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I Benefici dei Vegetali in base al loro Colore

In natura, troviamo una grande varietà di frutta e verdura, disponibili in diverse colorazioni. Il nostro organismo ha necessariamente bisogno di un’alimentazione sana e variegata per poter funzionare al meglio e restare in salute, e questo è anche uno dei tanti motivi per cui bisogna rispettare la natura e proteggerla. I vari colori che caratterizzano i vegetali ci aiutano a capire quali sono i loro valori nutritivi e cosa contengono.

Verde

verdeCibi: ortaggi a foglia come lattughe, indivia, radicchio, spinaci, cavolo, e bietola, ortaggi a fiore come broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, asparagi, e carciofi, kiwi, lime, zucchine, avocado.

Il verde di questi alimenti è forse il pigmento più familiare a tutti, ovvero la clorofilla. Questa sostanza ha un’azione purificante nel nostro organismo, in particolare per il sangue e per la linfa. Anche se il colore verde è quello che predomina nel regno vegetale, bisogna sapere che non tutte le varietà possiedono lo stesso quantitativo di clorofilla. In generale vale la regola secondo cui più scuro è il verde maggiore è il contenuto di clorofilla.

Blu e viola

blu violaCibi: frutti di bosco, melanzane, uva, prugne, barbabietole, patate blu, patate viola.

I vegetali color blu, viola e rosso intenso devono la loro tonalità ad antiossidanti conosciuti come antociani o antocianine. Tali flavonoidi, oltre a essere molto efficaci nel combattere i radicali liberi e rallentare il processo di invecchiamento cellulare, sono particolarmente utili per mantenere in salute il cervello, il cuore e il sistema immunitario.

Rosso

rossoCibi: pomodori, anguria, melagrana, peperoni rossi, mirtilli rossi, lamponi rossi.

Il pigmento che dà ai vegetali la tonalità rossa è chiamato licopene, un antiossidante che contribuisce a ridurre le malattie cardiovascolari e a prevenire diverse forme di cancro.

Giallo e arancione

giallo arancioneCibi: carote, melone, mango, papaia, albicocche, arance, limone, pompelmo, banane, patate dolci, zucca, mais.

La colorazione giallo/arancio degli alimenti è data dal beta-carotene, una sostanza che viene convertita dal nostro organismo in vitamina A, necessaria per la vista, per la salute delle ossa e per stimolare il sistema immunitario. Inoltre, la vitamina A è una delle vitamine più importanti per la salute della pelle perché favorisce la riparazione dei tessuti e dona la giusta idratazione alla cute.

(Leggi l’articolo completo su http://www.beautyerelax.com/alimentazione/461-colori-alimenti-benefici-salute-benessere-corpo.html#ixzz2M6ixb5wb)

Le Proprieta’ Benefiche della Rucola

proprietà rucolaAppartenente al gruppo delle crocifere come cavoli e broccoli, la rucola ne condivide le proprietà antiossidanti ed antitumorali, grazie al contenuto di vitamina C, ferro, potassio, magnesio, calcio, sodio e fosforo; durante la stagione invernale combatte efficacemente gli stati influenzali.

Dopo un abbondante pasto, la rucola aiuta il lavoro dell’apparato digerente: studi condotti in Arabia Saudita hanno dimostrato che può alleviare i sintomi di gastrite e ulcera, in più stimola la diuresi e depura il fegato.

In tempi remoti, l’erba veniva utilizzata per la cura dello scorbuto, una grave patologia causata dallo scarso apporto di vitamina C nell’organismo.

Come nel caso di altre piante, anche la rucola non sfuggiva alle credenze popolari: presso i romani veniva impiegata come sostanza afrodisiaca, e nel periodo rinascimentale sembra che alcuni religiosi caddero in tentazione dopo aver assaggiato un elisir a base di rucola.

Tornando all’uso culinario, la rucola è un ingrediente fondamentale per la preparazione dell’insalata misticanza, una ricetta tipica del centro Italia; apprezzato anche l’abbinamento con bresaola e scaglie di parmigiano.

