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L’Uva è utile per Combattere le Malattie Degenerative

cura per malattie degenerativeSulle proprietà benefiche dell’uva ci sono ormai pochi dubbi che, comunque, vengono ulteriormente chiariti da un recente studio cinese secondo il quale l’uva, o meglio il resveratrolo, sarebbe utile per combattere le malattie degenerative quali ischemia cerebrale, Alzheimer e morbo di Parkinson; scopriamo nel dettaglio quanto scoperto dai ricercatori a proposito dell’azione di questa sostanza nelle malattie cerebrali.

Il resveratrolo, il noto composto polifenolico che si trova nella buccia dell’uva e nel vino rosso possiede diverse proprietà benefiche la più importante, tra tutte, la sua azione antitumorale; adesso, un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori della Zhengzhou University, in Cina, ha dimostrato l’efficacia di questo composto contro i disturbi che riguardano il cervello, come la demenza vascolare, le malattie di Huntington, Alzheimer, Parkinson e, anche l’ischemia cerebrale.

L’azione protettiva del resveratrolo si evidenzia a livello neurologico ed è stata scoperta dai ricercatori grazie a una serie di esperimenti su modello animale: i ricercatori hanno riconosciuto come il resveratrolo sia in grado di migliorare le capacità di apprendimento e la memoria facendo dei test su alcuni topi affetti da demenza vascolare. Inoltre, il polifenolo contenuto nella buccia del’uva, è in grado di apportare dei beneficia all’ippocampo e alla corteccia cerebrale, il tutto con ottime influenze sul trattamento delle malattie neurodegenerative, confermando anche il ruolo del resveratrolo sulla riduzione dello stress ossidativo.

I risultati completi della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Neural Regeneration Research, e nonostante siano ancora in fase sperimentale, se confermati, potrebbero aprire nuovi speranze nel trattamento delle malattie degenerative.

(Leggi l’articolo completo su http://www.dietaland.com/luva-utile-combattere-le-malattie-degenerative/25939/)

I Benefici dell’Uva contro i Danni ai Reni dovuti a una Dieta ricca di Grassi

L’uva potrebbe essere un’arma importante nella lotta contro le malattie renali causate da una dieta ricca di grassi.

benefici uvaL’estratto dai semi dell’uva potrebbe servire per la prevenzione e il trattamento delle malattie, secondo uno studio comparso sulla rivista Applied Physiology, Nutrition and Metabolism e condotto dal Laboratory of Bioactive Substance at the Center of Biotechnology di Borj-Cedria, Tunisia. Si sa che gli estratti dai semi dell’acino (Gsse) contengono potenti antiossidanti.

Gli scienziati hanno esaminato gli effetti sui topi del Gsse tratto da un cultivar di uva (“Carignan”) di Vitis vinifera dal nord della Tunisia.

Quando gli animali, che avevano problemi ai reni indotti da una dieta ad alto contenuto di grassi, ricevevano una dose di estratto che corrisponde a 35 grammi per 70 chili di un adulto umano, si verificava una parziale inversione del deposito dei trigliceridi.

Secondo gli scienziati i polifenoli, incluso il resveratrolo, sono responsabili dei benefici effetti positivi del Gsse

(Fonte http://www.freshplaza.it/news_detail.asp?id=51857)

L’uva contro lo Stress Ossidativo e la Resistenza all’Insulina

combattere stress ossidativo e resistenza all'insulinaI polifenoli contenuti nell’uva sono risultati essere attivi nel contrastate lo stress ossidativo indotto e la resistenza all’insulina, in particolare nelle persone ad alto rischio metabolico.
Un nuovo studio francese, pubblicato sulla versione online di Diabetes Care, suggerisce come una supplementazione a base di polifenoli (PP) estratti dall’uva sia in grado di bloccare lo stress ossidativo fruttosio-indotto e la resistenza all’insulina nei soggetti ad alto rischio metabolico – anche se sani.

