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Prugne Secche, Proprietà e Calorie

proprietà calorie prugne seccheLe prugne secche sono una mamma per la salute.
Sono estremamente energetiche, senza essere eccessivamente caloriche. Possono quindi essere uno snack delizioso, per rompere la fame tra un pasto e l’altro senza appesantire la linea.

Quali sono le proprietà?
Le prugne sono diuretiche e disintossicanti, risultano quindi ideali se state cercando di rendere la vostra dieta detox, soprattutto in vista dell’estate. Sono indicate per regolarizzare l’attività del fegato e quella dell’intestino: è noto che siano dei lassativi naturali, sia per la grande quantità di fibre contenute, sia perché contengono la difenilisatina, una sostanza che stimola i movimenti dell’intestino che servono a favorire l’evacuazione delle feci. A questo vanno aggiunti il fruttosio e il sorbitolo, due zuccheri che favoriscono il transito intestinale.

Non è tutto. Contengono molti minerali, tra cui potassio, magnesio e zinco: sono quindi indicate per mantenere il delicato bilancio dell’equilibrio idroelettrolitico dell’organismo, con benefici effetti sul metabolismo. Inoltre, se in estate siete solite perdere molti liquidi, oltre a bere acqua, ricordate di mangiare3-4 prugne secche al giorno: sicuramente terrete alla larga i crampi.

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Perdere Peso con la Frutta Secca

Perdere peso consumando solo frutta secca è impossibile. Quelli che vi forniamo oggi non sono i consigli per intraprendere una dieta con un solo alimento, quanto come inserire noci, pistacchi e mandorle all’interno della vostra alimentazione per ottenere dei risultati sorprendenti, come il mantenimento del peso forma, il colesterolo basso, un sistema immunitario sano e ben funzionante, tutto questo, associato al piacere di mangiare bene e con gusto. Prima di iniziare il nostro viaggio, dobbiamo fare una distinzione. La frutta secca può essere suddivisa in 2 categorie, quella glucidica e quella lipidica. Questi due termini possono sembrarci un po’ strani, ma definiscono le proprietà nutrizionali di questi prodotti.

Frutta secca glucidica e lipidica

La frutta secca glucidica è quella frutta povera di grassi, ma ricca di zuccheri come ananas, mele, albicocche, prugne, fichi. In questo specifico caso, più che secca possiamo definirla frutta disidratata o essiccata, ovvero si può consumare anche fresca. Quella invece lipidica, al contrario, è ricca di grassi, ma povera di zuccheri. In questa seconda categoria possiamo mettere la frutta propriamente detta secca, come mandorle, le noci, i pinoli, i pistacchi, ecc. Quest’ultima è ricca di proteine ed è particolarmente energica. Ciò che la rende davvero importante per la linea e per la salute sta nel fatto che contiene fibre e acidi grassi mono e polisaturi. Questi elementi prevengono l’obesità e il diabete, inoltre, grazie alla presenza di fibre aiutano il transito intestinale e a regolarizzare l’intestino. Spesso il peso è dato dalla stipsi o da una dieta povera di frutta e verdura.

Le dosi quotidiane

Per ottenere tutti i benefici elencati fino adesso, però, è molto importante fare attenzione alle dosi. Che sia frutta essicata o secca (quest’ultima è quella che consiglio) va mangiata con moderazione, perché altrimenti le troppe calorie potrebbero far ingrassare. In linea di massima, si consiglia una manciata al giorno, in termini un po’ più tecnici 10-20 grammi. I nutrizionisti sostengono che per mantenere il colesterolo basso ci vogliano massimo 4 noci al giorno (che con il guscio pesano circa 60 grammi e hanno lo stesso apporto di Omega 3 di un piatto di pesce). Il dottor Carlo Lesi, direttore dell’Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda Usl di Bologna, ha commentato: “Noci, nocciole, pistacchi e mandorle sono alimenti ipercalorici per la ricchezza in grassi, per cui sono alimenti sconsigliati nelle persone che vogliono perdere peso, a meno che non vengano assunti al posto di altri alimenti ricchi di grassi saturi a funzione aterogena e di origine animale: carne, formaggio, insaccati, uova“.