(Fonte www.freshplaza.it)

Verdure Prima del Pasto: una buona abitudine

Consumare le verdure prima di un pasto è un’ottima abitudine alimentare in quanto migliora la digestione, riduce il senso di pesantezza e il gonfiore addominale, rallenta i picchi glicemici, aiuta a combattere le intolleranze alimentari e infine stimola il senso di sazietà. Ma quanto limita l’apporto di calorie?
verdure prima di pasto

A questa domanda hanno risposto i ricercatori della Pennsylvania State University, conducendo uno studio su 46 donne non a dieta, di età compresa tra i 20 e 45 anni, le quali hanno seguito per diversi giorni un menù composto da 300 grammi di insalata (circa 100 Kcal) e un primo piatto: tortellini al sugo.

L’esperimento si è protratto nel tempo, con la particolarità che ogni giorno cambiava la modalità con la quale venivano servite le verdure: prima o durante il pasto, oppure assenti.

Alla fine dell’esperimento, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “Appetite”, è emerso che le verdure sono efficaci a ridurre le calorie a prescindere dal momento in cui le si consuma, a patto che la porzione sia fissa e abbondante, in quanto per ridurre l’apporto energetico di un pasto c’è bisogno di una determinata quantità di verdura. Nel caso dell’insalata, 300 gr riducono l’apporto calorico del pranzo dell’11% circa.

(Fonte www.freshplaza.it/)

Raw Food, la filosofia del Crudismo

Raw Food è molto più di una semplice dieta, è una filosofia alimentare che nasce dal regime vegetariano e si basa sul consumo di frutta e verdura cruda. Per questo motivo, in Italia, è chiamata semplicemente crudismo. Arriva dagli Stati Uniti e ha conquistato il cuore di molte star, tra i seguaci troviamo anche Demi Moore, Mel Gibson, Prince, Uma Thurman, Carol Alt. A differenza di quanto si possa credere, il Raw Food non è una semplice moda, ma un modo di interpretare il benessere: mangiare cibo crudo vuol dire rispettare l’ambiente, non inquinare e possibilmente acquisire tutti i nutrienti all’interno del frutto. È ovvio che, nonostante i buoni propositi, anche questo tipo di alimentazione ha i suoi limiti.

La prima considerazione da fare è di tipo storico: l’uomo, prima scoprire il fuoco, aveva già un’alimentazione Raw food. Si nutriva, infatti, di frutta e bacche, ovviamente consumate in modo crudo. È successivamente alla scoperta del fuoco che diventa onnivoro, inizia a consumare carne e cambia totalmente la sua alimentazione. Il fuoco, infatti, rende il cibo più morbido e saporito, ma ne altera anche le proprietà. Come abbiamo detto in molte occasioni, la cottura può danneggiare la struttura dell’alimento. Spesso si disperdono le vitamine, si distrugge il contenuto enzimatico oppure si sviluppano sostanze dannose (vedi il classico annerimento durante la griglia, dagli esperti considerato cancerogeno).

Chi sono i crudisti?

I crudisti sono convinti che i cibi non debbano essere mai cotti sopra ai 40° perché gli alimenti sono vivi e a temperature diverse li uccideremmo. È stato dimostrato, per esempio, che l’uso del microonde provoca una riduzione del 30-40 per cento del contenuto di vitamina B12 del latte. E’ tanto comodo la mattina mettere la nostra tazza nel fornetto e questo è il risultato. Di base hanno rivalutato la composizione dei piatti: siamo abituati a considerare la frutta e la verdura come un semplice contorno o uno spuntino. I crudisti, invece, pongo proprio al centro dei loro piatti questi due ingredienti.

Il crudismo fa bene?

Il crudismo fa bene e non è dannoso per la salute, ma deve essere seguito con un po’ di attenzione. Esattamente come per la dieta vegetarianail consiglio è quello di non smettere all’improvviso di mangiare carne e basta, ma di andare da un esperto, un nutrizionista vegetariano e/o vegano, per stabilire una dieta ben equilibrata. Sicuramente il Raw Food permette di contrastare il rischio obesità, ipertensione, ma anche le malattie cardiovascolari. Bisogna però stare molto attenti a non creare delle carenze alimentari: il corpo ha bisogno anche di proteine ed è importante che quelle animali siano sostituite con quelle vegetali, ma con consapevolezza. Il rischio più grave è la mancanza di ferro, calcio, vitamina B12 e D. Inoltre, non fate questa scelta solo per imitazione: non è l’esempio di un amico o di un vip che può spingervi verso una decisione simile. Ci vogliono ragioni più profonde e maturate dentro di sé.

