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Cuore e arterie in salute? Ci pensa la dieta mediterranea

dieta per cuore e arterie in saluteNiente è più salutare per il cuore e le arterie di un’alimentazione ricca di frutta e verdura.
A dimostrarlo è lo studio PREDIMED, progetto che tra il 2003 e il 2011 ha analizzato l’efficacia della dieta mediterranea nel prevenire i disturbi cardiovascolari.
I suoi risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine, hanno svelato che seguire i principi di questo regime alimentare riduce del 30% il rischio di morire a causa di un evento cardiovascolare o di essere colpiti da un infarto o da un ictus. L’importante è ricordarsi di includere nella dieta una dose aggiuntiva di olio extravergine d’oliva o di frutta secca.

Lo studio ha coinvolto 7.447 individui, che sono stati divisi in 3 gruppi. Tutti hanno incontrato ogni 3 mesi un dietologo, hanno partecipato ad incontri di educazione alimentare e hanno ricevuto liste della spesa, menu e ricette da utilizzare ogni giorno, ma a ciascun gruppo è stato assegnato un diverso regime alimentare. Il primo ha dovuto seguire i principi della dieta mediterranea e aggiungervi una dose supplementare di olio extravergine d’oliva (1 litro a settimana), il secondo la stessa dieta, ma addizionata di frutta secca (15 g di noci, 7,5 g di mandorle e 7,5 g di nocciole al giorno) e il terzo una dieta a basso contenuto di grassi (sia quelli di origine animale, sia quelli vegetali). Le analisi condotte dopo 5 anni non hanno lasciato spazio ai dubbi: ciò che fa la differenza è seguire i principi della dieta mediterranea.

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Dieta Mediterranea, i Pomodori riducono il Rischio di ictus

pomodori riducono rischio di ictusChe la dieta mediterranea fosse la migliore del mondo lo sapevamo da un pezzo: ora arriva la conferma che i pomodori sarebbero l’alleato fondamentale per preservarsi dal rischio di ictus e infarti. I pomodori inoltre, essendo molto versatili in cucina sono perfetti anche per chi vuole seguire una dieta ipocalorica ma sempre ricca di gusto. Inoltre, secondo uno studio dell’Istituto di salute pubblica e nutrizione finlandese, i pomodori, dimezzano, e non è certo poco, le probabilità di avere un ictus. Una buona ragione in più per gustare queste deliziose verdure.

I pomodori infatti proteggerebbero in maniera davvero ottima nella la forma ischemica di ictus con un rischio ridotto di circa il 60 per cento.
Pensate che in Italia, si registra un caso di ictus ogni tre minuti e questo disturbo è la seconda causa di morte e la prima di disabilità. Mezzo etto di pomodori al giorno, secondo la rivista specializzata Neurology, basterebbero per trarre tutti i benefici per la nostra salute.

Si tratta dei risultati di un importante studio finlandese che è partito all’inizio degli anni Novanta e ha visto il coinvolgimento di circa un migliaio di uomini di Kuopio, cittadina del centro del Paese, fra i 46 e i 65 anni.

Dopo circa 12 anni ben 67 di loro avevano subito un ictus: il dato interessante è che la malattia non ha quasi mai colpito chi aveva nel sangue una concentrazione elevata di licopene, sostanza contenuta nei pomodori.

“Sessantasette casi sono pochi per trarre conclusioni certe – dice Francesco Sofi ricercatore in nutrizione clinica all’Università di Firenze -, tuttavia la relazione fra consumo di frutta e verdura e diminuzione del rischio ictus è netta ed è in linea con quanto trovato da studi precedenti”.

Interessante anche il fatto che altri antiossidanti come l’alfa e il beta carotene, il retinolo e l’alfa tocoferolo in realtà non apporterebbero grandi benefici per diminuire il rischio si ictus.

“Gli studi su questa sostanza hanno rivelato che svolge molte funzioni – dicono nell’articolo -. Accanto alle proprietà antiossidanti, contrasta le infiammazioni, inibisce la sintesi del colesterolo, migliora la funzione immunitaria e previene l’aggregazione delle piastrine, riducendo quindi il rischio di ictus”.

