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Cervello al Top con gli Integratori Giusti

Se in questo momento hai bisogno di ricaricarti e dare sprint alla memoria, abbina i minerali giusti con gli estratti di radici e liane

integratori per mantenere in forma il cervelloDurante l’estate le nostre cellule (soprattutto quelle nervose) si trovano in una fase critica dal punto di vista energetico. In natura è il momento della crescita e i frutti completano la maturazione. Il nostro organismo avrebbe anche esigenza di ricaricarsi attraverso il riposo. Quest’alternanza di spinte vitali di segno opposto ci sottopone a uno stress che è la prima causa di stanchezza soprattutto a livello nervoso. Le cellule del cervello sono particolarmente vulnerabili ai danni ossidativi dovuti ai radicali liberi. Alcune sostanze antiossidanti sono importanti per la prevenzione dell’invecchiamento cerebrale, e molte sono abbondantemente presenti proprio nei cibi estivi.

Approfitta per fare scorta di:

– vitamina C, che trovi in peperoni, kiwi, agrumi, rucola, pomodori;

– il gruppo delle vitamine B, in particolare la B1, presente nei legumi e nei cereali integrali, e la B12 che si trova nel lievito di birra;

– vitamina E, presente in tutte le verdure a foglia verde e in legumi, patate dolci, papaya, cavolo, nocciole;

– polifenoli, che sono contenuti prevalentemente nelle mele, nelle pere, nell’uva, negli agrumi, nel tè verde e nel curry.

Kiwi a colazione o nello spuntino
Rinfrescante e dissetante, il kiwi va consumato subito dopo essere stato sbucciato per non far svanire le proprietà antiossidanti.

L’insalata che aiuta il cervello
Per tutto il mese sostituisci un pasto con un’insalata a base di rucola, pomodori, kiwi, mele, acini d’uva e un’arancia a fettine, arricchita con del tofu a dadini e un cucchiaio di lievito in scaglie, che ti consente di non esagerare con il pane e nutre i neuroni. Condisci con olio extravergine d’oliva.

Vitamina B12 super ricostituente
Per una cura ricostituente, con benefici che si estenderanno anche dopo il rientro dalle vacanze, è utile un’integrazione di vitamina B12 in capsule (si trova spesso associata ad altre vitamine e a sostanze ricostituenti): è un autentico elisir naturale per il sistema nervoso. Puoi assumerne una dose la mattina a colazione per tutto agosto. Se prendi la vitamina B12, puoi evitare di assumere contemporaneamente oligoelementi e ginseng.

Il guaranà ti rimette in pista
Un eccellente tonico, se arrivi alle ferie con le pile scariche, è il guaranà: questa liana dell’Amazzonia combatte la fatica ed è antidepressiva. Le sue proprietà sono dovute al contenuto di guaranina, sostanza simile alla caffeina, che migliora la resistenza psicofisica. Prendi 30 gocce di tintura madre di guaranà diluite in acqua, una o due volte al dì, lontano dai pasti. Il guaranà non deve essere associato al ginseng.

(Leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/benessere/integratori/3859/cervello-al-top-con-gli-integratori-giusti.html)

Super-Alimenti per il Cervello

alimenti per il cervelloIl cervello è il vero e proprio direttore d’orchestra del corpo, controlla infatti tutte le funzioni del nostro organismo.

Ecco perché è importante introdurre nella propria alimentazione cibi che possano proteggerlo da eventuali danni ed essere benefici per il suo corretto funzionamento.

Vi presentiamo alcuni degli alimenti consigliati per chi vuole mantenere il proprio cervello giovane e in forma:

Spinaci
Gli spinaci sono una verdura ricca di proprietà in grado di proteggere le cellule nervose dagli effetti dell’invecchiamento. Negli spinaci sono presenti in diverse quantità vitamine e sali minerali ma è in particolare la vitamina K che contribuisce al giusto equilibrio di cervello e sistema nervoso oltre che alla coagulazione del sangue in caso di ferite.

