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Cucinati così anche i Fagioli ti aiutano

Sono ipocalorici, contengono fibre e puliscono il sangue, ma sono “pericolosi”  a livello addominale; un problema risolvibile con acqua fredda e salvia…

 come cucinare i fagioliSono circa 150 le specie di fagioli, anche se quelle che arrivano a tavola sono molte meno: sono ricchi di proteine vegetali e poi contengono calcio, fosforo, ferro, potassio e lecitina, sostanza che favorisce l’emulsione dei grassi, evitando che si accumulino nel sangue. I fagioli sono un vero dono della natura, anche se non del tutto esente da difetti. Un etto di fagioli cotti contiene pochissimi grassi, circa lo 0,4%, il 6-7% di proteine, e una percentuale di zuccheri tra l’11 e il 16%, per un totale calorico che oscilla intorno alle 90 calorie. Poi ci sono le fibre solubili, le vitamine del gruppo B, e i principali sali minerali, compreso rame, iodio e manganese.

Alleati inaspettati della linea

Per questo un paio di volte la settimana i fagioli possono sostituire la carne: stimolano l’intestino e alleggeriscono le attività metaboliche, migliorando la capacità del corpo di “bruciare”. Attenzione però: per essere correttamente assimilati i fagioli hanno bisogno di una cottura lunga in grado di distruggere alcune sostanze dannose per l’organismo, i cosiddetti fattori antinutrizionali, che interferiscono con la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. I fagioli possono creare disturbi a chi soffre di problemi digestivi, a causa di alcuni zuccheri che non tutte le persone sono in grado di metabolizzare. In questi casi, restano a lungo nell’intestino dove vengono aggrediti dalla flora batterica, con conseguente formazione di gas.

Così elimini le “tensioni basse”

Per limitare questo inconveniente, provate ad aggiungere qualche foglia di salvia nell’acqua di cottura. Oppure, metteteli in una pentola con acqua fredda e quando inizia a bollire contate 3  minuti, scolateli e sciacquateli sotto l’acqua corrente, rimetteteli in pentola con altra acqua e proseguite la cottura. Così facendo si elimina gran parte degli zuccheri che rendono difficile la digestione. I fagioli secchi hanno bisogno di un ammollo di 12-24 ore prima della cottura, per ammorbidire la buccia ed eliminare una parte di sostanze che impediscono l’assimilazione dei nutrienti. L’acqua dell’ammollo deve essere tiepida e va cambiata spesso.   

I fagioli di soia sono ancora più proteici

I fagioli di soia rossa (azuki) sono ottimi da alternare ai fagioli tradizionali nelle z

(leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/dieta-e-salute/dimagrire/3641/cucinati-cosi-anche-i-fagioli-ti-aiutano.html)

I legumi controllano diabete e malattie cardiovascolari

Sembra essere il momento favorevole per i legumi che hanno molti benefici, fra i tanti quello di controllare diabete e malattie vascolari. Questi sembrano essere gli effetti benefici dei legumi in generale, dai ceci alle lenticchie, passando dai fagioli, che gli esperti definiscono alimenti a basso indice glicemico.

rimedi naturali malattie cardiovascolari

Proprio qualche giorno fa avevamo parlato dei benefici delle fave che proteggono da cancro ed ipertensione, ed arrivano adesso altri risultati ottenuti da uno studio clinico pubblicato sull’Archives of Internal Medicine di Jama. Lo studio spiega che i legumi controllano anche le malattie coronariche, spesso collegate al diabete.

È ormai risaputo che il controllo della glicemia nel sangue è strettamente collegato ai cibi definiti a basso indice glicemico, raccomandati dalle Istituzione Sanitarie ed inseriti nelle linee guida per una corretta alimentazione. Per poterli individuare e consigliare a chi soffre di diabete e malattie coronariche, è d’obbligo studiare questi cibi che, ovviamente, non sono un’esclusività dei malati di queste malattie, ma sono un’ottima prevenzione per salvaguardare la nostra salute.