La dottoressa Marie Hokayem e colleghi dell’Università di Montpellier in Francia, hanno reclutato un gruppo di 38 adulti sani, in sovrappeso o obesi, per condurre uno studio randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, per valutare gli effetti di una dieta ad alto contenuto di fruttosio, lo stress ossidativo – causa di numerosi disturbi – e la resistenza all’insulina.
Tutti i partecipanti avevano un parente di primo grado che aveva sviluppato il diabete di tipo 2.

I volontari sono stati suddivisi a caso in due gruppi. A seguito dell’assunzione di fruttosio, gli appartenenti al primo gruppo sono stati “trattati” con un placebo; gli appartenenti al secondo gruppo sono invece stati trattati con i supplementi a base di polifenoli estratti dall’uva.
L’osservazione e le analisi condotte dopo 9 settimane di studio hanno permesso di rilevare che nei pazienti del gruppo placebo si era sperimentata tutta una serie di effetti negativi e deleteri, tra cui una riduzione del 20% nell’indice di sensibilità epatica all’insulina, un 11% di riduzione del tasso di infusione del glucosio, un aumento dello stress ossidativo sistemico e muscolare e, infine, una deregulation dei geni mitocondriali e una diminuita respirazione mitocondriale.
Al contrario, nei soggetti trattati con la supplementazione di polifenoli non si sono mostrati gli effetti deleteri del fruttosio.

(leggi l’articolo completo su http://www.lastampa.it/2013/02/05/scienza/benessere/salute/l-uva-contro-lo-stress-ossidativo-e-la-resistenza-all-insulina-LZ3lgmge94GGPUgPmZe0nJ/pagina.html)

L’Uva, un toccasana per la salute: ecco tutti i benefici

L’uva il frutto simbolo del passaggio dall’estate all’autunno, racchiude nel suo contenuto zuccherino tutto il sole della stagione calda. Ma è anche un forziere di principi attivi utili al nostro corpo per affrontare la ripresa lavorativa o scolastica.

proprietà salutari uvaTra gli alleati della tua salute e della tua bellezza spicca quindi per le sue benefiche proprietà l’ uva, un vero concentrato di sostanze preziose che regalano benessere.
Si tratta del frutto della vite costituito da bacche (acini) più o meno piccole, rotonde o oblunghe, riunite in grappoli. In base al colore si identificano uve bianche, nere o rosate; secondo l’impiego, si hanno uve da tavola, uve da vino o uve da essiccare (varietà senza semi). Ma come usufruire al meglio delle sue azioni benefiche?

I contenuti preziosi dell’uva
L’ uva è molto ricca di zuccheri direttamente assimilabili (glucosio, levulosio, mannosio); contiene inoltre acidi organici, sali minerali (potassio, ferro, fosforo, calcio, manganese, magnesio, iodio, silicio, cloro, arsenico), vitamine A, del gruppo B e C, tannini (nella buccia), polifenoli. Occorre però ricordare che la composizione e il gusto dell’ uva variano molto secondo la zona di produzione, le condizioni climatiche e la varietà.

L’uva in cucina
Si consuma come frutto fresco, in macedonia o ridotta in succo; con l’uva fresca molto matura si prepara il vincotto, mosto stracotto fino a diventare dolcissimo, utilizzato per preparare alcuni dolci tradizionali. Dai semi (vinaccioli) del’ uva si ricava un olio ricco di acidi grassi benefici per la salute se usato a crudo. L’uva passa, detta anche uvetta, ritempra la memoria e tonifica ossa e cartilagini.

Proprietà salutari
È indicata in caso di anemia e affaticamento, uricemia e gotta, artrite, vene varicose, iperazotemia, malattie della pelle. L’ uva ha proprietà antiossidanti e anticancro, dovute soprattutto al contenuto di polifenoli e di resveratrolo, presente nella buccia dell’ uva nera; ha inoltre proprietà antivirali, grazie al contenuto di acido tannico e di fenolo, in grado di contrastare il virus dell’herpes simplex (applicazioni di succo d’ uva o di mosto sulle labbra affette da herpes ne velocizzano la guarigione).

