Tag Archives: vitamine

Vitamine e minerali essenziali per una pelle sana e bella

come avere pelle bella e sanaLa pelle è uno degli indicatori più visibili della nostra salute interna. Rughe, cute secca o grassa, acne, psoriasi, e altre infiammazioni possono essere tutti segni di qualche disturbo interno, spesso causato da un consumo di alimenti poco salutari, per niente nutrienti e/o privi di vitamine e minerali necessari per la salute della pelle.

Vitamine

La vitamina A favorisce la riparazione dei tessuti dell’epidermide, e una sua carenza può provocare secchezza e squamosità. Tra gli alimenti con il maggiore contenuto di vitamina A troviamo: fegato, tarassaco, carote, pomodori, albicocche, cavolo, peperoncino, patate dolci, spinaci, prezzemolo, basilico, rucola, tuorlo d’uovo, mango, e melone.

La vitamina C è un ottimo antiossidante naturale efficace per contrastare i dannosi effetti dei radicali liberi, soprattutto nei casi di sovraesposizione al sole o di inquinamento. I radicali liberi consumano il collagene e l’elastina, ovvero le fibre che sostengono la struttura della pelle, e portano alla formazione di rughe e di altri segni dell’invecchiamento precoce. La sua azione nel proteggere la pelle dalla sovraesposizione solare è particolarmente efficace in combinazione con la vitamina E. Gli alimenti ricchi di vitamina C sono: agrumi, acerola (frutta simile alla ciliegia), kiwi, ribes, uva, pomodori, menta, peperoni rossi, gialli e verde, guava, cavoli, rucola, cavolfiore, lattuga, prezzemolo, rosmarino, broccoli, sedano, spinaci e rape.

La vitamina E è un altro formidabile antiossidante capace di ridurre i danni causati alla cute dall’esposizione al sole. Oltre a ciò, la vitamina E diminuisce la comparsa di rughe e, se applicato localmente, lenisce la pelle secca e ruvida. Le migliori fonti alimentari di vitamina E sono gli oli vegetali tra cui quello di germe di grano, di semi di girasole, di cartamo, d’oliva e di jojoba. Tra gli altri alimenti abbiamo: mandorle dolci, pistacchi, noci, germe di frumento, anacardi, crusca di frumento, cereali integrali, spinaci, pesche, prugne, pomodori, cavoli, asparagi, avocado.

Zinco

Lo zinco è un componente importante per una pelle sana e bella soprattutto per coloro che presentano problemi di acne, dovuta spesso a una carenza di zinco. Questo minerale agisce direttamente andando a regolare la produzione di sebo nella pelle, e può anche contribuire al controllo di alcuni ormoni responsabili dell’acne. Lo zinco è inoltre necessario per il corretto funzionamento del sistema immunitario, come pure per la vista, il gusto e l’olfatto. Gli alimenti ricchi di zinco sono: ostriche fresche, carne rossa, legumi, semi di zucca, zenzero, frutta secca, cereali, latte e uova.

Silicio

Il silicio è un minerale traccia che rafforza i tessuti connettivi del corpo: muscoli, tendini, legamenti, peli, capelli, unghie, cartilagine e ossa, ed è altresì di vitale importanza per la salute della pelle. Una carenza di silicio nella propria alimentazione può portare a una ridotta elasticità della cute nonché può ostacolare la capacità dell’organismo di guarire le ferite. Tra le principali fonti alimentari di silicio abbiamo fagioli, porro, cipolla, ceci, aglio, cereali integrali, cavolfiore, alfalfa, cetrioli, sedano, patate, riso, orzo, granturco, topinambur, asparagi, rabarbaro, mango, fragole.

Acidi grassi omega-3

Gli acidi grassi essenziali (EFA), e soprattutto gli omega-3, sono particolarmente indicati per i tipi di pelle secca, irritata o piena di brufoli oppure di punti neri. Gli EFA infatti favoriscono la riparazione della cute, aiutano a mantenere la giusta idratazione, e rendono la pelle elastica. Tuttavia, dato che l’organismo non può sintetizzare gli EFA, questi devono essere assunti mediante un’alimentazione equilibrata che includa soprattutto cibi contenenti omega-3: pesci grassi come salmone e tonno, semi di lino, semi di chia, cartamo, frutta secca come mandorle e noci, oli vegetali come quello di lino, di colza (canola), e di ribes nero.

