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Carote, Pomodori e Albicocche per un’Abbronzatura da Favola

Sognate un’abbronzatura da favola? Mangiate carote e pomodori e, più in generale, la frutta e la verdura di colore rosso e giallo-arancio.

carote albicocche e pomodori per abbronzatura perfettaCome si sa da tempo, i vegetali ricchi di carotenoidi hanno un’azione protettiva nei confronti di diverse malattie croniche, come quelle cardiovascolari e i tumori, adesso, con l’estate che avanza è bene ricordare anche il loro effetto difensivo nei confronti degli effettivi nocivi delle radiazioni solari.

Il licopene e il betacarotene che si concentrano sulla cute sono i principali sistemi difensivi usati dalla nostra pelle per combattete le radiazioni solari. A chiarire cosa influenzi la concentrazione cutanea di questi pigmenti chi ha pensato uno studio condotto da un team di ricercatori tedeschi pubblicato sulla rivista scientifica “Journal of Biomedical Optics”; l’indagine è stata seguita analizzando, per un anno, i livelli cutanei di betacarotene e di licopene di dieci volontari sani; insieme alla percentuale di tali sostanze sono stati valutati anche lo stile di vita e la dieta.

Dallo studio è emerso che la maggiore concentrazione di carotenoidi si aveva in estate e in inverno, ossia nei periodi in cui si consuma più frutta e verdura; inoltre, tali livelli apparivano ridotti in concomitanza di fattori stressanti quali malattie, affaticamento, abuso di alcolici e , naturalmente, fumo.

Via libera quindi a betacarotene e licopene e, quindi, a carote, albicocche e pomodori, soprattutto considerando che a livello cutaneo queste sostanze hanno un’importante azione fotoprotettiva, ossia sono in grado di neutralizzare i radicali liberi prodotti dai raggi UV e di limitare i danni al Dna, riducendo così il rischio di melanoma.

(Continua a leggere su http://www.dietaland.com/carotenoidi-abbronzatura-perfetta/25550/)

Il Cavolo per Proteggere la Pelle dai Raggi UV

proteggere la pelle dai raggi UV con il cavoloUna crema solare a base di cavolo per proteggere la pelle dai pericolosi raggi UV?   Perché no!
È risaputo che i cavoli, come tutti i vegetali appartenenti alla famiglia delle crucifere, svolgono un’importante azione antitumorale. Per questo motivo, un gruppo di ricercatori americani ha pensato di sfruttarne l’azione per via esterna e offrire così una protezione alla pelle dal temibile melanoma.

Come ha spiegato la coordinatrice dello studio, la dottoressa Sally Dickinson del Dipartimento di Farmacologia presso l’Università dell’Arizona (UA) e membro dell’UA Cancer Center:

Anche se è aumentata la consapevolezza circa la necessità di una limitata esposizione al sole e l’uso di creme abbronzanti, stiamo ancora assistendo a troppi casi di cancro alla pelle ogni anno. Per tale motivo siamo alla ricerca di metodi migliori per prevenire questo tipo di tumore in forme che siano accessibili e gestibili per tutti. Il sulforafano potrebbe essere un ottimo candidato per l’uso nella prevenzione del melanoma causato dall’esposizione ai raggi ultravioletti.

(leggi l’articolo completo su http://www.dietaland.com/cavolo-proteggere-pelle-raggi-uv/25598/)

Contro le Scottature: Doposole alla Lavanda Fai da Te

Il sole finalmente sembra splendere sulla nostra Italia e, anche se ogni volta crediamo di aver imparato la lezione al mare, finiamo per scottarci. In casa possiamo preparare un doposole efficace, contro questa evenienza, ma se non siamo rimasti troppo in esposizione, per prima cosa si può raffreddare la parte con acqua fredda. A questo punto si può anche passare della lavanda non diluita e si può coprire bene con garza sterile. La fasciatura va cambiata regolarmente e l’area esposta ogni tanto. Appena inizia a guarire, si possono aggiungere due gocce di olio di lavanda ad un poco di gel di aloe vera.

lavanda contro le scottaturePer quanto riguarda la nostra lozione, invece, serve a conservare l’abbronzatura. Ricordate di non rimanere a mollo nell’acqua bollente per evitare di spellare, ma preferite un bagno tiepido che oltre a regalarvi un immediato sollievo vi aiuterà a non perdere il colorito faticosamente acquisito.