Utile in caso di stitichezza
Gli acini ridotti in puré, applicati sulla pelle di viso e collo, hanno un’azione astringente e rivitalizzante.
Chi soffre di disturbi digestivi, dovrebbe mangiare gli acini d’ uva senza buccia e semi. Deve essere consumata con moderazione in caso di diabete e obesità.

L’ampeloterapia: la cura dell’uva disintossicante e ringiovanente
La cura dell’ uva, detta ampeloterapia (dal greco ámpelos, vite), consiste nel consumare uva delle varietà da vino e ben matura, come unico alimento giornaliero. Per ottenere i migliori risultati, bisognerebbe recarsi nei luoghi di raccolta dell’ uva e utilizzarla senza le manipolazioni a cui viene sottoposta prima di essere posta in commercio. Si inizia con un consumo giornaliero di 0,5 kg e si arriva fino a 2-2,5 kg al giorno, secondo il grado di tolleranza. Il periodo di tempo consigliato è di 2-3 giorni.

L’uva rossa, un vero toccasana
È in arrivo l’autunno, la stagione in cui si dovrebbero mettere in campo “grandi pulizie” a favore della nostra salute. Proprio l’uva è l’ingrediente principale di un integratore che vi voglio proporre, dotato di specifiche proprietà disintossicanti, drenanti e antinfiammatorie: il succo d’uva, infatti, è una miniera di resveratrolo, un potente antiossidante naturale contenuto nella buccia degli acini (come nel vino rosso) che riduce la formazione di radicali liberi e impedisce l’ossidazione del colesterolo cattivo. Recenti ricerche ne confermerebbero anche la capacità di frenare la proliferazione delle cellule cancerose, in particolare nei casi di tumore al seno, grazie alle sue proprietà immunostimolanti e antinfiammatorie.

Potenzialo con il miele
Perché l’ integratore sia sommamente efficace, il succo d’uva va mescolato al miele, che amplifica le virtù curative del resveratrolo e svolge un’attività antibatterica, antianemica e ricostituente. Inoltre il miele (soprattutto quello di acacia) depura i tessuti del fegato, organo che proprio in questa stagione di passaggio è messo a dura prova dal cambio di clima e dallo stress del rientro: due fattori che, agendo congiuntamente, possono non solo compromettere la digestione ma anche peggiorare la risposta immunitaria.

I benefici di questo integratore
– Drena il fegato: gli enzimi e le vitamine del miele depurano e rinnovano i tessuti epatici
– Riduce il colesterolo: il resveratrolo presente nell’uva libera il sangue dall’eccesso di grassi
– È antinfiammatorio: il mix di antiossidanti di miele e uva combatte virus e infezioni

Come scegliere il miele più adatto alle tue esigenze
• Se aggiungi il miele di castagno: disinfetti le vie urinarie
• Se usi il miele di girasole: elimini il colesterolo dal sangue
• Grazie al miele d’arancio: previeni insonnia e stress da rientro
• Con il miele di millefiori: tonifichi fegato e stomaco.
• Come preparare l’integratore di uva e miele

Procurati del succo di uva nera, preferibilmente d’origine biologica certificata, o centrifuga in casa l’uva (con la buccia e senza i semi) fino a ottenere un bicchiere di succo. Aggiungi al succo d’uva un cucchiaino di miele e mescola il composto finché il miele non si sarà sciolto. Bevi il drink a digiuno, 10 minuti prima di colazione e – per una cura depurativa d’urto – gustalo anche al posto della merenda, per almeno un mese.

(Fonte obiettivobenessere.tgcom24.it)

Il Resveratrolo contenuto nell’uva Allunga la Vita

Nella buccia dell’uva si trova una sostanza antiossidante, molto interessante che da subito ha attirato l’attenzione dei ricercatori: il resveratrolo.