Selenio

Il selenio è un minerale antiossidante molto utile per donare elasticità ai tessuti. Il selenio interviene inoltre per prevenire i danni causati alle cellule da parte dei radicali liberi. Questo minerale può anche svolgere un ruolo importante nella prevenzione del cancro alla pelle in quanto contribuisce a proteggere la cute dai raggi UV. I principali alimenti con selenio sono quelli contenenti proteine, quindi uova, carne e pesce. Tuttavia, anche nel mondo vegetale troviamo cibi che ne possiedono in buone quantità, tra cui germe di grano, aglio, frutta secca (soprattutto noci del Brasile), riso e cereali integrali.

(leggi l’articolo completo su  http://www.beautyerelax.com/salute/399-pelle-nutrienti-alimenti-cute-salute-bellezza.html#ixzz2F2I5SNnN)

Raw Food, la filosofia del Crudismo

Raw Food è molto più di una semplice dieta, è una filosofia alimentare che nasce dal regime vegetariano e si basa sul consumo di frutta e verdura cruda. Per questo motivo, in Italia, è chiamata semplicemente crudismo. Arriva dagli Stati Uniti e ha conquistato il cuore di molte star, tra i seguaci troviamo anche Demi Moore, Mel Gibson, Prince, Uma Thurman, Carol Alt. A differenza di quanto si possa credere, il Raw Food non è una semplice moda, ma un modo di interpretare il benessere: mangiare cibo crudo vuol dire rispettare l’ambiente, non inquinare e possibilmente acquisire tutti i nutrienti all’interno del frutto. È ovvio che, nonostante i buoni propositi, anche questo tipo di alimentazione ha i suoi limiti.

La prima considerazione da fare è di tipo storico: l’uomo, prima scoprire il fuoco, aveva già un’alimentazione Raw food. Si nutriva, infatti, di frutta e bacche, ovviamente consumate in modo crudo. È successivamente alla scoperta del fuoco che diventa onnivoro, inizia a consumare carne e cambia totalmente la sua alimentazione. Il fuoco, infatti, rende il cibo più morbido e saporito, ma ne altera anche le proprietà. Come abbiamo detto in molte occasioni, la cottura può danneggiare la struttura dell’alimento. Spesso si disperdono le vitamine, si distrugge il contenuto enzimatico oppure si sviluppano sostanze dannose (vedi il classico annerimento durante la griglia, dagli esperti considerato cancerogeno).

Chi sono i crudisti?

I crudisti sono convinti che i cibi non debbano essere mai cotti sopra ai 40° perché gli alimenti sono vivi e a temperature diverse li uccideremmo. È stato dimostrato, per esempio, che l’uso del microonde provoca una riduzione del 30-40 per cento del contenuto di vitamina B12 del latte. E’ tanto comodo la mattina mettere la nostra tazza nel fornetto e questo è il risultato. Di base hanno rivalutato la composizione dei piatti: siamo abituati a considerare la frutta e la verdura come un semplice contorno o uno spuntino. I crudisti, invece, pongo proprio al centro dei loro piatti questi due ingredienti.

Il crudismo fa bene?

Il crudismo fa bene e non è dannoso per la salute, ma deve essere seguito con un po’ di attenzione. Esattamente come per la dieta vegetarianail consiglio è quello di non smettere all’improvviso di mangiare carne e basta, ma di andare da un esperto, un nutrizionista vegetariano e/o vegano, per stabilire una dieta ben equilibrata. Sicuramente il Raw Food permette di contrastare il rischio obesità, ipertensione, ma anche le malattie cardiovascolari. Bisogna però stare molto attenti a non creare delle carenze alimentari: il corpo ha bisogno anche di proteine ed è importante che quelle animali siano sostituite con quelle vegetali, ma con consapevolezza. Il rischio più grave è la mancanza di ferro, calcio, vitamina B12 e D. Inoltre, non fate questa scelta solo per imitazione: non è l’esempio di un amico o di un vip che può spingervi verso una decisione simile. Ci vogliono ragioni più profonde e maturate dentro di sé.