Per arrivare a stabilire che i legumi controllano diabete e malattie cardiovascolari, il dottor David JA Jenkins e i colleghi dell’Università di Toronto e dell’Ospedale di S. Michele (Canada) hanno coinvolto 121 pazienti che soffrono di diabete tipo 2. I volontari sono stati divisi in due gruppi che hanno seguito una dieta a basso indice glicemico.
La dieta è durata tre mesi, ad uno dei due gruppi è stata somministrata almeno una tazza di legumi al giorno, l’altro gruppo, invece, doveva solo incrementare l’apporto di fibra consumando cereali integrali.

ricercatori avevano il compito di rilevare i cambiamenti che si verificavano nei due gruppi. I risultati hanno dato ragione agli studiosi, i legumi controllano diabete e malattie cardiovascolari:

In conclusione, il consumo di legumi di circa 190 g al giorno sembra contribuire utilmente a una dieta a basso IG e nel ridurre il rischio di CHD attraverso una riduzione della pressione sanguigna.

Considerati i vantaggi, non ci rimane che gustare le migliori ricette che hanno come ingrediente principale i legumi, e non mancano davvero nella prelibata cucina italiana, da quelle più semplici a quelle più elaborate.

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Legumi: utili per controllare la glicemia

ceciCeci, piselli e lenticchie.
Mangiare più legumi è una valida strategia per controllare la glicemia e ridurre il rischio di ammalarsi di patologie coronariche nei pazienti con il diabete mellito di tipo 2.

 

 

piselliE’ quanto emerge da uno studio pubblicato sugli Archives of Internal Medicine e promosso dall’Università di Toronto e dal Saint Michael Hospital in Canada. Gli studiosi hanno analizzato gli effetti sulla glicemia, i lipidi e la pressione sanguigna di un regime alimentare che prevedeva il ricorso frequente ai legumi.

 

 

lenticchie“In conclusione – spiega David Jenkins, autore della ricerca – i nostri dati confermano che un consumo di legumi quotidiano di circa 190 grammi sembra contribuire efficacemente agli effetti positivi di una dieta finalizzata a controllare i livelli di glicemia e a ridurre i rischi di patologie cardiache.

 

 

Dopo la dieta l’emoglobina A1c, ad esempio, ha ridotto i suoi valori nei pazienti coinvolti nel progetto dello 0,5%.  Il rischio di coronaropatia, invece, è sceso dello 0,8%.

(continua a leggere su www.freshplaza.it/news_detail.asp?id=47940#SlideFrame_1)

Proteine Vegetali? La fonte principale sono i Legumi

La biologa nutrizionista Roberta Bartocci, ha spiegato che fra i vari prodotti dell’orto quelli che contengono la maggiore quantità di proteine sono i legumi, come i ceci, le lenticchie, i fagioli, i lupini e la soia.

legumi proteine vegetali
Scendendo più nel dettaglio, 200 grammi di legumi cotti contengono, in media, 14 grammi di proteine, 30 grammi di carboidrati e pochissimi grassi. Alcune specie, però, sono ancora più ricche di proteine. La soia e i lupini, ad esempio, ne contengono una quantità pari circa al doppio della media.

C’è, poi, da sottolineare un altro punto: arricchire la propria dieta di legumi non equivale necessariamente a renderla monotona. Oltre a mangiarli “al naturale” è possibile preparare minestroni, passati, vellutate e zuppe, polpette e addirittura hamburger. Esistono, poi, piatti tipici regionali preparati proprio con i legumi, come la farinata di ceci caratteristica della Liguria e della Toscana, o il purè di fave – ottimo in abbinamento con la cicoria ripassata – più diffuso nelle regioni del Sud.

Bartocci consiglia di abituare l’intestino a digerire bene i legumi mangiandone piccole quantità e ricordando che tanto meno tempo si lascia passare dalla loro cottura prima di consumarli, tanto più sono digeribili. Se, poi, vengono ammollati in acqua prima della preparazione il risultato è ancora migliore.

