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La Lavanda Rimedio contro l’Insonnia

Le proprietà curative della lavanda sono cosa ben nota, in particolare contro l’insonnia e con il suo profumo è piacevole da tenere in un sacchettino sotto il cuscino, odorandola prima di chiudere gli occhi. Per tentare di sconfiggere questo odioso disturbo comunque si possono preparare dei rimedi fai da te piuttosto efficaci. vi servirà pochissimo in termini di tempo e di prodotti e potrete provare a dormire sonni più tranquilli. Questo, ovviamente, se il vostro non è un problema di natura patologica.

rimedio naturale contro insonnia

 

La lavanda è calmante e lenitiva e per sentirne presto i benefici, provate questi rimedi:

Lozione lenitiva notturna

Si prepara con:

  • 5 ml di olio diluito di lavanda
  • 2 gocce di olio essenziale puro di lavanda
  • 2 gocce di olio essenziale puro di camomilla

Vi basterà strofinarne una piccola parte sul petto prima di andare a dormire e lo stesso fate sul plesso solare, in pratica dove la cassa toracica forma una V. Per favorire il sonno, poi, potete creare un composto che spruzzerete prima di mettervi a letto. Ve ne basteranno 4 gocce di olio puro sul cuscino. Ecco che vi serviranno, dunque:

  • 2 gocce di olio essenziale puro di lavanda
  • 2 gocce di olio essenziale puro di eucalipto

Versate gli oli in una ciotola che sia con acqua bollente e lasciate il tutto accanto al letto. In questo modo la notte ne dovrete inalare gli aromi. La lavanda ha grandi effetti sulla mente, provati nel corso del tempo.

(Leggi l’articolo completo su http://www.mondobenessereblog.com/2013/08/28/lavanda-perfetta-contro-insonnia/)

Alimenti Nemici del Sonno

alimenti nemici del sonnoCi sono degli alimenti nemici del sonno, che non ci consentono di dormire bene.
Una corretta alimentazione dovrebbe tenerne conto, visto che contare su un sonno regolare e soddisfacente è essenziale per contribuire al nostro benessere generale. L’insonnia può diventare un problema, che richiede la messa in atto di soluzioni precise. In questo senso anche una dieta giusta ha un ruolo di prim’ordine, assolutamente da non trascurare.
Ma di quali cibi si tratta in particolare?  Caffè soprattutto e poi, forse qualcuno non lo sa, anche il cioccolato; bistecca e pasti iperproteici, alcool, cibi piccanti, grassi. Se volete abbandonarvi alle braccia di Morfeo, evitate queste pietanze.

1.  Caffè

E’ risaputo che il caffè influisce in maniera determinante nel causare l’insonnia. Tutta colpa della caffeina, che è capace di agire nell’organismo anche dopo qualche ora. Ecco perché non si tratterebbe solo di evitare il caffè la sera, ma anche quello che si prende nel corso del pomeriggio. La caffeina è in grado di aumentare il livello di adrenalina e noradrenalina, stimolando il sistema nervoso simpatico con effetti eccitanti: aumento del battito cardiaco e rilascio di glucosio dal fegato.

2. Cioccolato

Non si deve dimenticare che, anche se limitiamo il consumo di caffè, anche il cioccolato è una fonte di caffeina, specialmente quello fondente. Naturalmente non vuol dire che un pezzetto non possa andar bene, ma di certo è meglio non esagerare, considerando anche il notevole apporto calorico.

3.  Carne

La carne non è affatto consigliata a cena, soprattutto se viene consumata la sera tardi. A differenza di quanto molti pensano, il nostro organismo non è stato ideato per digerire mentre dormiamo. In particolare, in questo senso, si incontrano difficoltà nella digestione delle proteine, che vengono sintetizzate in modo più complesso rispetto agli altri nutrienti. Si dovrebbe restare alzati almeno per mezz’ora dopo aver mangiato.