Ecco gli ingredienti del nostro doposole in versione gel lenitivo : 

  • 5 ml di gel di aloe vera
  • 5 gocce di olio essenziale puro di lavanda

Mischiate tutto nel palmo della mano e applicate sulla pelle arrossata.

Ancora, per quanto riguarda il bagno, invece, provate con questo preparato:

  • 2,5 ml di olio diluito di lavanda
  • 2 gocce di olio essenziale puro di lavanda
  • 1 goccia di olio essenziale puro di camomilla

Il tutto va aggiunto all’acqua tiepida.

Per concludere, in casa potete ottenere facilmente pure uno spray doposole sempre molto utile in caso di scottatura. Tenetelo in uno spruzzatore e in frigorifero e usatelo quando sentite che la pelle ha bisogno di essere rinfrescata. Ecco cosa serve:

  • 250 ml di acqua minerale naturale
  • 20 gocce di olio essenziale puro di lavanda

Agitate bene e poi spruzzate sulla pelle e starete ben presto molto meglio. La lavanda in generale, non solo è rilassante, ma funziona molto bene contro l’insonnia, le pulci, i tagli e i graffi, l’acne e certamente le scottature.

(Leggi l’articolo completo su www.mondobenessere.com)

Antibiotici e Sole: quali sono i Rischi?

antibiotici e soleL’estate è nel pieno del suo splendore, quindi via a tintarella, sdraio, ombrelloni e mare, tanto mare. Abbiamo già parlato tantissime volte di protezione solare: come sceglierla al meglio, come capire qual è il nostro fototipo e di tutti gli accorgimenti per avere una pelle abbronzata in maniera più che uniforme.
Oggi trattiamo un argomento un po’ più specifico, cioè quello dell’associazione antibiotici e sole.

Questo perchè l’assunzione di alcuni farmaci, ed in particolare gli antibiotici, possono creare delle reazioni particolari sulla nostra pelle se ci si espone al sole. In effetti, le molecole contenute negli antibiotici provocano delle reazioni negative coi raggi UV, innescando il cosiddetto fenomeno di fotosensibilizzazione, che può produrre sulla nostra pelle delle fastidiosissime macchie scure, come effetto principale.

Ma non tutti gli antibiotici reagiscono allo stesso modo ed hanno questi effetti collaterali sgradevoli. Quelli a cui bisogna prestare maggiore attenzione sono: i sulfamidici, i chinoloni e le cicline.
Il consiglio in questi casi è di evitare la totale esposizione sia al sole che alle lampade dei solarium durante tutto il periodo del trattamento, sia per evitare reazioni fotoalergiche e sia per far sì che non venga sminuito l’effetto del farmaco.

(Fonte www.benessereblog.it)

Sole e Buonumore, il sorriso filtra attraverso i vetri della finestra

sole e buonumoreBuonumore dalla luce solare che penetra attraverso i vetri delle finestre. Ci provano i ricercatori del Fraunhofer-Gesellschaftgrazie ad un materiale particolare che lascia permeare una maggiore quantità di luce dall’esterno verso l’interno.

Questo speciale rivestimento lascia passare in special modo le onde luminose che regolano il nostro equilibrio ormonale. Sappiamo da tempo che la luce solare ci permette di fare il pieno di serotonina, l’ormone della felicità e del benessere.

Inoltre l’esposizione al sole incide sugli ormoni che regolano i cicli di sonno/veglia, garantendo equilibrio e regolarità ai nostri ritmi circadiani. E se l’orologio biologico segna sempre l’ora giusta anche il nostro organismo sarà sano e funzionale. Scongiureremo il rischio di insonnia, di fame nervosa a tarda sera, di malattie metaboliche..

Le nostre case generalmente sono luminose a sufficienza perché a nessuno piace progettare e vivere in ambienti bui. La luce è energia, vitalità, buonumore. Le finestre del sorriso sono pensate piuttosto per gli uffici, spesso scarsamente illuminate e grigi.

