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Mele e Spinaci sono importanti per la Salute Cardiovascolare e Cognitiva

consigli salute vascolareAlcuni ricercatori hanno scoperto che il consumo di mele e spinaci aumenta significativamente l’ossido nitrico (NO), una molecola importante per la salute cardiovascolare e cognitiva, attraverso il suo effetto sul flusso sanguigno e i vaso sanguigni.

La dottoressa Catherine Bondonno era interessata a verificare se le mele, ricche di flavonoidi e gli spinaci, ricchi di nitrati, siano in grado di aumentare i marcatori del NO nel corpo, portando quindi ad un miglioramento della funzione cardiovascolare, cognitiva e dell’umore.

Uno squilibrio di NO è stato trovato nei disturbi cardiovascolari e in alcune condizioni patologiche nel cervello“, dice la ricercatrice. “Una dieta ricca di frutta e verdura è associata a un miglioramento della salute cardiovascolare e cognitiva. Flavonoidi e nitrati, due componenti di una dieta ricca di frutta e verdura, sono attualmente allo studio per capire se potrebbero migliorare la salute aumentando il NO nel corpo“.

I ricercatori hanno reclutato 30 volontari sani di sesso femminile e maschile, valutato anamnesi, elettrocardiografia, indice di massa corporea, l’altezza e il peso, la pressione sanguigna, e digiuno campioni di sangue.

I volontari sono stati assegnati in modo casuale a uno dei quattro gruppi a) mela: alti flavonoidi, bassi nitrati; b) spinaci: bassi flavonoidi, bassi nitrati c) mela + spinaci: alti nitrati e flavonoidi; d) controllo: bassi nitrati e flavonoidi. Gli interventi attivi (a, b, c) prevedevano il consumo di 200 g di bucce di mela Pink Lady, 200g di spinaci, o di entrambi, a pranzo. I ricercatori hanno misurato il NO, così come i livelli di nitriti e nitrati in plasma, urine e saliva.

“Rispetto al gruppo di controllo, coloro che hanno assunto mele e spinaci hanno avuto un aumento dei marcatori del NO nel plasma – dice il Dott. Bondonno – Inoltre, gli spinaci, e la combinazione mela + spinaci, hanno migliorato significativamente gli indicatori di NO nella saliva e nelle urine pure”.

(Continua a leggere su http://www.freshplaza.it/article/65297/Mele-e-spinaci-sono-importanti-per-la-salute-cardiovascolare-e-cognitiva)

Succo di melagrana, fonte ricca di nutrienti e antiossidanti

Tra i frutti più gustosi che la natura ci offre a ottobre troviamo la melagrana (il frutto del melograno), da cui si può ricavare un buonissimo succo, conosciuto anche con il nome di granatina, ricco di nutrienti e antiossidanti. Il modo migliore per ottenere un succo di melagrana fatto in casa è quello di centrifugare le bacche rosse contenute al suo interno. Qui sotto, vediamo quali sono i benefici e le proprietà del succo di melograno.

succo di melagranaUn bicchiere di succo di melagrana (circa 200 millilitri) può arrivare a coprire all’incirca il 32 per cento del fabbisogno quotidiano di vitamina C in una persona adulta, oltre ad apportare un buon quantitativo di altre vitamine e nutrienti tra cui: beta-carotene, vitamina E, potassio, vitamina B5 (acido pantotenico), flavonoidi, ellagitannini, oli insaturi, e fibre.I tannini idrolizzabili all’interno del succo di melagrana, in particolare gli ellagitannini, vengono assorbiti dal nostro corpo e apportano molti benefici agendo come potenti antiossidanti. Tra le altre sostanze dalle proprietà antiossidanti troviamo anche gallocatechine, catechine, e antociani.

Proprietà antiossidanti del succo di melagrana

I composti appena citati danno al succo di melagrana un altissimo potere antiossidante (ORAC) che ammonta grossomodo a 2860 unità ORAC per 100 gr di prodotto. Si tratta davvero di un quantitativo elevato dato che è stato stimato che per una persona adulta sono necessarie dalle 2000 alle 5000 unità ORAC al giorno per contrastare con efficacia i radicali liberi.