4.  Agrumi

Gli agrumi non sono affatto nemici del buon dormire. In effetti essi contribuiscono ad aumentare l’acidità di stomaco e tutto ciò non costituisce per nulla una premessa ideale per addormentarsi.

5.  Alcool

Si pensa che l’alcool possa svolgere una funzione importante nel favorire il sonno, ma bisogna comunque fare attenzione. Il vino stimola l’addormentamento, ma rende problematiche le successive fasi del sonno, non favorendo il riposo fondamentale per la memoria e le capacità motorie. Se ne ricava un senso di fastidiosa stanchezza.

6. Cibi grassi

Pensate che un delizioso pezzo di formaggio sia ciò che ci vuole a cena? Dovreste ricredervi, perché i cibi grassi potrebbero causare qualche problema. Essi sono ricchi di orexina, un ormone neuropeptidico, che stimola l’appetito e la veglia.

7.  Cibi piccanti

Andrebbero limitati anche i cibi piccanti, come, ad esempio, il tabasco o la mostarda. Proprio questi due alimenti sono stati oggetto di un apposito studio, che ha dimostrato come possano avere delle conseguenze sul sonno. Nello specifico gli alimenti speziati determinano una variazione della temperatura corporea, che porta il cervello in una sorta di “confusione” per quanto riguarda i ritmi del riposo.

8.  Acqua

A qualcuno potrebbe sembrare strano, ma anche l’acqua, se bevuta a grandi quantità prima di addormentarsi, potrebbe causare qualche conseguenza. Se non altro si è costretti ad alzarsi per correre in bagno. Lo stesso effetto hanno il  o i cibi che contengono molti liquidi, come, per esempio l’anguria. Meglio limitare i liquidi almeno due ore prima di addormentarci.

9.  Insaccati

Non è molto facile resiste al gusto degli insaccati. Eppure ci si dovrebbe limitare anche su questo fronte. Mortadella, pancetta, porchetta e wurstel abbondano di tiramina, che determina nel cervello la produzione di una sostanza in grado di farci svegliare.

10. Energy drinks

Non bisognerebbe abusare degli energy drinks…

(leggi l’articolo completo su http://www.tantasalute.it/articolo/10-alimenti-nemici-del-sonno/41747/)

Cos’è la Cromoterapia e quali sono i suoi Benefici

La cromoterapia, nota già agli antichi egizi e in oriente, è una disciplina che studia il rapporto con i colori in ogni aspetto della vita e della salute, e favorisce la cura del corpo e della mente con terapie specifiche basate sull’utilizzo dei colori. In Cina, India e Tibet, in particolare, era ed è praticata per riequilibrare le disarmonie emotive che influiscono sulle comuni malattie. Famosa è infatti la sua applicazione nella lotta alle malattie psicosomatiche, ansia, stress, depressioni, debolezza fisica e mentale, deficit immunitari, dolori e spasmi localizzati.

cos'è la cromoterapia

Gli studi di cromoterapia ci fanno capire quanto sono importanti i colori che ci circondano quotidianamente, dall’abbigliamento alla casa, al cibo ai colori del nostro ufficio, ma soprattutto quanto influiscono sul nostro umore e benessere e, al contempo, quanto parlano di noi. Per esempio, i colori degli ambienti stimolano l’emotività, il benessere, l’agitazione e la concentrazione; i colori dei vestiti che indossiamo raccontano di noi e del nostro modo di porci nei confronti degli altri; il colore del cibo influenza l’appetito, la digestione e il nostro rapporto con il mondo.

Per la cromoterapia ogni colore è associato ad un problema, per cui il metodo di applicazione più efficace consiste nell’irradiare la luce del colore specifico su tutto il corpo o verso il punto specifico in cui si trova lo squilibrio energetico. Vediamo nello specifico quali sono:

Il rosso stimola la nostra attività fisica e intellettuale, la circolazione e la produzione di globuli rossi. Il rosso, infine, ha anche proprietà antibatteriche.

