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Colesterolo Basso: Sintomi, Conseguenze e Rimedi

Non siamo abituati a sentir parlare di colesterolo basso, perché spesso si mette l’accento sulla condizione opposta, l’ipercolesterolemia

rimedi sintomi conseguenze colesterolo bassoEppure esiste anche l’ipocolesterolemia, che si manifesta quando i livelli di grassi nel sangue sono troppo bassi, precisamente inferiori a 160 mg/dL.
Il problema non è molto comune, ma non per questo può essere considerato meno grave. In effetti, anche se non si manifesta con sintomi specifici, le conseguenze per la salute possono essere tante, visto che il colesterolo svolge delle funzioni molto importanti: serve a produrre la bile, protegge le fibre nervose, interviene nella formazione delle membrane cellulari e nella produzione di ormoni e della vitamina D.  Tuttavia i rimedi per ovviare al disturbo ci sono.

 Sintomi

I sintomi del colesterolo basso non risultano evidenti, a differenza di quanto avviene nei casi di ipercolesterolemia. Di conseguenza soltanto delle specifiche analisi del sangue possono indicare di trovarsi in una condizione che comporta dei rischi.

I livelli di colesterolo bassi possono essere la spia di alcune malattie, come l’ipertiroidismo, la celiachia, le malattie del fegato, le leucemie e alcune forme di tumore.

E’ un sintomo comune anche fra le persone affette da depressione. Inoltre i valori possono diminuire assumendo alcuni tipi di farmaci, come, per esempio, quelli per abbassare le statine.

Le conseguenze

Le conseguenze del colesterolo basso possono essere tante. Infatti non dobbiamo dimenticare tutti i processi in cui il colesterolo interviene. Esso è presente nelle membrane cellulari e quindi è fondamentale per la loro integrità fisica e per la loro permeabilità.

Una certa quantità di colesterolo è coinvolta anche nel processo dell’assorbimento e della digestione dei grassi. Inoltre viene utilizzato dalle ghiandole surrenali, dalle ovaie e dai testicoli per sintetizzare alcuni ormoni molto importanti, come il progesterone, gli estrogeni e gli androgeni.

Dal colesterolo deriva anche la vitamina D, che è fondamentale per un’adeguata mineralizzazione delle ossa. Da non dimenticare che negli strati superficiali della cute esso impedisce l’evaporazione dell’acqua, conferendo resistenza alla pelle.

I rimedi

I rimedi contro il colesterolo basso comprendono una rivisitazione dello stile di vita. In particolare ci si deve concentrare sul fattore della sedentarietà e su quello che riguarda l’alimentazione corretta. Ci deve essere sicuramente un cambiamento delle abitudini alimentari, che possono essere anche accompagnate da un’integrazione con inositolo, che è conosciuto anche come vitamina B7 ed è importante per garantire la disintossicazione del fegato.

(leggi l’articolo completo su http://www.tantasalute.it/)

 

Succhi Vegetali che aiutano ad Abbassare il Colesterolo

abbassare colesterolo con succhi di frutta e verduraI succhidifrutta e di verdura combinano l’alto valore nutritivo a una vasta gamma di sapori, purché siano al 100 per cento naturali e senza l’aggiunta di additivi chimici.

Molte di queste bevande contengono fitonutrienti, oltre a vitamine e minerali, che tra i tanti benefici per la nostra salute aiutano anche ad abbassare il colesterolocattivo. Di seguito, vedremo alcuni succhi vegetali raccomandati per migliorare i livelli di colesterolo.

► Estratto di zenzero

Secondo uno studio pubblicato nel 2000 sulla rivista Journal of Nutrition, gli estratti di zenzero sono in grado di abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL), di inibire l’ossidazione delle LDL e ridurre le placche sulle pareti delle arterie. In uno studio successivo pubblicato sul Saudit Medical Journal nel 2008, sono stati confermati gli effetti positivi nella riduzione dei livelli di LDL e dei trigliceridi nei soggetti che avevano assunto 3 grammi di zenzero in polvere al giorno.