 (fonte dieta.pourfemme.it/)

La ricetta magica della Longevità

La medicina del XXI secolo si concentrerà a pilotare il processo di invecchiamento per renderlo il meno faticoso possibile, prolungare la fase di salute, cercando di abbinare longevità e qualità della vita.
Un buon modo per comprendere meglio cosa incide sulla durata e la qualità della vita è quello di studiare gli ultracentenari; la popolazione di Okinawa è un esempio di longevità e salute, recentemente sottoposti a studi, ne è emerso che” la causa di questa longevità sia da ricercare in una particolare interazione tra predisposizione genetiche e stili di vita.

Nella ricetta magica dell’elisir di lunga vita, di pololazioni ultrcentenarie, sono presenti ingredienti sorprendenti:

1.Movimento:

L’uomo è fatto per stare in movimento, ma con moderazione, non forzando oltre i propri limiti, a lungo andare porta un logorio eccessivo di muscoli, articolazioni e tendini.

Il giusto movimento, come una camminata a passo sostenuto, un giro in bici, o seguire un programma fitness tarato sulle proprie esigenze, è la miglior cosa da fare con regolarità tutti i giorni. Attività fisica vuol dire anche occuparsi del giardino, fare i lavori di casa, ecc, l’importante è di non farsi mai sopraffare dalla sedentarietà.

2.Socialità:

Molto importante per invecchiare bene è il rapportarsi con gli altri, scambiare idee, circondarsi di persone positive che amano la vita, che consentano dei rapporti socialmente utili ed appaganti., dove sentirsi sicuri, protetti, ma anche con un ruolo attivo.

3.Sole:

Di fondamentale importanza è stare alla’aria aperta, poter godere giornalmente della luce del sole, prezioso per fissare la vitamina D, dalle proprietà protettive.

4.Cibo giusto:

Dare prevalenza nella dieta a cibi di origine vegetale, riducendo cibi animali.

Mangiare meno, mantenendo un equilibrio tra peso corporeo, necessità energetiche( secondo dell’attività che si svolge) e cibo ingerito e solo di ottima qualità.

Gli alimenti che aiutano ad invecchiare bene e in salute sono:

  • Cereali integrali
  • Verdura a foglia verde e crucifere( cavoli, cavolfiore, verze ecc)
  • Legumi
  • Noci e mandorle, datteri
  • Olio di oliva extravergine
  • Pesce, come sgombro, merluzzo e alici ricco di omega 3
  • Carne bianca, pollo coniglio e agnello
  • uova

Ridurre

  • Carni rosse
  • Latticini

Eliminare

  • Zucchero e farine bianche
  • Grassi idrogenati

“Ridurre le calorie introdotte e aumentare i nutrienti, è il modo migliore per aumentare la longevità e prevenire le malattie degenerative della vecchiaia. (fonte www.alimentazione-benessere.it)

Cosa Mangiare durante la Pausa Pranzo per stare bene e in forma

Parliamo della pausa pranzo, croce e delizia di tutti i lavoratori (che non possano contare su una mensa aziendale). Insomma, è sempre il solito enigma: portarsi il cibo da casa, magari le classiche insalate di pasta o di riso, trangugiare due tramezzini al bar più vicino, mangiare al ristorante, o… saltare del tutto l’appuntamento con il pasto di mezza giornata? Tutte le opzioni presentano dei pro e dei contro, ma sicuramente ce n’è una assolutamente VIETATA (a meno che non vogliate rischiare seriamente di andare in down mentale e fisico, cosa che peraltro pregiudicherebbe anche la qualità del vostro lavoro): non mangiare nulla.