Il blu è calmante e rilassante. La sua azione serve ad eliminare il mal di testa e a far abbassare la pressione sanguigna; è anche antisettico e attenua i dolori.

Il giallo serve a stimolare la concentrazione ed a rafforzare il sistema immunitario. Ha effetti benefici sul pancreas ed è depurativo.

Il verde è grande alleato nella lotta all’insonnia. Molto utile per chi soffre di emicrania, per chi ha problemi di stomaco e intestino, soffre di forte stress e ansia.

Il viola rilassa e favorisce concentrazione e meditazione, combatte dolori e stanchezza, e ha effetti benefici sulla milza.

(leggi l’articolo completo su http://www.benessereblog.it/post/36865/cose-la-cromoterapia-e-quali-sono-i-suoi-benefici)

Gonfiore addominale, dolori muscolari, insonnia? Potrebbe trattarsi di “Sensibilità al Glutine”

Una nuova patologia che ha in comune con la celiachia la causa scatenante, ma che se ne differenzia perché …possiamo guarire!

sensibilità al glutineSono ormai comprovate le evidenze scientifiche sulla Gluten Sensitivity (sensibilità al glutine), una nuova sindrome che potrebbe risolvere i problemi alimentari, fino ad oggi senza spiegazione, di oltre tre milioni e mezzo di italiani.
Oggi ne conosciamo i sintomi e possiamo strutturarne la terapia.

Dott. Alessandro Targhetta
Specialista in Geriatria e Gerontologia, Medico omeopata e fitoterapeuta. Docente di Omeopatia e Fitoterapia in scuole nazionali per medici e farmacisti. Come nutrizionista si interessa di intolleranze alimentari. ‘E iscritto a tre società scientifiche: SIGG, FIAMO e LMHI. Collabora con numerose riviste nazionali, tiene conferenze di Omeopatia, Fitoterapia e Alimentazione naturale in Italia. Ha pubblicato due libri: “Appunti di Omeopatia, basi teoriche e orientamenti pratici” Ed. UTET ed “Intolleranze alimentari. Le recenti scoperte e la soluzione definitiva” IV edizione. Ed. Il Punto d’Incontro. Esercita la libera professione presso il Centro di Medicina di Treviso, Conegliano, San Donà di Piave e Mestre.

Dottor Targhetta ci vuole illustrare in cosa consiste questa sindrome appena riconosciuta?
La sindrome della sensibilità al glutine è stata riconosciuta e descritta grazie agli studi fatti dal Prof. Fontana, presso la Maryland School of Medicine di Baltimora, negli Stati Uniti. Dobbiamo sottolineare che fino ad oggi si pensava che la sensibilità al glutine non esistesse o meglio fosse una semplice intolleranza al frumento. Se pensiamo che l’incidenza della celiachia si attesta intorno all´1 per cento della popolazione, mentre per la sensibilità al glutine è intorno al 15-20 per cento, questi dati rendono la sensibilità al glutine una delle patologie più diffuse in assoluto a tutte le età, anche nei bambini. Gli studi effettuati sono stati fondamentali per definire, per la prima volta, un iter diagnostico in grado di identificare la sensibilità al glutine.

Ma cos’è esattamente il glutine e perché ci sensibilizziamo?
Il glutine è un insieme di proteine, le prolamine, presenti nel frumento, orzo, segale, kamut, farro e avena. Queste proteine contengono un aminoacido la prolina, poco digeribile per l´organismo umano. Il glutine può essere rimosso dalla nostra alimentazione senza alterare l’equilibrio della nostra dieta, perché formato da aminoacidi non essenziali. Questo aiuta la scelta di cibi naturalmente privi di glutine o appositamente prodotti in modo che ne siano privi al fine di consentire alle persone sensibili al glutine una dieta varia e piacevole. Un esempio di alimenti “sostitutivi” che possono essere consumati sono: riso, mais, grano saraceno, amaranto, miglio e sorgo. Essere sensibili al glutine significa avere sintomi simili a quelli della celiachia senza però avere le lesioni intestinali tipiche. La cosa più importante è che si tratta di una situazione, al contrario della celiachia, transitoria e può risolversi dopo un periodo di dieta priva di glutine. Insomma, dalla sensibilità al glutine si può guarire. La “colpa” sarebbe del grano “moderno”, troppo arricchito in glutine, a cui il nostro organismo stenta ad abituarsi.

