Tag Archives: soia

10 Alimenti Anticancro

cibi anticancroUna buona salute è dovuta soprattutto a un’alimentazione sana e variegata. Il primo passo verso una dieta equilibrata consiste quindi nel limitare (meglio ancora eliminare) il più possibile il consumo di cibi e bevande poco salutari.
Oltre a ciò, bisogna arricchire la propria alimentazione quotidiana con alcuni cibi sani che vedremo qui sotto, e che grazie alle loro proprietà benefiche sono utili per tenere a bada malattie anche gravi come il cancro.

Soia

Diversi studi hanno dimostrato i benefici della soia nel ridurre il rischio di sviluppare cancro al seno e alla prostata. Secondo Alice Bender, dietista dell’American Institute for Cancer Research (AICR), per ottenere maggiori benefici da questo legume, si consigliano i cibi che contengono soia integrale ovvero edamame, tofu e latte di soia. Meno efficaci sono invece i prodotti contenenti soia raffinata come le barrette energetiche fatte con le proteine di soia.

Il tè, in particolare il tè verde e il tè bianco, è ricco di antiossidanti come la quercetina e, soprattutto, una catechina conosciuta come EGCG (epigallocatechina gallato). Grazie a tale composto si possono prevenire diverse forme di cancro come quelle che colpiscono pelle, esofago, mammella, stomaco, intestino tenue, polmoni, pancreas, fegato, vescica e colon (per approfondire: Green tea polyphenols and cancer chemoprevention: multiple mechanisms and endpoints for phase II trials e Inhibition of carcinogenesis by dietary polyphenolic compounds).

Pesce grasso

Molti studi affermano che gli acidi grassi omega-3 presenti nel pesce grasso sono utili per prevenire lo sviluppo di diverse forme tumorali, oltre che per contribuire al corretto funzionamento del sistema cardiovascolare. I pesci consigliati sono quelli grassi (anche detti oleosi) come il salmone, lo sgombro, le aringhe, e le sardine. Una valida alternativa al pesce è rappresentata dalla frutta secca, dai semi di lino e dai semi di chia, tutte ottime fonti vegetali di acidi grassi omega 3.

Frutta secca

Oltre a essere ricca di acidi grassi omega-3, un consumo moderato di frutta secca può aiutare a prevenire alcune forme di cancro per via del suo contenuto di magnesio e acido folico.

Semi di lino

I semi di lino sono tra le fonti vegetali più importanti di omega-3, ma la loro capacità di contrastare i tumori è dovuta soprattutto ai lignani, antiossidanti particolarmente utili per ridurre l’incidenza di candro alla mammella, alla prostata e al colon-rettale. Per godere a pieno dei benefici dei semi di lino, prima di mangiarli bisogna tritarli, altrimenti non vengono digeriti. Un’altra importante risorsa di lignani è rappresentata dai semi di sesamo. Anche in questo caso è necessario tritarli prima di consumarli in modo da facilitare l’assorbimento di tutti i nutrienti.

Uva

L’uva rossa e quella viola contengono un composto benefico presente anche nel vino, il resveratrolo, una sostanza molto discussa per via del paradosso francese. Molti studi sottolineano la sua efficacia nel contrastare lo sviluppo di cellule tumorali, bloccando la formazione di tumori soprattutto allo stomaco, al fegato e alla mammella. Oltre al resveratrolo, l’uva rossa contiene buone quantità di licopene, il pigmento antiossidante che conferisce all’uva la sua caratteristica tonalità (lo stesso che dà il colore rosso al pomodoro e all’anguria), che vanta anch’esso diverse proprietà anticancro.

Frutti di bosco

I frutti di bosco come i mirtilli e le more possiedono un gran numero di antiossidanti, efficaci per contrastare i danni cellulari prodotti dai radicali liberi, riducendo così il rischio di cancro.

Aglio

Secondo l’American Institute for Cancer Research (AICR), l’aglio può ridurre il rischio di cancro al colon grazie a composti quali l’ajoene e i disulfuri, che aiutano a bloccare la formazione di tumori e la crescita delle cellule tumorali nel colon-retto.