Ovviamente non potete rimanere digiuni, neppure se avete una pausa pranzo super compressa e magari del lavoro da finire. Ma, allora, come gestire questo momento così importante della nostra giornata? Affidiamoci ai consigli del nutrizionista Michele Carruba del Centro Studi e Ricerche dell’Università di Milano

Pausa pranzo: cose da NON fare

Cosa non fare durante la pausa pranzo? Innanzi tutto sottovalutarla, pensando che basti sgranocchiare una barretta energetica in pochi minuti o un semplice frutto, perché tanto poi faremo una lauta cena una volta rientrati a casa. Questo tipo di scelta è deleterio per il nostro organismo, perché non ci fornisce quelle calorie necessarie per affrontare il resto della nostra giornata e gli impegni mentali e fisici che ci aspettano ancora. Specialmente sbagliato è eliminare i carboidrati complessi, quelli contenuti nel pane, nella pasta, nel riso, che ci forniscono energia a lento assorbimento, che quindi dura nel tempo. Ecco cosa afferma il prof. Carruba: “La pausa pranzo e’ un momento molto importante perché è il perno del ciclo fame-sazietà che deve essere necessariamente regolare e scadenzato, per evitare squilibri all’organismo, proprio come il ciclo sonno-veglia. I carboidrati in particolare servono al cervello per funzionare”. Altra cosa da evitare (e questo tipo di errore lo commettiamo praticamente tutti) è quella di “liquidare” la pausa pranzo in pochi, rapidi minuti, magari continuando a lavorare al pc mentre mastichiamo, invece di approfittare per fare davvero un break e rilassarci un po’. “E’ fondamentale staccare mentre si mangia, rilassarsi, masticare con calma, in un certo senso concentrarsi sull’atto del mangiare. Quindi no al pranzo davanti al computer, e no al mangiare camminando o stando in piedi. E soprattutto, niente fretta “, spiega l’esperto. E veniamo ai cibi su cui dobbiamo puntare per mantenerci svegli mentalmente, fare un pieno di energia senza appesantirci, e naturalmentemantenere la linea.

Pausa pranzo: i cibi NO

Cosa NON mangiare, è presto detto: niente “schifezze” del genere junk food, cibi unti, fritti, dolciumi confezionati o panini pieni di salse grasse come la maionese. Anche le classiche pizzette, i calzoni e i tramezzini comprati al bar sarebbe meglio relegarli solo a qualche occasione ogni tanto, giusto per toglierci uno sfizio. E sarebbe meglio anche tralasciare bevande zuccherate, cole, energy drinks. Al limite, ogni tanto meglio una mezza birra o un bicchiere divino.

Pausa pranzo: cosa mangiare

Cosa mangiare? Intanto, distinguiamo la pausa pranzo lunga, che prevede la possibilità di usufruire dei ticket restaurant, da quella breve o effettuata nello stesso luogo di lavoro (ufficio, negozio eccetera). Nel primo caso, ecco i consigli del prof. Carruba: “Ormai e’ pieno di locali, tavole calde, ristoranti, che offrono pasti veloci ma nutrienti per la pausa pranzo. Consiglio un bel piatto di pasta al sugo, magari al pesce, e poi insalata e macedonia. E’ importante, come dicevo, mangiare carboidrati, anche poco”. Chi, invece, preferisce portarsi il pranzo pronto da casa, cosa deve scegliere? “La pausa pranzo fai da te presenta dei rischi: per esempio quello di portarsi, per la fretta, un panino, o una pizza ripiena, che di per sé non sono totalmente da eliminare, ma certo non possono costituire tutti i giorni il pasto principale. Poi il piatto, va da sé, sarà freddo, mentre ogni tanto e’ positivo mangiare un bel piatto caldo. In ogni caso l’ideale in questo caso e’ portarsi una bella insalata condita con buon olio d’oliva, con dentro magari del petto di pollo, o del tonno o sgombro al naturale, e un po’ di pane integrale”. Insomma, alla fine non è proprio difficile fare, di questo momento così importante della nostra giornata lavorativa, un piccolo e salutare rito. (fonte salute.pourfemme.it)

Frutta e Verdura, i 7 trucchi per mangiarne di più

Scegliere di mettere nel piatto frutta e verdura è una delle strategie migliori per mantenersi in buona salute. Purtroppo, però, riuscire a metterla in pratica può non essere così semplice e raggiungere le 5 porzioni al giorno raccomandate dagli esperti può essere un’impresa ardua.

