Tag Archives: colon

Come Depurare il Colon

Come Depurare il ColonIl colon svolge un ruolo essenziale nel processo di digestione. È responsabile per l’eliminazione delle tossine dal sangue, dai tessuti linfatici e dagli intestini. Affinché quest’organo funzioni correttamente, è necessario consumare cibi ricchi di fibre come frutta e verdura, in modo da combattere la stitichezza e facilitare il passaggio della massa fecale.

Oltre a una dieta sana ed equilibrata, abbiamo diversi rimedi naturali che si possono assumere per purificare il colon e mantenere in salute tutto l’apparato digerente :Aloe Vera

L’aloe vera è una pianta particolarmente apprezzata per via delle sue proprietà curative legate ai disturbi della pelle. Oltre alle applicazioni topiche sulla cute, il gel di aloe vera costituisce uno dei migliori lassativi naturali. Tale ingrediente è infatti molto usato anche in molti prodotti di pulizia per il colon proprio per via della sua capacità di stimolare i movimenti peristaltici nell’intestino, contribuendo alla rimozione delle feci. Questa capacità dell’aloe è dovuta alla presenza di composti noti come antrachinoni, ovvero glicosidi che oltre a favorire la peristalsi intestinale, aiutano a eliminare i microbi, e leniscono le irritazioni al colon. Un’altra pianta che agisce in modo del tutto simile all’aloe è la senna (Cassia angustifolia), anch’essa contenente antrachinoni.

Semi di chia

I semi di chia supportano le funzioni del colon mentre aiutando a eliminare i rifiuti tossici. Tali semi possiedono una quantità di fibre superiore al 35 per cento, e hanno una notevole capacità di assorbire l’acqua (pari a circa dieci volte il loro peso), il che permette all’organismo di rimanere idratato più a lungo. Inoltre, le mucillagini che rivestono i semi di chia, a contatto con l’acqua, formano un gel che fa aumentare il volume dei semi i quali, una volta nell’intestino, premono sulle pareti del tubo digerente stimolando la peristalsi e l’espulsione dei rifiuti.

Probiotici

I probiotici sono batteri buoni che aiutano a prevenire le infezioni del tratto digerente causate dai microbi dannosi. I probiotici possono migliorare notevolmente la flora intestinale e le difese della mucosa, andando a contrastare batteri cattivi come l’E. coli e i funghi del genere Candida. Consumare cibi contenenti probiotici aiuta a risolvere diversi problemi di salute tra cui le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), la gastroenterite, i disturbi alla vescica e le infezioni chirurgiche. I probiotici inoltre aiutano il movimento intestinale e l’espulsione delle feci. I probiotici più comunemente diffusi sono il Lactobacillus acidophilus e il Bifidus Regularis, presenti soprattutto in alimenti come lo yogurt.

Psillio

I semi di psillio (Plantago psyllium) contengono mucillagini che, proprio come per i semi di chia, hanno il compito di catturare l’acqua. Quindi, una volta che i semi entrano in contatto con l’acqua producono un gel e si gonfiano. Ciò porta a un aumento e un ammorbidimento della massa fecale, favorendo la peristalsi e l’evacuazione. Questo aspetto è importante soprattutto per chi soffre di stitichezza. Ma i semi di psillio sono utili anche nei casi di diarrea perché, proprio grazie alle loro capacità assorbenti, sono in grado di solidificare i prodotti di scarto, e quindi vanno a dare consistenza ai rifiuti liquidi. Dunque, con un solo prodotto si è in grado di regolare due diversi disturbi intestinali. L’unica differenza sta nel metodo di assunzione perché nei casi di costipazione è bene accompagnare l’ingerimento dei semi con almeno un bicchiere d’acqua in modo da facilitare l’espansione delle mucillagini, mentre se si soffre di diarrea bisogna consumare poca acqua.

Semi di lino

Anche i semi di lino possiedono mucillagini che agiscono favorendo la peristalsi e proteggendo le mucose gastrointestinali. Si consiglia di assumere i semi di lino tritati in modo da facilitare l’assorbimento di tutti i suoi nutrienti. Oltre all’alto contenuto di fibre, i semi di lino sono utili al colon per via dell’elevato apporto di lignani, sostanze di origine naturale utili per prevenire e combattere diverse forme di tumore, in particolare quello al colon, alla prostata e alla pelle.

