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Come Proteggere la Mente dall’Invecchiamento

Quando si invecchia la smemoratezza è comune, ma non inevitabile. Ecco qualche consiglio per mantenere una memoria

consigli per la memoria e per proteggere la menteLa perdita di memoria è considerato un fenomeno normale durante l’invecchiamento. In realtà diventare smemorati non è la regola. Non solo, le perdite di memoria tipiche della terza età non hanno nulla a che fare con le malattie neurodegenerative o con le forme di demenza vera e propria e possono essere contrastate mantenendo il cervello allenato proprio come se fosse un muscolo.

Ma come è possibile allenare le capacità mnemoniche? A molti verranno in mente piccoli trucchi come fare le parole crociate. In realtà esistono anche altre strategie meno immediatamente correlabili alla memoria, ma che giocano un ruolo altrettanto importante.

Ecco sei semplici consigli per mantenere il più possibile la memoria anche quando il peso degli anni inizia a farsi sentire.

  • Mantenete dei contatti sociali. Interagire con familiari e amici è un modo per allenare il cervello e allontana lo stress, un acerrimo nemico della memoria.
  • Tenete a bada ansia e stress. L’esposizione prolungata all’ormone dello stress, il cortisolo, danneggia il cervello e può far perdere la memoria.
  • Garantitevi un buon sonno. Il cervello usa il tempo passato a dormire per consolidare la memoria. Al contrario, non dormire abbastanza ostacola la formazione di nuovi neuroni, promuove la depressione e rende difficile concentrarsi e prendere decisioni.
  • Curate l’alimentazione. La salute del cervello è favorita da una dieta ricca di frutta e verdura, di tè verde, di pesce grasso come il salmone e lo sgombro e di altri alimenti (come noci e semi di lino) ricchi di omega 3.
  • Praticate un’attività fisica regolare. Oltre a favorisce l’attività dei fattori di crescita cerebrali promuove lo sviluppo di nuovi neuroni, riduce lo stress, l’ansia, la depressione e il rischio di sviluppare malattie, come il diabete, associate a una diminuzione della memoria.
  • Non fumate

(Continua a leggere su http://www.benessereblog.it/post/99433/invecchiamento-e-memoria-come-proteggere-la-mente-in-sei-semplici-mosse)

Meno Carne, piu’ Frutta Secca: cosi’ si protegge la Memoria

E’ stata recentemente pubblicata su Annals of Neurology una ricerca del Brigham and Women’s Hospital (BWH) di Boston (USA), diretta dalla dottoressa Olivia Okereke. Gli studiosi hanno preso in esame i dati del “Women’s Health Study”: circa 40.000 donne statunitensi di età superiore ai 45 anni.

come proteggere memoria
Dopo un esame preliminare, si è passati ad un’indagine approfondita su un campione di 6.000 donne over-65 anni. Il periodo di osservazione ha evidenziato come la dieta facesse la differenza nelle funzioni cerebrali delle donne esaminate.
Le volontarie che avevano consumato grandi quantità di grassi trans e saturi mostravano un declino cognitivo evidente, mentre quelle che avevano puntato sui grassi monoinsaturi avevano funzioni mentali più efficienti.

Perciò, la dottoressa Okereke consiglia di selezionare bene gli alimenti. I grassi saturi e trans si trovano nella carne rossa, nel burro e nello “junk food” (cibo spazzatura). Perciò, tali prodotti vanno consumati in quantità limitate. Invece, i grassi monoinsaturi sono abbondanti in oli vegetali, semi oleosi e frutta secca, che devono essere così molto presenti nella dieta.

Conclude la capo-ricercatrice: “Se si osservano i cambiamenti nelle funzioni cognitive, quello che abbiamo scoperto è che la quantità totale di grassi non ha importanza, ma ne ha il tipo di grasso. I nostri risultati hanno significative implicazioni per la salute pubblica. Sostituire il grasso buono al posto del grasso cattivo è una modifica abbastanza semplice nella dieta che potrebbe aiutare a prevenire il declino della memoria”.

(Fonte www.freshplaza.it)

Memoria e Odori, il Cervello Ricorda il Profumo delle Emozioni

memoria e odoriEmozioni, memoria, sapori ed odori sono strettamente correlati. I nostri primi ricordi sono spesso associati ad un odore particolare. Non a caso le emozioni che abbiamo vissuto nei primi anni di vita si ripresentano, anche a distanza di anni, evocate da una fraganza o da un sapore particolare.