Da non dimenticare, poi, che il mercato offre diversi prodotti, ottenuti soprattutto dalla soia, che permettono di assumere proteine di origine vegetale: tofu (una sorta di formaggio di soia) e tempeh (un panetto di fagioli di soia) ne sono un esempio.

(Fonte www.benessereblog.it)

La Dieta Consapevole per Depurarsi

Seguire una dieta consapevole significa stare molto attenti a quello che si mangia. Spesso non si presta la dovuta attenzione ai piatti, alla loro composizione e all’apporto nutrizionale. È un grave errore e non aiuta di certo la salute. La dieta consapevole si compone di tutta una serie di cibi di qualità che aiutano l’organismo umano a liberarsi dei liquidi in eccesso e dalle tossine nocive. Ovviamente la depurazione ottimale avviene se a questa alimentazione, aggiungiamo un po’ di movimento. Come sapete, fare la dieta e non praticare sport è uno sforzo quasi inutile.
Vediamo su quali principi si basa e come arrivare in forma perfetta all’estate.

I cibi della dieta consapevole

dieta disintossicantePrima cosa bisogna esse consapevoli di quello che acquistiamo e mettiamo nel piatto. È importante ridurre il consumo delle proteine animali e sceglierle solo quando si è certi della loro qualità. Bisogna escludere il consumo quotidiano gli alimenti raffinati sostituendoli con prodotti integrali di natura biologica o di provenienza conosciuta. La provenienza è fondamentale, ecco perché si consiglia di rivolgersi sempre a rivenditori conosciuti e autorizzati. È necessario, inoltre, introdurre nell’alimentazione settimanale almeno per quattro volte l’uso di cereali integrali o semi integrali biologici quali riso, orzo, farro e altri, idealmente associati con legumi. Infine, tanta frutta e verdura di stagione.

Come equilibrare i piatti

I cibi, poi, vanno correttamente accoppiati e bisogna dare il giusto ritmo al digiuno e ai pasti. Per esempio è importante sostituire il latte di mucca con quello vegetale. Come avrete capito è una dieta di stampo vegetariano, anche se non elimina completamente la carne. Prima cosa, ricordiamo che tutti dobbiamo assumere grassi, ma questi non devono mai superare il 25 percento dell’apporto calorico giornaliero. Le proteine, invece, dovrebbero rappresentare il 15 percento delle calorie quotidiane, mentre i carboidrati sono il 60% della dieta totale a base di carboidrati complessi, escludendo i carboidrati semplici (dolci, zuccheri e sostanze edulcoranti le bevande). Infine, un’altra raccomandazione: non abbinate prodotti con la stessa struttura nutrizionale. Per fare un esempio, non mangiate la pasta con il pane o non abbinate le lenticchie alla bistecca, ma favorite una zuppa di lenticchie con crostini di pane.

Depurarsi con le tisane

Ogni dieta depurativa ben studiata deve dare ampio spazio alle tisane. Prima cosa, bevete molta acqua naturale e poi affiancate qualche tisana dal gusto delicato. Per quale motivo? Prima cosa perché favoriscono la reidratazione e la depurazione renale, poi sfruttando gli effetti specifici delle piante si può anche stimolare il metabolismo, sono drenanti o disintossicanti. Infine, qualche consiglio per il consumo: evitate di conservare le erbe essiccate per più di sei mesi e consumate la tisana subito dopo averla fatta. La conservazione, infatti, disperde i principi attivi e le rende meno efficaci.

(Fonte dieta.pourfemme.it)

Dimagrire Velocemente con Legumi e Cereali

Fibre, carboidrati e proteine verdi, un mix che attiva il metabolismo, regolarizza l’intestino e fa dimagrire. Praticamente questo è il riassunto dei benefici di legumi e cereali. Le proteine, anche quelle vegetali, hanno un effetto notevole sul dispendio calorico, perchè l’organismo è costretto a utilizzare un’elevata quantità di energia per assorbirle e metabolizzarle. Vale adire: su 100 kcal fornite dalle proteine, solo 70-75 vanno a pesare sul bilancio energetico; le altre 25-30 vengono immediatamente bruciate dal nostro corpo (è un po’ come non le mangiassimo).