Far entrare più luce distenderebbe gli animi ed incrementerebbe la produttività, allontanando stress, disturbo affettivo stagionale e depressione. Oggi, infatti, per migliorare l’efficienza energetica degli edifici sono stati installati vetri che schermano quasi completamente la luce, trascurando l’impatto sull’equilibrio psicofisico dei dipendenti. Con questi vetri, invece, ci si ripara dalla luce eccessiva ma si lascia filtrare la parte blu dello spettro, quella che incide sui nostri equilibri ormonali. Sarà la UNIGLAS GmbH & Co. KG a portare presto sul mercato il vetro del benessere.

(Fonte www.benessereblog.it)

Farmaci e Sole? Tutti quelli che è meglio Evitare

interazione farmaci e soleLe belle giornate di sole invitano ad andare al mare, ma assumendo farmaci, rischiamo qualcosa? A volte non ci pensiamo neppure, ma in realtà il problema esiste e può avere delle ripercussioni sgradevoli e, qualche volta, anche serie. Parliamo di quelle reazioni indesiderate, quegli effetti collaterali che un gran numero di medicinali possono provocare nel nostro organismo a causa dell’interazione con i raggi UV. Se ci rechiamo in spiaggia per prendere il sole, ma stesso discorso vale per i solarium, e ci dimentichiamo che stiamo assumendo dei medicinali, potremmo ritrovarci con la pelle ricoperta di puntolini o di macchie rosse, e certo questo non è esattamente piacevole.

Ma vediamo in cosa consistono i rischi che corriamo esponendoci ai raggi solari quando siamo sotto cura e quali farmaci possono provocarci allergia.

Sole e farmaci: quali sono i rischi?

L’interazione tra raggi del sole e farmaco (sia assunto per via orale che topica), può dare luogo ad una reazione allergica che si chiama fotosensibilizzazione o, a seconda dei sintomi, fotoallergia. In entrambi i casi, la porzione di cute esposta alla luce solare diretta, si irrita, come se subisse uno shock. La fotosensibilizzazione è determinata da una modifica che il principio attivo del farmaco subisce a causa dell’azione solare, motivo per cui la cute si copre di macchie rossastre o iperpigmentate, talvolta anche delle piccole bolle. La fotoallergia, invece, è più che altro provocata da una reazione del sistema immunitario dell’organismo alla medicina, con conseguente orticaria, che può coprire porzioni di pelle più vaste rispetto a quelle esposte al sole. In entrambi i casi, non fatevi prendere dal panico, quello che dovete fare è togliervi subito dalla fonte di luce e smettere anche l’assunzione del farmaco. Così facendo, i sintomi dovrebbero regredire spontaneamente. Vediamo quali sono i medicinali a cui dobbiamo fare particolarmente attenzione

Sole e farmaci: quali sono controindicati?

Ecco i farmaci a rischio e relativi principi attivi. Si tratta di antibiotici, antinfiammatori, antidepressivi, ma anche la pillola anticoncezionale, ad esempio. Si raccomanda di leggere sempre il bugiardino prima di esporsi al sole, per vedere se vi sono controindicazioni in tal senso. Di seguito l’elenco in ordine alfabetico, da leggere così: da sinistra la categoria, a seguire il principio attivo, quindi il nome delle specialità medicinali più frequentemente prescritte:

  • Antiacne isotretinoina Isotretinoina Stiefel, Isotrex gel, Roaccutan
  • Antiritmici amiodarone, chinidina Amiodar, Amiodarone generico, Cordarone, Longachin, Ritmocor
  • Antidiabetici glibenclamide, gliclazide, gliquidone, glisolamide Daonil, Gliben, Euglucon, Diamicron, Glurenor, Diabenor
  • Antireumetici auranofin Ridaura
  • Antibiotici dossiciclina, tetraciclina Bassado, Miraclin, Ambramicina
  • Antidepressivi imipranina, amitriptilina Tofranil, Adepril, Laroxyl, Triptizol, Mutabon, Limbitryl
  • Antifungini griseofulvina Fulcin, Grisovina
  • Antistaminici prometazina, clorfeniramina, terfenadina Fargan, Farganesse, Fenazil, Trimeton, Fienamina, Allerzil
  • Antimalarici clorochina ClorochinaAntineoplastici dacarbazina, metotressato Deticene, MethotrexateChinoloni Ciprofloxacina, enoxacina, norfloxacina, ofloxacina Ciproxin, Flociprin, Enoxen, Noroxin, Utinor, Flobacin, Ofloci
    • Contraccettivi orali estrogeni e progestinici Mercilon, Securgin, Harmonet, Fedra, Arianna, Yasmin, Milvane, Minulet, ecc.
    • Diuretici furosemide Lasix, Furosemide generico, lasitone, Spirofur
    • Diuretici tiazidiciidroclorotiazide Esidrex, Moduretic, AldactazideFurocumarine methoxsoralene, oxsoralene
    • FANS piroxicam, naprossene Feldene, Piroxicam generico, Naprosyn, Aleve, Momendol, Synflex
    • Fenotiazine clorpromazina, promazina, perfenazina Largactil, Prozin, Talofen, Trilafon
    • Sulfamidici sulfametossazolo, saulfasalazina Bactrim, Eusaprim, Salazopyrin En