(leggi l’articolo completo su  dieta.pourfemme.it)

Dieta mediterranea, olio d’oliva alleato del benessere

dieta mediterranea olio olivaL’olio d’oliva è un vero e proprio toccasana e non può mancare in una dieta mediterranea.
Tre o quattro cucchiaini di olio al giorno possono proteggere dal diabete, se abbinati ad una dieta sana e a un po’ di movimento.
Nell’olio infatti sono presenti gli acidi grassi monoinsaturi che possono ridurre di un terzo l’accumulo di grasso nel fegato. Ecco perché vari studi suggeriscono di non farsi mai mancare questo prezioso alleato della nostra salute. Lo sottolinea anche uno studio italiano condotto dai ricercatori della Società italiana di diabetologia (SId) dell’Università Federico II di Napoli presentato al congresso dell’European Association For The Study Of Diabetes (Easd).

Gli studiosi hanno preso in esame 45 pazienti con diabete di tipo 2 e hanno fatto seguire loro una dieta ricca di acidi grassi monoinsaturi verificando come abbiano ridotto l’accumulo di grasso del 25-30%. “Gli acidi grassi monoinsaturi sono perciò estremamente utili per i diabetici – dice Rivellese, a capo dello studio -, che vanno incontro a steatosi epatica nell’80% dei casi: la steatosi infatti è correlata all’insulino-resistenza, può essere coinvolta nell’insorgenza e nella progressione del diabete e può avere altre conseguenze deleterie sulla salute”.

Come raccomandano i nutrizionisti infatti l’olio d’oliva non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola: ottimo per condire, è decisamente da preferire al burro che può essere usato solo in casi particolari come nei risotti. Inoltre, l’olio d’oliva è un ottimo alleato contro il diabete.

Va ricordato inoltre che dal punto di vista calorico gli oli di semi non sono assolutamente più light dell’extravergine perché tutti gli oli sono composti dal 99,9% di grasso e quello che li distingue è il contenuto di vitamine e di acidi grassi.

“Diversi studi scientifici hanno confermato che, grazie ai suoi acidi grassi monoinsaturi, l’extravergine permette una riduzione del colesteroloLdl (quello cattivo) e un aumento di quello buono (Hdl)”, dice anche Andrea Ghiselli ricercatore all’Istituto nazionale di ricerca sugli alimenti e la nutrizione (Inran).

“Tre cucchiai, al posto di altri condimenti, sono raccomandati in una dieta sana ed equilibrata: uno lo si può usare per condire la pasta, gli altri per i secondi e le due porzioni di verdura consigliate al giorno dall’Inran. Per livelli di dispendio energetico maggiore (con un fabbisogno quotidiano di 2.600 chilocalorie e oltre) sono consentiti quattro cucchiai. Attenzione: l’olio non è un farmaco e se consumato in eccesso fa aumentare anziché diminuire la colesterolemia” continua Ghiselli.

L’olio inoltre ha delle ottime proprietà antiage e vi aiuta anche a sentirvi più giovani e in forma perchè contiene molte sostanze antiossidanti, capaci di contrastare i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare. Elementi come i polifenoli, “conferiscono il caratteristico sapore dell’olio, ad avere spiccate proprietà antiossidanti e anche antinfiammatorie. Ma poiché se ne usa poco, l’olio d’oliva esercita questa sua proprietà solo se viene inserito in una dieta con molta frutta e verdura, che di antiossidanti sono ricchissime”, conclude Ghiselli.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Tumore al Seno, con la Dieta Mediterranea si Combatte meglio

Il tumore al seno, considerato il big killer delle donne giovani e meno giovani, oggi fa meno paura rispetto a qualche anno fa. Le statistiche ci confortano, confermandoci che se non è proprio diminuito il numero delle donne che si ammalano di questa neoplasia, è certamente cresciuta in modo significativo la percentuale di chi sia riuscita a sconfiggere il male, riprendendosi in pieno la propria vita. Insomma, di cancro al seno si può guarire, come ben testimoniano i numeri che arrivano dalla regione Lombardia, che ci testimoniano, a fronte di un totale di 7400 diagnosi di tumore alla mammella annuali, un trend positivo in fatto di guarigioni complete.

La differenza, rispetto al passato, la fanno una serie di favorevoli fattori concomitanti: screening diagnostici che permettono di individuare la neoplasia in fase iniziale, quando è decisamente più facile estirparla, cure sempre più mirate e personalizzate, uno stile di vita più salutare. A partire dall’alimentazione, che costituisce una vera e propria cura nella cura, anche quando la malattia sia già conclamata.