Non tutti gli odori ed i sapori richiamano però alla mente emozioni e sensazioni del nostro passato. Solitamente accade con odori percepiti prima dei cinque anni di età e con fragranze insolite, che non sono comuni nella vita di tutti i giorni. Ad esempio, l’odore di barbecue tipico di un campeggio, un profumo raro, un cibo assaggiato per la prima volta molti anni prima e da allora mai più assaporato.

Ma cosa si nasconde dietro a queste associazioni ricordi/odori? Se ne parla in un recente articolo pubblicato su Psychological Science: il nostro bulbo olfattivo è collegato sia all’amigdala (centro delle emozioni) sia all’ippocampo, area del cervello coinvolta nella memoria.

Nella storia biologica dell’uomo gli odori ed i sapori da sempre sono stati associati alla sopravvivenza, perché ci consentono di evitare i cibi avariati e velenosi. Ecco perché l’associazione odore buono/ricordo positivo, odore cattivo/ricordo negativo avviene dunque piuttosto velocemente nel cervello. Ed ecco perché alcuni odori influenzano, più di altri, il nostro stato d’animo.

D’altra parte, ne parlavamo a proposito della psicologia dell’attrazione, in diverse culture alcuni odori sono stati associati ad esperienze negative ed ancora oggi influenzano nella scelta di un partner. In Giappone, ad esempio, la lunga tradizione dei matrimoni combinati che portava a stare a stretto contatto con estranei, spesso poco attraenti, ha reso particolarmente sgradevoli ai giapponesi gli odori corporei, in particolare l’odore del sudore.

(Fonte www.benessereblog.it)

“Ricette” mediche, un Cibo per ogni Disturbo

un cibo come medicina
I cibi non fanno miracoli e non sostituiscono i farmaci, ma alcuni principi attivi contenuti negli alimenti possono sicuramente alleviare i sintomi di diversi disturbi e contribuire a lenire il dolore.

Basti pensare agli alimenti con proprietà antinfiammatorie. Ma la lista è infinitamente più lunga, di seguito i cibi adatti ad alleviare e prevenire diversi disturbi:

  • Contro i dolori muscolari, causati da sforzi eccessivi, pensiamo a quando ci alleniamo intensamente in palestra o andiamo a correre e torniamo distrutti, sono molto efficaci le ciliege. Uno o due bicchieri di succo di ciliege, prima e durante l’esercizio fisico, allevieranno la sensazione di spossatezza. Il succo di ciliege contiene infatti gli stessi enzimi anti-infiammatori dell’ibuprofene, senza però gli effetti collaterali tipici del principio farmacologico: affaticamento dei reni e mal di stomaco.
  • Semi di girasole. Utili contro la perdita di memoria, per via dell’alto contenuto di vitamina E, efficace contro lo stress ossidativo del cervello collegato all’invecchiamento ed al declino cognitivo.
  • Cavolo. Utile per chi soffre di disturbi della vista. I pigmenti xantofilla che danno il colore verde ai cavoli aiutano a prevenire la degenerazione maculare, un disturbo che da anziani ci porta a vedere non più nitido bensì sfocato.
  • Mele. Una mela al giorno leva la debolezza muscolare di torno, grazie all’acido ursolico contenuto nella buccia (scegliete mele biologiche, dunque, per mangiare anche la buccia in tutta sicurezza). L’acido ursolico stimola la produzione di insulina e del fattore di crescita IGF1, determinanti per la rigenerazione muscolare.
  • Aglio. Utile per tenere sotto controllo la pressione sanguigna, grazie all’allicina. L’allicina migliora inoltre l’afflusso del sangue. Il consumo di aglio, dunque, aiuta anche chi soffre di disfunzione erettile.
  • Uova. Favoriscono la concentrazione, grazie alla colina che aumenta la reattività del cervello agli stimoli esterni.
  • Arance. Rallentano l’invecchiamento cutaneo, grazie all’alto apporto di vitamina C. La vitamina C aiuta il nostro corpo a produrre collagene, una proteina che mantiene elastica e tonica la pelle.
  • Riso integrale. Utile se siamo giù di morale perché stimola la produzione di setoronina, neutrasmettitore del buonumore.
  • Pollo. Efficace contro l’insonnia, perché contiene triptofano, aminoacido che stimola la produzione di melatonina, ormone che concilia il sonno.
  • Tè verde. Utile contro gli occhi gonfi perché contrasta la ritenzione idrica, all’origine del gonfiore.
  • Menta. Efficace contro il mal di stomaco, facilita la digestione. Ottimo il tè alla menta.
  • Spinaci. Preziosi alleati dei nostri capelli, grazie alle vitamine A e C che aiutano l’organismo a produrre sebo, olio secreto dai follicoli che dona brillantezza e lucentezza alla chioma, contrastando i capelli opachi, dal colore spento.
  • Banana. Utile per fare il pieno di energie se ci sentiamo sempre stanchi. Contiene infatti magnesio e potassio, efficaci per immagazzinare energie a lungo.
  • Arachidi. Efficaci contro l’ansia, perché contengono glutammina, l’aminoacido necessario al nostro organismo per produrre l’acido gamma-aminobutirrico, un ansiolitico naturale.

