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Frutta e Verdura Allungano la Vita

Le famose cinque porzioni consigliate di frutta e verdura al giorno hanno già fatto il loro tempo. Secondo un recente studio spagnolo, infatti, le persone che mangiano frutta e verdura 7 volte al giorno (per un totale di circa 569 grammi) vivrebbero in media 1,12 anni in più rispetto a coloro che ne mangiano meno di 249 grammi al giorno.

vivere più a lungo con frutta e verduraIn particolare, introdurre così tanta frutta e verdura nella dieta proteggerebbe da eventuali malattie cardiache, come emerge dalla ricerca, condotta dai membri dell’Andalusian School of Public Health.

Dalle analisi sarebbe inoltre emerso che ogni 200 grammi in più di frutta e verdura, diminuirebbero del 6% il rischio di mortalità.
“Vi sono adesso prove sufficienti sull’effetto benefico del consumo di frutta e verdura anche nella prevenzione del cancro e di altre malattie croniche”, spiega la dottoressa María José Sánchez Pérez.

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Vuoi Vivere piu’ a Lungo? Mangia Noci

L’elisir di lunga vita, da sempre ricercato da scienziati e “maghi”,  forse non è qualcosa di misterioso o chissà come complicato, ma un qualcosa che tutti abbiamo a portata di mano: un frutto che si chiama noce.

dieta per vivere più a lungoSono stati i ricercatori spagnoli della Universitat Rovira i Virgili di Tarragona ad aver sottolineato, a seguito di uno studio, come l’assunzione di una manciata di noci, anche solo tre volte a settimana, possa essere la chiave di lunga vita.

Secondo gli scienziati spagnoli le proprietà benefiche delle noci si applicano al rischio di morte che verrebbe ridotto del 40% per malattie quali il cancro e di ben il 55% per le malattie cardiovascolari.

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica BMC Medicine, hanno mostrato che chi consuma regolarmente noci ha in generale un minore rischio di morte prematura – per cui se ne deduce che l’aspettativa di vita sia maggiore.

Le persone coinvolte nello studio sono state 7.000, erano ambosessi e con un’età compresa tra i 55 e i 90 anni. Analizzando lo stile di vita, la dieta seguita e altri dati riguardanti la storia di malattie e le malattie in corso, gli scienziati hanno trovato che in linea generale i consumatori di frutta secca avevano un rischio di morte ridotto del 39% e, in particolare i mangiatori di noci, un rischio ridotto del 45%.

L’azione antiossidante delle noci, si mostrerebbe dunque non solo nel promuovere una maggiore salute, ma proprio nel ridurre il processo d’invecchiamento che, alla fine, sta dietro alla possibilità di vivere più a lungo.

A proposito di noci
Le noci contengono preziosi elementi come fosforo, calcio, ferro, potassio, zinco (in particolare) e rame. Per questa elevata presenza di sostanze utili, le noci sono particolarmente indicate anche a chi segue una dieta vegetariana.

Le noci sono un frutto oleoso da cui è possibile estrarre un olio dalle molte proprietà. Sono un cibo piuttosto calorico, per cui ne basta poco: in media, ogni 100 grammi di parte edibile troviamo circa 580 kilocalorie.

(Leggi l’articolo completo su http://www.freshplaza.it/article/56202/Vuoi-vivere-piu-a-lungo-Mangia-noci)

Mangiare Vegetariano e Vegano per Vivere più a Lungo

Che vegetariani e vegani conducano uno stile di vita corretto è risaputo, un nuovo studio aggiunge addirittura che mangiare vegetariano e vegano fa vivere più a lungo. Questo è quanto risulta da un’indagine effettuata dall’Avventist Health Study che ha ripreso gli studi effettuati negli anni Settatanta e Ottanta dalla Loma Linda University della Califormia.

come vivere più a lungoGli Avventisti del settimo giorno sono un gruppo di religiosi che seguono uno stile di vita decisamente in controtendenza con quello genericamente seguito dagli americani. Innanzitutto non fumano, non bevono, non consumano droghe e sono vegetariani.