Mirtilli
Questi frutti di bosco contengono delle sostanze nutritive dette proantocianidine che proteggono il cervello dall’effetto delle tossine ambientali e sono in grado di diminuire l’attività dei radicali liberi. Le proantocianidine presenti nel mirtillo sono più concentrate ed efficaci delle vitamine C ed E e aiutano anche in caso di perdita di memoria o declino delle abilità motorie. Questi frutti hanno poi azione antinfiammatoria.

Uva
Uva, succo d’uva e vino rosso proteggono il cervello dall’Alzaheimer. Il segreto di questo frutto si chiama resveratrolo, antiossidante particolarmente benefico per le cellule cerebrali dato che, tra le altre cose, le protegge dall’effetto dei radicali liberi. Le uve rosse sono quelle più ricche di resveratrolo.

Alimenti ricchi di Omega 3 (salmone selvatico, noci, semi di lino e semi di canapa).
Si tratta di 4 diversi alimenti ma tutti accomunati dalla preziosa ricchezza di Omega 3. Il cervello, composto per il 60% da grassi, ha bisogno di grassi sani per ridurre le infiammazioni ed essere in grado di proteggersi dalle sostanze nocive. Ecco perché gli acidi grassi Omega 3 che si trovano in salmone selvatico, noci, semi di lino e semi di canapa aiutano a ridurre le infiammazioni, sostenere le funzioni celebrali e migliorare la memoria. Per quanto riguarda il salmone è importante che sia selvatico in quanto in quelli di allevamento sono stati riscontrati alti livelli di mercurio, sostanza molto pericolosa per il cervello e non solo…

Pomodori
Ne abbiamo parlato più volte, i pomodori contengono il famoso licopene e ormai numerose ricerche hanno dimostrato che chi consuma quotidianamente questa sostanza ha ricordi più nitidi e funzioni celebrali migliori. Il licopene è molto presente anche nell’anguria.

The
Le persone che bevono due o più tazze di tè al giorno hanno meno probabilità di sviluppare il morbo di Parkinson.
(leggi l’articolo completo su http://www.freshplaza.it/news_detail.asp?id=52732)

Spezie per la salute del cervello

spezie per la salute del cervelloUn’alimentazione sana ed equilibrata è alla base della salute di tutto l’organismo umano. Esistono tuttavia dei cibi, e in particolare alcune spezie, adatti per contribuire a migliorare la salute del nostro cervello, prevenendo malattie gravi autoimmuni, e migliorando le capacità di comprensione e apprendimento. Di seguito, vedremo 4 spezie che possono essere introdotte nella propria dieta quotidiana come condimenti salutari per godere dei loro benefici a livello mentale.

Curcuma

La curcumina è un composto polifenolico isolato dal rizoma della pianta Curcuma longa che agisce come antinfiammatorio, capace di contrastare malattie quali la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la psoriasi, e diversi disturbi infiammatori intestinali. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Advances in Experimental Medicine and Biology nel 2007, la curcumina inibisce le malattie autoimmuni mediante il controllo delle citochine infiammatorie. La curcumina è particolarmente utile al cervello perché attiva un enzima antiossidante chiave che riduce la formazione di placche, caratteristiche della sclerosi multipla. Inoltre, stando a una ricerca condotta nel 2004 dalla UCLA-Veterans Affairs, tale sostanza sarebbe capace di inibire l’accumulo di beta-amiloide distruttivo all’interno del cervello nei pazienti affetti dall’Alzheimer.

Zafferano

Secondo uno studio pubblicato nel 2005 sulla rivista Journal of Ethnopharmacology, lo zafferano, oltre a combattere i sintomi depressivi favorendo la produzione di serotonina, migliora l’apprendimento e la memoria. Oltre a ciò, una ricerca apparsa sul numero di giugno 2011 del Behavioural Brain Research afferma che i progressi a livello cognitivo dovuti al consumo dello zafferano sono principalmente legati all’elevata attività antiossidante della spezia.