Anacardi, nocciole e pistacchi

Dopo aver parlato di noci e mandorle, analizziamo altri tre prodotti molto tipici, gli anacardi, le nocciole e i pistacchi. Gli anacardi sono dei semi di arachide, molto ricchi di minerali e con alto contenuto di fibre vitamina E. La dose massima consigliata al giorno è di 20 grammi, perché pieni di lipidi. Poi abbiamo le nocciole, un simbolo Igp italiano. Se assunte in piccole quantità (sempre non più di 20 grammi) hanno proprietà antiossidanti, ricostituenti, ipoglicemizzanti e ipocolesterolemizzanti. Si consiglia di mangiarle come snack, possibilmente lontano dai pasti e in abbinamento di qualche frutto polposo, come un kiwi o una mela. Infine, i pistacchi. Alcuni studi hanno dimostrato che mangiare questo frutto, con il guscio, sia d’aiuto a perdere peso, perché il cervello ingannato dall’enorme volume di scarto si convince di non avere più fame. Si consiglia sempre di rispettare la dose indicata e di acquistare solo prodotti naturali, possibilmente privi di salatura. (fonte dieta.pourfemme.it)

Le Proprieta’ Antiossidanti naturali delle Prugne

Anche le prugne possono essere annoverate tra gli alimenti più ricchi di antiossidanti naturali che, come sappiamo, aiutano nella lotta ai radicali liberi e all’invecchiamento precoce, non solo della pelle, ma di tutto l’organismo.

Le prugne sono proprio tra i frutti più antiossidanti (contengono ben 6.259 Orac, l’unità di misura degli antiossidanti, per 100 grammi di prodotto), seconde solo ai mirtilli (che contengono 6.552 Orac per 100 grammi). A seguire, le fragole, con 3.577 Orac, poi i fichi con 3.200 Orac per 100 grammi di prodotto.

Più in basso troviamo le pesche e le albicocche, che si attestano più o meno sui 1000 Orac per 100 grammi. (fonte www.freshplaza.it)

Le Vitamine nella Buccia di Frutta e Verdura

Sali minerali, vitamine e oligoelementi che si trovano nella buccia della verdura e della frutta sono preziosi aiuti per il benessere del nostro organismo. Ecco un elenco di ortofrutticoli che si possono mangiare con la buccia e che apportano nutrienti importanti per il nostro organismo.

Prugne
Sono ricche di fibre, sali minerali (in particolare potassio) e vitamina A. Hanno proprietà diuretiche, lassative, disintossicanti e decongestionanti. Le prugne nere sono ricche di flavonoidi, sostanze antiossidanti utili per contrastare l’invecchiamento dei radicali liberi.

Zucchine
Contengono vitamina B1, B2, PP, C, calcio, potassio, ferro e fosforo e alte quantità di acido folico (o Vitamina B9), vitamina importante per la fluidità del sangue e l’equilibrio cellulare dei tessuti. Per non disperdere queste vitamine è importante mangiarle crude, tagliate ad esempio a rondelle o alla Julienne e aggiunte alle insalate.

Mele
Ottima fonte di vitamina C, PP, B1, B2, A, potassio, zolfo, fosforo, calcio, sodio, ferro, oltre a fruttosio uno zucchero a basso indice glicemico, acido malico e pectina, una fibra utile per la regolarità intestinale.

Cetrioli
La buccia contiene potassio, calcio, fosforo, ferro e in particolare silicio che contribuisce alla formazione della cheratina e del collageno, elementi essenziali per la crescita dei capelli e della pelle. Ha proprietà depurative, antinfiammatorie e diuretiche e antigottose. (fonte www.freshplaza.it).

Il nuovo Superfrutto antiossidante è la Guava

Non tutti conoscono la guava. Si tratta di un superfrutto proveniente dall’America Centrale ed è un prodotto dalle proprietà straordinarie. Lo ha incoronato così il National Institute of Nutrition di Hyderabad, in India, i cui ricercatori hanno stilato la classifica dei frutti più antiossidanti presenti in natura. Indovinate un po’? Al primo posto c’è proprio la guava, seguita da prugne e mango. È un’ottima notizia, perché ci permette di impostare la nostra dieta favorendo certi alimenti.