Lo studio, che si chiama ‘Adventist Health Study 2′, ha coinvolto 96mila fedeli, provenienti da Stati Uniti e Canada, con età comprese tra i 30 e i 112 anni. Dopo aver compilato un questionario nel quale si spiegavano nel dettaglio le proprie abitudini, i partecipanti hanno avuto cura di aggiornarlo ogni due anni. Da questo si è partiti per stabilire che mangiare vegetariano e vegano fa vivere più a lungo.

Gli studi hanno stabilito che la dieta vegetariana, a base di frutta, verdura, noci e legumi, riduce il rischio di cancro, malattie del cuore e diabete di tipo 2. Il ‘National Institutes of Health’ aveva dato alla Loma Linda una borsa di studio per continuare questo tipo di ricerca. Ebbene, gli Avventisti vegetariani vivono una media 83.3 anni (gli uomini) e 85.7 le donne.

La dieta vegana, più rigida di quella vegetariana, abolisce anche latte, latticini, uova e derivati e non vengono acquistati prodotti che implichino lo sfruttamento diretto di animali. Uno dei fondatori della chiesa Avventista è John Harvey Kellogg, l’inventore dei cerealia colazione.

Le ultime statistiche Eurispes, dicono che in Italia sono cinque milioni i vegetariani, solo lo 0,4 per cento è vegano. In maggioranza sono le donne a scegliere la dieta vegetariana o vegana. Anche i giovani tra i 18 e i 24 anni si avvicinano a questo stile di vita.

(leggi l’articolo completo su http://www.mondobenessereblog.com/2012/10/17/mangiare-vegetariano-vegano-vivere-lungo/)

Le 10 regole per Allungare la Vita

come allungare la vitaNon c’è alcuna garanzia su quanto vivremo, ma ci sono regole per allungare la vita che possiamo rispettare senza alcuna fatica. Possiamo fare qualcosa per dare una mano al destino, ad esempio, vivere una vita sana, sguire una corretta alimentazione, svolgere un’attività fisica, cercare di vedere sempre il lato positivo di quanto ci accade. Anche la vita sociale ci può aiutare, mai isolarsi, a volte una parola di un amico ti salva la vita. Si può anche scegliere un amico a quattro zampe, una strategia vincente per non restare mai soli.

Ma vediamo le 10 regole per allungare la vita, cominciamo oggi a cercare di vivere più a lungo, per quello che è nelle nostre possibilità.

Usare poco sale
Non è solo lo zucchero uno dei nemici di cui preoccuparsi, studi recenti hanno dimostrato che il sale può essere altrettanto dannoso, può portare malattie del cuore e ictus. Se proprio non riuscite ad eliminarlo e sostituirlo con erbe aromatiche, ad esempio, cercate di ridurne la quantità giornaliera. Basta un pizzico di sale per insaporire.

Svolgere attività fisica
Sudare non è solo questione di sciogliere il grasso del corpo. L’attività fisica è un ottimo modo per prevenire le malattie e stare meglio. Gli studi hanno dimostrato che bastano 15 minuti al giorno per guadagnare anni di vita.

Mangiare cioccolato fondente
L’uso giornaliero di cioccolato fondenteè un’abitudine salutare, aiuta ad alleviare lo stress e previene le malattie cardiache. Mangia solo un piccolo quadrato al giorno per non eccedere negli zuccheri.

Bere tè verde
È l’antiossidante per eccellenza che aiuta a combattere l’invecchiamento, un aiuto in più per riuscire a festeggiare più compleanni, protegge dalle disabilità funzionali. Il consiglio è di bere almeno due o tre tazze al giorno di tè verde.

Evitare lo zucchero
Non bisogna demonizzare lo zucchero, ma è una certezza che, l’abuso, può portare a malattie del cuore, lo zucchero raffinato può portare il diabete. Il consiglio è di non superare sei cucchiaini da tè al giorno. Se prorio hai una voglia insaziabile di dolci, ci sono gli escamotage per superare la voglia impellente di zuccheri.

