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Agrumi: alleati del cuore

Proprio adesso che sono ormai fuori stagione, arriva la notizia che gli agrumi, oltre a tutti i benefici che già conosciamo dovuti principalmente alla presenza della vitamina C, sono in grado di proteggere naturalmente il cuore.

agrumi fanno bene al cuoreLa nuova scoperta arriva da uno studio tutto italiano condotto all’Università di Pisa e pubblicato sulla rivista Biochemical Pharmacology. I ricercatori hanno messo in luce come un flavonoide di cui sono particolarmente ricchi gli agrumi, la naringenina, oltre ad avere proprietà antiossidanti, è in grado anche di proteggere il cuore dai danni ischemici. L’azione è possibile grazie al fatto che questa sostanza è in grado di interagire con una proteina che si trova a livello dei mitocondri cardiaci.

”Anche se finora gli studi sono stati condotti solo su modelli sperimentali – hanno dichiarato all’Ansa gli autori dello studio Vincenzo Calderone e Lara Testai – questa scoperta potrebbe avere un concreto impatto nutraceutico e farmaceutico, visto che tutt’oggi le patologie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte nei Paesi industrializzati e comportano inoltre una spesa imponente per il sistema sanitario nazionale. Appare dunque molto promettente la possibilità di sviluppare appropriate formulazioni nutraceutiche a base di naringenina, che assunte costantemente come integratori dell’alimentazione possano contribuire alla riduzione del rischio cardiovascolare”.

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Rimedi Naturali per migliorare la Salute del Cuore

migliorare salute cuoreUn cuore sano e in forma dipende da diversi fattori tra cui un’alimentazione sana ed equilibrata e una regolare attività fisica. Di seguito, vedremo 6 rimedi efficaci per mantenere in salute il proprio cuore in modo semplice e naturale.

Karkadè

I fiori di ibisco sono l’ingrediente chiave per preparare la bevanda nota con il nome di carcadè, o karkadè. Questa gustosa tisana, che nel sapore ricorda quello del mirtillo, è utile per contribuire ad abbassare la pressione alta e favorire l’eliminazione dei liquidi in eccesso dal corpo. L’Hibiscus è naturalmente ricco di fitonutrienti come i flavonoidi e gli antociani, che svolgono un’importante azione vasoprotettiva.

Olivello spinoso

L’olivello spinoso è conosciuto nelle regioni tibetane sin dall’antichità per via delle sue straordinarie proprietà fitoterapiche. I frutti di questa pianta infatti sono capaci di ridurre drasticamente i livelli di colesterolo cattivo. L’olivello spinoso contiene numerosi antiossidanti che aiutano il corpo a contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi. L’olivello spinoso è inoltre tra le principali fonti di omega 7 e omega 3, acidi grassi essenziali che aiutano a prevenire la formazione di coaguli sanguigni, e quindi di trombi pericolosi per l’intero sistema cardiovascolare.

Vitamina C

La vitamina C è uno degli antiossidanti naturali per eccellenza, necessario per tenere a bada diverse malattie cardiache. Tale nutriente agisce su molti livelli: aiuta a prevenire la pressione alta, impedisce l’indurimento delle arterie, abbassa i livelli di colesterolo, ripara le pareti danneggiate delle arterie, e aumenta le lipoproteine ​​ad alta densità (HDL o colesterolo buono). Quindi, è necessario introdurre nella propria alimentazione una buona dose di cibi ricchi di vitamina C tra cui acerola, peperoncino, peperoni, broccoli, rucola, cavolfiore, kiwi, agrumi, fragole, e mango.

Vitamine B6 e B9

Le vitamine B6 e B9 sono essenziali per tenere sotto controllo i livelli di omocisteina, un amminoacido che, se presente in concentrazioni molto alte all’interno del sangue, diventa un grave fattore di rischio cardiovascolare. Le vitamine del gruppo B in natura si possono trovare soprattutto in verdure a foglia verde come spinaci, broccoli e lattuga, uova, legumi e fegato.

Resveratrolo

Il resveratrolo è un fitonutriente presente nell’uva scura e nei mirtilli, ed è noto per le sue proprietà salutari per il cervello. Oltre a ciò, tale sostanza permette al sangue di circolare meglio attraverso i vasi sanguigni, dimostrandosi utile per combattere la pressione alta e le malattie cardiache. Il resveratrolo migliora la dilatazione dei vasi sanguigni, contribuendo a una maggiore fluidità del sangue e consentendo una migliore ossigenazione dei tessuti.