Quali sono nello specifico i sintomi che possono presentarsi?
La sindrome della sensibilità al glutine si presenta con molti sintomi e molto diversi tra di loro e spesso, ignorando la propria condizione di sensibilità, non riusciamo a darne una spiegazione. I più comuni sono a carico dell’apparato gastroenterico: gonfiore e dolore addominale, bruciore alla bocca e allo stomaco, nausea e vomito, irregolarità dell’alvo con stitichezza o diarrea. Esistono però molti altri disturbi “distanti” che sarebbero da ricondurre a questa patologia, fra gli altri una forma di stanchezza generale, l’intorpidimento di braccia e gambe, crampi muscolari e dolori articolari, ma anche mal di testa, emicranie, insonnia, eczemi e anemia.

Come si diagnostica la sensibilità al glutine?
Si devono escludere: 1) la celiachia, con la negatività degli Anticorpi antitransglutaminasi; 2) la allergia al grano frumento, con la negatività delle IgE specifiche. Questi due test negativi associati alla positività degli anticorpi IgG per il glutine, ci permette di fare diagnosi di sensibilità al glutine.

Per saperne di più: www.glutensensitivity.net

10 Disturbi del Sonno più curiosi

sonnambulismo sexsomnia narcolessia catalessi pavor nocturnisC’è chi si addormenta nei luoghi più impensabili e nei momenti meno opportuni, chi mentre dorme mangia e addirittura chi, senza nemmeno ricordarsene al risveglio, fa sesso quando è tra le braccia di Morfeo. Sono numerosi i disturbi del sonno, più o meno diffusi, che possono manifestarsi in modi e tempi davvero curiosi e insoliti.

Ecco i 10 disturbi del sonno più curiosi:

La sindrome della bella addormentata

Ne soffrono solo mille persone in tutto il mondo, è una vera e propria patologia, fortunatamente, molto rara. La sindrome di Kleine Levin, più comunemente nota coma la sindrome della “bella addormentata” spinge i malcapitati che ne sono colpiti a dormire anche per giorni, settimane e mesi interi, senza riuscire a svegliarsi.

Sexsomnia e mangiare durante il sonno

E’ possibile che durante il sonno, non in sogno, ma nella realtà, si faccia sesso con il partner o ci si alzi dal letto per un generoso spuntino? Decisamente sì, se si soffre di sexsomnia o di NSRED (Nocturnal Sleep-related Eating Disorder).

Se nella prima eventualità, l’interessato pratica attività sessuali durante il sonno senza ricordare nulla al risveglio, nel secondo caso, l’addormentato, “colpevole” di incursioni in dispensa o nel frigorifero può ricordarsene, ma anche rimuovere l’accaduto, il giorno seguente.

Non dormire mai, o quasi

Per chi soffre del disturbo del ritmo circadiano del sonno, i ritmi abituali del riposo, così come la sua frequenza, sono fortemente alterati. Infatti, si verifica una vera e propria alterazione del ciclo sonno-veglia, che causa una serie di disagi difficili da ignorare.

La narcolessia e la catalessi

Quando la voglia di dormire prende alla sprovvista, nei momenti meno opportuni, potrebbe trattarsi di narcolessia. E’ un disturbo neurologico, caratterizzato da eccessiva sonnolenza diurna, cataplessia, allucinazioni e paralisi del sonno, che colpisce circa quattro persone ogni dieci mila.

La catalessi, che interessa circa cinque persone su dieci mila, può essere descritta come uno stato di morte apparente, complice l’irrigidimento di muscoli e articolazioni.