Diverso è il discorso per le calorie contenute negli zuccheri e nei grassi, che incidono quasi interamente (92-94 per cento i primi e 96 per cento i secondi) sul nostro bilancio calorico. Ovvero: tutte quelle che ingeriamo, vengono immagazzinate.

dimagrire con legumi e cerealiÈ ormai accertato che il consumo di legumi non solo aiuta a dimagrire favorendo la perdita di peso ma, soprattutto, aiuta a smaltire i chili accumulati sull’addome, favorendo una significativa riduzione della circonferenza del grasso ostinato, come quello che pesa sui fianchi e vita. Già conosciuti come alimenti anti diabete e anti colesterolo, i legumi sono anche ricchi di fibre e sono sazianti e rassodanti grazie alle proteine e ai minerali che stimolano il metabolismo.

Per questio fagioli, ceci, lenticchie, piselli, ecc, costituiscono una salutare alternativa alla carne e aiutano a tenere sotto controllo il peso corporeo e le patologie che spesso sono correlate al sovrappeso, come diabete e disturbi cardiovascolari.

I piatti della tradizione, come riso e lenticchie, sono adatti per il metabolismo, perchè forniscono all’organismo tutti gli aminoacidi essenziali per nutrire i muscoli che fanno bruciare di più. Piselli, fagioli, lenticchie, lenticchie rosse, ceci, ma anche fagiolini rossi di soia, cannellini ecc. Sono tutti adatti per chi vuole dimagrire. E, grazie alle loro fibre, ti fanno assorbire meno grassi e zuccheri.

Variare a tavola ti aiuta a perdere peso facilmente
Da un punto di vista immunologico un giorno in cui variare quello che si mangia durante il resto della settimana permette di ridurre lo stato infiammatorio dovuto alle intolleranze alimentari, spesso causa di rallentamento del metabolismo.

Proprio per questo prevedere nella settimana un giorno di astinenza dai grandi gruppi alimentari che si consumano con maggiore frequenza è il modo migliore per mantenere un metabolismo attivo.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

La ricetta magica della Longevità

La medicina del XXI secolo si concentrerà a pilotare il processo di invecchiamento per renderlo il meno faticoso possibile, prolungare la fase di salute, cercando di abbinare longevità e qualità della vita.
Un buon modo per comprendere meglio cosa incide sulla durata e la qualità della vita è quello di studiare gli ultracentenari; la popolazione di Okinawa è un esempio di longevità e salute, recentemente sottoposti a studi, ne è emerso che” la causa di questa longevità sia da ricercare in una particolare interazione tra predisposizione genetiche e stili di vita.

Nella ricetta magica dell’elisir di lunga vita, di pololazioni ultrcentenarie, sono presenti ingredienti sorprendenti:

1.Movimento:

L’uomo è fatto per stare in movimento, ma con moderazione, non forzando oltre i propri limiti, a lungo andare porta un logorio eccessivo di muscoli, articolazioni e tendini.

Il giusto movimento, come una camminata a passo sostenuto, un giro in bici, o seguire un programma fitness tarato sulle proprie esigenze, è la miglior cosa da fare con regolarità tutti i giorni. Attività fisica vuol dire anche occuparsi del giardino, fare i lavori di casa, ecc, l’importante è di non farsi mai sopraffare dalla sedentarietà.

2.Socialità:

Molto importante per invecchiare bene è il rapportarsi con gli altri, scambiare idee, circondarsi di persone positive che amano la vita, che consentano dei rapporti socialmente utili ed appaganti., dove sentirsi sicuri, protetti, ma anche con un ruolo attivo.

3.Sole:

Di fondamentale importanza è stare alla’aria aperta, poter godere giornalmente della luce del sole, prezioso per fissare la vitamina D, dalle proprietà protettive.

4.Cibo giusto:

Dare prevalenza nella dieta a cibi di origine vegetale, riducendo cibi animali.