Fibre

Gli alimenti ricchi di fibre tra cui i cereali d’avena, la quinoa, i legumi, le melanzane, le patate, i cereali integrali, e il miglio

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9 alimenti per la salute del cuore

alimenti per la salute del cuoreLa salute del cuore dipende da diversi fattori tra cui l’attività fisica, lo stile di vita, l’ambiente in cui si vive, e l’alimentazione.
Di seguito, vedremo quali sono i cibi più indicati per favorire il benessere del sistema cardiovascolare e contribuire ad avere un cuore più sano.

Verdure a foglia verde

Le verdure a foglia verde, e in particolare gli spinaci, sono ricche di vitamine del gruppo B, tra cui la vitamina B6, e i folati (B9), elementi che sono essenziali per mantenere equilibrati i livelli di omocisteina. L’omocisteina è un amminoacido che, in concentrazioni elevate nel sangue, rappresenta un importante fattore di rischio cardiovascolare.

Pomodori

I pomodori sono l’alimento con il più alto apporto di licopene. Questo fitonutriente agisce come un potente scavenger (dall’inglese “spazzino”, ovvero una sostanza che fa da barriera contro le ossidazioni) capace di contrastare efficacemente i radicali liberi, proteggendo il materiale genetico dai danni e dalle malattie.

Mele

Le mele sono ricche di flavonoidi, utili per contrastare i radicali liberi nel sangue. Inoltre, questa frutta contiene una fibra solubile chiamata pectina. La pectina si lega alle quantità eccessive di colesterolo LDL favorendone l’espulsione dal corpo.

Mirtilli

I mirtilli contengono naturalmente acido salicilico, l’elemento da cui si esterifica il principio attivo dell’aspirina. I mirtilli sono inoltre ricchi di antociani naturali e catechine, entrambi questi fitonutrienti sono importanti per contribuire a ridurre le infiammazioni nell’organismo, e anche all’interno dei vasi sanguigni.

Pesce grasso

Il pesce grasso, in particolare il salmone (selvatico), lo sgombro, le aringhe e le sardine contengono buoni livelli di acidi grassi omega-3, che riducono il rischio di malattie cardiovascolari, la probabilità di formazione di trombi, e i livelli di trigliceridi.

Frutta secca

La frutta secca, mangiata con moderazione, rappresenta un’importante fonte vegetale di acidi grassi omega-3. Grazie a questi grassi benefici, cibi come le noci, le mandorle e le nocciole, aiutano a prevenire la formazione di coaguli sanguigni, e quindi di trombi, e a ridurre le infiammazioni del sistema cardiovascolare. Oltre a ciò, le noci sono particolarmente adatte a rilassare e a dilatare i vasi sanguigni. I grassi monoinsaturi contenuti nella frutta secca contribuiscono inoltre a diminuire i livelli di LDL (colesterolo cattivo), aumentando al contempo le HDL (colesterolo buono). Tra le altre sostanze benefiche per le arterie, la frutta secca contiene buoni livelli di vitamina E, e di minerali come il calcio e il magnesio.

Semi di lino e semi di chia

Abbiamo appena parlato dell’importanza degli acidi grassi omega 3 e, tra le fonti vegetali, i semi di lino e i semi di chia ne possiedono davvero in grande quantità. Il modo migliore per mangiare i semi di lino è quello di tritarli con un macinino e consumarli da soli o insieme a insalate oppure mischiandoli a creme spalmabili come il burro di arachidi. È importante tritare i semi di lino perché questi non vengono digeriti se mangiati così come sono; al contrario, i semi di chia possono essere consumati anche senza essere tritati. Per godere dei benefici dei semi di lino, è possibile anche utilizzare l’olio di semi di lino per condire piatti freddi.

Carote

Le carote hanno elevate quantità di beta-carotene, l’antiossidante precursore della vitamina A che aiuta a proteggere le arterie dall’attacco dei radicali liberi. Le carote inoltre contengono buone quantità di folati (vitamina B9), necessari per regolare i livelli di omocisteina nel sangue.