“Assapora la vita”, la campagna itinerante contro il tumore al seno

combattere tumore al seno con dieta mediterraneaA parlare di alimentazione nella strategia di lotta contro il tumore al seno, sarà oggi, 4 luglio, un team variegato di esperti, costituito da oncologi, nutrizionisti e cuochi che riuniti a Milano presentano la campagna nazionale itinerante “Assapora la vita”, organizzata per la regione Lombardia dall’Associazione Salute Donna onlus. Non solo conferenze sulla malattia, sua genesi e possibili terapie, ma anche una vera e propria scuola di cucina, in cui verranno presentate le ricette della nostra gustosa e salutare dieta mediterranea (patrimonio immateriale dell’umanità per l’Unesco) che possono aiutare a proteggere le donne dal tumore al seno, ma anche a combatterlo meglio quando si sia presentato. Sempre più, dunque, ci stiamo rendendo conto di quanto sia cruciale alimentarci bene, in modo corretto e consapevole, per mantenere il nostro corpo in salute.

Dieta mediterranea contro il tumore al seno

Spiega la dott.ssa Cecilia Gavazzi, Responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale Terapia Nutrizionale della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale Tumori di Milano, quanto sia fondamentale il ruolo del cibo, ma anche dell’attività fisica regolare, nella prevenzione e nella lotta di malattie come il cancro, in questo caso di quello al seno, il più diffuso tra le donne.

“Esistono evidenze ampiamente riconosciute del fatto che uno stile di vita equilibrato, che preveda anche una sana alimentazione, può aiutare a prevenire l’insorgenza di alcune forme tumorali.Per chi è in trattamento oncologico essa è primariamente finalizzata a mantenere un buono stato nutrizionale, che consenta di effettuare le terapie riducendo gli effetti collaterali e migliorando la qualità di vita. Quando si affronta la malattia oncologica è bene viziarci e coccolarci: ancor meglio se qualcuno prepara per noi, con fantasia e amore, pietanze appetitose.

Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che se il nutrimento equilibrato non si accompagna a un’attività fisica, magari anche limitata a una passeggiata nel verde, a un sonno adeguato e a una riduzione delle occasioni di stress, può perdere buona parte dei suoi benefici“. Per stare bene, dobbiamo perciò imparare a prenderci cura di noi, come se fossimo davvero la persona più importante della nostra vita, e non un bersaglio da maltrattare abusando di cibo spazzatura, sostanze tossiche come il fumo, e negandoci il benessere che deriva dal muovere il nostro corpo con scioltezza, in mezzo alla natura o in un ambiente rilassante. Perché non siamo fatti per restare immobili per ore nella stessa posizione, per diventare contenitori amorfi in cui si può buttare di tutto indifferentemente, è naturale che ad un certo punto… il corpo dica basta, e si ammali.

Tumore al seno, combattiamolo a suon di ricette

Non è facile cambiare stile di vita, soprattutto perché dobbiamo abbandonare abitudini confortevoli, anche se dannose. Ma si tratta di uno sforzo che vale la candela, in questo caso che può valere la vita. Nel corso della campagna nazionale Assapora la vita,che come abbiamo visto parte oggi a Milano, a chi interverrà verrà anche data la possibilità di imparare in modo divertente come si cucina un buon piatto mediterraneo che sia tanto buono al palato quando utile per il nostro corpo. Lo chef Alessandro Circiello, ad esempio, presenterà alcune ricette gustose, mentre nutrizionisti spiegheranno per filo e per segno i benefici di ogni singolo nutriente presente nel piatto.

Annamaria Mancuso, Presidente di Salute Donna onlus, spiega il senso dell’iniziativa: “L’educazione alla salute nell’ambito delle malattie oncologiche è uno degli obiettivi che Salute Donna onlus si prefigge per offrire alle donne con tumore al seno in terapia gli strumenti per sviluppare uno stile di vita corretto: nutrirsi bene, seguendo la tradizione italiana che tutto il mondo imita, ci aiuta a sentirci meglio con noi stesse ed è una condizione fondamentale per affrontare meglio le sfide della malattia”. In questo progetto, perciò, è stato inserito anche un utile ricettario con 30 ricette pensate per aiutare le donne sotto terapia per un tumore al seno, a combattere meglio la malattia. Davvero una splendida iniziativa per tutte noi.