La paralisi e il terrore nel sonno

Due eventualità ben distinte, curiose, ma altrettanto spiacevoli. La paralisi e il terrore che possono cogliere durante il sonno, disturbando il riposo. Nel primo caso, durante la fase di addormentamento o di risveglio, si riscontra l’incapacità di compiere qualsiasi movimento, nonostante la voglia o la necessità di farlo, come se il corpo non rispondesse agli input della mente.

Il pavor nocturnis, il terrore nel sonno, invece, si manifesta, soprattutto nella prima fase del sonno, con un brusco risveglio causato da ansia e angoscia. L’interessato si sveglia in preda all’ansia, tra pianti, urla, aumento della sudorazione e tachicardia.

Le allucinazioni e il sonnambulismo

Il sonno e, in particolare, la sua fase iniziale e finale, quella dell’addormentamento e del risveglio, può essere influenzato e disturbato dalla presenza di allucinazioni e sogni inquietanti, fonti di angoscia e ansia.

Il sonnambulismo, invece, è un disturbo curioso che porta le sue “vittime” ad alzarsi dal letto durante il sonno per muoversi e compiere azioni, senza esserne consapevoli.

(Fonte www.tantasalute.it)

I Rimedi Naturali contro i disturbi da Stress, Depressione, Ansia, Insonnia

combattere stress con la melatoninaI disturbi da stress sono sempre più declinati al femminile, non a caso in Italia nel 2010 abbiamo speso 532 milioni di euro in farmaci depressivi e ansiolitici. Ma esistono alternative naturali altrettanto efficaci, questa volta parliamo di come cercare di superare depressione medio-lieve, ansia e insonnia.

La depressione è spesso un effetto collaterale dello stress che, secondo uno studio giapponese, renderebbe meno elastico il cervello predisponendo alla tristezza cronica. Le piante che ti aitano a scacciare il blues? Nelle depressioni medio-lieve funzionano la griffonia e l’iperico, che rende l’umore più stabile, eventualmente associati alla melissa che aiuta a neutralizzare i sintomi ansioni. Stimolano la serotonina, ormone che migliora il tono dell’umore. Puoi assumerli sotto forma di gocce o compresse, per almeno un paio di settimane. Ma attenzione: l’iperico interagisce con alcuni farmaci, come la pillola anticoncezionale. Altro rimedio tiramisù efficace è il magnesio, un riequilibratore del sistema nervoso.

I farmaci ansiolitici a base di benzodiazepine, tra i più venduti nella fascia C non sono l’unico rimedio contro l’ansia. Un’azione molto simile è assicurata dalla valeriana. I suoi principi attivi, gli acidi valerenici, agiscono a livello cerebrale aumentando i livelli di Gaba, sostanza che tranquillizza senza rallentare i riflessi. Non bisogna, però, aspettarsi un’azione immediata, la pianta va assunta per circa tre mesi, sotto forma di estratto in capsule, gocce o confetti che contengono dosi standardizzate e titolate di principio attivo.

Quando lo stress disturba il sonno, i mix di erbe sono la soluzione verde più efficace, perchè i principi vegetali si potenziano a vicenda. Per addormentarsi senza fatica, funzionano il biancospino (che calma il battico cardiaco) e la valeriana; per evitare i risvegli notturni o precoci, invece, sono utili melissa, escolzia e passiflora.

A queste classiche ricette erboristiche, negli ultimi anni si è aggiunta una sostanza naturale che promette di garantire notti più tranquille. Si tratta della melatonina, un ormone prodotto dal nostro corpo e utile per regolarizzare il ritmo sonno veglia. Esistono in commercio formulazioni in compresse o gocce, che rilasciano il principio attivo dopo una o due ore dall’assunzione o dopo 4-6. Ci sono delle novità, ad esempio la versione spray, da spruzzare tre volte sotto la lingua poco prima di andare a letto.