Verdure crocifere

Cavoli, cavolfiori, cavoletti di Bruxelles e broccoli contengono sulforafani, composti anti-tumorali che inibiscono la crescita di cellule cancerogene, in particolare al seno, alle ovaie, ai polmoni e al pancreas.

Cereali integrali

Rispetto ai cereali raffinati (come quelli contenuti nel pane bianco e nella pasta normale), i cereali integrali hanno molte più fibre.

(leggi l’articolo completo su http://www.beautyerelax.com/alimentazione/467-cibi-dieta-anticancro-anti-tumore-cancro.html#ixzz2MxIkIV1C)

Soia, la grande Amica delle Donne

Ideale per mantenersi in linea, la soia è un alleato del gentil sesso anche per alleviare i disturbi femminili…

soia un aiuto per le donneEsiste in molte formule, dallo “spezzatino”, che si consuma come la carne, al latte. Non solo: la soia ha alcune carte in più delle quali vale la pena di approfittare: rispetto ai legumi nostrani ha una ripartizione diversa di micronutrienti: contiene fino al 35% di proteine e il 18% di grassi, contro il 20% di proteine dei fagioli e solo il 2% di grassi.

Non sempre è vera soia

Esistono due varietà di soia: quella gialla (la più comune) e quella nera (più rara). Poi ci sono alcuni semi, spesso definiti “ soia”, che sono in realtà appartenenti alla famiglia dei fagioli: gli azuki (fagioli rossi) e la cosiddetta soia verde, che è il fagiolo mung, dall’aspetto simile a lenticchie di un color verde smeraldo, dal quale si ricavano i “germogli di soia” che si trovano nei supermercati. La soia gialla, che ha l’aspetto di fagioli rotondi di colore giallo, è quella da cui si ricavano la “carne” e il latte, ma la si può anche consumare così, lasciando i fagioli a bagno per 12 ore e cuocendoli per mezz’ora in pentola a pressione.

Perché sceglierla

La soia dà proteine nobili in misura superiore a quella di qualsiasi altro vegetale e offre gli otto aminoacidi essenziali che il nostro organismo non è in grado di “fabbricare” da solo e che è costretto a prendere dall’alimentazione. La soia è uno dei rari alimenti proteici che contribuisce ad abbassare il cattivo colesterolo, mentre mantiene costante il livello di quello buono. Per avere un’alimentazione equilibrata occorre consumare varietà diverse di proteine, se possibile circa 50% di origine vegetale e 50% di origine animale. La soia è la soluzione ideale e permette una vasta scelta tra molte formule: bevande, pietanze, dessert, latte.

Ha un basso indice glicemico

La soia, così come tutti i suoi derivati, fornisce al nostro organismo energia in modo lento e progressivo, senza produrre il picco di insulina che scatena fame e voglia di zuccheri.

Riduce il colesterolo

Contiene una sostanza eccezionale per la salute: la lecitina, un emulsionante naturale che mantiene in sospensione il colesterolo presente nel sangue impedendo che si depositi sulle pareti delle arterie. Fornisce acidi grassi essenziali, i polinsaturi, che proteggono il sistema cardiovascolare, come gli Omega 3, mentre scarseggia di grassi saturi e di colesterolo. Inoltre, è una buona fonte di vitamine (E e B9) e di minerali (ferro e potassio).

Regola la fame

Recenti studi hanno evidenziato che la soia giocherebbe un ruolo importante sui delicati meccanismi che regolano il senso di fame/sazietà.

Favorisce la muscolatura a scapito dell’adipe

Secondo le rilevazioni statistiche, nei grandi consumatori di soia si riscontrano bassi indici di massa corporea (IMC), questo significa persone magre, con prevalenza di massa muscolare piuttosto che di grasso.