(Fonte salute.pourfemme.it)

La Dieta Mediterranea Migliora la Qualita’ della Vita

I benefici della dieta mediterranea sono stati definitivamente confermati da uno studio dei ricercatori delle Università di Las Palmas e di Navarra pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrion (vedi qui) nel quale si è dimostrato che, oltre a promuovere la longevità, la fertilità, la qualità del sonno e la salute cardiovascolare, questo regime alimentare garantisce, più in generale, una migliore qualità di vita in termini di salute fisica e mentale.

dieta mediterraneaLa prova di questi benefici arriva direttamente dallo stato di salute degli oltre 11.000 studenti universitari coinvolti dai ricercatori nello studio. All’inizio dello studio gli scienziati hanno valutato le abitudini alimentari dei partecipanti.

Dopo 4 anni la qualità della loro vita è stata misurata con un scala di valutazione specifica.  Ne è emerso che i ragazzi che consumavano quantità maggiori di legumi, verdure, frutta, noci, cereali e pesce limitando, invece, il consumo di carni e alcol, stavano meglio sia dal punto di vista mentale, sia, soprattutto, da quello fisico.

Secondo Patricia Sánchez Henríquez, autrice principale dello studio, questi risultati sono ancora più significativi dal fatto che “l’invecchiamento della popolazione nei paesi industrializzati rende ancora più preziosi la qualità della vita e la buona salute dei cittadini”.

Ricordiamo i principi di una corretta dieta mediterranea:

  • ai pasti principali prediligere cereali, frutta e verdura e latticini;
  • la principale fonte di grassi deve essere l’olio di oliva, noto per le sue elevate qualità nutrizionali;
  • le proteine animali devono essere assunte sotto forma di carne magra, uova e pesce. Quest’ultimo, insieme ai frutti di mare, è anche un’ottima fonte di quei particolari grassi che fanno bene alla salute, gli Omega-3;
  • consumare solo raramente e in piccole quantità prodotti ad elevato contenuto di zucchero, come caramelle, torte, pasticcini e bibite gassate;
  • bere da 1,5 a 2 litri d’acqua e, con moderazione, vino e altre bevande fermentate.

(Fonte www.freshplaza.it)

Lunga Vita agli Ottimisti e ai loro Figli

Tra gli elisir di lunga vita un posto di rilievo lo occupa un’alimentazione sana.
La dieta mediterranea, nello specifico, con il suo ruolo di contrasto alle malattie croniche, è associata ad una maggiore longevità. Poi c’è lo stile di vita: sedentario, vizioso, sano, meno sano. E ancora i fattori genetici, la storia familiare di malattie e disturbi.

gli ottimisti vivono di piùMa per vivere a lungo ci vuole anche carattere. Non un carattere qualunque: una personalità estroversa, ottimista, empatica. Lo svela un recente studio pubblicato su Aging, condotto dai ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine e della Ferkauf Graduate School of Psychology della Yeshiva University.

La ricerca, Positive attitude towards life and emotional expression as personality phenotypes for centenarians, riporta i risultati dell’Einstein’s Longevity Genes Project, condotto su un campione di 500 ebrei over 95 e su 700 tra i loro figli e nipoti. Chi esprime apertamente le sue emozioni, anche quelle considerate negative (a torto, ricordate che bisogna sempre esprimere ogni emozione), chi ha un atteggiamento positivo verso la vita, si confida con gli altri, ha una rete sociale ampia e reputa importante ridere e divertirsi, vive più a lungo, è meno a rischio di nevrosi, disturbi psicologici ed è più consapevole. Sembra la scoperta dell’acqua calda. In realtà c’è di più.

Alcuni di questi tratti sono ereditabili: i fenotipi di ottimismo, apertura mentale, condivisione delle emozioni. Inoltre, ed è un dato certamente più inedito ed interessante emerso dallo studio, la personalità può cambiare, anche tra i 70 ed i 100 anni. Insomma, c’è ancora speranza di modificare il proprio atteggiamento verso la vita, a qualsiasi età. Certo, in questo caso non si trasmette alla prole una personalità ottimista.

Ad ogni modo conosco persone da sempre burbere che si sono addolcite invecchiando, imparando a ridere, a non prendere tutto troppo sul serio e ad essere più concilianti con gli altri. Per la serie, non è mai troppo tardi per migliorarsi, concedendosi qualche sorriso e… qualche anno di vita in più!