 (fonte dieta.pourfemme.it/)

Piselli tante proteine di qualità con Poche Calorie

La pianta del pisello (Pisum sativum) può essere nana o rampicante, le foglie sono composte con i fiori bianchi o gialli, e i frutti, chiamati baccelli, caratterizzati dalla forma curva, contengono al loro interno i semi di colore verde (fino a dodici per baccello), che sono la parte commestibile della pianta. La provenienza non è molto chiara, ma sappiamo che la loro origine è sicuramente orientale. La tesi più avvalorata è che la loro origine sia la Mesopotamia, intorno al III millennio a.C. e che da qui sarebbero giunti nell’area mediterranea, entrando a far parte in modo stabile della dieta dei Greci e dei Romani. Oggi sono largamente coltivati in tutta l’Europa Centrale e in quella Meridionale, e sono diffusissimi in Italia, dove si possono trovare nelle varietà lisce o rugose, gialle o verdi, interi o sgusciati o spezzati. Insieme alle lenticchie, fagioli, ceci e la soia fa parte della famiglia delle Fabaceae (o Leguminose), che hanno in comune una caratteristica, contengono un’elevata quantità di aminoacidi, al punto da essere i vegetali che ne sono più ricchi; sono carenti solo di metionina e cisteina che si trovano invece negli aminoacidi dei cereali, che a loro volta mancano di lisina, la quale è contenuta nei legumi. Per questo motivo legumi e cereali si completano a vicenda, dando origine a un contenuto proteico di alta qualità.

Il pisello è un ortaggio che ha una composizione nutrizionale molto interessante. Ricco di carboidrati, aminoacidi, fibre, vitamine e sali minerali, contiene invece una una modesta quantità di calorie (80 kcal ogni 100g). Il contenuto di carboidrati varia a seconda del grado di maturazione, minimo e con molta acqua all’inizio, alto e perfino altissimo quando è secco. Le fibre solubili sono tante, rappresentano circa il 4-6% del peso totale del pisello e sono molto  efficaci per i problemi intestinali e per la stitichezza;  è stato inoltre dimostrato che un’alimentazione a base di cibi ricchi di fibre solubili permette di ridurre i livelli di colesterolo e, restando più a lungo nello stomaco, stabilizzano la glicemia. Alto è anche il valore proteico dei piselli, maai quali mancano gli aminoacidi essenziali che si trovano però nei cereali, quindi usare il pane durante il pasto con i piselli è un modo di ottimizzare l’uso delle proteine. Anche le vitamine sono presenti nei piselli in notevole quantità, fra queste tutte le vitamine del gruppo B escluso la B12, la vitamina C e la vitamina E.
Essendo ricchi di vitamina C, rafforzano le difese naturali dell’organismo. I piselli non contengono colesterolo, e sono pertanto consigliati anche per chi soffre di alti valori di lipidi, contengono invece una modesta quantità di fitoestrogeni, generalmente usati per abbassare i sintomi della menopausa. Importante è anche l’elevato contenuto di minerali, ferro e fosforo in particolare, presenti in questi legumi. Contenendo poche calorie e assenza di colesterolo, i piselli, si rivelano un ottimo alimento per regimi dietetici che vogliono perdere peso, sono deliziosi e danno velocemente il senso di sazietà. Contengono meno amidi degli altri legumi e perciò sono assai più digeribili. Hanno un effetto benefico nella prevenzione di infezioni virali dell’intestino.
I piselli sono tra i legumi più comunemente consumati e sono di norma ben tollerati, ma in soggetti predisposti possono essere causa di allergie o scatenare delle forti orticarie. (fonte www.florablog.it)

I Cereali

Noi italiani siamo abituati a pensare soltanto alla pasta quando si parla di cereali, e invece questo è un mondo ben più ricco!
I cereali che mettiamo in tavola devono essere variati, in qualsiasi negozio di alimentazione naturale potremo trovare l’avena, l’orzo, il grano saraceno, il riso, il farro, il miglio, il mais, il kamut® e i più rari amaranto e quinoa.
Si possono mangiare in minestra ma anche in insalata, ricette facilissime, rapidissime e ricche di nutrienti preziosi.L’uso eccessivo di farine raffinate ha portato ad un deficit di vitamine (gruppo B), minerali (calcio e magnesio) e oligoelementi (selenio e zinco) che sono contenuti nella parte più esterna del chicco, per cui largo ai cereali integrali da alternare con gli altri!
(fonte www.altrasalute.it/)

Cetrioli, Proprietà e Benefici

La pianta del cetriolo, nome scientifico Cucumis Sativus, appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee, cresce generalmente in paesi con clima caldo o temperato; il cetriolo è originario probabilmente dell’ Himalaya dove appunto si hanno notizia delle prime coltivazioni di questo ortaggio.
Il cetriolo si presenta con una forma allungata la cui lunghezza può arrivare a 30 cm., la buccia è di colore verde scuro ricoperta da piccole protuberanze mentre la polpa è di colore verde chiaro con all’interno i semi bianchi.
Le varietà più diffuse in Italia sono il Parigino, il Verde Lungo d’Italia, il Marketer ed il Mezzo Lungo Bianco; le regioni in cui viene maggiormente prodotto il cetriolo sono invece Lazio, Veneto e Puglia.