(Fonte salute.pourfemme.it)

Preparare la Pelle all’Abbronzatura con la Frutta Arancione

Si avvicina l’estate e, per preparare la pelle all’abbronzatura ed evitare scottature, la prima raccomandazione è di inserire fin da ora nella nostra alimentazione due/tre porzioni al giorno di frutta di stagione, abbondando con meloni, albicocche, pesche e anguria. Fra i suggerimenti, anche quello di iniziare già ora ad esporsi al sole tutti i giorni, per pochi minuti.

Questi sono i consigli di un grande medico, il professor Antonino di Pietro, dermatologo di fama internazionale, presidente fondatore dell’Isplad, la Società di dermatologia plastica e oncologia, e autore dei libri “Per la tua pelle” e “Botulin free”, pubblicati da Sperling & Kupfer.

frutta arancioneLa frutta di questo periodo, spiega il professore, in particolare quella di colore arancione, è ricca di una sostanza chiamata betacarotene, in grado di riparare la pelle dagli effetti nocivi del sole. Mangiare frutta arancione significa quindi incrementare i livelli di betacarotene nel corpo sicché, quando ci esporremo al sole, avremo un minor rischio di scottarci e la nostra abbronzatura sarà uniforme e senza macchie. L’abbronzatura parte dunque dalla tavola, dove è consigliabile abbondare con insalate a base di carote, pomodori e cetrioli.

Questi cibi, oltre a contenere alte dosi di betacarotene, sono ricchi di vitamine A, E e C, che hanno un effetto antiossidante, cioè riparano la pelle dall’invecchiamento e dalla disidratazione che il sole può causare. Ideale sarebbe consumare anche tonno e sardine perché contengono selenio, un minerale che aiuta a contrastare la comparsa di rughe.

Fra i tanti consigli, anche quello di iniziare subito ad esporsi al sole: questo aiuta a stimolare la produzione di melanina, una sostanza in grado di proteggerci dagli effetti negativi dei raggi UV. Iniziare adesso significa accumulare la giusta quantità di melanina e arrivare alle giornate di vacanza e di pieno sole con uno scudo naturale più efficace.

Cominciamo ad esporci al sole un quarto d’ora al giorno, evitando le ore centrali della giornata – dalle dodici alle quindici – perché gli effetti del sole in queste ore sono i più nocivi. Per chi non ha tempo di mettersi al sole in tutto relax, sarà sufficiente camminare al sole intanto che si va a lavorare, fare la spesa o accompagnare i figli a scuola. Ottima anche la pausa pranzo per stare all’aria aperta e prendere il sole.

(Fonte www.freshplaza.it)