(Fonte www.benessereblog.it)

Ecco la Dieta Salva Memoria

PREDIMED(PREvencion con DIeta MEDiterranea), lo studio pubblicato sul Journal Alzheimer Deseases, che mette in evidenza i benefici che alcuni alimenti della dieta mediterranea hanno sulle nostre funzioni cognitive.

Olio extravergine d’oliva, vino rosso, noci o nocciole e caffè. Questi sono gli ingredienti migliori per salvaguardare la nostra memoria, grazie agli antiossidanti (soprattutto polifenoli) in essi contenuti.

Una ricetta ottenuta grazie ad una ricerca (PREDIMED appunto) svolta su 450 soggetti, sia maschi che femmine, di età compresa fra i 55 e gli 80 anni, e tutti con un rischio cardiovascolare elevato. La dieta mediterranea ed, in particolare i cibi su menzionati, tiene a bada il rischio di deficit cognitivo.

Un risultato importante in termini di prevenzione, salute e spesa pubblica. Gli ammalati di Alzheimer sono sempre più, circa il 3.5% della popolazione è affetta da questa malattia ed ogni anno sono centinaia di migliaia i nuovi casi.

Ecco perché anche i geriatri della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria(SIGG), sottolineano l’importanza di questo studio. (fonte www.tuttasalute.net)

Il Profumo delle Patate al Forno rende Felici

L’aroma delle patate cotte al forno ha il potere di sollevare l’umore delle persone, stimolando ricordi piacevoli e buonumore, come suggerisce il dottor Avinash Kant coautore di un curioso studio di cui riporta notizia il Daily Mail.
Ai partecipanti all’indagine è stata presentata una patata del tipo Piper Maris cotta per un’ora in forno.
Tutti hanno reagito più o meno allo stesso modo:
ai soggetti è stato infatti domandato se e cosa ispirasse loro la vista, ma soprattutto, il profumo emesso dalle patate cotte al forno. Per la maggioranza, l’aroma evocava ricordi felici legati all’infanzia, ai nonni o i pranzi in famiglia.

A tale proposito, il dottor Kant ha descritto questo fenomeno come “effetto Maillard“.  “Il riconoscimento di aromi e profumi è una funzione complessa del cervello, che solo di recente abbiamo iniziato a capire – ha spiegato Kant – Gli aromi composti che si formano durante il processo di cottura sono inconsciamente riconosciuti in base ai nostri ricordi precedenti.
La memoria attivata dipende dall’esperienza che si è avuta la prima volta che abbiamo mangiato una patata al forno. Per la maggior parte dei nostri soggetti tale esperienza è associata con una memoria positiva – la casa dei nonni, una cena con la famiglia o una notte con falò.
La patata può certamente offrire una piacevole e ricca esperienza sensoriale”, conclude il dottor Simon Bull. Il tipico profumo di patate al forno si sprigiona soltanto quando le patate sono cotte a temperature adeguate e piuttosto alte: circa 130/140 gradi centigradi. Il microonde, in questo caso, non funziona.

(fonte  www.freshplaza.it)

Una forte evidenza scientifica dimostra che mangiare Piccoli Frutti aiuta il Cervello

Esiste una forte evidenza scientifica che nutrirsi di mirtilli, more, fragole e altri piccoli frutti abbia effetti benefici sul cervello e possa aiutare a prevenire la perdita di memoria e altri cambiamenti correlati all’età. Lo riferisce uno studio sull’importanza di mangiare piccoli frutti pubblicato nel Journal of Agricultural and Food Chemistry della ACS.

Nell’articolo, Barbara Hale-Shukitt e Marshall G. Miller fanno notare che i cicli di vita più lunghi stanno sollevando preoccupazioni riguardo i costi sanitari e di vite umane nel trattamento del morbo di Alzheimer e di altre forme di declino mentale. La ricerca dimostra che mangiare frutti di bosco può giovare all’invecchiamento cerebrale. Per analizzare la validità delle prove sui piccoli frutti, i due ricercatori hanno esaminato a fondo gli studi cellulari esistenti al riguardo sugli esseri umani e animali.