I cetrioli contengono il 96,7 % di acqua, il 2,1% di carboidrati, zuccheri, ceneri, proteine, grassi, fibre ed amido; i minerali contenuti nel cetriolo sono il calcio, il potassio, il fosforo, il sodio, il magnesio ed il fluoro. In piccolissima percentuale troviamo invece zinco, rame e manganese.Sul fronte delle vitamine citiamo: vitamina A, B1, B2, B3, B5, B6, vitamina C, k e J; presente in bassissima percentuale anche la vitamina E; gli zuccheri presenti nei cetrioli sono destrosio e fruttosio.
Questi gli aminoacidi: acido aspartico e glutammico, arginina, alanina, cistina, fenilananina, glicina, isoleucina, lisina, leucina, serina, treonina, valina e prolina.

I cetrioli sono molto ricchi d’acqua e per questo motivo posseggono proprietà depurative e rinfrescanti in grado quindi di apportare benefici ai reni; grazie al loro apporto calorico molto basso e soprattutto al loro contenuto di acido tartarico, i cetrioli sono spesso inseriti in svariate diete dimagranti. L’acido tartarico ha infatti la proprietà di impedire che i carboidrati immessi nel nostro organismo si trasformino in grassi.Oltre a queste caratteristiche il cetriolo ha proprietà antinfiammatorie e diuretiche ed è in grado di contrastare la gotta e l’artrosi; il suo consumo è consigliato anche per la prevenzione dei calcoli ai reni ed alla vescica e, in quanto quasi privo di zuccheri, è un alimento indicato per tutti quei soggetti con glicemia alta ed a rischio diabete.In ultimo la sua assunzione si è rivelata utile anche in casi di febbre, raffreddore e disturbi legati al raffreddamento in generale; i suoi semi hanno rivelato vere e proprie proprietà vermifughe, in particolar modo della tenia, anche se ultimamente, a causa delle condizioni igieniche migliorate, questa patologia è molto più rara rispetto al passato.

Il cetriolo contiene inoltre sostanze in grado di attenuare e contrastare le infezioni della pelle, per questo motivo viene spesso utilizzato per la produzione di maschere di bellezza ed è quindi molto indicato per la cura della pelle.
I dermatologi consigliano il suo impiego anche in caso di scottature dovute all’esposizione ai raggi del sole e, se utilizzato in modo costante, pare sia in grado di rallentare l’insorgere delle rughe. Con la polpa del cetriolo si ottengono maschere rinfrescanti, con i semi si preparano invece maschere rassodanti mentre il succo è utilizzato per fare impacchi a carattere lenitivo su pelli particolarmente irritabili.

Un vecchio “rimedio della nonna” sostiene che per ridurre il gonfiore degli occhi, ravvivare le sguardo e ridurre le borse sotto agli occhi è necessario applicare due fette di cetriolo sugli occhi per un quarto d’ora.

L’acido tartarico presente nei cetrioli come abbiamo visto svolge un ruolo importante nel metabolismo del corpo umano; questo acido viene però distrutto dal calore della cottura e per questo motivo è indispensabile mangiare i cetrioli crudi. Siccome la digestione dei cetrioli crudi risulta difficile nella maggior parte dei casi c’è chi consiglia di tagliarlo a fette e di metterlo sotto sale qualche ora prima di consumarlo per ovviare a questo “inconveniente”.

Dopo l’acquisto i cetrioli possono essere conservati in frigorifero per un periodo non superiore ai dieci giorni.

I cetrioli con dimensioni più piccole vengono generalmente utilizzati per la conservazione sott’ aceto. (fonte http://oknotizie.virgilio.it)

Menopausa: i rimedi Naturali

Per molte donne il cammino verso e attraverso la menopausa può essere difficile, accompagnato da sintomi spiacevoli, fisici, mentali ed emotivi.

