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Con i Sali Minerali una Salute a prova di Bomba

Siamo finalmente in primavera, ma spesso arriviamo a questo momento dell’anno con l’energia vitale al minimo; per rifiorire assieme alla natura affidati a degli integratori davvero speciali

in privamera assumere sali minieraliLe donne lo sanno bene: la fine dell’inverno è uno dei periodi più delicati per il benessere psicofisico. Il “disgelo” è una manna, ma i lunghi mesi invernali hanno lasciato il segno, e l’inizio stesso della primavera non è esente da pericoli: l’energia esplosiva della natura che rinasce richiede uno sforzo, uno stress di adattamento che possiamo affrontare al meglio per vivere in piena forma i mesi a venire. Vediamo come.

Il benessere della persona alla portata di tutti

Mangiare bene aiuta, ma non basta

Un fatto è certo: mai come ora dobbiamo fare attenzione a quel che mangiamo per rinforzare le difese immunitarie, che fra pochi giorni saranno anche sotto l’attacco delle prime allergie. Ma alimentarsi bene non è sufficiente, se nel nostro corpo mancano alcune sostanze fondamentali che nei cibi sono sì presenti, ma in quantità troppo basse. Siamo parlando dei micronutrienti, sostanze in grado di portare i loro benefici effetti direttamente dentro le cellule. Quali sono? I sali minerali e le vitamine, che possiamo assumere sotto forma di integratori.

I sali minerali da medaglia d’oro
Fra i diversi sali minerali, alcuni meritano un’attenzione speciale, tante sono le loro qualità.

Il magnesio è un antistress per eccellenza in grado di aiutare il sistema nervoso, lenire i crampi alle ossa e armonizzare il metabolismo.

Il ferro è essenziale per la formazione dei globuli rossi nel sangue e quindi “garante” dell’ossigenazione degli organi, in particolare del cervello.

Il potassio combatte l’insonnia,  la stanchezza muscolare e l’astenia di primavera,  oltre a reidratare in profondità tutto l’organismo.

Il selenio rinforza il sistema immunitario e migliora la salute di unghie e capelli.

Il calcio è il principale ricostituente delle ossa e regola la contrazione muscolare, intervenendo anche nei processi di coagulazione del sangue e di trasmissione degli impulsi nervosi.

(Leggi l’articolo completo su http://www.riza.it/benessere/integratori/3723/con-i-sali-minerali-una-salute-a-prova-di-bomba.html)

I Cereali

Noi italiani siamo abituati a pensare soltanto alla pasta quando si parla di cereali, e invece questo è un mondo ben più ricco!
I cereali che mettiamo in tavola devono essere variati, in qualsiasi negozio di alimentazione naturale potremo trovare l’avena, l’orzo, il grano saraceno, il riso, il farro, il miglio, il mais, il kamut® e i più rari amaranto e quinoa.
Si possono mangiare in minestra ma anche in insalata, ricette facilissime, rapidissime e ricche di nutrienti preziosi.L’uso eccessivo di farine raffinate ha portato ad un deficit di vitamine (gruppo B), minerali (calcio e magnesio) e oligoelementi (selenio e zinco) che sono contenuti nella parte più esterna del chicco, per cui largo ai cereali integrali da alternare con gli altri!
(fonte www.altrasalute.it/)

Sali Minerali: le Patate sono una fonte preziosa

sali minerali sono estremamente importanti e bisogna imparare ad assurmerli correttamente con la dieta. Per questo motivo, oggi, parliamo delle patate, amatissime dai bambini, che si prestano per essere cucinate in numerosi modi diversi. Ciò che le rende speciali però non è solo il gusto, ma le proprietà. Sono, infatti, ricche di minerali, fibre e vitamine. Per entrare un po’ più nel dettaglio una patata media, di poco più di un etto, fornisce 45% della dose giornaliera raccomandata di vitamina C. Inoltre, contiene vitamina B5, tiamina, riboflavina, folati, niacina, magnesio, fosforo, ferro e zinco.