I composti antiossidanti contenuti nello zenzero, nello specifico gingeroli e shogaoli, sono con ogni probabilità i responsabili della diminuzione del tasso di colesterolo, impedendo l’ossidazione delle lipoproteine. Queste potenti sostanze distruggono i radicali liberi che causano l’ossidazione delle LDL e l’accumulo delle placche arteriose.

► Succo di pomodoro

In una ricerca condotta dalla University of Oulu nel 2007, alcuni pazienti hanno dovuto seguire una dieta ad alto contenuto di pomodori per tre settimane, prevalentemente caratterizzata da succo di pomodoro. Tale dieta ha portato benefici nei livelli di colesterolo, e ciò è dovuto al fatto che i pomodori sono ricchi di licopene e beta-carotene, antiossidanti che contrastano l’ossidazione delle LDL, riducendo il colesterolo cattivo.

► Succo di melagrana

Uno studio di tre anni pubblicato nel numero di giugno 2004 del Clinical Nutrition (Aviram, et al.) ha preso in esame alcuni pazienti affetti da stenosi carotidea (accumulo di placche nelle arterie che portano al cervello), e ha dimostrato che con il consumo regolare di succo di melagrana si è avuta una diminuzione dello spessore delle placche arteriose così come della pressione sanguigna. I polifenoli presenti nel succo di melagrana sono efficaci anche nella riduzione dell’ossidazione delle LDL, con conseguente miglioramento del profilo lipidico del sangue.

► Succo di mela

Il succo di mela può inibire la progressione dell’aterosclerosi, stando a quanto affermato da uno studio pubblicato nel numero di ottobre 2009 della rivista Lipids in Health and Disease. I risultati della ricerca hanno dimostrato che il succo di mela contribuisce a ridurre il colesterolo totale, i trigliceridi, le infiammazioni, i fattori di coagulazione del sangue e l’aterosclerosi nelle arterie coronarie.

► Succo d’arancia

Uno studio condotto dalla Sao Paulo State University nel 2010 ha preso in esame gli effetti del succo d’arancia sul colesterolo. La ricerca è stata svolta su due gruppi di pazienti con colesterolo alto. Il primo gruppo ha dovuto bere succo d’arancia per 60 giorni, mentre al secondo gruppo è stato dato un placebo. Gli scienziati hanno osservato un’abbassamento di LDL (o colesterolo cattivo) nei soggetti che hanno consumato il succo d’arancia mentre nessun cambiamento è stato riscontrato nell’altro gruppo. Il succo d’arancia contiene alti livelli di flavonoidi, gli antiossidanti che con ogni probabilità sono i responsabili dei risultati positivi di questa ricerca.

► Succo d’uva

Il resveratrolo è un potente antiossidante capace di contribuire a ridurre i livelli di colesterolo cattivo. Questa sostanza è presente in maggiore quantità nella buccia e nella polpa di uva, in particolare di quella scura.

(Leggi l’articolo completo su http://www.beautyerelax.com/alimentazione/480-succo-frutta-verdura-eliminare-colesterolo-ldl.html#ixzz2OeUZr8Gy)

 

Piante e Integratori contro il Colesterolo cattivo (LDL)

struttura molecolare del colesteroloAlti livelli di colesterolo LDL, ovvero il cosiddetto colesterolocattivo“, sono molto pericolosi, soprattutto perché portano a sviluppare malattie cardiache, aterosclerosi e ictus. Di seguito vedremo alcune piante e integratori utili per contribuire ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) in modo naturale.

Niacina (vitamina B3)

La niacina, conosciuta anche come vitamina B-3, gioca un ruolo importante nel diminuire il tasso di colesterolo cattivo e nell’aumentare quello buono (HDL). In generale, la niacina può abbassare le LDL di circa il 10 per cento, i trigliceridi del 25 per cento, e accresce il colesterolo buono del 15-30 per cento. Oltre a ciò, la vitamina B3 è efficace nel diminuire la presenza della lipoproteina (a), comunemente chiamata il “terzo colesterolo”.