La loro analisi ha concluso che i piccoli frutti aiutano il cervello a rimanere in buona salute in diversi modi. Contengono alti livelli di antiossidanti, composti che proteggono le cellule dai danni provocati dai radicali liberi. I due studiosi hanno anche segnalato che i piccoli frutti cambiano il modo in cui i neuroni cerebrali comunicano. Questi cambiamenti possono prevenire l’infiammazione nel cervello che contribuisce al danno neuronale e migliorare sia il controllo motorio che la cognizione. Ulteriori ricerche dimostreranno se questi benefici sono il risultato di singoli composti comuni ai vari piccoli frutti o se le combinazioni uniche di sostanze chimiche in ogni frutto hanno semplicemente effetti simili. (fonte www.freshplaza.it/)

Dieta: Omega 3, toccasana per Cervello e Memoria

Il cervello per rimanere giovane e “scattante” il più a lungo possibile ha bisogno della giusta dose di nutrimento, ma, soprattutto, delle sostanze nutrienti adatte allo scopo. Tra gli ingredienti della ricetta salva cervello e salva memoria che non possono proprio mancare ci sono, sicuramente, gli acidi grassi omega 3. Infatti, da una recente sperimentazione a stelle e strisce è emerso che seguire un regime alimentare povero di omega 3 rischia di accelerare l’invecchiamento cerebrale, di compromettere le capacità cognitive e la memoria.

L’alimentazione giusta può rivelarsi una valida alleata della salute e della funzionalità del cervello e, al contrario, le scelte alimentari sbagliate possono risultare davvero deleterie. Per preservare le capacità cognitive cerebrali, memoria compresa, meglio puntare su un regime alimentare vario ed equilibrato  ricco di acidi grassi insaturi omega 3.

Per assumere i tre grammi giornalieri di Omega 3 raccomandati per il fabbisogno giornaliero, il miglior modo è quello di consumare gli alimenti che li contengono come i cereali, i legumi, in particolare i ceci, la frutta secca, come noci, arachidi, pistacchi o mandorle e l’olio di lino e altri oli vegetali, ma l’alimento vegetale che contiene il più alto tenore di acidi grassi omega 3 sono i semi di CHIA :

La conferma del ruolo fondamentale svolto dagli omega 3 nel mantenimento della “freschezza” e prontezza cerebrale, così come della memoria, arriva da una recente ricerca dell’Università della California di Los Angeles, pubblicata sulle pagine della rivista Neurology. Gli esperti d’oltreoceano hanno esaminato 1575 persone (età media 67 anni), sottoponendole a risonanza magnetica e a test cognitivi.

“Le persone con livelli più bassi di omega-3, inclusi l’acido docosaesaenoico (Dha) e l’acido eicosapentaenoico (Epa), nel sangue hanno un volume cerebrale inferiore equivalente a circa due anni di invecchiamento della struttura cerebrale” ha osservato uno degli autori della ricerca.

(Fonte www.tantasalute.it)

Le Vitamine per salvare la Memoria

“Mens sana in corpore sano”, scriveva Giovenale nel primo secondo dopo Cristo. Una frase che spiega come anche dall’antichità fosse sentito il rapporto fra una vita sana e una mente brillante. Una tesi confermata anche da numerose ricerche, che hanno anche evidenziato l’importanza di un’alimentazione corretta. Una recente ricerca realizzata dai ricercatori dell’Oregon Health & Science University di Portland dimostra come una dieta ricca di vitamine e omega 3 protegge il cervello dalle alterazioni tipiche dell’avanzare dell’età.

Tutte le vitamine hanno un ruolo importante per il funzionamento dell’organismo, dato che ogni carenza genera un deficit diverso nel corpo. Per mantenere sempre attive le funzioni del cervello, sono fondamentali le vitamine antiossidanti, come la C e la E, e tutte le altre, ognuno ha un suo specifico ruolo e si può trovare in alimenti differenti.

Vitamica C: potenzia il sistema immunitario ed è utile per la prevenzione delle malattie da raffreddamento. Ottime quantità si trovano nel kiwi, ribes, agrumi, rucola, broccoli e cavoli.

Vitamina E: è l’antiossidante per eccellenza, protegge dall’invecchiamento tutto il corpo, dalla pelle al cervello e abbassa i livelli di colesterolo. Si trova soprattutto nell’olio extravergine di oliva, nella frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole e arachidi).