Ripetiamo ancora una volta che gli antiossidanti sono importante perché prevengono l’ossidazione del corpo, l’invecchiamento cellulare e lo sviluppo di tumori. Si trovano prevalentemente nella frutta e nella verdura, soprattutto se consumata cruda.
 
La guava contiene 500 milligrammi di antiossidanti ogni 100 grammi di polpa e questa dose lo classifica il frutto più protettivo contro lo stress ossidativo. Seguono le prugne, con 330 mg (e anche questa è davvero una novità) e poi il mango con 170 mg.
 
Tutti quei prodotti che abbiamo sempre decantato? Ovviamente ci sono anche loro. Per esempio, non manca il melograno (135 mg), mentre le mele contengono solo il 25% degli antiossidanti della guava (circa 125 m ogni 100 grammi di peso). Più in basso, nella classifica incontriamo la papaya (60mg) e le banane (30mg). (fonte dieta.pourfemme.it/)

Prugne e susine, una nuova prevenzione alimentare dell’osteoporosi

Leggo su papille vagabonde e riporto…

In questi giorni si è diffusa la notizia di uno studio fatto da Hooshmand S e c, pubblicato sul British Journaìl of Nutrition Maggio 2011 , il quale sottolinea che 100 g. di prugne secche al giorno possono ridurre la perdita di calcio ed migliorare i parametri d’ ossificazione. La notizia non è proprio nuova ma da diversi anni le proprietà delle prugne in merito alla prevenzione dell’osteoporosi è nota, tuttavia vorrei fare due osservazioni, non è mai un alimento da solo e in una sola fase della vita che può prevenire una malattia complessa come l’osteoporosi, va valutata l’alimentazione in generale e non solo quella, in merito alle prugne, va anche detto che 100 grammi di prugne secche al giorno non sono poi così facili da inserire nell’alimentazione della terza età, hanno un contributo calorico non indifferente e in taluni soggetti sensibili come coloro che hanno la sindrome da intestino irritabile potrebbero dare dei problemi non trascurabili.
 
Non è la prima volta che parlo di osteoporosi, un argomento che affronto spesso perché è un problema che coinvolge un numero alto di persone, una malattia che richiede più attenzione quando si è giovani, per raggiungere il picco di massa ossea, ma è una malattia del quale si diventa consapevoli quando è troppo tardi per intervenire.
 
Osteoporosi e l’equilibrio acido base
L’osteoporosi è una malattia multifattoriale fattori genetici, ma anche fattori ambientali come stile di vita sedentario, infiammazioni croniche e in particolare alcuni ricercatori come Sebastian A, Harris ST, Ottaway JH, Todd KM, Morris Jr, si sono concentrati sull’ equilibrio dell’acido base del nostro organismo. Osteoporosi secondo questi ricercatori sarebbe dovuta all’alterazione dell’equilibrio dell’acido base. Per sintetizzare dirò che è un sistema fisiologico che influenza la perdita e recupero del calcio nelle ossa che viene alterato dal nostro stile di vita, dalle nostre scelte alimentari e da fattori ambientali.
Come contrastare questo squilibrio nel nostro organismo nell’alimentazione consigliano una dieta meno ricca di cibi acidificanti come proteine animali, o cibi ricchi di sale con cibi alcalinizzanti come frutta e verdura che forniscono elementi come i sali di potassio utili per l’equilibrio dell’acido base. Nonostante su questa teoria io abbia delle perplessità, ha alcuni punti che sono interessanti e potrebbero fornire delle prospettive utili, non è casuale che diversi studi epidemiologici sulla popolazione della terza età hanno messo in luce la malnutrizione della terza età,  l’eccessivo consumo di proteine animali, l’eccessivo consumo di sale e la carenza di frutta e verdura nella dieta, potrebbe esserci una relazione.
 
