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Melatonina, l’Ormone dalle Mille Proprietà

Fino a qualche anno fa era una molecola sconosciuta, è diventata famosa intorno agli anni Cinquanta, prima degli Stati Uniti poi anche in Europa e in Italia. Pubblicizzata come l’integratore antinvecchiamento per eccellenza, la melatonina adesso è gettonatissima, c’è chi la considera una sorta di panacea. Della melatonina si è detto di tutto e di più, considerata molto efficace nel trattamento degli uomini anziani con un ingrossamento benigno della prostata, contrasterebbe l’alopecia, i disturbi del sonno, effetto giovinezza garantito e, dulcis in fundo, sarebbe un ottimo afrodisiaco naturale.
melatonina

La melatonina è una molecola naturale secreta dalla ghiandola endocrina pineale situata nel nostro cervello. Ha molte funzioni, ma con il passare dell’età viene prodotta sempre meno e il nostro organismo interpreta questo calo come un input ad invecchiare. Come in tutte le cose, anche la melatonina hai suoi pro e i suoi contro. Vediamo quali sono.

Elisir di gioventù
Ormai è una certezza, la melatonina rallenta l’invecchiamento della pineale che, vale la pena ricordarlo, è la ghiandola che impartisce all’organismo l’ordine di invecchiare, in quanto la mette a riposo. Se si somministra questa molecola dall’esterno, infatti, la pineale non ha più bisogno di produrla, per cui rallenta il proprio processo di invecchiamento. Per esempio, ripristina i ritmi ormonali antecedenti la menopausa. Da studi effettuati, gli effetti su donne in età compresa tra i 42 ed i 62 anni, si è visto che in soli sei mesi ha avuto effetti generali positivi di ringiovanimento, soprattutto evitando i fenomeni depressivi tipicamente legati al climaterio. La melatonina riduce i radicali liberi meglio di qualunque altro antiossidante.

Concilia il sonno
Si può usare la melatonina al posto del sonnifero, se si tratta di insonnia non grave. Tra l’altro, non avendo controindicazioni, può essere assunta anche dalle persone anziane.

Contro il jet lag
Aiuta nel superare i disturbi tipici causati dal cambiamento del fuso orario, difficoltà di adattamento alla nuova situazione, affaticamento, irritabilità e disturbi del sonno. Con il cambio del fuso orario si scombina il nostro orologio interno, alterando i ritmi del sonno e della veglia. La ghiandola pineale produce la melatonina quando c’è buio, quindi, tra le due e le quattro del mattino, cambiando il fuso orario tutto viene scombussolato.

Ingrossamento della prostata
La melatonina non è in grado di curare la prostata, però interferisce su un disturbo correlato, vale a dire la nicturia. In questo caso la melatonina favorisce il flusso urinario, il che non è poco.

Gli alimenti che aumentare la produzione di melatonina

* Il cacao è la principale fonte di melatonina vegetale, per cui il cioccolato è anche un alimento benefico
* La frutta secca come noci e mandorle
* Semi di sesamo e zucca
* Pop Corn
* Banane
* Ciliegie
* Cereali

Le erbe che aiutano a incrementare la melatonina

* Tè verde
* Salvia
* Menta
* Timo
* Verbena

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

La Melatonina Previene il Diabete e l’Obesità

melatonina previene obesitàIl sonno è strettamente legato al peso forma. Non è la prima volta che uno studio mette in relazione i ritmi circadiani, ovvero quella sorta di orologio biologico che abbiamo dentro di noi e che ci permette di alternare con regolarità la veglia al sonno, e l’obesità. Sembrerebbe, infatti, che dormire male possa influenzare i chili di troppo. Gli studiosi dell’Università di Granada sono giunti però a conclusione che l’aumento di peso dipenda dalle quantità di un ormone, la melatonina.

La melatonina, secondo gli esperti, previene alcune malattie come il diabete e l’obesità. Per dimostrare questa tesi, c’è stato un esperimento su topi diabetici e in sovrappeso. È emerso che la somministrazione di quest’ormone ha permesso la riduzione di alcuni parametri, come il colesterolo nel sangue o gli zuccheri. Ovviamente questa capacità riduttiva permette di allontanare il rischio diabete o comunque l’insorgere di malattie cardiocircolatorie.

Ora gli esperti devono verificare questa proprietà anche sull’uomo e chissà che non si possa sviluppare una terapia per tutti quei soggetti, potenzialmente a rischio. Questo non è stato l’unico studio che ha verificato quanto il ritmo sonno-veglia influenzi la salute del nostro corpo. Plamen Penev dell’Università di Chicago, in linea con la ricerca spagnola, ha verificato che dormire poco favorisce alcune patologie come il diabete, perché non riposare riduce la sensibilità al glucosio e, secondo alcuni esperti dell’Université Laval di Montreal, il recettore della melatonina – se non funziona correttamente – aumenta il rischio diabete del 20 percento.

Per essere sani e magri è sufficiente dormire? Fosse vero, avremmo tutti un fisico da modelli. Ovviamente, non è sufficiente, ma sicuramente è un tassello importante all’interno di un quadro più ampio. Durante il sonno bruciamo calorie e il riposo ci permette di recuperare le forze: è molto importante quindi proteggere la nostra quiete notturna, conducendo nel corso della giornata uno stile di vita equilibrato e seguendo una dieta equilibrata. Evitate prodotti eccitanti la sera, soprattutto se avete la sindrome da “Principessa sul pisello”.