(Fonte www.benessereblog.it)

Vivere e Mangiar Bene, fa Bene al Cuore

L’occasione è la IX Giornata Nazionale della Prevenzione delle Malattie Cardiovascolari e Respiratorie: il 25 e 26 maggio scorsi, docenti della Sapienza e di altre Università d’Italia, hanno fatto il punto della situazione in merito al sempre più crescente rischio d’infarto, anche in relazione agli effetti depressivi che l’attuale crisi economica può avere sulla popolazione.

Abbiamo chiesto all’organizzatore dell’evento, il Prof. Carlo Gaudio , in che misura l’ipertensione arteriosa incida sui rischi d’infarto, di ictus cerebrale, d’insufficienza renale e respiratoria.

dieta per la salute del cuore“L’ipertensione rappresenta uno dei principali fattori di rischio. Purtroppo, secondo i dati dell’OMS, sono circa 240 mila i morti ogni anno nel nostro Paese per malattie cardiovascolari e ben 15 milioni di italiani ne sono affetti.
Tra gli ultra65enni, è ipertesa una persona su due.  L’ipertensione spesso è misconosciuta e frequentemente associata ad altri fattori di rischio, come il diabete o l’ipercolesterolemia, condizioni anch’esse molte volte non riconosciute tempestivamente. In questo scenario, la medicina moderna deve puntare sempre di più sulla prevenzione, anche per abbattere i costi sanitari crescenti e dare sollievo alle spese dello Stato in questo settore.”

Per la prevenzione, fondamentale è anche uno stile di vita equilibrato: oggi, purtroppo, un’eccessiva assunzione di cibo non viene compensata da adeguato movimento. Cioè mangiamo troppo e ci muoviamo pochissimo!

Per il Prof. Giorgio Calabrese, docente presso l’Università del Piemonte orientale “Avogadro”, illustre nutrizionista e divulgatore scientifico, “la dieta mediterranea, se ben equilibrata nelle quantità e nella qualità dei prodotti, può contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari: l’utilizzo di frutta e verdura, in cinque porzioni giornaliere, un aumento del consumo dei legumi e di pesce, specie se azzurro, e una giusta quantità di carni, carboidrati e cerali (non togliete la pasta dalla vostra tavola!) ci permette di avere un’alimentazione non solo gustosa ma anche molto salutare.

Ma in che modo, come si diceva all’inizio, la crisi economica può incidere sul cuore?

Ci risponde il Prof. Cesare Greco , docente di Cardiologia della Sapienza: “Stiamo vivendo un momento storico particolare, la depressione economica comporta un forte disagio psicologico della popolazione, il cuore soffre e aumentano così i fattori di rischio cardiovascolare. Un Sistema Sanitario Nazionale deve poter garantire un’assistenza adeguata per contenere questi rischi”.

(Fonte oknotizie.virgilio.it)

La Crisi cambia i Consumi degli italiani, quali sono i rischi per la Salute?

rischi per la salute dovuti alla crisi economicaLa crisi sta cambiando i consumi degli italiani, anche a tavola. In questo momento, economicamente molto complicato, in materia di dieta si stanno verificando due fenomeni: quelli più attenti e selettivi, che comprano meno per evitare di sprecare, ma che stanno molto attenti alla qualità, e quelli, invece, che cercano solo di riempire il frigorifero, sfruttando le offerte facendo incetta di prodotto ipercalorici.

È ovvio che quest’atteggiamento può essere molto pericoloso. I nutrizionisti sono mesi che indicano il fattore economico come problematico per la corretta alimentazione. Comprare quantità industriali di merendine, per sfruttare uno sconto interessante, i formaggi più scandenti e gli affettati più grassi, rinunciando invece al pesce o a prodotti di qualità in nome del risparmio, non può certamente far bene alla salute.

La crisi della Dieta Mediterranea

La prima a vivere un momento difficile è la Dieta Mediterranea, a causa dell’aumento dei prezzi di frutta e verdura. Il rapporto Osservasalute 2011 ha denunciato che in Italia è diminuito il consumo di frutta e verdura. La notizia non è assolutamente buona, tenendo conto che i vegetali a tavola sono sempre stati pochi e che ovviamente, questa tendenza, incrementa il rischio obesità. C’è stata una riduzione delle porzioni e coloro che mangiano di più sono quelli che hanno la mensa. Sembrerebbe che la mensa in questa fase giochi un ruolo particolarmente importante, perché i lavoratori tendono a seguire un’alimentazione meglio bilanciata, meno grassa e più ricca di verdura, ortaggi e frutta. È anche una questione cultura e non solo economica: preparare della verdura cotta è un impegno e porta via del tempo. Una volta a casa si tende a cucinare sempre poco.