Allevia i problemi legati al ciclo o alla menopausa

Gli isoflavoni della soia riequilibrano sia l’eccesso di estrogeni che causa la sindrome premestruale, sia la carenza di estrogeni che si verifica in menopausa, riportando gli ormoni a livelli corretti.

La “forme della soia:

– I germogli

I veri germogli di soia si ottengono dal seme di soia. Contengono 95% di acqua, vitamine, ma poche proteine. Si consumano in insalata assieme ad altre verdure, oppure appena scottati o saltati in padella per accompagnare le carni o i cereali integrali. In commercio di solito si trovano già pronti dei germogli detti “di soia”, ma che in realtà provengono da un tipo di fagiolo (mung). Danno 50 kcal per 100 grammi di prodotto. Una porzione da 70 grammi: 35 kcal.

– Il tofu

Il tofu, detto anche comunemente formaggio di soia, è un prodotto fresco, che si ottiene lasciando coagulare il latte di soia, per poi scolarlo. Di colore bianco-panna, si presenta sotto forma di blocco rettangolare denso. In cucina lo si usa in moltissimi modi, dato che il gusto molto discreto tende a prendere sapore in funzione degli alimenti che lo accompagnano. Tagliato a cubetti nelle insalate, in padella insieme alle verdure cotte, sbriciolato sopra il sugo al pomodoro per la pasta e il riso o nei ripieni di pasta e verdure…Essendo un derivato del latte di soia ne mantiene le stesse caratteristiche: è privo di colesterolo, contiene le vitamine del gruppo B, ma pochi sali minerali. È uno degli alimenti preferiti di coloro che seguono la dieta vegetariana oppure priva di lattosio. In commercio lo si trova al naturale, alle erbe, affumicato e con il sesamo. Contiene circa 100 kcal per 100 grammi di prodotto, ovvero una porzione.

Il latte di soia

Il latte di soia si ottiene facendo macerare e frullando la soia nell’acqua. È un buon sostituto del latte per chi è allergico o intollerante al lattosio. Rispetto al latte vaccino è meno calorico, contiene quasi il doppio in proteine e meno grassi. È più ricco di ferro e ha la stessa percentuale di vitamine del gruppo B. Il latte di soia è meno ricco di calcio, ma ha un elevato contenuto di acidi grassi polinsaturi ed è di facile digestione. Grazie alla presenza della lecitina può contribuire ad abbassare livelli di colesterolo e di triglicerdi nel sangue (mentre le proteine di origine animale, in particolare la caseina del latte, tendono ad alzarli). Si può sostituire a quello di mucca nella maggior parte delle preparazioni culinarie: a colazione, nei dolci, nelle salse, come base per cuocere le verdure o i cereali.

Facilmente reperibile, a lunga conservazione, il latte di soia si trova al naturale oppure aromatizzato (vaniglia, cioccolato per esempio) o con l’aggiunta di vitamina D. È privo di colesterolo, ma contiene una buona quantità di acidi grassi polinsaturi. Il latte di soiafornisce 42 kcal per 100 g di prodotto.Lo yogurt di soiaLo yogurt di soia, al naturale o aromatizzato, è un prodotto fresco che contiene i fermenti vivi, come un qualsiasi yogurt. Disponibile in tutti i supermercati, è una buona idea per la merenda, una piccola colazione a metà mattinata o per coloro che amano concedersi il dessert. Le calorie variano a seconda del tipo di yogurt e sono in generale specificate sull’imballaggio del prodotto. Quello naturale senza aggiunta di zucchero contiene 72 kcal per 100 g di prodotto.

La carne di soia

La carne di soia, sotto forma di bistecche, hamburger o spezzatino, è il più recente metodo di trasformazione di questo legume; in questo caso la farina ricavata dai semi di soia viene lavorata e resa simile alla carne. Per utilizzarla occorre reidratarla e poi utilizzarla nelle varie ricette (spezzatini, ripieni di carne, ragù, bistecchine) al posto di quest’ultima. Il sapore dipenderà molto dagli ingredienti utilizzati. Una porzione di carne di soia da 100/120 g dà circa 150 kcal.