Avena

I cereali d’avena (oppure il riso integral

(leggi l’articolo completo su http://www.beautyerelax.com/alimentazione/452-cibi-salute-sistema-cardiovascolare-cuore.html#ixzz2LFSTznMQ)

Una Mela al giorno per un Cuore protetto

La mela protegge il cuore e il sistema cardiocircolatorio, ripulendo le arterie e riducendo il pericolo di malattie cardiache. E’ quanto emerso da una ricerca della Ohio State University, (sezione Agricultural Research and Development Center), diretta dal dottor Robert DiSilvestro e pubblicata sul “Journal of Fuctional Foods”.

mela protegge cuoreIl team dell’Università ha lavorato con alcuni adulti di mezz’età ma sani, divisi in tre gruppi. Il primo gruppo ha consumato una mela al giorno, il secondo una capsula con polifenoli, il terzo un placebo. Dopo quattro settimane di alimentazione controllata, i volontari hanno subito prelievi del sangue.

Così facendo, gli scienziati hanno notato come il primo gruppo (consumatori di mele) mostrasse una riduzione del 40% del colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità).

Come ricorda DiSilvestro, “Quando il colesterolo LDL diventa ossidato, assume una forma che promuove l’aterosclerosi, o indurimento delle arterie”. Perciò, una sola mela al giorno aveva ottenuto effetti importanti, più elevati di quelli comunque positivi della capsula con polifenoli.

Infatti, “non tutti gli antiossidanti sono uguali quando si tratta di ottenere questo particolare effetto. Pensiamo che i polifenoli rappresentino molti degli effetti [benefici] delle mele, nonostante ciò abbiamo provato a isolare solo i polifenoli, pari a circa quello che ti aspetteresti dall’assunzione di una mela al giorno. Abbiamo scoperto che l’estratto di polifenoli ha sì registrato un effetto misurabile, ma non così forte come la mela vera e propria. Questo potrebbe essere perché nella mela ci sono altri elementi che potrebbero contribuire all’effetto o perché, in alcuni casi, questi composti bioattivi sembrano essere assorbiti meglio quando sono consumati negli alimenti”.

(Fonte www.freshplaza.it)

Magnesio: le Proprietà Benefiche per il Cuore

magnesioIl magnesio è un nutriente molto importante con proprietà benefiche nei confronti del cuore. Non è una sostanza di cui si sente parlare spesso non sottolineando quindi la sua vera efficacia e protezione a livello cardiovascolare. Come nutriente è molto studiato proprio per queste sue caratteristiche protettive. Recentemente è stato condotto uno studio sul magnesio sottolineando la sua efficacia, e quindi l’importanza della sua introduzione nell’alimentazione di tutti, soprattutto, degli anziani.
Proprio questi ultimi non assumono abbastanza magnesio, e da ciò anche una mancata protezione nei confronti di patologie specifiche, come accennato sopra. Molti alimenti, come ad esempio la verdura a foglia verde, contengono oltre il magnesio altre sostanze, sempre positive a livello cardiovascolare.

Un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Università di Osaka, in Giappone ha condotto uno studio, pubblicato su Atherosclerosis, sull’importanza del magnesio per la salute dell’uomo. La ricerca, durata ben 15 anni, ha coinvolto 58 mila adulti con un’età compresa tra i 40 ed i 79 anni. I ricercatori hanno sottolineato la differenza di efficacia, di questo nutriente, nelle donne e negli uomini, ed anche in base all’età. Inizialmente si sono messi a confronto gruppi di donne che assumevano alte o basse concentrazioni di magnesio. Le volontarie che al giorno consumavano circa 274 mg di magnesio al giorno, rispetto a quelle che ne assumevano circa 174 mg, presentavano un rischio cardiovascolare più basso del 36%. Questo per quanto riguarda le donne, per gli uomini, invece, un alto consumo di magnesio è risultato inversamente associato ad un rischio di emorragia cerebrale. Quello che gli studiosi intendono sottolineare è il potere protettivo che il magnesio ha nei confronti di alcune patologie, molto diffuse e responsabili di molti casi di complicazioni e di decessi. Tra le sue proprietà quella di ridurre l’infiammazione, che sta alla base dell’arteriosclerosi, controllare la pressione arteriosa, ridurre le aritmie cardiache. Insomma il sistema cardiovascolare grazie all’azione di alcuni nutrienti, compreso il magnesio, che possiamo introdurre con la dieta, può essere protetto da molti disturbi.