Il resveratrolo svolge una duplice funzione nell’organismo; un ruolo antiage e uno neuro-protettivo. Si è scoperto infatti che questa sostanza produce gli stessi effetti sull’organismo provocati dalla cosiddetta “restrizione calorica” (vedi anche precedente articolo).

alimenti ricchi di resveratroloE’ stato dimostrato scientificamente che una restrizione alimentare del 30% allunga la vita. In seguito alla  restrizione calorica, infatti, diminuisce l’intake calorico complessivo, si verificano dei cambiamenti ormonali, diminuisce la produzione di insulina, diminuiscono le attività tiroidee e l’attività dell’asse gonadotropo (produttore degli ormoni sessuali) e somatotropo (produttore di ormoni della crescita), aumenta l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (responsabile della produzione di ormoni che diminuiscono la pressione); cambiamenti fisiologici, diminuzione della massa adiposa, della temperatura corporea e della pressione; cambiamenti genetici, diminuzione dei geni implicati nello stress ossidativo e dei geni implicati nell’infiammazione.

Anche l’attivazione di alcuni enzimi NAD dipendenti coinvolti nello stress ossidativo, le sirtuine, provoca un prolungamento della vita. Osservando questo è stato scoperto che la restrizione calorica attiva l’enzima SIRT1, che ha azione sul prolungamento della vita. Anche il resveratrolo è in grado di attivare il SIRT1. In questo modo si possono ottenere gli stessi effetti della restrizione calorica assumendo attraverso il cibo il resveratrolo: ecco spiegata l’attività antiaging di questa sostanza.

Come precedentemente detto, il resveratrolo svolge anche un’attività neuro-protettiva, data dal fatto che a livello neuronale ci sono ben tre punti di attacco per il resveratrolo, il quale aiuta la sopravvivenza cellulare, inibendo anche la produzione di radicali liberi.

In conclusione possiamo con tranquillità affermare che il resveratrolo è ad oggi il composto naturale più potente in grado di attivare SIRT1, simulando l’effetto positivo della restrizione calorica. Il resveratrolo potrebbe essere un valido aiuto nel trattamento e nella prevenzione dell’obesità e nella prevenzione della perdita neuronale tipica delle patologie correlate all’età.

Oltre che nella buccia dell’uva, troviamo il resveratrolo anche nel suo derivato, il vino, in maggiori quantità in quello rosso rispetto al bianco ed al rosato.

(Fonte www.freshplaza.it)

La Frutta che contiene Potassio per una sana alimentazione

La frutta che contiene potassio è fondamentale per impostare una dieta corretta per tutti coloro che amano alimentarsi in modo sano. Il potassio è un elemento davvero importantissimo per il nostro benessere: la carenza di potassio, dovuta soprattutto a vomito prolungato, diarrea o a disturbi metabolici può portare stanchezza muscolare, nausea, disattenzione, ansia, sonnolenza ma anche gravi complicanze come l’aritmia cardiaca. Il potassio, come sottolineato anche da recenti studi dell’Università di Napoli, è molto importante per la funzionalità dei muscoli ma anche del cuore.

Un recente studio dell’Università di Napoli ha evidenziato come il potassio protegge il cuore e previene l’insorgere di malattie cardiovascolari.

Il potassio è comunque conosciuto dalla maggior parte delle persone per la capacità di proteggere i muscoli dai crampi. Sappiamo anche che, tra la frutta, le banane sono ricchissime di potassio come anche l’uva, l’avocado, la quinoa e le bacche di goji. Il potassio, fondamentale in una dieta equilibrata, è un minerale e costituisce circa il 5 % di tutti i minerali che fanno parte del nostro organismo: è anche fondamentale nel processo di sintesi delle proteine e degli aminoacidi. Il fabbisogno di potassio giornaliero, per gli adulti è di circa 3100 mg.