I motivi? Primo fra tutti, i prezzi, spesso paragonabili a quelli di un gioielliere. Il consiglio è scegliere prodotti di stagione e a Km0. Ma in genere, si tratta solo di vecchie abitudini, pigrizia e poca dimestichezza con frutta e verdura.

Esistono, però, semplici trucchi per riuscire ad aumentare il consumo di questi prodotti senza troppi sforzi.  A suggerirli sono gli esperti di Harvard.

  • iniziate ad aggiungere un frutto o una verdura in più rispetto alle vostre abitudini. Una volta che vi sarete abituati, aggiungetene un altro e così via;
  • aggiungete carote o zucchine tritate al sugo per la pasta, al polpettone o allo stufato;
  • non limitatevi alla ’solita’ frutta: al posto di una mela provate un mango, un ananas o qualche altro frutto esotico che stuzzica la vostra curiosità;
  • sbizzarritevi con succhi, frullati e frappè, aggiungete la frutta fresca allo yogurt o a un’insalata, intingetela nel cioccolato e non sottovalutate la possibilità di trasformare le verdure, ad esempio gli spinaci, in purè o in salsine spalmabili;
  • scegliete frutta e verdura anche a colazione, preparandovi un’omelette o aggiungendo ai cereali fragole, mirtilli o frutta secca;
  • non limitatevi ai prodotti freschi: rendete più vario il menù con verdure al forno o alla griglia e condite con le spezie che preferite;
  • se il vostro maggior problema è la pigrizia, comprate verdura – ad esempio insalata – già pronta all’uso.

Seguendo questi semplici consigli sarà più facile riempire il piatto di frutta e verdura. Il che significa mantenere sotto controllo più facilmente la pressione e i livelli di colesterolo, proteggere le ossa, mantenere arterie flessibili e proteggere a salute di occhi, cervello, apparato digerente e chi più ne ha, più ne metta. (fonte www.benessereblog.it)

I Flexitariani: chi sono e cosa mangiano

I flexitariani che in un certo senso potremmo definire come dei “vegetariani part time” stanno aumentando sempre più negli Stati Uniti e probabilmente questa nuova tendenza ben presto prenderà piede anche nel nostro paese; i flexitariani usano sì le proteine animali ma solo sporadicamente (sono orientati verso un regime alimentare quasi vegetariano) e questo sia per ragioni di salute che etiche che di ambiente. Da tempo oramai è sempre più diffusa l’opinione che un consumo limitato di carne allunghi l’aspettativa di vita e tenga lontano le malattie (come l’obesità ma anche l’ipertensione).

Attenzione poi perché per mantenere in salute gli animali a volte possono venire impiegati medicinali potenzialmente dannosi per l’organismo umano;  anche l’ambiente può trarre benefici da questa scelta: produrre carne vuol dire molte emissioni di CO2 provocando inquinamento. Limitando il consumo di carne i danni all’ambiente possono essere contenuti. E visto che la carne ha un costo non indifferente per le nostre tasche, consumandone in misura minore riusciremo a risparmiare. (fonte www.mondobenessereblog.com)

Colorito della Pelle Pallido e Spento? Prova con Frutta e Verdura!

Il consumo regolare di frutta e verdura ci regala un colorito della pelle meno spento. La conferma di quanto ipotizzato da precedenti studi arriva da un recente studio pubblicato su PLoS ONE, a cura dei ricercatori dell’Università di St Andrews, in Gran Bretagna. Secondo gli autori, che hanno studiato la dieta di 35 persone, il segreto di un colorito meno pallido e spento è nei carotenoidi, pigmenti che si trovano in molti tipi di frutta e verdura. Queste sostanze sarebbero in grado di dare una tonalità più luminosa e sana alla pelle.