Irritazioni alla Pelle dei Bambini: Rimedi Omeopatici

rimedi omeopatici irritazione pelleDermatiti solari, sfoghi da sudore, morsi d’insetto: in estate la pelle dei bambini, più delicata e sensibile, è messa a dura prova dalle irritazioni. Se è vero che il più delle volte le problematiche cutanee sono temporanee e facilmente risolvibili, è altrettanto innegabile che talvolta la tendenza a sottovalutare tali manifestazioni può portare a spiacevoli sovrainfezioni favorite da un lato da un eventuale calo delle difese e dall’altro dal grattamento.
In tutti questi casi un valido aiuto arriva da “IMO Complesso D”, medicinale omeopatico, efficace alternativa ai classici antistaminici topici, che con l’esposizione al sole possono provocare reazioni di fotosensibilizzazione e ai cortisonici, farmaci senz’altro efficaci ma non privi di effetti collaterali.
“Un primo aspetto da considerare è che la pelle è un emuntorio fondamentale: attraverso la sudorazione, infatti, essa consente non soltanto di regolare la temperatura corporea ma anche di espellere tossine” commenta Zora Del Buono, pediatra omeopata a Bari. “Per tale ragione la miliaria (o sudamina), reazione infiammatoria innescata dalla cristallizzazione del sudore all’interno delle stesse ghiandole che lo producono, è una delle manifestazioni estive più frequenti nei bambini, in particolare nei più piccoli: i puntini arrossati, che possono assumere anche l’aspetto di vescicole, oltre a preoccupare le mamme, possono creare disagio e favorire, attraverso il prurito e le lesioni da grattamento che ne derivano, l’impianto di germi. Accanto alle eruzioni da calore, come la miliaria, troviamo poi quelle da esposizione al sole, di cui paradigmatica è la dermatite solare”. Si tratta di un eritema che può spingersi fino alla scottatura, dovuto alla vasodilatazione, che a sua volta comprime le terminazioni nervose cutanee causando dolore, rossore, prurito, formazione di bolle e perfino febbre. Alla sintomatologia irritativa si associa poi quella legata alla riduzione del potenziale antiossidativo, che si traduce in fenomeni di degenerazione cellulare ed invecchiamento precoce e in riduzione della protezione immunitaria.

Estate significa poi, per i bambini e non solo, maggior frequenza di morsicature di insetti, che uniscono al microtrauma l’inoculazione delle sostanze irritanti presenti nella saliva dell’animale, potenzialmente responsabili di sensibilizzazione allergica” precisa Del Buono.
“Possiamo così imbatterci nello strofulo, tipico del bambino più piccolo, caratterizzato da eruzioni soprattutto sugli arti che tendono a raggrupparsi lungo il decorso dei vasi linfatici, spesso complicate da lesioni da grattamento. Dopo l’anno e mezzo d’età il bambino, che si è sensibilizzato alle zanzare tende a reagire per reattività crociata a ogni morsicatura e può così andare incontro a orticaria papulosa”. La prurigo nodulare è poi la manifestazione di una cronicizzazione favorita dal continuo grattamento, che irrita le terminazioni cutanee mantenendo il circolo vizioso del prurito e favorendo la comparsa di vescicole, eczemi e foruncolosi.
Bisogna infine ricordare che in estate si verifica una classica recrudescenza delle malattie esantematiche, in cui la febbre non fa che complicare ulteriormente sul quadro complessivo.
“La cura genera spesso ansia nei genitori” osserva Del Buono. “Gli antistaminici topici sono controindicati perché possono dare luogo a reazioni da fotosensibilizzazione e i cortisonici, per quanto efficaci sulla componente infiammatoria, sono gravati da numerosi effetti indesiderati. In tutti questi casi un supporto importante è offerto dal mondo delle piante, di provenienza locale o da paesi lontani. La Calendula, per esempio, vanta un uso antico e ben consolidato: chiamata anche Fiorarancio, è una comune pianta da giardino, appartenente alla famiglia delle Asteraceae e utilizzata sotto forma di tisane, tinture, estratti liquidi, creme o unguenti, o come componente in prodotti per la pelle e per i capelli”. Gli effetti della Calendula sono dovuti ai suoi componenti: flavonoidi, carotenoidi e xantofille, e composti triterpenici. Da secoli, i fiori di Calendula sono stati utilizzati per trattare piaghe, ustioni e ferite grazie alla triplice azione, antinfiammatoria, antisettica (dovuta a effetti antimicrobici e immunomodulanti) e cicatrizzante.
Diversi studi dimostrano che l’applicazione di Calendula favorisce la riepitelizzazione; studi in vitro provano che, applicata direttamente sulla cute lesionata, aumenta l’angiogenesi (cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni) in maniera significativa a livello cutaneo.
“Un’altra pianta importante è Cardiospermum halicacabum, rampicante tropicale appartenente alla famiglia delle Saponifere, molto diffuse in India, Sud America ed Africa, dove vengono usate per lavare” prosegue Del Buono. Il nome di questa famiglia di piante deriva infatti dalla caratteristica dei frutti, che messi in acqua formano schiuma, perché contengono una saponina. La pianta ha piccoli fiori bianchi e semi grandi come grani di pepe marrone scuro, con un cuore bianco (Cardiospermum); la denominazione halicacabum si riferisce alla forma dei frutti e proviene dal greco (significa “barile di sale”). L’estratto della pianta ha proprietà antinfiammatorie, antiallergiche e lenitive del prurito. Riduce i mediatori infiammatori cutanei, con un effetto simil-cortisonico molto apprezzato nel trattamento di eczemi da contatto, essudativi, miliaria ed eritemi solari.
“Merita infine attenzione anche l’Echinacea, nota agli indiani che la utilizzavano per la cura di piaghe e ferite, incluse quelle provocate dal morso di serpenti” aggiunge Del Buono. “La specie più popolare, per le sue proprietà salutari, è la angustifolia, che deve il nome alle foglie molto piccole. Essa possiede una notevole azione cicatrizzante a livello cutaneo e favorente la rigenerazione dei tessuti, dovuta soprattutto all’inibizione dell’enzima jaluronidasi, che attacca e distrugge gli acidi jaluronici indispensabili per garantire l’elasticità dei tessuti (l’inibizione della jaluronidasi sembra ridurre la diffusione nell’organismo degli agenti infettivi). Ciò assicura la stabilità degli acidi jaluronici, con notevole attività protettiva sui tessuti”. La pianta svolge anche attività antibatterica grazie alle poliine, che presentano una notevole capacità batteriostatica.
IMO Complesso D associa queste tre piante sfruttandole sinergicamente per il trattamento di svariate alterazioni cutanee, dalle macerazioni da sudore agli arrossamenti, dal contatto con sostanze irritanti/urticanti agli eritemi solari. Un vero toccasana per ogni tipo di pelle, in particolare per quella dei bambini, che in estate paga il tributo più alto in termini di eruzioni e sovrainfezioni.