Proprietà antitumorali

Come già accennato, la melagrana è un’importante fonte di acido ellagico, sostanza capace di indurre la morte delle cellule cancerose. In particolare, secondo gli studiosi della University of California, il succo di melagrana è utile per prevenire e contrastare lo sviluppo di tumori alla prostata, alla mammella e ai polmoni.

Benefici per il cuore

Diverse ricerche hanno dimostrato che bere di succo di melagrana con regolarità può ridurre i rischi di sviluppare malattie cardiache, come pure l’ossidazione delle LDL, lo stato ossidativo dei macrofagi, e la formazione di cellule schiumose o spumose (dall’inglese foam cells). Uno studio apparso sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition ha constatato che, nei topi da laboratorio, l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL) da parte dei macrofagi peritoneali è stata diminuita fino al 90 per cento dopo il consumo di succo di melagrana.

Benefici per la pressione sanguigna

Una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Atherosclerosis ha dimostrato che il consumo di succo di melagrana per almeno due settimane è in grado di ridurre la pressione arteriosa sistolica nei pazienti che soffrono di ipertensione, agendo sull’ACE, ovvero sul siero dell’enzima di conversione dell’angiotensina.

Contro le infezioni virali e dentali

Sedano e Carciofi alleati per Combattere il Cancro al Pancreas

proprietà anti cancro sedano Sedano, carciofi ed erbe aromatiche, specialmente l’origano messicano, possono aiutare a battere il cancro del pancreas. Alla base delle proprietà antitumorali di questi vegetali, c’è un elevato contenuto di due flavonoidi, l’apigenina e la luteina, potenti antiossidanti e “spazzini” dei radicali liberi.

proprietà anti cancro carciofi sostanze uccidono le cellule tumorali del pancreas, inibendo un enzima chiave nell’insorgenza delle neoplasie. E’ la conclusione di due studi dell’università dell’Illinois (Usa), pubblicati su Molecular Nutrition and Food Research. “Ma attenzione, se si usano integratori che contengono i flavonoidi contemporaneamente a farmaci chemioterapici”, avvertono gli scienziati: “Non vanno assunti nello stesso momento, perché possono annullarsi reciprocamente nell’azione contro il tumore”.

Gli scienziati hanno utilizzato l’apigenina da sola in due culture di cellule pancreatiche umane infettate da un tumore: la sostanza induceva la morte di queste cellule. “Ma – spiegano i ricercatori – abbiamo ricevuto i risultati migliori quando le cellule tumorali sono state pre-trattate con apigenina per 24 ore, e poi è stato applicato un farmaco chemioterapico per 36 ore. Il nostro studio ha indicato – precisano gli scienziati – che l’assunzione di integratori antiossidanti nello stesso giorno in cui ci si sottopone alla chemioterapia può compromettere l’effetto di questi farmaci. E’ quindi meglio assumere antiossidanti prima della chemio, perché i flavonoidi e i farmaci chemioterapici possono competere tra di loro quando sono introdotti nello stesso momento”.

(Leggi l’articolo completo su http://www.freshplaza.it/article/56539/Sedano-e-carciofi-alleati-per-combattere-il-cancro-al-pancreas)

Fragole, proprietà e benefici

Le fragole sono tra i vegetali più gustosi e salutari che la natura può offrirci, ricchi di vitamine, sali minerali, e altri nutrienti antiossidanti e antinfiammatori. Di seguito, vedremo nel dettaglio quali sono le proprietà e i benefici delle fragole.

Antiossidanti e antiinfiammatori

Oltre a essere tra gli alimenti con il più alto contenuto di vitamina C (circa 55mg/100gr), le fragole possiedono composti fenolici antiossidanti tra cui gli antociani, e l’acido ellagico.

proprietà e benefici delle fragoleLa vitamina C è necessaria per rinforzare il sistema immunitario ed è fondamentale per la produzione di collagene, la proteina principale per i tessuti connettivi dell’organismo umano. Grazie alla vitamina C quindi si tengono a bada le rughe, migliorando l’elasticità e la resilienza della pelle. Anche l’acido ellagico svolge una potente azione anti-invecchiamento, impedendo la distruzione del collagene e riducendo le infiammazioni, soprattutto dovute all’esposizione ai raggi UV-B.

