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Proprietà della Pasta Integrale

propietà pasta integraleRinunciare a un piatto di pasta e difficile soprattutto se amiamo molto questo tipo di alimento; per unire linea e gusto basta sostituire la pasta classica con quella integrale, stando comunque attenti ai condimenti e alle quantità, fattori che fanno salire sensibilmente il numero delle calorie. Perché la pasta integrale non fa ingrassare? La pasta integrale non fa ingrassare perchè ha un basso indice glicemico ed è molto ricca di fibre; gli amidi dei cereali integrali, infatti, hanno un indice glicemico più basso rispetto a quelli dei cereali raffinati, con tutti i vantaggi che ne conseguono. Le fibre contenute nei cereali integrali, inoltre, oltre a prevenire la stipsi, aiuta le attività del metabolismo e regala un senso di sazietà maggiore, e riduce anche la fame nervosa.

Calorie della pasta integrale

La pasta integrale pesata da fresca contiene 335 calorie ogni 100 grammi, ma bisogna considerare che una volta cotta le calorie diventano circa 137; attenzione, però al condimento: prediligetene sempre uno semplice e poco elaborato, meglio se a base di verdure.

(Fonte www.dietaland.com)

Stitichezza Cronica: Cause e rimedi

La stitichezza cronica, o stipsi, è un problema molto diffuso del quale però non si parla molto volentieri per imbarazzo.
Il problema è che nella maggior parte dei casi la situazione non è neanche lieve, con tutta una serie di conseguenze sia lavorative che sociali che si vanno a creare. Infatti, il numero di persone che si rivolge al medico per esporre il proprio disturbo è esiguo rispetto a quello reale che, invece, ne soffre. In questo modo senza una diagnosi ed una terapia adatta la situazione si aggrava creando sempre più disagio e problemi durante la vita quotidiana. Secondo recenti indagini, infatti, anche il tempo e la qualità del lavoro vengono inevitabilmente danneggiati, sempre in base alla gravità del disturbo. Tutto ciò si riflette anche sul costo economico sociale a causa dell’assenteismo e della qualità del lavoro.

Uno studio, chiamato LIRS (Laxative Inadequate Relief Survey), condotto dai ricercatori della Doxa Pharma, ha evidenziato il numero dei pazienti che lamentano problemi di stitichezza cronica e la loro qualità di vita. I dati, raccolti da 39 centri di gastroenterologia italiani, hanno evidenziato che circa il 15-20% delle persone soffre di costipazione cronica, e che solo in un caso su quattro si tratta di una forma lieve. Per quanto riguarda il sesso, a soffrirne di più sono le donne (almeno l’80%) cinquantenni. Le persone che hanno presentato il loro problema lo descrivono come una vera e propria malattia cronica (per un paziente su due la propria salute non è buona e peggiora con il passare degli anni). Lo studio ha rilevato anche l’insoddisfazione ed i problemi che questi devono affrontare, a causa della stipsi, anche sul posto di lavoro: costretti ad assentarsi (si è stimata la perdita di almeno 4 ore di lavoro alla settimana in base alla gravità) e con una riduzione delle capacità lavorative ( del 20% nei casi di stitichezza lieve, ma addirittura del 35% in quelli più seri e gravi). Come accennato prima l’assenteismo e l’ansia di dover andare a lavoro (presenteismo), che scaturisce in una riduzione della capacità e della concentrazione, si riflettono in maniera negativa sul costo economico sociale: secondo l’indagine si perdono circa 1.500 euro l’anno. Insomma un disturbo che causa una serie di problematiche sia personali che sociali, ecco perché è necessario parlarne con gli specialisti cercando di evitare tutto ciò.

Cause e rimedi della costipazione cronica

Si parla di stipsi cronica non quando si ha una riduzione nel numero di evacuazioni al giorno o alla settimana, ma quando accade che in almeno una di queste su quattro si avvertono dei fastidi o dolori: sforzo eccessivo, feci dure e aride, sensazione di pesantezza addominale o di ostruzione nonostante la defecazione. Tutto questo innesca un meccanismo di ansia e nervosismo che peggiora solamente la situazione. Infatti, il disagio che si crea, e quindi anche un coinvolgimento di tipo emotivo può causare un peggioramento della situazione. Le cause possono essere molteplici da un’alimentazione sbagliata, alla sedentarietà, a condizioni particolari di vita e lavoro, a farmaci. Per quanto riguarda i rimedi, secondo gli esperti, la cosa principale è rivolgersi per qualsiasi problema, senza aspettare e facendosi dei problemi di imbarazzo, agli specialisti del settore. Anche perché le soluzioni saranno rivolte sicuramente nel migliorare e modificare proprio le cause del problema (quindi si agirà sulla dieta incrementando l’apporto di fibre frutta e verdura, sull’esercizio fisico, sulla psicologia della persona, sulla terapia farmacologica).