Le melatonina agisce bene anche contro l’insonnia da jet lag, l’unico avvertimento è che non va assunta per più di un mese, senza chiedere consiglio al medico.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

7 regole per affrontare la Primavera

Disintossicarsi, ossia avviare il processo con il quale si vogliono eliminare le tossine dal nostro corpo: è il momento di farlo visto i cambiamenti, e il conseguente stress, che ogni passaggio di stagione porta con sé. «Mantenere l’organismo drenato, ossia libero da tossine, è condizione indispensabile per restare in buon forma e rendere più efficaci tutte le terapie che si vogliono intraprendere», spiega Rosi Coerezza, medico chirurgo omeopata esperta in terapie naturali.

E allora ecco 7 regole d’oro dagli esperti di medicina naturale per avviare al meglio questo processo con pochi sacrifici, recuperare una forma migliore e quindi rendere efficaci tutte le attività o terapie successive di benessere in vista dell’estate:
1. Bere acqua calda prima e dopo ogni pasto e almeno un litro di acqua al giorno.
2. Bere acqua naturale durante i pasti.
3. Fuori pasto mangiare solo un frutto.
4. Bere un caffè al giorno senza zucchero e farlo seguire da un bicchiere d’acqua.
5. Fare movimento per almeno 10 minuti al giorno.
6. Frizionare la pelle durante doccia o bagno per favorire la circolazione e la depurazione.
7. Bere una tisana al posto dello spuntino.

E contro l’insonnia che colpisce 12 milioni di italiani, senza distinzione di età, e che si fa sentire soprattutto in questo periodo di cambio di stagione, causando irritabilità, calo dell’attenzione, difficoltà nell’apprendimento e nella memorizzazione, c’è l’omeopatia.

«I medicinali omeopatici sono in grado di stimolare l’organismo ad affrontare al meglio le situazioni stressanti, oltre a contribuire a ristabilire l’equilibrio emotivo e a modulare le reazioni dell’individuo», spiega il dottor Alessandro Targhetta, medico omeopata e fitoterapeuta, presso il Centro di Medicina in Veneto.

«Nei casi in cui l’insonnia è legata a stati ansiosi ed emotivi, consiglio Datif PC (di Boiron), che contiene 6 medicinali omeopatici utilizzati sui sintomi tipici degli stati ansiosi ed emotivi. Bisogna assumerne due compresse tre volte al giorno, modulando la posologia secondo il miglioramento dei sintomi ansiosi.

Se l’insonnia è invece dovuta all’iperideazione, ovvero l’incapacità di sgombrare la mente dai pensieri, prescrivo spesso ai miei pazienti Coffea cruda 9 CH, cinque granuli prima di coricarsi, da assumere anche durante la notte, se necessario.

Se si avverte una sensazione di panico, consiglio di assumere Gelsemium 9 CH, cinque granuli la sera prima di coricarsi, oppure più volte durante il giorno se necessario. Quando la perdita di sonno è causata da risvegli improvvisi notturni con spavento, è ideale Arnica 9 CH, cinque granuli la sera prima di dormire.

Qualora si avvertisse che l’incapacità di addormentarsi è legata alla sensazione di essere talmente stanchi da non riuscire a prendere sonno, è utile assumere cinque granuli di Rhus toxicodendron 9 CH la sera prima di coricarsi. Nei casi in cui l’insonnia sia dovuta a dispiaceri affettivi, consiglio Ignatia amara 9 CH, cinque granuli prima di coricarsi». (fonte www.sanihelp.it)

La Dieta giusta contro la Stanchezza tipica della Primavera

L’inverno, con il suo “strascico” di malanni, sintomi influenzali e parainfluenzali, ormai sembra essere definitivamente alle spalle, ma anche la primavera, nonostante il suo clima più mite e le sue giornate più lunghe, riserva qualche brutta sorpresa. Il “mal di primavera” può presentarsi, puntuale allo sbocciare dei fiori, con una serie di piccoli e grandi fastidi, come insonnia, stanchezza e irritabilità, ma anche disturbi intestinali.