Latte, Calcio e Osteoporosi qualche perplessità
In merito alle proteine del latte in rapporto all’osteoporosi il Prof. Walter Willett dell’ Università di Harvard  ha dichiarato in una intervista che non siamo riusciti a trovare una relazione tra la qualità ossea nei soggetti anziani e consumo di prodotti lattiero-caseari. L’osteoporosi è un problema di crescente preoccupazione per l’invecchiamento della popolazione, ma  il latte alimentare e i suioi porodotti non è la soluzione. L’esercizio fisico abbiamo visto e scientificato provato che aiuta, ma sull’utilità del consumo eccessivo di prodotti derivati del latte abbiamo poche prove
Credo sia importante dare voce anche a queste nuove idee e punti di vista, la ricerca non deve speventarsi di fronte e nuovi possibili contributi.

Oltre a una dieta più equilibrata nella prevenzione dell’ Osteoporosi il prof. Willet raccomanda  :
– Eseguire regolarmente esercizio fisico
– Le raccomandazioni dell’attenzione al consumo di omega-3, vi ricordate le tabelle dell’omega tre , pesce, noci e anche la Chia.
– Il controllo dell’assunzione della vitamina D
–  Il controllo e  l’assunzione di vitamina K , diversi studi hanno dimostrato l’importanza della relazione tra la vitamina K e la prevenzione dell’osteoporosi.
Quindi in questa nuova prospettiva l’assunzione di prugne e susine, rientra negli apporti raccomandati di frutta e verdura, le 5 porzioni di frutta e verdura giornaliere vanno considerate come minimo, ora che ci sono le prugne fresche di stagione è un ottima idea consumarle come meglio piace, perché in qualsiasi caso oltre a migliorare il transito intestinale per la loro ricchezza d’acqua e fibre, potrebbero essere utili come prevenzione dell’osteoporosi, ma inteso come più consumo di frutta e verdura
Una nota sulle prugne, ricordate che un consumo giornaliero di prugne può all’interno di una dieta equilibrata diminuire i livelli di colesterolo cattivo LDL e contribuire a prevenire l’innalzamento del colesterolo sanguigno.
Consentitemi una piccola nota storica sulle prugne, la cui diffusione in Europa della Prugna (Prunus Domestica) la si deve alla diffusione dei conventi e dei monasteri, in particolare dell’ordine benedettino, la prugna che noi oggi conosciamo deriva da un incrocio di prugne selvatiche Prunus cerasifera et Prunus spinosa nella regione del mar caspio. Alberi di prugne selvatiche sono presenti in tutti i continenti. I monaci sceglievano gli alberi di prugno perchè si adattavano facilmente ai terreni fino all’altezza di 1.500 slm, i conventi erano sempre spesso sulle cime dei monti o dei colli, gli alberi di prugne fioriscono tardi e sono meno soggetti a gelate rispetto ad altri frutti, non necessitano di molto lavoro, in più i frutti potevano essere messi a seccare e costituivano un ottima fonte di zuccheri e riserva di provviste. La prugna di Damasco, che viene classificata come una varietà di Prunus domestica  compare nei giardini europei attorno al ‘400 , e darà origine alle più note mirabelles, quelle della foto.

Prugne, tutte le varietà delle Susine

Le susine (o prugne) sono tra i frutti dell’estate più apprezzati e ricchi di proprietà benefiche. Gli alberi da frutto che le producono possiedono la capacità di resistere molto bene al freddo e alle gelate e sanno adattarsi in presenza di terreni calcarei e argillosi. Le aree di maggiore produzione a livello mondiale sono l’Europa, la Cina e gli Stati Uniti, da dove provengono le celebri prugne della California. In Italia, le regioni dove le susine vengono maggiormente coltivate sono: Campania, Emilia Romagna, Marche, Lazio, Abruzzo, Piemonte e Trentino Alto Adige.

Normalmente si parla di susine intendendo i frutti freschi e di prugne riferendosi ai frutti essiccati. La forma dei frutti è leggermente allungata e il colore della buccia può variare, a seconda delle varietà, dal giallo, all’arancio, al verde al blu violaceo. Le susine possono essere consumate al naturale oppure possono essere cotte ed utilizzate per la preparazione di marmellate, composte, sciroppi, gelatine e dolci di vario tipo. In estate risultano particolarmente gradevoli unite ad altra frutta di stagione nella preparazione di macedonie e frullati freschi.