Fluttuazioni ormonali, aumento del peso corporeo, sbalzi di umore, depressione, notti insonni, dolori articolari e vampate di calore sono solo alcuni dei sintomi che caratterizzano la cosiddetta sindrome premenopausa, ma che fortunatamente possono essere agevolmente controllati ed alleviati ricorrendo a vitamine e minerali che si possono assumere attraverso una sana e corretta alimentazione composta soprattutto da frutta e verdura.

E’ risaputo inoltre che il fabbisogno di alcuni nutrienti aumenta durante la menopausa, ed è spesso pertanto necessaria una loro integrazione specifica. Tra questi nutrienti si ricordano la vitamina D, il calcio, il magnesio e lo zinco.

Vitamina D. Il principale ruolo della vitamina D è il mantenimento di adeguati livelli plasmatici di calcio, in grado di proteggere le ossa dalla demineralizzazione e quindi prevenire l’osteoporosi.

E’ noto che durante la menopausa il processo di demineralizzazione delle ossa accelera enormemente, ed è proprio per questo che l’integrazione della dieta con vitamina D viene sempre raccomandata dalla maggior parte dei medici. Una quotidiana esposizione al sole assicura una buona dose di vitamina D.

Calciomagnesio e zinco. Il calcio rappresenta il principale minerale dell’organismo ed è presente in massima concentrazione nei tessuti duri delle ossa e dei denti.

Oltre ad un ruolo strutturale nella composizione delle ossa, il calcio svolge numerosi altri ruoli nell’organismo, tanto che una sua carenza può condurre, oltre che all’osteoporosi e ad un aumentato rischio di fratture ossee, a debolezza muscolare, palpitazioni cardiache, insonnia, irritabilità e fragilità delle unghie.

La perdita di calcio dalle ossa inizia in genere dopo i 30 anni di età, ed è particolarmente marcata nelle donne durante la menopausa. E’ per questo che la dieta dovrebbe essere arricchita con alimenti ad alto contenuto in calcio (tra i vegetali si trova in quelli a foglia verde, fagioli, soia, lenticchie, piselli e patate).

Per favorire l’assorbimento intestinale del calcio, è utile inoltre ricorrere ad un’integrazione con zinco e magnesio, quest’ultimo efficace anche ad alleviare l’instabilità di umore, l’irritabilità, nonchè i disturbi del sonno.

Il magnesio lo si trova nel mondo vegetale nelle verdure a foglia verde, frutta seccalegumi, funghi, cereali integrali e banane.

(fonte www.viveremeglio.it)

Denti, Gengive e Alimentazione

La carie è il principale problema dentale negli Stati Uniti. La maggior parte delle carie è causata dal consumo continuo di zuccheri raffinati e amidi, che si mischiano alla saliva formando un acido che corrode lo smalto dei denti.
Si possono controllare le carie evitando cibi a base di carboidrati raffinati, seguendo una dieta nutritivamente equilibrata, e con un’attenta igiene orale, che comprende la spazzolatura dei denti e delle gengive. Oltre ad un’igiene insufficiente la carie può essere causata anche da infezioni, da malattie del sangue e da endocrinopatie. La pulizia degli spazi interdentali con il filo dentale dopo i pasti e le merende è una precauzione supplementare che permette di prevenire la perdita dei denti dovuta a malattie delle gengive.
Benché la carie costituisca la principale malattia dentale, un disturbo conosciuto come periodontite è responsabile della perdita di un numero maggiore di denti della carie. Tre americani su quattro vengono colpiti da problemi alle gengive di diverso tipo. L’infiammazione delle gengive inizia con la placca, un miscuglio di cibo, batteri e muco che si infiltra negli spazi tra i denti e le gengive. Questa sostanza, se non viene asportata dalla base dei denti con lo spazzolino, col filo interdentale o con la pulizia effettuata dal dentista, si indurisce e forma il tartaro che irrita e infetta le gengive.

Le sostanze nutritive possono essere d’aiuto. I bioflavonoidi, presenti negli alimenti ricchi di vitamina C sono benefici in caso di gengive che sanguinano.
Benché tutti i minerali e le vitamine siano necessari per la formazione e la salute dei denti, un’assunzione adeguata di vitamina C è specialmente utile per la prevenzione della gengivite e della piorrea dato che una carenza di questa vitamina può causare l’indebolimento e la rottura dei denti. Si ritiene che la vitamina A controlli lo sviluppo e la salute generale delle gengive: una carenza di questa vitamina sfocia spesso nell’infezione gengivale. La vitamina A è necessaria anche per lo sviluppo dentale dei bambini. I minerali importanti per la salute dei denti sono il sodio, il potassio, il calcio, il fosforo, il ferro e il magnesio. La vitamina D è essenziale per l’assorbimento del calcio. 