(Fonte /www.dietaland.com)

I Rimedi Naturali contro i disturbi da Stress, Depressione, Ansia, Insonnia

combattere stress con la melatoninaI disturbi da stress sono sempre più declinati al femminile, non a caso in Italia nel 2010 abbiamo speso 532 milioni di euro in farmaci depressivi e ansiolitici. Ma esistono alternative naturali altrettanto efficaci, questa volta parliamo di come cercare di superare depressione medio-lieve, ansia e insonnia.

La depressione è spesso un effetto collaterale dello stress che, secondo uno studio giapponese, renderebbe meno elastico il cervello predisponendo alla tristezza cronica. Le piante che ti aitano a scacciare il blues? Nelle depressioni medio-lieve funzionano la griffonia e l’iperico, che rende l’umore più stabile, eventualmente associati alla melissa che aiuta a neutralizzare i sintomi ansioni. Stimolano la serotonina, ormone che migliora il tono dell’umore. Puoi assumerli sotto forma di gocce o compresse, per almeno un paio di settimane. Ma attenzione: l’iperico interagisce con alcuni farmaci, come la pillola anticoncezionale. Altro rimedio tiramisù efficace è il magnesio, un riequilibratore del sistema nervoso.

I farmaci ansiolitici a base di benzodiazepine, tra i più venduti nella fascia C non sono l’unico rimedio contro l’ansia. Un’azione molto simile è assicurata dalla valeriana. I suoi principi attivi, gli acidi valerenici, agiscono a livello cerebrale aumentando i livelli di Gaba, sostanza che tranquillizza senza rallentare i riflessi. Non bisogna, però, aspettarsi un’azione immediata, la pianta va assunta per circa tre mesi, sotto forma di estratto in capsule, gocce o confetti che contengono dosi standardizzate e titolate di principio attivo.

Quando lo stress disturba il sonno, i mix di erbe sono la soluzione verde più efficace, perchè i principi vegetali si potenziano a vicenda. Per addormentarsi senza fatica, funzionano il biancospino (che calma il battico cardiaco) e la valeriana; per evitare i risvegli notturni o precoci, invece, sono utili melissa, escolzia e passiflora.

A queste classiche ricette erboristiche, negli ultimi anni si è aggiunta una sostanza naturale che promette di garantire notti più tranquille. Si tratta della melatonina, un ormone prodotto dal nostro corpo e utile per regolarizzare il ritmo sonno veglia. Esistono in commercio formulazioni in compresse o gocce, che rilasciano il principio attivo dopo una o due ore dall’assunzione o dopo 4-6. Ci sono delle novità, ad esempio la versione spray, da spruzzare tre volte sotto la lingua poco prima di andare a letto.

Le melatonina agisce bene anche contro l’insonnia da jet lag, l’unico avvertimento è che non va assunta per più di un mese, senza chiedere consiglio al medico.

(Fonte www.mondobenessereblog.com)

Consumatori di Succo di Amarene e Ciliegie mostrano benefici legati al Sonno

Gli americani in cerca di una buona notte di sonno potrebbero trovare sollievo nel succo di amarene e ciliegie, secondo un nuovo studio nell’European Journal of Nutrition. Una squadra internazionale di ricercatori ha scoperto che quando un individuo adulto beve due bicchieri al giorno di succo di amarenee ciliegie, può guadagnare una media di 39 minuti di sonno in più e avere un aumento fino al 6% della capacità complessiva di sonno (il tempo impiegato per addormentarsi diminuisce significativamente), rispetto a quando si beve una qualsiasi altra bevanda di frutta.

In uno studio condotto alla Northumbria University, venti adulti sani hanno bevuto due porzioni di succo di amarene concentrato (30 ml di succo concentrato di amarene di Montmorency puro al 100% per porzione, diluito in circa 300 ml di acqua, fornito da CherryActive, Sunbury, Regno Unito) oppure una bevanda di frutta diversa per sette giorni consecutivi alla volta – una porzione al risveglio e un’altra prima di andare a dormire.

I ricercatori hanno analizzato le abitudini dei partecipanti nell’addormentarsi, e hanno scoperto che, dopo aver bevuto il succo di amarene, vi erano miglioramenti significativi nei comportamenti legati al sonno. In particolare periodi di sonno più lunghi, meno sonnellini durante la giornata e una capacità generale di sonno maggiore (il rapporto tra il tempo passato nel letto senza dormire e tempo di sonno effettivo), in confronto a quando avevano bevuto il succo di altri frutti.

I ricercatori hanno attribuito i benefici alla melatonina presente nei frutti rossi: un potente antiossidante, determinante nella regolazione del ciclo sonno–veglia. Ogni porzione del succo di amarene concentrato conteneva l’equivalente di 90-100 amarene, fornendo un livello significativo di melatonina nel succo e quindi nell’organismo dei partecipanti.

Secondo i centri di controllo e prevenzione per le malattie (Centers for Disease Control and Prevention), ricerche precedenti hanno confermato i benefici delle amarene nella regolazione del sonno; beneficio che potenzialmente avrebbe un’applicazione ad ampio raggio, visto che quasi un terzo degli americani soffre di disturbi del sonno che vanno a compromettere salute e benessere.