Parlando di infiammazioni, le fragole contribuiscono a combattere disturbi infiammatori come l’osteoartrite, l’asma e l’aterosclerosi, inibendo l’enzima cicloossigenasi (COX), e agendo in modo simile a farmaci quali l’aspirina e l’ibuprofene. Oltre a ciò, la combinazione di sostanze antiossidanti e di agenti anti-infiammatori che troviamo all’interno delle fragole tra cui la vitamina C, l’acido folico, e i flavonoidi come la quercetina e il campferolo, svolge un’intensa azione contro le cellule potenzialmente cancerose. L’acido folico costituisce altresì un buon nutriente utile per la salute mentale e per la memoria.

Altro importante antiossidante presente nelle fragole è il manganese, minerale necessario per aumentare i livelli di superossido dismutasi (SOD), l’enzima responsabile della protezione della maggior parte delle cellule esposte all’ossigeno, tra cui i mitocondri. Il manganese non solo aiuta a combattere i radicali liberi e lo stress ossidativo, ma riduce anche l’infiammazione cellulare, una delle cause principali di numerose malattie cardiovascolari.

Salute degli occhi

La vitamina C è un nutriente essenziale per proteggere gli occhi dall’esposizione ai raggi UV, che possono danneggiare le proteine ​​del cristallino, ovvero le alpha-cristalline e le beta-cristalline. La vitamina C svolge anche un ruolo importante nel rafforzare la cornea dell’occhio e la retina. Le proprietà antiossidanti della vitamina C aiutano inoltre a prevenire la cataratta e la degenerazione maculare senile.

Salute cardiovascolare

Le fragole contengono più di 150mg/100gr di potassio, un minerale fondamentale per la salute cardiovascolare. Il potassio aiuta a regolare la pressione sanguigna e contribuisce ad abbassare la pressione alta, attenuando gli effetti negativi del sodio.

Contro il colesterolo cattivo

L’acido ellagico, i flavonoidi e le sostanze fitochimiche presenti nelle fragole producono un grande effetto antiossidante contro le lipoproteine ​​a bassa densità (LDL), o colesterolo cattivo, che si accumulano nelle arterie causando problemi quali l’aterosclerosi e l’ipercolesterolemia.

Protezione dentale

Le fragole contengono xilitolo, un dolcificante naturale a basso indice glicemico utile per prevenire la formazione della placca e lo sviluppo di microrganismi che causano carie e alitosi.

Salute delle ossa

(Continua a leggere su http://www.beautyerelax.com/alimentazione/499-fragola-benefici-proprieta-antiossidanti.html#ixzz2SDvt6O9w)

La Carota, Elisir di Salute

Questa radice è un prezioso alleato contro i radicali liberi e la degenerazione cellulare; i suoi principi attivi aiutano occhi, pelle e sistema immunitario

carota concentrato di vitamine carotenoidi e flavonoidiLa carota è considerata da sempre un ortaggio-farmaco grazie alla concentrazione di vitamine, sali minerali, carotenoidi e flavonoidi che possiede. È soprattutto ricca di betacarotene, il precursore della vitamina A, ovvero il principio attivo che dà colore alla radice. Il betacarotene è un potente antiossidante: combatte la formazione dei radicali liberi, i maggiori responsabili della degenerazione cellulare, e favorisce la salute degli occhi e in particolare della pelle grazie all’estensina, una proteina che agisce sull’idratazione epidermica. Inoltre la carota rinforza il sistema immunitario e consumarla quotidianamente riduce il rischio di contrarre tumori soprattutto ai polmoni, alla pelle e al colon.