Contro il malessere primaverile, che mette a dura prova la salute psicofisica, meglio affidarsi all’alimentazione giusta. Dopo le abbuffate invernali, per garantire all’organismo la giusta carica energetica, dandogli le forze necessarie per affrontare la primavera, è importante puntare tutto sulla dieta, ricca di alimenti adatti allo scopo.

Innanzitutto, via libera alle verdure. Non vegetali “a caso”, però: meglio preferire quelli ricchi di alcune sostanze nutrienti preziose, ad alto carico energetico e rigenerante, come il potassio, il magnesio il ferro, il calcio e i minerali in generale. Parola della nutrizionista Sara Farnetti, che avverte: “il segreto è mangiarli crudi. Ora nei mercati, per esempio, stanno arrivando gli agretti e i fagiolini. I primi sono un ‘super’ contenitore di calcio: 200ml in 100 grammi”.

“La dieta di primavera deve avere come obiettivo quello di tamponare lo stato di acidosi prodotto dai radicali liberi. Durante l’inverno, infatti, abbiamo accumulato molte tossine e in circolo ci sono i radical liberi, che aggrediscono le cellule e ne aumentano l’invecchiamento. I minerali nel periodo di marzo-aprile aiutano, così, a recuperare l’equilibrio dell’organismo e a combattere proprio la stanchezza, l’insonnia, l’irritabilità, che arrivano con la primavera. Ma sono armi efficaci anche contro altri disturbi come le gastriti e il mal di stomaco. Questo perché influiscono positivamente sulla stabilità dell’umore e della mente rilassando i muscoli” ha aggiunto l’esperta.

Da affiancare, nel regime alimentare quotidiano, ad agretti e fagiolini, anche le mandorle, gli spinaci e il cavolo. Per cominciare al meglio la giornata, meglio scegliere per colazione un po’ di frutta secca (10 mandorle), da abbinare a yogurt e fiocchi d’avena. “A pranzo, invece, servono le proteine e quindi preferire del pesce con accanto: spinaci e agretti crudi, fagiolini o insalate miste. Accanto al pesce si può mettere una fetta di pane. E, senza castigarci troppo, dopo il caffè anche un pezzo di cioccolato fondente. Quest’ultimo è antiossidante e per circa tre ore siamo protetti dai radicali liberi. Mentre a cena se si soffre di insonnia – precisa – optare per i legumi, il riso rosso o nero, con accanto una bella insalata. Non dimentichiamoci che anche un piatto di pasta può ridarci la sera i carboidrati consumati durante la giornata” ha consigliato la dottoressa Farnetti. (fonte www.tantasalute.it)

La Terapia della Luce per combattere Depressione e Insonnia

Tutti noi abbiamo un orologio biologico interno che è regolato attraverso l’esposizione a luce forte. Prima dell’avvento dell’elettricità, il nostro orologio seguiva il ciclo delle 24 ore e delle stagioni. Molto semplicemente, dormivamo quando era buio e lavoravamo quando c’era luce. Questo significava dormire più a lungo d’inverno, ed essere molto più attiva d’estate. Nella vita moderna lavoriamo e dormiamo più o meno lo stesso tempo, indifferentemente dalle stagioni e per molte persone le giornate invernali, che sono più brevi, sono un problema.

Il funzionamento di questo orologio stagionale, è in parte regolato dall’esistenza di diversi livelli di ormone melatonina, la cui produzione è controllata dal cervello. Vari esperimenti hanno dimostrato come l’eccesso di melatonina può mettere fuori uso l’orologio biologico, causando i sintomi della S.a.d. (sindrome affettiva depressiva). È stato scoperto che regolari esposizioni alla luce reprimono la produzione di melatonina.