Al giorno d’oggi, i cittadini americani spendono ogni anno più di 84 milioni di dollari per farmaci da banco contro insonnia e problemi legati al sonno, rinunciando a cercare metodi migliori per trattare la loro condizione. E’ necessario che la ricerca vada avanti prima che venga riconosciuto a livello medico professionistico l’utilizzo delle amarene come unico trattamento contro i disturbi del sonno, ma gli scienziati concordano nel dire che il succo di amarena concentrato potrebbe essere un valido “intervento aggiuntivo contro i disturbi del sonno per un consistente numero di situazioni. (fonte www.freshplaza.it)

La melatonina

Negli ultimi anni è moltiplicato in modo esponenziale l’uso di Melatonina. Da molti conosciuto come elisir di lunga vita o come arma imbattibile per combattere l’insonnia, la Melatonina ha guadagnato sempre maggiore notorietà. Infatti, migliaia di persone ricorrono ad integratori di questo ormone per migliorare la propria salute e lo stato di benessere. Tuttavia, gli effetti benefici della Melatonina sono controversi e gli studi a riguardo risultano ancora insufficienti e contraddittori.

La Melatonina
La melatonina è un ormone naturale prodotto dalla Ghiandola Pineale (detta anche Epifisi) che svolge un ruolo fondamentale nel ciclo sonno-veglia ed è coinvolta in un gran numero di processi cellulari, neuroendocrini e neurofisiologici. La secrezione di Melatonina viene pressoché inibita durante il giorno e, viceversa, viene stimolata durante la notte, con un picco che si raggiunge tra le 2 e le 5. Attraverso la Melatonina, la Ghiandola Pineale informa il cervello sulla durata delle ore di buio e di luce; in altre parole è il motore del nostro orologio biologico. Negli anziani, la produzione di melatonina è spesso insufficiente e questo può causare disturbi del sonno. Integratori di Melatonina potrebbero essere utili per “ri-sincronizzare” l’orologio interno e per ritrovare un buon sonno.

Carenza di Melatonina
La melatonina non viene considerata un nutriente essenziale e per questo non vi è nessuna definizione sulla dose giornaliera raccomandata. Tuttavia, i ricercatori hanno notato che le persone con problemi di salute (soprattutto problemi cardiaci) avevano livelli di Melatonina inferiori alla media.

Chi viaggia molto o lavora su turni a rotazione spesso soffre di disturbi del sonno causati dai cambiamenti nella produzione di Melatonina. Ricerche recenti hanno suggerito che l’esposizione prolungata a campi elettromagnetici potrebbe inibire la produzione di Melatonina.

Uno studio condotto al MIT nel 1993 ha dimostrato che la melatonina può essere un aiuto efficace per combattere l’insonnia e altri disturbi del sonno. La melatonina viene anche utilizzata per rafforzare il sistema immunitario, per combattere le infezioni batteriche e virali, per regolare il bioritmo, per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e tumori e per stimolare la libido.

Melatonina, Insonnia e Jet Lag
In caso di insonnia, la melatonina potrebbe essere efficace nell’indurre il sonno con controindicazioni praticamente nulle rispetto ai sonniferi, anche se gli studi a riguardo non sono molto chiari. La Melatonina si è rivelata particolarmente utile nel trattare l’insonnia nelle persone anziane dove la secrezione di Melatonina da parte della Ghiandola Pineale era fortemente ridotta. Diversi studi su esseri umani hanno dimostrato che l’assunzione di Melatonina somministrata per via orale 30-120 minuti prima di coricarsi favorirebbe il sonno negli anziani.

Anche nei bambini con problemi neuropsichiatrici (ritardo mentale e autismo) la Melatonina è risultata efficace per combattere i problemi del sonno.

Numerosi riscontri scientifici si hanno per quanto riguarda l’efficacia della Melatonina nel combattere il Jet Lag. Diversi studi dimostrano che la somministrazione orale durante il giorno del viaggio e continuativa per alcuni giorni a seguire ridurrebbe il numero di giorni necessari a ristabilire un modello di sonno-veglia normale.

Melatonina: L’elisir di lunga vita e giovinezza
Oltre 100 studi in laboratorio concordano sulla proprietà di questo ormone nel preservare il DNA, proteine e lipidi dai danni causati dai radicali liberi.

15 anni fa, Walter Pierpaoli, uno dei più noti ricercatori anti-invecchiamento, presentò i risultati di uno studio che dimostrò che la Melatonina prolungherebbe del 15% la vita dei topi usati nell’esperimento. Da allora, esperimenti su colture cellulari e animali suggeriscono che la melatonina potrebbe effettivamente avere dei benefici su alcuni aspetti dell’invecchiamento e delle malattie ad esso associate. Di particolare interesse sono i possibili benefici della melatonina sul sistema nervoso centrale e sulle implicazioni nelle malattie neurodegenerative legate all’invecchiamento, come l’Alzheimer e il Parkinson.

L’insonnia

Il termine insonnia deriva dal latino insomnia e letteralmente significa mancanza di sogni. Nel linguaggio comune esso indica un’insufficiente continuità del Sonno. L’insonnia non è una malattia, ma è un sintomo di svariate condizioni patologiche psichiche o fisiche, oppure di alterati equilibri situazionali o ambientali. Essa viene frequentemente percepita dal paziente come un disturbo primario, a causa del suo notevole impatto esistenziale e a causa della difficoltà di riconoscimento della vera patologia primaria che essa sottende. L’insonnia trova la sua massima espressione durante le prime ore della notte, indipendentemente dall’età. In molti casi l’insonnia evolve parallelamente alla condizione che la ha innescata e può essere transitoria, ricorrente o di lunga durata.