Acqua

Infine, vogliamo ricordare l’importanza dell’acqua, l’elemento alla base dell’esistenza umana (e non solo).

(Leggi l’articolo complesto su http://www.beautyerelax.com/alimentazione/487-metodi-naturali-purificare-colon.html#ixzz2Ps9HUuku)

Colon Irritabile, i Sintomi e la giusta dieta da seguire

rimedi colon irritabileIl colon irritabile non è una semplice malattia, ma una sindrome caratterizzata dalla presenza contemporanea di più sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale. I più comuni sono i fastidi addominali, soprattutto crampi che possono essere associati a diarrea o, al contrario, a stitichezza. Non mancano nemmeno i casi in cui i dolori accompagnano una situazione in cui diarrea e stitichezza si alternano fra di loro.

Per poter diagnosticare la sindrome del colon irritabile è necessario che i dolori addominali abbiano almeno due delle seguenti caratteristiche:

  • iniziano con movimenti intestinali più o meno frequenti del solito;
  • iniziano con la comparsa di feci più molli e acquose o più dure e grumose del solito;
  • migliorano scaricando l’intestino

A questi sintomi si possono aggiungere tre o più episodi di diarrea al giorno, associati all’urgenza ad andare di corpo, una stitichezza che riduce le scariche intestinali a tre o meno episodi alla settimana o associata a difficoltà a scaricarsi, la sensazione che lo svuotamento intestinale sia incompleto anche dopo essere andati al bagno, l’emissione del muco che protegge il tratto gastrointestinale e gonfiori addominali. Spesso questi disturbi compaiono dopo un pasto e gli spasmi intestinali possono essere stimolati dallo stress.

In ogni caso, per poter diagnosticare la sindrome del colon irritabile è necessario che i suoi sintomi compaiano almeno 3 volte al mese per 3 mesi consecutivi in assenza di altre malattie o disturbi che possano giustificarli.

Una volta ricevuta la diagnosi, il primo passo per contrastare il problema è seguire una dieta appropriata anche dal punto di vista delle abitudini. Dato, infatti, che pasti abbondanti possono favorire i crampi addominali e gli episodi di diarrea, è meglio mangiare poco, ma spesso o, in ogni caso, ridurre le porzioni. Tenere un diario alimentare può, inoltre, aiutare a individuare i cibi che scatenano i dolori e che, quindi, dovrebbero essere consumati meno spesso.

Un aiuto può arrivare da una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati (pasta, riso e pane e cereali integrali). Frutta, verdura e integratori ricchi di fibre possono aiutare a contrastare la stitichezza e l’accumulo di gas, ma, purtroppo, non riducono i dolori. Meglio, invece, evitare i cibi ricchi di grassi, i latticini, bevande contenenti alcol, caffeina e dolcificanti artificiali e alimenti che possono aumentare la produzione di gas nell’intestino, come il cavolo.

Infine, anche l’assunzione di probiotici può migliorare i sintomi del colon irritabile. Gli studi condotti fino ad oggi suggeriscono che fra quelli disponibili sul mercato uno dei più utili è il Bifidobacterium.

(Fonte www.benessereblog.it)

Le Amarene Rigenerano il Colon

Gustale fresche o centrifugate e usa anche i peduncoli: questi frutti dal sapore gradevolmente amarognolo stimolano reni, circolazione e muscoli

amareneL’albero delle amarene ( Prunus ceranus) è parente stretto del ciliegio (anche se non raggiunge grandi altezze) ed è noto anche come visciolo o amarasco: è originario dell’Asia Minore, nella zona compresa tra il mar Nero e il Mar Caspio. Le amarene hanno una buccia di un bel rosso intenso e una polpa chiara e succosa; sono utilizzate prevalentemente per la preparazione di sciroppi, succhi e confetture. Le amarene sono straricche di principi attivi fondamenti per la salute, soprattutto in questo periodo dell’anno: contengono buone quantità di ferro, calcio, magnesio, potassio e fosforo e di vitamine del gruppo B, di vitamina PP, di vitamina C e di provitamina A, che migliorano la compattezza e l’elasticità dei tessuti.

Una miniera di vantaggi: sgonfiano, drenano e rinforzano i vasi

Sono però i bioflavonoidi antociani, pigmenti responsabili del colore rosso, che rendono le amarene un frutto speciale: riducono l’infiammazione, poiché contrastano lo stress ossidativi conseguente a un evento infiammatorio. Studi sperimentali hanno anche suggerito che, visto l’alto potere antiossidante, le amarene potrebbero essere un alimento importante nella prevenzione del tumore al colon e al seno.