Quanto magnesio è necessario introdurre con l’alimentazione

carenza di magnesioSecondo alcune statistiche americane gli uomini con un’età compresa tra i 19 ed i 30 anni dovrebbero assumere circa 400 mg di magnesio al giorno, i giovani dai 31 anni in su circa 420 mg. Per quanto riguarda le donne 310-320 mg al giorno.
E dato l’effetto protettivo che questo nutriente ha nei confronti di patologie che si presentano, soprattutto, dopo una certa età (difendono l’organismo dai radicali liberi) anche gli anziani dovrebbero assumere quantità giuste di magnesio. Le concentrazioni sono ancora oggetto di discussione tra studiosi e studiosi; è certo che l’alimentazione deve contenere anche il magnesio per proteggere la propria salute (verdure a foglia verde, frutta secca, legumi, funghi, cereali interi e banane).

(Fonte www.tantasalute.it)

Colesterolo Alto, HDL Meno “Buono” di quanto si pensi?

Il colesterolo alto è sicuramente un problema per la nostra salute, specialmente quella del nostro cuore e dei nostri vasi sanguigni. Tenere sotto controllo i livelli di questi grassi nel sangue è una delle prime cose che sappiamo di dover fare, attraverso un’alimentazione sana ed equilibrata e uno stile di vita che sia quanto più possibile dinamico e libero da vizi nocivi come le sigarette o il troppo alcool. Quanto il nostro medico ci prescrive gli esami del sangue, che un individuo adulto e in buona salute dovrebbe comunque effettuare una volta all’anno, tra i valori da misurare c’è sempre anche il colesterolo totale. Per un quadro più preciso, però, è importante specificare di quale colesterolo stiamo parlando, “buono” e “cattivo” sono infatti le due elementari definizioni con cui indichiamo rispettivamente il colesterolo LDL e quello HDL. Qual è la differenza?

Colesterolo “buono” o “cattivo”?

Fino ad oggi abbiamo sempre sentito dire che avere un elevato livello di colesterolo HDL nel sangue sarebbe in grado di bilanciare un altrettanto alto livello di LDL. In pratica, mentre il “cattivo” ostruisce le arterie, esponendoci in questo modo al rischio di subire danni cardiaci, tra cui infarto e ictus, il “buono” funge da spazzino e libera i vasi sanguigni. Quindi, tutto a posto?

In realtà le cose pare non stiano esattamente così. Le persone che sono geneticamente predisposte a produrre colesterolo e che hanno il cuore a rischio, infatti, non sono protette da alti livelli di HDL. Gli ultimi studi ci dicono che la probabilità di subire un infarto miocardico non è inferiore in chi abbia il colesterolo “buono” alto. In buona sostanza, il colesterolo alto, che sia LDL o HDL, espone comunque al rischio di attacchi cardiaci in chi sia già predisposto. Per questo si dovrebbe considerare la colesterolemia totale, e cercare di non superare la soglie-limite.

Colesterolo “buono” HDL, crollo di un mito

Lo studio che ha ribaltato una radicata credenza scientifica, quella sull’effetto protettivo del colesterolo HDL, è stato condotto dai ricercatori del Massachussets General Hospital di Boston in collaborazione con la Fondazione Policlinico di Milano, l’azienda ospedaliero-universitaria di Parma e l’Università di Milano e pubblicato sulla rivista Lancet. La ricerca si è basata sulle analisi dei campioni di DNA provenienti da 120mila persone, nei quali si è cercata la cosiddetta variante del gene Lipg, associata alla produzione di colesterolo HDL.

colesterolo HDL

In un sottogruppo di 53mila persone si sono valutate anche altre varianti genetiche sempre collegate con una maggiore produzione di colesterolo “buono”. Analizzando tutti i dati, alla fine il responso è stato sconfortante: “Certi meccanismi genetici che aumentano i livelli di colesterolo Hdl nel sangue non sembrano abbassare il rischio di infarto miocardico”, hanno sentenziato gli esperti.