(Fonte www.benesseresalute.net)

La Tanoressia: quando l’Abbronzatura diventa Ossessione

La tanoressia è una “moderna ossessione” o se vogliamo una vera e propria malattia psichica che colpisce chi, guardando la propria carnagione, non la vede scura a sufficienza.

Il termine deriva dalla lingua inglese ed è stato coniato dai ricercatori dell’Università del Texas, che hanno effettuato studi sulla dipendenza dal sole (che sta prendendo sempre più piede in America).
Il termine Tanoressia è composto dalla parola “tan” che significa e da “anoressia”.

E’ infatti paragonabile all’anoressia: così come gli anoressici non si vedono abbastanza magri, i tanoressici non si considerano mai abbastanza abbronzati e sono alla costante ricerca di un colorito bruno.

La causa è spesso la scarsa sicurezza in sè stessi, la mancata accettazione della propria immagine ed addirittura autolesionismo.

Chi ne è affetto non si interessa delle avvertenze dei medici, resta al sole per ore restando ben lontano dall’ombra, preferisce non spalmare creme protettive quando si espone al sole o alle , dato che l’abbronzatura è un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, anche a discapito della salute
(Fonte www.yourself.it)

Bassi livelli di Vitamina D? Tutti al Sole

Vitamina D, sole, osteoporosi: tre parole molto connesse tra di loro ed in auge in questo particolare periodo dell’anno. Per completare il cerchio io aggiungerei: carenza di vitamina D (nelle donne soprattutto) porta a problemi alle ossa, quindi osteoporosi.

Il rimedio? Abbronzarsi ed esporsi di più ai raggi del sole. La vitamina D, infatti, aiuta a fissare meglio il calcio nelle ossa, problema molto più presente nelle donne che negli uomini, soprattutto dopo e durante il periodo della menopausa.

Bassi livelli di vitamina D non fanno male solo alle ossa, però: possono dare disfunzioni a livello muscolare ed aumentare il rischio di fratture ed altri problemi di salute. E la maggiore esposizione al sole è l’unico rimedio, perchè la vitamina D negli alimenti (carni e pesci grassi) rappresenta solo il 10% del nostro fabbisogno.

Il tutto è stato ampiamente studiato da un biochimico della London Clinic, il quale consiglia un’esposizione giornaliera di viso ed arti di almeno 20 minuti, tre volte alla settimana, e senza protezione solare in questo periodo dell’anno in cui ancora si può, senza incorrere nei pericoli di cancro alla pelle. (fonte www.benessereblog.it)