In non pochi casi si presenta come un disturbo cronico senza apparenti connessioni con le condizioni che ne hanno determinato l’esordio o addirittura senza che sia possibile identificare evidenti elementi causali. Una volta che si è stabilita, l’insonnia cambia il modo di vivere dei pazienti e determina, sia in loro che negli altri, reazioni che possono contribuire al mantenimento del disturbo. Come per ogni affezione cronica, anche per l’insonnia è quindi scorretto prendere in considerazione unicamente la malattia e attribuire tutta la sintomatologia ai fattori che l’anno innescata. Quando un’insonnia diventa cronica, è in gioco una complessa interazione di fattori che vanno al di là di quelli originariamente responsabili del disturbo.

Come affrontare la mancanza di sonno, un problema oggi molto diffuso, con una dieta e uno stile di vita più equilibrati. Abbiamo bisogno del sonno per riposare il corpo e la mente, ricaricare le batterie, ripristinare le normali funzioni. Quando dormiamo, l’organismo funziona al minimo: si abbassano la pressione, la frequenza cardiaca e respiratoria, la temperatura corporea; la muscolatura si rilassa. Dopo un buon sonno, ci alziamo carichi di energie e ben riposati, con il viso rilassato e gli occhi luminosi; dopo più notti trascorse male, la giornata parte male, le energie sono scarse, le occhiaie segnate. Le ripercussioni influenzano tutte le attività quotidiane: il lavoro (l’insonnia è ritenuta responsabile di una parte degli incidenti sul lavoro), i rapporti sociali, l’umore, il benessere in genere. L’insonnia è davvero come l’ozio: causa tanti mali. Sistema circolatorio, memoria, metabolismo dei grassi, tutto va in tilt se non si riposa in maniera adeguata.

Protagonista indiscusso dei rimedi naturali, quando l’insonnia è associata al malumore, è senza dubbio l’iperico, detto anche erba di san Giovanni, che contiene l’ipericina, sostanza con una potente azione contemporaneamente antidepressiva e sedativa. L’Iperico ha un effetto positivo sulla secrezione notturna di melatonina, favorendo una migliore qualità del sonno e del riposo notturno. Si utilizza nelle terapie naturali per la cura e la prevenzione delle sindromi depressive, dei malumori stagionali, dell’ansia e dell’agitazione nervosa. L’iperico è una delle piante più efficaci per la sinergia con altri rimedi officinali. Con la passiflora diventa un buon rimedio nella tristezza con ansia. Con la melissa aiuta quanda la depressione rende difficile la digestione. Con il biancospino è ottimo nelle sindromi caratteriali del periodo mestruale.

Il sonno si compone di quattro fasi che si ripetono varie volte durante la notte: due sono caratterizzate da un sonno leggero; le altre da un sonno più profondo ed è soprattutto da queste ultime che dipende la qualità del dormire; vi è poi una quinta fase molto importante chiamata “fase REM” (Rapid Eyes Movement, movimenti oculari rapidi) durante la quale le informazioni, le impressioni, gli avvenimenti del giorno precedente vengono ricapitolate, raccolte e ordinate dal cervello. Si tratta dunque di una fase del sonno in cui si memorizza, si ordina e addirittura si impara selezionando le esperienze del giorno, immagazzinando le più importanti ed eliminando le altre. Vi sono peraltro molte altre funzioni caratteristiche del dormire: l’apparato renale e il fegato eliminando le tossine più efficacemente di quando si è svegli; il sistema immunitario produce più anticorpi; il midollo osseo “fabbrica” globuli rossi in gran numero; l’ormone somatotropo (quello della crescita) viene escreto in quantità considerevoli eccetera…

Tre sono i tipi di insonnia: il primo è detto “insonnia iniziale”, cioè è presente una difficoltà ad addormentarsi a cui può seguire un sonno anche prolungato ma riferito oggettivamente insoddisfacente; il secondo tipo è “l’insonnia centrale”, caratterizzata da numerosi e a volte prolungati risvegli; infine il terzo tipo (insonnia terminale), spesso conseguenza del secondo, ma definito come un mancato ripristino del sonno dopo un risveglio precoce notturno.

L’insonnia sporadica è un disturbo occasionale transitorio e di solito è legata a situazioni momentanee e soprattutto di tipo ansioso. L’insonnia cronica è invece un disturbo persistente nel tempo e che riduce notevolmente il benessere e le prestazioni della persona.

Per quanto riguarda le cause, in genere si distinguono un’insonnia detta primaria e una secondaria; nella primaria non è riconoscibile nessuna chiara causa, mentre nella secondaria è possibile riconoscere sia cause fisiche che psichiche.

L’insonnia primaria è riconducibile in gran parte a stati di ansia e di depressione. L’ansia interferisce sulla rapidità con cui ci si addormenta mentre la depressione sulla profondità e continuità successive. L’insonnia può essere correlata a paure nei confronti di pensieri, fantasie o sogni angosciosi che possono presentarsi durante il sonno. L’insonnia viene considerata come rappresentazione dell’impossibilità dell’individuo ad abbandonarsi al sonno, considerato simbolicamente come il momento della “passività” e della “dipendenza”. La persona insonne si presenta molto spesso come timorosa del mondo istintivo e dei momenti di abbandono, ipercontrollata e piena di pensieri, incapace di lasciarsi andare al mondo sempre con la mente razionale. Il corpo poi presenta “tensioni” muscolari diffuse mimando uno stato di all’erta continuo e così sempre pronto all’azione.

L’insonnia secondaria. I disturbi più frequenti che causano insonnia sono: l’angina pectoris, lo scompenso cardiovascolare, le apnee notturne per un periodo variante da 20 a 90 secondi date da ostruzioni delle vie aeree superiori (polipi nasali, sinusiti), il ciclo mestruale caratterizzato dalla cosiddetta tensione premestruale, la menopausa, l’iper e l’ipotiroidismo, l’ipertrofia prostatica, l’ultimo mese di gravidanza, l’alterazione del normale ciclo di attività-riposo che si verifica frequentemente nelle persone che volano da un continente all’altro (jet-lag) oppure che sono sottoposte a turnazione lavorativa, l’ansia (causa l’insonnia iniziale), la depressione (causa l’insonnia centrale e la terminale).