Una dieta variata a base di frutta fresca, verdure a foglia verde, verdure crude, e pane integrale fornirà ai denti, alle gengive e all’organismo le vitamine e i minerali essenziali per la salute dei denti.

Il fumo raddoppia il rischio di gengiviti perché deprime il sistema immunitario.
Le erbe indicate sono la larrea divaricata (per gli sciacqui in caso di mal di denti, carie e gengiviti), le foglie di salvia, la tintura di mirra (si trova nei dentifrici), i semi di cardamomo (da masticare), l’altea (infusione per i dolori alla bocca e alle gengive), la romice (gengiviti), la mirica (gengive spugnose), le foglie di noce e le foglie di aloe vera fresca sfregate direttamente sulle gengive (per irritazioni causate da dentiera o altro). I rimedi omeopatici sono Hypericum per le nevralgie, Phosphorus 6C, Salvia officinalis per l’alveolite e Mercurius solubilis 6c. I rimedi per il dolore sono Chamomilla, la tintura di Plantago majus, l’Hypericum e la Belladonna.
L’aromaterapia per la gengivite include il cipresso, la mirra e la melaleuca. (fonte www.laleva.cc)

La Pelle d’inverno ha bisogno della Buona Tavola!

Gli sbalzi termici mettono a dura prova la salute della pelle: la sola idratazione cosmetica non basta a proteggerla è necessario anche mangiare con molta intelligenza

La cute di viso, mani e collo durante l’inverno è sottoposta ad una situazione di forte stress: il freddo e soprattutto gli sbalzi termici (il passare di frequente da un ambiente caldo ad uno freddo) provocano una continua alternanza di vasocostrizione e vasodilatazione, questo continuo passaggio provoca sfiancamento delle pareti delle arteriole con comparsa di couperose, ovvero dell’inestetismo che rende la pelle del viso arrossata su zigomi e naso.

Il calore favorisce l’evaporazione dell’acqua dalla pelle rendendola secca e arida, mentre il freddo la rende opaca e poco tonica.

I soli trattamenti cosmetici di idratazione pur necessari, da soli non bastano a proteggere e a mantenere la pelle luminosa ed elastica, serve anche un’alimentazione corretta ed equilibrata.
Per la salute della pelle è indispensabile una dieta ricca di vitamina C, che concorre a rafforzare la cute e a riparare i danni tissutali determinati dalla temperatura e dallo smog. La vitamina , è anche indispensabile alla produzione di collagene per questo nelle giornate invernali non devono mancare mandarini, arance e kiwi, come pure è necessario privilegiare frutti come il ribes ricco di bioflavonoidi con azione protettiva sui vasi sanguigni.
A colazione, sarebbe una buona abitudine consumare succo di pompelmo (ricco di vitamina C) con fette biscottate integrali, ricche di vitamina E importantissima per la pelle.

D’inverno, vista anche l’ampia disponibilità, vanno inseriti regolarmente nel menù settimanale i broccoli e le carote ricchi di vitamina A, una vitamina in grado di riparare i danni cellulari indotti dalle avverse condizioni atmosferiche.

Almeno una volta a settimana sarebbe bene consumare omega-3, acidi grassi che svolgono un’importante azione anti età.
Un’ottima abitudine è anche quella di eliminare le bevande zuccherate e alcoliche che non giovano alla salute della pelle e neppure alla silhouette. (fonte salute.it.msn.com)

Le Vitamine per salvare la Memoria

“Mens sana in corpore sano”, scriveva Giovenale nel primo secondo dopo Cristo. Una frase che spiega come anche dall’antichità fosse sentito il rapporto fra una vita sana e una mente brillante. Una tesi confermata anche da numerose ricerche, che hanno anche evidenziato l’importanza di un’alimentazione corretta. Una recente ricerca realizzata dai ricercatori dell’Oregon Health & Science University di Portland dimostra come una dieta ricca di vitamine e omega 3 protegge il cervello dalle alterazioni tipiche dell’avanzare dell’età.