La niacina può essere assunta tramite l’alimentazione mangiando cibi come legumi, carne e lievito di birra. In commercio esistono anche integratori di vitamina B3 (conosciuta altresì come vitamina PP, dall’inglese Pellagra-Preventing), tuttavia, prima di ricorrere a supplementi di questo genere, si consiglia sempre di sentire il parere del proprio medico.

Foglie di carciofo

Dalle foglie di carciofo si ricava un estratto chiamato Cynara scolymnus che può aiutare ad abbassare il colesterolo. Tale estratto infatti agisce andando a limitare la sintesi del colesterolo nel corpo. Oltre a ciò, il carciofo contiene un composto chiamato cinarina, capace di aumentare la produzione di bile nel fegato e accelerarne il flusso dalla cistifellea, favorendo così l’escrezione del colesterolo.

Fibre solubili

Le fibre solubili diminuiscono il tasso di colesterolo LDL riducendone l’assorbimento nell’intestino. Le fibre solubili infatti si legano con il colesterolo fino a quando viene escreto. Gli alimenti maggiormente ricchi di fibre solubili sono: avena, orzo, segale, legumi come piselli e fagioli, mele, prugne, frutti di bosco, ortaggi quali carote, cavoletti di Bruxelles, broccoli, e patate dolci. Con soli 5-10 grammi di fibre solubili, le LDL vengono ridotte di circa il 5 per cento.

Steroli e stanoli vegetali

Gli stanoli e gli steroli vegetali (beta-sitosterolo e sitostanolo) sono composti che esistono in natura in molte piante. Tali sostanze vegetali possono aiutare a ridurre il colesterolo perché contribuiscono a bloccarne l’assorbimento da parte dell’intestino. Le fonti alimentari più ricche di steroli vegetali sono diversi oli tra cui l’olio extravergine d’oliva, quello di semi di soia, di riso, di noci e di legno di pino. Tra gli ortaggi troviamo soprattutto cavoletti di Bruxelles, broccoli, cavolfiori, e olive.

Policosanoli (PPG o polycosanol)

Il policosanolo è una miscela di sostanze naturali ottenuta da alcoli grassi mediante la lavorazione di composti cerosi derivanti da: patate, canna da zucchero, e cera d’api. Tale integratore è in grado di ridurre i livelli di colesterolo cattivo del 20-25 per cento in circa due settimane di terapia

(leggi l’articolo completo su http://www.beautyerelax.com/salute/431-ldl-colesterolo-cattivo-rimedi-naturali-erbe-intergratori.html#ixzz2IiUHjFHH)

Scoperta la proteina che fa accumulare colesterolo, è la resistina

La causa dell’accumulo di colesterolo nelle arterie è una proteina che, oltre a favorirne la produzione, ne riduce anche la degradazione. La proteina in questione si chiama resistina ed è stata scoperta da un gruppo di ricercatori della McMaster University di Hamilton (Canada), che hanno presentato i risultati delle loro ricerche durante il Canadian Cardiovascular Congress di Toronto.

colesterolo resistina

Shirya Rashid, coordinatrice della ricerca, ha spiegato che la resistina aumenta la produzione di colesterolo LDL (quello noto anche come “cattivo”) da parte delle cellule del fegato. Allo stesso tempo, questa proteina degrada i recettori per il colesterolo LDL nello stesso fegato, impedendo, così, all’organo di eliminare il colesterolo dall’organismo. Tutte queste azioni negative fanno sì che la resistina acceleri l’accumulo di LDL nelle arterie, aumentando il rischio cardiovascolare.

Gli effetti della presenza di resistina non finiscono, però, qui. Infatti questa proteina influenza negativamente anche l’azione delle statine, i farmaci più utilizzati per ridurre i livelli di colesterolo e, di conseguenza, il rischio cardiovascolare.