Un toccasana anche per il fegato

La carota possiede anche sali minerali (potassio, sodio, calcio, fosforo), vitamine del gruppo B, D, E, fitoestrogeni e fibre, che migliorano il metabolismo di intestino e del fegato. Per chi soffre di colon irritabile la carota svolge un ruolo normalizzante riducendo le diarree e regolarizzando le evacuazioni.

Sceglile biologiche e mangia anche la buccia

Più il colore è intenso, maggiore è il contenuto di betacarotene. Quando acquisti le carote, accertati che siano sode e prive di macchie e provenienti da colture biologiche: è garanzia di una maggiore quantità di principi attivi e assenza di pesticidi. In tal caso, mangia anche la buccia, la parte più ricca di betacarotene.

Non tenerle in frigo più di 7 giorni

In un sacchetto in frigorifero, le carote si conservano per 5-7 giorni. Cerca di consumarle subito appena tagliate o poco dopo la cottura: la cattiva o la lunga conservazione dopo la cottura può sviluppare nitrosamine, sostanze cancerogene.

Come consumarle

Le carote si mangiano crude, tagliate a julienne nelle insalate o a fiammifero in pinzimonio. Attenzione: le carote si ossidano facilmente all’esposizione di luce e aria e diventano scure. Per evitare ossidazione (e mantenere inalterati colore e vitamine) è indispensabile condire le carote con un po’ di olio d’oliva e limone.

Le carote sono ottime lessate, stufate con un battuto di cipolle, porri e pomodoro, e aggiunte nelle zuppe e nelle minestre.

Il consiglio in più: A differenza di altre verdure che perdono parte del contenuto vitaminico e minerale con la cottura, la carota cotta (per poco tempo e non ad alte temperature) vede aumentare la biodisponibilità di betacarotene (come succede anche al pomodoro che durante la cottura libera una maggiore quantità di licopene).

(Fonte www.riza.it)

Cibi ricchi di Flavonoidi per prevenire le Malattie Cardiovascolari

I flavonoidi (o bioflavonoidi) sono composti chimici naturali contenuti nelle piante, noti per le loro proprietà antiossidanti. La scienza ne ha identificato 5.000 diversi tipi che colorano e danno sapore alla frutta e alla verdura.

Consumati con regolarità, i flavonoidi aiutano l’organismo a contrastare i radicali liberi, responsabili dell’ invecchiamento cellulare all’origine di diverse malattie croniche degenerative.
Tra i principali benefici dei flavonoidi figura la prevenzione dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, big killers oggi nel mondo.

Le proprietà antiossidanti dei flavonoidi, utili anche per prevenire i tumori, sono state confermate da un recente studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. È importante dunque introdurre nella nostra dieta bevande e cibi ricchi di flavonoidi. Non a caso la dieta mediterranea è considerata un elisir di lunga vita, dal momento che contiene cibi ad alto contenuto di antiossidanti. Tra le bevande troviamo un’alta concentrazione di flavonoidi nel tè, nel caffè e nel vino rosso. Il caffè, secondo una recente analisi dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano, viene consumato dall’80% degli italiani con regolarità, mentre il tè solo dal 30% della popolazione. Eppure il tè contiene una percentuale più alta di flavonoidi, dunque sarebbe da privilegiare. Il vino rosso, per evitare rischi, deve invece essere consumato con moderazione, non più di un bicchiere al giorno e sempre durante i pasti.

Per aumentare l’apporto di flavonoidi nella nostra dieta dobbiamo introdurre una razione maggiore di frutta (in special modo agrumi) e verdura. Le porzioni ideali consigliate dai nutrizionisti ammontano a 400 grammi di frutta al giorno (circa 3 frutti) e 200 grammi di verdura ad ogni pasto.

Attualmente in Italia consumiamo in media 250 grammi di frutta al giorno e 175 grammi di verdura al giorno. È evidente, dunque, che dobbiamo aumentare l’apporto di verdura. I flavonoidi, infine, li troviamo anche nel cioccolato e nell’olio d’oliva, da consumare con moderazione.