Vitamina D: favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo e rafforza il sistema immunitario. L’organismo riesce a produrla da sé sfruttando i raggi solari: per questo occorre stare all’aria aperta, anche per pochi minuti, ma tutti i giorni. Non sono molti gli alimenti che ne contengono una quantità apprezzabile. Ne è particolarmente ricco l’olio di fegato di merluzzo, ma è presente anche nel salmone e nelle aringhe, nel latte e derivati, nelle uova e nelle verdure a foglia.

Il gruppo delle vitamine B: ha un ruolo essenziale per il buon funzionamento del sistema nervoso. I cereali integrali, i legumi, la carne, le verdure, il latte, le uova e la soia sono ricche di vitamine di questo gruppo. (fonte www.freshplaza.it)

Come Prevenire l’Invecchiamento Cerebrale e Migliorare la Memoria, il Decalogo per un cervello sano

Il nostro cervello inizia a perdere colpi ben prima della fatidica soglia della terza età. Un recente studio, pubblicato sul British Medical Journal, ha infatti appurato che il declino cognitivo ha inizio intorno ai 45 anni.

Per proteggerci dal rischio di demenza senile e mantenere il nostro cervello sano ed in forma, restando lucidi, è meglio dunque correre ai ripari senza aspettare che spunti il primo capello bianco. Prevenzione è la parola d’ordine.

Qualche segreto e dritta per migliorare la memoria e mantenerci sani di mente ci arriva dal dottor Wesson Ashford della Memory Screening Advisory Board dell’Alzheimer’s Foundation of America, senior editor del Journal of Alzheimer’s Disease. Ashford ha creato il MemTrax, un test di screening per la memoria. Dopo il salto il decalogo stilato da Ashford per prevenire il declino cognitivo ed avere un cervello sano ed in forma, a dispetto degli anni che avanzano.

 
  • Fare esercizio fisico. Un buon allenamento, svolto con regolarità ma soprattutto completo, che unisca attività aerobiche ad esercizi di stretching e di resistenza.
  • Una vita sociale attiva. Chiacchierare, conoscere nuove persone, partecipare ad attività di gruppo sono tutti modi semplici per stimolare il cervello. Lasciamoci coinvolgere dagli altri, senza isolarci ed il nostro cervello resterà acceso e reattivo agli stimoli esterni.
  • Una dieta sana, equilibrata e ricca di vitamine. Bisogna mangiare tanta frutta e verdura. In particolare bisogna tenere sotto controllo i livelli di vitamina B-12 che non dovrebbero scendere sotto i 400 mcg/100 ml. Parlatene con il medico per valutare se avete bisogno di integratori. Anche i livelli di vitamina D non devono mai crollare.
  • Raggiungere e mantenere il peso forma. D’altra parte, fa notare Ashford, questo punto è una conseguenza del punto 1 e 3: se facciamo esercizio fisico e mangiamo sano, non avremo problemi di peso.
  • Sviluppare l’equilibrio con esercizi mirati per evitare cadute e proteggere sempre la testa dai traumi. Spesso non ci prestiamo una grande attenzione ma è molto importante.
  • Parlare con il medico curante di qualsiasi disturbo, anche muscolare, avvertito. A volte il declino cognitivo è influenzato da fattori fisici ed ormonali e da altri disturbi di salute. Monitorare la funzionalità della tiroide e curare le infiammazioni muscolari è di cruciale importanza.
  • Anche la salute del cuore va monitorata. La pressione sistolica dovrebbe sempre essere inferiore a 130, mentre la pressione sanguigna diastolica inferiore a 85. Il colesterolo va tenuto sotto controllo. Chiedete al medico se è il caso di assumere statine o farmaci per migliorare la funzionalità cardiaca e scongiurare malattie.
  • Dormire bene ovvero il giusto numero di ore e senza interruzioni. Un sonno di qualità, insomma. Imparare a gestire lo stress con la meditazione e lo yoga è utile a riposare meglio. L’insonnia va curata con farmaci suggeriti dal medico o rimedi naturali ed un ambiente conciliante. Anche l’apnea del sonno non è un disturbo da trascurare.
  • Mantenere allenata la memoria, imparando una nuova lingua, iscrivendosi ad un corso qualsiasi per apprendere nuove nozioni, risolvendo enigmi e tenendosi impegnati con puzzle complessi.
  • La memoria va controllata periodicamente. Se avete difficoltà a memorizzare e ricordare e siete spesso distratti, chiedete consiglio al medico che individuerà le cause scatenanti il declino cognitivo, dall’età che avanza allo stress, e vi suggerirà i rimedi e le cure più appropriate. (fonte www.benessereblog.it/)