Tag Archives: mele

Rimedio Naturale a Stipsi e Sovrappeso con le Mele

Questo frutto stimola l’intestino dei nostri piccoli e vince la fame eccessiva di dolciumi che spesso li fa ingrassare in modo eccessivo

In tutto il mondo oggi si contano più di mille varietà di mele le cui caratteristiche organolettiche (profumo, sapore, consistenza) variano sia in rapporto alla qualità che al grado di maturazione del frutto. I bimbi spesso preferiscono le mele più zuccherine, croccanti e meno fibrose; questi frutti sono l’alternativa più sana alle merendine confezionate, spesso troppo ricche di grassi e di zuccheri semplici. È poi sempre meglio scegliere le mele provenienti da agricoltura biologica perché molte delle sostanze nutritive come la vitamina C o la pectina si concentrano soprattutto nella buccia, e in questo tipo di coltivazione non è previsto l’utilizzo dei fitofarmaci, per cui diventa possibile consumare il frutto intero.

rimedio naturale stipsi

Mela, una miniera di proprietà
Le mele hanno delle straordinarie proprietà nutrizionali e salutistiche. In particolare sono ricche di:

– Sali minerali
Le mele contengono potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio e ferro, oltre a tracce di rame, iodio, zinco, manganese e silicio, che agendo in sinergia tonificano il metabolismo.

– Vitamine
Tutte le varietà di mele sono ricche di vitamina C e A, che favorisce la secrezione del muco intestinale. Ci sono anche le vitamine H, PP, B1 e B2: proteggono i tessuti del tratto digerente e attivano la peristalsi.

– Lisozima e tannini
La prima è una sostanza che distrugge i batteri patogeni dell’intestino, mentre la seconda esercita un’azione astringente, antinfiammatoria e antigonfiore.

– Fibre
Una mela di media grandezza (con la buccia) fornisce circa 4 grammi di fibre. Buona parte della fibra contenuta nella mela è solubile in acqua e prende il nome di pectina: regolarizza la funzionalit intestinale, contribuisce al controllo del livello di glucosio e colesterolo nel sangue, nutre la flora batterica intestinale (con un’ottima azione prebiotica).

– Acqua e poco zucchero
Circa l’85% della parte commestibile della mela è composta da acqua mentre gli zuccheri costituiscono solo il 10%, e si tratta in prevalenza di fruttosio, che viene metabolizzato senza ricorso all’insulina.

– Acido citrico e malico
Favoriscono la digestione e mantengono inalterata l’acidità dell’apparato digerente.

(Leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/figli-felici/alimentazione/4022/con-le-mele-addio-a-stipsi-e-sovrappeso.html)

Le mele offrono una cura per le patologie infiammatorie debilitanti: lo rivela uno studio neozelandese

meleI ricercatori dell’istituto governativo neozelandese Plant & Food Research hanno analizzato le concentrazioni di 27 sostanze, che potrebbero essere benefiche per la salute, in 109 diverse varietà di mela – 94 della collezione dell’Istituto e 15 coltivate in Lussemburgo. Lo rivela una nota dello stesso Plant & Food.

Cinque delle cultivar, che hanno rappresentato gli estremi dei profili chimici identificati, sono state poi selezionate per i saggi cellulari di laboratorio per valutare l’effetto delle mele sui componenti chiave delle infiammazioni umane.

I risultati hanno dimostrato che le mele con elevati livelli di due famiglie di sostanze – le procianidine e i triterpeni – hanno inibito l’attivazione di due molecole (NF-B e TNF) note per giocare un ruolo nelle infiammazioni, quali la malattia intestinale infiammatoria.

“Le mele sono uno dei frutti maggiormente consumati al mondo” afferma il dott. William Laing, responsabile di chimica biologica e composti bioattivi dell’Istituto, aggiungendo: “Individuare e comprendere quali composti presenti nelle mele influenzino il decorso della patologie infettive potrebbe aiutarci nella selezione di nuove varietà di pomi con caratteristiche funzionali tali da tenere sotto controllo specifiche malattie”.

Gli scienziati neozelandesi stanno collaborando con i ricercatori del centro di ricerca pubblica Gabriel Lippmann di Lussemburgo su un programma per determinare come gli alimenti e la composizione alimentare influenzino la salute basandosi su informazioni genetiche.