Meno carne per gli italiani

Se la crisi sta ridimensionando la dieta, non sempre i fenomeni sono negativi. Da sempre si sostiene, anche nel nostro Paese, che i consumi di carne siano eccessivi. I problemi economici mostrano che i consumi, soprattutto di carne rossa, sono stati soppiantati  dai formaggi, ma anche dal pollo e soprattutto dal maiale. A denunciare questo dato sono proprio i macellai, al Salone internazionale Eurocarne di Verona, i macellai. Tra il 2001 e il 2011 la domanda di carne bovina ha subito un calo dell’8%: si è quindi scesi da 24,9 chilogrammi pro capite del 2008 ai 23,1 chilogrammi del 2011. Sono aumentati però i consumi di formaggi (+15%), carne suina (+7%) e carne avicola (+3%). Da un punto di vista della salute è un bene: la carne rossa andrebbe mangiata una volta la settimana, per lasciare il posto a 2/3 piatti di carne bianca (sicuramente il pollo è meglio del maiale) e di formaggio. Il motivo? Tenere controllato il colesterolo e prevenire le malattie cardiovascolari.

Cambia il modo di far la spesa

Quello che risulta più evidente dai consumi che a cambiare è proprio il modo di far la spesa. Secondo l’Osservatorio Adi-Nestlè, esistono 5 cluster di consumatori. Il profilo è stato stilato incrociando le scelte alimentari con i dati degli acquirenti. Esistono i fedeli al brand (25%), che comprano solo prodotti di marca, curano moltissimo la loro alimentazione e fanno sport, i last minute (43%), che invece cercano le offerte e non hanno un’alimentazione equilibrata (di questi più della metà si definisce obeso), i parsimoniosi (21%), che comprano solo in offerta e sostengono di seguire una sana alimentazione per sentirsi sani. La loro spesa dice però il contrario, perché riempiono il carrello di snack e patatine. Al quarto posto troviamo l’innovatore (7%), disposto a pagare di più per mangiare meglio. Infine, gli indifferenti (4%), quelli che comprano a prescindere del prezzo. Hanno un tale potere d’acquisto che tutto costa poco, per loro (ovviamente). Ovviamente il dato che maggiormente preoccupa è quello dei last minute, di cui fanno parte circa 1 italiano su due.

(Fonte www.dietaland.com)

La Dieta Mediterranea fa Bene a Corpo e a Mente

dieta mediterraneaLa Dieta Mediterranea dovrebbe essere la regina della tavola, perché propone un regime alimentare molto equilibrato e salutare. Stando a recenti studi, non aiuta solamente il benessere del nostro corpo, ma anche quello della mente. Lo ha dimostrato la ricerca, condotta dalle Università di Las Palmas de Gran Canaria e di Navarra e pubblicata sull’European Journal of Clinical Nutrition, durante cui sono stati monitorati gli effetti della dieta mediterranea su ben 11 mila studenti. I risultati? Davvero sorprendenti.

La Dieta Mediterranea aiuta la mente

Secondo gli esperti spagnoli, la Dieta Mediterranea protegge il cervello da eventuali patologie croniche. Il motivo? Sicuramente le sostanze nutritive e antiossidanti derivanti da frutta, verdura, legumi, pesce, olio d’oliva e noci. Inoltre, limita il consumo di carne, formaggi e alcolici, sostanze che devono essere ridotte se si desidera conservare una buona qualità di vita, prevenendo il colesterolo alto e il diabete. L’autrice della ricerca, Patricia Sanchez Henriquez, ha spiegato: “Il progressivo invecchiamento della popolazione nei paesi sviluppati rende ancora più interessante scoprire quali aree dell’organismo ricevono impulsi positivi da una dieta sana. I nostri risultati hanno dimostrato che dopo quattro anni, i ragazzi che avevano osservato una regolare dieta mediterranea risultavano più sani non soltanto fisicamente ma anche psicologicamente”.