Mangiare più frutta e verdura
Pare che il segreto della longevità giapponese sia quello di includere nella loro dieta vegetali e proteine magre la cucina giapponese allontana le malattie. Sempre gli esperti sostengono che la carne rossa è molto dannosa alla salute. Limitarne il consumo a due o tre porzioni a settimana sostituendo con la verdura è un modo per cautelare la nostra salute.

Migliorare la qualità del sonno
Se avete una continua sensazione di stanchezza, significa che il sonno non riesce a soddisfarvi. Dormire bene aiuta ad essere più produttivi adesso e a vivere una vita più lunga. Gli esperti suggeriscono di non dormine più di otto ore e meno di cinque.

Evitare la sedentarietà
Stare seduto per molte ore al giorno può essere causa di tante malattie, cercare di fare movimento quando è possibile, raccomandano gli esperti, è il modo migliore per allungare la vita.

Bere un bicchiere di vino rosso
Rilassarsi con un bicchiere di vino rosso può aiutare a vivere più a lungo, oltre a rilassare, recenti studi hanno dimostrato che riduce il rischio di avere un ictus o un attacco di cuore. Ovviamente, non bisogna eccedere, un bicchiere di vino rosso al giorno, sarà più che sufficiente.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Il Resveratrolo contenuto nell’uva Allunga la Vita

Nella buccia dell’uva si trova una sostanza antiossidante, molto interessante che da subito ha attirato l’attenzione dei ricercatori: il resveratrolo.

Il resveratrolo svolge una duplice funzione nell’organismo; un ruolo antiage e uno neuro-protettivo. Si è scoperto infatti che questa sostanza produce gli stessi effetti sull’organismo provocati dalla cosiddetta “restrizione calorica” (vedi anche precedente articolo).

alimenti ricchi di resveratroloE’ stato dimostrato scientificamente che una restrizione alimentare del 30% allunga la vita. In seguito alla  restrizione calorica, infatti, diminuisce l’intake calorico complessivo, si verificano dei cambiamenti ormonali, diminuisce la produzione di insulina, diminuiscono le attività tiroidee e l’attività dell’asse gonadotropo (produttore degli ormoni sessuali) e somatotropo (produttore di ormoni della crescita), aumenta l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (responsabile della produzione di ormoni che diminuiscono la pressione); cambiamenti fisiologici, diminuzione della massa adiposa, della temperatura corporea e della pressione; cambiamenti genetici, diminuzione dei geni implicati nello stress ossidativo e dei geni implicati nell’infiammazione.

Anche l’attivazione di alcuni enzimi NAD dipendenti coinvolti nello stress ossidativo, le sirtuine, provoca un prolungamento della vita. Osservando questo è stato scoperto che la restrizione calorica attiva l’enzima SIRT1, che ha azione sul prolungamento della vita. Anche il resveratrolo è in grado di attivare il SIRT1. In questo modo si possono ottenere gli stessi effetti della restrizione calorica assumendo attraverso il cibo il resveratrolo: ecco spiegata l’attività antiaging di questa sostanza.

Come precedentemente detto, il resveratrolo svolge anche un’attività neuro-protettiva, data dal fatto che a livello neuronale ci sono ben tre punti di attacco per il resveratrolo, il quale aiuta la sopravvivenza cellulare, inibendo anche la produzione di radicali liberi.

In conclusione possiamo con tranquillità affermare che il resveratrolo è ad oggi il composto naturale più potente in grado di attivare SIRT1, simulando l’effetto positivo della restrizione calorica. Il resveratrolo potrebbe essere un valido aiuto nel trattamento e nella prevenzione dell’obesità e nella prevenzione della perdita neuronale tipica delle patologie correlate all’età.

Oltre che nella buccia dell’uva, troviamo il resveratrolo anche nel suo derivato, il vino, in maggiori quantità in quello rosso rispetto al bianco ed al rosato.