(leggi l’articolo completo su http://www.freshplaza.it/news_detail.asp?id=49463)

Una Mela al Giorno combatte il Colesterolo Cattivo

Problemi di colesterolo? Secondo gli scienziati dell’Ohio State University basta mangiare una mela al giorno per 4 settimane per ridurre del 40% i livelli di colesterolo LDL, quello comunemente definito “cattivo”. La notizia arriva dalle pagine del Journal of Functional Foods, dove Robert DiSilvestro e colleghi hanno pubblicato i risultati di uno studio in cui l’effetto sulle quantità di colesterolo nel sangue associato al consumo di mele è stato paragonato a quello ottenibile assumendo integratori a base dei loro principi attivi antiossidanti, i polifenoli.

ridurre colesteroloLa ricerca ha coinvolto 51 adulti in buone condizioni di salute, non-fumatori, di età compresa tra i 40 e i 60 anni. A 16 dei partecipanti è stato chiesto di mangiare ogni giorno per 4 settimane una grossa mela Red o una Golden Delicious, mentre ad altri 17 sono state prescritte capsule di polifenoli a una dose di 194 mg al giorno.
I rimanenti 18 hanno assunto un placebo privo di polifenoli.

che la forma di colesterolo cattivo più pericolosa è quella ossidata, gli scienziati hanno analizzato i livelli di LDL ossidate in ciascun partecipante. Di Silvestro ha spiegato che

L’estratto di polifenoli ha prodotto un effetto misurabile, ma non forte tanto quanto la mela. Ciò può essere dovuto al fatto che la mela contiene altri elementi che potrebbero contribuire all’effetto o al fatto che, in alcuni casi, questi composti sembrano essere assorbiti meglio quando sono consumati sotto forma di cibo.

Chi ha assunto il placebo, invece, non ha registrato nessun beneficio sull’ossidazione del colesterolo LDL.

Di Silvestro ha spiegato che

Quando il colesterolo LDL viene ossidato assume una forma che dà il via all’aterosclerosi, o all’irrigidimento delle arterie.

Pensiamo che i polifenoli siano i responsabili di gran parte dell’effetto delle mele.

Meglio, quindi, affidarsi ai frutti della natura piuttosto che assumere integratori contenenti loro principi attivi…

(Leggi l’articolo completo su  www.benessereblog.it)

Mele e Mirtilli ricchi di Flavonoidi per prevenire il Diabete 2

Per ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 è possibile aumentare il consumo di mele e mirtilli. A suggerirlo è uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, secondo cui alla base di questo effetto potrebbe esserci l’elevato contenuto di flavonoidi che caratterizza questi frutti.

Per giungere a questa conclusione gli autori della ricerca hanno monitorato l’alimentazione e lo stato di salute di quasi 200 mila cittadini statunitensi, nessuno dei quali presentava, all’inizio dello studio, i sintomi del diabete. Nel corso della ricerca sono stati diagnosticati 12.600 casi di diabete, ma gli scienziati hanno notato che gli amanti dei mirtilli hanno un rischio di sviluppare questa malattia inferiore del 23% rispetto a chi non li mangia praticamente mai.
Lo stesso vale per chi mangia almeno 5 mele alla settimana.

La frutta ricca di flavonoidi si conferma, quindi, amica della salute. Già lo scorso anno, infatti, la stessa rivista aveva pubblicato uno studio in cui è stato dimostrato che questi frutti aiutano anche a ridurre il rischio di ipertensione.

(fonte www.benessereblog.it)

Mirtilli, Mele e Pere Riducono il rischio di Diabete

Secondo un recente studio condotto negli Stati Uniti, mangiare più mirtilli, mele e pere riduce il rischio di diabete. Questi frutti sono ricchi di flavonoidi, un composto naturale presente in alcuni tipi di frutta, verdura e cereali, che, secondo alcune ricerche, potrebbero essere collegati a benefici per la salute, tra cui il minor rischio di cancro e cardiopatie.

Alcuni flavonoidi posseggono un effetto positivo sulla resistenza all’insulina; ciò nonostante, solo pochi studi, ad oggi, hanno valutato l’associazione tra le diverse classi dei flavonoidi stessi ed il rischio di diabete di tipo 2.

Il presente studio è stato pertanto condotto al fine di valutare l’effetto del consumo di flavonoli, flavoni, flavanoni, flavanoli e antocianine sul rischio di diabete di tipo 2 nella popolazione statunitense. A tale scopo sono stati utilizzati i dati provenienti da 3 diversi studi di coorte prospettici, che avevano coinvolto un totale di oltre 200.000 adulti, nei quali l’apporto delle varie classi di flavonoidi è stato stimato attraverso la compilazione di appositi questionari di frequenza di consumo. Durante 3.645.585 anni-persona di follow-up, sono stati accertati 12.611 nuovi casi di diabete di tipo 2.