(Fonte www.tantasalute.it)

Con la Cicoria via Stipsi e Ristagni

Selvatica o coltivata, questa insalata di stagione depurativa aiuta fegato e reni a smaltire le tossine che favoriscono l’ingrassamento e la cellulite

La cicoria più disintossicante e gustosa cresce in primavera, proprio quando il corpo ha più necessità di ripulirsi dalle tossine che impediscono al metabolismo di lavorare a regime. Le sostanze attive contenute nelle sue foglie depurano gli organi emuntori (fegato e reni) e favoriscono la peristalsi. Tutte le cicorie hanno un’ottima azione sgonfiante a fronte di un apporto calorico irrisorio. Scopri come farne tesoro…

I suoi fiori nell’insalata combattono la ritenzione

La cicoria selvatica o tarassaco, (conosciuta anche come dente di leone), è quella più ricca di vitamine e sali minerali. Le raccolte primaverili sono le migliori, perché le foglie sono più tenere e più ricche di vitamine e minerali diuretici. Il tarassaco si mangia da solo o abbinato ad altre insalate, si usa nei risotti, nelle frittate o amalgamato nell’impasto degli gnocchi. Del tarassaco ogni parte è commestibile: i fiori gialli, ricchi di fitormoni rassodanti e anti ristagni, si mangiano in insalata; le radici essiccate e polverizzate si usano per preparare il caffè e i boccioli si possono conservare sott’olio o aceto, dopo averli fatti sbollentare.

Con aceto e peperoncino combatte la cellulite

Tarassaco e cicoria sono ottimi crudi in insalata, tagliati finemente. Si possono arricchire con un cipollotto (diuretico) e un uovo, per ottenere un piatto unico completo, ipocalorico e dimagrante che andrà condito con poco olio d’oliva, aceto e un pizzico di senape (bruciagrassi).

Tutta la cicoria è ottima stufata (cotta in padella con poca acqua): in questo modo le foglie si ammorbidiscono e perdono in parte il tipico sapore amaro. A fine cottura si può aggiungere poco olio extravergine di oliva di prima spremitura a freddo oppure salsa di soia.

Le cicorie sono gustose anche ripassate in padella (dopo averle scottate in acqua) con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio e un pizzico di peperoncino rosso: è un contorno che smobilita i grassi più ostinati e previene la temibile buccia d’arancia.

I loro antiossidanti ti rassodano

Oltre al tarassaco, possiamo trovare sui banchi del mercato tutto l’anno, a rotazione, le cicorie coltivate: la catalogna, la scarola, la cicoria riccia, l’insalata belga ( indivia) e il radicchio. Sono ricche di vitamine, soprattutto la C, acido folico e betacarotene (che sono potenti antiossidanti), fibra e sali minerali: ferro, magnesio e calcio. Messa a confronto con le altre insalate amare, la belga ha meno sostanze nutritive (tra le quali la clorofilla) perché la sua coltivazione avviene al buio.

(fonte www.riza.it)

Radicchio, miniera di Vitamine e Minerali

Depura il fegato, aiuta le ossa e combatte la stipsi. Ma c’è ancora chi ignora le sue innumerevoli virtù e lo considera buono solo per l’insalata

Dal sapore inconfondibile e particolarissimo, un misto di amaro, dolce, fresco, pungente, il radicchio incarna perfettamente l’energia autunnale carica di contrastanti elementi che ne fanno la stagione della trasformazione per eccellenza. In cui tutto sfocia nel suo contrapposto.

Le sue foglie dal colore rosso intenso con nervature bianche e carnose richiamano l’intensità delle tinte delle foglie autunnali. Ma la particolarità di quest’insalata non è certo quella di aggiungere una nota di colore al verde delle insalate. Il radicchio è una vera e propria miniera di sostanze utili all’organismo. 

Il radicchio è una vera e propria farmacia naturale che in ottobre non dovrebbe mancare sulla nostra tavola. Potassio, fosforo, sodio, ferro, magnesio, manganese, rame, calcio, principi amari e sostanze zuccherine, grandi quantità di vitamine, aminoacidi e piccolissime quantità di protidi e lipidi. 

