il pesce, i latticini magri, ma anche la frutta secca, i cereali integrali, e i legumi sono tutti cibi che riducono il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari e di tumori. In particolar modo il pollame e la frutta secca, secondo i risultati ottenuti dallo studio, lo ridurrebbero rispettivamente del 14 e del 19%.
Tutto ciò grazie al loro contenuto di proteine, aminoacidi ramificati, ferro, e pochissimi grassi. Importante è anche il modo con la quale si cucina (lessata, ai ferri, arrosto), anche per facilitare la digestione.

Tra gli alimenti “condannati” e considerati pericolosi per la salute se si esagera con le quantità: al primo posto troviamo le carni rosse, accusate di essere tra gli alimenti responsabili di alcuni tumori (ad esempio quello al colon-retto) e di malattie cardiache. Perché ciò? Le carni rosse, nella maggior parte dei casi, vengono trattate e consumate abitualmente sotto forma di wurstel e bacon. Queste preparazione contengono per lo più grassi saturi, nitrati e sodio nocivi per la salute. La nostra dieta può contenere anche questi cibi ma sicuramente il loro consumo non deve essere quotidiano.
Per capirci, secondo lo studio statunitense, il rischio di morte aumenterebbe di circa il 12% per ogni porzione giornaliera in più di carne rossa, del 13% per tagli di carne non troppo lavorati, e del 20% se trattati a livello industriale come gli hamburger, i wurstel, carne in scatola. Grazie a queste ricerche e ai conseguenti risultati possiamo valutare e decidere che tipo di dieta seguire.
(fonte www.tantasalute.it)

I Cereali

Noi italiani siamo abituati a pensare soltanto alla pasta quando si parla di cereali, e invece questo è un mondo ben più ricco!
I cereali che mettiamo in tavola devono essere variati, in qualsiasi negozio di alimentazione naturale potremo trovare l’avena, l’orzo, il grano saraceno, il riso, il farro, il miglio, il mais, il kamut® e i più rari amaranto e quinoa.
Si possono mangiare in minestra ma anche in insalata, ricette facilissime, rapidissime e ricche di nutrienti preziosi.L’uso eccessivo di farine raffinate ha portato ad un deficit di vitamine (gruppo B), minerali (calcio e magnesio) e oligoelementi (selenio e zinco) che sono contenuti nella parte più esterna del chicco, per cui largo ai cereali integrali da alternare con gli altri!
(fonte www.altrasalute.it/)

Carenze di Magnesio: cause e conseguenze

La carenza di magnesio riguarda un italiano su cinque, ed è poco conosciuta e poco curata di conseguenza. Partiamo con il dire che il magnesio è un oligominerale, uno tra i più importanti nel corpo umano, ed è tra le altre cose responsabile del processo di trasformazione del glucosio in energia. Va da sè dunque l’intuizione che senza la giusta quantità di questo elemento nel sangue il corpo produrrà meno energia e di conseguenza tenderemo ad affaticarci di più per le cose più o meno importanti della giornata.

Il magnesio è tuttavia responsabile di altri innomerevoli processi metabolici essenziali, quali la stabilità elettrica cellulare, la trasmissione nervosa e degli impulsi muscolari, la formazione dell’urea, la sintesi delle proteine dell’acido nucleico.

Senza contare che viene coinvolto in reazioni che gestiscono anche l’ansia e lo stress, i dolori del ciclo mestruale e l’osteoporosi.

I sintomi di uno scompenso di magnesio nel corpo vanno dai più banali come nausea, vomito,diarrea,  crampi e dolori muscolari, ai più gravi, come tremore, insufficienza cardiaca, spasmi muscolari, confusione, sbalzi d’umore ecambiamenti di personalità, senso diffuso di ansia e perdita di coordinazione.
Le cause di tale deficit sono quasi sempre da riscontrarsi in una cattiva alimentazione. Tuttavia ci sono altri fattori che contribuiscono ad una diminuzione di tale elemento. L’eccessivo sforzo fisico e un allenamento sportivo molto intenso; un periodo di instabilità intestinale in cui il soggetto presenta dissenteria; lo stress eccessivo.

Inoltre ci sono situazioni patologiche. Nei diabeticiper esempio è stata riscontrata una minore quantità di magnesio, la qual cosa tra l’altro riduce l’effetto delle terapie a base di insulina. Altra possibile causa patologica può ritrovarsi nel cattivo assorbimento a livello intestinale di tale elemento.

Il magnesio lo si trova principalmente negli alimenti di origine vegetale (verdure a foglia verde, frutta seccalegumi, funghi, cereali integrali e banane).

(fonte www.viveremeglio.it)

Gli Alimenti più ricchi di acido Folico

È nota come acido folico oppure vitamina B9 e appartiene al vasto e ricco gruppo delle vitamine B, essendo anche una delle più importanti perché partecipa addirittura alla sintesi del DNA, è indispensabile per la formazione di proteine e altri organismi cellulari, protegge il cuore, è cruciale nella formazione del feto – ragion per cui è sempre caldamente consigliata alle donne in gravidanza– e infine influisce sul sistema nervoso.

Al contrario quando manca possono ricorrere anemia, stanchezza, inappetenza, nausea, diarrea o tachicardia, sbalzi d’umore e altri sintomi che ne rivelano la carenza. È particolarmente importante per le donne incinte, gli anziani, chi soffre di colite o fuma e beve alcol o ancora chi soffre di artrite o prende sonniferi. È però utile per tutti e scopriamo dunque quali sono gli alimenti più ricchi di acido folico.