Accorpando i dati dei 3 diversi studi, l’apporto di antocianine è risultato associato ad una riduzione del rischio di diabete di tipo 2 (Hazard Ratio, o HR=0,85, comparando il più alto e il più basso quintile di consumo), mentre nessuna associazione è emersa per l’apporto totale di flavonoidi e delle altre classi di flavonoidi. Considerando i diversi alimenti ricchi in antocianine, invece, il rischio di diabete si è rivelato inversamente associato al consumo di mirtilli (HR=0,77 comparando il consumo di ≥2 porzioni/settimana con <1 porzione/mese) e di mele e pere (HR=0,77 per consumi ≥5 porzioni/settimana paragonati con consumi <1 porzione/mese).

Concludendo, i risultati di questo lavoro suggeriscono che un maggiore apporto di antocianine riduce il rischio di diabete di tipo 2 nella popolazione adulta americana, supportando così l’importanza del consumo di alimenti ricchi di questa classe di flavonoidi (come i mirtilli, le fragole e l’uva nera) per la prevenzione del diabete.
(fonte www.freshplaza.it)

L’Alitosi è un disturbo diffuso e fastidioso, qualche Consiglio per Eliminarlo

L’alitosi è un disturbo estremamente diffuso, quanto mai fastidioso e anti-sociale, talvolta transitorio (può capitare a tutti di alzarsi con l’alito pesante ogni tanto), ma spesso permanente, quasi una caratteristica individuale. Cosa si può fare per prevenirlo o almeno alleviarlo? Bisogna necessariamente agire su più fronti, a cominciare dalla bocca, dall’igiene orale e dentale.

Lavarsi i denti tre volte al giorno è il primo passo, ma non è sufficiente. Intanto, per effettuare una pulizia scrupolosa, bisognerebbe preferire lo spazzolino elettrico rispetto a quello manuale, che oltre ad essere consigliato dagli igienisti dentali, è anche molto più comodo da usare una volta che ci si è abituati

Ma non è finita qui, l’igiene va completata con il filo interdentale e con l’uso di un buon colluttorio.

Naturalmente, poiché il cattivo odore del cavo orale potrebbe essere originato da qualche carie nascosta, è indispensabile recarsi dal dentista almeno una volta all’anno per un controllo sulla salute di denti e gengive.

Veniamo all’alimentazione. Probabilmente tutti saprete che esistono cibi particolarmente sconsigliati quando ci sia già una tendenza all’alitosi, come l’aglio (specialmente crudo) e la cipolla, ma è soprattutto un pregresso problema di digestione che può determinare il disturbo.

Malattie come la gastrite, ad esempio, favoriscono l’alitosi, per questo è necessario curarla per bene da un bravo specialista. Mangiare frutta e verdure carnosi e crudi, però, può aiutare a purificare l’alito, come ad esempio le mele, o i finocchi, questi ultimi hanno anche un buon effetto digestivo e carminativo. Ancora, un classico consiglio è quello di masticare foglie di menta, di salvia o chicchi di caffè, me forse una delle prime cose da fare, se si soffre di alito cattivo e si è anche fumatori, è proprio dire stop alle sigarette.

La puzza del fumo è infatti terribile, e inoltre tende anche a macchiare e ingiallire lo smalto dei denti, guastando la bellezza del sorriso. Un altro accorgimento per ridurre i rischi di alitosi è quello di fare piccoli spuntini ogni tanto, magari sgranocchiare una carota o appunto un finocchio, una bella mela croccante, perché il digiuno prolungato aumenta l’attività dei batteri della bocca. Infine, evitare gli alcolici che fermentano e gli alimenti troppo elaborati o speziati per lo stesso motivo, è un grande aiuto, e inoltre farà bene anche al vostro stomaco. Insomma, qualche semplice consiglio facile da seguire, per contrastare questo antipatico disturbo! (fonte salute.pourfemme.it)

I Succhi del Benessere

I succhi di frutta e di verdure, sono la fonte migliore di vitamine e di Sali minerali. Hanno un effetto rivitalizzante sull’organismo con funzione depurativa e disintossicante.

Importanti per bilanciare il rapporto acido-basico nel sangue e nei tessuti, contrastando l’iperacidità che si crea nel corpo a causa di forte assunzione di prodotti di origine animale, che predispone allo sviluppo di malattie.

Ottenere una maggior alcalinità, con frutta e verdura, può riequilibrare tale disequilibrio.

I succhi devono essere freschi e naturali e consumati subito in quanto si ossidano velocemente.

Per ottenere il massimo beneficio dai succhi, si consiglia di assumerli lontano dai pasti o immediatamente prima, ma non durante, in modo da assimilare i principi attivi con più facilità.

Il succo di arance, limoni, pompelmi, si possono ottenere con uno spremi agrumi, mentre per tutti gli altri vegetali, è necessario impiegare un centrifuga.