Un risultato talmente chiaro che uno degli autori italiani dello studio, Pier Mannuccio Mannucci del Policlinico di Milano, ha commentato: “Forse, quindi, non vale la pena di sviluppare farmaci per cercare di aumentarlo. I dati della ricerca mettono a dura prova un dogma e cioè che alti livelli di colesterolo buono Hdl proteggano dai rischi dell’infarto. Questa scoperta conferma anche ciò che si è visto con altri studi, dove si sperimentavano farmaci capaci di aumentare i livelli di colesterolo Hdl, ma che non diminuivano affatto il rischio di infarti”. Rassegniamoci, se il nostro colesterolo totale supera i livelli di guardia, è necessario correre ai ripari.

(Fonte salute.pourfemme.it)

Proprietà del Peperoncino, il Piccante che fa bene al Cuore

Peperoncini nella dieta per un cuore più sano. Una buona notizia per chi ama i sapori piccanti arriva da un recente studio della Chinese University of Hong Kong, presentato nei giorni scorsi nell’ambito del National Meeting of the American Chemical Society, svoltosi a San Diego, in California.

peperoncini aiutano a prevenire i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari.

Il merito è della  capsaicina, sostanza che conferisce il gusto piccante ai peperoncini.

capsaicinoidi hanno diverse proprietà benefiche: riducono i livelli di colesterolo cattivo nel sangue e inibiscono un gene che fa contrarre le arterie. In questo modo, non solo si previene il colesterolo alto, fattore di rischio delle malattie cardiovascolari, ma il flusso sanguigno scorre anche più facilmente, con un maggior apporto di sangue e dunque di nutrienti ed ossigeno ai tessuti.

Lo studio è stato condotto sui criceti. I ricercatori hanno alimentato le cavie con una dieta ricca di cibi grassi. Ad alcuni criceti, come condimento agli alimenti con alti tassi di colesterolo, sono stati somministrati anche peperoncini. Ebbene, il gruppo che aveva consumato peperoncini aveva livelli più bassi di colesterolo cattivo nel sangue ed un numero inferiore di placche nelle arterie.

Spiega il prof. Nicola Antonio Uccella, docente del dipartimento di Chimica dell’Università della Calabria:

Il principio bioattivo del peperoncino può aiutare il cuore. I biofenoli complessi del peperoncino sono in grado di ridurre il rischio di attacco cardiaco e bloccano un gene per l’espressione della motilità arteriale. La capsaicina abbassa i livelli di colesterolo e consente un maggiore afflusso di sangue attraverso i vasi sanguigni verso tutti gli organi.

Zhen-Yu Chen, docente di scienza dell’alimentazione e della nutrizione alla Chinese University of Hong Kong, prima firma dello studio, ha spiegato però che non è consigliabile inserire grandi quantità di peperoncini nella dieta. Bisogna consumarlo con moderazione per insaporire i cibi, senza eccedere.

La capsaicina ad oggi è già utilizzata come rimedio efficace contro il dolore causato dall’artrite, dalla neuropatia e dalla psoriasi. Il calore prodotto dai cibi piccanti, infatti, viene riconosciuto dal nostro organismo come un dolore. In risposta il corpo rilascia endorfine, sostanze che placano il dolore. La capsaicina aiuta inoltre a prevenire il cancro alla prostata. Diversi studi, infine, hanno appurato che i cibi piccanti accelerano il metabolismo. I cibi insaporiti con spezie come la curcuma, la paprika, la cannella, il rosmarino, l’origano e l’aglio in polvere abbassano i livelli di trigliceridi e di insulina dopo i pasti nei soggetti sani in sovrappeso.

(fonte www.benessereblog.it/)

Frutta e Verdura, i 7 trucchi per mangiarne di più

Scegliere di mettere nel piatto frutta e verdura è una delle strategie migliori per mantenersi in buona salute. Purtroppo, però, riuscire a metterla in pratica può non essere così semplice e raggiungere le 5 porzioni al giorno raccomandate dagli esperti può essere un’impresa ardua.

I motivi? Primo fra tutti, i prezzi, spesso paragonabili a quelli di un gioielliere. Il consiglio è scegliere prodotti di stagione e a Km0. Ma in genere, si tratta solo di vecchie abitudini, pigrizia e poca dimestichezza con frutta e verdura.

Esistono, però, semplici trucchi per riuscire ad aumentare il consumo di questi prodotti senza troppi sforzi.  A suggerirli sono gli esperti di Harvard.