I composti fitochimici al suo interno sono numerosi. Possiamo, infatti, trovare tracce di carotenoidi e di polifenoli, mentre è povera di grassi e di proteine. Seppur quindi abbastanza light, la patata non è considerata totalmente dietetica, proprio per il suo scarso apporto proteico, mentre contiene molti carboidrati (quasi il 20 percento).

Come può essere cucinata? Ovviamente ci sono numerosi modi e tutti molto gustosi, ma per fare in modo che il tubero conservi le sue proprietà, le cotture al forno o alla brace si prestano decisamente bene. Questa raccomandazione vale un po’ per tutte le verdure: evitate le fritture, che sono tanto buone, ma fanno ingrassare. Se, invece, volete fare il pieno di antiossidanti, si consigliano le patate dolci, molto efficaci contro l’invecchiamento.

Se state seguendo una dieta ipocalorica, le patate vanno benissimo. Il problema non è il tubero in sé, quanto il condimento. Annegate nell’olio, nel burro o nella panna acida come fanno in America non possono essere dietetiche, mentre bollite e poi condite con un cucchiaino di extravergine sono decisamente meno caloriche. (fonte dieta.pourfemme.it)

Cetrioli, Proprietà e Benefici

La pianta del cetriolo, nome scientifico Cucumis Sativus, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, cresce generalmente in paesi con clima caldo o temperato; il cetriolo è originario probabilmente dell’ Himalaya dove appunto si hanno notizia delle prime coltivazioni di questo ortaggio.
Il cetriolo si presenta con una forma allungata la cui lunghezza può arrivare a 30 cm., la buccia è di colore verde scuro ricoperta da piccole protuberanze mentre la polpa è di colore verde chiaro con all’interno i semi bianchi.
Le varietà più diffuse in Italia sono il Parigino, il Verde Lungo d’Italia, il Marketer ed il Mezzo Lungo Bianco; le regioni in cui viene maggiormente prodotto il cetriolo sono invece Lazio, Veneto e Puglia.

I cetrioli contengono il 96,7 % di acqua, il 2,1% di carboidrati, zuccheri, ceneri, proteine, grassi, fibre ed amido; i minerali contenuti nel cetriolo sono il calcio, il potassio, il fosforo, il sodio, il magnesio ed il fluoro. In piccolissima percentuale troviamo invece zinco, rame e manganese.Sul fronte delle vitamine citiamo: vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, k e J; presente in bassissima percentuale anche la vitamina E; gli zuccheri presenti nei cetrioli sono destrosio e fruttosio.
Questi gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, arginina, alanina, cistina, fenilananina, glicina, isoleucina, lisina, leucina, serina, treonina, valina e prolina.

I cetrioli sono molto ricchi d’acqua e per questo motivo posseggono proprietà depurative e rinfrescanti in grado quindi di apportare benefici ai reni; grazie al loro apporto calorico molto basso e soprattutto al loro contenuto di acido tartarico, i cetrioli sono spesso inseriti in svariate diete dimagranti. L’acido tartarico ha infatti la proprietà di impedire che i carboidrati immessi nel nostro organismo si trasformino in grassi.Oltre a queste caratteristiche il cetriolo ha proprietà antinfiammatorie e diuretiche ed è in grado di contrastare la gotta e l’artrosi; il suo consumo è consigliato anche per la prevenzione dei calcoli ai reni ed alla vescica e, in quanto quasi privo di zuccheri, è un alimento indicato per tutti quei soggetti con glicemia alta ed a rischio diabete.In ultimo la sua assunzione si è rivelata utile anche in casi di febbre, raffreddore e disturbi legati al raffreddamento in generale; i suoi semi hanno rivelato vere e proprie proprietà vermifughe, in particolar modo della tenia, anche se ultimamente, a causa delle condizioni igieniche migliorate, questa patologia è molto più rara rispetto al passato.