Succo di carota:

Un bicchiere di succo di carota è ricco di vitamine A, B, C e di minerali quali, calcio, ferro, iodio. Grazie alla mucillagine emolliente che contiene, è ideale per lo stomaco ed intestino irritati.

Succo di sedano

E’ un digestivo naturale e un ottimo aperitivo.

Per il loro sapore amaro è consigliato non usare per ili succhi le foglie; unire qualche goccia di limone per evitare un ‘ossidazione troppo rapida.

Contiene vitamine A,B,C, e minerali come sodio, potassio e cloro.

Ottimo nelle diete dimagranti e per chi soffre di reumatismi.

Succo di mela:

ricco di vitamine A, B, C, di sodio e potassio, ha proprietà depurative, toniche e antisettiche intestinali. Come il succo di carota, il succo di mela, dato il suo sapore dolce, può essere mescolato ad altri succhi.

Succo di mirtillo:

Grazie alla vitamina P e i bioflavonoidi, protegge le pareti dei vasi sanguigni e limita la fragilità capillare.

Indicato nei disturbi intestinali e aumenta le facoltà visive. Da utilizzare dato il suo giusto intenso, mescolato ad altri succhi o con acqua.

Succo di agrumi:

Le spremute di arance, limoni, mandarini e pompelmi hanno proprietà energetiche e depurative, fluidificanti del sangue e vasoprotettrici.

Ricche di vitamina A, B, C, P, di calcio, fosforo, potassio e magnesio.

Il succo di pompelmo stimola il fegato, quello di mandarino per la presenza di bromo è sedativo.

Succo di ananas:

E’ un eccellente digestivo per la presenza di bromelina, un enzima che agisce sull’assimilazione delle proteine. E’ diuretico e depuratore, ricco di iodio e magnesio.

 (fonte www.alimentazione-benessere.it/)

Tra gli alimenti che aiutano la Flora Batterica intestinale ci sono anche le Mele

Alcuni alimenti permettono di rinforzare la flora batterica intestinale in modo naturale; tra questi anche le mele.

La flora batterica intestinale svolge una funzione fondamentale di protezione dall’attacco di agenti esterni che possono arrivare a colpire anche l’apparato digerente. Talvolta la flora batterica intestinale può alterarsi, ad esempio in seguito a terapie antibiotiche ed è necessario ripristinarla. In questi casi possiamo utilizzare i fermenti lattici o sostituirli con lo yogurt, ma possiamo anche ricorrere ad alcuni alimenti particolari, come le mele.

La mela, grazie al suo contenuto di pectina, infatti, contribuisce proprio ad aumentare i cosiddetti “batteri buoni” dell’intestino. Mangiando mele regolarmente e per lungo tempo questi batteri producono acidi grassi in grado di ricreare il PH ideale per garantire l’equilibrio dei microrganismi benefici. Insomma, un metodo naturale per aiutare la nostra flora batterica intestinale.  (fonte www.freshplaza.it)

Mele e Broccoli proteggono il colon

Mele e spinaci prevengono il cancro al colon distale, broccoli e cavolfiori al colon prossimale, mentre un consumo eccessivo di succo di frutta aumenta il rischio di tumore al colon retto: ogni tratto dell’intestino reagisce in modo diverso all’introito di frutta e verdura.

Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association, sono i ricercatori del Western Australian Institute for Medical Research di Perth (Australia). La ricerca, condotta su 1939 partecipanti – di cui 918 erano affetti da tumore al colon – ha dimostrato che il consumo di brassicacee (come cavoletti di Bruxelles, cavoli, cavolfiori e broccoli) è collegato a una minore incidenza di tumore del colon prossimale, l’assunzione di mele e verdure a foglia scura (come spinaci e verza) riduce il rischio di cancro al distale e, infine, che bere troppo succo di frutta aumenta il pericolo di sviluppare il tumore colon retto. (fonte /www.freshplaza.it/n)

Broccoli, Cavoli e Mele contro il Freddo

E grazie allo straordinario calendario della natura, gli alimenti più indicati per resistere all’«era glaciale» si trovano proprio tra i frutti e le verdure di stagione. «Broccoli e cavoli sono ricchi di vitamine antiossidanti e nutrienti detossificanti, e anche la frutta invernale, come arance e kiwi, è ricca di vitamina C – aggiunge il dott. Ongaro – un ruolo fondamentale lo hanno le mele, che contengono la quercitina, elemento in grado di aiutare il sistema immunitario che è un blando antistaminico e che aiuta nelle sinusiti. È presente soprattutto nella buccia, e quindi le mele andrebbero sempre mangiate senza essere pelate. Per avere fibre, proteine ed energia a sufficienza consiglio infine una dieta abbondante di pasta integrale con legumi».  (fonte www3.lastampa.it)