I farmaci per dormire Fino a qualche anno fa per indurre e mantenere il sonno venivano utilizzati solitamente i barbiturici. Queste sostanze sono state via via abbandonate perché da un lato sono molto tossiche, dall’altro perché riducevano considerevolmente la fase REM del sonno con conseguenze “diurne” nocive (difficoltà di memoria, confusione mentale, notevole riduzione dell’attenzione eccetera). Attualmente vengono prescritti soprattutto due tipi di farmaci: le benzodiazepine che agiscono nella fase di addormentamento; gli antidepressivi triciclici che regolano il sonno in generale oltre ad avere un effetto sulla depressione. Entrambi questi tipi di farmaci devono essere assunti sotto stretto controllo medico (in particolare i triciclici) perché non sono privi di effetti collaterali e perché paradossalmente possono causare un’insonnia secondaria. Gli ipnotici, infatti, perdono la loro efficacia nel tempo e ciò può provocare una reazione paradossa: la persona nel timore dell’inizio di una nuova serie di notti insonni entra in uno stato d’ansia che causa a sua volta insonnia.

Medicina naturale.

Tre sono le possibilità terapeutiche più efficaci nella cura dell’insonnia: l’agopuntura, l’omeopatia, la fitoterapia (cura con le erbe).

Agopuntura Per la medicina tradizionale cinese il giorno e la notte appartengono rispettivamente alle due energie yang e yin, energie che scorrono nell’universo, nella natura e dentro l’uono. Yang e yin sono sempre compresenti ed in movimento l’uno verso l’altro e il sonno viene causato da una pienezza fisiologica serale dell’energia yin (analoga all’acqua, all’interiorizzazione, alla passività eccetera) contemporaneamente a un minimo energetico dell’energia yang (il fuoco, l’esteriorizzazione, l’attività). Stati alimentari, situazioni psichiche, fattori climatici per questa medicina sono importanti cause di aumento oppure diminuzione delle due energie che influenzano i vari organi del corpo umano tonificandoli o indebolendoli. L’insonnia viene in agopuntura definita come uno stato di pienezza dello yang serale contemporanea ad un vuoto dell’energia yin (il contrario della situazione fisiologica), in particolare occorre distinguere vari tipi di insonnia causate dalla forza e dalla debolezza di un organo piuttosto che da un altro. Ecco dunque una classificazione dell’insonnia secondo la medicina tradizionale cinese. Insonnia da insufficienza di milza. L’eccesso di preoccupazioni, stress psichici, riflessioni, rimuginazioni continue portano all’indebolimento energetico della milza; insieme all’insonnia data da risvegli frequenti vi è inappetenza, ventre gonfio, o vi possono essere nausee, palpitazioni, diminuzioni della memoria, sudori freddi, colorito del viso pallido. Insonnia da insufficienza di rene. L’eccesso di paura indebolisce il rene; i sintomi dell’insonnia sono dati dalla difficoltà ad addormentarsi ma possono essere accompagnati da dolori lombari, ronzii auricolari, vertigini, irritabilità, palpitazioni, faccia rossa, dolore al petto in un punto a metà dello sterno. Insonnia da disfunzione dello stomaco. Gli eccessi alimentari nuocciono allo stomaco; i sintomi dell’insonnia sono la difficoltà ad addormentarsi e i risvegli durante la notte, che possono essere accompagnati da dolori gastrici, eruttazioni, pesantezza di testa, gusto amaro in bocca. Insonnia da pienezza di fegato. La collera causa pienezza di fegato, insieme al fattore climatico vento che è anch’esso causato dalla pienezza di fegato. I sintomi sono: incubi notturni, difficoltà ad addormentarsi, continui risvegli, risvegli precoci mattutini e possono essere accompagnati da sete di bevande fredde, mal di testa, collera, arrossamento agli occhi, fastidiose contratture muscolari.

Omeopatia Nella materia medica omeopatica sono numerosissimi i rimedi che contemplano il sintomo insonnia; uno su tutti merita particolare attenzione ed è “coffea cruda”. Questo rimedio è particolarmente indicato in chi tende a privilegiare il mondo diurno rispetto a quello notturno, con un atteggiamento psichico caratterizzato da un’attività mentale esagerata; la persona che trova giovamento da “coffea” inizialmente non patisce per la sua insonnia ma ben presto si reca dal medico perché oltre a quel disturbo soffre di altri sintomi come emicrania, nevralgia, ipersensibilità cutanea, palpitazioni cardiache, il tutto aggravato dalle emozioni. “Coffea” è anche il rimedio dei bambini che non hanno mai sonno, degli studenti che hanno appena superato un esame impegnativo ed in generale della persona che ha passato una serata in condizioni di attività mentale esaltata, che non può dormire perché ha appena vissuto un’emozione molto intensa.