(Fonte www.freshplaza.it)

Longevità e Salute dipendono dalla nostra Flora Intestinale

Pare proprio che la nostra flora batterica intestinale sia spia di longevità (o meno), e soprattutto di buona o di scarsa salute, specialmente negli individui anziani. Insomma, dimmi cosa colonizza il tuo colon, e ti dirò quanto vivrai… più o meno. Scherzi a parte, la notizia è di quelle serie e vale la pena di soffermarcisi. Secondo quanto scoperto da un recente studio, analizzare i batteri presenti nell’intestino, dopo una certa età, è importantissimo perché ci può fornire indicazioni sullo stato di salute generale della persona, oltre che di quello specifico del suo colon. Non solo relativamente all’alimentazione, naturalmente, ma più globalmente sulle aspettative di vita o su una eventuale condizione di deperimento organico. Vediamo di approfondire.

Flora batterica intestinale e longevità, lo studio

longevitàLo studio sulle variazioni della flora batterica intestinale nelle persone anziane, è stato condotto dai ricercatori dell’Università di Cork (Irlanda), coordinati dal prof Paul O’Toole, e pubblicato sulla rivista Nature. Quando siamo bambini e giovani, i batteri che colonizzano i nostri intestini sono pressoché gli stessi per tutti, ma nel corso della vita le cose sono destinate a diversificarsi (a causa dello stile di vita, delle eventuali malattie che possono subentrare come la colite o il morbo di Chron, eccetera) con notevoli variazioni da persona a persona.

Partendo da questa certezza, i ricercatori hanno effettuato delle analisi di campioni di flora batterica intestinale su un gruppo di volontari anziani: “Lo scorso anno, abbiamo per la prima volta scoperto un’alta variabilità nella flora intestinale degli anziani: abbiamo approfondito questi risultati esaminando accuratamente 178 volontari over 65“, ha spiegato il prof. O’Toole. “Abbiamo scoperto delle differenze di flora batterica a seconda del fatto che gli anziani vivessero a casa propria o in una casa di cura”. Quali differenze?

La flora batterica intestinale ci dice se siamo sani

Dopo aver messo a confronto le diverse analisi del campione selezionato per la ricerca, considerando anche i diversi fattori esterni, come il tipo di dieta e il fatto di abitare in casa proprio o in una struttura di riposo, il prof. O’Toole ha potuto confermare che: “Chi passa dalla propria abitazione a una casa di cura varia la propria dieta, e nel giro di un anno la flora batterica cambia. Questo provoca un peggioramento delle condizioni di salute generali, suggerendo che i batteri siano implicati nella salute e nella lunga vita e che la dieta può essere determinante per la loro presenza”.

Questa variazione individuale: “influenza anche la durata di vita e lo stato di salute”. Insomma, non è la prima volta che sentiamo associare benessere e longevità allo stato del nostro intestino, perciò forse la cosa più saggia sarebbe quella di prendercene grandemente cura quando siamo in tempo per farlo, mangiando bene, alimenti che contengano tante fibre, e associando alla dieta anche l’assunzione di probiotici, qualora si renda necessari.

(Fonte salute.pourfemme.it/)

Lunga Vita agli Ottimisti e ai loro Figli

Tra gli elisir di lunga vita un posto di rilievo lo occupa un’alimentazione sana.
La dieta mediterranea, nello specifico, con il suo ruolo di contrasto alle malattie croniche, è associata ad una maggiore longevità. Poi c’è lo stile di vita: sedentario, vizioso, sano, meno sano. E ancora i fattori genetici, la storia familiare di malattie e disturbi.

gli ottimisti vivono di piùMa per vivere a lungo ci vuole anche carattere. Non un carattere qualunque: una personalità estroversa, ottimista, empatica. Lo svela un recente studio pubblicato su Aging, condotto dai ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine e della Ferkauf Graduate School of Psychology della Yeshiva University.

La ricerca, Positive attitude towards life and emotional expression as personality phenotypes for centenarians, riporta i risultati dell’Einstein’s Longevity Genes Project, condotto su un campione di 500 ebrei over 95 e su 700 tra i loro figli e nipoti. Chi esprime apertamente le sue emozioni, anche quelle considerate negative (a torto, ricordate che bisogna sempre esprimere ogni emozione), chi ha un atteggiamento positivo verso la vita, si confida con gli altri, ha una rete sociale ampia e reputa importante ridere e divertirsi, vive più a lungo, è meno a rischio di nevrosi, disturbi psicologici ed è più consapevole. Sembra la scoperta dell’acqua calda. In realtà c’è di più.