Storicamente il trattamento della depressione ha visto l’utilizzo in larga scala di psicofarmaci. Recentemente, medici statunitensi e inglesi hanno verificato che chi soffre di depressione risponde in maniera positiva a trattamenti con alti livelli di luce naturale simulata. La terapia della luce (Light Therapy), sperimentata negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei, consiste nell’esporre al paziente, con appropriate modalità e tempi, a questo tipo di luce emessa da appositi apparecchi. Questo è sicuramente un approccio nuovo, più accogliente e libero da psicofarmaci.

Per capire le qualità terapeutiche della luce sul tono dell’umore, basta provare a esporsi per un’ora al sole un giorno in cui ci si sente giù di morale per sperimentarne immediatamente i benefici. In Italia la terapia della luce è ancora semisconosciuta, eccezion fatta per l’Istituto di Neuroscienze (Firenze) e il San Raffaele di Milano, dove un’equipe di specialisti ha testato il metodo su pazienti con ottimi risultati.

Nel trattamento della depressione, la terapia della luce contribuisce a risolvere diversi disturbi legati a uno stato depressivo non stagionale come sindrome premestruale, malesseri da cambio di fuso orario, insonnia, ipersonnia (dormire a lungo a svegliarsi stanchi), depressione senile, depressione in gravidanza, bulimia, fame notturna. È consigliabile come prevenzione per mantenere la concentrazione anche a coloro che svolgono un lavoro di ufficio dove, solitamente, gli impianti di illuminazione sono inadeguati.
(fonte www.mondobenessereblog.com)

Combattere Insonnia e Stress con i Frullati di Frutta

L’alimentazione è in stretto rapporto con il sonno. Infatti, ci si addormenta difficilmente a digiuno o comunque non sazi, e lo stesso accade nei casi di eccessi alimentari, in particolare con cibi pesanti o con sostanze eccitanti, come la caffeina. Se è noto che la sera vanno evitati caffè e tè per la presenza di sostanze stimolanti, oltre ai superalcolici che inducono un sonno di pessima qualità, meno conosciuti sono gli effetti di altre sostanze contenute nei cibi.

La sera, per esempio, per scongiurare i pericoli dell’insonnia, è bene evitare cibi con sodio in eccesso, vanno perciò banditi alimenti come patatine in sacchetto, salatini e piatti nei quali sia stato utilizzato dado da cucina. Anche gli alimenti in scatola, per l’eccesso di sodio e conservanti, sono da abolire.

Per conciliare il sonno, come aiuto all’ansia e allo stress, è consigliabile bere – una o due volte al giorno  – frullati di frutta, per ottenere i migliori risultati.

Bevanda all’acqua di cocco anti stress
Miscelare una pari quantità di latte di riso e di acqua di cocco ottenendo in tutto l’equivalente di un bicchiere. Si possono anche frullare per ottenere una bevanda simile al frappè. Bere il preparato mezz’ora prima di andare a dormire.
Perché fa bene: l’acqua di cocco è disinfiammante e rilassante, utile anche in casi di ansia, stress e malumore.

Frullato di papaia e datteri per rilassare il sistema nervoso
Frullare la polpa di mezza papaia e tre datteri freschi con poca acqua e bere prima di andare a dormire.
Perché fa bene: contiene enzimi che aiutano la digestione e zuccheri che rilassano.

Frullato anti ansia di albicocche e mango
Frullare un bicchiere di succo di mela del tipo trasparente, 2 albicocche e la polpa di mezzo mango a tocchetti. Ottenere un composto omogeneo. Bere a metà pomeriggio o prima di andare a dormire.
Perché fa bene: la frutta dolce, come le albicocche mature, e profumata, come il mango, stimolano il sonno.

Frullato di banana per il buon sonno
Frullare mezza banana (o una piccola) con un bicchiere di latte, anche fermentato (se si soffre di problemi intestinali).
Perché fa bene: aiuta a produrre serotonina rilassante e anti ansia. E’ adatto anche per i bambini.
(fonte www.freshplaza.it)