Fitoterapia Il primo ipnotico erboristico usato nell’antichità era il succo di papavero insieme alla mandragora che Galeno, uno dei “padri” della medicina, consigliava con semi d’orzo mescolati a succo di lattuga. Attualmente le erbe più conosciute per la cura dell’insonnia sono le seguenti: la passiflora, il biancospino, l’escoltzia, la camomilla ed infine il tiglio. Vediamole ora una per una sottolineando le loro varie caratteristiche. Cominciamo con la passiflora. Questa particolare erba è ipnotica, antispasmodica, sedativa. Viene indicata nelle difficoltà a prendere sonno soprattutto in quelle persone ipersensibili tendenti alle rimuginazioni ed influenzabili dai cambiamenti. Passiamo ora al biancospino. Erba che equilibra l’apparato cardiovascolare (tachicardie) e rilassa i muscoli. Associata alla precedente è utile anche nei risvegli notturni. L’escoltzia è il papavero californiano, induce il sonno e riduce i risvegli precoci mattutini. La camomilla è indicata per le persone irritabili e di umore instabile. Contrariamente a quanto si crede in assunzioni croniche può creare una sorta di intossicazione il cui effetto è l’ipereccitabilità ed ancora insonnia. Infine parliamo del tiglio. Erba molto utile nelle persone che tendono all’ipertensione arteriosa e che si svegliano di notte con sensazioni di fame.

Le dieci regole d’oro per dormire bene Ecco tutti i consigli alimentari da seguire e le “cattive” abitudini da evitare assolutamente L’insonnia è un disturbo in cui il cosiddetto “fai da te” è da bandire. Troppo spesso infatti si ricorre ai sonniferi senza consultare il medico rischiando, da un lato, fastidiosi effetti collaterali e dall’altro, una rapida dipendenza biologica e psicologica. Peraltro è possibile ricorrere ad alcuni accorgimenti di tipo alimentare e comportamentale per curare e prevenire questo “antipatico” disturbo:

• Eliminare la carne dal pasto serale: nella carne è presente un aminoacido, la tirosina, che interviene come stimolante dei processi mentali

• Il pasto serale dovrebbe essere vegetariano e ricco di amidi (pasta e riso). Insieme alle banane questi alimenti sono ricchi di un precursore della serotonina, sostanza che a livello cerebrale induce il sonno ed ha effetto sedativo

• Imparare un metodo di rilassamento (training autogeno, yoga, distensione immaginativa sono i più noti) per diminuire la tensione muscolare

• Per chi non ha problemi di allergia un bicchiere di latte caldo prima di coricarsi è un toccasana conosciuto fin dall’antichità

• Una volta svegli è inutile girarsi e rigirarsi nel letto, meglio alzarsi e preparare una camomilla o una tisana di lavanda, tiglio o passiflora

• Andare a letto solo per dormire e quando si ha sonno. Altre attività come mangiare, leggere o guardare la televisione non devono essere fatte a letto

• Limitare, nelle ore precedenti il sonno, attività che eccitano l’organismo come lo studio intenso o attività fisiche impegnative

• Se si ha un bambino che non prende sonno quando i genitori si allontanano il rimedio più antico è posare vicino a lui un indumento indossato dalla madre. In questo modo la madre continua a “comunicare” al bambino la sua presenza rassicurandolo

• Una tradizione dell’antico Egitto narra che la posizione notturna con la testa a Nord favorisce la fluidità della circolazione sanguigna. A conferma di ciò, esperimenti effettuati al Centro del sonno di Barkeley con l’uso di un letto girevole hanno dimostrato che quando la testa è a Nord la profondità del sonno è maggiore che negli altri orientamenti. Vale la pena dunque modificare in tal senso la posizione del letto

• Evitare l’assunzione di sostanze stimolanti con il fine di aumentare “l’utilità” del giorno. Il sonno viene così costantemente sacrificato alla vita vigile e non rispettato nella sua essenza di fondamentale funzione che scandisce, sorregge ed equilibra l’esistenza dell’uomo

In caso di insonnia prolungata senza cause evidenti, per individuare il problema all’origine della patologia e la sua gravità sono utili registrazioni EEG per indagini sul tipo di onde cerebrali presenti e valutazione della respirazione, dell’attività muscolare e di altre funzioni corporee durante il sonno. Può essere utile inoltre tenere una registrazione del tipo di sonno.

Contro l’insonnia viene anche utilizzata un’altra sostanza, la melatonina, un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello (ghiandola pineale) che agisce sull’ipotalamo ed ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. La melatonina è venduta sotto forma di integratore alimentare notificato al Ministero della salute. Negli ultimi 20 anni sono state messe a punto strategie d’intervento non farmacologico che si sono rilevate molto efficaci sia nel migliorare la qualità del sonno degli insonni sia nel facilitare la sospensione dell’utilizzo dei sonniferi. La tensione muscolare, la mente che si riempie di pensieri al momento di coricarsi e le cattive abitudini di sonno sono le principali cause dell’insonnia. La melatonina non è un sonnifero e non ha effetti farmacologici sulla qualità del sonno o sulla sua lunghezza. Essa, grazie alla sua azione centrale sulla resincronizzazione della ciclicità ormonale ricostituisce un giovanile e fisiologico regime di riposo. Al fine di curare l’insonnia è necessario ricreare una periodicità e qualità del sonno che solo la melatonina può assicurare. Il progressivo ripristino della ciclicità ormonale prodotto dalla melatonina attraverso la protezione della ghiandola pineale, agisce positivamente a cascata ricostituendo automaticamente un salutare e profondo sonno, senza tener conto della sua durata. E’ stato inoltre mostrato che il sonno agisce sull’immunità quando l’ansia e lo stress producono immuno-soppressione. La melatonina combinata con lo zinco può ripristinare sia il sonno che l’immunità più rapidamente di qualsiasi altro farmaco esistente , senza nessun effetto collaterale.