Secondo quanto riportato da Rashid questi medicinali non sono efficaci addirittura nel 40% dei pazienti. Per questo

la maggiore implicazione dei nostri risultati è che alti livelli di resistina nel sangue potrebbero essere la causa dell’incapacità delle statine di ridurre il colesterolo LDL nei pazienti

(leggi l’articolo completo su http://www.benessereblog.it/post/24365/scoperta-la-proteina-che-fa-accumulare-colesterolo-e-la-resistina)

Colesterolo più Basso con la Dieta Ipocalorica

come abbassare il colesteroloIl colesterolo è un parametro fondamentale per la nostra salute e spesso ci dimentichiamo di controllarlo periodicamente. Avere i livelli troppo alti, vuol dire, mettere a dura prova la salute del cuore, delle arterie e aumentare anche il rischio di sviluppare il diabete. In che modo è possibile assicurarsi un colesterolo nei parametri? Ovviamente dipende da tanti fattori differenti: ci sono l’ereditarietà, lo stile di vita, la dieta ben bilanciata e il movimento. Nella maggior parte dei casi, l’anello debole è proprio la dieta non ben equilibrata.

Sono molte le persone che cercano inutilmente di perdere peso con regimi alimentari inventati o dell’ultimo momento. È un errore, soprattutto, quando per correggere alcune abitudini sbagliate, se ne introducono dell’altre. Quali? Per esempio mettere al bando i carboidrati e, al tempo stesso, continuare ad assumere troppi grassi, per via delle diete iperproteiche.

La dieta sbilanciata favorisce il colesterolo alto

Un recente studio svedese ha dimostrato che la dieta sbilanciata è molto diffusa e crea davvero gravi problemi alla salute. Secondo lo studio, negli anni Settanta nel Nord del Paese molte persone avevano problemi cardiovascolari e proprio qui la possibilità di morire di ictus, per gli uomini, era tra le più elevate al mondo. Nel 1985 quindi si è deciso di mettere in atto un progetto chiamato «Västerbotten Intervention Programme», con cui si diffuse un’educazione alimentare di spessore. Le persone impararono a mangiare meglio e considerare il cibo non solo come nutrimento, ma anche come ingrediente forndamentale per conservare la salute. I risultati sono stati tangibili: sono diminuiti i consumi di grassi, soprattutto il burro e prodotti analoghi (sostituiti con cibi spalmabili light) e si è di conseguenza abbassato il livello dicolesterolo.

Meno carboidrati? Ok, ma anche meno grassi

Un altro importante step è stato quello di ridurre la quantità di carboidrati. Non sono stati quindi totalmente eliminati, ma contenuti in porzioni più piccole. Le persone che non hanno ridotto i grassi, però, non hanno beneficiato di questo sacrificio. Ingegerd Johansson, coordinatore della ricerca svedese, ha infatti spiegato: “Le diete a basso contenuto di carboidrati e alto introito di grassi possono pure essere efficaci per perdere peso nel breve termine, ma nel lungo periodo il dimagrimento non viene mantenuto e a causa dell’incremento del colesterolo nel sangue c’è un peggioramento del profilo di rischio cardiovascolare”. Ne vale la pena? Questo studio dimostra davvero diversi fattori, il primo è che per dimagrire bisogna recarsi da un medico. È davvero inutile, se non controproducente, fare il fai da te. Inoltre, non bisogna guardare al dimagrimento come unico risultato di una dieta, meglio vedere gli effetti dell’alimentazione a lungo termine. Infine, va bene ridurre la quota di carboidrati, se in eccesso, ma non bisogna certo dimenticare di tagliare altrettanto i grassi.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Colesterolo Alto, HDL Meno “Buono” di quanto si pensi?