La frutta più ricca di potassio

Oltre alle famose banane, contiene molto potassio anche la frutta secca: mandorle e noci, ma anche albicocche e banana disidratata. Sono ricche di potassio anche le arance, le patate e il kiwi. Vi proponiamo quindi una utile tabella, che riassume i tipi di frutta più ricchi di potassio in cui indichiamo, di seguito, i mg di potassio contenuti in 100 gr di prodotto:

Albicocche, disidratate 1260
Pesche, disidratate 1229
Fichi, secchi 1010
Albicocche, secche 979
Pistacchi 972
Pesche, secche 950
Uva, secca 864
Prugne secche 824
Mandorle dolci, secche 780
Datteri, secchi 750
Castagne, secche 738
Mele, disidratate 730
Arachidi, tostate 680
Cocco, essiccato 660
Noci pecan 603
Anacardi 565
Nocciole, secche 466
Avocado 450
Olive nere 432
Kiwi 400
Castagne 395
Ribes 370
Noci, secche 368
Macadamia 363
Banane 350
Melone d’estate 333
Albicocche 320
Melagrane 290
Cocomero 280
Fichi 270
Pesche senza buccia 260
Mora di rovo 260
Cocco 256
Ananas 250
Mango 250
Nespole 250
Anona 250
Pompelmo 230
Ciliege 229
Feijoa 225
Lamponi 220
Mandarini 210
Prugne gialle 202
Passiflora 200
Arance 200
Uva 192
Prugne 190
Fichi-d’india 190
Loti o kaki 170
Babaco 169
Mirtilli 160
Mandaranci 160
Fragole 160
Guava 150
Albicocche, sciroppate 150
Litchi 150
Papaia 140
Limoni, succo 140
Limoni 140
Mele fresche – golden 132
Clementine 130
Pere fresche, senza buccia 127
Mele fresche senza buccia 125
Uva, succo, in cartone 120
Amarene 114
Pesche, sciroppate 110
Mele fresche – renette 105
Cocktail di frutta sciroppata 95
Ananas, sciroppato 79
Ciliege, candite 24

Gli alimenti più ricchi di potassio

Ed ecco invece tutti gli alimenti più ricchi di potassio, utili per integrare una dieta equilibrata. La quantità di potassio è qua di seguito indicata in mg per 100 gr di prodotto:

Salsa tomato ketchup 5901
Tè, in foglie 2160
Caffè, tostato 2020
Soia, secca 1740
Farina, soia 1660
Latte scremato 1650
Fagioli borlotti 1478
Fagioli cannellini, secchi, crudi 1411
Pepe nero 1260
Albicocche, disidratate 1260
Crusca di frumento 1160
Piselli, secchi 990
Lenticchie, secche, crude 980
Albicocche, secche 979
Pistacchi 972
Ceci, secchi, crudi 881
Farina di castagne 847
Germe di frumento 827
Prugne, secche 824
Minestrone liofilizzato 800
Mandorle, dolci, secche 780
Datteri, secchi 750
Acciuga o alice, sott’ olio 700
Arachidi, tostate 680
Prezzemolo 670
Patate, fritte 660
Fagioli borlotti, freschi, crudi 650
Lievito di birra, compresso 610
Noci, secche 603
Aglio 600
Patate, crude 570
Patate, arrosto 570
Patate, bollite, con buccia 570
Patate, cotte al microonde 570
Anacardi 565
Spinaci, crudi 530
Bresaola 505
Pollo, petto, senza pelle, saltato in padella 497
Frumento, duro 494
Pollo, sovracoscio, senza pelle, cotto al forno 488
Speck 484
Agnello cotto al forno 475
Salame, Brianza 473
Rughetta o rucola 468
Nocciole, secche 466 (fonte dieta.pourfemme.it/)

Contro la Degenerazione maculare la prevenzione con l’aiuto dell’Uva

La degenerazione maculare è quella malattia che determina un graduale degrado della zona centrale della retina. A lungo termine la malattia può portare anche alla cecità, soprattutto nelle persone anziane. I sintomi della degenerazione maculare consistono nella deformazione delle immagini e in una diminuzione della vista, che interessa la zona centrale del campo visivo. Le cause della patologia sono da individuare nell’invecchiamento dell’occhio, che determina un minor afflusso di sangue e quindi, con il tempo, un deterioramento dei tessuti della retina.

Si è scoperto che l’uva è un’alleata nella prevenzione della degenerazione maculare. Lo hanno messo in evidenza gli studiosi della Fordham University di New York. I nutrienti contenuti nell’uva sarebbero in grado di combattere l’atrofizzazione delle cellule, che hanno il compito di provvedere alla visione centrale.