Cibi Sì (che favoriscono il buon sonno):

• Cereali integrali

• Funghi

• Cibi ricchi in clorofilla, quali lattuga, vegetali in foglia e verdura verde

• Basilico

• Latte caldo con miele

• Frutta dolce (banana, giuggiole, datteri)

• I cereali integrali, ricchi di zuccheri complessi e vitamine del complesso B, possiedono un effetto dolcemente ipnotico poiché fanno aumentare i livelli di serotonina, un neurotrasmettitore cerebrale che favorisce il sonno.

Cibi No (eccitano e tengono svegli)

• Caffè

• Tè

• Bevande alla cola

• Alcolici

• Cibi speziati

• Cereali raffinati

• Cibi contenenti additivi e conservanti

• Zucchero e dolciumi

• Cioccolata

• Carne ed insaccati

• Formaggi e uova

• Pomodori

La pasta al peperoncino è un buon rimedio antinsonnia Frullato di pera e latte per contrastare stanchezza e insonnia. Scegliamo alimenti che favoriscano il sonno, ricchi cioè di vitamine del complesso B, calcio, magnesio e triptofano, ed evitare cene con pietanze che lo inibiscono (caffeina, alcolici) ricordando che il nostro sistema digestivo rallenta la sua attività durante la notte.

La lattuga, un rimedio “verde” meglio del sonnifero. L’azione favorente il sonno propria della lattuga si trova combinata con un agente antispastico e miorilassante, la iosciamina. Una piacevole e naturale variante alla solita insalata può essere un bel centrifugato di lattuga. Aggiungiamo al succo di lattuga un poco di succo di limone per migliorarne il sapore. Otterremo così un’efficace bevanda per il sonno di gran lunga preferibile ai sonniferi farmacologici.

Anche fare l’amore favorisce il sonno in modo sicuro e tutto naturale. E’ dimostrato infatti che molte persone dormono più profondamente dopo una soddisfacente attività sessuale. Inoltre l’intimità e il calore che derivano dall’unione sessuale possono fare anche dimenticare, almeno rimandandoli alla mattina successiva, i problemi della giornata trascorsa e di quella a venire.

Una tecnica utile potrebbe essere disegnarementalmente dei numeri decrescenti dal 50 allo zero in un cerchio. Così entrambi gli emisferi del cervello: quello creativo (immaginando e disegnando i numeri e il cerchio) e quello logico (devi pensare ai numeri in modo decrescente) lavorano. Quando entrambi gli emisferi sono occupati a fare una sola cosa, la mente non ha energia per alimentare pensieri di ansia e quindi dopo un po’ crolli. Bisogna praticare tutto con calma e con lentezza. Se diventi nervoso perchè vorresti i risultati prima, sei fregato perchè perdi il focus sul qui e ora, in quanto pensi al risultato nel futuro. Se opponi resistenza e giudichi i tuoi pensieri, in realtà dai loro forza ed energia.

Se ci troviamo in uno stato di stress cronico, è molto probabile che abbiamo uno squilibrio chimico tra la sostanza serotonina e cortisolo. La giusta quantità di serotonina riduce lo stress, e concilia e regola il ciclo del sonno, regola il consumo degli zuccheri, riduce l’ansia e l’aggressività e migliora la concentrazione perchè calma i pensieri. Se per caso hai il problema di avere un’attivazione dei pensieri proprio quando ti stendi a letto, è probabile che sia anche dovuto alla mancanza di serotonina. Questa sostanza è legata alla sfera delle emozioni, e se nutriamo emozioni e pensieri negativi, il corpo rilascia per motivi di difesa una maggiore quantità di cortisolo, che “distrugge” le riserve di serotinina, fino al punto di essere in costante riserva cronica.

Le castagne

A ottobre la natura ci mette a disposizione frutti ricchi di sostanze benefiche che vincono stress, stanchezza e insonnia, migliorando la memoria, capacità di concentrazione e lucidità mentale. Le castagne sono infatti uno dei frutti più tipicamente invernali che, fortunatamente, nessun avvenieristico esperimento genetico è riuscito a trasformare in “primizia” da gustare tutto l’anno. Percepite soltanto come un cibo che appesantisce, sono invece ricche di proprietà. La castagna viene comunemente chiamata “frutto”. Tuttavia dal punto di vista calorico la castagna non può assolutamente paragonarsi a mele, pere, ecc, bensì, piuttosto, a pane, pasta e cereali. Ad esempio, 100 gr di castagne fresche pulite valgono circa 153 calorie (quelle lessate, scendono a 120), contengono 33 gr di carboidrati, 3,2 gr di proteine e 1,8 gr di lipidi. Le caldarroste, avendo in parte perso una quota di acqua, valgono invece 193 calorie, quelle secche addirittura 287 calorie. Buona comunque la presenza di fibre, utile per lo smaltimento intestinale: 7,3 gr in q Le castagne son anche ricche di sali minerali, soprattutto potassio, sodio,fosforo, magnesio, calcio, zinco, rame e manganese e, in misura minore, anche ferro. Risultano quindi particolarmente indicate per chi soffre di stanchezza stagionale (quel malumore che si sfoga abbuffandosi), per riprendersi da influenze e forti raffreddori, per dare una mano all’organismo delle persone anemiche, per i bambini e gli anziani. le castagne sono una vera e propria miniera di potassio. Più precisamente, 100 grammi di castagne fresche contengono 500 mg di potassio, mentre in quelle secche il livello di potassio arriva addirittura a 900 mg, cioè quasi 1 grammo di potassio! Oltre al potassio, le castagne contengono una dose elevata di glucidi, quindi sono indicate per gli sportivi, o nei casi di astenia sia fisica che mentale, e naturalmente sono controindicate per i diabetici. Ottimo il contenuto di vitamine del tipo A, B1 (tiamina), B2 (riboflavina), B3 (niacina), B5, B6, B9 (acido folico), b12, C e D).