Il cetriolo contiene inoltre sostanze in grado di attenuare e contrastare le infezioni della pelle, per questo motivo viene spesso utilizzato per la produzione di maschere di bellezza ed è quindi molto indicato per la cura della pelle.
I dermatologi consigliano il suo impiego anche in caso di scottature dovute all’esposizione ai raggi del sole e, se utilizzato in modo costante, pare sia in grado di rallentare l’insorgere delle rughe. Con la polpa del cetriolo si ottengono maschere rinfrescanti, con i semi si preparano invece maschere rassodanti mentre il succo è utilizzato per fare impacchi a carattere lenitivo su pelli particolarmente irritabili.

Un vecchio “rimedio della nonna” sostiene che per ridurre il gonfiore degli occhi, ravvivare le sguardo e ridurre le borse sotto agli occhi è necessario applicare due fette di cetriolo sugli occhi per un quarto d’ora.

L’acido tartarico presente nei cetrioli come abbiamo visto svolge un ruolo importante nel metabolismo del corpo umano; questo acido viene però distrutto dal calore della cottura e per questo motivo è indispensabile mangiare i cetrioli crudi. Siccome la digestione dei cetrioli crudi risulta difficile nella maggior parte dei casi c’è chi consiglia di tagliarlo a fette e di metterlo sotto sale qualche ora prima di consumarlo per ovviare a questo “inconveniente”.

Dopo l’acquisto i cetrioli possono essere conservati in frigorifero per un periodo non superiore ai dieci giorni.

I cetrioli con dimensioni più piccole vengono generalmente utilizzati per la conservazione sott’ aceto. (fonte http://oknotizie.virgilio.it)

Menopausa: i rimedi Naturali

Per molte donne il cammino verso e attraverso la menopausa può essere difficile, accompagnato da sintomi spiacevoli, fisici, mentali ed emotivi.

Fluttuazioni ormonali, aumento del peso corporeo, sbalzi di umore, depressione, notti insonni, dolori articolari e vampate di calore sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano la cosiddetta sindrome premenopausa, ma che fortunatamente possono essere agevolmente controllati ed alleviati ricorrendo a vitamine e minerali che si possono assumere attraverso una sana e corretta alimentazione composta soprattutto da frutta e verdura.

E’ risaputo inoltre che il fabbisogno di alcuni nutrienti aumenta durante la menopausa, ed è spesso pertanto necessaria una loro integrazione specifica. Tra questi nutrienti si ricordano la vitamina D, il calcio, il magnesio e lo zinco.

Vitamina D. Il principale ruolo della vitamina D è il mantenimento di adeguati livelli plasmatici di calcio, in grado di proteggere le ossa dalla demineralizzazione e quindi prevenire l’osteoporosi.

E’ noto che durante la menopausa il processo di demineralizzazione delle ossa accelera enormemente, ed è proprio per questo che l’integrazione della dieta con vitamina D viene sempre raccomandata dalla maggior parte dei medici. Una quotidiana esposizione al sole assicura una buona dose di vitamina D.

Calciomagnesio e zinco. Il calcio rappresenta il principale minerale dell’organismo ed è presente in massima concentrazione nei tessuti duri delle ossa e dei denti.

Oltre ad un ruolo strutturale nella composizione delle ossa, il calcio svolge numerosi altri ruoli nell’organismo, tanto che una sua carenza può condurre, oltre che all’osteoporosi e ad un aumentato rischio di fratture ossee, a debolezza muscolare, palpitazioni cardiache, insonnia, irritabilità e fragilità delle unghie.

La perdita di calcio dalle ossa inizia in genere dopo i 30 anni di età, ed è particolarmente marcata nelle donne durante la menopausa. E’ per questo che la dieta dovrebbe essere arricchita con alimenti ad alto contenuto in calcio (tra i vegetali si trova in quelli a foglia verde, fagioli, soia, lenticchie, piselli e patate).

Per favorire l’assorbimento intestinale del calcio, è utile inoltre ricorrere ad un’integrazione con zinco e magnesio, quest’ultimo efficace anche ad alleviare l’instabilità di umore, l’irritabilità, nonchè i disturbi del sonno.

Il magnesio lo si trova nel mondo vegetale nelle verdure a foglia verde, frutta seccalegumi, funghi, cereali integrali e banane.