I ricercatori hanno riscontrato grandi benefici in quei pazienti anziani, i quali avevano consumato l’uva a partire da quando erano giovani.

Sarebbe tutto merito degli antiossidanti. La ricerca scientifica ha infatti dimostrato che proprio il processo ossidativo si rivela determinante nell’incorrere nella degenerazione maculare.

Gli antiossidanti dell’uva sarebbero ancora più efficaci della luteina, che è un’altra sostanza antiossidante, in genere contenuta negli spinaci, nell’insalata verde, nei piselli e nei porri e che è considerata fondamentale per proteggere la vista, per la sua azione contro i radicali liberi e per essere capace di aumentare la densità ottica del pigmento maculare. (fonte www.tantasalute.it)

L’Uva contrasta la perdita della Vista

Per alcune persone, mangiare uva da tavola può rallentare o prevenire l’insorgenza della degenerazione maculare legata all’età (AMD), una patologia debilitante che affligge milioni di persone anziane in tutto il mondo. Lo sostiene la Commissione per l’uva da tavola della California, citando un nuovo studio.

 

Secondo lo studio, condotto presso la Fordham University e pubblicato in Free Radical Biology and Medicine, responsabile di questi effetti protettivi è l’azione antiossidante dei frutti.

 
Finanziato dalla sezione di oculistica del National Institutes of Health e dalla stessa Commissione per l’uva da tavola, la ricerca ha confrontato gli effetti sulla vista di una dieta ricca di antiossidanti su popolazioni di topi inclini a sviluppare danni alla retina in età avanzata, in modo più o meno simile agli esseri umani. I topi sono stati nutriti con una dieta arricchita di uva, con una a base di luteina e una normale.

 

Lo studio ha scoperto che la dieta arricchita di uva proteggeva contro il danno ossidativo della retina e preveniva la cecità. Sebbene anche la luteina sia efficace, l’uva si è dimostrata ancora più valida.
“L’effetto protettivo dell’uva in questo studio è stato evidente, offrendo un chiaro beneficio per la protezione della vista negli anziani, anche se l’uva viene consumata solo in giovane età” ha detto Silvia Finnemann (nella foto accanto), capo del Dipartimento di scienze biologiche presso la Fordham University di New York.
 
La dott.ssa Finnemann ha spiegato che il suo studio suggerisce anche come la perdita della vista correlata all’età sia il risultato di un danno ossidativo cumulato nel tempo: “Una dieta prolungata arricchita di antiossidanti naturali, come quelli dell’uva, sembra essere direttamente vantaggiosa per la salute e la funzionalità della retina” ha scritto.

“Non stiamo suggerendo di mangiare ossessivamente l’uva, ma che nutrirsi durante la propria vita di antiossidanti naturali può fare la differenza per i cambiamenti dell’occhio umano nel corso del tempo”.

 
I suoi tre anni di ricerche hanno anche dimostrato che, per essere efficace, la dieta a base di alimenti ricchi di antiossidanti dovrebbe iniziare prima dell’età avanzata, preferibilmente da ragazzi o giovani adulti.
 
I topi che sono stati nutriti con porzioni a base di uva o ricche di luteina solo al raggiungimento dell’età equivalente ai 60 anni di un uomo non hanno invece mostrato miglioramenti della retina, ha continuato. “Una volta che i cambiamenti negativi sono avviati, potrebbe essere troppo tardi per invertirli”.
 

La AMD è una malattia degli occhi progressiva, che colpisce la zona centrale della retina, detta macula. E’ la principale causa di cecità negli anziani. Si pensa che il danno e lo stress ossidativo svolgano un ruolo fondamentale nello sviluppo della AMD. (fonte www.freshplaza.it)

L’Uva nella Dieta? Via libera. A patto che…

Tutti i nutrizionisti concordano sul fatto che l’uva, il frutto principe della tavola di settembre e inizio ottobre, sia un alimento decisamente straordinario: è ricchissimo di vitamine, sali minerali e zuccheri. Aiuta a stimolare l’appetito e ha proprietà diuretiche e lassative. In più, è anche molto nutriente, tanto che qualcuno l’ha addirittura ribattezzata il “latte vegetale”. Esattamente come il latte, fa bene a tutti: bambini, adulti e anziani. E allora? Possibile che non ci sia nessuna controindicazione? Come la mettiamo se stiamo seguendo una dieta?