Al momento dell’acquisto, scegliete susine non troppo acerbe, poiché questi frutti maturano a fatica una volta colti. Lasciateli fuori dal frigorifero per favorirne la maturazione. Una volta ben mature, le susine si conservano in frigorifero per una settimana circa. Le susine possono essere consumate sia con che senza buccia. A seconda della varietà, la polpa può risultare più o meno morbida e succosa e il sapore più o meno acidulo.

Le proprietà  benefiche

Le susine sono ricche di vitamina A, che possiede un forte potere antiossidante ed è dunque molto utile per combattere l’invecchiamento e contro le malattie degenerative. La vitamina A ha inoltre effetti benefici su pelle, unghie e capelli. I frutti freschi sono molto indicati in caso di stanchezza fisica o mentale, dovuta al lavoro intellettuale. Hanno inoltre proprietà diuretiche, stimolanti per il sistema nervoso e decongestionanti per il fegato. Consumati allo stato secco, i frutti aiutano il lavoro dell’intestino. Le susine sono inoltre ricche di potassio, che è necessario reintegrare nel nostro organismo in particolare d’estate e in presenza di climi afosi, quando viene più facilmente espulso dal nostro organismo attraverso il sudore. Sono inoltre ricche di magnesiocalciofosforo, indicate dunque per anzianibambini e per tutti coloro che soffrono di spossatezza all’arrivo dei primi caldi.

Le varietà  più importanti


  • Agostana: varietà di origine italiana con frutti piccoli e di colore rosso; la polpa è gialla e dal gusto gradevole, adatta per realizzare liquori e confetture.
  • Anna Spath: frutti medio grandi con buccia dal rosso porpora al blu violetto e polpa giallo verdastra, soda e zuccherina, ma non molto succosa.
  • Bella di Lovanio: frutti grandi, di forma ellissoidale e simmetrica; la loro buccia è di colore violaceo e la polpa è giallo-ambrata, non molto dolce.
  • Bianca di Milano: frutti rotondi che si distinguono per la buccia verde chiaro e per la polpa gialla e zuccherina.
  • Burbank: frutti grandi con buccia rosso scuro e polpa gialla.
  • California Blue: frutti dal colore blu, tendente al violaceo, e dalla forma tondeggiante.
  • Florentia: frutti sferici o cuoriformi, di colore giallo venato di rosso, con buccia acidula e polpa molto dolce e succosa.
  • Ozark Premier: frutti di colore rosso, grossi e tondeggianti, con polpa gialla chiara; maturano alla fine di luglio.
  • Regina Claudia: frutti di forma sferica e di colore verde, tendente al giallo a maturazione completa.
  • Rusticana: frutti piccoli, di colore rosso o giallo, che vengono spesso chiamati rusticani.
  • Ruth Gastetter: varietà che si riconosce per la buccia color viola scuro e per la polpa gialla e succosa.
  • Sangue di drago: varietà di origine italiana, dalla buccia rosso-viola e dalla polpa gialla e molto dolce.
  • San Pietro: è tra le prime varietà a maturare: la forma dei frutti è ovoidale e la buccia è di colore verde, tendente al giallo a maturazione completa.
  • Santa Rosa: i frutti di questa varietà sono grandi e di forma sferica; la loro buccia si distingue per il colore rosso scuro, mentre la polpa è di colore giallo o leggermente rosata.
  • Shiro: varietà detta anche Goccia d’Oro per l’aspetto dei suoi frutti, di colore giallo dorato; la maturazione avviene nel mese di luglio.
  • Stanley: i frutti di questa varietà sono grossi e dalla forma ovoidale; il colore che li caratterizza è il viola scuro; maturano da agosto a settembre sono ottimi anche essiccati.
  • Sugar: varietà dai frutti molto zuccherini ed adatti ad essere essiccati.
  • Verdacchia: varietà molto antica e di origine italiana; la forma dei frutti è allungata e sia la buccia che la polpa sono di colore giallo-verdastro; i frutti sono succosi e dolci solo a maturazione avvenuta (fonte  greenme.it)