Alcuni di questi tratti sono ereditabili: i fenotipi di ottimismo, apertura mentale, condivisione delle emozioni. Inoltre, ed è un dato certamente più inedito ed interessante emerso dallo studio, la personalità può cambiare, anche tra i 70 ed i 100 anni. Insomma, c’è ancora speranza di modificare il proprio atteggiamento verso la vita, a qualsiasi età. Certo, in questo caso non si trasmette alla prole una personalità ottimista.

Ad ogni modo conosco persone da sempre burbere che si sono addolcite invecchiando, imparando a ridere, a non prendere tutto troppo sul serio e ad essere più concilianti con gli altri. Per la serie, non è mai troppo tardi per migliorarsi, concedendosi qualche sorriso e… qualche anno di vita in più!

(Fonte www.benessereblog.it)

La ricetta magica della Longevità

La medicina del XXI secolo si concentrerà a pilotare il processo di invecchiamento per renderlo il meno faticoso possibile, prolungare la fase di salute, cercando di abbinare longevità e qualità della vita.
Un buon modo per comprendere meglio cosa incide sulla durata e la qualità della vita è quello di studiare gli ultracentenari; la popolazione di Okinawa è un esempio di longevità e salute, recentemente sottoposti a studi, ne è emerso che” la causa di questa longevità sia da ricercare in una particolare interazione tra predisposizione genetiche e stili di vita.

Nella ricetta magica dell’elisir di lunga vita, di pololazioni ultrcentenarie, sono presenti ingredienti sorprendenti:

1.Movimento:

L’uomo è fatto per stare in movimento, ma con moderazione, non forzando oltre i propri limiti, a lungo andare porta un logorio eccessivo di muscoli, articolazioni e tendini.

Il giusto movimento, come una camminata a passo sostenuto, un giro in bici, o seguire un programma fitness tarato sulle proprie esigenze, è la miglior cosa da fare con regolarità tutti i giorni. Attività fisica vuol dire anche occuparsi del giardino, fare i lavori di casa, ecc, l’importante è di non farsi mai sopraffare dalla sedentarietà.

2.Socialità:

Molto importante per invecchiare bene è il rapportarsi con gli altri, scambiare idee, circondarsi di persone positive che amano la vita, che consentano dei rapporti socialmente utili ed appaganti., dove sentirsi sicuri, protetti, ma anche con un ruolo attivo.

3.Sole:

Di fondamentale importanza è stare alla’aria aperta, poter godere giornalmente della luce del sole, prezioso per fissare la vitamina D, dalle proprietà protettive.

4.Cibo giusto:

Dare prevalenza nella dieta a cibi di origine vegetale, riducendo cibi animali.

Mangiare meno, mantenendo un equilibrio tra peso corporeo, necessità energetiche( secondo dell’attività che si svolge) e cibo ingerito e solo di ottima qualità.

Gli alimenti che aiutano ad invecchiare bene e in salute sono:

  • Cereali integrali
  • Verdura a foglia verde e crucifere( cavoli, cavolfiore, verze ecc)
  • Legumi
  • Noci e mandorle, datteri
  • Olio di oliva extravergine
  • Pesce, come sgombro, merluzzo e alici ricco di omega 3
  • Carne bianca, pollo coniglio e agnello
  • uova

Ridurre

  • Carni rosse
  • Latticini

Eliminare

  • Zucchero e farine bianche
  • Grassi idrogenati

“Ridurre le calorie introdotte e aumentare i nutrienti, è il modo migliore per aumentare la longevità e prevenire le malattie degenerative della vecchiaia. (fonte www.alimentazione-benessere.it)

Tutti i Cibi che allungano la Vita

L’alimentazione è sempre stata oggetto di studi per quanto riguarda la longevità. È un desiderio comune a tutti scoprire quale possa essere un possibile “elisir di lunga vita“. Secondo gli scienziati alcuni cibi, normalmente presenti nella nostra dieta, avrebbero la capacità di aiutare e salvaguardare la salute, altri, invece, sarebbero la causa dell’insorgenza di gravi patologie come i tumori, ma anche a livello cardiovascolare, aumentando il rischio di morte. Tutto ciò è stato ed è argomento di studio di moltissimi scienziati che sono alla continua ricerca di elementi in grado di preservare la salute e poter allungare la vita.