Utili anche nella prevenzione dei tumori

Gli antociani contenuti nelle amarene hanno la capacità di contrastare efficacemente la formazione di radicali liberi nell’organismo, e svolgono in questo senso un ruolo preventivo e detossinante, poiché, se l’infiammazione è una normale difesa dell’organismo per combattere infezioni o ferite, uno stato di infiammazione cronica può portare l’organismo a sviluppare patologie gravi quali i tumori.

Tengono lontani ictus e cali della vista

I bioflavonoidi rafforzano i capillari, prevengono ictus e trombosi e migliorano la facoltà visiva. Inoltre le amarene, contenendo melatonina, agiscono sul sistema nervoso e combattono l’insonnia. Le pectine, inoltre, migliorano la funzionalità intestinale, stimolando l’eliminazione di tossine e scorie. A livello muscolare le amarene attenuano la formazione di acido lattico e i crampi.

Il decotto per stipsi e calcoli

Il peduncolo delle amarene è molto utilizzato dalla medicina naturale. Opportunamente seccato, s’impiega per preparare decotti molto diuretici, indicati contro artrite, calcoli, disturbi renali, fermentazioni intestinali, stitichezza.

Come fare: si mette a macerare per 2-3 ore in mezzo litro d’acqua una manciata di peduncoli. Poi si fa bollire il tutto 10 minuti e si lascia a riposare per altri 10 minuti. Se ne devono tre bicchieri al giorno.

(Fonte riza.it)

Nardo e Basilico Difendono Cuore e Colon

Due oli essenziali da tenere sempre a portata di mano per prevenire gli scompensi cardiaci e quelli intestinali dovuti allo stress tipico del periodo

Per il cuore: col nardo attenui tachicardia, aritmia e respiro affannoso

nardostachys jatamansi "nardo"L’estate è ormai prossima e lo spettacolo della natura in fiore delle belle giornate di sole alimentano la voglia di vacanza, ma mancano ancora un po’ di settimane alle ferie estive, mentre gli impegni lavorativi, burocratici e familiari incombono. Capita allora che nei momenti di stress acuto compaia un senso di tensione e di oppressione al petto, con accelerazione del battito. Subito consultato, il medico fornisce un responso tranquillizzante: niente paura, si tratta di “nevrosi cardiaca”, termine con cui si indica un’attività cardiaca anomala, con tachicardia, extrasistoli ecc.
Che fare in questi casi? Quando lo stress disturba il cuore e blocca il respiro possiamo ricorrere all’ olio essenziale di nardo. Ricavato dal Nardostachys jatamansi, un’erba aromatica originaria delle regioni montuose dell’India settentrionale, il nardo indiano è presente fin dalla più remota antichità nei rituali medico-religiosi: ha un effetto a un tempo sedativo e tonico sulle somatizzazioni nervose a carico del cuore.

Applica l’olio essenziale di nardo sulle braccia

Versa 6 gocce di olio essenziale di nardo in un cucchiaio di olio di mandorle dolci, immergi la punta delle dita in questo unguento e – mattina e sera – fai un leggero massaggio all’interno delle braccia, partendo dalla punta del dito medio e risalendo fino a raggiungere il petto.

Per il colon: va calmato con il massaggio con l’olio essenziale di basilico

Con la voglia di estate che “contrasta” con le esigenze lavorative, è facile che compaia una delle più fastidiose somatizzazioni da stress: il rallentamento della peristalsi. La “pancia dura”; dovuta alla contrazione delle fasce muscolari addominali, intralcia infatti i movimenti peristaltici del colon, rallentandoli e producendo un’infiammazione che tende a cronicizzarsi. Un valido aiuto contro la “pigirizia” intestinale lo offre l’ olio essenziale di basilico. Il suo aroma caldo racchiude l’energia intensa del principio solare ed è un ottimo riequilibrante gastroenterico, perché l’azione che svolge sui sistemi nervosi centrale e autonomo lo rende davvero indicato per i disturbi addominali di tipo nervoso.

Usa qualche goccia di olio essenziale di basilico sull’addome

Alla mattina, prima di colazione, diluisci in un cucchiaio di olio di mandorle dolci 3 gocce di olio essenziale di basilico e massaggia l’addome fino a far assorbire completamente l’unguento. Ripeti per almeno 10 giorni.