(fonte www.viveremeglio.it)

Spinaci: Proprietà, Curiosità e Consigli

Gli spinaci altro non sono che le foglie dell’omonima pianta. Sono una delle verdure più conosciute in tutto il mondo ma hanno origini incerte: l’ipotesi più accreditata è quella che li fa arrivare dalla Persia, dove erano coltivati già nel 2000 a.C., per essere in seguito portati e diffusi in Cina prima e in Europa poi. Sono “famosi” per l’alto contenuto di ferro che li contraddistingue, tanto che fu inventato il personaggio di Braccio di Ferro a far da testimone per riuscire a farli mangiare ai più piccoli con la scusa di diventare così più forti. Pochi però sanno che in realtà, pur rimanendo una buona fonte di ferro, gli spinaci ne contengono una quantità minore di quanto si pensasse in passato. L’equivoco nacque – si racconta – dall’errore di un chimico che, analizzando le proprietà degli spinaci, trascrisse il valore percentuale di ferro sbagliando una virgola ai decimali e quindi il valore reale venne moltiplicato per 10.

Gli spinaci si classificano comunque tra gli ortaggi più salutari: ricchi di vitamina A e C, sono fonte anche di potassio, ferro e acido folico e hanno un basso contenuto calorico. Hanno foglie di colore verde intenso, carnose e consistenti, di forma e grandezze diverse a seconda delle varietà che sono diverse. Tra le più importanti troviamo: il Gigante d’inverno dalle foglie ampie e carnose, il Virofly dalle foglie grandi e tondeggianti, il Riccio d’Asti dalle foglie larghe e bollose, il Riccio di Castelnuovo dalle foglie arrotondate e carnose e il Merlo Nero dalle foglie arricciate.

In commercio si trovano sia freschi da pulire o già lavati e messi in sacchetti di plastica sigillati oppure ancora surgelati a cubetti o in foglie. Al momento dell’acquisto, per scegliere un prodotto fresco, bisogna fare attenzione alle foglie: esse devono avere colore intenso e brillante, senza parti ingiallite o appassite. Occorre avere molta cura nel pulirli e nel lavarli perché, crescendo a livello del terreno, raccolgono terra e impurità. Prima di tutto quindi bisogna togliere eventuali foglie ingiallite, staccare poi dalle restanti il picciolo alla base e lavarle con acqua fredda diverse volte per togliere tutte le impurità: il tutto deve avvenire però in tempi brevi per evitare di lasciare gli spinaci troppo tempo in acqua. La cottura è piuttosto breve, anche perché è consigliato cuocerli in pentola a pressione, ma se si vuole lessarli normalmente un piccolo trucco è non usare troppa acqua ma anzi lasciare quella che si è accumulata nelle foglie durante l’ultimo risciacquo. Per quanto riguarda invece la conservazione, è sconsigliabile conservarli già cotti anche se per 1 o 2 giorni al massimo si mantengono purché posti in frigo e in un contenitore ermetico; gli spinaci freschi invece, vanno lavati e asciugati e poi messi in frigorifero, nel reparto delle verdure, in sacchetti di plastica adatti oppure in sacchetti di carta (tipo quelli del pane) e lì si conservano per 2 o 3 giorni oppure ancora possono essere congelati. In ogni caso, la soluzione migliore è quella di consumarli freschi perché, conservandoli, si perdono molte delle loro proprietà.

In cucina gli spinaci si usano nei modi più svariati crudi e cotti: o semplicemente in insalata, saltati in padella o a vapore oppure si trovano in sformati, zuppe, minestroni, frittate, come ripieno di pasta fresca insieme alla ricotta, nell’impasto delle crocchette, nella preparazione di pasta verde come gli strangolapreti trentini o in piatti come la torta Pasqualina e l’erbazzone emiliano. (fonte cucina.bloglive.it)