Ricercatori statunitensi della Harvard School of Public Health di Boston, guidati dalla dottoressa An Pan, hanno coinvolto per 28 anni, moltissime persone, arrivando a delle conclusioni molto importanti. Si parla di 37.698 uomini e 83.644 donne, che in base al tipo di alimentazione seguita hanno contratto oppure no specifiche patologie. Inoltre, in tutti questi anni si sono verificati, purtroppo, anche dei decessi (23.926) dovuti sia a patologie cardiovascolari (5.910) sia a tumori (9.464). L’aumento del rischio di tali malattie dipende da svariati fattori, ma lo stile di vita e quindi il tipo di alimentazione seguita occupa un ruolo decisivo. Dai risultati ottenuti nella ricerca non vi è molta differenza tra uomini e donne: rispettivamente 9,3% e il 7,6%.

Gli specialisti consigliano sempre ai propri pazienti, partendo dai più piccoli, di seguire un’alimentazione sana caratterizzata un po’ da tutto, ma soprattutto, da cibi sani contenenti delle sostanze, dei nutrienti, indispensabili per il nostro organismo. Le carni bianche, come il pollo, il tacchino, e il coniglio, il pesce, i latticini magri, ma anche la frutta secca, i cereali integrali, e i legumi sono tutti cibi che riducono il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari e di tumori. In particolar modo il pollame e la frutta secca, secondo i risultati ottenuti dallo studio, lo ridurrebbero rispettivamente del 14 e del 19%.
Tutto ciò grazie al loro contenuto di proteine, aminoacidi ramificati, ferro, e pochissimi grassi. Importante è anche il modo con la quale si cucina (lessata, ai ferri, arrosto), anche per facilitare la digestione.

Tra gli alimenti “condannati” e considerati pericolosi per la salute se si esagera con le quantità: al primo posto troviamo le carni rosse, accusate di essere tra gli alimenti responsabili di alcuni tumori (ad esempio quello al colon-retto) e di malattie cardiache. Perché ciò? Le carni rosse, nella maggior parte dei casi, vengono trattate e consumate abitualmente sotto forma di wurstel e bacon. Queste preparazione contengono per lo più grassi saturi, nitrati e sodio nocivi per la salute. La nostra dieta può contenere anche questi cibi ma sicuramente il loro consumo non deve essere quotidiano.
Per capirci, secondo lo studio statunitense, il rischio di morte aumenterebbe di circa il 12% per ogni porzione giornaliera in più di carne rossa, del 13% per tagli di carne non troppo lavorati, e del 20% se trattati a livello industriale come gli hamburger, i wurstel, carne in scatola. Grazie a queste ricerche e ai conseguenti risultati possiamo valutare e decidere che tipo di dieta seguire.
(fonte www.tantasalute.it)

Okinawa – Dieta, ma non solo, per rimanere Sani, Attivi e Felici

Dagli studi effettuati nel corso degli anni sul mistero della longevità degli abitanti di questo piccolo arcipelago nei mari del Giappone, ha avuto origine “The Okinawa Program”, ossia  “Il programma Okinawa”. Questo perché è improprio parlare solo di dieta. Ci sono anche altri fattori che influenzano il decorso della vita biologica.
L’arcipelago di Okinawa è territorio giapponese ed è situato nel tratto di mare tra il Giappone e Taiwan. L’arcipelago è stato annesso al Giappone nel 1879.
La particolarità degli abitanti l’arcipelago di Okinawa, è nella loro longevità. La durata di vita media è di 81.2 anni, la più alta del mondo ei centenari rappresentano il 20,6% della popolazione. In particolare le donne vivono in media più di 84 anni, contro gli 83 del Giappone e i 79 degli Usa.
Qual è il motivo per cui questa popolazione è così longeva? Perchè l’incidenza di malattie come diabete, ictus, cardiopatie, cancro, osteoporosi e altro, è molto inferiore al resto del mondo e persino del Giappone? Gran parte del merito è da attribuire allo “ishokudoghen”, che  in giapponese significa “il cibo è una medicina”.
Gli ultracentenari di Okinawa godono generalmente di perfetta salute, sono ancora capaci di lavorare, pescare, ballare e praticare il Kobudo, un’arte marziale locale. I ricercatori che da tempo studiano il fenomeno Okinawa sostengono che, accanto anche ad una componente biologica, il fattore che più incide sulla longevità degli abitanti sarebbe la loro dieta.Dieta associata anche ad uno stile di vita esemplare: niente alcool e fumo, poco stress e senso della spiritualità.
 