Tutte le vitamine hanno un ruolo importante per il funzionamento dell’organismo, dato che ogni carenza genera un deficit diverso nel corpo. Per mantenere sempre attive le funzioni del cervello, sono fondamentali le vitamine antiossidanti, come la C e la E, e tutte le altre, ognuno ha un suo specifico ruolo e si può trovare in alimenti differenti.

Vitamica C: potenzia il sistema immunitario ed è utile per la prevenzione delle malattie da raffreddamento. Ottime quantità si trovano nel kiwi, ribes, agrumi, rucola, broccoli e cavoli.

Vitamina E: è l’antiossidante per eccellenza, protegge dall’invecchiamento tutto il corpo, dalla pelle al cervello e abbassa i livelli di colesterolo. Si trova soprattutto nell’olio extravergine di oliva, nella frutta a guscio (noci, mandorle, nocciole e arachidi).

Vitamina D: favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo e rafforza il sistema immunitario. L’organismo riesce a produrla da sé sfruttando i raggi solari: per questo occorre stare all’aria aperta, anche per pochi minuti, ma tutti i giorni. Non sono molti gli alimenti che ne contengono una quantità apprezzabile. Ne è particolarmente ricco l’olio di fegato di merluzzo, ma è presente anche nel salmone e nelle aringhe, nel latte e derivati, nelle uova e nelle verdure a foglia.

Il gruppo delle vitamine B: ha un ruolo essenziale per il buon funzionamento del sistema nervoso. I cereali integrali, i legumi, la carne, le verdure, il latte, le uova e la soia sono ricche di vitamine di questo gruppo. (fonte www.freshplaza.it)

Vitamine, amiche per la Pelle

Avere una pelle morbida, elastica e sana è essenziale per la nostra bellezza, ma non soltanto. E bisogna prendersene cura anche dall’interno.

Una pelle sana e luminosa non è soltanto una questione di estetica. Anche se, in effetti, è una delle prime cose notate in una persona. E una pelle giovane, tesa e senza segni del tempo, è sicuramente una carta in più a favore della bellezza.
Ma la cute è anche un organo importantissimo, le cui funzioni sono molteplici e che, quindi, va mantenuta in salute dedicandole tutte le attenzioni possibili. E non soltanto d’estate, quando ce ne ricordiamo perché è maggiormente esposta.

Una cura da 365 giorni
Meglio, quindi, prendersi cura della pelle tutto l’anno, con costanza e dedizione. A partire da una pulizia profonda ma delicata. E poi, proteggendola con i prodotti più adatti: idratanti, nutrienti, ristrutturanti filtri solari.
Affrontare il problema soltanto dall’esterno non basta. La pelle va curata soprattutto dall’interno, con preziosi elementi nutritivi come le vitamine.
La nostra pelle, in pratica, è ciò che mangiamo e le vitamine A, B, C, D, E sono formidabili alleate per mantenerla giovane e sana.
Senza dimenticare i minerali come calcio, magnesio, fosforo, potassio oppure ferro, rame, silicio, di fondamentale importanza per mantenere l’equilibrio idrico, regolare le reazioni biochimiche e la produzione di ormoni e anticorpi.

Iniziamo con la A

Sole, fumo e alcol contribuiscono a invecchiare precocemente la nostra pelle, mentre i radicali liberi sono la principale causa delle rughe.
In aiuto arriva la vitamina A (retinolo): la sua funzione antiossidante combatte i radicali liberi ed elimina le tossine dal corpo, allontanando i segni di invecchiamento cutaneo.
E, in più, rinforza la pelle, previene l’acne, stimola il naturale rinnovamento delle cellule e tonifica.

Dove trovarla? Spinaci, prezzemolo, carote, mandarini, arance, meloni, pesche, zucche, patate dolci, olio di fegato di merluzzo, tuorlo d’uovo sono le fonti principali.
Proteggi il microcircolo con le B Vitali per una pelle in ottima salute le vitamine del gruppo B svolgono un ruolo essenziale nel miglioramento del metabolismo e della circolazione. Oltre a essere formidabili alleate nella lotta contro l’acne.
Anche per queste preziose sostanze ci si può affidare al tuorlo d’uovo e al latte, ma si trovano in elevata quantità soprattutto in lievito di birra, soia, germe di grano, riso integrale, fagioli freschi, lenticchie, nocciole, mandorle, cavolo, cavolfiore.