Mangiare meno, mantenendo un equilibrio tra peso corporeo, necessità energetiche( secondo dell’attività che si svolge) e cibo ingerito e solo di ottima qualità.

Gli alimenti che aiutano ad invecchiare bene e in salute sono:

  • Cereali integrali
  • Verdura a foglia verde e crucifere( cavoli, cavolfiore, verze ecc)
  • Legumi
  • Noci e mandorle, datteri
  • Olio di oliva extravergine
  • Pesce, come sgombro, merluzzo e alici ricco di omega 3
  • Carne bianca, pollo coniglio e agnello
  • uova

Ridurre

  • Carni rosse
  • Latticini

Eliminare

  • Zucchero e farine bianche
  • Grassi idrogenati

“Ridurre le calorie introdotte e aumentare i nutrienti, è il modo migliore per aumentare la longevità e prevenire le malattie degenerative della vecchiaia. (fonte www.alimentazione-benessere.it)

Cibi buoni contro il Colesterolo Cattivo, la dieta Anticolesterolo

Cibi contro il colesterolo, o meglio tutti quegli alimenti che assunti regolarmente aiutano a mantenere i livelli di colesterolo cattivo  (LDL) nella norma, aumentando quello buono (HDL).
Ecco una lista degli alimenti che non dovrebbero mancare in una dieta anticolesterolo:

  • Olio d’oliva. L’olio d’oliva è ricco di acidi grassi monoinsaturi e vitamina E. In particolare sono proprio i grassi monoinsaturi ad avere un effetto benefico sul colesterolo perché mantengono bassi i livelli di LDL, il colesterolo cattivo, ed alti quelli di HDL, il colesterolo buono. Ne bastano uno o due cucchiai al giorno, utilizzato come condimento, salvo controindicazioni specifiche.
  • Legumi. Che si tratti di fagioli, lenticchie o piselli, hanno tutti ottime proprietà anticolesterolo. Hanno inoltre un alto contenuto di fibre, minerali, vitamine del gruppo B e fitonutrienti che proteggono il cuore. Inoltre i legumi hanno un basso contenuto di grassi, nonostante abbiano un alto apporto energetico. In questo modo mantengono basso l’indice glicemico. Non c’è bisogno di consumarli tutti i giorni, ma la loro presenza nella dieta dev’essere regolare.
  • Yogurt senza grassi. Di solito i prodotti lattiero-caseari sono i primi ad essere eliminati da chi soffre di colesterolo cattivo alto. Ma passando da quelli tradizionali a quelli senza grassi, come gli yogurt vegetali, si può continuare a consumarli, ovviamente con grande moderazione e salvo indicazioni specifiche.
  • Frutta e verdura. Consigliate in quasi tutti i tipi di dieta, oltre ad abbassare il colesterolo forniscono anche vitamina C e beta-carotene che fanno bene al cuore e alla pelle. Da consumare ogni giorno.
  • Aglio e cipolla. I prodotti del genere Allium tengono basso il livello di colesterolo cattivo e fanno bene al cuore. Possono essere utilizzati in piccolissime quantità per condire una gran quantità di alimenti.
  • Cereali integrali non trasformati. Sono ricchi di vitamine del gruppo B, minerali e fibre. Una tazza di avena o muesli al giorno aiuta a mantenere il colesterolo sotto controllo.
    (fonte www.benessereblog.it)

Tutti i Cibi che allungano la Vita

L’alimentazione è sempre stata oggetto di studi per quanto riguarda la longevità. È un desiderio comune a tutti scoprire quale possa essere un possibile “elisir di lunga vita“. Secondo gli scienziati alcuni cibi, normalmente presenti nella nostra dieta, avrebbero la capacità di aiutare e salvaguardare la salute, altri, invece, sarebbero la causa dell’insorgenza di gravi patologie come i tumori, ma anche a livello cardiovascolare, aumentando il rischio di morte. Tutto ciò è stato ed è argomento di studio di moltissimi scienziati che sono alla continua ricerca di elementi in grado di preservare la salute e poter allungare la vita.