(Fonte www.benessereblog.it)

Mele e Mirtilli ricchi di Flavonoidi per prevenire il Diabete 2

Per ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 è possibile aumentare il consumo di mele e mirtilli. A suggerirlo è uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui alla base di questo effetto potrebbe esserci l’elevato contenuto di flavonoidi che caratterizza questi frutti.

Per giungere a questa conclusione gli autori della ricerca hanno monitorato l’alimentazione e lo stato di salute di quasi 200 mila cittadini statunitensi, nessuno dei quali presentava, all’inizio dello studio, i sintomi del diabete. Nel corso della ricerca sono stati diagnosticati 12.600 casi di diabete, ma gli scienziati hanno notato che gli amanti dei mirtilli hanno un rischio di sviluppare questa malattia inferiore del 23% rispetto a chi non li mangia praticamente mai.
Lo stesso vale per chi mangia almeno 5 mele alla settimana.

La frutta ricca di flavonoidi si conferma, quindi, amica della salute. Già lo scorso anno, infatti, la stessa rivista aveva pubblicato uno studio in cui è stato dimostrato che questi frutti aiutano anche a ridurre il rischio di ipertensione.

(fonte www.benessereblog.it)

Gli Asparagi: Diuretici e benefici per la Pelle

Oggi gli asparagi sono molto apprezzati, crescono spontaneamente nella macchia Mediterranea, ma sono anche coltivati e a livello mondiale i maggiori produttori sono Cina, Perù, Messico, Stati Uniti e Sudafrica, ma non mancano le colture nemmeno in Spagna, Francia, Germania e Italia.

 
In Italia si consuma soprattutto l’asparago verde, ma è reperibile anche quello bianco e violetto: In generale gli asparagi sono molto apprezzati soprattutto per le loro proprietà diuretiche depurative legate al notevole contenuto mineralico.
Uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Journal of American College of Nutrition ha cercato di valutare, studiando 450 persone di diversa nazionalità l’influenza dell’alimentazione sull’invecchiamento cutaneo in base all’esposizione solare.

Si è visto che un consumo ottimale di verdure a foglia verde come spinaci, asparagi, sedano e cipolle aiutano la pelle a restare elastica e a non raggrinzirsi per esposizione alla luce solare.

Non è un caso, d’altra parte, che molti prodotti cosmetici antirughe in commercio contengono acido folico, che ha un ruolo importantissimo nell’organismo umano poiché concorre alla sintesi e alla riparazione di eventuali danni sul DNA: l’acido folico è particolarmente abbondante nelle verdure a foglia verde in particolare le concentrazioni sono molto elevate in spinaci broccoli, asparagi e insalata.

Ecco perché, quindi, gli asparagi sono un ottimo ingrediente di cucina per allestire piatti gustosi, sono diuretici, ricchi di vitamine, fibre, flavonoidi e aiutano la bellezza della pelle: vanno consumati però con moderazione dalle persone con problemi renali o di gotta per il loro elevato contenuto di purine. (fonte www.sanihelp.it)

Mirtilli, Mele e Pere Riducono il rischio di Diabete

Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti, mangiare più mirtilli, mele e pere riduce il rischio di diabete. Questi frutti sono ricchi di flavonoidi, un composto naturale presente in alcuni tipi di frutta, verdura e cereali, che, secondo alcune ricerche, potrebbero essere collegati a benefici per la salute, tra cui il minor rischio di cancro e cardiopatie.

Alcuni flavonoidi posseggono un effetto positivo sulla resistenza all’insulina; ciò nonostante, solo pochi studi, ad oggi, hanno valutato l’associazione tra le diverse classi dei flavonoidi stessi ed il rischio di diabete di tipo 2.

Il presente studio è stato pertanto condotto al fine di valutare l’effetto del consumo di flavonoli, flavoni, flavanoni, flavanoli e antocianine sul rischio di diabete di tipo 2 nella popolazione statunitense. A tale scopo sono stati utilizzati i dati provenienti da 3 diversi studi di coorte prospettici, che avevano coinvolto un totale di oltre 200.000 adulti, nei quali l’apporto delle varie classi di flavonoidi è stato stimato attraverso la compilazione di appositi questionari di frequenza di consumo. Durante 3.645.585 anni-persona di follow-up, sono stati accertati 12.611 nuovi casi di diabete di tipo 2.