Vitamina C anti-couperose
Oltre ad avere elevata attività antiossidante, la vitamina C risulta fondamentale nella creazione del collagene, proteina importantissima che conferisce tono ed elasticità alla cute. Inoltre, la vitamina C risulta importante nella prevenzione delle lesioni ai capillari: perfetta, quindi, per prevenire la couperose, ma anche accelerarne il processo di guarigione.
Associata alla vitamina A, inoltre, contrasta le alterazioni causate dal photoaging, ovvero l’invecchiamento da esposizione prolungata al sole.

Sulla tavola mettiamo quindi grandi quantità di agrumi, broccoli, fragole, kiwi, mango, lamponi, papaia, prezzemolo, spinaci, cavoli, cetrioli, meloni, fragole, ciliegie, ribes, pomodori.
Pelle idratata e protetta con la D Estiva per eccellenza la vitamina D determina la buona qualità del film idrolipidico e favorisce la maturazione delle cellule superficiali, conferendo alla pelle un aspetto giovane e sano.
Il nostro corpo riesce a produrla grazie all’azione della luce: i raggi del sole, infatti, trasformano un precursore della vitamina D (ergocalciferolo o vitamina D2), presente nella pelle nella vitamina stessa.
Perciò, sfruttiamo la bella stagione per tanti bagni di sole. Ma con raziocinio. E aiutiamoci non facendo mancare, nella nostra dieta, mandorle, sesamo, olio di germe di grano, oli di girasole e d’oliva, cereali, latte, salmone, tonno, ricchi di questa preziosa vitamina.

E, come elasticità
Nella categoria degli antiossidanti spicca la vitamina E, quasi una sorella della vitamina C. Anche lei, infatti, migliora l’idratazione della pelle e la mantiene elastica.
Inoltre, contrasta l’attività nociva dei radicali liberi durante l’esposizione ai raggi ultravioletti, prevenendo rughe e macchie solari.
Ne sono ricchi cereali integrali, mais, olive, oli di girasole, lino e oliva, frutta oleosa, ortaggi verdi, spinaci, cavoli, broccoli, asparagi, carote, tarassaco, crescione, sedano.


Vitamine e non solo

Da non trascurare l’apporto di un gruppo di sostanze (come gli acidi linoleico, linolenico e arachidonico, il coenzima Q10), che intervengono sul metabolismo del tessuto cellulare sottocutaneo e nutrono la pelle, rendendola vellutata.
Possiamo farne scorta assumendo olio di germe di grano, lecitina di soia, olio di borragine, frutta oleosa, oli di lino e di girasole.
I minerali sono fondamentali
Sono piccolissime molecole, che hanno però ruoli importantissimi e non devono quindi essere mai dimenticate. Parliamo dei minerali, la cui azione benefica si esplica a diversi livelli.
Il ferro, che troviamo in fegato, pesce, carne, frutti di mare (soprattutto, ostriche e cozze), cereali integrali, legumi, verdure verdi, ossigena i tessuti.
Il magnesio, presente soprattutto in spezie, noci, foglie di tè, semi vari, protegge e stimola la formazione di collagene.
Lo zinco garantisce una pelle sana e rallenta l’invecchiamento (partecipa anch’esso alla formazione del collagene). Yogurt, formaggi, nocciole, fagioli, carne di manzo e di maiale, cereali, legumi, carote, cavolo verde, sedano, spinaci, acciughe, polpo, seppie e ostriche sono ottime fonti di questo microelemento.
Accanto a loro, il selenio e il rame: entrambi, grazie alla loro funzione antiossidante, combattono i radicali liberi e attenuano le rughe. Il rame, poi, contribuisce alla formazione dell’elastina.

Dove trovarli? Il selenio è presente in noci, specialmente noce brasiliana, aglio, broccoli, cavoli, cetrioli, carne di pollo e di tacchino, pesci come tonno, sardine e crostacei, riso e cereali integrali. Per il rame affidiamoci a fegato, noci, crostacei, fagioli, germe di grano, cereali integrali.
Soprattutto d’estate si dovrà fare più attenzione a questi minerali poiché si perdono con il sudore. Per reintegrarli in quantità sufficienti è necessario anche bere molta acqua (almeno due litri al giorno).
E, quando opportuno, esistono anche appositi integratori formulati in modo da fornire quantità adeguate e bilanciate di micronutrienti. (fonte www.naturaemente.com)