Le proprietà del radicchio sono molteplici. L’azione principale è quella tonificante, preziosa durante i cambi di stagione, in cui il sistema immunitario, nervoso ed articolare vengono messi a dura prova.

Poverissimo di calorie, appena 14 per 100 grammi, è un validissimo aiuto nella cura dell’inappetenza. Consumato come antipasto, prima di pranzo o cena, grazie alle sue sostanze amare, stimola l’appetito. Antianemico, integratore di minerali, depurativo del fegato, diuretico e leggermente lassativo, è persino febbrifugo. Inserito nella dieta quotidiana, il radicchio è un rimedio per le prime influenze stagionali. 

Afonia: grazie a questo sciroppo ritrovi la voce

Una ricetta per preparare uno sciroppo prezioso sia nei casi di afonia vera e propria, sia come rimedio preventivo dei disturbi di voce. Particolarmente consigliato a chi utilizza molto le corde vocali: insegnanti, venditori e naturalmente cantanti.

Ingredienti

100 g di radicchio

un cucchiaio di sommità di erisimo

due cucchiai di mele di timo

200 cl di acqua

Procedimento

Frullare il radicchio. Filtrare il composto. A parte far bollire l’acqua, aggiungere l’erisimo. Spegnere  e lasciare in infusione per 15 minuti. Filtrare, aggiungere il miele di timo. Raffreddare ed aggiungere il succo di radicchio.

Dosi consigliate:. Bere a cucchiai durante l’arco della giornata, agitando lo sciroppo ogni volta che lo si assume.

Stipsi: con la sua “acqua” si torna alla normalità

Per tutto il mese di ottobre l’acqua di radicchio in sostituzione all’acqua minerali durante la giornata aiuta a rieducare l’intestino alle sue normali funzioni.

Ingredienti

un litro e mezzo d’acqua minerale (possibilmente ricca di zolfo o salso-ferruginosa)

un cucchiaio di miele di acacia

100 g di radicchio

Procedimento

Portiamo l’acqua minerale a ebollizione. Spegniamo e aggiungiamo il radicchio tagliato e ben lavato. Lasciamo in infusione per 15 minuti e aggiungiamo il miele. Mescoliamo, strizziamo il radicchio, filtriamo il tutto e beviamo l’elisir.

Fegato: un frullato di foglie è il miglior disintossicante

Un frullato di radicchio in sostituzione della cena, per una settimana, depura il fegato, rimette in sesto le vie biliari e “spegne” le costipazioni epatiche.

Ingredienti

150 g di radicchio

due mele acidule di media grandezza

un porro tagliato a fettine

un sedano intero

50 gocce di tintura madre di carciofo

Procedimento

Frulliamo tutti gli ingredienti lungamente e aggiungiamo, solo alla fine, la tintura madre di carciofo. Consumiamolo subito. (fonte www.riza.it)

I Fichi Freschi riducono la Fame e combattono la Stipsi

I fichi hanno meno zuccheri di quel che si pensi, niente grassi ma vitamine e minerali. In più contengono lignina, utile per la regolarità intestinale.

I fichi freschi sono una delizia tipicamente estiva e delle prime settimane dell’autunno. Molte persone, però, li guardano con timore, pensando che costituiscano un attentato per la linea. Non è cosi. È vero infatti che si tratta di un frutto piuttosto zuccherino ma, consumato nella giusta quantità, può essere un toccasana per l’organismo, e tutto questo senza mettere a rischio un corretto stile alimentare. Infatti, i fichi rappresentano un’importante fonte naturale di energia, però non contengono praticamente grassi, non hanno colesterolo e nemmeno sodio, mentre abbondano di fibra.

I fichi sono frutti particolarmente delicati e bisogna quindi fare attenzione quando non si consumano subito, bensì si conservano. Infatti, nel frigorifero i fichi si mantengono per un massimo di tre giorni: è meglio riporli in un contenitore chiuso, per evitare l’assorbimento di odori provenienti da altri cibi presenti nel frigorifero. Un’altra conservazione può essere il congelamento. In questo caso, bisogna ricordare che il limite consigliato di conservazione è di circa trenta giorni.

I fichi freschi hanno meno calorie dei mandarini
Un aspetto dei fichi che vale la pena di sottolineare ha a che fare con le calorie. I fichi freschi forniscono meno di 50 calorie ogni 100 grammi di polpa, quindi una quantità inferiore ad altri frutti, come ad esempio l’uva (che ne apporta circa 60) e i mandarini (che contengono più di 70 kcal ogni 100 grammi). Inoltre i fichi freschi hanno un indice di sazietà medio: questo vuol dire che non c’è bisogno di mangiarne grandi quantità per avvertire il senso di pieno e di soddisfazione, e sentirsi quindi sazi.