Il colesterolo alto è sicuramente un problema per la nostra salute, specialmente quella del nostro cuore e dei nostri vasi sanguigni. Tenere sotto controllo i livelli di questi grassi nel sangue è una delle prime cose che sappiamo di dover fare, attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata e uno stile di vita che sia quanto più possibile dinamico e libero da vizi nocivi come le sigarette o il troppo alcool. Quanto il nostro medico ci prescrive gli esami del sangue, che un individuo adulto e in buona salute dovrebbe comunque effettuare una volta all’anno, tra i valori da misurare c’è sempre anche il colesterolo totale. Per un quadro più preciso, però, è importante specificare di quale colesterolo stiamo parlando, “buono” e “cattivo” sono infatti le due elementari definizioni con cui indichiamo rispettivamente il colesterolo LDL e quello HDL. Qual è la differenza?

Colesterolo “buono” o “cattivo”?

Fino ad oggi abbiamo sempre sentito dire che avere un elevato livello di colesterolo HDL nel sangue sarebbe in grado di bilanciare un altrettanto alto livello di LDL. In pratica, mentre il “cattivo” ostruisce le arterie, esponendoci in questo modo al rischio di subire danni cardiaci, tra cui infarto e ictus, il “buono” funge da spazzino e libera i vasi sanguigni. Quindi, tutto a posto?

In realtà le cose pare non stiano esattamente così. Le persone che sono geneticamente predisposte a produrre colesterolo e che hanno il cuore a rischio, infatti, non sono protette da alti livelli di HDL. Gli ultimi studi ci dicono che la probabilità di subire un infarto miocardico non è inferiore in chi abbia il colesterolo “buono” alto. In buona sostanza, il colesterolo alto, che sia LDL o HDL, espone comunque al rischio di attacchi cardiaci in chi sia già predisposto. Per questo si dovrebbe considerare la colesterolemia totale, e cercare di non superare la soglie-limite.

Colesterolo “buono” HDL, crollo di un mito

Lo studio che ha ribaltato una radicata credenza scientifica, quella sull’effetto protettivo del colesterolo HDL, è stato condotto dai ricercatori del Massachussets General Hospital di Boston in collaborazione con la Fondazione Policlinico di Milano, l’azienda ospedaliero-universitaria di Parma e l’Università di Milano e pubblicato sulla rivista Lancet. La ricerca si è basata sulle analisi dei campioni di DNA provenienti da 120mila persone, nei quali si è cercata la cosiddetta variante del gene Lipg, associata alla produzione di colesterolo HDL.

colesterolo HDL

In un sottogruppo di 53mila persone si sono valutate anche altre varianti genetiche sempre collegate con una maggiore produzione di colesterolo “buono”. Analizzando tutti i dati, alla fine il responso è stato sconfortante: “Certi meccanismi genetici che aumentano i livelli di colesterolo Hdl nel sangue non sembrano abbassare il rischio di infarto miocardico”, hanno sentenziato gli esperti.

Un risultato talmente chiaro che uno degli autori italiani dello studio, Pier Mannuccio Mannucci del Policlinico di Milano, ha commentato: “Forse, quindi, non vale la pena di sviluppare farmaci per cercare di aumentarlo. I dati della ricerca mettono a dura prova un dogma e cioè che alti livelli di colesterolo buono Hdl proteggano dai rischi dell’infarto. Questa scoperta conferma anche ciò che si è visto con altri studi, dove si sperimentavano farmaci capaci di aumentare i livelli di colesterolo Hdl, ma che non diminuivano affatto il rischio di infarti”. Rassegniamoci, se il nostro colesterolo totale supera i livelli di guardia, è necessario correre ai ripari.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Dieta per il Colesterolo: cosa Mangiare e cosa Evitare

La dieta per il colesterolo è fondamentale per chi soffre di questa patologia e per chi vuole controllare la propria salute. Ricordate sempre che il nostro benessere comincia a tavola ed è importantissimo sapere cosa possiamo mangiare e cosa invece sarebbe meglio evitare per combattere il colesterolo. Ovviamente una dieta equilibrata deve prevedere alimenti leggeri e digeribili e deve invece eliminare tutti quei cibi che sono troppo grassi e pesanti. Fondamentale anche bere moltissimo per depurare e favorire la diuresi. Vediamo cosa mangiare e cosa evitare, ma anche un esempio di programma dietetico equilibrato.