Cannella

Anche solo l’odore di cannella è capace di stimolare positivamente le funzioni cerebrali. In particolare, la cannella migliora la memoria, la reattività visiva e motoria, l’attenzione, la concentrazione e la capacità di riconoscere le cose. La cannella è davvero una super-spezia: aiuta a regolare i livelli di zucchero nel sangue, riduce la proliferazione delle cellule tumorali, diminuisce i coaguli di sangue, agisce come antimicrobico, e contiene manganese, ferro, calcio e fibre.

Salvia

La salvia è un potente antiossidante e anti-infiammatorio. Quest’erba possiede composti simili ai farmaci impiegati per trattare la malattia dell’Alzheimer. Uno studio pubblicato su Pharmacological Biochemical Behavior, ha dimostrato che anche solo 50 microlitri di estratto di salvia migliorano notevolmente la memoria. La salvia è una pianta molto resistente e può essere facilmente coltivata anche in Italia, all’interno di un vaso.

Ballare mantiene giovane il cervello

Lo afferma una prestigiosa rivista medica: danzare aumenta le capacità cognitive e aiuta a costruire un formidabile argine contro il decadimento delle cellule nervose

ballare mantiene il cervello giovane

Lo afferma il prestigioso “New England Journal of Medicine”: ballare frequentemente sarebbe il miglior antidoto contro l’invecchiamento cerebrale. Il ballo aumenterebbe le capacita’ cognitive ad ogni eta’ oltre a dare una spinta vitale al proprio stile di vita e contribuire a incrementare i rapporti sociali. Il ballo e’ da sempre considerato anche un esercizio fisico. Studi recenti hanno dimostrato come i benefici della danza siano molteplici. Dalla riduzione dello stress, all’aumento dei livelli di serotoninanel sangue con la conseguenza di dare al corpo un generale benessere.

Ballare, un piacere amico dell’intelligenza

Più’ recentemente e’ stato studiato un altro aspetto: andare a ballare frequentemente può incrementare le capacita’ intellettive e proteggere dalla demenza e dalle malattie degenerative del sistema nervoso. Il nostro cervello riattiva e solidifica le connessioni neuronali secondo il bisogno, e se non ne ha bisogno le lascerà invecchiare. La ricerca analizza diverse attività che mantengono giovani e brillanti chi le pratica. Come si evince, il ballo ha surclassato tutti:

– Leggere   35%
– Puzzles almeno quattro volte a settimana  47%
– Ballare frequentemente   76%.

Dai risultati si può notare come il ballo sia la passione che mantiene al meglio il cervello integro e giovane: nel ballo il corpo deve decidere ogni pochi secondi un nuovo movimento.

(leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/psicologia/l-aiuto-pratico/3629/ballare-mantiene-giovane-il-cervello.html)

Alzheimer, si previene a tavola grazie a Omega3 e Vitamine

dieta per prevenire AlzheimerDue studi diversi sull’Alzheimer ci informano che prevenire questa terribile malattia dell’invecchiamento si può, partendo dall’alimentazione. Logicamente agire quando il morbo sia già insorto, con tutte le sue manifestazioni più conclamate come i deficit mnemonici, è molto difficile. Nella fase attuale non esistono cure risolutive contro l’Alzheimer, per questo è importante agire a livello preventivo quando si è ancora giovani e sani. Il cervello si può proteggere anche grazie ad una dieta mirata, in cui non manchino mai alcune sostanze nutritive fondamentali: acidi grassi Omega3 e vitamine antiossidanti. Il perché, ce lo spiegano due ricerche americane, di cui la seconda recentissima, che ci forniscono utili indicazioni da seguire.

Prevenire l’Alzheimer a tavola, il primo studio

Cominciamo con uno studio dell’anno scorso. Secondo i ricercatori dell’Oregon Health and Science University di Portland (USA), coordinati dal dott. Gene Bowman, una dieta a base di acidi grassi Omega-3 (contenuti in buona misura nel pesce azzurro, nel salmone, ma anche nella frutta secca e nei semi di CHIA) e vitamine (quelle di frutta e verdura fresche, possibilmente di stagione), è davvero in grado di prevenire la malattia di Alzheimer. Grazie ad una ricerca i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Neurology, infatti, che ha coinvolto un gruppo di pazienti, gli scienziati hanno dimostrato i benefici di una dieta che riesce a combinare alimenti ricchi di Omega-3 con cibi vitaminici (intendendo tutte le vitamine principali: A, B, C, D ed E).