  • iniziate ad aggiungere un frutto o una verdura in più rispetto alle vostre abitudini. Una volta che vi sarete abituati, aggiungetene un altro e così via;
  • aggiungete carote o zucchine tritate al sugo per la pasta, al polpettone o allo stufato;
  • non limitatevi alla ’solita’ frutta: al posto di una mela provate un mango, un ananas o qualche altro frutto esotico che stuzzica la vostra curiosità;
  • sbizzarritevi con succhi, frullati e frappè, aggiungete la frutta fresca allo yogurt o a un’insalata, intingetela nel cioccolato e non sottovalutate la possibilità di trasformare le verdure, ad esempio gli spinaci, in purè o in salsine spalmabili;
  • scegliete frutta e verdura anche a colazione, preparandovi un’omelette o aggiungendo ai cereali fragole, mirtilli o frutta secca;
  • non limitatevi ai prodotti freschi: rendete più vario il menù con verdure al forno o alla griglia e condite con le spezie che preferite;
  • se il vostro maggior problema è la pigrizia, comprate verdura – ad esempio insalata – già pronta all’uso.

Seguendo questi semplici consigli sarà più facile riempire il piatto di frutta e verdura. Il che significa mantenere sotto controllo più facilmente la pressione e i livelli di colesterolo, proteggere le ossa, mantenere arterie flessibili e proteggere a salute di occhi, cervello, apparato digerente e chi più ne ha, più ne metta. (fonte www.benessereblog.it)

La Frutta che contiene Potassio per una sana alimentazione

La frutta che contiene potassio è fondamentale per impostare una dieta corretta per tutti coloro che amano alimentarsi in modo sano. Il potassio è un elemento davvero importantissimo per il nostro benessere: la carenza di potassio, dovuta soprattutto a vomito prolungato, diarrea o a disturbi metabolici può portare stanchezza muscolare, nausea, disattenzione, ansia, sonnolenza ma anche gravi complicanze come l’aritmia cardiaca. Il potassio, come sottolineato anche da recenti studi dell’Università di Napoli, è molto importante per la funzionalità dei muscoli ma anche del cuore.

Un recente studio dell’Università di Napoli ha evidenziato come il potassio protegge il cuore e previene l’insorgere di malattie cardiovascolari.

Il potassio è comunque conosciuto dalla maggior parte delle persone per la capacità di proteggere i muscoli dai crampi. Sappiamo anche che, tra la frutta, le banane sono ricchissime di potassio come anche l’uva, l’avocado, la quinoa e le bacche di goji. Il potassio, fondamentale in una dieta equilibrata, è un minerale e costituisce circa il 5 % di tutti i minerali che fanno parte del nostro organismo: è anche fondamentale nel processo di sintesi delle proteine e degli aminoacidi. Il fabbisogno di potassio giornaliero, per gli adulti è di circa 3100 mg.

La frutta più ricca di potassio

Oltre alle famose banane, contiene molto potassio anche la frutta secca: mandorle e noci, ma anche albicocche e banana disidratata. Sono ricche di potassio anche le arance, le patate e il kiwi. Vi proponiamo quindi una utile tabella, che riassume i tipi di frutta più ricchi di potassio in cui indichiamo, di seguito, i mg di potassio contenuti in 100 gr di prodotto:

Albicocche, disidratate 1260
Pesche, disidratate 1229
Fichi, secchi 1010
Albicocche, secche 979
Pistacchi 972
Pesche, secche 950
Uva, secca 864
Prugne secche 824
Mandorle dolci, secche 780
Datteri, secchi 750
Castagne, secche 738
Mele, disidratate 730
Arachidi, tostate 680
Cocco, essiccato 660
Noci pecan 603
Anacardi 565
Nocciole, secche 466
Avocado 450
Olive nere 432
Kiwi 400
Castagne 395
Ribes 370
Noci, secche 368
Macadamia 363
Banane 350
Melone d’estate 333
Albicocche 320
Melagrane 290
Cocomero 280
Fichi 270
Pesche senza buccia 260
Mora di rovo 260
Cocco 256
Ananas 250
Mango 250
Nespole 250
Anona 250
Pompelmo 230
Ciliege 229
Feijoa 225
Lamponi 220
Mandarini 210
Prugne gialle 202
Passiflora 200
Arance 200
Uva 192
Prugne 190
Fichi-d’india 190
Loti o kaki 170
Babaco 169
Mirtilli 160
Mandaranci 160
Fragole 160
Guava 150
Albicocche, sciroppate 150
Litchi 150
Papaia 140
Limoni, succo 140
Limoni 140
Mele fresche – golden 132
Clementine 130
Pere fresche, senza buccia 127
Mele fresche senza buccia 125
Uva, succo, in cartone 120
Amarene 114
Pesche, sciroppate 110
Mele fresche – renette 105
Cocktail di frutta sciroppata 95
Ananas, sciroppato 79
Ciliege, candite 24