Come si mangia ad Okinawa?
Frutta, verdura, soia, derivati della soia e pesce locale in abbondanza, inseriti in una dieta equilibrata, integrata dall’alga konbu.
La quantità di riso è inferiore a quella utilizzata nel resto del Giappone (pure basso nel il consumo di questo cereale).
Il pesce consumato è il doppio di quello mangiato rispetto alla media giapponese, anch’essa relativamente alta, addirittura consumato nella prima colazione.
Il consumo di pesce garantisce una  buona quantità di Omega 3, i grassi indispensabili all’uomo. La predominanza di pesce e di altri prodotti del mare è comune al resto del Giappone, e origina dal motivo che in passato la carne non veniva utilizzata per motivi religiosi. Anche se, come detto, gli di Okinawa ne mangiano in proporzione supariore, ma senza esagerare con le quantità totali.
A Okinawa sono consumate anche carne di maiale e bovina.
Uno dei piatti tipici è soki-soba, consistente in una zuppa calda con spaghetti di riso, pezzi di maiale marinato e alga konbu.
Molto utilizzato anche il tofu, conosciuto anche come “formaggio di soia”.
La longevità sembra essere favorita dalla restrizione calorica e ad Okinawa si mangiano moderate quantità di carboidrati, proteine e una buona dose di Omega 3. Si tratta quindi, in definitiva, di una dieta basata sulla teoria della restrizione calorica (fino a 1100 calorie giornaliere) e con una elevata componente in vitamine, amminoacidi e sali minerali.
In definitiva, se vogliamo parlare di una “Dieta Okinawa” questa può dirsi molto simile all’alimentazione dei nostri progenitori. Ossia alla dieta paleolitica.
Se si chiede la ricetta della sua longevità alla pescivendola 97enne, che da tempo immemorabile comincia la giornata con soia tostata e una lattina di cola (anche se confessa che preferirebbe la birra), lei risponde che “bisogna mangiare molto pesce e molta verdura. E mai riempire del tutto lo stomaco: meglio lasciarne vuoto almeno un quinto”.
 
Kazuhiko Taira, gerontologo ed epidemiologo, dice: “La cucina di Okinawa è in effetti molto sana. Ma anche molto, molto grassa”.
Molte le ricette a base di maiale, importato 6 secoli fa dai cinesi e consumato in tutte le sue parti: piedi di maiale bolliti, zuppa di viscere, orecchie e così via accompagnati da verdure in insalata. Il maiale è bollito per ore, e quindi messo a marinare in un miscuglio di zucchero di canna e liquore di riso (awamori). Dopo di che viene aggiunto alla zuppa o al riso (fritto con verdure). Il lardo viene usato con tofu saltato accompagnato da vegetali freschi. Grazie alla ridotta quantità di carne contenuta in ogni piatto e al metodo di cottura, questa cucina, comunque varia e gustosa, non è poi così grassa.
Rispetto al Giappone, la dieta qui prevede il triplo della quantità di carne, il 50 per cento in più di tofu e il 40 per cento in meno di sale. Questo significa grassi e proteine che riducono la possibilità di infarto, di molto superiore nei giapponesi, troppo legati a riso e pesce, e da qualche tempo alle meno salubri delle cucine occidentali…
Il minore uso di sale e un buon apporto di vitamine e di fibre è dovuto all’abitudine degli isolani di consumare verdura fresca e non sottaceto, come usano i giapponesi.