Tante varietà, diversi gradi di dolcezza
Esistono diverse varietà di fichi. I più conosciuto sono il fico nero, il più zuccherino, che ha la buccia sottile, color viola scuro, e la polpa molto profumata; il fico verde che matura a fine estate; e il fico fiorone, tardivo e per questo meno saporito, anche se più grande, con la polpa più asciutta. E ancora i cimaruoli, ultimi a maturare poco prima dell’inverno (fonte www.mondobenessereblog.com)

Stipsi, 7 regole per vincerla senza Lassativi

Un periodo di particolare stress, in famiglia o sul lavoro. O magari un viaggio che vi ha scombussolato orari, abitudini, dieta. Sono tanti e diversi i motivi per cui l’orologio biologico che regola le funzionalità intestinali può andare in tilt. E così, la stipsi finisce per colpire anche chi non ne soffre abitualmente.
In genere, in persone che non la conoscono troppo da vicino, la stitichezza è un disturbo che dura pochi giorni perché l’intestino ha le capacità di autoregolarizzarsi, tornare da solo ai ritmi di sempre; ma per chi è già tendenzialmente stitico, il problema della stipsi può peggiorare proprio con l’arrivo del caldo.
La prima contromossa è quasi sempre il ricorso ai farmaci ad hoc, i lassativi. Ma sappiate che il problema può essere risolto (o meglio ancora prevenuto) in modo naturale. Ecco allora alcune buone regole da tenere a mente.

1) Sì all’acqua, no al tè. Bere molto, perché i liquidi servono a rendere morbide le feci. La quantità giusta, per non avere problemi, è di due litri al giorno. La bevanda migliore resta sempre l’acqua, quella da evitare, invece, è il tè: il tannino di cui è ricco ha effetti astringenti.

2) Più verdura e cereali integrali. Il modo migliore per assumere regolarmente questi cibi sono i passati e i minestroni vegetali: piatti ricchissimi di acqua, ma contengono anche altre sostanze molto importanti, come le fibre alimentari insolubili. Una volta giunte nell’intestino, trattengono l’acqua e formano una densa gelatina che facilita l’espulsione delle feci. Si commette spesso l’errore di mangiare molta verdura e bere poco, in questo caso il disturbo peggiora.

3) Sì ai frullati di frutta. E’ molto importante aiutare le colonie di batteri che sono naturalmente presenti nel tubo digerente: producono sostanze che stimolano il suo funzionamento. I frullati di frutta fanno proprio questo: insieme all’acqua, contengono anche fibre solubili, che nutrono la flora batterica intestinale. La frutta tropicale poi ha effetti lassativi ancora più potenti. Ottimi mango e datteri. La giusta quantità di frutta sono tre porzioni di circa 100 g di verdura, due di frutta e una o due di cereali integrali. Attenzione a non esagerare: mangiarne di più è inutile. E può essere perfino controproducente.

4) Lo yogurt, un toccasana. I fermenti lattici che contiene sono capaci di superare i succhi gastrici dello stomaco e di arrivare fino all’intestino. Bisogna scegliere gli yogurt che, sull’etichetta, dichiarano di contenere il Lactobacillus acidophilus.

5) Il lievito di birra. Può essere considerato un alimento antistitichezza poiché stimola la digestione. Chi non sopporta l’assunzione delle pastiglie, può consumare pane di grossa pezzatura, come quello pugliese, perché nella parte interna i lieviti sopravvivono alla cottura.

6) Le erbe aromatiche. Salvia, alloro, rosmarino, menta e prezzemolo combattono la fermentazione e stimolano la motilità gastrointestinale. E per condirle è meglio usare l’olio extravergine di oliva, che agisce come blando stimolante.

7) Il miele. Per dolcificare le bevande, calde e fredde, è meglio dello zucchero. Soprattutto quelli di eucalipto e di acacia hanno buone proprietà lassative.

Ricordarsi di introdurre queste modifiche nella dieta gradualmente, per non mettere in difficoltà i batteri benefici che vivono nell’intestino. Si può cambiare subito, invece, il proprio modo di mangiare: bisogna abituarsi a masticare a lungo bocconi molto piccoli, a mangiare lentamente e a fare pasti leggeri e frequenti.

 (fonte staibene.libero.it)