Accorpando i dati dei 3 diversi studi, l’apporto di antocianine è risultato associato ad una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 (Hazard Ratio, o HR=0,85, comparando il più alto e il più basso quintile di consumo), mentre nessuna associazione è emersa per l’apporto totale di flavonoidi e delle altre classi di flavonoidi. Considerando i diversi alimenti ricchi in antocianine, invece, il rischio di diabete si è rivelato inversamente associato al consumo di mirtilli (HR=0,77 comparando il consumo di ≥2 porzioni/settimana con <1 porzione/mese) e di mele e pere (HR=0,77 per consumi ≥5 porzioni/settimana paragonati con consumi <1 porzione/mese).

Concludendo, i risultati di questo lavoro suggeriscono che un maggiore apporto di antocianine riduce il rischio di diabete di tipo 2 nella popolazione adulta americana, supportando così l’importanza del consumo di alimenti ricchi di questa classe di flavonoidi (come i mirtilli, le fragole e l’uva nera) per la prevenzione del diabete.
(fonte www.freshplaza.it)

Prevenzione Cardiovascolare, l’importanza dei Flavonoidi

I risultati di uno studio pubblicato sull’autorevole American Journal of Clinical Nutrition indicano che ad un alto apporto di flavonoidi nella dieta corrisponde un minore rischio di gravi malattie cardiovascolari.

Ma gli italiani assumono regolarmente cibi che contengono flavonoidi e in che quantità? Gli specialisti dell’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano hanno condotto un’indagine su 7645 individui (4681 femmine e 2964 maschi) di età superiore ai 18 anni, per valutare il consumo medio pro-capite di flavonoidi.

Gli alimenti mediamente più ricchi di flavonoidi sono il tè, il vino rosso e la frutta (in particolar modo gli agrumi), ma i flavonoidi si trovano, ad esempio, anche nella verdura, nell’olio (soprattutto d’oliva) e nel cioccolato. Il tè viene consumato dal 30% circa della popolazione, con una prevalenza nel sesso femminile (32% verso il 25,5%). Sicuramente maggiore è il consumo di caffè (80% della popolazione, senza differenza tra i sessi) ma il contenuto di flavonoidi nel caffè e’ inferiore rispetto a quello del tè.

Il vino rosso è consumato dal 55% della popolazione, con prevalenza nel sesso maschile (65% contro il 48%). La frutta, e in particolar modo gli agrumi, sono consumati dal 60% della popolazione. Tuttavia, le porzioni di frutta consumate sembrano essere inferiori rispetto a quelle consigliate dalle linee guida per una sana e corretta alimentazione; infatti, si è stimato che il consumo medio di frutta pro capite sia di circa 250 g, mentre l’apporto consigliato è di 400 g (circa 3 frutti).

Dati ancora più critici riguardano l’apporto di verdura: si stima infatti che il consumo medio pro capite sia di 175 g al giorno, lievemente superiore nelle donne. Secondo le linee guida per una sana e corretta alimentazione andrebbe consumata una porzione di verdura da almeno 200 g ad ogni pasto.

“Ancora una volta ci troviamo a ribadire l’importanza dei capisaldi della dieta mediterranea – ha commentato Michela Barichella, Presidente di Brain and Malnutrition Association e responsabile della Struttura Semplice di dietetica e Nutrizione Clinica ICP di Milano – raccomandando il consumo di almeno una porzione di verdura a pasto e di circa tre frutti al giorno, preferendo sempre frutta e verdura crude, fresche e di stagione. E’ consentito un consumo moderato di vino rosso (circa un bicchiere al giorno), di caffè (due-tre tazzine al giorno) e soprattutto di tè. Anche in questo caso, la dieta mediterranea consente un adeguato apporto di flavonoidi, importanti per la prevenzione cardiovascolare”. (fonte www.freshplaza.it)