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Vitamina K e i tempi di Protrombina

La malattie cardiovascolari sono le patologie più frequenti nel nostro paese e per questo motivo sono molte le attenzioni rivolte in questo ambito per attuare una efficace azione preventiva, oltre che terapeutica. L’analisi che si effettua in questo contesto riguarda i valori di INR, ovvero il calcolo dei tempi d’azione della protrombina (proteina coinvolta nella coagulazione del sangue).

Nello specifico un tempo di protrombina eccessivamente basso indica una alta tendenza del sangue a coagularsi, con il conseguente rischio di trombosi o altre patologie ostruttive dei vasi. In questi casi viene sempre somministrato un farmaco anticoagulante in grado di conferire al sangue la giusta consistenza.

Nei pazienti che praticano terapia anticoagulante è importante regolare l’apporto di alcuni alimenti che, contenendo vitamina K, sono in grado di favorire la coagulazione e alterare l’effetto del farmaco prescritto.

Gli alimenti che contengono vitamina K sono per lo più vegetali e tra questi possiamo citare: quelli a foglie verdi (verza, spinaci, broccoli, cavolo, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, ecc…), nonchè altri alimenti quali la soia, i piselli, i ceci, il the verde. Anche alcuni alimenti di origine animale contengono questa vitamina (uova, fegato di maiale e manzo). C’è da dire che la vitamina K partecipa anche alla fissazione del calcio nelle ossa, per cui una sua carenza può, alla lunga, provocare osteoporosi.

Il paziente quindi deve certamente rispettare scrupolosamente la terapia farmacologica,seguendo però, in collaborazione con il proprio medico, una dieta in grado di mantenere gli effetti metabolici dei farmaci, non alterandoli. Certamente non è richiesta una completa eliminazione dei suddetti alimenti, ma di regolarne l’introito. (fonte www.alimentazione-salute.it)

Vitamina K

Con il termine vitamina K si indica una serie di composti derivati dalla molecola 2-metil-1,4-naftochinone tra cui la vitamina K1, sintetizzata dalle piante verdi e la vitamina K2, prodotta nel tratto intestinale dalla flora intestinale. Caratterizzata da proprietà antiemorragiche, la vitamina K (liposolubile) è utile per la coagulazione del sangue.

La vitamina K è contenuta in natura negli ortaggi a foglia verde (spinaci, lattuga, broccoli, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles) e, in quantità inferiori, nei cereali, nella carne e nei latticini.

Non sono state definite quantità minime giornaliere raccomandate di vitamina K: si ritiene però che l’apporto ottimale debba aggirarsi intorno a 1 microgrammo per ogni kg di peso corporeo, normalmente fornito da una dieta mista. La vitamina K è in condizioni normali sintetizzata dalla flora intestinale: per questo motivo non se ne riscontrano facilmente stati di carenza, che si verificano invece in seguito alla somministrazione di farmaci che interferiscono con l’azione dei batteri intestinali (antibiotici, sulfamidici) o in situazioni di inadeguato assorbimento intestinale (ad esempio per mancanza di bile).

In ogni caso, una carenza di vitamina K dà luogo a una coagulazione anormale che può manifestarsi con epistassi, ematuria (presenza di sangue nelle urine), sanguinamento dello stomaco. Navigazione Home Page Vitamine Vitamine Idrosolubili Vitamine Liposolubili Sali Minerali Ricerca