Gli alimenti vietati per chi ha il colesterolo alto.

cibo ricco di colesteroloEcco un elenco esaustivo di tutto quello che andrebbe evitato: latte intero, yogurt intero, yogurt alla frutta, latte condensato, panna, creme di yogurt, Formaggi stagionati tipo groviera, gorgonzola, fontina, formaggini fusi, sottilette, pecorino, grana, carne cucinata con abbondante condimento, evitare la carne grassa (anatra, costine.) e le frattaglie (fegato, rognone, cuore .), salame, mortadella, coppa, pancetta, pesci conservati sott’olio (es. tonno), moderare il consumo di molluschi e crostacei (cozze, vongole, gamberi.), burro, lardo, strutto, margarina animale, olio di semi vari, pane condito, fette biscottate, grissini, crackers, verdura fritta o cucinata con grassi animali, gelati o dolci confezionati con uova o burro o panna, biscotti frollini, biscotti farciti.

Gli alimenti concessi

Ecco un elenco esaustivo di tutto quello che potrete consumare: frutta e verdura, latte parzialmente scremato e totalmente scremato,yogurt magro bianco o alla frutta (0,1% di grassi), Formaggi freschi tipo ricotta vaccina, mozzarella, crescenza, fiocchi di latte, tutti i tipi di carne magra sono permessi: pollo (petto), tacchino, coniglio, vitello, manzo magro, cavallo, maiale magro (lonza o filetto), prosciutto crudo magro, prosciutto cotto magro, bresaola, spek magro, freschi o surgelati tipo sogliola, merluzzo, trota, dentice, orata, tonno in scatola al naturale, olio extravergine d’oliva, olio di semi di mais, olio di soia, olio di vinacciolo, margarine vegetali, pasta o riso o gnocchi al pomodoro o alle verdure, al ragù magro, risotto allo zafferano, pasta o riso in brodo vegetale o tipo minestrone.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Gli Omega 3 per Accelerare il Metabolismo e Prevenire Ictus e Infarto

alimenti ricchi di Omega 3Fare scorta di Omega 3 è un’ottima soluzione per restare magra e curare la nostra salute. Questi grassi buoni tonificano cuore e circolo e accelerano il metabolismo. Il sovrappeso si associa all’aumento del rischio di sviluppare alcune patologie, in primo luogo quelle cardiovascolari. Spesso infatti le persone in sovrappeso o con una dieta sregolata, ricca di grassi e zuccheri, registrano livelli ematici di colesterolo e trigliceridi tropppo elevati, prima causa di disturbi come l’aterosclerosi, anticamera di ictus e infarto.

Per fortuna in natura ci sono i famosi Omega 3, grassi insaturi a catena lunga che, tra le altre numerose proprietà, vantano anche quelle di essere in grado di ridurre la quantità di lipidi circolanti a livello sanguigno, tenendo così pulite vene e arterie e migliorando l’ossigenazione dei tessuti.

Gli Omega 3 hanno infinite proprietà, migliorano la produzione di energia, migliorano la salute di pelle, capelli e unghie; riducono i segni dell’invecchiamento, migliorano la risposta allo stress, combattono gli effetti del diabete; migliorano il sonno; riducono i sintomi delle allergie.

Ben rappresentati anche nel regno vegetale, gli Omega 3 sono contenuti ad esempio nelle noci, nei semi di lino, nei semi di CHIA e in molti oli, abbondano soprattutto nel pesce. Un recento studio spagnolo, condotto presso l’Università dell’Almeria e pubblicato sul “Journal of Food Composition and Analysis”, ha segnalato tra i pesci più ricchi di Omega 3 le alici (o acciughe).