(Fonte www.riza.it)

Vetiver e Anice Verde calmano le Irritazioni

L’inizio della primavera porta con sé un forte subbuglio che si riflette sul sistema endocrino e sul colon: questi due oli risolvono tutte le infiammazioni.

Marzo segna il confine tra gli ultimi strascichi dell’inverno ormai agli sgoccioli e l’imminente arrivo dell’energia primaverile. Gli alti e bassi meteorologici che lo contraddistinguono producono una pressione costante che mettono a dura prova il nostro corpo, in particolar modo le ghiandole surrenali, che sono sollecitate a secernere aldosterone e cortisolo in abbondanza per permettere all’organismo di adattarsi alle mutevoli condizioni energetiche. Per questo spesso ci sentiamo inspiegabilmente svuotati, svogliati e cadiamo preda di infiammazioni e virus tardivi. Questi disturbi si riflettono anche su un altro organo direttamente coinvolto nel risveglio primaverile, ovvero l’intestino, in particolare il colon: che risponde al sovraccarico di stress con fastidiose irritazioni della mucosa.

Vetiver dissolve paure, insicurezza e cali energetici “di primavera”

Per contrastare l’astenia primaverile e il sovraccarico energetico delle ghiandole surrenali l’aromaterapia raccomanda l’ olio essenziale di vetiver: si tratta di un’erba aromatica di origine indonesiana dall’aroma ricco e legnoso, dalle proprietà a un tempo toniche e sedative, capace di sostenere le ghiandole endocrine (in primis il surrene), il sistema immunitario e il sistema circolatorio.

Quando dunque ci sentiamo stanchi e insicuri, poche gocce di olio essenziale di vetiver, anche solo annusate su un fazzoletto, rafforzano il senso di radicamento, dissolvendo il nervosismo e le tensioni più profonde, e sviluppando al contempo l’energia sessuale, che spesso in questo periodo dell’anno può subire cali apparentemente inspiegabili.

Come utilizzarlo

Per il bagno: alla sera, prima di coricarsi, versare nell’acqua del bagno 8 gocce di olio essenziale di vetiver, restare immersi per 15 minuti circa, respirando gli effluvi aromatici.

Per il massaggio: la mattina eseguire un massaggio della zona surrenale con 4 gocce di olio essenziale di vetiver diluite in un cucchiaio di olio di mandorle dolci.

Se l’intestino è “nervoso”, placalo con l’anice verde

Tra gli inconvenienti dello stress primaverile uno dei più fastidiosi è il risveglio, nelle persone predisposte, della sindrome del colon irritabile: si tratta di un’alternanza tra periodi di stipsi e brusche evacuazioni di origine nervosa, che esprime una difficoltà nella gestione degli equilibri energetici. Un valido aiuto contro l’irritabilità di questo sensibile tratto intestinale ce lo offre l’ olio essenziale di anice verde, l’ombrellifera dai bei fiori bianchi che cresce nelle regioni mediterranee. (fonte www.riza.it)

Mele e Broccoli proteggono il colon

Mele e spinaci prevengono il cancro al colon distale, broccoli e cavolfiori al colon prossimale, mentre un consumo eccessivo di succo di frutta aumenta il rischio di tumore al colon retto: ogni tratto dell’intestino reagisce in modo diverso all’introito di frutta e verdura.

Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association, sono i ricercatori del Western Australian Institute for Medical Research di Perth (Australia). La ricerca, condotta su 1939 partecipanti – di cui 918 erano affetti da tumore al colon – ha dimostrato che il consumo di brassicacee (come cavoletti di Bruxelles, cavoli, cavolfiori e broccoli) è collegato a una minore incidenza di tumore del colon prossimale, l’assunzione di mele e verdure a foglia scura (come spinaci e verza) riduce il rischio di cancro al distale e, infine, che bere troppo succo di frutta aumenta il pericolo di sviluppare il tumore colon retto. (fonte /www.freshplaza.it/n)

Il Tumore al Colon-Retto si previene consumando Frutta e Verdura in quantità

Il tumore al colon-retto è il secondo più diffuso tra uomini e donne (dopo il cancro alla prostata per il primi e al seno per le seconde) e decisamente una delle prime cause di morte nel mondo industrializzato. Questo genere di neoplasia, però, è molto influenzato dal tipo di alimentazione seguita, poiché una dieta troppo ricca di carne (specialmente rossa), grassi animali e di zuccheri raffinati può innescare processi infiammatori del tessuto intestinale, che alla lunga possono dare origine e lesioni tumorali. Insomma, mai come per il cancro al colon vale il detto: prevenire è meglio che curare. Come? A tavola, naturalmente.