Denti, Gengive e Alimentazione

La carie è il principale problema dentale negli Stati Uniti. La maggior parte delle carie è causata dal consumo continuo di zuccheri raffinati e amidi, che si mischiano alla saliva formando un acido che corrode lo smalto dei denti.
Si possono controllare le carie evitando cibi a base di carboidrati raffinati, seguendo una dieta nutritivamente equilibrata, e con un’attenta igiene orale, che comprende la spazzolatura dei denti e delle gengive. Oltre ad un’igiene insufficiente la carie può essere causata anche da infezioni, da malattie del sangue e da endocrinopatie. La pulizia degli spazi interdentali con il filo dentale dopo i pasti e le merende è una precauzione supplementare che permette di prevenire la perdita dei denti dovuta a malattie delle gengive.
Benché la carie costituisca la principale malattia dentale, un disturbo conosciuto come periodontite è responsabile della perdita di un numero maggiore di denti della carie. Tre americani su quattro vengono colpiti da problemi alle gengive di diverso tipo. L’infiammazione delle gengive inizia con la placca, un miscuglio di cibo, batteri e muco che si infiltra negli spazi tra i denti e le gengive. Questa sostanza, se non viene asportata dalla base dei denti con lo spazzolino, col filo interdentale o con la pulizia effettuata dal dentista, si indurisce e forma il tartaro che irrita e infetta le gengive.

Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. I bioflavonoidi, presenti negli alimenti ricchi di vitamina C sono benefici in caso di gengive che sanguinano.
Benché tutti i minerali e le vitamine siano necessari per la formazione e la salute dei denti, un’assunzione adeguata di vitamina C è specialmente utile per la prevenzione della gengivite e della piorrea dato che una carenza di questa vitamina può causare l’indebolimento e la rottura dei denti. Si ritiene che la vitamina A controlli lo sviluppo e la salute generale delle gengive: una carenza di questa vitamina sfocia spesso nell’infezione gengivale. La vitamina A è necessaria anche per lo sviluppo dentale dei bambini. I minerali importanti per la salute dei denti sono il sodio, il potassio, il calcio, il fosforo, il ferro e il magnesio. La vitamina D è essenziale per l’assorbimento del calcio. 

Una dieta variata a base di frutta fresca, verdure a foglia verde, verdure crude, e pane integrale fornirà ai denti, alle gengive e all’organismo le vitamine e i minerali essenziali per la salute dei denti.

Il fumo raddoppia il rischio di gengiviti perché deprime il sistema immunitario.
Le erbe indicate sono la larrea divaricata (per gli sciacqui in caso di mal di denti, carie e gengiviti), le foglie di salvia, la tintura di mirra (si trova nei dentifrici), i semi di cardamomo (da masticare), l’altea (infusione per i dolori alla bocca e alle gengive), la romice (gengiviti), la mirica (gengive spugnose), le foglie di noce e le foglie di aloe vera fresca sfregate direttamente sulle gengive (per irritazioni causate da dentiera o altro). I rimedi omeopatici sono Hypericum per le nevralgie, Phosphorus 6C, Salvia officinalis per l’alveolite e Mercurius solubilis 6c. I rimedi per il dolore sono Chamomilla, la tintura di Plantago majus, l’Hypericum e la Belladonna.
L’aromaterapia per la gengivite include il cipresso, la mirra e la melaleuca. (fonte www.laleva.cc)

Ancora sugli Alimenti Integrali

Sempre più spesso troviamo sui nostri scaffali prodotti dietetici di ogni tipo o a ridotto valore calorico o con presunte o effettive proprietà benefiche per il nostro organismo. Certamente un ruolo preponderante è svolto in tal senso dagli alimenti integrali. Ma cosa sono in realtà? Servono davvero al nostro metabolismo?

La gran parte dei cereali che noi consumiamo subiscono una lavorazione che isola l’endosperma ricco di amido, che si usa per produrre le farine bianche,  dalla crusca e dal germe. Il prodotto integrale, invece, prevede la riaggregazione delle parti separate con la produzione di un alimento che, tuttavia, deve contenere 1,60 parti di cellulosa per 100 parti di sostanza secca. L’unica eccezione, in tal senso è data dal riso.