L’importante è non esagerare
L’uva è ricca di zuccheri (in 1 kg ce ne sono ben 150 g), al punto che chi soffre di diabete dovrebbe evitarla. Ma un frutto così energetico può sposarsi alle esigenze della bilancia?
Ebbene sì. L’importante è non dimenticare mai una regola semplice, ma in questo caso fondamentale: non esagerare con le quantità. Sarebbe un grave errore privarsi di un alimento così importante per il nostro organismo, per paura di mettere su peso. E allora, atteniamoci al buon senso: nell’impossibilità di stabilire una dose media buona per tutti, limitiamoci a un grappolo di media grandezza al giorno. Vedrete, ripercussioni negative non ce ne saranno. In compenso, ci guadagnerete in salute.
Già, perché tutti gli elementi che compongono la frutta in genere, e l’uva in particolare, sono preziosi:

  • le foglie contengono i tannini, sostanze antiossidanti dalla forte azione vitaminica in grado di tonificare e proteggere i vasi capillari: potete usarle anche in cucina in varie ricette. Lavate e sbollentate in acqua salata, per esempio, sono uno degli ingredienti di un tipico piatto greco, i “dolmates” (riso avvolto in foglie di vite).
  • La polpa è la parte del frutto dove si concentrano le virtù dell’uva: ricca di zuccheri (glucosio, fruttosio, levulosio e saccarosio, molto nutrienti), di vitamine (C e del complesso B) e di sali minerali (potassio, ferro, sodio e magnesio). Questi ultimi, attivando la funzione dei reni, favoriscono l’eliminazione delle scorie dall’organismo e rallentano la corsa verso l’invecchiamento.
    • La buccia, grazie alla presenza di fermenti e cellulosa, facilita l’attività intestinale.
    • I semi (tecnicamente chiamati vinaccioli)contengono il 65% dei polifenoli totali dell’uva, la cui natura e proporzioni variano in funzione del vitigno, del terreno, del sole ecc. Insomma, ad ogni tipo d’uva corrispondono polifenoli diversi. Ma cosa sono i polifenoli e a cosa servono? Sono sostanze naturali che hanno una potente azione antinvecchiamento, in grado cioè di combattere sia la produzione dei radicali liberi sia di aiutare ogni singola cellula a proteggersi.

      Infine, quanta possiamo consumarne? Nell’impossibilità di stabilire una dose media buona per tutti, se le nostre condizioni di salute sono buone e non abbiamo particolari necessità nutrizionali, limitiamoci a un grappolo di media grandezza al giorno. (fonte staibene.libero.it)

L’Uva: un Frutto Speciale, anche in Gravidanza

L’uva, un frutto di stagione che ha una moltitudine di proprietà importantissime.

Nell’uva sono presenti una buona quantità e varietà di minerali (potassio, ferro, calcio, zinco, rame…), vitamine del gruppo B, vitamina A e C, oltre ad essere energetica, rimineralizzante, disintossicante, diuretica e lassativa.

E’ ideale da consumarsi nei casi di anemie e nelle convalescenze, in gravidanza e nel periodo dell’allattamento, durante sforzi fisici e psichici; ne traggono inoltre giovamento i sofferenti per dolori artroreumatici, gli obesi, gli stitici e tutti coloro che hanno il metabolismo rallentato.

L’uva è anche ottima per gli ipertesi, per chi ha eczemi e impurità cutanee e per mantenere giovani e attive tutte le cellule. Essa infatti stimola soprattutto i tre grandi organi (il fegato, i reni e l’intestino) che eliminano dall’organismo le sostanze inquinanti e tossiche.  (fonte www.freshplaza.it)