La farina di soia

La farina di soia viene ricavata dal seme della soia ed è usata in cucina, come qualsiasi normale farina di cereali. La si utilizza, soprattutto mescolata ad altre farine, nella preparazione di torte, pane, pasta, biscotti. Il vantaggio è che non avendo glutine può essere anche assunta dai celiaci, gli allergici al glutine. Contiene circa 360 kcal per 100 g di prodotto.

Attenzione agli OGM

La soia è la più importante coltura transgenica al mondo, soprattutto negli Stati Uniti e nel Brasile, grandi produttori. Anche se non esistono dati certi rispetto alle conseguenze sull’organismo umano della soia geneticamente modificata, per sicurezza è consigliabile consumare la soia tradizionale, assicurandosi della provenienza, oppure quella di agricoltura biologica.

(Fonte www.riza.it)

Proteine Vegetali? La fonte principale sono i Legumi

La biologa nutrizionista Roberta Bartocci, ha spiegato che fra i vari prodotti dell’orto quelli che contengono la maggiore quantità di proteine sono i legumi, come i ceci, le lenticchie, i fagioli, i lupini e la soia.

legumi proteine vegetali
Scendendo più nel dettaglio, 200 grammi di legumi cotti contengono, in media, 14 grammi di proteine, 30 grammi di carboidrati e pochissimi grassi. Alcune specie, però, sono ancora più ricche di proteine. La soia e i lupini, ad esempio, ne contengono una quantità pari circa al doppio della media.

C’è, poi, da sottolineare un altro punto: arricchire la propria dieta di legumi non equivale necessariamente a renderla monotona. Oltre a mangiarli “al naturale” è possibile preparare minestroni, passati, vellutate e zuppe, polpette e addirittura hamburger. Esistono, poi, piatti tipici regionali preparati proprio con i legumi, come la farinata di ceci caratteristica della Liguria e della Toscana, o il purè di fave – ottimo in abbinamento con la cicoria ripassata – più diffuso nelle regioni del Sud.

Bartocci consiglia di abituare l’intestino a digerire bene i legumi mangiandone piccole quantità e ricordando che tanto meno tempo si lascia passare dalla loro cottura prima di consumarli, tanto più sono digeribili. Se, poi, vengono ammollati in acqua prima della preparazione il risultato è ancora migliore.

Da non dimenticare, poi, che il mercato offre diversi prodotti, ottenuti soprattutto dalla soia, che permettono di assumere proteine di origine vegetale: tofu (una sorta di formaggio di soia) e tempeh (un panetto di fagioli di soia) ne sono un esempio.

(Fonte www.benessereblog.it)

Allergie, ecco i Nuovi Alimenti a Rischio

Grano saraceno, soia e proteine idrolizzate del grano: sono queste le nuove possibili cause di allergie individuate dal Réseau d’allergo-vigilance (RAV), gruppo di ricerca francese che studia i casi di allergia alimentare in Francia e nei paesi limitrofi.

grano saracenoAlla base della nuova allergia al grano saraceno ci sarebbe l’uso sempre più diffuso di questo cereale, ingrediente fondamentale delle crêpe francesi utilizzato anche in piatti tipicamente italiani, come i pizzoccheri valtellinesi.
La sua farina, più economica rispetto ad altre, viene sempre più spesso utilizzata anche nella produzione di panini, barrette di cereali e pasta asiatica.
Non solo, il grano saraceno è spesso un ingrediente di cibi per i bambini intolleranti al glutine.

Anche nel caso della soia è la crescente diffusione dei prodotti a base di questo legume a giustificare i casi sempre più numerosi di allergia. Spesso questi sono associati all’allergia alle arachidi o al polline di betulla.