Seguendo questo regime alimentare i volontari hanno ottenuto punteggi decisamente alti (superiori al gruppo di controllo), nei test mentali e di memoria. Insomma, testa più lucida (e più a lungo) grazie a pesce e verdure, sembrerebbe dire la ricerca. “Questi risultati devono essere confermati – ha spiegato il prof. Bowman – ma ovviamente è molto eccitante pensare che le persone potrebbero fermare la contrazione dei loro cervelli, e tenerli vivi, regolando la loro dieta”.

Prevenire l’Alzheimer a tavola, il secondo studio

Il secondo studio di cui vi diamo informazioni, è stato condotto dai ricercatori della Columbia University Medical Center di New York e pubblicato sulla rivista Neurology, e ha dimostrato scientificamente gli effetti protettivi degli acidi grassi Omega3 sul nostro cervello.

La ricerca ha coinvolto un campione di 1219 persone over 65 sane, delle quali, attraverso semplici analisi del sangue, sono stati misurati i livelli di Beta-Amiloide, responsabile della formazione delle “placche” che uccidono i neuroni nell’Alzheimer. Infatti i valori ematici di questa proteina sono indicativi anche della produzione a livello cerebrale.

La concentrazione della molecola nel loro sangue era inversamente proporzionale alla quantità (in grammi) di Omega 3 che essi assorbivano giornalmente attraverso l’alimentazione. Più Omega 3, meno Beta-Amiloide (e quindi minor rischio di ammalarsi di Alzheimer). Praticamente una formula matematica. Il dott. Nicolaos Scarmeas, coordinatore dello studio, afferma che aumentando di solo 1 g al giorno il nostro apporto di Omega 3 attraverso la dieta o integratori alimentari, siamo in grado di ridurre del 20-30% i rischi di sviluppare il morbo. A questo punto la scelta spetta a noi.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Una forte evidenza scientifica dimostra che mangiare Piccoli Frutti aiuta il Cervello

Esiste una forte evidenza scientifica che nutrirsi di mirtilli, more, fragole e altri piccoli frutti abbia effetti benefici sul cervello e possa aiutare a prevenire la perdita di memoria e altri cambiamenti correlati all’età. Lo riferisce uno studio sull’importanza di mangiare piccoli frutti pubblicato nel Journal of Agricultural and Food Chemistry della ACS.

Nell’articolo, Barbara Hale-Shukitt e Marshall G. Miller fanno notare che i cicli di vita più lunghi stanno sollevando preoccupazioni riguardo i costi sanitari e di vite umane nel trattamento del morbo di Alzheimer e di altre forme di declino mentale. La ricerca dimostra che mangiare frutti di bosco può giovare all’invecchiamento cerebrale. Per analizzare la validità delle prove sui piccoli frutti, i due ricercatori hanno esaminato a fondo gli studi cellulari esistenti al riguardo sugli esseri umani e animali.

La loro analisi ha concluso che i piccoli frutti aiutano il cervello a rimanere in buona salute in diversi modi. Contengono alti livelli di antiossidanti, composti che proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi. I due studiosi hanno anche segnalato che i piccoli frutti cambiano il modo in cui i neuroni cerebrali comunicano. Questi cambiamenti possono prevenire l’infiammazione nel cervello che contribuisce al danno neuronale e migliorare sia il controllo motorio che la cognizione. Ulteriori ricerche dimostreranno se questi benefici sono il risultato di singoli composti comuni ai vari piccoli frutti o se le combinazioni uniche di sostanze chimiche in ogni frutto hanno semplicemente effetti simili. (fonte www.freshplaza.it/)

Digiunare ritarda l’Invecchiamento e fa bene al Cervello

Digiunare fa bene al cervello, perchè migliora l’attività delle cellule cerebrali e aumenta l’aspettativa di vita. Inoltre, una dieta ipocalorica, specie se somministrata a periodi intermittenti, è un toccasana per il cuore, il sistema circolatorio e il cervello contro le malattie legate all’.