Ricercatori statunitensi della Harvard School of Public Health di Boston, guidati dalla dottoressa An Pan, hanno coinvolto per 28 anni, moltissime persone, arrivando a delle conclusioni molto importanti. Si parla di 37.698 uomini e 83.644 donne, che in base al tipo di alimentazione seguita hanno contratto oppure no specifiche patologie. Inoltre, in tutti questi anni si sono verificati, purtroppo, anche dei decessi (23.926) dovuti sia a patologie cardiovascolari (5.910) sia a tumori (9.464). L’aumento del rischio di tali malattie dipende da svariati fattori, ma lo stile di vita e quindi il tipo di alimentazione seguita occupa un ruolo decisivo. Dai risultati ottenuti nella ricerca non vi è molta differenza tra uomini e donne: rispettivamente 9,3% e il 7,6%.

Gli specialisti consigliano sempre ai propri pazienti, partendo dai più piccoli, di seguire un’alimentazione sana caratterizzata un po’ da tutto, ma soprattutto, da cibi sani contenenti delle sostanze, dei nutrienti, indispensabili per il nostro organismo. Le carni bianche, come il pollo, il tacchino, e il coniglio, il pesce, i latticini magri, ma anche la frutta secca, i cereali integrali, e i legumi sono tutti cibi che riducono il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari e di tumori. In particolar modo il pollame e la frutta secca, secondo i risultati ottenuti dallo studio, lo ridurrebbero rispettivamente del 14 e del 19%.
Tutto ciò grazie al loro contenuto di proteine, aminoacidi ramificati, ferro, e pochissimi grassi. Importante è anche il modo con la quale si cucina (lessata, ai ferri, arrosto), anche per facilitare la digestione.

Tra gli alimenti “condannati” e considerati pericolosi per la salute se si esagera con le quantità: al primo posto troviamo le carni rosse, accusate di essere tra gli alimenti responsabili di alcuni tumori (ad esempio quello al colon-retto) e di malattie cardiache. Perché ciò? Le carni rosse, nella maggior parte dei casi, vengono trattate e consumate abitualmente sotto forma di wurstel e bacon. Queste preparazione contengono per lo più grassi saturi, nitrati e sodio nocivi per la salute. La nostra dieta può contenere anche questi cibi ma sicuramente il loro consumo non deve essere quotidiano.
Per capirci, secondo lo studio statunitense, il rischio di morte aumenterebbe di circa il 12% per ogni porzione giornaliera in più di carne rossa, del 13% per tagli di carne non troppo lavorati, e del 20% se trattati a livello industriale come gli hamburger, i wurstel, carne in scatola. Grazie a queste ricerche e ai conseguenti risultati possiamo valutare e decidere che tipo di dieta seguire.
(fonte www.tantasalute.it)

La Frutta che contiene Ferro per combattere l’Anemia

La frutta è un prezioso alleato per la nostra salute e, soprattutto quella secca, può essere ricca di ferro. Come suggerito dalla piramide alimentare infatti, la nostra dieta dovrebbe essere composta per la maggior parte da frutta e verdura, ricche di vitamine, sali minerali, ferro e tanti altri elementi nutritivi fondamentali. La frutta poi, in base al suo colore, può contenere svariate sostanze nutritive fondamentali. Qualche esempio? La frutta di colore giallo e arancio contiene betacarotene e le vitamine del gruppo B,C,E, oltre a sali minerali e amidi mentre la frutta blu o viola indica elementi con proprietà antiossidanti e ricchi di antocianine. La frutta di colore verde ha un basso contenuto energetico ma è ricca di folati e provitamina A.