Infine, le proteine del grano idrolizzate. Note anche come glutine deamidato, derivano dai processi industriali utilizzati per solubilizzare il glutine e sono utilizzate come agenti leganti ed emulsionanti. Per questo sono abbondanti nelle carni lavorate, negli insaccati industriali, nelle zuppe e nelle salse. Non solo, queste sostanze sono presenti anche in alcuni cosmetici (come i mascara, le creme viso e gli shampoo) e possono causare anche allergie cutanee.

Secondo Fanny Codreanu-Morel, medico del servizio di immunoallergologia del Centre hospitalier de Luxembourg, in questo caso

il paziente allergico è penalizzato perché non ha alcun modo per sapere se il prodotto finito contiene farina di grano naturale, alla quale non è allergico, o, al contrario, le proteine del grano idrolizzate. In effetti, la direttiva europea impone l’etichettatura dei cerali contenenti glutine, senza nessun’altra precisazione.

Codreanu-Morel ha sottolineato un altro aspetto della nuova allergia alle proteine del grano idrolizzate, spiegando che queste sostanze

dimostrano l’influenza dei processi di fabbricazione dell’industria agroalimentare sull’allergenicità naturale degli alimenti, con la comparsa di nuovi allergeni. Simbolizzano il potenziale anafilattico dei prodotti alimentari complessi della nostra alimentazione che si basa sempre di più sulla modalità pronto-al-consumo.

(Fonte www.benessereblog.it)

Con la Soia Addio Stress di Primavera

Da gustare fresca sotto forma di germogli, ma anche “trasformata” in salsa, latte, fagioli e lecitina, la soia tonifica le ghiandole e vince fatica e  stress

Lo stress della vita quotidiana aumenta sempre lo stato di allerta del nostro corpo. A farsi carico di questo surmenage sono in particolare le due ghiandole surrenali, situate come un piccolo cappuccio sul polo superiore di entrambi i reni. Esse producono, in risposta alle richieste del momento, ormoni come il cortisolo (fondamentale per il metabolismo di zuccheri e grassi) e l’adrenalina (che regola, in parte, la pressione arteriosa e la velocità di molte funzioni organiche tra cui quella cardiaca). Per supportare l’attività dei surreni in questo periodo dell’anno può essere utile integrare la dieta con la soia: questo vegetale, che è una leguminosa, è una miniera naturale di fitoestrogeni che contribuiscono a regolarizzare la funzionalità ormonale, e di lecitina, che ha un effetto ricostituente sul sistema nervoso centrale, in quanto fornisce la colina, sostanza necessaria alla neurotrasmissione e al nutrimento del tessuto nervoso.

Come usare la soia

Come lecitina: disponibile in erboristeria e nei negozi di cibi naturali, la lecitina di soia va assunta per cicli di 1-2 mesi (un cucchiaino al giorno) al cambio di stagione. Tonifica le surrenali, riduce il colesterolo “cattivo” e ha un’ottima efficacia ricostituente e anti stress.

Latte e yogurt di soia:adatti anche a chi è intollerante a latte vaccino e derivati, questi prodotti sono ricchi di calcio, ferro e vitamine del gruppo B; possono essere utilizzati freddi o anche leggermente intiepiditi a colazione, a merenda o per cucinare in alternativa a latte e panna. Hanno anche un elevato potere saziante.

I germogli nell’insalata

Disponibili nei supermercati, i germogli di soia andrebbero sempre aggiunti alle insalate primaverili per aumentarne il contenuto proteico e fare scorta di fibre preziose per l’intestino.
Si condiscono con olio extravergine d’oliva e qualche goccia di salsa di soia, ottenuta dalla fermentazione dei semi di soia con frumento tostato, acqua, malto, sale e lievito.

Prova i fagioli azuki

Al posto della carne:  i fagioli di soia (detti “azuki”) sono un’ottima fonte proteica. Si fanno cuocere al vapore e poi si aggiungono alle minestre di riso (l’abbinamento con i cereali li rende ancora più nutrienti) oppure si fanno stufare con un battuto di scalogno, porri, sugo di pomodoro fresco e olio d’oliva, ottenendo un contorno (o piatto unico) che tonifica le ghiandole surrenali senza appesantire la digestione.