Dieta Mediterranea e sport per prevenire Alzheimer

La Dieta Med previene l’ Alzheimer? Da molti anni si discute su questo tema e ora l’ Istituto Besta ha deciso di dare il via a una nuova sperimentazione per verificarlo. Secondo ricerche precedenti, la normale dieta occidentale favorisce lo sviluppo della malattia, perché contiene troppi carboidrati complessi, zuccheri, e soprattutto grassi, che aumentano l’insorgere dell’obesità. Il Besta, con il Policlinico, Istituto dei Tumori e San Raffaele, desidera provare che seguire alla lettera un regime alimentare di stampo mediterraneo migliora le performance della mente, tenendola lontana da malattie come Alzheimer. Per i primi sei mesi sono state arruolate 20 persone, che saranno divise in due gruppi. Alberto Guglielmo, Presidente del Besta, ha dichiarato: “L’aumento delle malattie neurodegenerative, in crescita esponenziale in rapporto alla crescita delle aspettative di vita e all’invecchiamento della popolazione comporterà sempre di più il doversi misurare con enormi problemi finanziari, organizzativi e sociali, difficilmente sopportabili dalla singola famiglia, dai singoli Istituti di ricerca e dallo Stato”.

In tutto la ricerca coinvolgerà circa 350 persone, in 20 mesi (dovrebbe essere presentata per l’Expo2015) e prende spunto da alcuni studi significativi, come quello di Nikolaos Scarmeas, neurologo della Columbia University, che ha osservato 1.880 persone per un periodo medio di 4,3 anni, arrivando così alla conclusione che fare sport, un’attività fisica moderata, e mangiare Med riduce il rischio di Alzheimer del 50 percento.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Combattere il Sovrappeso con l’Aglio

combattere sovrappeso con aglioL’aglio è un importante alleato per sconfiggere l’obesità e il sovrappeso. In molte occasioni abbiamo ripetuto che la forma fisica degli italiani tende a essere un po’ troppo morbida. Purtroppo sono molte le persone che hanno problemi di chili di troppo e che non seguono correttamente la Dieta Mediterranea. Questo regime, divenuto patrimonio immateriale dell’Unesco, propone un’alimentazione molto varia, fatti di prodotti preziosi come l’aglio. Questo bulbo, infatti, riduce il rischio di tumore, i livelli alti di colesterolo e la possibilità di ammalarsi di diabete.

Aglio vs obesità

La caratteristica però più interessante (e la più nuova) è proprio quello che permette all’aglio di essere eletto come prodotto antiobesità. Com’è possibile? Al suo interno contiene tiosolfonati e polifenoli, ovvero degli antiossidanti, che agiscono sui depositi di tessuto adiposo e favorendo la loro riduzione. Gli esperti sono allo studio, perché dalle ultime ricerche si crede che queste sostanze possano essere impiegate anche per elaborare dei farmaci per contrastare il sovrappeso. Intanto quello che però si può fare è introdurlo regolarmente nella dieta, perché le persone che consumano regolarmente questa sostanza hanno meno probabilità di sviluppare obesità. È ovvio che, per come tutte le cose, sia una questione di quantità, ma in assenza di particolari patologie un consumo moderato è più che sufficiente.

Le proprietà benefiche

Come abbiamo accennato prima, l‘aglio ha diverse proprietà benefiche. È ricco principalmente di vitamine (A, B1, B2, PP e C), oligoelementi e sali minerali. Inoltre, contiene un potente antisettico, l’allicina. Queste caratteristiche permettono alle persone che lo assumono di tenere lontani molti virus, come quello dell’influenza o del raffreddore. È un antiossidante, quindi protegge il corpo dall’invecchiamento cellulare, dall’insorgere di eventuali tumori (di diversa natura) e mantiene giovane il muscolo cardiaco. Ma c’è di più, perché a differenza di quanto si creda, l’aglio ha anche proprietà digestive ed molto potente contro i parassiti intestinali.

Come consumare l’aglio?

Tante persone l’aglio non lo consumano, perché causa alitosi o trovano che abbia un gusto un po’ troppo forte. Sono molte, invece, le persone che lo mangiano essiccato, perché all’apparenza più delicato. In realtà, l’aglio andrebbe consumato crudo. Se non lo amate molto, il consiglio è quello di usarne piccole dosi e soprattutto di abituarvi al sapore un po’ alla volta. Spesso il gusto è solo una questione di abitudine. Inoltre, un metodo per fare in modo che il suo sapore si senta davvero pochissimo è non pelare lo spicchio. In cucina si dice “in camicia” e sicuramente è un ottimo modo per farlo accettare anche ai palati più raffinati.

(Fonte dieta.pourfemme.it)