Di recente vi avevamo segnalato i risultati di uno studio che consigliava un consumo regolare di cereali integrali per mantenere sano l’intestino, e ora ne arriva un altro sullo stesso genere. Stavolta il suggerimento è quello di consumare tanta frutta e verdura, e ci arriva dai ricercatori del Departmetn of Biomedical Science presso la Catholic University di Daegu (Sud Corea), coordinati dal prof. Jung Han Yoon Park.
 
Frutta e verdura svolgerebbero un’azione protettiva anti-cancro grazie ad una specifica sostanza in essi contenuta, la luteolina, dotata di virtù antinfiammatorie e antiossidanti. Gli scienziati hanno scoperto che la luteolina è in grado di inibire la produzione di IGF-II, una sostanza legata proprio alla proliferazione delle cellule tumorali del colon.

“Il nostro studio, che mostra come la luteolina interferisce con la segnalazione cellulare nelle cellule tumorali del colon, è un passo avanti nella comprensione di come funziona questo flavonoide – ha spiegato il dott. Park – Una comprensione più completa dei risultati in vivo è essenziale per determinare come questo si possa sviluppare in un efficace agente chemio-preventivo“.
 
In pratica, non solo la luteolina contenuta in frutta e verdura è utile a mantenere sane le mucose intestinali, ma è anche in grado di agire per contrastare il processo di formazione tumorale quando sia in fase iniziale. Anche se saranno necessari ulteriori studi per confermare in modo inequivocabile le proprietà anti-cancro della luteolina, poiché già ben conosciamo i benefici di frutta e verdura, iniziare a consumarne un po’ di più (magari di stagione, prodotte a km zero) non potrà che farci stare meglio. (fonte salute.pourfemme.it)

Per prevenire il Tumore al Colon mangiate tante Cipolle (ma con la buccia!)

Regine della tavola, ma soprattutto fide alleate contro il tumore al colon. Le cipolle sono una vera meraviglia della natura, un prodotto della terra che istintivamente associamo al profumo del soffritto che invade la casa, e alle bellissime “collane” che ornavano le cucine delle nostre nonne come dorati pendenti. Che la cipolla facesse bene alla salute, dotata di molteplici virtù depurative e disintossicanti, lo si sapeva, ma oggi vi segnalo una scoperta che ci farà amare ancora di più questo splendida pianta bulbacea, incluse le sue parti di solito meno appetibili.

I ricercatori dell’Università autonoma di Madrid hanno infatti scoperto ulteriori qualità contenute soprattutto nella buccia e nei primi strati delle cipolle. Si tratta di fibre e flavonoidi in grado di proteggere il nostro organismo da malattie cardiache, diabete, nonché soprattutto il tumore al colon-retto, una delle neoplasie più diffuse sia tra gli uomini che tra le donne.
 
L’unico problema è che proprio le parti esterne della cipolla di solito vengono eliminate perché più dure e indigeste, ma così facendo si rischia di perdere proprio le sostanze più utili alla nostra salute. Per ovviare a tutto ciò si dovrebbe sempre cercare di cuocerle interamente, magari utilizzando dei metodi lenti, che permettano anche agli strati più coriacei di cremolarsi per bene (ad esempio, tramite una cottura al forno).
 
Gli studiosi spagnoli hanno anche sottolineato come il bulbo delle cipolle sia ricco di fruttani, che sono delle sostanze probiotiche in grado di mantenere in equilibrio la flora batterica intestinale, nonché di composti solforosi (motivo per cui a volte la loro digestione risulta un po’ laboriosa) efficaci nel migliorare la nostra circolazione sanguigna.
 
Inoltre, le cipolle sono ottime nelle diete dimagranti, perché aiutano a metabolizzare i grassi e hanno pochissime calorie. Insomma, da piatto “povero” ad alimento preziosissimo, che bel salto! Lo studio spagnolo è stato pubblicato sulla rivista Plant Foods for Human Nutrition. (fonte salute.pourfemme.it)

La dieta senza muco di Arnold Ehret

Che cos’è Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco?