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

I sette Peccati capitali della Dieta occidentale

errori alimentariL’elenco dei peccati capitali della dieta occidentale è stato stilato da uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, prima firma Loren Cordain  del Department of Health and Exercise Science della Colorado State University.

  • Partiamo dal consumo eccessivo di zuccheri e cereali raffinati, responsabile di disturbi del metabolismo glicemico. Esagerare con prodotti raffinati, ne parlavamo qualche giorno fa a proposito del riso bianco, accresce il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2.
  • Grassi saturi a go go. Idrogenati e di origine animale perdipiù. Sono i peggiori, responsabili di processi infiammatori nell’organismo. Facciamo invece un uso troppo esiguo di grassi polinsaturi, come quelli contenuti nel pesce, utili per mantenere sani il cuore ed il cervello.
  • Puntiamo troppo sui carboidrati per nutrirci e, vedi punto 1, non facciamo distinzione tra integrali e raffinati. Una distinzione che invece è determinante per mangiare sano.
  • Consumiamo poca frutta e verdura. Ci manteniamo al di sotto delle cinque porzioni giornaliere consigliate e questo ci causa un deficit di vitamine e sali minerali fondamentali per l’organismo quanto, se non addirittura più, degli altri nutrienti.
  • Mangiamo troppi alimenti di origine animale. Questo altera l’equilibrio acido/base che va mantenuto stabile con un maggiore apporto di frutta e verdura rispetto a grassi e proteine animali.
  • Troppo sodio nella dieta. Il sale si nasconde negli alimenti preconfezionati. Occorre controllare le etichette e ridurre anche quello aggiunto ai piatti fatti in casa.
  • Poche fibre. E ancora una volta torniamo al punto 1 che a questo punto, appare evidente, è il difetto peggiore tra quelli elencati: mangiamo troppi cereali raffinati a discapito di quelli integrali che contengono un apporto più alto di fibre e che sarebbero dunque da preferire.

Intervenire su queste cattive abitudini alimentari ridurrebbe drasticamente il rischio di numerose malattie metaboliche, come il diabete, ma anche le probabilità di insorgenza di diversi tipi di tumori. Già, perché il cancro, in almeno il 30% dei casi, è legato in qualche modo a quello che mangiamo.

(fonte www.benessereblog.it)

Erbe amiche della Salute: Tè Verde contro il Colesterolo

Anche il tè verde aiuta a mantenere in salute cuore e arterie. La bevanda tradizionale cinese, ormai da tempo entrata anche nelle nostre cucine, aiuta a ridurre i livelli di colesterolo totale e quelli del cosiddetto colesterolo “cattivo”. Gli ingredienti responsabili di questo effetto dell’infuso, già noto amico della salute, sono le catechine, molecole che riducono l’assorbimento intestinale del colesterolo.

A svelare questa nuova proprietà del tè verde è un’analisi pubblicata sul Journal of the American Dietetic Association in cui i ricercatori della Western University of Health Sciences hanno raccolto i risultati di 20 diversi studi clinici.
I dati analizzati riguardano l’assunzione di tè verde sotto forma di infuso o di estratti in capsule da parte di ben 1.415 persone.
E’ stato così scoperto che questa pianta riduce di 5-6 punti i livelli di colesterolo totale e aiuta a tenere alla larga quello cattivo.
Non solo, berlo è meglio che assumerne i principi attivi sotto forma di capsule.

Ma il tè verde non può essere considerato la soluzione definitiva contro il grasso che intasa le arterie: non è stato, infatti, osservato nessun effetto sul colesterolo “buono”, quello che protegge cuore e vasi dall’aterosclerosi, né sui livelli di trigliceridi. Perciò chi ha problemi di colesterolo alto può usare il tè come sostegno alle terapie farmacologiche, senza, però, abbandonarle.

(Fonte www.benessereblog.it)