Le castagne sono un frutto atipico, poiché sono ricche di carboidrati complessi (amido) come i cereali. La cottura trasforma parte dell’amido in zuccheri semplici, che ne conferiscono la dolcezza tipica. Per centinaia di anni le castagne hanno rappersentato la principale fonte alimentare delle popolazioni degli appennini durante l’autunno e l’inverno. Le castagne possono essere trattate mettendole a bagno in acqua per qualche giorno, poi devono essere asciugate e si possono conservare in questo stato, in luogo fresco e asciutto, anche per un paio di mesi. Possono essere congelate crude e poi scongelate e cotte immediatamente, i migliori risultati, però, si ottengono congelando le castagne arrostite e sgusciate: in questo modo si possono conservare anche per 6 mesi. Prima del consumo vanno fatte scongelare lentamente e mangiate fredde o leggermente scaldate al forno. La farina di castagne, una volta aperta, va conservata in luogo fresco e asciutto e consumata quanto prima in quanto facilmente attaccabile dalle larve. Le castagne secche sono disponibili in due “formati”: quelle morbide, adatte per un consumo immediato ma più deperibili, e quelle dure, che vanno messe in ammollo per qualche decina di minuti prima di essere consumate.

Le castagne possono essere bollite, arrostite sul fuoco o al forno. Le castagne arrosto sono meno digeribili a causa delle imperfezioni nella cottura, che causano alterazioni dei glucidi e delle proteine, come la reazione di Maillard. Queste alterazioni sono anche responsabili dell’aroma tipico delle castagne arrosto. Le castagne arrostite al forno tendono ad asciugarsi un po’ troppo rispetto a quelle sul fuoco diretto, per limitare questo problema usate una temperatura di 220 gradi per 15-25 minuti a seconda della pezzatura. Le castagne arrosto vanno incise prima della cottura con un taglio poco profondo, di 2-3 cm di lunghezza. Con la farina di castagne è possibile confezionare torte (castagnaccio), frittelle di castagne, crepes, mousse, polenta.

I benefici della cioccolata fondente

Navigando su internet ci siamo imbattuti in una dichiarazione del professor Giovanni Spera, Ordinario di Medicina Interna all’Università “La Sapienza” di Roma che ci ha incuriosito. Egli afferma che la cioccolata fondente, a sole due ore dalla sua assunzione, grazie ad un antiossidante polifenolico contenuto naturalmente nella cioccolata, provoca un miglioramento della funzione vascolare coronarica, una riduzione dell’aggregazione piastrinica e una vasodilatazione coronarica, ma è importante non abbinare questo alimento al latte, perché l’effetto positivo svanirebbe. Questi antiossidanti svolgono anche una funzione protettiva nei confronti del cancro. Si parla però di un consumo medio di 6.7 grammi di cioccolato al giorno corrisponde ad un quadratino di cioccolato due o tre volte alla settimana. Superati questi limiti, l’effetto protettivo tende a perdersi.

Continuando con la ricerca degli effetti benefici del cioccolato fondente troviamo che il cioccolato contribuirebbe ad abbassare il livello di colesterolo. Due studi clinici hanno dimostrato che il consumo di cacao aumenta i livelli di colesterolo buono (HDL) e abbassa il colesterolo cattivo (HDL).

Il cioccolato contiene feniletilammina, (detto anche ormone del piacere), un oppiaceo naturale che il cervello produce quando ci si innamora, e che regala sensazioni di felicità e appagamento.psicoattivo dalla struttura simile a quella delle Anfetamine. Il Triptofano (precursore della Serotonina e della Melatonina) ha proprietà ansiolitiche che proteggono le arterie dall’aterosclerosi. Il cioccolato ha poi la capacità di stimolare neurotrasmettitori come la Serotonina, le Endorfine e la Anandamide.Tali sostanze influenzano il nostro stato d’animo e sono considerate a tutti gli effetti degli anti-stress naturali. L’Anandamide è in grado di stimolare la percezione sensoriale e di indurre sensazioni di euforia. E come già detto la presenza di Flavonoidi nel cacao, favorisce il flusso sanguigno cerebrale e può essere raccomandato per le persone con disturbi depressivi grazie anche al suo contenuto di zuccheri e carboidrati che stimolano la produzione delle endorfine, da cui deriverebbe anche la sensazione gradevole che da, di per sè, mangiarne anche solo un pezzetto.

Secondo il dietologo americano Brett Hall agisce come inibitore della fame e può essere inserito nelle diete ipocaloriche senza rischi.

Il cioccolato è a tutti gli effetti il miglior alimento anti-fatica e anti-stanchezza. Ricco di Magnesio, Fosforo, Ferro, Vitamine E, B1 e B2 è l’alimento più indicato per chi svolge un’attività fisica intensa. Inoltre è un eccellente fonte di Calorie. Grazie al contenuto di Magnesio e si qualifica come ottimo rimedio per combattere irritabilità, nervosismo e stress La Teobromina e la Caffeina presenti nel Cacao hanno la capacità di aumentare il livello di attenzione del cervello, promuovere la concentrazione, la prontezza dei riflessi e di ridurre il senso di stanchezza.

Infine il cioccolato è un eccellente afrodisiaco. E viene chiamato anche “la medicina dell’amore“,