Ad affermarlo sono stati alcuni ricercatori del National Institutes for Aging della John Hopkins University di Baltimora, in uno studio condotto inizialmente sui topi, che ha poi dato ottimi risultati anche sull’uomo.

Il team di studiosi, guidati dal neuroscienziato Mark Mattson, ha diviso i roditori in due gruppi. Il primo è stato alimentato regolarmente, il secondo a giorni alterni. Alla fine del periodo di prova, i ratti che erano stati nutriti un giorno sì e uno no mostravano maggiore sensibilità all’insulina e ne producevano di meno.

L’insulina è un ormone la cui funzione principale è quella di regolare i livelli di zucchero nel sangue. Quando ne viene prodotta una grande quantità si verificano diverse conseguenze negative per l’organismo: le prestazioni del cervello ne risentono e aumenta il rischio di diabete.

Oltre ad avere minori livelli di insulina rispetto ai topi nutriti tutti i giorni, quelli sottoposti a dieta ipocalorica mostravano anche un’attività più efficiente delle sinapsi, vale a dire una migliore comunicazione tra i neuroni (cellule cerebrali) e tra i neuroni e le altre cellule. In sostanza il loro cervello funzionava meglio e più velocemente.

“Abbiamo scoperto – ha dichiarato Mark Mattson al Daily Mail – che la dieta a restrizione calorica, soprattutto se somministrata a periodi intermittenti di restrizione calorica maggiore, attiva nei neuroni i percorsi di risposta allo stress cellulare”. (fonte www.yourself.it)

I 5 Sensi sono collegati a livello Cerebrale, potenziandone uno si rafforzano gli altri

I nostri 5 sensi – vista, udito, olfatto, tatto e gusto – sono tutti strettamente interconnessi a livello cerebrale, tanto è vero che spesso si influenzano a vicenda. Ma secondo quanto scoperto da uno studio condotto tra Usa e Canada, il collegamento è tale che stimolando e potenziando uno dei sensi, si finisce per ottenere lo stesso risultato con gli altri. Nello specifico, come dimostrato dai ricercatori del Neuro Montreal Neurological Institute and Hospital (Canada), con i colleghi americani della McGill University e del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia, stimolando l’area cerebrale preposta alla vista, si migliora anche l’olfatto.

Insomma, un effetto combinato davvero molto interessante. Per giungere alle loro conclusioni, pubblicate sulla rivista Journal of Neuroscience, gli scienziati hanno effettuato dei test sul cervello di un gruppo di volontari attraverso laStimolazione Magnetica Transcranica (TMS), in modo da poter visualizzare gli effetti della stimolazione della corteccia visiva e successivamente valutare anche i cambiamenti a livello olfattivo. E così, al termine dei test, si è potuta rilevare la doppia efficacia, occhi più pronti e naso più “fino”.

E’ noto che vi sono aree cerebrali separate specializzate per i diversi sensi come la vista, l’olfatto, tatto e così via, ma, quando si sperimenta il mondo intorno a noi, si ottiene un quadro coerente, basato su informazioni provenienti da tutti i sensi. Volevamo scoprire come funziona nel cervello. In particolare abbiamo voluto mettere alla prova l’idea che l’attivazione delle regioni cerebrali principalmente dedicate a un certo senso potrebbero influenzare l’elaborazione in altri sensi.

Quello che abbiamo scoperto è che stimolare elettricamente la corteccia visiva migliora le prestazioni in un compito che richiedeva ai partecipanti di identificare l’odore strano in mezzo a un gruppo di tre”, ha spiegato il coordinatore dello studio, Christopher Pack.