(Fonte Riza.it)

Vampate in Menopausa? La soluzione è nella Soia

Bastano due porzioni al giorno di alimenti a base di soia per ridurre la frequenza e l’intensità delle vampate di calore tipiche della menopausa. L’efficacia di questo legume, già suggerita da diversi studi, è stata definitivamente confermata da un’analisi dei risultati ottenuti in 19 diversi studi, pubblicata sulla rivista Menopause.

Il segreto della soia è nascosto negli isoflavoni, sostanze che svolgono un’azione simile a quella degli ormoni femminili, gli estrogeni. Proprio perché la menopausa è dovuta a una diminuzione della produzione di questi ormoni, la soia può essere un valido aiuto per contrastare i suoi sintomi.

Ma quali sono le quantità da assumere per poter ottenere dei benefici? Secondo gli autori dell’analisi sono necessari almeno 54 mg di isoflavoni al giorno per 6 settimane per ridurre circa del 21% la frequenza delle vampate e del 26% la loro intensità. Se, poi, almeno 19 mg corrispondono a genisteina – uno dei principali isoflavoni – i risultati ottenuti sono ancora migliori.

Ma la vera buona notizia è che la genisteina è l’isoflavone più abbondante nella soia e negli alimenti da essa derivati. Per questo l’approccio migliore per controllare il problema delle vampate potrebbe essere mangiare cibi a base di soia piuttosto che assumere pasticche di isoflavoni. Largo, quindi al latte di soia: per assumere 50 mg di isoflavoni basta berne due bicchieri. Per gli amanti del tofu, invece, la stessa quantità di questi nutrienti è contenuta in 200 grammi di prodotto.

(fonte www.benessereblog.it)

Il Latte di Soia

Come noto e come spiegato più volte, la digestione del latte  è una funzione non sempre svolta efficacemente dal nostro organismo.

Quando questo alimento è del tutto tollerato, il latte di soia può essere considerata una buona soluzione.

La soia è un legume con un elevato contenuto di proteine (38%), delle quali tuttavia, il valore biologico non è accostabile a quello del latte o della carne. I grassi sono principalmente insaturi (grassi al 18%) e contiene sostanze potenzialmente antitumorali (isoflavoni). Essendo presenti per lo più grassi insaturi, inoltre, l’assunzione e la produzione di colesterolo sono ridotte. I carboidrati sono contenuti al 20%, le fibre al 12% e la restante quota è composta da umidità.

Molte delle aziende in commercio producono un latte di soia arricchito con altri micronutrienti preziosi, quali il calcio, il fosforovitamine del gruppo B (B1, B2, B6, B9 e B12), vitamina D e vitamina E. Inoltre molto si è fatto per rendere questa bevanda sempre più gradevole e di facile accettazione dal consumatore.

L’obiettivo principale, tuttavia, è quello di creare un alimento privo di lattosio e facilitarne, in questo modo, la digeribilità.

Occorre sottolineare che la soia, è un alimento solo parzialmente accostabile al latte, che contenendo proteine ad alto valore biologico non può essere facilmente sostituito nella nostra dieta. Il latte di soia, concludendo è una buona soluzione sia in caso di intolleranza al lattosio, che nella dieta vegana ed inoltre il suo gusto è stato molto migliorato negli ultimi tempi. (fonte www.alimentazione-salute.it)

Gli Alimenti più ricchi di acido Folico

È nota come acido folico oppure vitamina B9 e appartiene al vasto e ricco gruppo delle vitamine B, essendo anche una delle più importanti perché partecipa addirittura alla sintesi del DNA, è indispensabile per la formazione di proteine e altri organismi cellulari, protegge il cuore, è cruciale nella formazione del feto – ragion per cui è sempre caldamente consigliata alle donne in gravidanza– e infine influisce sul sistema nervoso.