Gli alimenti più ricchi di potassio

Ed ecco invece tutti gli alimenti più ricchi di potassio, utili per integrare una dieta equilibrata. La quantità di potassio è qua di seguito indicata in mg per 100 gr di prodotto:

Salsa tomato ketchup 5901
Tè, in foglie 2160
Caffè, tostato 2020
Soia, secca 1740
Farina, soia 1660
Latte scremato 1650
Fagioli borlotti 1478
Fagioli cannellini, secchi, crudi 1411
Pepe nero 1260
Albicocche, disidratate 1260
Crusca di frumento 1160
Piselli, secchi 990
Lenticchie, secche, crude 980
Albicocche, secche 979
Pistacchi 972
Ceci, secchi, crudi 881
Farina di castagne 847
Germe di frumento 827
Prugne, secche 824
Minestrone liofilizzato 800
Mandorle, dolci, secche 780
Datteri, secchi 750
Acciuga o alice, sott’ olio 700
Arachidi, tostate 680
Prezzemolo 670
Patate, fritte 660
Fagioli borlotti, freschi, crudi 650
Lievito di birra, compresso 610
Noci, secche 603
Aglio 600
Patate, crude 570
Patate, arrosto 570
Patate, bollite, con buccia 570
Patate, cotte al microonde 570
Anacardi 565
Spinaci, crudi 530
Bresaola 505
Pollo, petto, senza pelle, saltato in padella 497
Frumento, duro 494
Pollo, sovracoscio, senza pelle, cotto al forno 488
Speck 484
Agnello cotto al forno 475
Salame, Brianza 473
Rughetta o rucola 468
Nocciole, secche 466 (fonte dieta.pourfemme.it/)

Ora Legale e salute, come ridurre lo Stress ed i rischi per il Cuore

L’ora legale che ci attende tra qualche giorno, esattamente nella notte tra il 24 ed il 25 marzo prossimo, ci regalerà un’ora di luce in più e sappiamo quanto la luce sia fonte di buonumore, per via del correlato aumento dei livelli di serotonina, neurotrasmettitore del benessere.

L’ora legale, però, ci priverà anche di un’ora di sonno, rendendoci stanchi ed irritabili ed acuendo quel malumore e quel nervosismo che spesso accompagnano il cambio di stagione.

C’è di più: secondo un recente studio, condotto da Martin Young della University of Alabama, il lunedì ed il martedì successivi al subentro dell’ora legale il rischio di subire un infarto aumenta del 10%, ovviamente nei soggetti predisposti. Ad ottobre invece, quando ritorna l’ora solare, si registra una riduzione del rischio di attacchi di cuore sempre del 10%. Fenomeni che non si osservano alla domenica perché l’impatto più brusco con il cambio d’orario si ha al lunedì mattina, quando si rientra a lavoro.

Secondo Young questa relazione si deve allo sconvolgimento dell’orologio biologico che incide anche sulle risposte immunitarie e sui livelli di stress. Per risincronizzarlo, evitando traumi, Young consiglia di svegliarsi 30 minuti prima sia al sabato che alla domenica, per iniziare ad abituare il nostro organismo al cambio di ritmo.

La colazione deve essere abbondante in modo da ricaricarci di energia ed è utile, salvo controindicazioni specifiche, esporsi alla luce solare e fare attività fisica all’aria aperta nelle prime ore del mattino. Tutto questo dovrebbe aiutarci ad arrivare meno scossi al risveglio del lunedì, minimizzando gli effetti di un’ora di sonno in meno. (fonte www.benessereblog.it)