Inoltre: “Questo cross-wiring (interferenza) di sensi è stato descritto nelle persone con sinestesia, una condizione in cui la stimolazione di un senso porta ad automatiche, involontarie esperienze in un secondo senso, provocando per esempio il vedere il colore dei numeri, sentire o l’odore delle parole, o udire gli odori .

Ora, questo studio mostra che cross-wiring dei sensi esiste in ognuno di noi, in modo da poter essere tutti considerati a un livello sin estetico”, ha specificato il dott. John Lundstrom. Non so se questa scoperta possa portare a qualche tipo di risvolto pratico, ad esempio nelle terapie di persone affette da qualche deficit sensoriale, ma sicuramente è molto affascinante.

 (fonte salute.pourfemme.it)

Dieta: Omega 3, toccasana per Cervello e Memoria

Il cervello per rimanere giovane e “scattante” il più a lungo possibile ha bisogno della giusta dose di nutrimento, ma, soprattutto, delle sostanze nutrienti adatte allo scopo. Tra gli ingredienti della ricetta salva cervello e salva memoria che non possono proprio mancare ci sono, sicuramente, gli acidi grassi omega 3. Infatti, da una recente sperimentazione a stelle e strisce è emerso che seguire un regime alimentare povero di omega 3 rischia di accelerare l’invecchiamento cerebrale, di compromettere le capacità cognitive e la memoria.

L’alimentazione giusta può rivelarsi una valida alleata della salute e della funzionalità del cervello e, al contrario, le scelte alimentari sbagliate possono risultare davvero deleterie. Per preservare le capacità cognitive cerebrali, memoria compresa, meglio puntare su un regime alimentare vario ed equilibrato  ricco di acidi grassi insaturi omega 3.

Per assumere i tre grammi giornalieri di Omega 3 raccomandati per il fabbisogno giornaliero, il miglior modo è quello di consumare gli alimenti che li contengono come i cereali, i legumi, in particolare i ceci, la frutta secca, come noci, arachidi, pistacchi o mandorle e l’olio di lino e altri oli vegetali, ma l’alimento vegetale che contiene il più alto tenore di acidi grassi omega 3 sono i semi di CHIA :

La conferma del ruolo fondamentale svolto dagli omega 3 nel mantenimento della “freschezza” e prontezza cerebrale, così come della memoria, arriva da una recente ricerca dell’Università della California di Los Angeles, pubblicata sulle pagine della rivista Neurology. Gli esperti d’oltreoceano hanno esaminato 1575 persone (età media 67 anni), sottoponendole a risonanza magnetica e a test cognitivi.

“Le persone con livelli più bassi di omega-3, inclusi l’acido docosaesaenoico (Dha) e l’acido eicosapentaenoico (Epa), nel sangue hanno un volume cerebrale inferiore equivalente a circa due anni di invecchiamento della struttura cerebrale” ha osservato uno degli autori della ricerca.

(Fonte www.tantasalute.it)

La dieta del Sorriso, cibi che migliorano l’Umore

Una forchettata di felicità istantanea, da addentare all’occorrenza, quando siamo giù di morale e abbiamo voglia di fare il pieno di buonumore senza troppi sforzi. Con la dieta del sorriso è possibile. Un regime alimentare che includa i cibi che rilassano, calmano e rilasciano sostanze positive nel nostro organismo.

Almenti ricchi di vitamina B  proteggono la guaina mielinica del cervello e prevengono l‘invecchiamento cerebrale.

Le bietole sono la scelta migliore perché sono ricche di magnesio che aumenta i livelli di energia e agisce come antidepressivo. Sì anche agli asparagi, fonte naturale di triptofano, che serve come base per la creazione di serotonina, l’ormone del buonumore.

Infine, via libera a tutti i tipi di pomodori e pomodorini, ricchi di licopene, una sostanza che contrasta l’infiammazione, principale fattore di depressione. Come dolce scegliamo il puro cioccolato fondente, una scossa di energia per il cervello ed un toccasana per l’umore. (fonte www.benessereblog.it)