Al contrario quando manca possono ricorrere anemia, stanchezza, inappetenza, nausea, diarrea o tachicardia, sbalzi d’umore e altri sintomi che ne rivelano la carenza. È particolarmente importante per le donne incinte, gli anziani, chi soffre di colite o fuma e beve alcol o ancora chi soffre di artrite o prende sonniferi. È però utile per tutti e scopriamo dunque quali sono gli alimenti più ricchi di acido folico.

Si trova soprattutto nel fegato ma anche nei legumi, specialmente lenticchie, ceci, soia, arachidi, fagioli, fave e piselli. Ne sono però ricchi anche i cereali integrali come riso, avena, mais e germe di grano. Si trova anche nelle verdure a foglia verde scuro come spinaci e bietole, broccoli e cavolfiore, indivia, lattuga, asparagi. Nella frutta si trova soprattutto nel melone, nell’avocado, nella banana e nell’arancia.

Quando l’alimentazione non è in grado di coprire il fabbisogno giornaliero può essere utile integrarne le quantità, spesso combinando l’assunzione di acido folico con la vitamina B12, poiché il primo spesso influisce sulla quantità della seconda. Tenete conto anche che molti metodi di cottura prolungati o i cibi precotti possono ridurre fino al 70% il contenuto di acido folico degli alimento. L’ideale è consumarli, potendo, a crudo o cucinati al vapore, preferibilmente sul momento. (fonte http://www.benessereblog.it/)

La Soia, Proprietà e Benefici

La Soia è una pianta erbacea annuale che appartiene alla famiglia delle Leguminose. Originaria dell’Estremo Oriente, è arrivata in Occidente solo tra il XIX e il XX secolo.
La diffusione della soia e dei suoi vari derivati, quali latte, yogurt, miso, tofu e tempeh (il tempeh è più noto come “carne di soia”), si deve al gusto, alla leggerezza e alla digeribilità di questo legume, nonché ai molteplici benefici attribuiti al suo consumo.

La Soia: Proprietà Nutrizionali

La soia è ricchissima di proteine, oltre il 35%, e contiene il 20% circa di grassi (monoinsaturi, polinsaturi e fosfolipidi quali la lecitina). Come tutti gli altri legumi, ha buone quantità di sali minerali, soprattutto potassio, calcio e ferro, e di vitamine del gruppo B.

La Soia: Benefici

Da diversi anni, la comunità scientifica mostra grande attenzione per gli effetti positivi che il consumo regolare di soia ha sul nostro organismo.
Tale interesse nasce da alcuni studi epidemiologici realizzati in passato sugli abitanti dell’estremo oriente, studi che evidenziarono come alcune patologie  fossero meno comuni negli orientali rispetto a quanto avveniva presso la popolazione occidentale.
Gli esiti di tali studi indussero gli scienziati a supporre che la ragione della minore diffusione di queste malattie andasse ricercata nella dieta tipica delle popolazioni testate, in particolare nel consumo della soia e dei suoi derivati.
Così, nel corso degli anni, sono stati realizzati numerosissimi studi per verificare sperimentalmente l’influenza positiva della soia sulla salute umana.

Si sono avute diverse conferme del fatto che il consumo regolare di questo legume sia correlato ad un abbassamento dei livelli di colesterolo totale e del colesterolo LDL (quello “cattivo”) e, di conseguenza, alla riduzione del rischio di patologie cardiovascolari.

Altri benefici confermati riguardano l’efficacia della soia contro i sintomi che accompagnano la menopausa (vampate di calore, formicolii, sudorazioni notturne, irritabilità).
Questo effetto si spiega con la sua ricchezza di fitoestrogeni, in particolare di isoflavoni. Infatti, i disturbi che caratterizzano la menopausa sono provocati proprio dalla carenza di estrogeni naturali, e i gli isoflavoni sono in grado di riequilibrare tale carenza, riportando gli ormoni ai livelli corretti.

La presenza di fitoestrogeni, inoltre, pare essere in grado di esercitare un effetto protettivo contro l’insorgenza di altre patologie connesse al calo della produzione di estrogeni, come l’osteoporosi.