La caratteristica principale dei prodotti integrali è il loro notevole contenuto in fibra alimentare, nonchè di molti sali minerali come il selenio, il rame, lo zinco, il magnesio e il fosforo, nonchè di vitamine come la vitamina E e la vitamina B. Inoltre sono contenute delle sostanze che si pensa possano essere protettivi per l’insorgere di tumori o malattie cardiovascolari.

Il contenuto di sali minerali e vitamine è tuttavia in parte compromesso dalla presenza di altre sostanze che riducono il loro assorbimento  (es. acido fitico), mentre per quel che riguarda la fibra essa, come noto, crea senso di sazietà, migliora la funzione intestinale e previene diverticoli, stipsi e tumori del colon retto. (fonte www.alimentazione-salute.it)

Il Mango, Frutto Tropicale ricco di Vitamine e Minerali

Il mango nelle tavole degli italiani non ha raggiunto la popolarità di altri frutti tropicali come ananas e banane, ma ultimamente viene proposto anche nei supermercati e si può trovare in tutte le stagioni.

Il frutto ha origini Malesi e Birmane, ma viene messo a coltura anche nel Sudamerica, ed in Africa. Peso e dimensioni possono variare, è possibile trovare esemplari che raggiungono il chilogrammo. Per apprezzare il sapore del mango occorre consumarlo maturo, ma si può acquistare ancora in fase di maturazione e riporre in frigorifero.

Nell’arte culinaria viene impiegato in maniera universale, si presta principalmente alla creazione di dolci e macedonie, ma fa da base anche per insalate di pesce, e secondi di carne. Molto conosciuto in India è il chutney, un mix di spezie frutta e verdura utilizzato per dare sapore alle portate; oltre al mango si possono utilizzare anche altri tipi di frutta.

Il mango è costituito prevalentemente da acqua, contiene naturalmente vitamina A, C, ed E, betacarotene e minerali come calcio, potassio, ferro e fosforo, magnesio, rame e zinco. Buono anche il contenuto di aminoacidi tra cui spiccano l’arginina e la lisina e il ramificato leucina. Il suo consumo ha il potere di stimolare la diuresi, produrre un effetto lassativo e potenziare il sistema immunitario.

La Texas Agrilife Research food ha reso noto dati riguardo a molecole estratte dal mango ed impiegate contro cellule cancerogene: i ricercatori hanno notato dei mutamenti soprattutto nelle unità biologiche di seno e colon. Questa ricerca apre importanti prospettive per il trattamento dei tumori. (fonte www.freshplaza.it)

Ruolo dello Iodio

Lo iodio è un sale minerale poco conosciuto o di cui comunque si parla poco. In effetti il suo quantitativo negli alimenti è inferiore rispetto ad altri minerali più noti (es il ferro).

Tuttavia lo iodio non svolge un ruolo secondario  nel nostro organismo, anzi esso è il principale componente degli organi tiroidei (T3 e T4), per cui una sua carenza o un suo accumulo risulta dannoso per il metabolismo tiroideo e, di conseguenza, per tutto l’organismo, essendo la tiroide la ghiandola che, attraverso la sintesi di alcuni ormoni, regola la maggior parte delle funzioni biosintetiche (di sintesi) e cataboliche (di demolizione).

Come la maggior parte dei nutrienti assunti dal corpo umano, lo iodio è assorbito a livello dell’intestino tenue, trasportato dal plasma alla maggior parte dei tessuti (specialmente la tiroide) e poi escreta specialmente nelle urine.

Lo iodio è presente in alcuni alimenti naturali, quali i frutti di mare ed il pesce. E’ contenuto inoltre nel pane ed i prodotti caseari. Il suo contenuto nella frutta e nella verdura dipende invece dalle caratteristiche dei terreni nei quali questi sono coltivati. Inoltre è presente, ovviamente, nel sale iodato, e nei supplementi dietetici, come minerale in tracce.

L’assunzione raccomandata giornaliera è di 150 microgrammi al giorno, con un incremento di 25 microgrammi al giorno nelle gravidanze e  50 nell’allattamento. (fonte www.alimentazione-salute.it)