Il ferro è fondamentale per il nostro benessere: spesso però si parla di anemia quando viene individuata una mancanza di questo elemento, molto più frequente nelle donne che nell’uomo. Per una donna il fabbisogno giornaliero di ferro si attesta sui 18 mg, mentre all’uomo bastano 10 mg. al giorno. Le donne in età fertile (per le donne in menopausa infatti la quantità è ridotta) hanno bisogno di più ferro perché questo elemento viene perso in grande quantità durante il ciclo mestruale. Come ha stabilito l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si parla di anemia, quando il valore di emoglobina è inferiore ai 14 g/dl nell’uomo, ai 12 g/dl nella donna e agli 11 g/dl nella donna incinta. In generale, tra gli alimenti più ricchi di ferro ricordiamo i legumi, il tuorlo d’uovo, i mitili e la carne animale. Il ferro inoltre si distingue in ferro in forma “EME” e “NON EME”. Del primo tipo fa parte questo elemento contenuto nella carne animale e nel pesce e si tratta di un nutriente immediatamente disponibile per l’organismo. Il ferro “NON EME”, è invece quello contenuto nei cereali e nei vegetali, che però non risulta immediatamente disponibile per l’organismo e quindi poco indicato per aiutare in caso di carenze ematiche di ferro.

La frutta, in particolare quella secca può essere ricca di ferro. Per darvi un’idea, vi elenchiamo di seguito i tipi di frutta più ricchi di ferro, i cui valori si riferiscono a 100 gr di prodotto. Tra la frutta secca più ricca di ferro ricordiamo le pesche ricche anche di calcio, di beta-carotene, di vitamina B3 e di niacina. Anche i fichi secchi sono alimenti ricchi di ferro ma anche di fibre, che aiutano in modo naturale la funzionalità dell’intestino. La frutta fresca rimane comunque fondamentale quando si cura un’anemia perché il ferro viene assorbito meglio in combinazione con la vitamina C, presente in moltissimi alimenti. Importantissimo quindi arricchire la dieta con frutta e verdura fresche, in particolare fragole, kiwi, arance, limoni e agrumi, frutti di bosco, verdure a foglia verde come broccoli, spinaci e lattuga.

Pistacchi 7,3
Anacardi Pesche, secche 6,0
Albicocche, disidratate 5,3
Albicocche, secche 5,0
Feijoa 4,0
Prugne secche 3,9
Cocco, essiccato 3,6
Pesche, disidratate
Arachidi, tostate 3,5
Uva, secca Nocciole, secche 3,3
Fichi, secchi Mandorle dolci, Datteri, secchi 2,7
Noci 2,6
Noci pecan 2,4
Noci, secche 2,1
Pinoli Mele, disidratate 2,0
Castagne, secche 1,9
Cocco 1,7
Mora di rovo
Ribes 1,3
Lamponi 1,0
Ciliege, candite Castagne 0,9
Fragole Banane 0,8
Mirtilli 0,7
Ciliege Passiflora Avocado 0,6
Ananas Albicocche Fichi LitchiMango Kiwi Papaia 0,5
Amarene Uva Fichi-d’india Pesche senza buccia 0,4

Esistono, oltre alla frutta secca, tantissimi altri alimenti ricchi di ferro. Vi proponiamo un’esaustiva tabella, con l’elenco dei cibi raccomandati in caso di anemia, i cui valori si riferiscono sempre a 100 gr di prodotto.

Fegato d’oca 30,53 mg
Cioccolato fondente amaro 17,4 mg
Vongola 13,98 mg
Cacao amaro 13,86 mg
Ostrica, cotta 11,99 mg
Caviale 11,88 mg
Paté di pollo inscatolato 9,19 mg
Muesli con frutta e frutta secca 8,75 mg
Muesli 8,20 mg
Lenticchie 7,54 mg
Ostrica 6,66 mg
Farina di soia 6,37 mg
Germe di grano 6,26 mg
Pollo – coscia 6,25 mg
Ceci 6,24 mg
Patate, bollite 6,07 mg
Seppia 6,02 mg
Pinoli secchi 5,53 mg
Fagioli cannellini 5,49 mg
Fagioli borlotti freschi 5,00 mg
Fiocchi d’avena 4,72 mg
Nocciole 4,70 mg
Alici sott’olio 4,63 mg
Arachidi 4,58 mg
Grano duro 4,56 mg
Mandorle secche 4,51 mg (fonte /dieta.pourfemme.it)