Infine, non mancano le ricerche che hanno evidenziato come la presenza di prodotti alimentari a base di soia nella propria dieta possa ridurre il rischio di morte e di recidive nelle donne affette da carcinoma mammario. Sempre in chiave antitumorale, negli ultimi anni ha preso sempre più corpo la presenza di una correlazione tra il consumo di soia e la prevenzione del cancro alla prostata, di quello al colon e, più recentemente, anche di quello ai polmoni.

Latte e Germogli di Soia

Il derivato più diffuso di questo legume è il latte di soia. Rispetto al latte di mucca, quello di soia ha meno calorie, è privo di colesterolo e contiene una buona quantità di grassi insaturi, detti “grassi buoni”.

Ottimi anche i germogli di soia, ricchi di minerali, vitamine ed aminoacidi essenziali e indicati per aiutare l’organismo a drenare liquidi e tossine, per stimolare la produzione di collagene e di elastina, rendendo tonica e morbida la pelle, per contrastare la fragilità di capelli e unghie e per alleviare lo stress e la stanchezza. (fonte www.megliosapere.info/)

Con la soia via l’esaurimento di primavera

Per combattere l’esaurimento tipico della stagione è ottima una cura a base di lecitina di soia, una pianta che si può assumere anche in molti modi

Se le ghiandole surrenali sono sotto stress…

Lo stress della vita quotidiana, associato al passaggio stagionale, aumenta ancor di più lo stato di allerta del nostro corpo. A farsi carico di questo sovraccarico sono in particolare le due ghiandole surrenali, situate come un piccolo cappuccio sul polo superiore di entrambi i reni. Esse producono ormoni come il cortisolo (precursore degli ormoni steroidei e fondamentale per il metabolismo di zuccheri e grassi) e l’adrenalina (che regola, in parte, la pressione arteriosa e la velocità di molte funzioni organiche tra cui quella cardiaca).

…Puoi aiutarle con la lecitina di soia

Per supportare l’attività dei surreni in questo contrastato periodo dell’anno può essere utile integrare la dieta con la soia: questa leguminosa è una miniera naturale di fitoestrogeni che contribuiscono a regolarizzare la funzionalità ormonale, e di lecitina, ricostituente del sistema nervoso centrale, in quanto fornisce colina, necessaria alla neurotrasmissione e al nutrimento del tessuto nervoso.       

Come assumere la soia

Lecitina: disponibile in erboristeria e nei negozi di cibi naturali, la lecitina di soia va assunta per cicli di 1-2 mesi (un cucchiaino al giorno) dopo il cambio di stagione. Tonifica le surrenali, riduce il colesterolo “cattivo” e ha un’ottima efficacia ricostituente e anti stress.

Latte e yogurt di soia: adatti anche a chi è intollerante a latte vaccino e derivati, questi prodotti sono ricchi di calcio, ferro e vitamine del gruppo B; possono essere utilizzati freddi o anche leggermente intiepiditi a colazione, a merenda o per cucinare in alternativa a latte e panna. Hanno anche un elevato potere saziante.

Al posto della carne:  i fagioli di soia (detti “azuki”) sono un’ottima fonte proteica. Si fanno cuocere al vapore e poi si aggiungono alle minestre di riso (l’abbinamento con i cereali li rende ancora più nutrienti) oppure si fanno stufare con un battuto di scalogno, porri, sugo di pomodoro fresco e olio d’oliva, ottenendo un contorno (o piatto unico) che tonifica le ghiandole surrenali senza appesantire la digestione.

Germogli nell’insalata: disponibili in tutti i supermercati, i germogli di soia andrebbero sempre aggiunti alle insalate primaverili per aumentarne il contenuto proteico e fare scorta di fibre preziose per l’intestino; si condiscono con olio extravergine d’oliva e qualche goccia di salsa di soia, ottenuta dalla fermentazione dei semi di soia con frumento tostato, acqua, malto, sale e lievito.(FONTE  //www.riza.it/)