 Un sistema è una serie di procedure o metodi per compiere determinate azioni che portano ad un preciso risultato. In questo caso il risultato voluto è la guarigione. Occorre però stabilire che cos’è la guarigione. La definizione che noi conosciamo è quella fornita dalla medicina ufficiale e cioè scomparsa dei sintomi . Una persona ha il mal di schiena, il medico gli dà una pomata da spalmare sulla parte dolorante e il dolore se ne va. Salvo per poi tornare la prossima volta, in una condizione di cronicità, alleviata temporaneamente somministrando altri farmaci sotto forma di pomate, pillole, supposte, iniezioni, ecc. Quella non è una guarigione, per i veri ricercatori della salute, ma la soppressione dei sintomi di una causa che non è stata rimossa e che quindi prima o poi si manifesterà di nuovo con altri o identici sintomi negli stessi punti o, se non gli è permesso da sostanze chimiche introdotte, in un’altra parte del corpo. Ne puoi stare certo!

La definizione di guarigione che appartiene al contesto della Dieta Senza Muco è questa: Il processo naturale con il quale il corpo ripara se stesso . Il traguardo della dieta è un corpo che ripara se stesso e lo raggiunge rimuovendo gradualmente tutti gli impedimenti, i depositi di materiali fermentati, le tossine, i veleni, le sostanze chimiche estrane, il muco e tutto quanto non appartiene alla composizione naturale del corpo. I germi, batteri o virus, comunque si voglia chiamarli, non attecchiscono in un terreno fisiologico pulito, semplicemente transitano.

Cosa significa Senza Muco ? Significa una dieta che utilizza cibi che non creano muco. Il muco qui ha un valore più esteso di quello comunemente noto come secrezione fluida nasale o secrezione protettiva della membrana intestinale. Con quel termine si accomunano tutte quelle sostanze vischiose come colesterolo, catarro, flemma, ecc., molto irriverente per la precisa distinzione che la scienza ha per ognuno di questi termini, ma nella Dieta Senza Muco è irrilevante.

Infatti il muco è un soggetto trattato in modo esteso da Ehret, in quanto si lega ai cibi inadatti incistandosi nel colon e da lì inserendosi in tutti gli organi del corpo. Con il passare degli anni, la situazione peggiora e il nostro ventre diventa come il vaso di Pandora che conteneva tutti i vizi. Il nostro vaso contiene la causa di malattie che periodicamente, e poi tutte insieme ci colpiscono.

Il Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco, rimuove quell’indesiderabile fardello e molto di più. A quel punto il corpo inizia a guarire se stesso, come intendeva Ippocrate. La Dieta Senza Muco è anche una dieta per chi è sano e vuole restare tale. I principi che si apprendono se applicati ci permettono di avere una vita attiva ed energica, libera dagli avvelenamenti a cui tutti purtroppo in maggior o minor misura siamo oggi soggetti.

La patate americana

La Patata Dolce, conosciuta anche come Patata Americana e meno comunemente come Batata (Ipomoea batatas L.), è una specie appartenente alla famiglia delle Convolvulaceae, coltivata nelle regioni tropicali per i suoi rizotuberi commestibili, dolci e ricchi di amido e originaria delle aree tropicali delle Americhe dove veniva coltivata già 5000 anni fa. Nonostante il nome diffuso di patata dolce o americana, il rapporto con le patate comuni è minimo, in quanto queste ultime appartengono alla famiglia delle Solanaceae, come i pomodori. Si utilizzano di norma i rizotuberi della pianta che vengono cucinati bolliti, fritti o al forno.

Oltre ad essere ricche di antiossidanti e vitamine A ed E, preziose per il benessere della pelle, sono infatti anche piene di fibre, che favoriscono il transito intestinale e il benessere dell’intestino.

L’alto contenuto di acqua e il loro potere depurativo, inoltre, rendono le patate dolci ottime alleate del benessere anche per chi ha spesso problemi digestivi. Aiutano anche chi soffre di colon irritabile e addirittura possono prevenire il cancro al colon.

Sono perfette da cuocere arrosto oppure da lessare e condire con burro crudo, cosparse di zucchero e cannella. Se si desidera zuccherarle bisogna sbucciarle, tagliarle a pezzi di dimensioni uniformi, cuocerle in acqua e latte in parti uguali, saranno ancora più dolci.