Yukio Yamori, patologo dell’università di Kyoto, ha guidato uno studio dell’ OMS sul rapporto tra alimentazione e longevità in molte aree del mondo, sostiene che la dieta di Okinawa andrebbe presa ad esempio: “Il tofu e gli altri derivati della soia sono particolarmente ricchi di isoflavonoidi, simili agli estrogeni che aiutano nell’assorbimento di calcio è combattono l’osteoporosi. Studi effettuati su donne orientali in menopausa hanno evidenziato come a un superiore consumo di soia corrispondano ossa più dense e, per gli uomini, minore incidenza di tumore alla prostata. Inoltre le alghe consumate, grazie agli acidi grassi omega 3 contenuti (non solo nel pesce, quindi) riducono i rischi di malattie cardiache”.

Ma non solo cibo, come medicina: altra termine usato è “yuimaru”. Sostiene Sho, abitante del luogo: “lavoro e indipendenza sono fondamentali per la nostra gente. Anche se i figli non vivono al villaggio, gli anziani vogliono restarci il più a lungo possibile e continuare a lavorare. E questo fino a 80-90 anni, per uomini e donne. Un anziano potrà continuare a tenere aperto il suo negozio, a lavorare, magari aiutato per alcune necessità da un vicino di casa più giovane. Anche se la qualità del lavoro non fosse eccelsa, la solidarietà degli altri sarebbe comunque assicurata, continuerebbero a far riferimento alla persona almeno un minimo. Significa questo yuimaru: senso di appartenenza, sapere di essere ancora necessari, la volgia e la motivazione di continuare a lavorare anche passati i 100 anni di età.
Uno studio ha confrontato gli anziani di tre città:
Akita, una città del Giappone dove vivono parecchi discendenti di immigrati da Okinawa
Naha, nel centro dell’isola di Okinawa
Ogimi, un villaggio nel nord di Okinawa, immutato nel tempo, dove gli abitanti, con età media di 72 anni, passano la maggior parte dell’anno all’aperto, passeggiando, coltivando l’orto o chiacchierando nei cortili.
Dallo studio emergono dati interessanti. Chi vive a Naha e Ogimi soffre meno di cancro, ipertensione, fratture all’anca, probabilmente grazie al fatto che consuma poco sale e molta carne, verdura, tofu. La sedentarietà è maggiore ad Akita, soprattutto per ragioni climatiche meno favorevoli. Gli abitanti di Ogimi sono invece molto più attivi fisicamente di quelli di Naha, dove il clima è praticamente lo stesso. E si dichiarano anche i più felici.
La spiegazione è semplice. Ogimi ha subito una forte emigrazione giovanile. I vecchi, restati soli, hanno creato dei forti legami con gli altri. Al mattino per prima cosa spalancano la porta, e se qualcuno non lo fa gli altri si recano subito a vedere cos’è successo. E’ anche questa socializzazione ad essere così importante per il benessere.
La storia di Ushi Okushima ne è la prova. Ha 95 anni ed è una donna energica, una vita di lavoro nei campi. Quasi tutti i suoi parenti vivono lontani, e sono loro a venirla a trovare. “Se mi allontanassi per giorni, chi baderebbe alla mia fattoria? Non potrei mai vivere a Naha, i miei amici sono qui. Nelle sere d’estate passeggiamo sulla spiaggia, balliamo, beviamo, parliamo, anche per ore. Mi diverto. Se me ne andassi a Naha, io morirei”. È pomeriggio inoltrato quando Okushima finisce di lavorare nell’orto e si avvia verso casa. Si ferma a parlare con una vicina di 82 anni, che sta parcheggiando la bicicletta. Ad Ogimi c’è un messaggio di benvenuto scolpito nella pietra, e le parole sono quelle di un antico detto di Okinawa: “A 70 anni sei un bambino, a 80 un giovane. E se a 90 qualcuno dal paradiso ti invita a raggiungerlo, rispondi: va vai, torna quando avrò 100 anni. (fonte www.paleodieta.it)