Gli autori hanno esaminato il colorito del volto dei pazienti prima e dopo una dieta basata su frutta e verdura durata 6 settimane. Dal confronto è emerso che il giallo ed il rosso del colorito avevano tonalità più vivide dopo la dieta a base di frutta e verdura. Insomma, consumare frutta e verdura ci rende non solo più sani, ma anche più attraenti, eliminando quel colorito pallido, spento e malaticcio che certo non ha sex-appeal.

Secondo i ricercatori dovremmo tornare ad alimentarci come i nostri antenati per migliorare non solo la salute ma anche il nostro aspetto. D’altra parte, ne parlavamo appena qualche giorno fa, la nostra dieta oggi è lontana anni luce da quella degli uomini primitivi. Dovremmo tornare a soddisfare le richieste nutrizionali scritte nei nostri geni per evitare le malattie dovute agli squilibri alimentari. E aumentare il consumo di frutta e verdura è sicuramente un passo nella giusta direzione. (fonte www.benessereblog.it)

La Dieta giusta contro la Stanchezza tipica della Primavera

L’inverno, con il suo “strascico” di malanni, sintomi influenzali e parainfluenzali, ormai sembra essere definitivamente alle spalle, ma anche la primavera, nonostante il suo clima più mite e le sue giornate più lunghe, riserva qualche brutta sorpresa. Il “mal di primavera” può presentarsi, puntuale allo sbocciare dei fiori, con una serie di piccoli e grandi fastidi, come insonnia, stanchezza e irritabilità, ma anche disturbi intestinali.

Contro il malessere primaverile, che mette a dura prova la salute psicofisica, meglio affidarsi all’alimentazione giusta. Dopo le abbuffate invernali, per garantire all’organismo la giusta carica energetica, dandogli le forze necessarie per affrontare la primavera, è importante puntare tutto sulla dieta, ricca di alimenti adatti allo scopo.

Innanzitutto, via libera alle verdure. Non vegetali “a caso”, però: meglio preferire quelli ricchi di alcune sostanze nutrienti preziose, ad alto carico energetico e rigenerante, come il potassio, il magnesio il ferro, il calcio e i minerali in generale. Parola della nutrizionista Sara Farnetti, che avverte: “il segreto è mangiarli crudi. Ora nei mercati, per esempio, stanno arrivando gli agretti e i fagiolini. I primi sono un ‘super’ contenitore di calcio: 200ml in 100 grammi”.

“La dieta di primavera deve avere come obiettivo quello di tamponare lo stato di acidosi prodotto dai radicali liberi. Durante l’inverno, infatti, abbiamo accumulato molte tossine e in circolo ci sono i radical liberi, che aggrediscono le cellule e ne aumentano l’invecchiamento. I minerali nel periodo di marzo-aprile aiutano, così, a recuperare l’equilibrio dell’organismo e a combattere proprio la stanchezza, l’insonnia, l’irritabilità, che arrivano con la primavera. Ma sono armi efficaci anche contro altri disturbi come le gastriti e il mal di stomaco. Questo perché influiscono positivamente sulla stabilità dell’umore e della mente rilassando i muscoli” ha aggiunto l’esperta.

Da affiancare, nel regime alimentare quotidiano, ad agretti e fagiolini, anche le mandorle, gli spinaci e il cavolo. Per cominciare al meglio la giornata, meglio scegliere per colazione un po’ di frutta secca (10 mandorle), da abbinare a yogurt e fiocchi d’avena. “A pranzo, invece, servono le proteine e quindi preferire del pesce con accanto: spinaci e agretti crudi, fagiolini o insalate miste. Accanto al pesce si può mettere una fetta di pane. E, senza castigarci troppo, dopo il caffè anche un pezzo di cioccolato fondente. Quest’ultimo è antiossidante e per circa tre ore siamo protetti dai radicali liberi. Mentre a cena se si soffre di insonnia – precisa – optare per i legumi, il riso rosso o nero, con accanto una bella insalata. Non dimentichiamoci che anche un piatto di pasta può ridarci la sera i carboidrati consumati durante la giornata” ha consigliato la dottoressa Farnetti. (fonte www.tantasalute.it)