Si trova soprattutto nel fegato ma anche nei legumi, specialmente lenticchie, ceci, soia, arachidi, fagioli, fave e piselli. Ne sono però ricchi anche i cereali integrali come riso, avena, mais e germe di grano. Si trova anche nelle verdure a foglia verde scuro come spinaci e bietole, broccoli e cavolfiore, indivia, lattuga, asparagi. Nella frutta si trova soprattutto nel melone, nell’avocado, nella banana e nell’arancia.

Quando l’alimentazione non è in grado di coprire il fabbisogno giornaliero può essere utile integrarne le quantità, spesso combinando l’assunzione di acido folico con la vitamina B12, poiché il primo spesso influisce sulla quantità della seconda. Tenete conto anche che molti metodi di cottura prolungati o i cibi precotti possono ridurre fino al 70% il contenuto di acido folico degli alimento. L’ideale è consumarli, potendo, a crudo o cucinati al vapore, preferibilmente sul momento. (fonte http://www.benessereblog.it/)

Psoriasi, meglio Mangiare Meno Carne e più Verdure per salvare la Pelle

Uno stile alimentare povero di carne migliora decisamente la condizione della pelle e previene la psoriasi, come anche una dieta antinfiammatoria povera di zucchero, grassi saturi e farine bianche (pane, pasta ecc.). In molti casi, eliminare il glutine (frumento, orzo, avena, segale) e i latticini ha dato risultati sorprendenti. Il pesce azzurro, specie se cotto brevemente al vapore o in forno, apporta invece notevoli benefici. Ricordiamo tuttavia che, per evitare gli attacchi di psoriasi, occorre che la dieta fornisca alcune sostanze fondamentali per la pelle. Vediamo quali.

Omega 3 dall’azione protettiva e rigenerante: li trovi soprattutto in pesce azzurro, olio di semi di lino, chia e mandorle.
Selenio dall’azione antiossidante e antinvecchiamento: semi di sesamo (ricchi anche di calcio, minerale spesso carente in chi è affetto da psoriasi), cereali integrali (principalmente riso), legumi, germe di grano e noci.
Zinco dall’azione protettiva, rigenerante e antinfiammatoria: ostriche, aringhe, semi oleosi (zucca, noci, mandorle), legumi, prezzemolo, carote e zenzero.
Vitamina A dall’azione rigenerante, protettiva e antietà: carote, cavolo, broccoli, radicchio rosso e verde, patate americane, prezzemolo, spinaci, mango e zucca.
Cromo evita i picchi glicemici che favoriscono la comparsa della psoriasi: patate, germe di grano, mele (sono tollerate quelle cotte), rape, banane, spinaci, carote, fagioli e cavolo.
Fibre alimentari dall’azione disintossicante: riso integrale, quinoa e amaranto (cereali senza glutine) integrali, verdure e frutta (soprattutto con la buccia.

I succhi sono un farmaco potente, senza effetti collaterali.
Alla barbabietola, ma anche alla carota, al cetriolo, ai broccoli o al sedano: tutti fonte di vitamine e minerali antiossidanti e dall’azione rigenerante per la cute. Si preparano con la centrifuga e ne bastano un paio al giorno per curare, e anche per prevenire, le lesioni tipiche della psoriasi. Una ricetta semplicissima per preparare un succo di barbabietola al finocchio: centrifuga una barbabietola rossa cotta al forno e sbucciata (le trovi pronte al supermercato). Miscela al succo 2 cucchiai di yogurt naturale intero, quindi spolverizza con semi di finocchio in polvere e bevi subito.

Un altro alimento antiossidante per prevenire la psoriasi è il riso venere per una scorta di antiossidanti. Cuoce in 40-45 minuti ed è ottimo con tocchetti di tofu e di zucca dorati in padella con olio. Il colore nero è dato da pigmenti antiossidanti che proteggono la pelle da malattie e invecchiamento. Mangialo tre volte a settimana. (fonte /www.mondobenessereblog.com)

 

Il Magnesio negli Alimenti

Il magnesio è un oligoelemento indispensabile per l’organismo in quanto interviene in numerose reazioni fisiologiche che sono fondamentali per la salute. Quanto dobbiamo assumerne con la dieta? Quali sono gli alimenti con magnesio?

Ruolo del magnesio e fabbisogno quotidiano

Il magnesio ha un ruolo importante in numerose reazioni fisiologiche: partecipa al metabolismo dei glucidi, delle proteine e dei lipidi; interviene nei meccanismi della coagulazione del sangue; contribuisce alle attività enzimatiche e queste sono solo alcune delle sue funzioni.

L’organismo di un adulto contiene circa 25 g di magnesio: più della metà si trova nelle ossa, circa un quarto è nei muscoli, il resto è invece distribuito nel sangue e negli organi interni, soprattutto in cuore, reni, fegato e tubo digerente.

Ogni giorno bisognerebbe assumere una quantità di magnesio pari a circa 6 mg per chilo corporeo. Quindi, per esempio, una donna che pesa 60 chili dovrebbe assumerne più o meno 360 milligrammi. Durante la gravidanza il fabbisogno quotidiano di magnesio aumenta; diventa dunque ancora più importante conoscere e consumare una quantità adeguata di alimenti con magnesio.

Gli alimenti più ricchi di magnesio sono:

Data la natura degli alimenti con magnesio, l’occasione migliore per assumerlo tramite la dieta è la colazione. Per esempio, si può cominciare la giornata con una porzione di cereali integrali e a un paio di noci o di mandorle tostate.

La frutta secca è ottima anche come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio e può essere una soluzione anche per arricchire di nutrienti la merenda da far portare a scuola ai propri figli; non bisogna però esagerare con la quantità perché si tratta di alimenti molto calorici. (fonte /www.cure-naturali.it)